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Marco Mori – “La nostra pazienza è finita!”: appello alla Procura di Roma

Marco Mori, Avvocato noto ai più per le sue battaglie in difesa della Costituzione, sei qui perché “la nostra pazienza è finita”! Perché?

Abbiamo sentito le dichiarazioni del Ministro Orlando – Ministro della Giustizia dell’attuale Governo! – che ha detto che i poteri sovranazionali sono in grado di mettere i Parlamenti “di fronte al fatto compiuto“. Ha raccontato la sua esperienza relativa all’inserimento del Pareggio di Bilancio nella Costituzione – era parlamentare all’epoca – e ha candidamente ammesso che l’inserimento di questa norma è stato imposto dalla Banca Centrale, che ha detto: “O voi vi decidete a inserire il pareggio in bilancio in Costituzione, oppure noi vi chiudiamo i rubinetti“. Queste sono dichiarazioni di portata eversiva verso la Repubblica e – francamente – forse è l’ora di smettere di chiamare me e te e tanti altri “complottisti“. Oltretutto, non è l’unica dichiarazione resa…

Mi ricordo il Senatore Garavaglia…

Anche la dichiarazione di Garavaglia ha avuto del clamoroso. Io addirittura l’ho riportata nel libro perché dal punto di vista storico è assolutamente fondamentale. Garavaglia dice che quando era in Commissione al Senato, arrivarono gli emissari della Banca Centrale Europea e gli dissero: “Verrà un Governo Monti: voi siete disposti a sostenere questo Governo?” Garavaglia giustamente rispose: “Vediamo, perché non funziona propriamente così!“. In una democrazia parlamentare, infatti, è il Parlamento che dibatte e sceglie quale sarà eventualmente il Governo, valutando se dare la fiducia a chi è stato designato di volta in volta dal Presidente della Repubblica. E gli emissari di BCE, invece rispondono: “No, no! Non avete capito! Voi dovete appoggiare il Governo Monti, altrimenti fallite domani. Noi non vi compriamo più le obbligazioni!“.

E il discorso che hanno fatto a Garavaglia, ovviamente si ipotizza che lo abbiano fatto a tutti i parlamentari.

Sicuramente non l’hanno fatto solo a Garavaglia… Bisogna domandarsi chi c’era, chi sono i testimoni. Garavaglia e Orlando sono pazzi? Millantano? Raccontano storie oppure è tutto vero?

E non era neanche l’unico ricatto. La caduta del Governo Berlusconi e l’ascesa del Governo Monti, preparata mesi prima da Napolitano; il ricatto della lettera della BCE, con il famoso memorandum…

Il percorso parte da lontano: con la lettera della BCE l’Italia si è vista dettare l’agenda politica per il futuro. Era addirittura inserito come il Governo dovesse fare le riforme. E quindi addirittura ci chiedevano di farle attraverso lo strumento del Decreto Legge: di intervenire sul lavoro, di intervenire sulla Costituzione, tutte quelle misure che poi i tre Governi successivi imposti hanno effettivamente attuato. E da questo punto di vista, quello che è emerso con sempre più forza è che effettivamente, oggi, sia il potere finanziario che l’economia sono diventati così forti da riuscire a schiacciare la democrazia. E non è poi un concetto così assurdo, perché se noi andiamo a prendere i lavori preparatori della nostra Costituzione e leggiamo l’analisi che facevano del contesto storico in cui siamo arrivati a fascismo e nazismo… dicono: “Fascismo e nazismo sono una risposta a un problema. Sbagliata, ma una risposta a un problema“. La Seconda guerra mondiale fu causata dalle politiche neo-liberiste, cioè in sostanza da quei mercati senza nessun tipo di controllo o intervento dello Stato – per disciplinarli, orientarli, coordinarli -, che diventavano così forti, così potenti che a un certo punto, per definizione, diventano potere politico, schiacciano la politica, annullano i Parlamenti e li distruggono, li superano.

Eppure sembra che non abbiamo imparato niente, perché dal 2011 è il film che stiamo vivendo.

È pazzesco, perché se consideriamo che questi ragionamenti sono nei verbali della Costituente… Due giorni fa c’è stato il centenario della nascita di Aldo Moro. Bene! Aldo Moro, nei verbali della Costituente, chiedeva addirittura un controllo a livello globale del settore economico sotto il profilo della disciplina e del coordinamento. Quindi, cioè, non vogliamo uno Stato totalitario o comunista – non è quello il punto -, ma tutto il settore economico dev’essere sotto il controllo della democrazia per evitare che poi questi poteri accentrino una tale quantità di risorse, che per definizione poi sono più forti dei Parlamenti nazionali e impongono effettivamente delle scelte. Esattamente come dice Orlando, cioè ti mettono di fronte al fatto compiuto.

