I treni della morte che vi passano accanto
di Valerio Valentini
Due anni fa ci fu il terribile incidente di Fukushima. Si verificò subito dopo il referendum nel quale gli Italiani ribadirono la propria contrarietà al nucleare. Ciononostante, ogni mese, tonnellate di scorie nucleari ad altissima radioattività viaggiano sui binari ferroviari delle nostre città, senza che la popolazione ne venga messa al corrente. Ho chiesto a Stefano Ciafani, vicedirettore nazionale di Legambiente, di raccontarlo al blog.
I TRENI DELLA MORTE
intervista a Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente
Il nostro Paese continua ad essere interessato, ormai da qualche anno, dall’esportazione soprattutto di barre di uranio irraggiato, ovvero il combustibile che veniva utilizzato nelle quattro centrali italiane che erano in funzione fino agli anni ’80, e che poi fortunatamente sono state spente grazie al referendum approvato e poi votato dalla maggioranza degli Italiani nell’’87. Quelle barre vengono esportate su rotaia, e dovrebbe essere segnalato chiaramente agli abitanti dei territori che vengono attraversati. Cosa che succede abbastanza normalmente negli altri Paesi. Noi non stiamo facendo nulla di tutto ciò.
Catastrofe nucleare planetaria
Un decimo di milligrammo di plutonio, se inalato, uccide. A Saluggia ce ne sono cinque chili, sufficienti a far fuori 50 milioni di persone: tutta l’Italia. Ogni volta che la Dora Baltea è in piena, a 1500 metri di distanza, chi sa trema.
Dissanguati e radioattivi

L’altro giorno ha fatto il giro del web la notizia che 100 medici e scienziati hanno scritto una lettera a Monti chiedendogli di “riconsiderare il nucleare“. Come se gli italiani non avessero già detto “No, grazie” per due volte, con i referendum dell’anno scorso e dell’87. A parte che la lettera di cui tutti parlano è irreperibile on line (non è pubblicata sul sito dell’associazione “Galileo 2001” da cui è partita e non sono stati resi pubblici i nomi dei firmatari: si vergognano?), la notizia è interessante perché ancora una volta dimostra come stanno cercando di attaccarsi alla nostra bolletta per ciucciare quanto più possibile. Impresa che col nucleare – particolarmente caro – riuscirebbe particolarmente bene, mentre con le rinnovabili non riesce affatto. Non a caso ora le innovabili sono sotto attacco.

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