razzismo

Italia-Sudafrica: trova le differenze!


Ci sono paesi dove i giornalisti si cacciano, e paesi dove i giornalisti ti cacciano. Certo, non fisicamente, ma ti mettono così in difficoltà che finisci per perdere il controllo e andartene da solo. Ovviamente noi non facciamo parte della prima categoria.

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Provaci ancora, Carrefour!

 


Oltre un anno fa mi sono occupato del caso del caso del bambino affetto da autismo, maltrattato da un fotografo Disney all’interno di un centro commerciale Carrefour, e discriminato dallo stesso staff Carrefour. All’epoca l’Italia inorridiva al suono delle parole: “Se suo figlio è malato, non lo deve portare in giro”.

Si dice che le città abbiano un anima, un’aura che aleggia e incombe sopra i suoi cittadini, modificandone inclinazioni, attitudini e carattere. Così avviene anche per le aziende. La classe dirigenziale, per via del codice etico-morale complessivo del management, impone un clima che all’interno della gerarchia occupazionale tutti finiscono per respirare, dai top manager giù giù fino all’ultimo inserviente.

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Furio Colombo: una caduta è cominciata

Il concetto di padre è una categoria che ha infinite corrispondenze nella vita reale. Esiste il padre biologico, il padre spirituale, il padrino di una cerimonia religiosa e quello di una comunità mafiosa. Esiste perfino il padre di un elemento radioattivo. Ci sono i padri della Chiesa, quelli della Costituzione, c’è il Santo Patrono, il Santo Padre,il Patriarca, il pater familias e il Padre Nostro – che però sta nei cieli.

In ogni caso, a qualsiasi tipo di paternità ci si riferisca, il comune denominatore è l’autorevolezza, la benevolenza, il senso di protezione e una qualità morale superiore. Il padre è la guida, è il modello cui si guarda, il traguardo da raggiungere e superare. E’  il contenitore che delimita e incanala le ambizioni, lo sguardo lungimirante che indica la direzione giusta. L’amministratore delegato è il padre di tutti i dipendenti di un’azienda. Il preside è il padre di alunni, insegnanti e collaboratori scolastici – i bidelli. L’arbitro è il padre di ventidue giocatori e il Presidente della Repubblica è il padre di tutti noi. Da loro ci aspettiamo il buon esempio, la saggezza. Da loro, noi che fummo fatti per viver come bruti, ci attendiamo virtute e conoscenza. Così, a guidare una società devono essere i migliori. Un ministro dell’istruzione pubblica è il Preside di tutti i presidi. Un ministro della giustizia è Giudice di tutti i giudici. La Gelmini, Alfano, La Russa sono come papi all’interno della loro chiesa ministeriale.

L’unico che ha portato rispetto al suo ruolo, bisogna ammetterlo, è stato Berlusconi, che infatti ci ha tenuto molto a farsi chiamare papi. Per il resto, entrare alla Camera o al Senato italiani è come andare al mercato del pesce fresco. Chi si sputa addosso, chi si tira dietro i libri del regolamento, chi lancia grida e insulti all’indirizzo delle persone anziane. I più rispettosi dormono e russano vistosamente quando gli altri parlano.

Se questa è la paternità che i nostri parlamentari sanno esercitare nei confronti dei cittadini italiani, non c’è altra strada che rivolgersi ai servizi socialil’Onu -per fargliela immediatamente revocare: dobbiamo immediatamente essere dichiarati popolo in adozione, causa manifesta indegnità paterna. Purtroppo, visto il livello di educazione e civiltà che ci contraddistingue, non sarà facile trovare uno stato ospitante all’interno della Comunità Europea, ma è meglio l’orfanotrofio che essere figli illegittimi dell’unione contro natura tra Ghedini e la nostra Costituzione.

Ecco la testimonianza di Furio Colombo, ex direttore de L’Unità, che mette a confronto due legislature vissute come membro del padre di tutte le istituzioni: il Senato della Repubblica.

FURIO COLOMBO
Roma, 8 luglio 2009 – Notte Bianca

Antonio Padellaro: «Furio Colombo è il grande giornalista che nel 2001 ha dato la possibilità a L’Unità di tornare in edicola!»

Furio Colombo: «Intanto spero che voi sappiate che non sono qui a rappresentare un partito. Sì, sono nel gruppo del Partito Democratico alla Camera, ma sono qui a parlare da me stesso, con voi e per voi. Non rappresento niente altro che ciò che dico, così come ho fatto quando dirigevo l’Unità e anche prima, in tutto il periodo in cui ho fatto il giornalista.

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