Il Movimento è morto. Viva il Movimento!


C’era una volta il Movimento 5 Stelle. Fatto di cittadini che prendevano decisioni tutti insieme, dopo avere scartato migliaia di scelte alternative, valutate attentamente una per una. Tutte le decisioni, non solamente alcune. La televisione era considerata complice del sistema e artefice del decadimento civico e culturale. I sondaggi erano l’antitesi della buona politica, perché la democrazia diretta, da cui le proposte politiche nascono, è già il migliore sondaggio che si possa sperare di avere. La demagogia ripugnava tutti. I protagonismi erano il Peccato originale, da cui era necessario pentirsi e da sublimare nella retorica del portavoce. Per l’esattezza: “cittadino portavoce” (e che i conduttori non si sbagliassero). Tutto era trasmesso in streaming. Due mandati erano “due legislature” (e non dieci anni). Le cariche interne ruotavano ogni tre mesi, tutte, così nessuno avrebbe potuto impadronirsi di una poltrona e diventare inamovibile. Tanto un portavoce era solo un segnaposto della volontà degli attivisti certificati: era sostituibile. Le riunioni a porte chiuse erano un’eresia blasfema, perché contrarie alla trasparenza e perché per definizione ponevano nelle mani di pochi il potere di elaborare strategie nascoste, che viceversa dovevano restare competenza dei molti. Democrazia diretta e strategie di palazzo sono infatti incompatibili a priori. Il titolo di “onorevole” era una macchia indelebile da cancellare con lunghi pellegrinaggi nei MeetUp di origine. Il capo politico non esisteva ancora: non lo era neppure Beppe Grillo. Il capo politico era la base. Nacque solo in seguito, con l’esigenza di depositare il simbolo elettorale e uno statuto ad hoc per le elezioni politiche. C’erano due garanti, lungimiranti fondatori, che tenevano a freno le derive individualistiche di ragazzi catapultati all’improvviso nelle stanze del potere senza i necessari anticorpi, omaggiati e riveriti dai media e dalle associazioni di interessi. I garanti tenevano il timone dritto per preservare l’obiettivo iniziale: ovvero che tutte le decisioni venissero prese in rete e che venisse capovolta la piramide di potere, quella che sempre finisce per trasformare un eletto in uno spocchioso despota arrogante e presuntuoso, convinto di appartenere ad un Olimpo dal quale tutto “può” senza niente avere a “dare”, neppure il rispetto del programma elettorale.

Erano i tempi in cui Casaleggio rimetteva alla rete ogni decisione, e la rete talvolta votava perfino contro a quello che avrebbe voluto lui, come nel caso della depenalizzazione del reato di clandestinità. Il rispetto degli attivisti era non solo formale, ma sostanziale, e questo si traduceva in referendum online dagli esiti mai scontati e presentati con completezza di informazione. Anche perché gli attivisti di una volta, quelli che si erano scorticati la pelle delle mani nel corso di interminabili banchetti al freddo e al gelo, non avrebbero mai e poi mai accettato niente di meno. Erano i tempi in cui Grillo girava senza scorta per le strade di Roma, perché lui poteva permetterselo e se ne vantava (e non erano ancora i tempi in cui invece, addirittura nell’area di una manifestazione di partito, quindi tra i suoi stessi fan, il candidato appena eletto ha bisogno di girare circondato dalla security). Erano i tempi in cui il Movimento 5 Stelle provava a declinare in politica il suo retroterra antieuropeista e sovranista, antielitario e fieramente populista (come rivendicato dallo stesso Gianroberto Casaleggio). Erano i tempi in cui tanti ragazzi volenterosi, ma incapaci di esprimere un autentico anticonformismo comunicativo, restavano sempre a bocca aperta quando il genio comunicativo di Casaleggio stravolgeva ogni aspettativa e ribaltava la prospettiva, uscendo da strade battute e ormai logore per tracciare una rotta che sorprendeva tutti, una provocazione che tutti si trovavano all’improvviso incaricati di gestire, e Dio solo sa se avrebbero preferito di gran lunga adattarsi, loro malgrado, a quel potere che avrebbero invece dovuto combattere, fino a estinguersi nei motivi démodé della tapezzeria delle aule. Erano, quelli, i tempi in cui Beppe Grillo scendeva a Roma chiamando il popolo in piazza Montecitorio, e i politici scappavano dal palazzo come topi in fuga, mentre le acque si facevano agitate e rombavano minacciose, facendo tremare i muri delle aule (io ero dentro a quelle aule. Non avete idea della paura che fa, anche se noi eravamo i buoni, e quando uscimmo dalla porta la piazza esplose in un boato. Fa tanta paura lo stesso, credetemi. È il potere naturale del popolo. Per referenze, chiedere a Maria Antonietta). Erano i tempi in cui il Movimento 5 Stelle era diverso da tutte le altre forze del sistema e nessuno si sarebbe sognato di stringere un patto politico con garganella Bersani, figuriamoci con il peggio degli europeisti banchieri, artefici dell’austerity come l’Alde, in cui i 5 Stelle Europa volevano confluire sotto la sapiente guida di europarlamentari stimati da Mario Monti e ormai dimentichi della logica dei portavoce, ma sempre più calati nei panni del perfetto manovratore di palazzo.

