ottaviano del turco

Byoblu incontra Costantini – In Abruzzo mettiamoci la faccia!

 

Regionali d’Abruzzo – Byoblu incontra Costantini
prima parte

 

Ho incontrato Carlo Costantini. Gli ho fatto parecchie domande. Ne è uscita una prima intervista di una quarantina di minuti, che pubblicherò via via sul blog. Cercherò di incontrare anche gli altri candidati, anche se tutto dipende dalla singola disponibilità di ognuno di loro. Carlo è stato molto disponibile. Dopo l’intervista, me lo sono portato anche a Ortona. Abbiamo incontrato uno dei proprietari terrieri della zona, lo zoccolo duro della resistenza contro il Centro Oli. Ci ha spiegato per filo e per segno cosa sta succedendo. Questa, però, è un’altra storia, prossimamente su questi schermi.

Byoblu incontra Carlo Costantini prima parte

Byoblu: “Siamo qui con Carlo Costantini, il candidato IDV alla carica di Presidente della Regione Abruzzo. Candidato unico… candidato non unico… Non si sa. Per l’IDV un dato è certo: Carlo Costantini Presidente e nessun indagato nelle liste. Ma che cosa ne pensano il Partito Democratico e l’UDC? C’è ancora un pò di maretta, ma forse ce lo può spiegare meglio Carlo

Carlo: “Credo che la loro maretta sia una maretta tutta interna, tutta legata a giochi di potere, ad opportunità, a cariche da assegare. In Abruzzo, il 14 luglio sono stati arrestati il Presidente della Giunta Regionale, l’assessore regionale – più assessori regionali – il capogruppo regionale del Partito Democratico. E’ successo un disastro che ha fotografato, al di là delle responsabilità penali che interessano i singoli, una situazione davvero devastante con un bilancio regionale che non regge più, con un debito per la sanità straordinario e davvero insostenibile per la comunità regionale abruzzese. Gli altri partiti evidentemente pensano di poter inseguire in un momento così difficile delle opportunità personali per la propria classe dirigente. Noi invece abbiamo deciso dal principio di inseguire la soluzione dei problemi, perchè i problemi possono essere risolti. Una regione come l’Abruzzo ha tutte le carte in regola per voltare pagina. Ce le ha per il suo territorio, per le risorse economiche di cui dispone, per la possibilità di sviluppare il turismo, per una economia che poggia essenzialmente su un sistema di piccole imprese che producono, fatto di persone che la mattina si svegliano con la consapevolezza di dover lavorare, di conquistare mercati e possibilità di fatturato senza nessuna assistenza da parte di nessuno. Questo è il pilastro economico della nostra regione, una regione sana, piena di valori con un popolo orgoglioso e determinato, c’è semplicemente la necessità di cambiare.
Ieri ho parlato con un economista molto noto in Abruzzo, che mi ha chiesto la riservatezza. Parlavo con lui per cercare di capire dal suo punto di vista, dal punto di vista di un tecnico, di un professionista, quale era la ricetta per l’Abruzzo. Lui mi ha risposto l’onestà. Per un economista l’unica ricetta possibile per risolvere i mali dell’Abruzzo sono l’onestà, la legalità, il ripristinare un contesto di regole all’interno delle quali tutti sanno cosa devono fare e chi sbaglia paga. Questo è mancato in Abruzzo e questo cercheremo di reintrodurre nei prossimi cinque anni.

