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L’Aquila, due anni dopo. Il punto di Carlo Costantini

L'Aquila Abruzzo Carlo Costantini Terremoto

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Due domeniche fa ho incontrato Carlo Costantini, candidato alla presidenza della Regione Abruzzo nel novembre 2008, poi dimessosi da parlamentare per seguire da vicino la sua regione, nonostante la sconfitta elettorale e nonostante una comoda nonché redditizia poltrona alla Camera – quanti hanno fatto altrettanto? -, attualmente alla guida dell’opposizione del Consiglio Regionale. Ho realizzato un’intervista fiume per fare il punto sul terremoto, a quasi due anni di distanza dal 6 aprile 2009.

Ve la riporto in versione integrale. Cinquanta minuti da sorseggiare con comodo, magari la sera, al posto della televisione. Internet is now.

 INTERVISTA A CARLO COSTANTINI

Il punto sulla ricostruzione, sulle inchieste, sulle speranze di una città precipitata in un orrore senza fine, che attende di sapere quando potrà rialzarsi.

Claudio Messora: Carlo Costantini, abruzzese doc, pescarese, capogruppo IDV alla Regione Abruzzo. Allora Carlo, sono passati quasi 2 anni da quel fatidico 6 april 2009. All’inizio è stato il momento dei soccorsi, delle istituzioni, delle promesse di Berlusconi, delle donazioni della società civile. Adesso è arrivato il momento delle inchieste. Di che cosa ti stai occupando?

D’Alfonso,Toto, Berlusconi: l’Abruzzo è servito!

 

D’Alfonso – Carlo Toto – Berlusconi
L’Abruzzo è servito

«Devo dare atto a un vostro concittadino, che è un imprenditore assai capace, di avere contribuito con la sua volontà e anche col suo spirito di sacrificio a rendere possibile la nascita della nuova Alitalia. E’ qui il signor Toto, a cui rivolgo un ringraziamento a nome mio e a nome del governo.» [Silvio Berlusconi, Chieti (Abruzzo) – 12 dicembre 2008]

Carlo Toto e suo figlio Alfonso sono indagati dalla Procura della Repubblica di Pescara per tangenti negli appalti pubblici. Avrebbero fornito all’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso (PD), un auto con autista per ben tre anni, dal 2004 al 2007. Non contento, D’Alfonso avrebbe usufruito di passaggi gratis per lui e famiglia sulla compagnia aerea di Carlo Toto, l’AirOne, di aerei privati per le vacanze pagati interamente da AirOne Spa e di finanziamenti a società ed enti ricollegabili a D’Alfonso e alla sua famiglia. Pochi spiccioli. circa 200.000EUR. In cambio, secondo la Procura di Pescara, D’Alfonso avrebbe manifestato la promessa volontà politica benevola verso l’impresa Toto Spa.

Luciano D’Alfonso è stato arrestato lunedì sera, il 15 dicembre. Saperlo prima del voto alle regionali non avrebbe gustato. Carlo Toto invece viene ringraziato da Silvio Berlusconi, a nome suo e del governo italiano. Quindi lo state ringraziando tutti voi, uno per uno.
Basterebbe questo per far tremare i polsi agli abruzzesi. Se speravano di uscire dalla tana del formicaleone, Ottaviano Del Turco, ora hanno la prova della contiguità PDPDL. Nel PD si va in galera per intrallazzi sospetti con gli stessi personaggi con cui si intrallazza nel PDL:  Berlusconi ringrazia Toto tre giorni prima che D’Alfonso venga arrestato con l’accusa di corruzione da parte dello stesso Toto. Il cerchio si chiude. L’Abruzzo è fottuto.

Cari abruzzesi, la prossima volta, prima di andare a votare, non leggete i giornali e non guardate Canale5. Informatevi in rete. Io ve l’avevo detto.