Quei tempi sono finiti. Li abbiamo rimpianti. Li abbiamo voluti indietro. Abbiamo tentato di spiegare perché dovevano continuare ad esistere, esattamente in quella forma voluta da Casaleggio, l’unica in grado di staccare una garanzia assoluta sul trasferimento efficace del potere nelle mani del popolo, laddove tutte le rivoluzioni, storicamente, non fanno altro sostituire una classe dirigente con un’altra, talvolta perfino peggiore.

Oggi il Movimento 5 Stelle è un partito. Si comporta da partito. Ha i riti di un partito. Accentra il potere, come un partito. Ha i suoi servi, i suoi yes-men, i suoi adoratori, i suoi fan, la sua terminologia, i suoi giornalisti, come un partito. Ha perfino il culto della personalità del capo, esattamente come un partito (vedere la lunga presa diretta su Di Maio che entra nell’area delle kermesse di Rimini e, live su Facebook, stringe mani per un quarto d’ora buono, scortato dalla sicurezza, come un Berlusconi o un Renzi qualunque). La spinta di rottura, la narrazione dirompente, la creazione di un linguaggio differente, motivante, sferzante, con i suoi neologismi dissacranti, la componente di attivismo disinteressato e un po’ ingenuo, l’esaltazione dell’uguaglianza, quella impagabile fucina culturale che il blog di Grillo aveva saputo esprimere nella gestione Casaleggio Sr, richiamando intorno a sé ogni giorno intellettuali anticonvenzionali che rappresentavano visioni diverse e inascoltate sulla società, sulle tematiche ambientali, sul futuro, mentre gli altri – i partiti – non avevano che piccole vetrine di propaganda in rete, dove gli dei di un Olimpo demagogico e goebbelsiano ogni giorno parlavano esclusivamente a se stessi, ai loro segretari, ai loro portaborse e ai pochi iscritti con tessera che avevano il fegato di ascoltarli (vedere oggi cosa è diventato il blog di Grillo per accertarsi della metamorfosi in organo di mera propaganda). Tutto questo non esiste più. Il Movimento 5 Stelle ha compiuto la metamorfosi. Dal bozzolo è uscito un leader (termine che un tempo avrebbe procurato inguaribili allergie e insopportabili pruriti). Questo leader ha vinto primarie senza rivali, con risultati bulgari, che in ossequio all’era dei reality show hanno tuttavia beneficiato di una suspence artificiale, con tanto di musica da nomination del Grande Fratello. Questo nonostante il fatto che i vertici avessero deciso che l’erede doveva essere Di Maio già da diverso tempo, e che quindi la cosa più ragionevole da fare (e più onesta) sarebbe stata per il garante prendersi la responsabilità di proporre Di Maio e sottoporre il suo nome a una ratifica referendaria sul blog, da parte degli attivisti. I quali avrebbero certamente confermato, consegnando a Di Maio una legittimità politica che adesso, con una vittoria ottenuta senza rivali, appare meno forte, soprattutto internamente al Movimento stesso.

