I MINI-BLU

Stefano Montanari: “Non vogliono il confronto perché li terrorizza”.

Stefano Montanaririceviamo e pubblichiamo la lettera di Stefano Montanari al blog.

di Stefano Montanari
direttore scientifico di Nanodiagnostics

Caro Claudio,

Ho ascoltato con molto interesse il tuo intervento in cui chiami in causa il prof. Burioni. È evidente che tu Burioni non lo conosci o, in alternativa, hai tanta fiducia in te stesso da presumere che lui ti degnerà di una qualunque attenzione. Su di lui mi fermo qui, anche se il personaggio meriterebbe un libro intero.

Io non so che preparazione filosofica tu abbia e mi scuso preventivamente se ti farò perdere qualche secondo scrivendoti cose che conosci, ma sappi che la Medicina non è una scienza. Non lo è, come qualunque epistemologo ti potrà spiegare certo meglio di me, perché, per esserlo, le mancano dei fondamenti tra i quali la ripetibilità. In soldoni, se il teorema di Pitagora vale incondizionatamente per tutti i triangoli rettangoli, nulla in Medicina è universale e il margine d’incertezza è talmente enorme da rendere possibile quasi tutto e quasi tutto il suo contrario. Un malinteso diffusissimo, invece, vuole che i medici siano scienziati e di questo costume di scena quelli si valgono spesso e volentieri, tanto che tu stesso usi aggettivi doppi come medico-scientifico.

Non certo la sola, ma una delle voragini culturali dei medici è la loro totale incompetenza in campo chimico, voragine che non permette loro di capire un’infinità di reazioni che avvengono nell’organismo e, in particolare, quelle relative alle interazioni reciproche tra i farmaci e dell’organismo con i farmaci. Ecco, allora, che, approfittando dell’ignoranza unita alla spocchia, chi ha interesse a farlo può dar loro ad intendere ciò che fa più comodo. Se, poi, circola un fiume di quattrini, ecco che si corre lisci e sul sicuro, almeno statisticamente. Statisticamente perché di medici colti e onesti ancora ne esistono anche se la specie è più in pericolo di quella dei panda giganti.

A corollario esiste poi l’ignoranza in campo farmacologico. Ti parrà strano, ma i medici non conoscono i farmaci e io, da laureato in farmacia, cioè nel settore specifico, ti potrei offrire esempi addirittura grotteschi della loro ignoranza.

Tu dici correttamente che i trattamenti farmacologici non si possono imporre, e questo per mille motivi, da quelli logici a quelli morali fino a quelli legali. E aggiungi che la gente deve essere convinta. Ciò che accade, di fatto, è che gli strumenti di convinzione sono basati su martellamenti mediatici pieni di stravaganze e privi di qualunque dato reale, su insulti, su censure e su violenze. Credo sia impossibile trovare una confessione più aperta: in mancanza di verità si ricorre alla coercizione, una coercizione che va dal lavaggio del cervello alla violenza vera e propria come la proibizione di lavorare ai medici che vorrebbero esercitare “in scienza e coscienza”.

In questo panorama è fin troppo ovvio che il confronto sia guardato con terrore e bandito.

Forse tu non ne sei al corrente, ma io analizzo i vaccini da 15 anni e i risultati sono sconfortanti. Confronti ne ho chiesti invano chissà quante volte. Si è fatto e si continua a fare di tutto per bloccarmi, con interventi che vanno dal nostro ministro della salute (magari mi illumini sul diritto che ha di sedere in parlamento e sulla competenza specifica in materia di salute) al presidente dell’Unione Europea, dall’Ordine dei Medici ai mezzi di cosiddetta informazione.

Quello che c’è da dire sui vaccini dalla coppietta De Lorenzo-Poggiolini ai giorni nostri con illegalità sconcertanti e con veri e propri insulti ai principi fondamentali della Medicina, principi che non sono solo etici ma pesantemente “scientifici” per usare illegittimamente un aggettivo riempirebbe volumi interi. Appena per indicarti una follia, sappi che nessuna vaccinazione viene eseguita seguendo ciò che la buona pratica medica impone. Sappi, poi, che nessun vaccino viene sperimentato anche solo in termini minimi e che non esistono controlli efficaci né sui prodotti né sulle conseguenze che il loro uso comporta.

Mi fermo qui, ma potrei scrivere qualche migliaio di pagine, e non è escluso che un giorno lo faccia.

Cordialmente,
Stefano

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40 risposte a Stefano Montanari: “Non vogliono il confronto perché li terrorizza”.

  • 16
    Fabio

    Il medico di base che dovrebbe guidare l’assistito, o perlomeno indirizzarlo dallo specialista appropriato al suo problema, molto spesso accade che viene edotto dall’assistito su come ha risolto il suo problema dopo innumerevoli sbattimenti e perdite di denaro visto che lui non ha saputo dargli nemmeno la giusta dritta a cui rivolgersi. Delle interazioni dei farmaci nemmeno a parlarne, spesso non hanno mai letto i bugiardini di ciò che prescrivono e gli effetti avversi. Un esempio per tutti danno antibiotici che provocano rotture del tendine d’achille a chi ha già problemi. Una manica di veri ignoranti.

