La fine della pubblicità.

La pubblicità funziona al contrario di come dovrebbe. Le aziende contattano un personaggio e lo pagano per raccomandare un prodotto. L’unico motivo per cui il testimonial finge di adorare il prodotto sono i soldi. Tanti soldi. Giuda si prese solo trenta denari ed ebbe il buon gusto di impiccarsi. Claudio Lippi invece sponsorizza con un sorriso a 64 denti una linea di credito al consumo per i pensionati. E non si impicca. Hanno già indebitato tutta la nostra generazione, ora vogliono spennare anche il nonno.


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I testimonials degli spot sono in conflitto di interessi per definizione. Sono intrinsecamente corrotti. Ti tendono il palmo aperto di una mano, chiedendoti ti fidi di me? mentre con l’altra prendono la mazzetta alla luce del sole. Il lato agghiacciante è che noi ci fidiamo. Sappiamo che è per finta, ma ci fidiamo perchè tutto quello che esce da quella scatola colorata è reale. Siamo in una società di papà buoni che ci prendono per mano, rassicurandoci, spingendoci a consumare mentre le nostre tasche si alleggeriscono e le loro si riempiono. I prodotti costano dieci, mille volte di più. Bisogna rientrare dei costi promozionali. Milioni di euro che non sono le aziende a pagare, non li pagano i media che affittano costosissimi angoli cottura mediatici a prezzi da usura. Tanto meno li pagano i tele delatori a contratto. Li paghiamo noi.

La pubblicità deve cambiare. Deve nascere la pubblicità 2.0. Deve funzionare esattamente al contrario, cioè nella maniera giusta. La gente deve scrivere, raccontare, promozionare pubblicamente quali sono gli oggetti, le marche, i prodotti che utilizza abitualmente. Lo deve fare non perchè questi beni/servizi beneficiano di campagne promozionali da PIL di un paese del terzo mondo, ma perchè sono migliori. Le aziende devono reinvestire le risorse che non spendono in dissanguanti telelavande mentali. Per costruire e vendere prodotti migliori. Per assumere. Creare posti di lavoro.

Al posto degli spot bisogna stampare e distribuire il Gazzettino degli oggetti e dei servizi, pubblicazione periodica dove si da notizia di nuovi prodotti, descritti in base alle loro caratteristiche reali. Non vogliamo più tette e capelli biondi sugli spot delle utilitarie. Non vogliamo più modelle con telefonini in mano. Non vogliamo più essere convinti a fare qualcosa dal messaggio subliminale sotteso da ogni spot: comprati questo e scoperai anche tu.

Vogliamo solo quello che ci serve e lo vogliamo ad un costo sostenibile.
I creativi, abili manipolatori esperti di psicologia e programmazione neurolinguistica, che non producono nulla di concreto ed utilizzabile, i professionisti della menzogna, devono smetterla di prenderci per il culo e cercarsi un lavoro vero. Accogliamoli in un centro di riabilitazione per malati affetti da Pseudologia Fantastica

121 commenti

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  • La pubblicità è lo strumento di propaganda più oscuro che esista. Attraverso di essa si tirano i fili delle marionette, si condizionano le persone ad avere il superfluo, a mentenere le loro finanze in uno stato agonizzante.. Si lega la felicità ad un obiettivo inarrivabile, si condanna all’insoddisfazione.Svegliamoci dall’incantesimo.

  • Crea e o insieme lanciamo idea del gossip in current e forse qualcuno di famoso si vedrà che dici;) oppure lanciamo una striscia current al posto di striscia la notizia ma senza le veline? ;( oppure il mio concorso di bellezza tramite votazione con telefonini e filmati da ipod ehh mai arrendersi comunque di sicuro una cosa è certa il modo di fare pubblicità anch’esso sta cambiando… quindi auguriamoci buona avventura

  • Basti pensare che sulle reti mediaset e RAI in certe fasce orarie non fanno altro che pubblicizzare suonerie e minkiate varie per cui se mandi un sms sei spacciato ! o pubblicizzano anche numeri a tariffa aggiunta.

  • Caro ghiacciolo fresco in due parole hai detto tutto quello che vado dicendo da tempo, la pubblicità è l’oppio dei popoli.Tutto diventa indispensabile, è da molto tempo che ci hanno studiato, inquadrato, fatto ricerche di mercato subdole puntando sulla paura, sui bambini, sulla vanità, se non hai i loro oggetti sei l’ultima persona della terra. C’è la crisi energetica? e chi se ne … usa il condizionatore perchè così stai bene, se mangi un tipo di biscotto avrai una bella casa con piscina e donna nuda, naturalmente caro ghiacciolo fresco, io sono già sveglio e anche tu, mettiamo un pò di ghiaccio nella schiena degli italiani?

  • Per un certo periodo anch’io ho assecondato un’opinione diffusa tra (e da) i pubblicitari secondo cui la pubblicità è servita anche a garantire la libertà di stampa. Oggi ho motivi per ritenere che la pubblicità rappresenti piuttosto un ostacolo ad una informazione veramente libera ed indipendente. E una informazione libera e indipendente, non è mai superfluo ripeterlo, costituisce, in una moderna democrazia, un efficace antidoto contro ogni forma di manipolazione del consenso. Alla pubblicità verticale va affiancata, attraverso la rete, quella orizzontale fatta da consumatori o utenti veramente soddisfatti -o meno (pubblicità negativa)- di un certo prodotto o servizio.