Tuttavia, tutto questo ce lo siamo detto. Ce lo siamo ridetto e poi stradetto. I primi “grillini”, quelli che ci avevano creduto quando tutti gli altri li prendevano in giro, e che avevano combattuto contro qualunque pregiudizio perché erano autenticamente affascinati, ammaliati dalla purezza cristallina di un’idea coraggiosa e sfrontata, ed erano riusciti a coinvolgere con il loro prorompente e disinteressato entusiasmo ben 9 milioni di elettori che nulla sapevano dei Cinque Stelle e che invece di tutta questa mirabolante costruzione avevano interiorizzato solo un grande, immenso vaffanculo.. beh, questi eroi che (loro sì) hanno cambiato il quadro politico di un intero Paese, hanno provato a raccontare, a chi è venuto dopo, tutte le cose che ho ricordato sopra. Alcuni sono stati espulsi, altri hanno continuato la loro battaglia da dentro. Ma questo è un Paese che arriva da Mussolini (prima) e da vent’anni di Berlusconi (poi). Quest’ultimo è colui che considerava gli elettori come ragazzini con il quoziente intellettivo di uno studente della terza media (parole sue). È un paese che dà 9 milioni di voti a un movimento che non fa alleanze, e poi non capisce perché non le faccia, tanto che, con la complicità di una classe politica debole (che evidentemente Casaleggio non l’aveva né capito né studiato) lo trasforma, attraverso la servitù volontaria dell’asservimento ai sondaggi, in una nuova democrazia cristiana a vocazione maggioritaria, per cui governare non è più il mezzo ma il fine (come il tessssoro del Gollum), che parla con tutti, che tranquillizza tutti, che distribuisce rassicurazioni a tutti, senza capire (o capendolo benissimo) che se vai al governo con il voto di tutti, poi non ti sarà più possibile fare niente, perché tutti chiederanno la loro fetta di torta, e non potrai rifiutarti di consegnargliela, altrimenti se ti va bene torni semplicemente a casa, e se ti va meno bene non ci torni proprio.

Alla fine di questa metamorfosi, come che sia, abbiamo dunque un Partito. Un partito primo nelle intenzioni di voto. Un partito leaderistico, che è nato pescando nelle ideologie di sinistra, così come nel serbatoio di elettori delusi a destra, ma che ora, abbandonato e rinnegato – a destra – quel pazzo di Farage che pure ha portato il Regno Unito alla brexit, e sfatato il mito dell’accoglienza tout court di immigrati e rifugiati – a sinistra -, si è riposizionato con nonchalance al centro, lontano dagli estremi e in corsa per Palazzo Chigi con il beneplacito della Chiesa, del potere transazionale della Trilaterale (Monti, Napolitano & Co), delle lobby, dell’establishment americano in cui il Cinque Stelle è di casa, dei circoli europeisti di Bruxelles, della finanza internazionale e dei mercati, cui Di Maio si è appellato personalmente.

Abbiamo un partito che però non ha segreterie, non ha strutture dirigenziali (per espressa volontà di Casaleggio, ma quando questo vincolo fu ideato il Movimento 5 Stelle era ancora, per l’appunto, un “Movimento”), non ha correnti e neppure regole e tempi certi per sostituire il capo politico (che può decidere di candidature ed espulsioni, mentre non è chiaro come gli altri facciano a decidere di lui). Un partito così è un ibrido che, venuto meno non solo Gianroberto Casaleggio ma adesso anche Beppe Grillo, non si sa bene come prenda le sue decisioni politiche di primo livello, quelle cui gli attivisti della seconda ora hanno felicemente abdicato perché “non si può mica decidere tutto in rete, dai!“. È, insomma, un partito dove tutti sono d’accordo perché gli altri per definizione sono già stati espulsi, dove molti di quelli che avevano remore e hanno pensato per lungo tempo di esternarle ora sorridono sul palco dietro a Luigi che abbraccia Beppe, come se fossero tutti una grande famiglia da Mulino Bianco priva di attriti e di screzi (che non si sa mai poi non vengano rieletti) e dove i dissidenti che hanno ancora un ruolo troppo importante per essere cacciati via vengono bonariamente definiti “romantici” e non salgono sul palco della più importante manifestazione nazionale (come se Buffon non giocasse la finale pur senza essere infortunato, mentre al suo posto scendesse in campo la riserva e tutti lo trovassero più che normale). La Costituzione dice che i partiti sono associazioni dove i cittadini concorrono con metodo democratico alla politica nazionale, ma qui onestamente è difficile scorgere qualcosa di democratico, laddove per democrazia si intenda la facoltà di dissentire. E del resto, a nulla vale votare in rete quando non si ha facoltà di decidere “su cosa” votare. Per intenderci, poi il risultato sono primarie che assomigliano più a un sorteggio di Champions dove in un girone da una parte c’è la Juventus e dall’altra tre squadrette dell’oratorio (e tutti i bianconeri a fingersi preoccupati per la partita contro i cresimandi della parrocchia della divina misericordia). Ma nessuna squadra blasonata si iscrivebbe mai a un torneo se tutti sanno che le designazioni sono truccate.

