movimento 5 stelle

Alberto Bagnai: M5S? Asservito al progetto neoliberista

Alberto Bagnai torna a raccontare la scena economica, politica e sociale dei nostri tempi, dalle pagine di questo blog, a distanza di cinque anni dalla prima intervista, ormai divenuta un “cult” per chiunque voglia avere un punto di vista diverso rispetto a quello trito e ritrito dell’establishment mediatico.

Ecco i 21 punti nero su bianco del patto M5S – ALDE.

Ecco i 21 punti concreti dell’accordo Alde – M5S, trascritti e tradotti per voi a partire dai leaks trapelati da fonti interne all’Alde. E’ un accordo “Borrelli piglia tutto“, dove l’europarlamentare autore della trattativa si vede assegnata la vicepresidenza del gruppo e la guida del gruppo di lavoro sulla democrazia direttra, che blinda gli emendamenti M5S che dovranno essere approvati dal gruppo, che richiede il sostegno M5S alla Presidenza del Parlamento Europeo del Presidente dell’Alde, Guy Verhofstadt, e che – udite udite – impone al Movimento 5 Stelle di fare una dichiarazione pubblica a favore di  Guy Verhofstadt (che era stato dipinto come “imprensentabile” da Beppe Grillo), quando lo stesso gliela richiederà, al momento più opportuno. Un vero e proprio scambio in stile vecchia repubblica. Cose che speravamo di vedere morte e sepolte.

Infine, una domanda per tutti: è da ritenersi valida una votazione online che non mette a disposizione questi documenti (il manifesto, disponibile dal 4 gennaio, e questi 21 punti, disponibili dal 6 gennaio) perché tutti, prima di votare, possano leggerli?

 Clicca sulle singole immagini per aprirle

Accordo pratico M5S - Alde - foglio 1 Accordo pratico M5S - Alde - foglio 2

 

Brussels, 6 giugno 2017

Accordo tra la leadership del gruppo ALDE e il Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo

  1. Il gruppo Alde sarà composto di membri aderenti a 3 partiti differenti: Alde, EDP, DDM (Direct Democracy Movement, oggi largamente identificato con l’appartenenza al M5S);
  2. Alla Presidenza dell’Alde ci saranno tre vice-presidenti: Sophie in’t Veld, David Borrelli e Marielle de Sarnez, rispettivamente rappresentanti dei tre componenti del gruppo (ALDE, DDM e EDP). Nell’assenza di un leader del gruppo, i vice-presidenti esecutivi possono rappresentare il Gruppo nella Conferenza dei Presidenti, in accordo con il leader del gruppo;
  3. Verrà creato un “Direct Democracy Working Group” (gruppo di lavoro sulla democrazia diretta) all’interno del gruppo Alde al Parlamento Europeo, guidato da David Borrelli. DDM e M5S potranno usare un template di loro proprietà in combinazione con il logo dell’Alde. Questo sarà il secondo specifico gruppo di lavoro creato nel gruppo accanto a quello guidato da Izaskun Bilbao;
  4. È stato anche concordato che se Guy Verhofstadt riuscirà ad ottenere la presidenza del Parlamento Europeo, il DDM (largamente identificato dal M5S) sosterrà il candidato ALDE per la guida del guppo. DDM e M5S sosterrano anche la candidatura dell’ALDE per la vice-presidenza del Parlamento.
  5. In accordo con la analisi di voto, siamo il più lontano possibile su ECON, AGRI, ITRE, REGI e CULT (ndr: sono i nomi con cui si chiamano le rispettive commissioni al Parlamento Europeo) e molto vicini in TRAN, IMCO, INTA, PECH, LIBE e ENVI).
  6. Il voto in assemblea plenaria sarà definito in riunioni comuni. Se le delegazioni vorranno divergere dalla linea del gruppo, possono annunciarlo all’interno delle riunioni. I membri delle commissioni decidono per il comportamento sul voto nelle commissioni.
  7. Gli emendamenti per la plenaria possono solo essere ammessi dopo approvazione nel gruppo di lavoro o nel gruppo al completo. Per garantire un’integrazione fluida nel gruppo ALDE, una procedura temporanea e speciale (valida fino al 31/12/2017) per incardinare gli emendamenti da parte del M5S sarà elaborata dalla Presidenza del gruppo e approvata dall’ufficio e dal gruppo.
  8. I tempi di parola andranno al MEP (europarlamentare) più coinvolto nel dibattito. Non saranno, ad esempio, allocati per delegazione.
  9. I gruppi delle commissioni eleggono i loro coordinatori tra tutti i membri, e il Bureau conferma la scelta per assicurare una rappresentatività equa.
  10. In principio, i criteri di scelta dei membri per le commissioni dovrebbero assicurare solo un membro principale e un sostituto per ogni delegazione. Ci si sforzerà di venire incontro alle priorità di tutti i membri.
  11. Se e quando la sede sarà trasferita dal piano assegnato all’EFDD all’ALDE, questi saranno a loro disposizione. Questo non influenzerà il piano originario assegnato all’ALDE. Il M5S assumerà anche staff aggiuntivo utilizzando i loro fondi individuali 400.
  12. Sarà creato un Segretario Generale aggiuntivo. Per questa posizione, un membro dello staff dal loro piano (CA) sarà trasferito all’ALDE (TA) appena possibile, seguendo le procedure ufficiali.
  13. Lo staff del M5S sarà integrato nelle funzioni del Gruppo secondo le regole esistenti del gruppo ALDE.
  14. Circa le finanze, l’anno di budget 2017 sarà gradualmente frazionato. Per quanto riguarda l’anno di budget 2018, invece, ci sarà una piena integrazione (vedere nota separata(
  15. I comunicati stampa del gruppo rifletteranno le posizioni condivise del Gruppo. Le delegazioni potranno fare comunicati stampa a livello di delegazione.
  16. La vocazione del gruppo e di livello Europeo, e quindi le delegazioni nazionali devono frenarsi dal portare i problemi nazionali a livello europeo.
  17. La scadenza per questo nuovo accordo è l’11 gennaio 2017 alle ore 18:00 (la scadenza ultima per il calcolo delle dimensioni del gruppo).
  18. Un comunicato stampa congiunto per il lancio dovrà includere una descrizione chiara (vedere manifesto separato).
  19. Ci sarà un momento di riconsiderazione nel dicembre 2017, e ancora nel dicembre 2018, con attenzione alle elezioni UE del maggio 2019, quando il gruppo Alde presenterà se stesso come un singolo gruppo integrto, nel rispetto delle identità dei suoi componenti.
  20. Una dichiarazione del Movimento 5 Stelle a favore di Guy Verhofstadt in qualità di candidato per la Presidenza del Parlamento Europeo potrà essere fatta a sua richiesta al momento appropriato.
  21. Se attraverso DDM un altro europarlamentare volesse aggiungersi all’ALDE, ad essi si applicheranno le stesse regole contenute in questo accordo.

Ecco l’accordo M5S – Alde, datato 4 giorni prima del referendum.

M5S ALDE - IL TESTO SEGRETO DELL'ACCORDO

Il referendum online che M5S Europa ha lanciato sul blog di Grillo solo ieri, a sorpresa, e che ha sancito l’abbandono dell’EFDD, il gruppo con Farage (che si è così espresso sul merito), in realtà si basava su un accordo che era già pronto da almeno 4 giorni, ovvero che porta la data del 4 gennaio 2017. A farlo trapelare, un gruppo di cittadini, professori e intellettuali europeisti che fanno appello a colui che considerano il loro presidente, ovvero il presidente del gruppo politico europeo ALDE, Guy Verhofstadt (qui un suo speech su ciò che intende per Euro e per Europa) perché lasci stare e non “assassini le loro speranze“, visto che “c’è un limite anche alla realpolitik“, ricordandogli che dopo la Brexit Verhofstadt aveva giusto giusto descritto il Movimento 5 Stelle come “una minaccia esistenziale per l’Unione Europea“.

