mario monti

Ecco l’accordo M5S – Alde, datato 4 giorni prima del referendum.

M5S ALDE - IL TESTO SEGRETO DELL'ACCORDO

Il referendum online che M5S Europa ha lanciato sul blog di Grillo solo ieri, a sorpresa, e che ha sancito l’abbandono dell’EFDD, il gruppo con Farage (che si è così espresso sul merito), in realtà si basava su un accordo che era già pronto da almeno 4 giorni, ovvero che porta la data del 4 gennaio 2017. A farlo trapelare, un gruppo di cittadini, professori e intellettuali europeisti che fanno appello a colui che considerano il loro presidente, ovvero il presidente del gruppo politico europeo ALDE, Guy Verhofstadt (qui un suo speech su ciò che intende per Euro e per Europa) perché lasci stare e non “assassini le loro speranze“, visto che “c’è un limite anche alla realpolitik“, ricordandogli che dopo la Brexit Verhofstadt aveva giusto giusto descritto il Movimento 5 Stelle come “una minaccia esistenziale per l’Unione Europea“.

Ecco un passo della loro lettera:

Crediamo che gli attivisti del M5S — ai quali è stato detto di credere nella democrazia diretta del web — saranno felici di sapere che è stato loro chiesto di prendere una decisione democratica fake. Così come crediamo che tutti i liberali d’Europa che hanno guardato con simpatia alla sua candidatura a presidente del Parlamento europeo saranno felici di sapere che questo è il prezzo che lei sembra disposto a pagare. Mentre il suo dichiarato desiderio di rinnovare la vita politica in Europa merita applausi, ci sembra molto difficile, Mr Verhofstadt, riconciliare tutto ciò con questi metodi.

La lettera si conclude con una constatazione: “non vediamo come lei possa essere in grado di spingere l’integrazione europea con questo abbraccio al M5S“.

Ecco il testo dell’accordo non divulgato, da me tradotto in italiano, con l’aggiunta di qualche commento. Con una domanda finale: ma se era pronto già dal 4 gennaio, perché non è stato accluso alla votazione online di ieri, così da permettere ai votanti di giudicare?


Brussels, 4 gennaio 2017

Alde e Movimento 5 Stelle

ALDE e Movimento 5 Stelle (M5S) condividono i valori centrali della libertà, dell’uguaglianza e della trasparenza (ndr: scusate.. ma Monti che condivide i valori della trasparenza… E le marmotte che incartano la cioccolata no?).

Entrambi vediamo l’individuo come la costruzione centrale della società, e promuoviamo un’economia aperta, la solidarietà e la coesione sociale come precondizioni perché le persone possano raggiungere il loro pieno potenziale. Entrambi vogliamo rafforzare l’influenza dei cittadini sulle decisioni che li riguardano (ndr: ce l’avete presente Monti, quello che vede i referendum popolari con orrore – vedere suo ultimo intervento al Senato pro-Gentiloni – e parla dei cittadini come pecore che non possono guidare il pastore?), anche attraverso lo sviluppo di meccanismi per la democrazia diretta e motivando le persone a partecipare attivamente alla vita politica (ndr: parliamo di quelli che hanno fatto rifare i referendum ai popoli europei finché la risposta non è stata sì! Vedi parole di Amato, e vedi questo post).

Cosa più importante, siamo entrambi forze riformiste (ndr: già, ma loro le riforme le impongono a colpi di Mattarella e Napolitano e di governi espressione di Bruxelles e non di una corrispondenza con le urne) che fondamentalmente vogliono cambiare il modo in cui l’Unione Europea opera oggi. Ci battiamo per una fondamentale revisione, perché l’Unione Europea di oggi non è capace di ottenere i risultati che i cittadini si aspettano in termini di prosperità e protezione, cosa che alimenta sfiducia e disillusione invece di costruire confidenza e dedizione (ndr: prosperità che ha distrutto gente che opera nell’ALDE. Guarda: Monti confessa: “stiamo distruggendo la domanda interna).

Troppi dei nostri cittadini vedono l’Unione Europea come parte del problema, come il manovratore indiretto dietro alla globalizzazione incontrollata che viene percepita esclusivamente come un beneficio per pochi. Mentre, in realtà, dovrebbe essere il contrario. Noi crediamo che solo l’Unione Europea abbia il peso sufficiente per sfruttare la globalizzazione come forza positiva e di assicurare che i suoi benefici siano condivisi da tutti. L’Unione Europea deve essere il contrappeso democratico alle forze economiche globalizzate.

Quindi, vogliamo vedere riforme in aree chiave.