  • ti ho scoperto per caso,o meglio attraverso un bloggher che pubblicava un tuo video,sono passata su Youtube,poi qui,ho letto,compreso e convintamente approvato tutti i post,strano che non ti abbia incontrato prima vista la”vetusta'” permanenza sulla/nella rete.ti seguiro’ attraveros i Feed,Opps non ho visto il link,ma di sicuro c’è da qualche parte,vado a sfogliare ancora il blog,semmai mi basta il link di youtube,ti mettero’ anche li fra i miei prefer channel approposito sono fatti veramnte bene,complimentiGabrybabelle

  • Ottimi spunti per una riflessione senza dubbio utile e costruttiva.Ogni volta che ci si butta in ragionamenti simili si arriva inevitabilmente a chiederesi, o per lo meno cercare di capire, il perchè di tale comportamento, il motivo per cui questi meccanismi marci e sadici fanno parte della nostra vita come l’acqua che ci serve per campare;per quanto mi riguarda le motivazioni a cui giungo sono sempre di carattere cospirativo/massonico, mi sembra difficle attribuire tali schifezze all’ingenuità collettiva, di massa… Ci sarà un team di ingegneri sociali, psicologi che a livello mondiale studiano tutti i nuovi modi di ficcarla nel “bus dèl cùl”…frà un pò dovrebbbero fare i nuovi master allo IED “Master in DAJéLA TUTTA NEL BUCIO DI CULO 2” corso serale di 180 ore dalle 18 alle 21.00. Inizio lezioni LUGLIO 2008:P

  • avete notato quanto è insulsa e falsa la famiglia-tipo della pubblicità? praticamente perfetta, tale da farci venire i sensi di colpa… tra l’altro la pubblicità ci condiziona a tal punto che si”fatica” a non acquistare quei prodotti, ci sentiamo quasi sminuiti se compriamo un prodotto non pubblicizzato…Di nuovo bravissimo, byio blu, complimenti!! ma perchè “BYOBLU”?

  • Ragazzi ve lo dico io come non farsi fregare, BUTTIAMO QUELLA MALEDETTA TELEVISIONE!!! Per informarsi o per divertirsi ormai c’è la rete! Se poi vogliamo vederci un film o una serie tv possiamo sempre scaricarla (ops… è pirateria?)… Facciamo veloci, perchè la mia paura e che prima o poi ogni volta che ci conneteremo uscirà fuori quel pezzo d’antiquariato di Mike Buongiorno a propinarci l’ultimo ritrovato della scienza, una crema per la prostata!!!Solo un piccolissimo appunto a byoblu, come vedi sono pienamente d’accordo con la tua nuova iniziativa, ma il livello dei video che hai inserito non è granchè, preferisco di gran lunga i tuoi, sia per qualità delle immagini che per ironia e testi. Non declassare il tuo bel sito!!!Ciao, spero un giorno di poterti essere d’aiuto!

  • Per i tuoi video , una settimana d’ agonia? Ne vale la pena!Ho visto che cerchi colaboratori, ora ho gli studi, ma in un futuro, se ne avrai ancora bisogno e se sarò in grado, mi piacerebbe contribuire, così al posto di una settimana magari saranno 6 giorni!Ora vado a visionare il tuo ultimo lavoro…

  • mi sembra di sentire Vance packard. Ed è del 1957.i pubblicitari famosi persuasori occulti…ma per favore…i creativi a vendere menzogna al popolo ignorante…dovreste informarvi un po’, vedrete come la comunicazione sia un atto in divenire, dialogico e difficilmente governabile. perfino dai vostri odiati creativi.A proposito del “concreto e utilizzabile”, prendete un abbaglio se pensate davvero che comprare un dato prodotto sia semplicemente un atto di acquisto di un mezzo o un mero oggetto. Tutto, invece, è simbolo.

  • Caro Alek, aspettavo, prima o poi, un commento come il tuo.Sarà difficile conciliare due approcci tanto diversi, ma il post (provocatorio) mette in evidenza l’aspetto sociale degenerativo insito in una società dove il consumo, a scapito del contenuo, è diventato il bene maggiore. Sicuramente nella creatività applicata alla comunicazione c’è un valore grande e non discuto le teorie sottese. Il punto è che quando scendi dal banco di scuola e dai un’occhiata a giornali, riviste, televisioni.. ti accorgi che l’etica e la concettualizzazione c’entrano ben poco con i fini per i quali ogni mezzo è lecito, che restano quelli di perseguire la logica del debito.O forse viviamo in epoche diverse? O forse tu non hai questo problema perchè appartieni a quei pochi che mangiano sulle spalle del resto del mondo? Anche in quel caso non sarebbe giustificabile.A te sembra lecito questo abusare di tecniche che tu chiami di comunicazione, ma che possono essere lette come di persuasione, per raggiungere uno scopo indifferentemente dalla sostenibilità del risultato?Ti sembra lecito che Lipppi sorrida per avere indebitato un pensionato, che era l’unica categoria che ancora si salvava dalle revolving card?Vedi: è questo il punto. Non c’è più niente di nobile, se non nella testa e nelle intenzioni di pochi, dei quali forse tu farai parte. Bisogna rendersene conto e uscire dal castello teoretico delle belle invenzioni applicate male, malissimo.Se poi invece questa società, così come è, ti sembra il migliore dei mondi possibili, allora sei libero di apprezzarla. E io di criticarla.

  • I tuoi video sono sempre i migliori. Un senso di amarezza però mi coglie quando li vedo: sono rivolti a un’elite, purtroppo la maggioranza delle persone non ha i mezzi per comprenderli. E non troveremo mai una medicina per guarire l’ignoranza.Ah, di chi è l’ultima canzone? Mi piace molto.

  • Grande Byoblu. Video Meraviglioso!!! Questo argomento sarebbe vastissimo che parte tutto dalla ricerca della felicità.Solo che la gente ha una concezione sbagliata di felicità, perchè la TV, principalmente, ti fa credere così. L’uomo al giorno d’oggi è visto solo come un consumatore da spennare.

  • complimentibel video…Con Internet abbiamo la possibilità di parlare di quello che ci piace e che non ci piace..Possiamo anche sputtanare e far conoscere le aziende che operano male…

  • Vero, avviso per tutti, se andate a comperare del yhè in bottiglia, ricordate che la marca “beltè” fa letteralmente schifo, prendete le sottomarche che spesso c’è più thè vero e meno schifezze chimiche, prendete quello in bustina che di solito costa meno, ce n’è di più ed è più buono anche da freddo.