Ecco un passo della loro lettera:

Crediamo che gli attivisti del M5S — ai quali è stato detto di credere nella democrazia diretta del web — saranno felici di sapere che è stato loro chiesto di prendere una decisione democratica fake. Così come crediamo che tutti i liberali d’Europa che hanno guardato con simpatia alla sua candidatura a presidente del Parlamento europeo saranno felici di sapere che questo è il prezzo che lei sembra disposto a pagare. Mentre il suo dichiarato desiderio di rinnovare la vita politica in Europa merita applausi, ci sembra molto difficile, Mr Verhofstadt, riconciliare tutto ciò con questi metodi.

La lettera si conclude con una constatazione: “non vediamo come lei possa essere in grado di spingere l’integrazione europea con questo abbraccio al M5S“.

Ecco il testo dell’accordo non divulgato, da me tradotto in italiano, con l’aggiunta di qualche commento. Con una domanda finale: ma se era pronto già dal 4 gennaio, perché non è stato accluso alla votazione online di ieri, così da permettere ai votanti di giudicare?


Brussels, 4 gennaio 2017

Alde e Movimento 5 Stelle

ALDE e Movimento 5 Stelle (M5S) condividono i valori centrali della libertà, dell’uguaglianza e della trasparenza (ndr: scusate.. ma Monti che condivide i valori della trasparenza… E le marmotte che incartano la cioccolata no?).

Entrambi vediamo l’individuo come la costruzione centrale della società, e promuoviamo un’economia aperta, la solidarietà e la coesione sociale come precondizioni perché le persone possano raggiungere il loro pieno potenziale. Entrambi vogliamo rafforzare l’influenza dei cittadini sulle decisioni che li riguardano (ndr: ce l’avete presente Monti, quello che vede i referendum popolari con orrore – vedere suo ultimo intervento al Senato pro-Gentiloni – e parla dei cittadini come pecore che non possono guidare il pastore?), anche attraverso lo sviluppo di meccanismi per la democrazia diretta e motivando le persone a partecipare attivamente alla vita politica (ndr: parliamo di quelli che hanno fatto rifare i referendum ai popoli europei finché la risposta non è stata sì! Vedi parole di Amato, e vedi questo post).

Cosa più importante, siamo entrambi forze riformiste (ndr: già, ma loro le riforme le impongono a colpi di Mattarella e Napolitano e di governi espressione di Bruxelles e non di una corrispondenza con le urne) che fondamentalmente vogliono cambiare il modo in cui l’Unione Europea opera oggi. Ci battiamo per una fondamentale revisione, perché l’Unione Europea di oggi non è capace di ottenere i risultati che i cittadini si aspettano in termini di prosperità e protezione, cosa che alimenta sfiducia e disillusione invece di costruire confidenza e dedizione (ndr: prosperità che ha distrutto gente che opera nell’ALDE. Guarda: Monti confessa: “stiamo distruggendo la domanda interna).

Troppi dei nostri cittadini vedono l’Unione Europea come parte del problema, come il manovratore indiretto dietro alla globalizzazione incontrollata che viene percepita esclusivamente come un beneficio per pochi. Mentre, in realtà, dovrebbe essere il contrario. Noi crediamo che solo l’Unione Europea abbia il peso sufficiente per sfruttare la globalizzazione come forza positiva e di assicurare che i suoi benefici siano condivisi da tutti. L’Unione Europea deve essere il contrappeso democratico alle forze economiche globalizzate.

Quindi, vogliamo vedere riforme in aree chiave.

1. Il rinnovamento della democrazia europea

Alde e M5S sostengono una Unione più democratica e trasparente. Entrambi vogliamo una Commissione Europea più piccola ed efficace, un Consiglio Europeo riformato e un Parlamento Europeo più potente che sia allo stesso livello del Consiglio Europeo. Entrambi crediamo che parte dei membri del Parlamento Europeo dovrebbero essere eletti su basi transnazionali come un passo importante verso una reale democrazia europea (ndr: stanno parlando di Stati Uniti d’Europa, fondamentalmente, con partiti che non rappresentano più i singoli stati, ma che siano trasversali). Inoltre, vogliamo che giunga a termine l’inefficace “grande coalizione” che ha monopolizzato il potere e paralizzato l’Europa per troppo tempo. La strada è quella di esaltare il coinvolgimento diretto dei cittadini nel processo democratico e di aumentare la trasparenza, rendendo tutti i documenti pubblici per legge (ndr: come questo? Di cui si viene a conoscenza solo perché trapelato una settimana dopo?), e utilizzando un linguaggio chiaro per comunicare, sia in tutte le forme di legislazione che negli accordi internazionali e negli accordi commerciali. Dobbiamo rendere le istituzioni più trasparenti e responsabili, e dare ai cittadini più influenza diretta sulle politiche e la scelta della guida politica (ndr: parlano di scegliere il futuro presidente dei futuri Stati Uniti d’Europa), sia nelle urne che attraverso altri strumenti per il coinvolgimento dei cittadini.