Ora, però, detto questo, è necessario mettere un punto a queste interminabili considerazioni di merito e di metodo. Non solo sono discorsi che a quanto pare ormai interessano una parte molto residuale degli elettori del Movimento, ma una volta che questi punti siano stati sufficientemente elaborati, bisogna anche comprendere che tale cambiamento è ormai irreversibile, che il Movimento si è trasformato nel Partito Cinque Stelle, che questo partito ha un nuovo capo politico, che è comunque il primo partito nelle intenzioni di voto e che per quanto la situazione possa essere fonte di rimpianto per alcuni, di certo non ci troviamo di fronte a una forza politica peggiore del Pd, di Forza Italia, della Lega e di tanti altri soggetti che da lungo tempo (un tempo a dire il vero molto superiore) calcano il palcoscenico istituzionale. Perlomeno, questo nuovo partito non ha ancora avuto modo di fare i danni che i vecchi partiti hanno certamente e incontestabilmente apportato al tessuto sociale, produttivo ed economico del Paese, dunque lo si può ritenere responsabile di non avere soddisfatto lo slancio ideale di chi viene oggi accusato di essere un inguaribile utopista, e forse di non avere permesso, a chi si sarebbe volentieri organizzato in una forza politica più concretamente devoluta alla realizzazione di un programma di rottura, di portare a termine un obiettivo politico alternativo, ma non lo si può accusare di essere responsabile delle privatizzazioni, delle liberalizzazioni, delle cessioni di sovranità, della sottomissione ai mercati, della distruzione del tessuto produttivo, della domanda interna, della ratifica del Pareggio di Bilancio, del Fiscal Compact, del Mes e di tutte le disgrazie che il Movimento Cinque Stelle a trazione Di Maio ha fino adesso invero dimostrato di non avere compreso e alle quali non sembra intenzionato a porre rimedio.

Oggi è nato un nuovo Partito, sulle ceneri del movimento politico che lo ha preceduto. Lo giudicherò per le scelte che farà. Così come giudicherò l’operato di Luigi Di Maio. Quello che non farò più è ricordare com’era, il Movimento Cinque Stelle, quali erano i suoi principi, i suoi valori, il suo metodo e in cosa credevano le persone che l’hanno portato, dal 2009 al 2013, fino in Parlamento, convincendo proprio con la loro “rigida intransigenza” 9 milioni di persone. Quello è un ricordo che resterà nel mio cuore, così come l’uomo che l’ha creato.

Il Movimento 5 Stelle è morto. Viva il Movimento 5 Stelle!

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81 risposte a Il Movimento è morto. Viva il Movimento!

  • 46

    Le strutture sono indispensabili a qualsiasi organizzazione, movimento, aggregazione anche per avere un metro meritocratico e negare questo vuol dire mettere la testa sotto la sabbia. Le strutture sono dei semplici contenitori e non possono essere colpevoli del loro contenuto. Aver negato la necessità di una strutturazione è uno dei limiti che che il movimento si è imposto e paga e pagherà sempre più. Altre imposizioni le considero sane, logiche e buone, altre non lo sono e ne causano fragilità e eccessiva permeabilità a cattive abitudini che da sempre abbiamo criticato. Siamo ancora in tempo per rimediare ma la strada è certamente sempre più in salita, più tardi riusciremo a creare una discussione ampia e per quanto possibile democratica più difficile sarà correggere la rotta.

    • 46.1
      Man

      Mi ero ritrovato a parlare con i Cinque Stelle in una Pizzeria loro sede: vabbene Hitler era di stanza in birreria…E osservavo che un conto è la “stanza dei bottoni “con sua grammatica e sintassi istituzionale diciamo così che è quella che è. Altra cosa la cosiddetta “base” non omologatile a quella. E allora? Appena si sente odore di Potere la seconda si allinea per poi venire distrutta inesorabilmente: Italia dei Valori Lega Nord ma lo stesso ascaro Bettino Craxi Psi e la volpe Giulio Dc della prima Repubblica. Certo al netto, appunto, dei favori resi dai “movimenti” nati e cresciuti in laboratorio. E perché mai vi si dovrebbe sottrarre e proprio il M5Stelle? La dabbenaggine della “ggente” avrà a breve il suo salutare (?!) exit strategy out Matrix. Per palati sopraffini ben s’intende.