Byoblu: «On. Costantini, buongiorno. L’Abruzzo ha scelto. Poteva operare una scelta che andava nella direzione della trasparenza: l’installazione delle telecamere, delle webcam, la diretta streaming nei consigli regionali. Poteva andare nella direzione del rinnovamento. Ha scelto invece nella direzione di un governo che ha impostato la sua campagna elettorale su presunti voti di scambio, vedasi la bancarella di Gianni Chiodi, e sul ricatto. Ricordiamoci che Berlusconi è quello che ha tolto centinaia di milioni di euro di infrastrutture all’Abruzzo e che proprio in Abruzzo è venuto a dire “Se eleggete il mio pupillo prestanome, Gianni Chiodi, questi soldi, nella misura di circa 16 miliardi, vi verranno restituiti il 18 dicembre.” Ieri sera è stato arrestato il sindaco di Pescara, D’Alfonso, indagato per corruzione ad opera di Carlo Toto, il quale è stato pubblicamente ringraziato da Berlusconi a Chieti, a nome suo e del governo italiano, per avere svolto egregiamente il suo lavoro. Non si vede una linea di discontinuità. Lei che futuro vede per l’Abruzzo?»

Carlo Costantini: «Ma, guardi: la vittoria del centrodestra è legittimata dal voto popolare, questa è la democrazia. Io sono convinto che chi vince le elezioni debba assumersi in pieno la responsabilità di governare, e chi le perde debba prenderne atto e accettare il ruolo dell’opposizione. Certamente i metodi utilizzati sono stati in alcune occasioni discutibili. Questo via vai di ministri, del Presidente del Consiglio, che sono venuti in Abruzzo a dire “se votate il mio candidato vi do questo“, “se non lo votate Costantini vi rimette l’ICI“… C’è stato un fiume di dichiarazioni che evidentemente hanno impaurito gli elettori abruzzesi, che sono in una condizione di difficoltà, e che evidentemente soffrono nell’esercizio di pressioni così forti.
Quello che accaduto al sindaco di Pescara al momento non sono in grado di valutarlo, perché non conosco nulla degli atti dell’inchiesta giudiziaria. Certamente la persona coinvolta con lui in quell’inchiesta era alla convention del Presidente del Consiglio al Palatricalle di Chieti. Questa contiguità tra alcuni pezzi del PD e del PDL è un tema ricorrente, anche a livello di politica nazionale. Certamente c’è bisogno di cambiare molto. C’è bisogno di rimettere al centro la questione morale. C’è bisogno di costruire un’alleanza riformista che metta al centro i principi dell’etica, della trasparenza e del buon governo. Tutto questo fino ad oggi non c’è stato. Io sono chiaramente preoccupato per il futuro della regione perché considero il programma del Presidente del PDL inadeguato a dare le risposte che gli abruzzesi si aspettano. Però in questo momento di grande difficoltà non posso ingenerare sfiducia nei confronti degli abruzzesi e devo spingermi al punto tale da dire che mi auguro che lui ce la faccia. Mi auguro che lui ce la faccia da abruzzese e per gli abruzzesi. Mi auguro che lui riesca a mettere in campo quel processo di cambiamento che ha dichiarato di voler determinare. Ovviamente sul piano personale ho delle grandissime perplessità. Non tanto per lui ma per le persone che sono dietro di lui. Io eserciterò il mio ruolo di opposizione. Non farò sconti, cercherò di osservare, di valutare tutte le azioni che metteranno in campo, cercando di rilanciare i punti del mio programma, soprattutto quelli più distanti dal suo programma. Mi riferisco alla sanità privata, ai trasporti privati, alla scuola chiusa nei piccoli comuni. Mi riferisco alle tante cose che ci hanno distinto. Agli inceneritori realizzati a prescindere dal raggiungimento della quota di raccolta differenziata del 40%, alle tante proposte programmatiche del PDL che erano radicalmente contrapposte alle mie. Gli abruzzesi hanno scelto. E’ vero che ha scelto un numero esiguo di abruzzesi, perchè il 50% ha scelto di rimanere a casa e di non andare a votare, però il sistema elettorale premia chi va a votare, e per quanto abbiano votato solo il 50% degli abruzzesi, e per quanto solo il 25% abbiano legittimato il candidato presidente del PDL, ora Presidente del PDL, è a lui che gli abruzzesi hanno affidato questo compito. Ora avrà il dovero e la responsabilità di provare a mettere in campo il suo programma. L’Italia dei Valori insieme al resto del centrosinistra faranno l’opposizione. Io ovviamente non posso augurarmi che lui sbagli, perchè l’egoismo di parte non può spingersi al punto tale da augurarsi il male dell’Abruzzo. Io mi auguro che lui ce la faccia, che riesca a realizzare quantomeno una parte degli impegni che ha assunto con gli elettori. Mi auguro che  Berlusconi soprattutto mantenga fede ai tantissimi impegni che ha assunto nei confronti degli abruzzesi, dai 16 miliardi di euro alla sede di un G8 in Abruzzo, al no al Centro Oli, alla riconsiderazione di questo progetto di petrolizzazione dell’Abruzzo. Io mi auguro che tutti questi impegni il Presidente del Consiglio li mantenga, e mi auguro che il Presidente della Regione abbia la forza, il rigore, la schiena dritta necessari per imporli nel caso in cui il Presidente del Consiglio dovesse ripensarci.
»