Però, questi poteri sovranazionali che si sono creati, tutelano l’interesse di chi? Non sono dei poteri di – tra virgolette – “Illuminati” che lavorano per il nostro bene. Loro lavorano per i loro interessi, fin da quando hanno creato quella che secondo me è una delle loro più grandi associazioni di categoria: la Commissione Trilaterale che risale ai primi anni settanta… Di cui adesso c’è la proposta che Monica Maggioni, la Presidente della RAI – cioè il servizio pubblico e informativo -, diventi Presidente. Esattamente! Dopo che è stata invitata anche alle riunioni Bildeberg.

Alla Trilaterale, oltre a tutto quello che fanno di solito – e vi invito a informarvi -, hanno spontaneamente dichiarato che è una fucina, un laboratorio dove loro poi piazzano politici e Ministri che vanno a fare la politica di…

Si vantano di questo, si vantano del fatto che poi chi passa da lì riesce ad avere cariche importanti nei vari Governi. E tra l’altro, il primo rapporto che produce la Trilaterale – e tu me lo insegni perché ne hai parlato anche in un bellissimo post– si chiama”Crisis of Democracy”, del ’75, e teorizza quello che stiamo vedendo, cioè una popolazione che si è mantenuta in apnea economica, si disinteressa della politica, e a quel punto segue gli ordini che arrivano di volta in volta da questi poteri sovranazionali, che fanno i loro interessi.

Beh! È quello che è successo con il: “Fate presto!” Con quella famosa crisi dello spread, che tra l’altro oggi è oggetto di un processo penale… Trani…

Michele Ruggero a cui va la nostra stima e massima solidarietà perché lo hanno screditato in tutti i modi, ma sta facendo un lavoro eccellente. Ha Standard & Poor’s, i vari funzionari addirittura a processo – quindi comunque con dei giudici che hanno già vagliato l’accusa, che hanno deciso il rinvio a giudizio, con un dibattimento in stato avanzato…

Hanno ascoltato Mario Monti, Romano Prodi…

Esatto! Tutti i vari “amichetti” dei poteri finanziari, sentiti uno dopo l’altro, in cui si ipotizza una manipolazione del mercato a fini di profitto, per quel famoso pagamento fatto poi dal tesoro a J.P. Morgan su quei derivati dove – detto in parole povere – se ti tagliavano il rating sul debito – quindi la credibilità del tuo debito – tu pagavi di fatto una penale. E questa penale è stata riscossa. Tant’è vero che, in realtà, il nostro Ministero era parte offesa in questo procedimento, ma Padoan ha deciso di non costituirsi perché evidentemente lavora per gli interessi di qualcun altro e non quelli del nostro paese.

Tu hai citato J.P. Morgan e ti ricordi benissimo che J.P. Morgan è stata quella grande banca d’affari che ha inoltrato una specie di dictat – può esser letto così – con il quale si chiedeva nel 2013 alle democrazie – sembra strano chiamarle così ormai – del sud-Europa, di liquidare le Costituzioni perché erano ritenute troppo socialiste.

Esattamente…

Davano per esempio il permesso alle persone di protestare se veniva emanata qualche legge che non andava bene… Troppi diritti sindacali, troppi diritti dei lavoratori… Bene, la stessa J.P. Morgan l’altro giorno ha mandato un altro comunicato in cui sosteneva che ci fosse bisogno di più deficit.

Diciamo che ragionevolmente loro hanno completato in gran parte il saccheggio delle nostre economie, la distruzione del nostro tessuto industriale, se ne sono appropriati, sono diventati proprietari di gran parte delle nostre industrie. Abbiamo perso un quarto della produzione industriale, un terzo del manufatturiero. Quindi abbiamo subito danni assolutamente ingenti. Può anche essere che ora – effettivamente – cominci a tirare un’aria diversa, perché devo dire che rispetto a qualche anno fa questi temi stanno cominciando ad appassionare. Ieri ero a Livorno – circolo del PD che mi invita nel dibattito sì/no, ovviamente per il no, ci mancherebbe! -, ma sono stato letteralmente travolto dagli applausi. Questo fa capire che anche gli elettori di quel partito che oggi più di tutti rappresenta gli interessi della finanza internazionale, hanno capito cosa sta succedendo. Quindi potrebbe essere che, effettivamente, vogliano rallentare un attimo per riprendere il controllo ed evitare disordini più gravi.