  • 15
    claudio

    http://www.hdblog.it/2017/05/22/Internet-e-guasto-parola-di-Evan-Williams/

    Ma quale confronto xd
    Ha ragione lui….va riformato tutto il sistema…troppo democratico
    xd

    • 15.1

      Evan Williams (nel link che riporti) ha detto: “I sistemi guidati dalle pubblicità possono solo premiare l’attenzione. Non possono premiare la giusta risposta. Lo possono invece fare i sistemi pagati dai consumatori, quelli possono premiare il valore. L’inevitabile soluzione: le persone dovranno pagare per la qualità dei contenuti”.
      Byoblu non si regge sulla pubblicità, ma proprio sul valore che le sue centinaia di migliaia di utenti conferiscono ai suoi contenuti. E te ne puoi rendere conto se guardi in fondo a questi video, la lista del crowdfunding.
      https://www.youtube.com/watch?v=m09R9Ee0ALg
      https://www.youtube.com/watch?v=TFcHE6rmWAY

  • 14
    ABints

    Mi crea sempre imbarazzo e disagio parlare dei fatti miei però da questo piccolo episodio personale magari si può imparare qualche cosa (e senza essere laureati in medicina!). Dopo un anno passato a risparmiare, mi regalo, qualche tempo fa, una vacanza presso una struttura 5 stelle lusso. Non rosicate già adesso, risparmiatevi per la fine.
    Il terzo giorno, dicevo, la sala grande della struttura ospita un convegno di immunologia: casa farmaceutica famosa, circa un centinaio di medici provenienti da tutt’Italia pagati e spesati di tutto, vitto ed alloggio compresi. Considerate che la struttura costa a me circa 450Euro/giorno più varie (alla casa farmaceutica magari meno ma è “la somma che fa la differenza” ed in ogni caso gli “costa” ;-) ). Comunque…
    Il “simposio” dura una mezza giornata, dopo “tutta vita”, compreso buffet serale preso d’assalto da quelli che sembravano morti di fame, non certamente professionisti cui magari affidare la propria vita.
    Li ha descritti bene Leonardo Da Vinci: “Ecci alcuni che altro che transito di cibo e aumentatori di sterco chiamar si debbono, perché per loro alcuna virtù in opere si mette; perché di loro altro che pieni e destri non resta”. Non ve la spiego perché non penso ve ne sia il bisogno, italiani*.
    Spesso e volentieri, da quel giorno e dopo avere viste e ricordando quelle scene, mi chiedo seriamente come possiamo essere noi così ingenui, fessi e pure SCEMI da credere che costoro parleranno mai male dei prodotti di chi gli ha pagato la vacanza e riempito il trogolo. A me il dubbio è venuto e considerate che il giorno appresso quelli partivano ed altri cento arrivavano per concludere la “maratona formativa”. Chiedendo al personale, mi hanno poi detto che tali convegni non sono infrequenti, tutt’altro.
    Fate vobis, affidatevi ed affidate a scelta vostra e magari considerate che non sono tutti così ma io so cosa i miei occhi hanno visto: vero è che pecunia non olet ma chi ne beneficiava puzzava, puzzava eccome! :-)

    Un articolo recentissimo sul tema.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/08/corruzione-sui-farmaci-per-la-terapia-del-dolore-sperimentazioni-cliniche-su-pazienti-ignari-19-arresti-tutta-italia/3569775/

    P.S. Dice il Saggio: “Se la vacanza figa tu vuoi fare, inizia a risparmiare… visto che salato ti fai pagare e talvolta senza ricevuta fare. ;-)”.

    (*) Non è inteso in senso dispregiativo ma si riferisce alla, spero ancora presente, matrice culturale cui sono fiero d’appartenere.

    • 14.1
      mps

      Penso che lei faccia confusione tra “congresso” e “giornata di presentazione dei propri prodotti”. Nel primo caso si paga e chi e’ strutturato in un Ente Pubblico utilizza fondi di ricerca che ottiene in vari modi (dal MIUR, dalla CE, da industrie …) mentre i liberi professionisti pagano di tasca propria. Nel secondo caso, che sembra l’evento da lei descritto in quanto la durata e’ di un giorno, si tratta di “pura pubblicita’ ” di una ditta che quindi invita le persone che ritiene esperte ed interessate all’acquisto. In pratica si puo’ fare l’analogia con le gite quasi gratuite in cui poi vendono pentole oppure …., non credo proprio che chi partecipa a tali gite, sia che compri o non compri, si senta poi obbligato a parlare bene delle pentole. La pubblicita’ ha sempre un costo e una Ditta qualunque, anche farmaceutica, utilizza i soldi che intende destinarci come vuole, sicuramente non ha la certezza di piazzare i propri prodotti a tutti.

  • 13
    Marco

    Buongiorno!
    Con i dati tratti da http://www.epicentro.iss.it/ ho elaborato un grafico che confronta i dati di copertura vaccinale (2015) con la fantomatica epidemia in corso.
    E’ una semplice elaborazione statistica ma risulta abbastanza lampante il NON legame fra la copertura vaccinale e i casi per milione regione per regione… anzi, le ultime 7 regioni classificate per bassa copertura vaccinale sono regione la cui incidenza della malattia è sotto la media!!!
    Se volete dare un’occhiata:
    pdf:
    https://drive.google.com/file/d/0B8x4xOEZisrXVjYtTmxpWmlxSm8/view?usp=sharing
    ods:
    https://drive.google.com/file/d/0B8x4xOEZisrXcnVpVnRJN0VfbTQ/view?usp=sharing
    A riprova dell’inconsistenza delle teorie sull’immunità di gregge!
    Buon lavoro e grazie!
    Marco

    • 13.1
      mps

      Per favore riporti un link meno generico perche’ partendo da
      http://www.epicentro.iss.it/ io trovo questo http://www.epicentro.iss.it/problemi/morbillo/Infografica2017.asp che non corrisponde ai dati che riporta anzi dice

      Di seguito i dati principali riportati nell’infografica N.6 che copre il periodo dal 1 gennaio 2017 al 30 aprile 2017:

      1920 casi segnalati dall’inizio dell’anno
      quasi tutte le Regioni (18/21) hanno segnalato casi, ma il 92% proviene da sette: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia
      l’88% dei casi era non vaccinato e l’8% ha ricevuto una sola dose di vaccino
      l’età mediana dei casi pari a 27 anni; la maggior parte dei casi (73%) è stata segnalata in persone di età maggiore o uguale a 15 anni; 120 casi avevano meno di un anno di età
      176 casi segnalati tra operatori sanitari
      29 casi segnalati nell’ultima settimana (week 17 – W17: 24-30 aprile 2017).