Byoblu: «E l’Onorevole Carlo Costantini che cosa farà da domani?»

Carlo Costantini: «Da domani farò l’opposizione. In quale luogo, in quale sede istituzionale lo valuterò nei prossimi giorni. Ci sto riflettendo, sto facendo una valutazione approfondita. Ovviamente non è una decisione che posso prendere in solitudine. C’è un livello di coinvolgimento importante del mio partito, c’è un livello di coinvolgimento importante anche degli altri partiti della coalizione. Io non posso fare il leader di una coalizione se la coalizione non mi vuole come suo leader. Non posso essere l’elemento di sintesi, di unità dei partiti del centrosinistra se alcuni partiti del centrosinistra mi considerano una persona che divide. Io non posso sperare di assumere dei ruoli che altri non vogliono che io assuma. Quindi devo per un verso riflettere sul piano personale, per cercare di interpretare meglio il sentimento dei cittadini abruzzesi e dell’Abruzzo, per un verso confrontarmi all’interno del mio partito, e poi per un altro verso cercare di relazionarmi anche con gli altri partiti del centrosinistra per comprendere fino in fondo quale futuro intendono costruire, quali prospettive intendono mettere in campo, fino a che punto sono disposti concretamente a determinare un forte rinnovamento del centrosinstra, che purtroppo non si è consumato fino in fondo in questa campagna elettorale. C’è stato un parziale rinnovamento. Solo parziale.»

Byoblu: «L’Italia dei Valori ha fatto un balzo in avanti da leopardo.»

Carlo Costantini: «E sì. L’Italia dei Valori è passata dal 2,4 – credo – al 15,3%. Ha moltiplicato per 6 il risultato delle ultime elezioni regionali. Questo dimostra la bontà del nostro progetto politico. Questo dimostra la capacità del Presidente Antonio Di Pietro di rappresentare i sentimenti e le istanze dei cittadini abruzzesi e degli italiani. Andremo avanti certamente in questa direzione. Cercheremo di coinvolgere anche gli altri partiti del centrosinistra che troppo spesso sono stati distratti da temi che consideriamo centrali come la questione morale e il rispetto delle regole di funzionamento della Pubblica Amministrazione. Noi andiamo avanti e non molliamo.»

Byoblu: «Un saluto per Gianni Chiodi.»

Carlo Costantini: «In bocca al lupo! Che cosa devo dirgli.. a Gianni faccio un in bocca al lupo. Mi auguro che lui riesca a realizzare quello che intende realizzare. Spero che non lo disturbino troppo, da Roma e dall’Abruzzo. Valuterò… Al momento non posso esprimere un giudizio, al momento posso esprimere un auspicio da cittadino abruzzese. In questo momento sono un cittadino abruzzese che inevitabilmente si riconosce come un cittadino nel Presidente eletto democraticamente dai cittadini abruzzesi, quindi mi auguro che lui faccia il meglio per i cittadini abruzzesi.»

