Non ve lo dicono, ma i bambini in Spagna hanno sempre più fame
Non solo Grecia: in Spagna crescono i bambini che possono contare su un solo pasto al giorno. E i fabbri hanno iniziato a rifiutarsi di forzare le case pignorate da chi non riesce più a pagare il mutuo. Cosa c’è, esattamente a metà tra la Grecia e la Spagna? Il prossimo più grande successo dell’euro: l’Italia.

di Valerio Valentini
In molti sono rimasti allibiti, in Italia, quando si è squarciata la criminale cappa del silenzio che per mesi aveva avvolto la crisi greca, portando alla luce le sofferenze di un intero Paese ridotto alla fame e alla miseria dalla Troika. Quello stesso silenzio, oggi sta imbavagliando un altro Paese dell’Europa: la Spagna. Forse perché troppo concentrati sulla campagna elettorale, o forse per la necessità di non svelare, a ridosso delle elezioni, le atrocità delle politiche economiche e sociali europee (benedette da una larga maggioranza), i nostri media non si interessano affatto alla crisi spagnola.

Uno degli ultimi allarmi, però, è stato lanciato dai quotidiani della Comunità Valenciana, che riportano i dati di una ricerca realizzata dalla “Casa della Carità”. Nel 2012, sono stati 11.600 i bambini che si sono nutriti facendo ricorso alla Caritas locale, e di questi circa la metà hanno tra i 4 e gli 11 anni. Rispetto al 2011, la cifra è raddoppiata. Già nei mesi scorsi “Save the Children” denunciava come nella penisola iberica fossero sempre di più gli adolescenti che ogni giorno facevano un unico pasto, quello dato loro nelle mense scolastiche. La Caritas spagnola conferma ora questi dati, rivelando che, non a caso, il numero di bambini in cerca di cibo cresce sensibilmente nei fine settimana, quando cioè le scuole sono chiuse.
Succede in Spagna ora
Sta accadendo in Spagna in questo momento: il Parlamento circondato, manifestazioni massicce contro la troika e i programmi di aiuti e di sottomissione all’Europa. Ma la cosa più inquietante è che i media, nonostante il paese pulluli di agenzie stampa e di informazioni in tempo reale, queste immagini fin’ora, nella loro prorompente evidenza, non l’hanno ancora trasmesse.
L’Europa non rispetta i trattati. Ma va tutto bene
di Valerio Valentini
Il vertice internazionale tenutosi a Bruxelles, a fine giugno, continua a essere lodato sui giornali per via del raggiungimento di un duplice accordo, che doveva costituire una svolta epocale. I due punti in questione erano un finanziamento straordinario alla Spagna, per salvarla dal rischio incombente della bancarotta, e la creazione del famigerato scudo anti-spread, cioè un fondo in grado di tenere sotto controllo le impennate dei differenziali tra i rendimenti dei titoli sovrani. E giù tutti ad applaudire e a complimentarsi a vicenda.


