Radio Maria: i partigiani dittatori comunisti
Sabato 29 maggio. Le sette di sera, più o meno.
Attraversare l’Italia in macchina significa giocare a mosca cieca con le frequenze radiofoniche. Le stazioni vanno e vengono. Radio24 ora prende, ora no. Specialmente sulla dorsale adriatica.
Eppure c’è una radio, una sola, che prende sempre ed ovunque. Con il bello e con il cattivo tempo. Tra le pareti di roccia che si gettano a strapiombo sulle corsie autostradali e perfino nelle gallerie. Le frequenze sulle quali trasmette sono magiche, misteriose, arrivano da un’altra dimensione e vengono rimbalzate sulla terra dal satellite più lontano di tutti, quello che orbita nelle sfere celesti, al di là del cerchio dei cherubini. Forse sono le stesse onde radio captate da Mosè sul Sinai, quando ricevette la Costituzione universale, vergata non da molti padri costituenti, ma da quello per eccellenza, il Padre Nostro. Sono le emanazioni divine di Radio Maria, la regina dell’etere, l’equivalente per il Vaticano di quello che è il telegiornale di Minzolini per la maggioranza di governo o, se volete, di ciò che rappresenta Superquark per le lobby del nucleare e degli inceneritori, o anche dell’Istituto Luce per Mussolini, o di quello che Joseph Paul Goebbels significava per Adolf Hitler.
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Ma nessuno lo fa. Quindi, come al solito, armiamoci di tanta buona volontà e rimbocchiamoci le maniche. Vedrete che la strada è in discesa.
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