La bancarella di Gianni Chiodi

 

La bancarella di Gianni Chiodi

Do ut des: una logica alla base della struttura del mondo materiale. Un atomo cede un elettrone, ma in cambio entra in un piccolo club molecolare. Un albero affonda le sue radici nell’alveo di un fiume, ne ricava nutrimento e in cambio ne sostiene gli argini. L’universo, e quindi la vita stessa, non esisterebbe senza qualcosa da scambiare, senza movimento.

Anche la politica si fa scambiando. Si cede un voto, in cambio se ne ricava un servizio, un’utilità collettiva. Se l’utilità è individuale, ad-personam, allora si chiama voto di scambio. Quando non si va in cabina elettorale con in mente un progetto politico cui aderire, ma si paga pegno per ottenere in cambio la promessa di un posto di lavoro, allora si commette un reato. Nel centro-sud le cambiali si firmano con una matita copiativa e sono stampate su schede elettorali. Questo è il cancro, la metastasi della politica. Un posto di lavoro creato e assegnato per acquisire consenso è un posto di lavoro rubato a chi è più meritevole, ed è un furto perpetrato ai danni di tutti. In Abruzzo è la regola. Ora è il momento di farne un’eccezione, non fosse altro perché i posti di lavoro non ci sono più. Oltre ad essere illegale, il voto di scambio oggi è anche una presa per il culo.

Gianni Chiodi, il candidato Presidente della Regione Abruzzo per il PDL, non sembra farsene cruccio. In un epoca dove Licio Gelli, anzichè in galera, viene ospitato negli studi di Odeon Tv per condurre una trasmissione televisiva, evidentemente deve aver pensato che i tempi erano maturi per sdoganare di fronte all’opinione pubblica anche il voto di scambio. Così, in piena campagna elettorale, ha allestito numerosi banchetti invitando i giovani abruzzesi a consegnare i propri curricula, dietro la promessa di valutarli uno per uno dopo le elezioni. Secondo un format collaudato dal suo burattinaio, Silvio Berlusconi, ha dato a queste ricevitorie clandestine un nome tranquillizzante: la bancarella di Gianni. Un po’ come la torta della nonna, o il Popolo delle Libertà. Non fa niente poi che non ci sia nessuna nonna nelle catene di montaggio industriali che assemblano una mescola di ingredienti liofilizzati e aromi chimici prima di riversarla in milioni di pezzi sugli scaffali delle nostre iper-mangiatoie di massa. E non fa niente se le uniche libertà sono quelle che il popolo vedrà ridursi di giorno in giorno, a cominciare da quella di avere un’informazione corretta e pluralista. La bancarella di Gianni legalizza il voto di scambio in Abruzzo. Anzi, fa molto di più: istituisce il voto di scambio con circonvenzione di elettore incapace, dato che è evidente a chiunque che non si può scambiare quello che non c’è. E il lavoro non c’è.

Deve essere sembrato troppo perfino a Berlusconi, visto che il video dove Gianni Chiodi suonava il piffero per incantare i topi è stato frettolosamente rimosso dalla rete, e i banchetti allestiti in pompa magna per fare incetta di voti e curricula sono stati smantellati in fretta e furia. Questa volta hanno esagerato e lo sanno. Purtroppo la rete non perdona. La rete conserva memoria, ed è una memoria da fare invidia ad un elefante. Ho trovato il video e ve lo ripropongo, insieme ad una breve intervista al candidato Presidente per il centrosinistra, Carlo Costantini, davanti alla sede della CGIL di Pescara.
Gli ho chiesto cosa ne pensasse della bancarella del Gianni. Guardate il video e sentite cosa mi ha risposto.

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