Sogin

Attenzione: uranio sulle nostre teste

Vito petrocelli uranio

«Il Movimento 5 Stelle chiederà immediatamente al ministro degli Interni e  al ministro della Difesa spiegazioni su questo schieramento di forze  dell’ordine, circa 300 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, avvenuto  alle 3,10 di questa notte, per scortare, sembrerebbe, un “travaso” di  materiale radioattivo dal centro Itrec in Trisaia di Rotondella  all’aeroporto militare di Gioia del Colle. Contenuti e destinazione  ignoti».

Questa la dichiarazione del portavoce al Senato della Repubblica per il  M5S, Vito Petrocelli, in merito alla notizia che si è diffusa stamattina  circa questo ennesimo allarme  che riguarda il centro Itrec della Sogin,  all’interno del centro di ricerca Enea di Rotondella, dove sono contenuti  materiali radioattivi di II e III categoria. La terza categoria è il  livello più pericoloso da gestire sia per lo stoccaggio che in caso di  contaminazione per fuoriuscita di materiale radioattivo ed è riferito alla  presenza a Rotondella delle 84 barre di uranio-torio che negli anni tra il 1969 e il 1971, ai sensi di un accordo mai ratificato dal Parlamento italiano, giunsero dagli Stati Uniti d’America all’allora Cnen (oggi  Itrec) provenienti dalla centrale Elk River, nel Minnesota (Usa), con un contratto di lavorazione per il riprocessamento (cioè il recupero) del combustibile. Venti di queste barre furono realmente riprocessate,  mentre le restanti 64 sono contenute in una piscina all’interno dell’Itrec e raffreddate con acqua.

«I ministri della Difesa e dell’Interno – ribadisce il portavoce al  Senato, Petrocelli – devono dare risposte immediate al territorio e ai  cittadini e non ci sarà segreto militare che tenga perché la gente ha il  diritto di sapere cosa accade nel luogo dove vive, per regolarsi di  conseguenza e difendersi. Ai ministri chiederemo anche cosa è stato spostato da Rotondella e dove e come è stato trasferito, perché se sono state spostate  le barre di Elk River devono obbligatoriamente essere stati usati i cask, ovvero contenitori specifici per materiale di terza categoria. E se risponde al vero che queste barre sono state spostate in tutta fretta, chiederemo allora che non ritornino mai più in Basilicata».

Se è veramente stata un’operazione di trasferimento non previsto di  materiale radioattivo, una delle ipotesi possibili potrebbe essere quella  di una probabile perdita importante delle acque contaminate delle piscine  che raffreddano le barre di Elk River. Un motivo in più per pretendere  tutte le informazioni su questo movimento di forze dell’ordine avvenuto  nottetempo e sui rischi che questa struttura di stoccaggio genera nei  lucani e nei calabresi della fascia jonica e non solo, vista la facilità  con la quale si può diffondere la contaminazione radioattiva.

«È in gioco la salute della gente e quella dell’economia del territorio –  ribadisce Petrocelli –, che è già compromessa per la pubblicità negativa  che il centro Itrec di Rotondella “irradia” in quanto tale e a prescindere  dai rischi di contaminazione che si potrebbero verificare. Ed è in gioco  il buon nome del territorio, motivo per cui informo che al più presto  chiederò un incontro all’ambasciatore americano a Roma per trattare la  restituzione agli Usa delle loro barre “lucane” di Elk River, favore che  hanno già fatto ai centri Itrec di Trino Vercellese e di Saluggio. Perché  non anche a Rotondella?».

tasto_newsletter

I MINI-BLU

Un milione e mezzo di italiani poveri, altro che Grecia!

Occupazione Italia 2015 Una foto pubblicata da Claudio Messora (@byoblu) in data: 28 Lug 2015 alle ore 01:53 PDT Una persona su tre è a rischio poverta al Sud. E' quanto emerge dalle anticipazioni del rapporto Svimez 2015...leggi

#IoStoConChristianRosso, E TU?

Io Sto Con Christian Rosso Dunque abbiamo un'azienda di trasporti che non garantisce un servizio all'altezza delle aspettative. Abbiamo un dipendente di quest'azienda che, esasperato dai continui disservizi e dalle lamentele dei viaggiatori che non ricevono risposta, usa la rete per informare i suoi concittadini circa la sua esperienza. Questo dipendente,...leggi

La sorella di Paolo Becchi in Austria leader della petizione No-UE

Sorella di Paolo Becchi in Austria La sorella di Paolo Becchi, che in Austria è conosciuta con il nome d'arte Inge Rauscher, è il leader di IHU (Initiative Heimat & Umwelt) e gira in lungo e in largo gli studi televisivi per sostenere le ragioni della petizione popolare per l'uscita dell'Austria dall'Unione...leggi

Categorie