  • Io ho provveduto da mesi a staccare l’anteenna della tv (mi vedo ancora i dvd perchè sul portatile si vede tutto tropo piccolo :P) e la riattacco solo per vedere certi programmi come anno zero.accio la spesa all’europin e fanculo pubblicità e spot vari.Video bellissimo anche se “rattristante” perchè mostra una realtà che ci sta massacrando tutti legalmente.Complimenti!E devo dire che mi sento solo meglio

  • E’ una tattica ottima, ma quanti siamo, in Italia, ad adottarla? 5 su 1 miliardo? Siamo pesantemente schiacciati dalla massa alla quale di queste cose non gliene frega niente 🙁

  • Come disse un mio amico: “E’ solo una questione di denari!”.Il dio denaro fa venire la vista ai cecati e fa dire le meglio cazzate anche al più santo dei santi qui sulla terra.

  • BravissimoAncora una volta gli hai dato in testa, a Lippi cosa importa, lui dice al pensionato(anche con qualche problemino) fatti un prestito, tanto mica e il suo il terreno che andanno a espropriare se non riesce a pagare

  • Grande Byoblu! :DIl 90% lo si può fare spegnendo la TV e passando alla rete, quella vera, composta da forum, blog e siti di controinformazione. Il problema è solo 1: per farlo serve un cervello e sopratutto la voglia. Personalmente ho conosciuto un signore di 90 anni, molto arzillo per la sua età, che ha fatto esattamento quanto scritto sopra. Non aveva neppure limiti con l’inglese, perchè ha lavorato 20 anni in UK. La sua esperienza gli ha fatto capire che la tv gestita a questo modo è il male

  • Bravo byoblu! Grazie anche per questo video! Suggerirei, a proposito di spegnere i televisori, la grande scena del film di Sidney Lumet QUINTO POTERE. Se cercate su YouTube la trovate. E cercate anche il video: QUINTO POTERE – SONO INCAZZATO NERO.

  • Ottimo!!non c’è che dire brillante come sempre…..abbiamo ogni giorno più bisogno di messaggi come questi…di persone che riescono comunicare in modo diretto com fa byoblu e altri come lui.

  • Io però ho un pensiero…noi tutti sappiamo che internet è l’unico portale dove puoi ancora trovare la verità…..ma quando la comunicazione si sposterà inevitavilmente su tutta sulla rete,avremo sempre la stessa libertà di adesso?o lo stesso controllo sull’informazione che oramai vige su tutto il mondo dei media conquisterà anche tutta la rete??

  • No, ok,io non credo che la pubblicità sia solo questo(ma io vi parlo dal futuro dato che da 6 anni non ho il noto apparecchio elettrodomestico),infatti vengono pubblicizzati anche libri,convegni,eventi, e altra roba buona.Internet non eliminerà la pubblicità,ma la cambierà,i consumatori saranno recensori,parleranno di servizi e di prodotti,si lamenteranno dei disagi che hanno avuto o ne elogeranno le qualità:noi saremo i principali veicoli di pubblicità,che diventerà una forma di passaparola

  • Premesso che concordo coi danni procurati dalla Comunicazione, che contrariamente a quanto si pensa, non è tale, ma è solo un monologo unidirezionale (e quindi qui sì che prende i tratti della persuasione), c’è da dire che comunque non è, disgraziatamente per chi ci campa, una scienza esatta.Il problema di fondo è che la pubblicità non è Informazione, relativa al prodotto, all’azienda, alla veicolazione del marchio, al simbolo.Nasce e si sviluppa con uno scopo ben preciso, che inficia tutte le altre funzioni di cui i suoi strenui difensori si fanno portatori: Vendere. Senza SE e Senza MA.Per riprendere Byoblu: tra gli studi (più o meno classici, che spaziano dalle teorie della comunicazione al mero mkt tipo venditore porta a porta) e la realtà quotidiana di questo lavoro, passa un abisso. Un abisso che limita la stessa creatività, per farne una routine quotidiana che spesso prende il nome di truffa.Incensiamo i creativi per la bontà delle loro opere, disprezziamole quando questa bontà si misura solo sui numeri degli “adescati”.Au revoir.

  • SANTE PAROLE !!!Sarebbe la fine di berlusconi e la sua tv spazzatura !!!Io boicotto ogni prodotto pubblicizzato, se tutti facessero così le ditte noterebbero i NUMERI controproducenti della pubblicità ed invertirebbero il sistema !!!

  • Ok Claudio, ragione hai ragione, è che si è passati da un estremo all’altro, una volta c’era il carosello, anche quella era pubblicità creativa, e la gente la guardava volentieri, ora invece della pubblicità non ne può più nessuno, è davvero troppa e ovunque, ti fa solo scoppiare la testa.I soldi veri se li prendono solo le tv, e ti testimonial alla fine, i creativi al contrario di quanto si possa pensare, i veri tecnici grafici, guadagnano cifre mediamente normali 😀

  • Bellissimo video Claudio, la tv ci sta lobotomizzando… la pubblicità per spennare il nonno, è indecente, le finanziarie sono dei veri e propri usurai, legalizzati dallo Stato… che mondo di merda..

  • Sono daccordo anch’io sul fatto che ci scegliamo noi quello che vogliamo sentire sulla rete…..ma non voglio fare il pessimista….voglio solo ricordarvi che le grandi società,fondazioni e tutti i vari gruppi che controllano il mondo,sono anche quelli che possiedono Google,yahoo..ecc.siamo veramente sicuri di essere veramente liberi?

