Referendum: la grande vittoria della rete
Il superamento del Quorum al referendum rappresenta la definitiva consacrazione della rete. Il referendum infatti ha avuto successo nonostante la televisione che lo ha completamente ignorato, se non addirittura sabotato, trasferendo i dibattiti in tarda serata o manipolando sfacciatamente i dati, per esempio sbagliando a più riprese le date della consultazione referendaria.
Il voto di prostata

Tutti sanno cos’è il “voto di protesta“, ma quanti sono così esperti di politica da conoscere tutti i sotterfugi, gli escamotage, le tattiche da piccola guerriglia urbana in grado di sabotare una tornata elettorale? Anche alla più addestrata delle squadre di selezionati guastatori potrebbe infatti sfuggire quella che si sta affermando come l’ultima frontiera in materia di boicottaggio del quorum: il voto di prostata.
Sembra incredibile, ma fonti verificate e più che attendibili mi segnalano quello che segue.
Chiare, fresche e dolci Acque S.p.A.
Tra i quesiti referendari, come sapete ve ne sono due che parlano dei servizi idrici. L’acqua, insomma. Chi sostiene che dovreste votare SI’ ad entrambi i quesiti, lo motiva affermando che l’acqua è un bene pubblico e non può essere privatizzato. Chi viceversa invita ad andare al mare, afferma che la privatizzazione dell’acqua è una sciocchezza, perché l’acqua continuerà a restare un bene pubblico, mentre ad essere privatizzata sarà soltanto la sua gestione.
Non serve essere laureati ad Harward per comprendere quanto strumentali ed assurde, ai limiti dell’offensivo, siano le ragioni del NO.