Oppure io ho fatto anche un altro ragionamento: potrebbe anche essere che a un certo punto – è vero che loro avevano fatto questo cartello che è la loro sorta di sindacato -, però a un certo punto, con questo tipo di politiche, anche grossi gruppi finanziari, ma non i principali, cominciano a soffrire e ad essere mangiati dal cane più grosso. Lì possono crearsi delle crepe nella loro unità e a quel punto può cominciare a filtrare qualche informazione totalmente contro-corrente secondo quello che ci hanno raccontato. Poi, in realtà, che uno Stato abbia bisogno di deficit nel lungo periodo è la cosa più ovvia del mondo! Perché si capisce con un pallottoliere che lo Stato se ti dà cento e ti riprende cento, non ti lascia nulla per il risparmio – questo è evidente -. Che non vuol dire – perché poi li sentiamo i soliti “soloni”, i “professori prezzolati” che te la raccontano – che noi vogliamo fare un’economia che crei un’inflazione a tripla cifra. Assolutamente no! Significa semplicemente che un’economia, per funzionare, deve avere la giusta quantità di moneta al suo interno. Non dev’essercene troppo poca come avviene oggi, non dev’essercene troppa come è avvenuto ad esempio in passato. E quindi è semplice regolare le leve macro-economiche di una Nazione. Ma il concetto è semplicemente che loro non sbagliano le ricette economiche, solo che lo fanno per interessi ben precisi che non sono quelli del 99% della popolazione.

Di questa benedetta democrazia – semmai c’è stata -, della nostra sovranità, a questo punto, oggi cosa resta?

Resta molto poco, davvero molto poco. [Continua…]


A breve verrà pubblicato il resto della trascrizione, realizzata generosamente – come sempre – da Maria Grande, di nome e di fatto.


Ringraziamenti: Questa intervista l’avete finanziata voi. 148 supereroi dell’informazione che non aspettano che l’informazione cambi, ma cambiano l’informazione, finanziandola. Non lasciarli soli, facciamo di più e meglio, sostieniemi: http://www.byoblu.com/sostienimi

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E grazie a Fabio Campus e a Fabio Elia per avere fatto la fatica di aiutarmi a fare le riprese. Grazie.

Grasso “imbosca” un’interrogazione su Napolitano – #GrassoImbosca

Il confronto tra Alessio Grancagnolo e Maria Elena Boschi, avvenuto nel maggio scorso all’Università di Catania, aveva fatto notizia per il motivo sbagliato. Il Ministro per le riforme costituzionali si era infatti lasciata sfuggire che Giorgio Napolitano, nel conferire il suo mandato a Renzi, l’aveva fatto a condizione che il nuovo Governo avesse portato a termine la riforma del Senato e Dio solo sa chissà cos’altro. Un intervento a gamba tesa non previsto dalla Costituzione. Io lo avevo segnalato, in questo video, suggerendo come questo non fosse tra le prerogative del Capo dello Stato ma rappresentasse al contrario un’ingerenza politica illegittima. Quello che è successo dopo, l’ho raccontato in un live di Youtube andato in onda questo pomeriggio. Ecco la registrazione.



Sovranità: l’Italia non è più uno Stato – Marco Mori

Intervista a Marco Mori, avvocato molto noto in rete per le sue battaglie in difesa degli scenari costituzionali e per la sua strenua difesa contro le cessioni di sovranità.

Hai visto cosa sta succedendo in Polonia, dove assistiamo a una deriva ultraconservatrice, come la definiscono, ma dove il punto è ancora una volta un’Europa che interviene nelle scelte di un Parlamento sovrano? Siamo sempre allo stesso leitmotiv!

Sì, assolutamente! diciamo che qui, quello che rileva non è tanto il tipo di provvedimento che sta attuando la Polonia, sia in merito alla questione della situazione televisiva delle TV, sia in merito alla Corte Costituzionale. Qui il punto è che c’è una costante ingerenza all’interno delle politiche di Stati che sono sovrani. La Polonia giustamente risponde alle azioni della Commissione europea dicendo: “ma guardate che noi siamo la democrazia. Non permettetevi, come Stato sovrano, di intervenire e di romperci le scatole”. È sempre il solito punto. La grossa differenza è che la Polonia non è ricattabile perché, al contrario di altri Paesi, è sì all’interno dell’UE, ma non avendo aderito all’Euro c’è poco che possono fare per colpirla duramente. Peraltro, se vogliamo dirla tutta, per quanto riguarda la questione della Corte Costituzionale polacca, il Governo precedente aveva eletto cinque giudici, di cui due prima della scadenza, a fine legislatura, in modo da avere il controllo della Corte Costituzionale qualora avessero perso le elezioni e quindi avere, plausibilmente, una Corte amica dell’Unione Europea. Quindi poi la battaglia si è innescata su questo: il nuovo Governo ha nominato altri cinque giudici e poi hanno iniziato a scannarsi sull’equilibrio in Corte, perché poi l’equilibrio in Corte Costituzionale, quando c’è di mezzo il tema delle cessioni di sovranità, il vincolo esterno europeo, diventa decisivo. Proprio come accadrebbe in Italia: è proprio in Corte Costituzionale che si decidono le cose.

In fatto di cessioni di sovranità, che conflitti ci sono con la nostra Costituzione? Ad esempio l’articolo 11?

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