1. Il rinnovamento della democrazia europea

Alde e M5S sostengono una Unione più democratica e trasparente. Entrambi vogliamo una Commissione Europea più piccola ed efficace, un Consiglio Europeo riformato e un Parlamento Europeo più potente che sia allo stesso livello del Consiglio Europeo. Entrambi crediamo che parte dei membri del Parlamento Europeo dovrebbero essere eletti su basi transnazionali come un passo importante verso una reale democrazia europea (ndr: stanno parlando di Stati Uniti d’Europa, fondamentalmente, con partiti che non rappresentano più i singoli stati, ma che siano trasversali). Inoltre, vogliamo che giunga a termine l’inefficace “grande coalizione” che ha monopolizzato il potere e paralizzato l’Europa per troppo tempo. La strada è quella di esaltare il coinvolgimento diretto dei cittadini nel processo democratico e di aumentare la trasparenza, rendendo tutti i documenti pubblici per legge (ndr: come questo? Di cui si viene a conoscenza solo perché trapelato una settimana dopo?), e utilizzando un linguaggio chiaro per comunicare, sia in tutte le forme di legislazione che negli accordi internazionali e negli accordi commerciali. Dobbiamo rendere le istituzioni più trasparenti e responsabili, e dare ai cittadini più influenza diretta sulle politiche e la scelta della guida politica (ndr: parlano di scegliere il futuro presidente dei futuri Stati Uniti d’Europa), sia nelle urne che attraverso altri strumenti per il coinvolgimento dei cittadini.

2. Riforma dell’Eurozona

Negli ultimi dieci anni, la moneta unica ha dato prova di essere stabile e resiliente nei confronti degli shock esterni, ma non è stata all’altezza delle aspettative nel rafforzamento della nostra economia e nel raggiungimento di una convergenza tra le economie nazionali. L’euro non ha rispettato le promesse. È tempo di sistemare alcuni dei suoi difetti.

Abbiamo bisogno di costruire intorno alla moneta comune un sistema che sia capace di assorbire gli shock economici nell’eurozona e questo deve essere gestito da una nuova governance che deve essere contenuta in strutture trasparenti e democratiche. Dobbiamo anche rivedere il modo in cui i bilanci nazionali sono tenuti sotto controllo, e introdurre un nuovo codice di convergenza che sia focalizzato su riforme ragionevoli ed assicuri convenienza nell’erogazione dei servizi pubblici (ndr: e meno male che i documenti dovevano essere scritti in maniera chiara e comprensibile. Comunque questa è una formula liberista che è stato il mantra che ha condotto alle privatizzazioni), invece di regole di bilancio poco parziali.

3. Diritti e libertà

L’Unione Europea è innanzitutto una comunità di valori (ndr: si è visto… citofonare Atene per avere referenze). Dobbiamo rendere l’Unione Europea il campione globale delle libertà civili, dei diritti fondamentali e del dominio della legge (ndr: per esempio approvando risoluzioni a Strasburgo dove si instaurano task force di propaganda pro-Ue, o chiedendo ai social network di farsi arbitri del diritto di parola?). L’Unione Europea deve assicurare che i valori e i principi fondamentali, contenuti nei trattati UE,  siano rispettati in tutta la UE. I valori condivisi e la fiducia reciproca sono parole chiave per le politiche europee come la cooperazione tra le forze di polizia e nel campo della giustizia (ndr: finiamo l’integrazione nei settori dove ancora manca, Eurogendorf, tribunali…), nelle politiche di asilo ai rifugiati, nell’agenda digitale, nel settore energetico o nella gestione condivisa dei confini (ndr: polizia europea).

4. Opportunità senza frontiere

Allo stesso modo, l’Europa dovrebbe essere in grado di assicurare le quattro libertà fondamentali attraverso una migliore protezione del mercato comune. Questo richiede un’ampia strategia che spazi dal contrasto alla vendita sottocosto dei prodotti sul mercato UE fino all’eliminazione degli ostacoli per la libera circolazione dei cittadini. Il mercato unico deve diventare un centro di smistamento per il talento, l’innovazione, le start-up, le piccole e medie imprese così come per le multinazionali. Allo stesso tempo un mercato unico senza frontiere interne richiede evidentemente che le questioni della solidarietà e della coesione sociale debbano essere prese come una priorità (ndr: tutto il quarto punto, a parte la solidarietà e la coesione sociale, è l’agenda Monti, ovvero tutto ciò che costituisce il dna del lavoro di Mario Monti come Commissario Europeo).


n.b. se volete avere un’idea di quale grado di libertà di voto possano avere gli eurodeputati M5S (specialmente sui 7 punti del loro programma) dentro all’Alde, leggetevi questa intervista rilasciata dall’eurodeputata ALDE Sylvie Goulard sul Corriere di oggi (click sull’immagine per aprirla)

Corriere della Sera 9 gennaio 2017 p 4

Non vogliamo un Governo di chi ha affossato la Grecia! #PadoanNonCiProvare

Non vogliamo un Governo di chi ha affossato la Grecia - Pier Carlo Padoan

Si parla di un possibile Governo Padoan. Pier Carlo Padoan è membro del boad dell’ESM, e Vincenzo La Via è il direttore del Tesoro, che stando alle rivelazioni de La Stampa starebbe lavorando a una richiesta di salvataggio all’ESM prima della fine della legislatura. Se ci riescono, il Paese viene commissariato e nessun governo legittimo potrà fare più nulla, qualunque sia l’esito delle prossime elezioni.  Per sapere cosa è l’ESM, guarda questo video: “Ecco come vogliono ribaltare l’esito del referendum“. Per sapere invece chi è Pier Carlo Padoan e quale fu la sua parte nel tracollo della Grecia, insieme ai suoi compagni di strada Mario Monti e Mario Draghi, qui sotto l’articolo di Sergo Di Cori Modigliani.

di Sergio Di Cori Modigliani

eh però, i greci…..hanno truccato i bilanci per entrare nell’euro, quindi se la sono andata a cercare; perché noi dovremmo aiutarli?