      • mps

        nei suoi calcoli ci sono errori di fondo.
        Per fare una statistica i dati si devono riferire alla stessa popolazione o almeno allo stesso campione; quindi
        1 – non puo’ mettere insieme dati di copertura vaccinale del 2015 con casi di morbillo nel 2017; potrebbero essere tutte persone vaccinate nel 2016/2017 o al contrario tutte non vaccinate in quel periodo o x% vaccinate; in pratica infinite combinazioni
        2 – i dati di copertura vaccinale, oltre ad essere relativi al 2015, si riferiscono solo a bambini di 5-6 anni che corrispondono ad una % molto bassa di casi di morbillo (vedi grafico a torta “casi per fascia di eta’) quindi su tale base accettando per validi i dati 2015 risulterebbe che, sebbene la copertura sia al di sotto della famigerata soglia per l’immunita’ di gregge, la vaccinazione e’ efficace.
        Io sui vaccini so soltanto che sono farmaci e come tali possono avere effetti collaterali; di conseguenza ci vogliono controlli accurati prima di vaccinarsi ma penso che il rischio potrebbe diminuire ma mai sparire.
        Dal punto di vista statistico quello che sembra emergere dal grafico a torta e’ che i casi di morbillo sono molto superiori nella fascia di eta’ 15-64 anni (72%) e, se vogliamo credere al dato riportato nella stessa pagina dell’88% di non vaccinati significa che il rimanente 12% di vaccinati non possono essere tutti bambini tra 5 e 6 anni.
        Un piccolo suggerimento: quando cerca una correlazione tra 2 serie di dati la cosa migliore e’ fare un grafico di correlazione, ordinandoli prima in ordine crescente o decrescente di una delle colonne, o almeno riportare il suo stesso grafico ma con i numeri ordinati come sopra. Nel suo foglio deve andare sulla tendina “dati” e poi “ordina foglio per colonna” scegliendo la colonna B. Ad esempio cosi’ facendo risulterebbe ancor piu’ rafforzata la sua ipotesi (errata per quanto detto sopra) perche’ si ha un andamento con pochi casi a bassa copertura che aumenta tra l’80 e l’87% circa e poi scende nuovamente

    • 13.2
      mps

      sempre dal link precedente si arriva anche a questo
      http://www.epicentro.iss.it/problemi/morbillo/bollettino/Measles_WeeklyReport_N6.pdf dove c’e’ un confronto con gli anni precedenti ed un grafico con le complicanze % a seguito di morbillo

      • Marco

        Certo!
        Partendo da qualche nozione di statistica ho cercato di mettere in un foglio di calcolo 2 tipi di dati, aspettandomi che la curva della vaccinazione (seconda dose) fosse grosso modo “speculare” alla frequenza dei casi ma così non è… anzi!
        – qui c’è il file ods: https://drive.google.com/open?id=0B8x4xOEZisrXcnVpVnRJN0VfbTQ dove ho nascosto per comodità “visiva” le colonne C e D che contengono i dati che consento il calcolo della colonna E raffigurata nel grafico. Aprendo il file si possono facilmente vedere;
        – i dati della copertura vaccinale (colonna B) sono presi da http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/dati_Ita.asp#morbillo , esattamente dalla tabella che riporta la copertura effettuata con la seconda dose (quella che dovrebbe garantire la copertura) nel 2015 (purtroppo non ho trovato dati più aggiornati);
        – la colonna C contiene i dati della popolazione regione per regione;
        – la colonna D contiene i casi di morbillo regione per regione “letti” dalla cartina qui: http://www.epicentro.iss.it/problemi/morbillo/bollettino/Measles_WeeklyReport_N6.pdf;
        – la collona E (quella nel grafico) contiene l’incidenza per milione di persone dei casi regione per regione. La semplice formula è =(D2/C2)*1000000.. in questo modo i dati sono vengono resi omogenei e quindi confrontabili.
        Come dicevo, preparando questo grafico mi sarei aspettato che la curva derivata dalla colonna E andasse grosso modo in crescita verso le regioni con meno copertura e invece a me la curva sembra molto casuale e mi incuriosisce che le ultime sette regioni per copertura vaccinale abbiano casi per milione sotto la media e anche che il piemonte, che si colloca fra le prime regioni per copertura, presenti casi per milione di molto superiori ad altre regioni con più bassa copertura.
        Se fossi uno scienziato proverei a cercare di dare una spiegazione a tutto ciò, magari allargando questo tipo di analisi agli anni passati…
        Sicuramente il grafico che viene fuori è curioso.. non credo si possa negare.. no?
        Marco

      • Marco

        Insomma…
        il mantra tanto ripetuto che c’è in corso un’epidemia perché la copertura è in calo da questo semplice grafico, che a livello statistico è oggettivo, non si evince.
        Badata bene, non sto dicendo che il vaccino non funziona, l’analisi che ho fatto non può in alcun modo rilevarlo.. (per analizzare statisticamente questo si dovrebbero almeno avere i dati numerici dettagliati di chi si è preso il morbillo dopo la vaccinazione – il 12% – e capire dopo quanti anni dalla vaccinazione, ecc. ecc… ma questi dati io non li ho trovati e diventa un lavoro complesso da professionisti che immagino sia stato fatto o almeno spero).. l’analisi fatta ci pone solo un dubbio sulla tanto declamata relazione “alta copertura vaccinale”=” meno epdiemie”… cioè l’assunto teorico che sta dietro il concetto di “immunità di gregge” e che richiama una responsabilità collettiva nella pratica vaccinale.