2. Riforma dell’Eurozona

Negli ultimi dieci anni, la moneta unica ha dato prova di essere stabile e resiliente nei confronti degli shock esterni, ma non è stata all’altezza delle aspettative nel rafforzamento della nostra economia e nel raggiungimento di una convergenza tra le economie nazionali. L’euro non ha rispettato le promesse. È tempo di sistemare alcuni dei suoi difetti.

Abbiamo bisogno di costruire intorno alla moneta comune un sistema che sia capace di assorbire gli shock economici nell’eurozona e questo deve essere gestito da una nuova governance che deve essere contenuta in strutture trasparenti e democratiche. Dobbiamo anche rivedere il modo in cui i bilanci nazionali sono tenuti sotto controllo, e introdurre un nuovo codice di convergenza che sia focalizzato su riforme ragionevoli ed assicuri convenienza nell’erogazione dei servizi pubblici (ndr: e meno male che i documenti dovevano essere scritti in maniera chiara e comprensibile. Comunque questa è una formula liberista che è stato il mantra che ha condotto alle privatizzazioni), invece di regole di bilancio poco parziali.

3. Diritti e libertà

L’Unione Europea è innanzitutto una comunità di valori (ndr: si è visto… citofonare Atene per avere referenze). Dobbiamo rendere l’Unione Europea il campione globale delle libertà civili, dei diritti fondamentali e del dominio della legge (ndr: per esempio approvando risoluzioni a Strasburgo dove si instaurano task force di propaganda pro-Ue, o chiedendo ai social network di farsi arbitri del diritto di parola?). L’Unione Europea deve assicurare che i valori e i principi fondamentali, contenuti nei trattati UE,  siano rispettati in tutta la UE. I valori condivisi e la fiducia reciproca sono parole chiave per le politiche europee come la cooperazione tra le forze di polizia e nel campo della giustizia (ndr: finiamo l’integrazione nei settori dove ancora manca, Eurogendorf, tribunali…), nelle politiche di asilo ai rifugiati, nell’agenda digitale, nel settore energetico o nella gestione condivisa dei confini (ndr: polizia europea).

4. Opportunità senza frontiere

Allo stesso modo, l’Europa dovrebbe essere in grado di assicurare le quattro libertà fondamentali attraverso una migliore protezione del mercato comune. Questo richiede un’ampia strategia che spazi dal contrasto alla vendita sottocosto dei prodotti sul mercato UE fino all’eliminazione degli ostacoli per la libera circolazione dei cittadini. Il mercato unico deve diventare un centro di smistamento per il talento, l’innovazione, le start-up, le piccole e medie imprese così come per le multinazionali. Allo stesso tempo un mercato unico senza frontiere interne richiede evidentemente che le questioni della solidarietà e della coesione sociale debbano essere prese come una priorità (ndr: tutto il quarto punto, a parte la solidarietà e la coesione sociale, è l’agenda Monti, ovvero tutto ciò che costituisce il dna del lavoro di Mario Monti come Commissario Europeo).


n.b. se volete avere un’idea di quale grado di libertà di voto possano avere gli eurodeputati M5S (specialmente sui 7 punti del loro programma) dentro all’Alde, leggetevi questa intervista rilasciata dall’eurodeputata ALDE Sylvie Goulard sul Corriere di oggi (click sull’immagine per aprirla)

Corriere della Sera 9 gennaio 2017 p 4

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