  • fantastico video da premio pulitzer !!! in effetti le uniche aziende con bilancio in attivo sono le banche/finanziarie , le assicurazioni e le fabbriche di VASELINA !!!SEI UN GRANDE !!! 5*****ciao , paolo

  • Sai a volte le persone si lasciano trascinare da un messaggio,anche se giusto e sacrosanto come il tuo.Però non bisogna mai vedere le cose a senso unico,io credo che bisogna avere una visione a 360°delle cose e porsi sempre le domande giuste,perchè è grazie ad esse che possiamo crescere ed imparare a vedere le cose nel modo giusto.

  • Ci sono dei valori universali. Delle linee guida che devono orientare, altrimenti tutto diventa troppo relativistico e ci si perde in un mare di indistinta ambiguità. Ci sono pubblicità e pubblicità. Ci sono creativi e creativi. Ma il messaggio forte che deve passare è “Basta con questa separazione schizofrenica tra la figura del produttore e quella del consumatore. Basta a quest’assenza di riflessione sull’eticità delle cose.” Caliamo nei centri commerciali come stormi di cavallette. Il 90% di quello che paghiamo è destinato a veline, calciatori, personaggi dello spettacolo, gente che già sta bene di suo. Per bere un litro di acqua dobbiamo pagarne altri nove! La pubblicità è l’arsenale di armi con il quale famelici cacciatori aziendali, gli uomini del marketing, vanno a caccia di prede nella savana dei consumatori. Include soprattutto armi non convenzionali, escluse da qualsiasi trattato. Una zona franca dell’etica.

  • Ciao Byoblu, beh, riguardo i contenuti del filmato: un po’ utopici i propositi. Il parallelo Giuda-Claudio Lippi, e soprattutto il fatto che quest’ultimo non s’è ancora appesa, è di cattivo gusto però…

  • @dreandL’impiccagione di Lippi è metaforica. Metaforicamente, dovrebbe impiccarsi sulla gruccia della sua totale mancanza di eticità. Anche se per contro fa della beneficenza. Quindi da una parte diamo, o fingiamo di dare, dall’altra ci sottomettiamo alla logica dei profitti. La maggior parte dei capitali delle società di finanziamento arriva da attività illecite. Ricicli di soldi sporchi. Camorra e affini.I contenuti non sono utopici: esistono già siti dove i consumatori esprimono opinioni sui prodotti che utilizzano, ed altri potenziali acquirenti prima di comprarli valutano attentamente queste considerazioni. Si tratta solo di ampliatre la base, di farne un modello più diffuso. Si tratta di smettere di considerare il mondo come qualcosa di troppo grande per provare ad influire.Le cose cambiano. Si tratta di capire perchè e quando. E di non farle cambiare sempre agli stessi e sempre per gl stessi motivi.E, a volte, di dare loro una spinta.

  • Ricapitolando. I soldi delle società finanziarie arrivano spesso dal riciclo di denari sporchi. Con questi soldi, dopo avere spinto le società occidentali ad indebitarsi oltre ogni limite sostenibile, non trovando altre risorse nella popolazione in età da lavoro, il famelico business developer indirizza la sua attenzione sugli anziani: gli unici che talvolta hanno ancora dei risparmi, o una casa comprata con anni di sacrifici, tra l’altro l’unica possibilità di conservare un piccolo borsellino salvavita per il futuro di tante giovani generazioni che non avranno mai niente se non una piccola eredità, un giorno, dai nonni.Prestarsi a questo gioco non è etico. Sorridere mentre il nonno si indebita è un atto di tradimento verso i valori fondamentali. Chiunque vi si presta, è una persona dai valori quantomeno discutibili.L’impiccagione è un atto simbolico. E l’impiccagione del proprio rigore morale, che dovrebbe pencolare dalla gruccia eretta dai predoni dell’economia mondiale: una specie che sta divorando tutto l’ecosistema sociale e che rischia di autoestinguersi quando non resterà più niente da mangiare, se non aggredirsi vicendevolmente.Ragazzi. Sveglia. Basta con il politically correct a tutti i costi. Non avrete mai una pensione. Queste cose dovete averle bene in mente quando vi svegliate la mattina e quando guardate il sistema agire attraverso il piccolo schermo.

  • Pubblicità 2.0 ? Potrebbe funzionare…in un paese normale.In italia le aziende possono anche raccontare balle per pubblicizzare i loro prodotti,ma se qualcuno si permette di criticare rischia una querela…non è forse successo di recente? Byoblu sei grande!!!

  • Dobbiamo far emergere il fronte della società migliore. Che i creativi seri e professionali prendano le distanze da quelli scorretti e indifferenti all’etica. Che i medici fedeli a Ippocrate si dissocino dai macellai come quelli che operavano al Santa Rita. Che magistrati, politici, giornalisti.. quelli leali ai valori della loro professione, dicano basta ai loro colleghi reietti e corrotti. La gente valida, gli italiani onesti ci sono. Che alzino la loro voce.

  • Secondo me le pubblicità sono sempre pù provocanti (nudità e doppi sensi) proprio per questo. perchè si stanno accorgendo che altrimenti la pubblicità stessa non avrebbe più l’efficacia aspettata.

  • Nel mondo dei parrucchini, dei capelli neri x sempre, della guerra alla ciccia sparsa, di quella chirurgicamente concentrata, nel mondo dei macchinoni, dei telefonini delle gnocche e dei cretini, possiamo davvero sperare che il messaggio che veicola tutto questo possa cambiare? Io come sempre spero…e lotto…e ti ringrazio per il video…e per il suo contenuto. P.S. Potremmo suggerire al nuovo governo una legge che ci tuteli da tutto questo…..ah,ah,ah che battuta spiritosa!!