      • Marco

        Concordo con le critiche…
        Purtroppo per fare una statistica degna di questo nome bisogno a avere accesso a dati particolari che io non ho trovato da nessuna parte…
        Credo però che, se di fronte ad un’elaborazione statistica approssimativa come la mia risulta quanto ho notato, forse varrebbe la pena che qualcuno che ha accesso a quei dati particolareggiati faccia un lavoro serio e lo pubblichi.
        A me rimane in testa che non c’è alcuna correl’azione “grafica” fra copertura in età pediatrica (ed è quella che conta, perché è quella sulla quale insite il nostro ministro insite molto) e diffusione della malattia…. se io sono stato molto approssimativo nei miei grafici (ed è così) significa allora che anche il nostro ministro lo è facendo affermazioni tutte da dimostrare.

    • 13.3
      mps

      ho visto che ha postato lo stesso commento sul blog del dr Montanari. Mi meraviglia la risposta del dottore; nella sua veste di scienziato di fama mondiale sicuramente utilizza quotidianamente la statistica e risulta strano che non abbia notato gli errori del suo approccio. Altra possibilita’ e’ che non abbia nemmeno guardato il suo file ed in questo caso trovo riprovevole rispondere e soprattutto rispondere
      “I professionisti lavorano per denaro e il loro lavoro va a chi offre di più. Così, qualche piccola deviazione diventa comprensibile e, comunque, fa parte della professione.”
      Di quale deviazione parla? Il suo commento e’ stato solo uno spunto per la sua solita sentenza
      “tutti corrotti tranne lui e ovviamente la consorte” anche loro lavorano da professionisti per denaro. Ma non da chi offre di piu’?

  • 12
    Dario Genovese

    Mio padre, medico, ripeteva spesso “La medicina non è una scienza esatta”. Questo non significa che non sia una scienza. Altrimenti, come dice Epicuro, niente si ripete e la scienza non potrebbe esistere.

    Il problema è proprio la mancanza del confronto. Ci sono troppi conflitti di interessi riguardo alla faccenda di farmaci e vaccini, che coinvolgono anche multinazionali che dubito abbiano gli stessi interessi del popolo. E’ il conflitto di interesse che va risolto (con il dialogo), non la questione tecnica. Se poi viene fuori sistematicamente che le cose vengono fatte con ignoranza o con dolo, il popolo incomincia a non fidarsi più.

    E’ un andazzo che, purtroppo, coinvolge ormai tutti i settori tecnici: dall’economia (crisi economica perpetua), all’ingegneria (ponti e case che crollano). Il denominatore comune è l’avidità di denaro di chi detiene il potere e “dei mercati”, che decidono anche chi può “fare scienza” e chi no, e come deve farla.

  • 11
    Sofia

    Carissimo Claudio, stai scherzando con il fuoco! :-)
    Hai idea di come si scateni la “rete” ogni volta che qualcuno dà spazio al povero dott Montanari?
    Penso che possa vantarsi di avere una lista di tutto rispetto di web-nemici.
    Ho visto che già è comparso il solito insulto “è solo un laureato in farmacia” che appositamente svia l’attenzione dei lettori sul curriculum di tutto rispetto nella ricerca sua e di sua moglie, la dolcissima dottoressa Gatti.
    Sei forte, come sempre.
    Un abbraccio a te e famiglia, Sofia.

    • 11.1
      Harlock

      Il riferimento alla laurea in farmacia è solo una risposta alla sua assurda generalizzazione “i medici non capiscono di chimica”. Se giudichiamo la gente solo tramite la loro laurea, allora lui dovrebbe tacere (immagino che in questo caso dovrebbero parlare solo i laureati in chimica, che comunque non penso sarebbero d’accordo con lui)

  • 10
    Roberto Benedetti

    Il bello è che, analogamente per i piloti che ci ammorbano di scie chimiche (in cambio di una percentuale… di precipitazioni maggiore sul territorio nostrano, non parlo del “tengo famiglia” dei piloti ovviamente), a queste m**de che attaccano per partito preso ($?) non succede mai nulla alla propria progenie, chessò qualcosa che gli invalidi i commenti di altri futuri consanguinei, una selezione divina, perché il sangue come si dice, non è farmaco, e il farmaco non è ketamina (per cavalli, specifichiamo… non vorrei che per ignoranza (!) me lo prendessero per sedativo).