Byoblu: “Ecco Carlo, nel concetto di onestà rientra il concetto di limpidezza, di trasparenza. I cittadini cioè, tra i quali io mi annovero, vogliono sapere cosa succede nei consigli comunali, nelle aule parlamentari e in molti casi questo ci è precluso perchè non è possibile filmare. Io so che tu in tal senso ti sei impegnato attivamente nel tuo programma

Carlo: “Certamente sì! C’è una parte del programma definita amministrazione trasparente all’interno della quale assumo l’impegno di rendere pubbliche tutte le sedute, non solo del consiglio regionale ma anche di giunta ed anche le riunioni tecniche più importanti. I cittadini forse non sanno che dalla riforma Bassanini in poi gli atti di gestione più importanti, quelli che partoriscono incarichi, consulenze e prebende, molto spesso avvengono al di fuori del ristretto cerchio della politica e si trasferiscono nelle competenze dei dirigenti. Basta una detèrmina di un dirigente per produrre la devastazione del bilancio e il conferimento di un incarico che in realtà non serve. Noi renderemo trasparente la gestione dei consigli regionali, delle giunte e dicevo delle riunioni tecniche più importanti. Io voglio però fare una sottolineatura ancora più forte: non solo i cittadini non sono in grado di capire e di sapere, molto spesso anche i politici, gli stessi consiglieri regionali non sono in grado di capire e di sapere! I più grossi scandali si sono consumati in consiglio regionale attraverso emendamenti presentati a mezzanotte, all’una di notte, alle due di notte, quando non c’era la stampa a seguire le sedute, e quando non erano piu’ presenti nemmeno le strutture tecniche e legislative di supporto dell’attività dei consiglieri regionali, che si sono ritrovati in tantissimi casi degli emendamenti e sono stati messi nella condizione di votarli da un momento all’altro senza avere la possibilità di comprendere un emendamento che esprimeva dizioni solo tecniche ed astratte. Gli effetti prodotti da questi emendamenti – i più grandi scandali della nostra regione – si sono cosumati con emendamenti presentati a mezzanotte e all’una di notte.
Quindi non solo c’è il problema di intervenire per rendere trasparente la gestione della Pubblica Amministrazione, ma bisogna intervenire anche sui regolamenti per il funzionamento del consiglio regionale e della giunta, perchè le proposte di disegni di legge ed anche le soluzioni emendative devono essere messe in rete a conoscenza dei cittadini prima ancora che dei consiglieri regionali, almeno con uno o due giorni di anticipo. In questo modo si consente al consigliere regionale che esercita la funzione pubblica e al cittadino di sapere per tempo le ricadute concrete dei provvedimenti che si dovranno votare. Inoltre si espone il proponente alla vergogna legata al contenuto della proposta che mette in campo in consiglio regionale, perchè molto spesso questi emendamenti si consumano attraverso firme illeggibili, attraverso frasi e terminologie che non fanno sapere assolutamente nulla.
Noi vogliamo che le persone, i consiglieri regionali che propongono, che mettono in campo proposte vergognose – ne potrei citare decine che si sono consumate in questi anni in consiglio regionale – ci mettano nome e cognome, che ci mettano anche la faccia prima che i provvedimenti vengano dati. Io sono convinto che il controllo democratico, il controllo diretto del cittadino resti il controllo più efficiente. Per l’eletto arriva sempre il momento in cui deve tornare a confrontarsi con l’elettore. Se si comporta in maniera scorretta, se mette in campo dei provvedimenti indecenti – perchè in molti casi si è trattato di provvedimanti indecenti – lo deve fare mettendoci la faccia!

Quanto costano le mele in Abruzzo? Il dopo Ottaviano Del Turco.

 

Regionali d’Abruzzo – La casta degli elettori

 

Viviamo in una democrazia, …per ora. Ci viviamo ancora, anche se viene spesso la tentazione di non crederci. E’ importante mettere le sue regole al centro, perchè sono le regole che abbiamo costruito in millenni di sanguinosi soprusi, secoli di sopraffazioni, dove la prevaricazione era la normalità e il reato d’opinione era punibile con la morte. Una morte senza processo, inflitta per capriccio. Madri uccise dinnanzi ai figli con gli occhi sbarrati dal terrore. Padri, nonni appesi a una corda o trascinati per chilometri da cavalli imbizzarriti. Supplizi, torture, inquisizioni, ferri acuminati usati per sodomizzare incauti chiacchieroni e indurli a confessare, prima di essere comunque bruciati vivi.