      Surveillez la monnaie : La BCE nous annonce des faillites bancaires à venir!
      https://leblogalupus.com/2017/10/11/surveillez-la-monnaie-la-bce-nous-annonce-des-faillites-bancaires-a-venir/

  • 45
    Silger

    Tutto ciò che si vuole MA, vogliamo bene ad un Movimento fatto di cittadini, di tante anime diverse, ancora credibile, a differenza di tutti gli altri (lega inclusa), che non ha mai governato, con un programma condiviso e già pubblico, che rappresenta l’unica alternativa e l’ultima speranza per gli Italiani, di superare questa fase storica in mano ai mafiosi, agli inciuci, ai traditori, ai voltagabbana, ai ladri, ai corrotti, agli opportunisti e a chi non ha considerazione alcune del popolo italiano! Tuttora “sovrano”. Ripeto, fino a prova contraria, rimane l’unica forza politica credibile, nonostante errori e difetti. Poi, lì fuori, ci sono tante altre persone o gruppi di persone intelligenti, oneste, di buona volontà ma slegate, il cui contributo ideale si perde nel contesto politico reale, persone che mi auguro vogliamo dare una mano a costruire un’Italia migliore. Anche solo con una bella X in cabina elettorale.
    Ritengo che senza il Movimento 5 Stelle, oggi l’Italia sarebbe molto peggio di quel che è.

    • 45.1

      immagino tu non abbia capito (sei grullino …) che l’ottimo commento precedente il tuo, verosimilmente allude al partito che di sé afferma trattasi di ‘movimento’

      • Silger

        Mi sa che sia tu a non aver capito (fazioso oltre che grullo) ma non importa, quando i nodi dovessero arrivare al pettine (non lo spero) te ne accorgerai, ma sarà tardi.

      • Man

        Grilliforme forse è meglio dire. Sia come sia c’è un che di patologico (sotto traccia forse) nell’essere attaccato alle immagini: una volta il santino bianco e poi nero ventennale di nuovo biancofiore poi ancora rosso, difficile da scrollarseli: facciamo un buon lavoro (il correttore dava malore che non è malvagio e ci vorrebbe un lettino psicoqualcosa pure per lui) noi fotografi tout court. Immagini in una società di immagini e quando queste sopravanzo il contenuto divenendone nessuno parla!
        Ben detto Di Majo: siamo l’ultima risorsa. Infatti gli euroatlantici che han costruito il Movimento (prima ancora Lega e Italia dei Valori in ordine di ultima sceneggiata) non hanno altro jolly, a meno di non ripetere: Los Angeles Londra Parigi Nizza e Berlino…un po’ ripetitivi, finisce che la “ggente” si scoccia e son c…aroselli amari per l’industria dei consigli per gli acquisti.
        Il film è finito e la scena altro non è che quinta teatrale, e non fa manco ride: vero geometra Giuseppe Grillo & Assocati?
        Ma futurreggiamo poi mica troppo: duemiladiciotto votazioni e astensione in crescita: panico. Il buon Sergio, via re Giorgio primo Trilatera etc, annaspando chiama il Draghi Mario, che si sa è un drago nell’aggiustare le cose. Forse a salve. Gli affidano un governicchio balneare di “salute pubblica”. Siam tutti a corte (chi?) vuoi vedere che il Movimento gli vota la “non sfiducia” di Berlinguer memoria?
        Il Tempo Galantuomo è: sempre e i nodi (scorsoio?) vengono alla pettinassi che è peggio di un aratro, per chi intende.

        Ps. Roma la Staligrado a rovescio dei grilliformi con l’insulsa madonnina Raggi: dove saran mai i cerchioni? E le testudo legionarie di Grillo e compari?

