Almeno fatti pagare
Se il Governo Berlusconi era il governo del “Grande Fratello“, qui siamo passati a “Carramba Che Sopresa!“. E non so se è un passo avanti. Alla conferenza stampa di presentazione del piano “lacrime e sangue” (il nuovo format Endemol che sta già sbancando, letteralmente parlando) ieri mancava solo che arrivasse all’improvviso l’ex ministro del lavoro greco, Louka Katseli, cacciata dal suo partito per non avere votato contro l’articolo 37 del maxi provvedimento di austerity, correndo ad abbracciare la Fornero in lacrime, Kleenex alla mano, in una cascata sberluccicante di polvere di stelle e cento violini a incrementare il pathos. Oppure avrebbero potuto fare un collegamento via satellite con il “Congreso de la Nacion Argentina” (il parlamento di Buenos Aires), per avere un po’ di conforto da chi ci è già passato. Dovevano solo ricordarsi di evitare tassativamente il televoto. Sono leziosità da vecchio paese democratico che non si usano più già da un pezzo.
Una definizione possibile di “puttana”

Nel mio post di oggi sul Fatto Quotidiano, scritto in risposta a quello di Aldo Ricci, ho puntualizzato il senso del mio articolo precedente “E se le chiamassimo puttane?“, nel quale mi scagliavo contro Piero Ostellino.
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