Centinai di generazioni hanno dato la vita per conquistare un insieme di garanzie che oggi ci permettono di evitare la loro stessa fine. Queste regole si chiamano separazione tra i poteri, diritti civili, diritti di cittadinanza… In una parola: democrazia. Ecco perchè è importante difenderla. Se non lo avete ancora fatto, guardatevi questo video uno dei miei primissimi – dove la storia della democrazia viene ripercorsa in maniera scorrevole e semplice.

Eppure, anche se siamo convinti di essere all’apice dell’evoluzione, basta aprire un libro di storia per rendersi conto che non siamo che in un punto imprecisato lungo la strada della civilizzazione. Tanto è stato fatto, ma ancora di più resta da fare. Ecco perchè siamo qui.

Ed ecco perchè io sono a Pescara. In questo mese l’Abruzzo è chiamato a risorgere dalle sue stesse ceneri. Dopo l’arresto di Ottaviano Del Turco è venuto allo scoperto un sistema di corruzione pari e forse anche peggiore di quelli in auge nel corso della prima repubblica. Negli ospedali si muore più che negli stati uniti d’america, dove abita una popolazione superiore di cinque volte alla nostra, ma gli amministratori e gli uomini d’affari non possono farci niente. Sono troppo impegnati a scambiarsi sacchetti di mele. “Se vai a Palermo, non rubare le banane!“, diceva Benigni in Johnny Stecchino. Ma io vi dico: “se andate in Abruzzo, non girate con sacchetti di mele!“: potreste finire dentro. In Abruzzo le mele costano care, un sacchetto può arrivare anche a 5 o 6 milioni di euro. Da quando sono arrivato – ci credete? – mi sono guardato bene dal chiederle nei ristoranti.

Alla fine di novembre gli abruzzesi sono chiamati a eleggere il nuovo presidente della regione. Per settimane c’è stata una sola certezza: Carlo Costantini, candidato di Italia Dei Valori. Sul suo nominativo nessuna incertezza. Dall’altra parte, il PDL ha bisticciato fino all’ultimo prima di scegliere Gianni Chiodi, rubacchiando qua e là anche tra le file dell’UDC, cui ha sottratto il consigliere comunale di Pescara Carlo Masci. Casini ci è rimasto male, porello!
Dopo vari accordi e diversi sacchetti di mele, passati di mano da far invidia a Biancaneve, anche Chiodiex sindaco di Teramo, sua roccaforte – si è finalmente presentato come il candidato ad personam di Silvio Berlusconi. Il nostro monarca assoluto lo ha fatto chiamare a Roma, e dopo averlo fatto attendere per una giornata intera gli ha sussurrato all’orecchio: “Io ho scelto te“. Chiodi, per sua stessa ammissione, si è liquefatto all’istante. In quel momento deve avere rimpianto di non avere il seno della Carfagna, perchè la sua sudditanza è tale – ha dichiarato che lo avrebbe aspettato in piedi anche per giorni – che di sicuro avrebbe potuto considerare anche il favore sessuale come un grande onore.
Dal canto suo, il centrosinistra ha inscenato la solita telenovela per i giornalisti: accordo sì, accordo no, accordo in forse… Poi, stanotte, conclusione della prima serie con finale a sopresasi fa per dire -. Tutti insieme alle regionali: IDV e PD. E anche l’UDC, essendosi Pier Ferdinando molto offeso per l’alto tradimento di Masci. Ma sia ben chiaro, insiste Di Pietro: innanzittto Costantini For President, e poi nessun condannato nelle liste. Mi sembra giusto.