  • 44
    Josef Sezzinger

    L’ultima cosa di cui c’era bisogno era di un’altro partito inteso come aggregazione di gente senza lavoro che grazie alla nuova organizzazione non è più disoccupata e percepisce uno stipendio finanziato dall’immenso Bilancio Pubblico Italiano finanziato dalle tasse ed imposte riscosse coattivamente.
    Tutta gente che camperà dei soldi elargiti dalla Macchina Finanziaria Statale alla quale finiranno ad affezionarsi.
    Gli elettori sono solo utili idioti necessari alla rappresentazione teatrale del modello di partecipazione popolare denominato democrazia.

  • 43
    Nunzio Tocci

    Complimenti, Claudio, sono riflessioni assolutamente condivisibili.
    Non ho mai conosciuto Casaleggio sr, quindi non ne posso parlare. Ho avuto modo di conoscere la Olivetti, e tramite i loro prodotti, i colleghi che ci lavoravano. Gente in gamba, negli anni 70 e 80. Poi il tumore dell’economia, della Democrazia, della Civiltà, del Progresso, la finanza, se n’è impadronita. E come sia finita lo sanno tutti, o meglio, i pochi rimasti in vita che l’hanno vissuta, i giovani purtroppo no, come i diritti nel lavoro, la democrazia, la libertà. Parole sconosciute alle nuove leve, come la Resistenza.
    Potrei aggiungere alle tue riflessioni, che, se si vuole manifestare un dissenso (preventivo o consuntivo) sul metodo, sui contenuti, sulla candidatura (nomination), si è costretti a scrivere sul tuo blog.
    Mi sento derubato. Questa volta non economicamente, politicamente, o legislativamente, ma dei sogni (alla mia età riesco ancora a sognare!), della speranza che il movimento cambiasse le regole del gioco, che l’uomo tornasse al centro della politica, che le decisioni tornassero ad essere democratiche.
    Sono oggettivamente deluso dalla deriva “partitaria” che il movimento sta percorrendo. Dirò più esplicitamente che considero Di Maio il Renzi del m5s. La sua opera di demolizione è già in atto, il suo movimento comincia ad essere mainstream. Ecco, vedi, mi esprimo già con “il suo …”, non riesco a considerare più il m5s come una cosa “anche” mia, anche quando su alcuni argomenti, sono finito minoranza.
    Beppe, hai confuso un affetto filiale con la politica, la condivisione è un’altra cosa. Avresti condiviso la tua donna con le decine di migliaia di uomini del movimento? Certo che no, è una cosa privata, giusto, come il tuo affetto, la tua stima, per il “simpatico, bello, figlioletto” Di Maio. Perché vuoi imporre a tutti noi una persona che ti piace? Ci permetti di dissentire? No? e allora votatelo, nel salotto di casa tua.

    • 43.1

      io in olivetti ci lavorai; quando però era oramai già marcia (anni ’90). Cominciò a marcire subito dopo la morte di Adriano. in russia conobbi un tipo di torino mio coetaneo che ci lavorò negli anni in cui a condurla arrivò la belissario. mi raccontò che le mostrarono il prototipo di una inkJet (molto in anticipo rispetto ai primi prototipi giapponesi). il prototipo era colorato dell’arancione che tipicamente viene usato nella prototipazione. l’unico commento della belissario fu “che colore orrendo”. credo che tale commento sia più che sufficiete, in relazione alla descrizione del baratro che si spalancò davanti all’Olivetti, in conseguenza della morte di Adriano

      • Man

        Olivetti eh. Lettera 32. e Olivetti M24 “ibm compatibile”. Dava fastidio agli yankee, tant’è che Carlo De Benedetti (quello che avrebbe preso la tessera numero uno del partito Dalema&Veltroni, finiti vivadio e non il fratello senatore Pci-Pds-Pd) e per altro il “compagno” Prodi, tolsero di mezzo un’eccellenza italiana: lacché (n)euroatlantici che, tuttavia, si lecca un’altra inchiappetta da Catalogna, ma è cosa a parte. Olivetti che rima con italia, oramai espressione geografica.