    • 10.1
      Dario Lampa

      In risposta al tuo commento del 5 maggio 2017 alle 14:09

      Personalmente io stavo parlando delle offese del gentile signore (alle quali si aggiungono ora le tue), che va denigrando i medici descrivendoli come ignoranti e corrotti a suon di mazzette. Per il resto: ti ribadisco che per parlare di medicina e per fare bene il medico non è necessario conoscere la tecnologia farmaceutica o la chimica industriale. Così come per fare il chimico o il farmacista o l’ingegnere non è necessario conoscere l’anatomia patologica, la neurologia o l’immunologia. Sostenere che i medici non possono parlare di vaccini o non sanno fare il proprio lavoro perchè la chimica e farmacia a loro insegnate sono quantitativamente inferiori a quelle studiate da chimici e farmacisti è di una pressapochezza infantile e non intendo per questo spendere altre parole per convincerti. Quel che è certo è che nè un chimico nè un farmacista sono nelle condizioni professionali per fare diagnosi, impostare una terapia, per somministrarla e, in ultima analisi, per parlare di aspetti che attengono alla medicina. Per il resto, mi pare che tu stai parlando di un misto di nulla, di illazioni e di false informazioni. Parlare, ad esempio, di analizzare i vaccini con “risultati sconfortanti” o di “controlli efficaci”, senza fornire alcun dettaglio, equivale a parlare del nulla. Buona partita a carte.

      • Roberto Benedetti

        La faccio più semplice: ragionando in termini di automobili, il farmacista stà al medico, come l’ingegnere meccanico stà al meccanico sotto casa.

        E’ il meccanico che ti ripara le automobili, ma credi che siano i meccanici a stabilire la forza delle chiavi dinamometriche per le varie parti della macchina? o a stabilire il rapporto aria carburante nella carburazione? di esempi te ne potrei fare altri, ma spero tu abbia capito il concetto.

        Un ingegnere volendo ti ripara una macchina, ma credi che un meccanico ti progetti un automobile?

    • 10.2
      Dario Lampa

      Faccio seguito al tuo commento postato il 6 maggio 2017 alle 10:22.

      Non mi servono altre esemplificazioni: ho già ben compreso quello che intendi dire e ti ho già scritto che non condivido affatto queste posizione a dir poco semplicistiche. A prescindere dal fatto che non è detto che un ingegnere (anche volendolo) sappia diagnosticare un problema alla tua macchina, nè sappia dove mettere esattamente le mani per sostituirti la cinghia di trasmissione, assumendo che la preparazione dei farmacisti ricomprenda quella dei medici, non si capisce allora a che cosa servirebbe secondo te la laurea in medicina. Detto questo, lo ripeto: chi vuole può andare a farsi curare dal farmacista. Altra cosa, più importante: anche ammettendo che sia come dici tu e che i farmacisti abbiano una competenza maggiore dei medici in tema di vaccini, ti faccio presente che il farmacista in questione, che qui scrive, rappresenta una posizione del tutto personale sull’utilità e sicurezza dei vaccini, che non corrisponde per nulla (anzi, è l’esatto opposto) rispetto a quanto espresso dai suoi colleghi, dal suo ordine porfessionale e dalla società di farmacologia; posizione peraltro pienamente condivisa anche dai medici. Quelli che seguono sono solo alcuni esempi. Buona lettura. Passo e chiudo.

      http://www.newsrimini.it/2016/07/2619423/
      http://www.bolognatoday.it/cronaca/vaccini-farmacisti-novax-rotary-ordine.html
      https://www.youtube.com/watch?v=h7MZT3scyw0
      http://www.ordinefarmacistibn.it/2016/12/14/vaccinazioni-vaccini-decalogo-le-famiglie/
      http://www.ordinefarmacistibaribat.it/index.php?option=com_content&view=article&id=913:vaccini-utilita-e-sicurezza-della-pratica-vaccinale&catid=9&Itemid=106
      http://www.sifweb.org/docs/sif_position_paper_vaccini_vaccinazioni_feb17.pdf

  • 9
    mps

    “Forse tu non ne sei al corrente, ma io analizzo i vaccini da 15 anni e i risultati sono sconfortanti. ”
    E’ proprio vero, viene lo sconforto leggendo un articolo http://medcraveonline.com/IJVV/IJVV-04-00072.pdf che di scientifico ha ben poco. Senza scendere a dettagli scientifici difficilmente comprensibili da non esperti di microscopia elettronica, basti controllare che l’affermazione che l’unico vaccino pulito e’ quello per gatti, ossia il feligen, mentre tutti quelli per uso umano sono contaminati non corrisponde a quanto pubblicato dallo stesso dott Montanari nel su detto articolo. Controllando la tabella 2 si vede chiaramente che il Feligen (campione 44) contiene Alluminio che non e’ dichiarato dal produttore mentre e’ presente come unico elemento, ma dichiarato dal produttore, nell’Allergoid (campione 1); soprattutto dall’articolo risulta che il Morupar (campione 7) e’ perfettamente pulito.

    “Confronti ne ho chiesti invano chissà quante volte”
    ma non mi risulta che lo abbia mai chiesto anche in presenza di un esperto di microscopia elettronica.

    Mescolare sacrosante richieste di diritto all’informazione ed alla scelta con informazioni inutilmente allarmistiche (mirate a filantropia ???) e’ pericoloso sia per i convinti “NO ai Vaccini”, che magari non somministrano ai propri figli un vaccino utile, che per quelli convinti “SI’ ai Vaccini” ed i dubbiosi, in grado di comprendere l’infondatezza della su detta informazione, che potrebbero permettere la somministrazione ai figli di vaccini inutili o utilizzando procedure non ottimali.

