La mordacchia

Il Parlamento è organizzato in gruppi di lavoro. Questi gruppi si formano sia alla Camera che al Senato. In alcuni casi, per certe materie di interesse comune, se ne formano di congiunti (si chiamano bicamerali). Ci sono gruppi competenti per le materie economiche, per le materie costituzionali, ci sono gruppi che si formano momentaneamente, alla bisogna, per poi sciogliersi, e gruppi permanenti. Sono la fucina nella quale un Parlamento sano forgia i disegni di legge, prima di proporli all’assemblea per iniziare l’iter di discussione. Si chiamano commissioni. No commissioni, No party!
Cosa sta succedendo? Il nuovo Parlamento si è insediato ormai da oltre due settimane, ma delle Commissioni non si vede ancora traccia alcuna. Perché? Inizialmente si poteva pensare che il ritardo fosse dovuto all’esigenza di piazzare i trombati delle cariche maggiori (presidenze e vicepresidenze delle Camere) a presiedere le commissioni, ma ora non più. Ora il punto è un altro. Con le commissioni regolarmente costituite, il Parlamento è pienamente operativo, e dunque le formazioni politiche possono presentare la loro proposta legislativa. Che so… una legge contro la corruzione, piuttosto che l’abbattimento degli stipendi dei parlamentari, o magari una nuova legge elettorale: tutte quelle cose sulle quali i partiti hanno dichiarato di voler convergere dopo avere sbattuto contro i risultati della tornata elettorale. Ma le parole (come dicono in centro Italia) se le porta il vento. I fatti sono che un Parlamento così, con 163 cittadini calati nelle istituzioni dal nulla, fa paura. Meglio neutralizzarlo. Ma come? Semplice: basta non far partire le commissioni regolari. No commissioni, No party!
JUNK! A un passo dalla spazzatura.
di Loretta Napoleoni
L’agenzia di certificazione Fitch ha declassato l’Italia a BBB+, una sigla che solo gli addetti ai lavori capiscono pienamente. A noi basta sapere che siamo ad un passo dal giudizio ‘spazzatura’, la certificazione junk, quella che si dà ai paesi senza speranza. Quali i motivi e le conseguenze per noi italiani?
Le banche governano il mondo
Uno studio di tre scienziati a Zurigo, pubblicato sul New Scientist, dimostra che il famoso liberismo (neo o post che dir si voglia) non esiste: 147 superbanche controllano ogni cosa, qualsiasi comparto produttivo. Il 60% del reddito mondiale è così generato da 43mila multinazionali in competizione tra di loro solo virtualmente. E dove non c’è competizione, cade anche il principio del libero mercato.
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