  • 42

    Claudio per favore …..abbiamo tutti contro non ti ci mettere anche tu a intorbidire le menti già mal ridotte dalla imponente campagna che i partiti stanno mettendo in atto per distruggere il movimento, non ti mettere anche tu ad imbastire teorie dubitatorie (denigratorie) non completamente reali anche se apparentemente sospettose.
    Il movimento non sarà mai un partito perché la sua espansione e dovuta solo ed unicamente alla consapevolezza dei votanti che i partiti sono in totale decadenza sia per il superamento delle ideologie che per la loro indecenza corruttiva .
    Guarda invece cosa stanno tramando i partiti con il rosatello o come diavolo si chiama che vogliono introdurre per togliere di mezzo il movimento, quello e un vero scandaloso sopruso contro la democrazia , contro la costituzione e contro il popolo italiano, un vero e proprio colpo di stato, un alto tradimento, un complotto ed una istigazione ad una guerra civile.
    DOBBIAMO IMPEDIRLO
    Per favore scrivi gridando, denunciando e condannando questi atteggiamenti fascisti e antidemocratici che intendono porre in atto, aiutaci come hai sempre fatto e lascia cadere ogni personale risentimento nei confronti di qualcuno che squalificano la tua elevata capacita intellettuale.

  • 41

    Ciao Claudio,
    come sempre trovo la tua esposizione dei fatti più che corretta, direi assolutamente impeccabile.
    E’ da molto che evito commenti o altro ma, come forse avrai capito da quelli che ho espresso diversi mesi or sono, il mio attaccamento al (ex) Movimento è andato via via scemando man mano che vedevo aumentare la metamorfosi dello stesso in partito.
    E’ quindi da tempo che seguo (come tu stesso hai intenzione di fare con la svolta del M5S di questi giorni) i cambiamenti di atteggiamento della “direzione” verso la “base” e devo dire che questa involuzione politica (almeno per me) era tutt’altro che inaspettata.
    Come te continuerò a seguire quello che risulta essere (almeno per ora) il minore dei mali politici che abbiamo in Italia ma se devo dirla tutta sono alquanto pessimista sul breve (e ancor di più sul lungo) periodo.
    Una mia nota personale:
    Pur essendo tutt’altra cosa, la parabola del movimento mi sembra assai simile a quella della 1a Lega (Bossi-Miglio) dove, finchè c’era la buonanima di Gianfranco Miglio (ideologo) le idee erano assai innovative, politicamente corrette ed il dialogo con la base,
    anche se solo al nord, era serrato (persino con le uscite del signor “c’e l’abbiamo duro !” Umberto). Dopo l’allontanamento del “profesur” (in parte da lui stesso voluto in quanto il Bossi stava trasformando il “movimento della lega” in un ennesimo partito “da carreghin”) la politica ed i media hanno sdoganato / legittimato la Lega a sedersi al tavolo dei partiti di 1a classe (dopodichè di secessione e di lotta alla “partitocrazia romana” nella lega non se nè più sentito parlare….) .
    L’unione col Berlusconi ha poi definitivamente esaurito quella che era la spinta dal basso.
    Ad oggi la base della lega è tranquillamente equiparabile alle altre esistenti in Italia.

    Ebbene, dalla morte di Gianroberto Casaleggio, non riesco a fare a meno di avere un senso continuo di dejavù e questo, ahimè, mi induce ad essere moolto pessimista sul M5S futuro.

    Speriamo bene ……

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CURIOSITA’

A Capodanno aggiungete un secondo extra al vostro orologio: la Terra rallenta!

A capodanno aggiungete un secondo extra al vostro orologio - la Terra rallentaUn "salto" di un secondo verrà aggiunto al conto alla rovescia di questo Capodanno per compensare il rallentamento nella velocità di rotazione della Terra.  Il secondo "extra" accadrà non appena l'orologio toccherà la mezzanotte e verranno "create" le ore 23:59:60, posticipando momentaneamente l'arrivo del Capodanno. Il secondo...--> LEGGI TUTTO

BIOMETRIA, IL FUTURO DELLA SICUREZZA

biometriaRiconoscimento dell'iride, facciale e del movimento della mano durante la firma: le nuove strategie per prevenire i furti e le loro possibili applicazioni Un uomo si avvicina a una stanza blindata. Per entrare niente password o codici di sicurezza, ma l'accostamento degli occhi a un...--> LEGGI TUTTO

Dai siti web agli oggetti web: la rete delle idee che sta per arrivare.