  • 8

    Gentile Presidente De Biasi,
    desidero proporLe una riflessione sulle Vaccinazioni Pediatriche Obbligatorie.
    Assisto da 13 anni famiglie con figlio autistico ed ho avuto il piacere di collaborare con la Senatrice Livia Turco nella primavera del 2007, per la promozione del Tavolo Nazionale sull’Autismo.
    La tossicità, ambientale ed alimentare, costituisce un carico estremo per la salute delle mamme e dei bambini, per cui occorre la massima prudenza quando si propone una terapia farmacologica complessa, come nel caso delle vaccinazioni pediatriche obbligatorie. Ma, prima ancora si pone un problema di Libertà di Scelta Terapeutica e di Responsabilità Genitoriale,
    che vengono sospese nel momento più fragile, delicato e complesso della vita del bambino. Nessuna istituzione, nessun medico possono assumere la responsabilità di un intervento terapeutico, senza averlo valutato e condiviso con i genitori. La certezza della ricerca scientifica sta nel suo continuo aggiornamento, che riafferma la assoluta individualità della persona e rende inaccettabile qualsiasi trattamento di massa.
    15 Nazioni della Comunità Europea ci hanno preceduto in questo percorso di libertà democratica. Ora tocca a noi!
    Mi auguro che la speranza in un rinnovato Partito Democratico possa venire premiata con questa fortunata e da tempo attesa pronuncia di Libertà.
    Franco Verzella
    Zola Predosa, 1 Maggio 2017

  • 7
    Harlock

    A studiare i farmaci non sono solo i medici, ma anche chimici. Se vogliamo generalizzare e diciamo che i medici non conoscono la chimica allora i farmaceutici (come Montanari) la conoscono ancora meno.
    Se vogliamo parlare dell’efficacia dei vaccini parliamone nel merito. Scrivere post come “i medici non conoscono la chimica” oppure quello precedente di Messora che insinuava che l’obbligatorietà delle vaccinazioni era stata introdotta per motivi di corruzione, ebbene trovo che questi argomenti siano solo una forma di propaganda. Parliamo degli studi, di quello che si conosce sui vaccini, parliamo dei singoli vaccini, della loro efficacia o dannosità, dei motivi per usarli o per non usarli. Solo questo conta.

    • 7.1

      Guarda io non insinuo niente. Io affermo. Sono carte. Ci sono evidenze processuali. Ci sono mazzette e sentenze. Io non ho messo in discussione l’utilità o meno del vaccino dell’epatite B, affermo una cosa lampante: dovrei farla a mio figlio perché è stata resa obbligatoria da un atto di corruzione?
      Ma non si vergogna a fare passare questo fatto come se fosse acqua fresca? Per il resto, se vuole ragionare sugli studi, sta solo dicendo quello che dico io: serve confronto. Ma non qui, perché giustamente chi non ha i titoli non può entrare troppo nel dettaglio. Serve un confronto tra gli alfieri delle posizioni più comuni, serve che non fuggano dalla questione evitando il confronto. Si confrontino pubblicamente, senza paura, e così tutte le persone autenticamente indecise si faranno un’idea (si capiscono tante cose, vedendo due uomini che parlano).

      • Harlock

        Il fatto che una cosa sia stata fatta da uomini corrotti non significa automaticamente che sia dannosa e sbagliata. Del resto, vorrei trovare una attività politica importante dove la corruzione non sia intervenuta a qualche livello.
        Possiamo discutere all’infinito di queste questioni collaterali, ma l’argomento si risolve solo entrando nel merito della questione. Non penso che la gente sia troppo stupida. Bisogna informare e dare tutti gli elementi, se la gente è davvero interesata si informerà e si farà una propria opinione. Certo molti non avranno voglia di approfondire e continueranno ad avere opinioni superficiali.
        Purtroppo funziona così, forse se parliamo di fuffa ottieni molte più visite al blog, mentre se approfondisci troppo un argomento la gente si annoia e va da un’altra parte. E’ forse per questa logica che intenet è piena di fuffa.

  • 6
    Giovanni

    Credo sia importante precisare che la medicina non e’ una scienza bensi’ una pratica,
    il teorema di pitagora potra’ essere dimostrato in innumerevoli modi ma dara’ sempre lo stesso risultato,
    la bravura del medico invece si determina soprattutto dalla sua esperienza, osservazione,ricerca e risultato ottenuto, troppe volte invece si assiste ad una chiusura su tutto quello che potrebbe essere diverso oppure nuovo rispetto a quanto studiato in universita’,
    quasi che questo sia qualcosa che mina la propria autorevolezza o preparazione.
    Il problema che mi pongo e’ il seguente,
    anche avendo un medico che da anni sta’ seguendo un percorso di osservazione, studio ecc, cosa si ci puo’ aspettare in termini di risultati
    considerando la quantita’ di farmaci, spesso nuovi, che l’industria farmaceutica impone?
    E se anche il medico in questione arrivi ad importanti svolte o osservazioni riguardanti farmaci o vaccini in uso, quanta liberta’ ha realmente di divulgare le proprie conoscenze senza essere censurato o vedersi la carriera stroncata?
    Valutate questo senza pensare ad un caso specifico, e vedrete che vi ritroverete quantomeno perplessi
    da come normalmente vanno a finire queste cose

  • 5
    Arthur Frayn

    Esiste una oggettività nella scienza medica o è una scienza soggettiva? Se fosse oggettiva il suo progresso non dovrebbe mai mettere in discussione i risultati precedentemente acquisiti. Purtroppo continuamente si assiste a cambi di paradigma, organi il cui funzionamento era semplicemente descritto si scoprono interagire con tantissime altre funzioni che sfuggivano prima, quindi si devono buttare a mare decenni di studi e ricominciare. Quel che voglio dire è che non c’è assolutezza nella medicina – Per quanto concerne poi l’anacronistico duopolio Aziende-farmaceutiche/Ordine dei Medici, essendo la medicina una scienza empirica, è facilissimo spezzarlo. Si creano delle organizzazioni di scienziati diversi dai medici e se ne chiede il riconoscimento al ministero di grazia e giustizia – Rottosi il monopolio dell’Ordine dei medici tutto ritornerà nell’alveo della ragionevolezza e della civiltà.