  • Caro ByoBlu, questa volta mi trovi in disaccordo. Io sono uno di quelli che dovrebbe trovarsi “un lavoro vero”. Ti garantisco che se potessi evitare di far vedere le tette lo farei. Ai cretivi non frega niente del prodotto, è più importante fare una bella campagna da premio. Purtroppo in Italia la gente (ma soprattutto i clienti/Aziende)sono abituati a tette/culi e testimonial. Quindi sposta il dito dalla categoria e puntalo verso la società… “Compra questo e scoperai anche tu” ormai non credo si usi +.le campagne servono solo a ricordare il brand nel consumatore (ki non comunica non vende).e poi se la gente ci crede, credo sia colpa della gente e dell’infrastruttura della società… mia madre (la classica casalinga di Voghera) ti garantisco che quando va al supermercato non compra i bastoncini perché il “Capitano ha detto che sono i migliori”, prende quelli della sottomarca, perché costano meno! X la feccenda di lippi hai ragione!

  • Ciao TuttiScemi,non solo questo genere di obiezione era atteso, ma ne ho già ricevuto in privato e sul blog. Sapevo di mandare un messaggio provocatorio e credo che fosse giusto farlo, per suscitare una reazione su un tema importante, che sta segnando la nostra società. Come dicevo: dobbiamo far emergere il fronte della società migliore. Che i creativi seri e professionali prendano le distanze da quelli scorretti e indifferenti all’etica. Che i medici fedeli a Ippocrate si dissocino dai macellai come quelli che operavano al Santa Rita. Che magistrati, politici, giornalisti.. quelli leali ai valori della loro professione, dicano basta ai loro colleghi reietti e corrotti. La gente valida, gli italiani onesti ci sono. Che alzino la loro voce. Per quanto riguarda il resto: tutte le pubblicità dei telefonini, per esempio, si basano su questo messaggio non esplicito. Qualsiasi spot dove una modella mozzafiato usa sguardi e atteggiamenti provocanti per promuovere, per esempio, uno yogurt, magari leccando gocce bianche dal palmo delle mani, immagino voglia far leva su questo genere di riflesso da cane di Pavlov.Tua mamma si è creata nel tempo uno schema di anticorpi. Che ne è degli altri?Sul fatto “se la gente ci crede è colpa della gente” ti invito a riflettere.Magari complementando con una lettura dell’intervento di Popper sul ruolo della televisione.

  • Byo io rifletto. Il discorso della pubblicità per i bambini meriterebbe un capitolo a parte. Però non posso credere che un adulto scelga vodafone perché lo usa Totti… Dopo aver provato i sughi XXX, se mi fanno schifo non li prendo più.Nemmeno se a propormerli è la Ferilli nuda. Anche la faccenda della lista non funzionerebbe… esiste la soggettività, alla fine sarebbe l’equivalente della pubblicità. Più che della pubblicità “palese” mi preoccuperei di quella latente (i TG ne sono pieni).

  • Su Totti non sarei così sicuro. Non siamo io e te il target. Se te ne occupi lo sai bene. Sono milioni di persone. Le spugne. Quelle che si comprano i calendari, le magliette, che pagano una fortuna per avere una firma su un tessuto che vale pochi centesimi. E’ quella che si definisce massa. E non è un problema loro. Siamo in democrazia, a decidere sono anche e soprattutto loro. Moderare, elevando il livello di consapevolezza e la nobiltà della comunicazione, serve a tutti, migliora tutto. I media e i loro messaggi sono “la voce” dell’organismo sociale nel suo complesso. Se questa voce non enuncia principi condivisibili, allora è segno che tutto l’organismo è malato. E a farne le spese saranno tutti i suoi organi. Io dico che le cose non sono per sempre. Forse sono così oggi, ma possono cambiare. E quando cambiano, lo fanno grazie a chi ci avrà creduto.

  • Cma, tra oggi e domani pubblicherò una riflessione su un altro tema che si lega molto da vicino, e magari sarà più chiara la visione complessiva.

  • non vesto,anzi nella mia famiglia,non compriamo grffato!!non guardiamo publicità,anzi è vietato guardare la publicità,vado nei discaunt a fare spesa!alla faccia loro. investire sulla qualità e prezzo,e non investire solo sulla publicità,sarebbe un incremento di vendita,per le aziende.oppure ogni,tot di spesa,una marchetta,alle casalinghe.per una futura pensione.

  • Se le scuole funzionassero. Se i genitori fossero propulsori di valori. Se in Tv al posto di “uomini e donne” passassero documentari sui cormorani nani. Se al posto di far passare il bello passasse “il valoroso”. Be’, probabilmente non esisterebbe la massa. Ma continuerebbe a esistere la pubblicità. Più intelligente, meglio realizzata, più mirata, ma pur sempre pubblicità. La colpa non è dei pubblicitari ma del target. Loro colpiscono un obiettivo che già zoppica, con le armi da lui preferite.

  • Vedi il punto è la logica della “professione”. L’avvocato difende il serial killer per “deontologia professionale”. Il prete non accusa chi confessa pluriomicidi per il “segreto confessionale”. E l’assassino resta a piede libero. Tutti schemi, ruoli in cui ci imprigioniamo con le nostre stesse mani per darci una ragione per non prendere una posizione.Se io sono in grado di uscire dal ruolo, allora faccio la differenza. Sono quelli che hanno il coraggio o l’incoscienza di prendere una direzione inaspettata, che cambiano le cose.Dire “non è colpa mia, mi disegnano così” è solo un rimandare la responsabilità di fare qualcosa sempre ad un altro. E’ esattamente questa l’etica.Le cose cambiano quando qualcuno prende coscienza, e allora un bancario per esempio fonda “banca etica”. Non la soluzione definitiva, ma un importante passo avanti.Perchè non fondare la “pubblicità etica”? Chi l’ha detto che non deve essere creativa? Però deve dire “no” agli strumenti facili di circonvenzione.