Libro digitale su una panchina internet delle cose Che lo crediate o no, c'è stato un tempo in cui per costruire un sito web di successo bastava conoscere un po' di html. Era la fine degli anni '90 ed è stato così anche per una buona parte degli anni 2000. Affittavi un po' di spazio...--> LEGGI TUTTO

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Realizzata la prima video chiamata quantistica intercontinentale al mondo

Chiamata quantisticaIl satellite cinese Micius torna a far parlare di sé e stabilisce un nuovo record, quello della prima videochiamata quantistica della storia tra Vienna e Pechino. Circa tre settimane è avvenuto un evento eccezionale che modificherà totalmente il sistema di comunicazioni come lo...--> LEGGI TUTTO

Il Messico a meno di 40 euro al giorno!

Messico Amo il Messico. E' pieno di vibrazioni, è un paese meraviglioso, pieno di gente amichevole, con una energia speciale che vi fa riscoprire l'amore per la vita, con un'architettura spettacolare, con una storia che affonda le radici nelle profondità dei millenni e... con un cibo davvero...--> LEGGI TUTTO

Negli Uffizi dei Medici: itinerario mediceo all’interno della Galleria più famosa di Firenze.

Scoprire Firenze La Galleria degli Uffizi è il sito museale più famoso di Firenze, nonché uno dei più frequentati d’Italia: quelli che riescono a superarlo per visitatori, infatti, si contano sulle dita di una mano. Gran parte dei turisti scelgono un hotel su portali come expedia proprio per...--> LEGGI TUTTO

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Video dal web

Diego Fusaro contro il Black Friday: l’apice della mondializzazione, come Halloween.

Diego Fusaro - Black Friday no grazie Analisi lucidissima e impietosa di Diego Fusaro sul Black Friday...GUARDA

L’ex capo di Stato Maggiore in Iraq: “Bush Jr e Berlusconi erano nella stessa loggia massonica, ma salvarono Nassiriya”.

NICOLO GEBBIA - L'invasione degli Ultra Massoni - Video Il Generale in pensione dell'Arma dei Carabinieri, Nicolò Gebbia, parla della pervasività delle infiltrazioni massoniche, a tutti i livelli, e rivela che persino durante la guerra del Golfo, la città di Nassiriya venne risparmiata grazie al fatto che Silvio Berlusconi e Bush jr. appartenevano alla stessa...GUARDA

Antonio Ingroia: “Fuori dai trattati, costi quel che costi”.

INGROIA - FUORI DAI TRATTATI - 1280 Per Byoblu, da Roma, Eugenio Miccoli Oggi alla Camera dei Deputati, Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa hanno presentato “Lista Del Popolo”, un’alleanza della società civile per il ripristino della sovranità nazionale, l’attuazione della Costituzione, la rinegoziazione o lo stralcio dei trattati europei, l’abolizione del Fiscal...GUARDA

Giulietto Chiesa: “La Mossa del Cavallo”

GIULIETTO CHIESA - LA MOSSA DEL CAVALLO Per Byoblu, da Roma, Eugenio Miccoli Oggi alla Camera dei Deputati, Giulietto Chiesa ha presentato "Lista Del Popolo", un'alleanza della società civile per il ripristino della sovranità nazionale, l'attuazione della Costituzione, la rinegoziazione o lo stralcio dei trattati europei, l'abolizione del Fiscal Compact,...GUARDA

Capocciate e Generali

Pappalardo Giornalisti OstiaGiornalisti che si prendono le capocciate dai capetti di Ostia... E Generali dell'Arma che se la prendono con i giornalisti che si prendono le capocciate... ...GUARDA

“Stretta di Putin sulla rete!”, ma i media non vi dicono che…

Stretta di Putin sulla rete Tutti i media denunciano la stretta di Putin sulla rete, ma di quello che varerà lunedì la Camera non vi dicono niente... (altro…)...GUARDA

Ecco chi sono gli europeisti “de coccio”, che vogliono gli Stati Uniti d’Europa subito.

STATI UNITI D EUROPA Ecco chi sono gli europeisti de coccio, che ancora adesso, ancora e sempre, nonostante tutto, e anche a queste condizioni attuali, continuano a volere a tutti costi gli Stati Uniti d'Europa. Le prossime elezioni politiche si giocheranno su questa battaglia esiziale. Mi piacerebbe...GUARDA

Il Generale Pappalardo contro tutti, anche in Tv.

pappalardo Dalla Vostra Parte Rete4 Il Generale Pappalardo contro tutti a "Dalla Vostra Parte", di Maurizio Belpietro, andato in onda stasera su Rete4....GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>