  • 4
    Dario Lampa

    @Efrem Orizzonte

    No, mio caro: il signore diffama e offende e tanto basta a qualificarlo. Per quanto riguarda le due cose “giuste”: i medici conoscono la chimica che loro serve per fare i medici, altrimenti sarebbero dei chimici. A prescindere dalla tua personalissima opinione sui programmi universitari (per caso, hai studiato medicina, o parli tanto per parlare?), tu e il gentile signore, che offende, potete andare a farvi operare o curare dai chimici, in caso di necessità, se si ritiene siano più competenti. In quanto ai farmaci: a prescindere dalla tua personale opinione sull’appropriatezza dell’attività prescrittica dei medici che puoi aver conosciuto (per caso, sei un medico o parli tanto per parlare?) le tue esperienze e gli aneddoti che racconti di certo non possono essere esemplificativi di alcunchè.

    • 4.1
      Roberto Benedetti

      Medicina e chirurgia alla migliore università d’Italia
      https://corsidilaurea.uniroma1.it/it/corso/2016/medicina-e-chirurgia-roma-azienda-policlinico-umberto-i/insegnamenti

      Chimica e propedeutica biochimica (in un unico corso): 9 crediti
      Biochimica+biologia molecolare (sempre in un unico corso): 6 crediti
      Biochimica+biologia molecolare Pt.2a (unico corso): 8 crediti
      Farmacologia e tossicologia: 4 crediti
      Farmacologia e tossicologia Pt.2a: 3 crediti

      Farmacia sempre alla bla bla bla
      https://corsidilaurea.uniroma1.it/it/corso/2016/farmacia/insegnamenti

      Chimica generale e inorganica:10 crediti
      Chimica organica: 10 crediti
      Chimica analitica e complementi di chimica generale ed inorganica: 10 crediti
      Analisi chimico farmaceutica e tossicologica con laboratorio: 12 crediti
      Biochimica: 13 crediti
      Vogliamo metterci pure Biologia molecolare e Biochimica applicata? massì, altri 16 crediti
      Analisi dei medicinali con laboratorio: 12 crediti
      Chimica farmaceutica e tossicologica: 11 crediti
      Farmacologia generale e molecolare: 6 crediti
      Chimica farmaceutica e tossicologica Pt.2: 11 crediti
      Farmacologia speciale e farmacoterapia: 10 crediti

      Con questo, ovviamente, non voglio dire niente.
      Se non che: vai a farti curare da un medico!
      24 crediti di preparazione nei farmaci, a fronte di 121.
      Qui non si tratta di studiare medicina o farmacia, si tratta di aprire un paio di paginette internet prima di dare del maleducato ad un laureato in farmacia pre-riforma scolastica, che scaglia le sue invettive contro una classe di criminali.

      Arrivati a questo punto, trai pure le tue conclusioni.

      • Dario Lampa

        Guarda, non ho bisogno andare su internet per apprendere quello che tu hai “scoperto” aprendo le tue paginette. I programmi sono diversi: bella scoperta! Che c’è di tanto strano? Chi vuol fare il medico deve studiare per fare il medico, non il farmacista, il chimico o il fisico. Ma a quanto pare, per te chi vuol fare il medico deve necessariamente laurearsi anche in chimica e in farmacia; e perchè no, magari anche in fisica e in matematica, visto che sono materie fondamentali per comprendere la chimica; con la stessa rigorosa coerenza, secondo te un semplice farmacista può invece tranquillamente parlare di ogni settore ultraspecialistico della medicina (6 anni di laurea + 4 o 5 di specializzazione, contro 5 in tutto, visto che ti piacciono questi confronti). Complimenti. Poi, se ti piace fare l’avvocato d’ufficio accomodati pure, ma le diffamanti offese del laureato in farmacia pre-riforma scoloastica sono qui scritte nero su bianco, e tutti possono leggerle: non c’è alcun bisogno di dargli del maleducato. Tanti saluti.

      • Roberto Benedetti

        Perdonami, pensavamo stessimo parlando di “ignoranza in campo farmacologico” di “i medici non conoscono i farmaci” di “analizzo i vaccini da 15 anni e i risultati sono sconfortanti.” di “nessuna vaccinazione viene eseguita seguendo ciò che la buona pratica medica impone.” di “nessun vaccino viene sperimentato anche solo in termini minimi e che non esistono controlli efficaci né sui prodotti né sulle conseguenze che il loro uso comporta.”.
        In sostanza non si sta parlando di chi sia più qualificato nell’analisi di farmaci e vaccini e dei loro effetti sul corpo umano, ma di chi deve portare le carte per la prossima partita a Burraco, che sciocco mhmh la prossima volta le porto io.

        Saluti.

    • 4.2
      Efrem Orizzonte

      Sfortunatamente per te, Dario Lampa, io sono un medico. Dei programmi universitari e dell'(in)appropriatezza prescrittiva dei miei colleghi parlo con totale cognizione di causa – a differenza, per esempio, della nostra ministra della Sanità. Per questo posso tranquillamente dire che Montanari, pur generalizzando (le eccezioni ci sono), non diffama e non offende nessuno, se non chi si sente diffamato e offeso perché trova svelate le proprie lacune. Niente personalissime opinioni, spiacente! Solo fatti.