  • infatti la publicità,a incrementato l!immigrazione,la t.v. oltre a rovinare il corso politico italiano…ah rovinato la vita di molti immigrati…(bioblu bravo come sempre) Commenta questo

  • è un discorso complicato a cui non arriveremo mai a capo.Ti invito però a dare un occhio ai video più visti su yt. Questo è quello che vuole la massa, perché allora la pubblicità dovrebbe privarla di tette/culi/vip? Il cliente investe miliardi, sarebbe da folli poporre qualcosa che mette a rischio il marchio. Ti assicuro che se i clienti facessero i clienti e lasciassero tutto nelle mani dei creativi/marketing probabilmente la pub. sarebbe intelligente e – infima. E i creativi meno frustrati:o)

  • Quindi il pubblicitario scarica sull’imprenditore. L’imprenditore scarica sulle tasse, sul governo e sulla logica della filiera di produttore/consumatore. E’ certo che la coscienza deve allargarsi in maniera trasversale. Il problema dei “video più gettonati” ce l’ho anch’io. Se parlassi di tette e culi.. Ciononostante gli abbonati sono in crescita. Forse alla lunga paga. O forse no. Ma come vogliamo avere vissuto, alla fine della vita? E soprattuto, “per cosa”?

  • c’è da considerare che comprando i prodotti pubblicizzati, i costi della pubblicità li paghiamo noi comprando quei prodotti. Berlusconi dice una balla, quando dice che la sua televisione è gratis. Quei milioni di euro che incassa dalle pubblicità li paghiamo noi comprando quei prodotti. Altro che 100 euro di canone. E’ vero che anche ta tv di stato fa pubblicità. Ma non c’è confronto, il 70 per cento è di mediaset.

  • complimenti x tale servizio.spesso sappiamo tutti come vanno le cose in questo mondo,ma ci lasciamo trasportar come un fiume in piena,semplicem x non far il bastian contrario. Vincenzo

  • Ottimo video, ma non dobbiamo dimenticare la storia, la Pubblicità è Propaganda, la Propaganda è Terrorismo dell’informazione, è controllo della psicologia di massa, la quale obbedisce fedele alle leggi del comportamento animale; perchè è quello che siamo, intelligenti forse…ma la storia ed evoluzione di queste tecniche la si puo trovare in molte pubblicazioni degli anni venti e trenta, quando questa scienza fu sviluppata, da Nazifascisti,successivamente riconvertiti alle “Pubbliche Relazioni”

  • Secondo me hai una visione del “pubblicitario” un po’ cinematografica. Il 98% dei pub sono sfruttati, non smettono mai di lavorare perché ha sempre un pensiero da inseguire, sfruttati, non hanno il sindacato, non hanno straordinari pagati, lavorano di notte e si scontrano ogni giorno con la mentalità ottusa dei clienti(aziende). Il gazzettino dei prodotti è un’utopia. Esiste quella cosa che si chiama soggettività, ognuno valuta in base alla propria sensibilità. In pubblicità non puoi raccontre troppe balle o usare mezzi sleali(c’è un gran Giurì).La pub è sempre più informativa, e se leggi la circonvenzione della bionda pettorita è un problema tuo… la pub deve essere intrattenimento! E’ la mente del consumatore che elabora il messaggio: io per esempio nel tuo logo leggo che “il mondo gira e si regge grazie all’ambitissimo triangolo nero”. E mi aspetto sempre che tu da un momento all’altro inizi a parlare di peli femminili e buoi;o)

  • Io ho una visione del “sistema”, non del “singolo”. Il gazzettino dei prodotti è un’utopia. E’ importante identificare un “fine” perchè il senso è nella marcia, nella “direzione” per cercare di raggiungerlo. Se “il fine” viceversa è un altro, i risultati sono sotto agli occhi di tutti. Se vedi un organo genitale femminile nel mio logo, figurati allora cosa dovrebbe leggere la gente nelle “bionde pettorute”, dove non c’è neanche da traslare un simbolo. Se i “pub” sono sfruttati, ragion di più perchè un’agenzia pubblicitaria inizi a differenziarsi mostrando una forte componente etica. Di fronte alle scelte coraggiose, spesso i competitor seguono per non essere da meno. Guarda le aziende che si fregiano di essere ecocompatibili per questioni di immagine.Mi pare, in definitiva, che tu sia adagiato su un sistema “de facto” e non ti poni il problema di cercare una “nuova vision” per cambiarlo.

  • No. Tu hai la visione del singolo e spari su tutto il sistema. Ti faccio un piccolo test: dimmi almeno tre spot, recenti, in cui hai letto il messaggio: “se non compri questo non scopi”. PS: non so a che genere di posizioni sei abituato, ma io per vedere la “gigia” nel tuo logo non devo traslare nulla e ti garantisco che la metafora visiva è molto più palese di quanto è perforante la bionda pettoruta;o) PPS: usa “pub” non per vezzo ma per questioni di spazio.

  • L’ho capito che il sistema ti piace così com’è. Visto che le tue affermazioni non sono mai critiche verso di esso, ma orienti la mira verso i consumatori che “se è questo quello che vogliono..”. Sei libero di avere la tua opinione. La sensibilità si può stimolare ma non pretendere. Per i tre spot, mi devi concedere di prendere carta e penna e prendere appunti. Ultimamente preferisco YouTube, cmq ti do per certo di avere visto il classico spot yogurt con la tipo che lecca la gocca di sperma.. Fino a poco tempo fa, la Vodafone faceva “reclame” con una supergnocca libidinosa con un telefono in mano in mezzo a supermodelli sorridenti fuori da una discoteca. Messaggio: “accattati l’ultimo modello di telefonino e sarai come noi”. Sul Corriere mi capitava spesso di girar pagina e vedere gigantografie di tipe seminude. Per non parlare quella della tipa con il filo di lana che si srotola mentre cammina e la veste sale fin sopra l’altezza delle natiche… Cmq vado, prendo appunti e torno. 🙂 Per il resto, ci sono simboli individuali e simboli archetipici. Io nel mio logo vedevo la “i” di “informazione”. Ovvero il mondo che si regge sull’informazione. Magari hai un filo di deformazione professionale. 🙂