La partita quindi si gioca tra Costantini e Chiodi. Carlo ha aperto un blog, quasi tutti i giorni c’è un video nuovo. Gianni no: a cosa gli serve un blog, quando può contare sulle televisioni di partito, Rai e Mediaset? A mettergli i bastoni tra le ruote potrebbe tuttavia pensarci l’Authority per le Garanzie nelle Comunicazioni: si vede che anche loro hanno iniziato a informarsi su internet, perchè hanno capito che in Italia c’è un evidente squilibrio nell’informazione, in special modo nei TG nazionali. Ecco il rapporto sul monitoraggio televisivo dove tra l’altro, se volete divertirvi, scoprirete che Emilio Fede, lo scorso maggio, ha dedicato al governo un tempo di antennatempo di antenna = tempo di notizia + tempo di parola, dove il tempo di notizia è il tempo impiegato da un giornalista per illustrare un evento relativo a un certo soggetto politico, e il tempo di parola è il tempo in cui è lo stesso soggetto a parlare –  pari al 75,28%, contro lo 0,74% dedicato all’Italia Dei Valori, e solo nove secondi (9!!!) ai Radicali.

Robin Hood rubava ai ricchi per dare ai poveri. Byoblu ruba ai più raccontati per dare ai più ignorati, quindi in questo mese mi metterò sovente alle calcagna di Carlo Costantini e cercherò di indagare sul campo. Preparatevi, abruzzesi, perchè sarà un mese ricco di informazioni, servizi, approfondimenti, notizie fresche fresche di stagione nate On The Road, e chissà che non ci sia anche qualche sorpresa…

Non di solo Obama – Mc Cain vive il mondo. Oggi parte la Costantini – Chiodi.

 

Video allegati
Democrazia for dummies L’uomo interconnesso

 

Arrestato Del Turco: Berlusconi proclama “L’editto di Parigi”.

Il presidente dell’Abruzzo in carcere per concussione: per lui presunta tangente da 5.800.000 di euro. L’inchiesta, avviata due anni fa per la movimentazione di 14 milioni di euro, di cui 12,8 già consegnati, ha portato ben 35 persone ad essere indagate dalla magistratura e all’arresto di Ottaviano Del Turco, più un’altra decina di assessori e funzionari. Reati contestati: associazione per delinquere, concussione, corruzione, riciclaggio, truffa, falso e abuso d’ufficio.

Sembrerebbe una cosa gravissima. Eppure diventa niente di fronte all’immediata dichiarazione del Presidente del Consiglio italiano, stato democratico basato (lo ricordiamo) sulla separazione e quindi sul riconoscimento legittimo tra i poteri.

Sì, ho sentito, e mi sembra una cosa molto strana che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata, di un intero governo di una regione; ho sentito anche il teorema accusatorio, conoscendo l’attuale sistema dell’accusa in Italia…

Necessaria riforma radicale della magistratura.”

Dalla Francia, Berlusconi lancia l’Editto di Parigi. Si legge così: il potere legislativo delegittima quello giudiziario. Anche quando a farne le spese è il Partito Democratico, a testimonianza che gli interessi da difendere sono trasversali, e che destra e sinistra sono illusioni create ad arte. Divide et impera.

Questa è l’anticamera della guerra civile. Chissà se Berlusconi si rende conto delle conseguenze delle sue parole sui destini di un popolo, quello italiano, narcotizzato dalle sue televisioni spazzatura.

I casi sono due:

  • o hanno ragione gli Stati Uniti d’America, che al G8 distribuivano un press kit ai giornalisti dove lo definivano un politico dilettante, che governa grazie al suo impero mediatico in una paese dove la corruzione è dilagante;
  • oppure sta mettendo in atto con estremo puntiglio il piano sovversivo del maestro Licio Gelli, di cui era sostenitore con tessera 1816, il quale conteneva come punto fondamentale la rifondazione della magistratura.

La situazione non è più tollerabile. Gli italiani non se lo meritano. Alfano gli ha già garantito l’immunità, che a differenza di quanto viene impunemente sostenuto non è una prassi consolidata negli altri paesi.

Sentiamo a tal proposito il parere di oltre cento costituzionalisti italiani: “L’immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell’ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.

Basta, Silvio! Adesso stai davvero esagerando.
Nerone si limitò ad incendiare Roma. Tu stai mandando in fumo un paese intero!

 

video allegati

 

Le basi di una democrazia Il Discepolo 1816 Sul press kit del G8

 

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