Questa è l’argomentazione di base dei conservatori. I fatti oggettivi ci ricordano che dopo aver partecipato alle prime riunioni preliminari per organizzare la partecipazione delle nazioni mediterranee nell’euro, la Grecia chiarì subito la propria posizione sostenendo che non era interessata perché aveva un’economia traballante e disordinata.

Il Fondo Monetario Internazionale, allora, inviò le tre persone. Si chiamavano Mario Draghi, Mario Monti e Pier Carlo Padoan. Mario Draghi, allora, insegnava a Washington dove si era affermato presso i circoli finanziari atlantici che contano e aveva iniziato la sua consulenza con Goldman Sachs che stila la proposta che Draghi consegna di persona ai funzionari del tesoro greco insieme ai suoi due amici: 250 pagine (sono atti ufficiali che si trovano nell’archivio di documentazione storica della biblioteca europea a Strasburgo) nelle quali si spiega ai greci come “i soldi, se investiti con intelligenza e abilità, producono e generano soldi” e quindi costruiscono per loro un gigantesco castello speculativo su derivati gestito e organizzato da Goldman Sachs, J.P.Morgan e Merryl Lynch, con la copertura assicurativa della Royal Bank of Scotland.

In tre mesi, magicamente, la finanza greca aumenta il proprio volume d’affari – e di profitti – di 156 volte presentando una documentazione contabile che non aveva neppure il Giappone. Tecnicamente impeccabile e ineccepibile. L’unico problema consisteva nel fatto che era tutto costruito sul concetto di “profitto a margine”, termine finanziario che tradotto significa “profitto potenziale, possibile e probabile se si verifica a, b, c, d… Nel caso anche una delle quattro condizioni non si dovesse verificare, l’intero investimento svanisce nel nulla e si perde l’intero capitale d’investimento”. E’ basato infatti sull’applicazione di determinati e specifici algoritmi matematici che ruotano intorno al concetto della cosiddetta “informatica predittiva” (cavallo di battaglia di Yanis Varoufakis, visto che su questo ci ha scritto un libro insieme al prof. Galbraith). E così inizia l’avventura della Grecia.

Ma alla fine del 2001 sono già in bambola e nei guai fino al collo.

La massoneria cattiva che minaccia il mondo – Gioele Magaldi

Gioele Magaldi vi racconta i disegni della massoneria neo-aristrocratica e la battaglia in corso con quella progressista per il dominio sul mondo (la prima) e per il ripristino delle libertà fondamentali dell’uomo (la seconda), mostrando le connessioni con gli ultimi avvenimenti del contesto geopolitico.

Ho letto alcune tue interviste, in cui analizzi i fatti di Parigi, e li leghi all’intreccio massonico. Confermi?

Fatti come quelli del 7 gennaio e del 13 novembre sono già adombrati nel libro, specialmente nell’ultimo capitolo di “Massoni. Società a responsabilità illimitata“, edito da Chiarelettere. L’ISIS è una creatura non “occidentale“, così come spesso si dice in una banalizzazione delle dinamiche del potere: è semmai una creazione sovranazionale, apolide. Ci sono forze sovranazionali che operano. E lo fanno con uno spirito cosmopolita. C’era per esempio, nell’Ottocento, una internazionale massonica progressista che andava a fare le rivoluzioni ovunque vi fosse una tirannide. La patria era ogni luogo ove si trattasse di aiutare delle persone ad auto-determinarsi, a darsi Costituzioni, liberali e democratiche. Garibaldi è uno che ha combattuto ovunque, insieme ai patrioti ungheresi, statunitensi, francesi. Sono venuti a fare il Risorgimento in Italia e sono andati a farlo in Ungheria, e sono andati in Francia, sono andati negli Stati Uniti. Ecco, invece oggi, da settant’anni a questa parte, soprattutto nell’ultimo mezzo secolo, per la prima volta nella storia nell’ambito della Massoneria sono arrivati all’egemonia dei gruppi massonici, non più progressisti, ma io li definisco neo-aristocratici e reazionari, con un’idea non più cosmopolita del loro potere e delle loro battaglie, ma apolide, cioè indifferente, cinicamente indifferente al benessere dei singoli popoli, e anche sopraelevati rispetto a qualunque controllo di tipo territoriale, con la capacità di incidere, quindi, globali. Ecco! Nell’ambito di questi circuiti c’è una super-loggia, la Hathor Pentalpha, che è a monte anche degli eventi tragici dell’11 settembre. A un certo punto prorompe in un ambito di altre super-logge neo-aristocratiche e, quasi come una super-loggia eretica in negativo, immagina un mondo dove anche il terrorismo, su scala globale, abbia un ruolo politico importante.

Un ruolo destabilizzatore?

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