  • Ti ringrazio per avermi dato la tua benedizione, ora la posso pensare alla mia maniera senza sensi di colpa;o) Se credi che Youtube sia immune dallo zampino dei pubblicitari ti sbagli di grosso. Probabilmente hai visto più spot su yt di quanti ne abbia mai visti in TV. Qui la cosa è moooolto più subdola caro mio. Mi aspettavo un’affermazione del genere ;o)Io credo che il problema non sia “solo” del sistema(pub)ma appartenga al sistema contenitore(società).Io non appartengo a quelli che amano puntare il dito sui singoli. Io credo che la colpa, per qualsiasi cosa, vada ricercata dentro di noi, in quella che tu chiami massa(e mi ci metto dentro).Credo che la soluzione ruoti intorno al miglioramento personale di ciascuno di noi.Lo so che ci sono spot che propongono tette e culi ma questo non ti dà il diritto di mettere al macello l’intera categoria.

  • Caro, andando per ordine: sicuramente YouTube, come del resto internet, non è immune agli spot, ma al contrario della televisione, dove la visione non è interattiva e l’esperienza è subita passivamente, tra l’altro con tutta l’autorevolezza che quel mezzo gode nel nostro immaginario, qui su YouTube hai la possibilità di scegliere. E non è cosa di poco conto. Io per esempio, scelgo canali di persone che hanno qualcosa da dire, e non guardo praticamente mai canali che propongono o ripropongono contenuti televisivi. E neppure spot, dei quali in massima parte mi disinteresso. Lo stesso non può accadere in tv. Puoi cambiare canale con il telecomando, certo, ma solo per piombare su un altro canale dove gli spot arrivano all’improvviso. Forse cambierà anche qui. Probabilmente ci si dovrà orientare su un modello pubblicitario di qualche tipo, io stesso devo cercare di definire qualcosa di sostenibile, perchè bisogna pur mangiare, ma la realtà è fortunatamente diversissima. Tanto è vero che i modelli di promozione tradizionali su internet sono falliti tutti. La pub online ha superato quest’anno quella investita nelle radio, ma non è ancora chiaro quale sia il modello più efficace.Per il resto.. concordo che il problema sia “il sistema”, mi pareva di averlo detto, e non i singoli. Su questo siamo daccordo, è un punto in comune su cui costruire. E concordo anche che la “massa” non è fatta da altro se non che dai singoli, tra cui io e te. Ma per “massa” si intende il fatto che nel mucchio, non tutti hanno la percezione e la capacità critica di elaborazione di un messaggio, motivo per il quale certi messaggi proliferano. E’ questione di abitudine culturale ad un atteggiamento critico, poco invalso. Quindi come concetto, per massa si intende l’orientamento generale, che definisce i metodi di un sistema orientato al profitto e nulla più. Questo è il vero nodo.Come ho già espresso altrove, ovviamente il video ottiene lo scopo di far discutere, solleva un punto che poi si può precisare meglio. Il pubblicitario non avulso dal sistema. Ne è artefice e carnefice allo stesso momento. Così come tutti noi quando ci adeguiamo a qualcosa crogiolandoci nella comoda convinzione di non poterlo cambiare. Ma se la massa = individui ==> Gli individui possono cambiare la massa. Da qui tutto il senso del mio messaggio.

  • Credo tu conosca il concetto di viralità. Youtube è piena di video che la gente crede creati dagli utenti ma in realtà non sono altro che spot virali. Spesso è la redazione a metterli in homepage. Senza pubblicità non si va avanti ci si perde nella massa di alternative. Bisogna in qualche modo emergere. Ci sono un sacco di messaggi subliminali. Un esempio a te caro:o) guarda i video di travaglio: possibile che sulla sua scrivania ci sia sempre il titolo del suo libro in bella mostra? ;o)

  • quella è “autopromozione”. Anche io “autopromoziono il mio faccione”. Però c’è da dire che veicolo contenuti. Non li promoziono con un paio di tette, ovvero non adesco il malcapitato facendo leva su un suo bisogno primario per tragettarlo verso un mio obiettivo. Questo è il senso della non eticità. Travaglio è limpido nell’esporre la sua mercanzia (la controinformazione). Se invece facesse controinformazione per vendere le scarpe che fabbrica suo fratello, allora non sarebbe etico. Compriendes?

  • Ciao byoblu mi piaci tu (scusa, pulsione irrefrenabile dal mio sistema limbico), credo di avere inaugurato una (poco) prolifica diatriba sulle condizioni della nostra società-comunicazione.hai scritto:”Se i “pub” sono sfruttati, ragion di più perchè un’agenzia pubblicitaria inizi a differenziarsi mostrando una forte componente etica.”Ma è da oltre un secolo che le agenzie si danno un’etica!Ogni agenzia, dalla più blasonata alla grafica di paese, ogni “creativo” scrive una mission una vision una disciplina. La verità è che l’etica COSTA. -“Costa” anche per il singolo, certo, perchè significa costruirsi uno sguardo critico, analizzare, scegliere -Ma qui parliamo di agenzie, di aziende, di compravendita, di servizi: di mercato. E qui ogni cosa ha un suo costo. Rifiutare un cliente ha un costo, rifiutare un tipo di comunicazione ha un costo, vendere o non vendere, vincere o perdere. Questo è il gioco.L’etica esiste nel momento in cui è disponibile una fetta nel mercato che la può sostenere. Un prodotto di massa, un prodotto destinato al maggior numero possibile di persone, difficilmente potrà comprendere una visione etica del mondo, perchè difficilmente tutti condivideranno quello stesso mondo. Dunque l’etica nel mercato ha un costo, e spesso si colloca in settori contenuti, a volte elitari.Le uniche scelte possibili sono quelle individuali. L’unica etica possibile è quella individuale.La “massa democratica” – quella che conosciamo – è come la comunicazione: un blob inglobante che prende dentro tutto, annullando ogni differenza, ogni voce, ogni etica.

