Faccia a faccia: Giampaolo Giuliani vs INGV
Si dice che la scienza abbia i suoi riti. Si dice che questi riti siano ciò che l’ha resa quello che è. Vero. Il procedimento scientifico va rispettato: i risultati devono essere pubblicati, sottoposti a revisione, discussi, approvati o confutati. Alla fine una teoria viene riconosciuta come valida oppure no. Senza questo percorso, saremmo ancora convinti che la Terra è al centro dell’universo.
SI POSSONO PREVEDERE I TERREMOTI?
Tre anni fa L’Aquila era coperta di macerie e sinistramente silenziosa. In trecento non riuscirono a guadagnare la via della salvezza. Le polemiche infuriavano: molti avrebbero potuto essere salvati. In primo luogo, se le costruzioni avessero rispettato le più elementari norme antisismiche, o se la sabbia mescolata al cemento con il quale erano costruite molte abitazioni non fosse stata allungata eccessivamente con l’acqua. Ma altri avrebbero potuto essere ancora vivi se avessero avuto la fortuna, capitata a molti, di essere in contatto con un tecnico aquilano che da mesi, regolarmente, effettuava previsioni che erano consultate anche dal sindaco, Massimo Cialente, nonché dai Vigili del Fuoco e dalla Prefettura. Ma anche così, se almeno fosse andata in onda quella maledetta intervista dove Giuliani, unica voce fuori dal coro delle rassicurazioni della Protezione Civile, avvertiva di un possibile forte sisma in arrivo, il numero di vittime avrebbe certamente potuto essere inferiore.
Il mondo che immaginate
Prima fu la rete. Ma ogni volta che scopri una nuova terra, subito dopo i coloni iniziano ad arrivare. Così vennero i blog. E niente fu più lo stesso. Con i grandi network di informazione avevamo fatto passi avanti. Ma anche molti indietro. Da un lato c’era l’immensa disponibilità di notizie in tempo reale. Potevamo sapere tutto del più remoto angolo del mondo, anche se ne sapevamo sempre meno del nostro vicino di casa. Dall’altro, sopraffatti da quel caleidoscopico e frastornante universo di suoni e di colori, perdevamo progressivamente la capacità di partecipare. E senza partecipazione, un popolo si fa docile e mansueto. Il punto è che più canali di All News non significa necessariamente più informazioni. Spesso vuole solo dire più volte la stessa informazione. E soprattutto quasi mai l’altra, quella che non va bene.
La blogosfera ci ha restituito la partecipazione. Svegliarsi, svegliare i nostri vicini e poi scendere in strada a svegliare quelli che passano richiede uno sforzo immane. Spesso frustrante. A volte si ha l’impressione che dormiremo tutti per sempre. Forse il mondo perfetto non esiste e possiamo solo sognarlo. Però meglio un sognatore incallito che uno squallido fabbricatore di sonno. Tanto la felicità esiste solo nella misura in cui la si cerca.
Tornereste indietro? Io no. E allora andiamo avanti, fino alla fine. Io vi dico che là in fondo c’è una porta. E dall’altra parte c’è quel mondo che state immaginando oltre la carta dei giornali, oltre i cristalli delle televisioni, nelle pagine di un blog. C’è la terra promessa e mai mantenuta. Se non avete programmi migliori, allora si potrebbe andare avanti, continuare a camminare tenendoci per mano. Anzi, …formando una Rete.
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