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g8

Per chi suona la mazzetta?


Nel video, le registrazioni audio delle intercettazioni telefoniche tra Anemone, Bertolaso, Don Evaldo e Della Giovampaola, effettuate il 21 settembre 2009, nel quadro dell’inchiesta sui lavori appaltati dalla Protezione Civile, diretta da Guido Bertolaso.
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Il pelo nell’uovo di Bertolaso

 In Italia siamo circa 60 milioni in tutto. Ci sono almeno 327 aziende che si occupano di bonifiche ambientali. Solo in Sardegna ce ne sono almeno 18. Allo stesso modo, ci sono almeno 334 aziende che si occupano di raccolta e smaltimento rifiuti. 44 nella sola Campania. Vuoi vedere che Francesco Piermarini, il cognato di Bertolaso – fratello della moglie Gloria -, era l’unico che poteva bonificare l’amianto della Maddalena? Vuoi dire che è stato solo un caso che lo stesso abbia costituito la “Ecorescue International srl“, società nata per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, proprio mentre il cognato gestiva la munnezza in Campania? Vuoi dire che il fatto che Bertolaso, con il quale Francesco Piermarini giocava abitualmente a golf, si occupasse della gestione di grandi eventi, non abbia nulla a che vedere con la “Mystic River srl“, società che Piermarini ha aperto parallelamente, con i soliti 10.000EUR di capitale versato?

Secondo Bertolaso, come puntualizzato ieri sera durante un’udienza del tribunale di Porta a Porta, non bisogna andare a cercare il pelo nell’uovo. “Mio cognato è un esperto di bonifiche” – dice – “Ha lavorato con il guru delle bonifiche ambientali, che è Gianfranco Mascazzini, e per questa ragione è stato impiegato.“.

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Il G8 scippato

Il 2009, anno del G8 italiano, rischia di essere ricordato perché il numero di persone che soffre la fame per la prima volta ha superato il miliardo. All’appello lanciato dalla Banca mondiale a non abbandonare i paesi più poveri l’Italia, a differenza di altre nazioni, sembra non rispondere. Eppure nel vertice G8 di Gleneagles, nel 2005, si era stabilito, ad esempio, di aiutare l’Africa con 25 miliardi di dollari l’anno, un obiettivo ribadito nel vertice di Hokkaido dello scorso anno. Molto rimane quindi da fare per allinearsi con gli sforzi dei partner europei e del G8. Il comportamento dell’Italia rischia infatti di far fallire gli intenti che sia G8 sia Unione europea si sono dati per raggiungere gli Obiettivi del Millennio.  Sradicare la povertà estrema e la fame, ridurre la mortalità infantile, combattere l’HIV/AIDS, la malaria e altre malattie, garantire la sostenibilità ambientale non sono più solo intenzioni ma risultati concreti da raggiungere fra il 2010 e il 2015. Proprio nell’anno di Presidenza italiana del G8, il nostro paese rischia di perdere credibilità internazionale. E anche di mancare l’occasione concreta per riportare la politica di cooperazione e l’aiuto pubblico allo sviluppo ai livelli europei.

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