      Ah, e a proposito di “nessuna vaccinazione viene eseguita seguendo ciò che la buona pratica medica impone”.
      Proprio ieri sera una collega mi diceva di aver fatto il richiamo dell’antitetanica. Le ho chiesto: “Ma non potevi prima controllare gli anticorpi? Magari non ne avevi bisogno”. Risposta: “Ma così faccio un buco solo”.
      Questa è la prassi. Nessuno ritiene utili accertamenti e controlli: si fa il buco, e via, che ce ne sia o che non ce ne sia bisogno, che sia o non sia sicuro ed efficace.

      • Dario Lampa

        A prescindere che la tua opinione sui programmi universitarti non è un fatto, ma appunto la tua opinione, se sei un medico dovresti condividere che nè un chimico nè un farmacista hanno titolo e preparazione per parlare di settori ultraspecialistici della medicina; questo sì, è un fatto. Per altro, qui c’è un farmacista che non si limita a riportare “fatti” come li chiami tu: un conto è dire che a medicina non si studia molta chimica o tecnologia farmaceutica; un altro è sostenere che, per questo motivo, i medici non hanno titolo per esprimersi sull’efficacia dei vaccini e che sono tutti ignoranti; e che in più si fanno corrompere intascando mazzette! E poi, le tue presunte esperienze con colleghi a tuo avviso inadeguati, influenzate possibilmente dalla tua visione personale, quand’anche fossero vere, non sono affatto sufficienti per avallare il discredito gettato da questa persona, indistintamente, su una intera categoria! Per quanto riguarda il tetano: essendo medico dovresti sapare che gli accertamenti e i controlli che invochi devono innanzitutto rispondere ai vari principi, tra cui l’utilità e l’economicità; è riconosciuto che il titolo anticorpale protettivo dopo la vaccinazione primaria dura circa 10 anni; nel caso specifico, dopo il richiamo, questo tempo può essere un po’ più lungo, ma non è certo eterno; per evitare, appunto, di rimanere scoperti si richiama ogni 10 anni; non esiste alcuna controindicazione a effettuare un richiamo anche quando il titolo anticorpale è ancora protettivo, anzi, è proprio facendo così che si evita che il titolo scenda sotto il livello protettivo! Queste sono le evidenze. Per tanto, bene ha fatto la tua collega, mentre il tuo ragionamento potrebbe (forse) andar bene con risorse illimitate: secondo te, bisognerebbe procedere a verificare il titolo anticorpale per mesi e anni, finchè questo non sia sceso al limite della soglia protettiva, per poi, infine, vaccinare? A che serve, tutto questo? A rimandare il richiamo di un anno? Spero tu ti renda conto che tutto questo non ha alcuna utilità e non è fattibile: se il sistema sanitario va a c**o non è solo perchè c’è gente non sa prescrivere farmaci, ma anche perchè c’è altra gente che prescriverebbe accertamenti diagnostici inutili, tipo quello che proponi.

  • 3

    Eccellente disamina ma occorre aggiungere che la medicina operativa (e i suoi adepti) ignora pesantemente
    pesantemente, oltreché la chimica e la biologia, anche i più elementari principii di ecologia..

  • 2
    Paolo

    Leggete e comprendete.

    • 2.1
      Dario Lampa

      L’unica cosa che si legge sono gli infamanti insulti di questo gentile signore all’intera classe dei medici. Per il resto: argomentazioni zero.

      • Efrem Orizzonte

        No, dice solo due cose giuste: che i medici non conoscono la chimica, e che non conoscono i farmaci.
        Il corso di biochimica all’università di Medicina viene svolto al primo anno, è enorme, ha scarsissime correlazioni con la clinica (perché quella si inizia a studiarla parecchio più avanti), ed è presto dimenticato dagli studenti, senza che nei corsi successivi ci si premuri di ripercorrerne almeno i pilastri. Inoltre, le nozioni che fornisce, per quanto numerose, non sono comunque che una piccola parte di quelle che poi sarebbero richieste per una seria comprensione di fisiologia e farmacologia.
        In quanto ai farmaci, un internista una volta mi disse: “Un bravo medico conosce bene circa 30 farmaci”. Vedendo quotidianamente le abitudini prescrittive di molti cosiddetti specialisti (e non solo), posso soltanto pensare una tra le due cose: o conoscono bene i farmaci ma li usano a sproposito, o non li conoscono bene e li usano a sproposito lo stesso.
        Pochissimi sono in grado di prevedere le interferenze tra due farmaci assunti contemporaneamente da un individuo; pressoché nessuno è in grado di prevedere quelle tra 3 o più farmaci, situazione comunissima nell’anziano medio e sempre più in soggetti non anziani. Per tacere di tutto il discorso degli eccipienti, dei farmaci generici o “bioequivalenti”, e della somministrazione parenterale.

  • 1
    Paolo

    È necessario che la comunicazione tra esseri umani non sia manipolata da un gruppo di criminali senza scrupoli di alcun tipo.dove per denaro e protezione dalla legge e giustizia sono disposti e ben propensi a far morire migliaia di persone …..imponendosi senza alcuna competenza si in campo economico che in quello giuridico!

    • 1.1
      Jure27

      Beh mio fratello era medico chirurgo, per l’esperienza della sua breve carriera di chirurgo più che offendere direi che per una parte dei medici la galera sarebbe il posto giusto. Ai primariati arrivano i peggiori….ma per restare in tema ieri il medico di base mi fa ” devo andare ad un congresso .. l’ultimo sul diabete han tirato fuori 17 nuovi farmaci ..e poi ci rompono di usarli….siamo in mano alle case farmaceutiche.” Ora ci vuole il doppio di coscienza.

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