  • Eliminare quel tipo di pubblicità è invece più che possibile, anzi è certo. Perché un azienda che produce ottimi prodotti dovrebbe spendere soldi e risorse in qualcosa che rende meno (la pubblicità) quando può spenderle nel miglioramento del prodotto e quindi avere pubblicità gratis?!? Oggi ovviamente non è possibile una cosa del genere, il nostro stile di vita è ancora troppo basato sulla fiducia delle grandi persone selezionate più che delle grandi masse selezionate.Ma sicuramente in futuro, quando si annulleranno le distanze e l’informazione sarà più 2.0 allora l’unica pubblicità realmente redditizia sarà la reputazione. Un po’ come avviene in questi giorni per Mozzilla…

  • Io resto della mia idea che la massa sia inaddomesticabile… e in questa sua refratterietà sta la sua forza. Non è sempre bello sentirsi aristocratici e dire che non abbiamo nulla a che fare con la massa. Noi siamo entrambe le cose. La massa è il nostro corpo sociale. E con poche sollecitazioni, seguendo la teoria del caos (quella del battito di farfalla che scatena tempeste) può cambiare il corso degli eventi… Avete mai visto i movimenti delle persone dall’alto? Sono come formichine, come rondini nel cielo, come particelle elementari… Meraviglioso spettacolo.Ho scritto altre cose sulla massa nei post sul mio blog: in “Elogio della massa” e “Chi siamo?”…Claudio ha ragione, credo, a sottolineare il valore degli individui nella massa… Insomma, stiamo preparando una tempesta con movimenti minimi…Riguardo al sesso nelle pubblicità… Meglio farlo per davvero.Anche se Ana Beatriz Barros… merita una sbirciatina… 😉

  • Grandissimo bioblu, anche tu sei un ottimo pubblicitario!! Ma almeno con finalita’ positive 🙂 Se avessi una TV ti farei subito un contratto come presentatore sei troppo telegenico 🙂

  • Un oggetto MOLTO UTILE è il vecchio salvadanaio non so se qualcuno se ne ricorda della sua esistenza! Conosco ragazzi mantenuti dalle famiglie , loro consumano come una Ferrari e mi criticano se faccio 200 metri in bicicletta mentre loro vizi e ecc i soldi non gli bastano mai , se metti via due soldi ti dicono di essere un spilorcio 🙁

  • AMEN;felice d essere stato il 100°votante! All inferno Merdiaset e la rai che hanno creato la vera fame;il 35-50% del prezzo d un prodotto reclamizzato in tv, e’dovuto solo ai ricarichi pubblicitari! la PAGHIAMO NOI! altro che canone; ogni anno sono migliaia d euro! tutto questo schifo comincio’28anni fa con l arrivo di canale5,e la gente oltre a cacare soldi,inizio’a diventare sempre piu’ stupida ed ignorante;lo dice l Unione Europea! questo siamo oggi(noi ITTAGLIANI);stupidi ignoranti e poveri

  • Bellissimo video Bravo!i creativi hanno le loro colpe e in un certo senso fanno quello che hanno fatto per secoli pittori e scultori ,rappresentando immagini per cosi dire (ripulite)di cricefissioni e simili.penso che tanto faccia anche la qualità dei programmi che ospitano gli spot,che spesso preferisco hai programmi,che sono tutti o quasi veramente penosi e avvilenti.GRANDE BYO MI SEI PIACIUTO UN SACCO.E poi volevo dire anche la mia a proposito di quello che dici eD “ECCEZIONALMENTE” proponi nel tuo video.penso che se continui cosi finirai per inventarti qualche cosa di intellettualmente importante, EVOLUTO .SONO CON TE PER QUANTO POSSO.CIAO (SAPIENS) p.S di questi tempi la parola filosofo non va proprio.

  • OGGI,il problema della TV come supporter unico,della “Societa’dei Consumi”, e’relativo; oggi la TV sta’facendo di peggio! Proggetto di DEMENZIALIZZAZIONE delle MASSE, con programmi tv globali, che incitano al nosense,alla violenza(spiegando come realizzarla),al satanismo,che e’ alla base d ogni Multinazionale che oggi conta piu’di politici e governi”democratici”e dittatori! cercate il doc.:-THE CORPORATIONS-, e su YT : 666 Codici a Barre, 666 nei Loghi delle Multinazionali,Messaggi subliminali

  • A proposito di debiti dei nonnetti, conosci il prestito vitalizio (vedi Euvis)?se hai più di 65 anni (se hai un piede nella fossa è meglio)ed hai una casa di proprietà, loro te la ipotecano dandoti 1/3 del suo valore; non paghi rate ma, se vuoi estinguere, dovrai restituire non il capitale e gli interessi maturati ma tutto il montante, ossia anche gli interessi sugli interessi!se muori prima?i tuoi eredi restano senza casa, a meno che non vogliano restituire loro il montante! Ah..dimenticavo, il prestito ti viene concesso a prescindere dal tuo reddito…e non firmi solo un contratto di finanziamento ma un vero mandato a vendere post mortem..sempre che i tuoi cari ( dopo averti bestemmiato ) non decidano di pagare tutto…

  • A proposito di debiti dei nonnetti, conosci il prestito vitalizio (vedi Euvis)?se hai più di 65 anni (se hai un piede nella fossa è meglio)ed hai una casa di proprietà, loro te la ipotecano dandoti 1/3 del suo valore; non paghi rate ma, se vuoi estinguere, dovrai restituire non il capitale e gli interessi maturati ma tutto il montante, ossia anche gli interessi sugli interessi!se muori prima?i tuoi eredi restano senza casa, a meno che non vogliano restituire loro il montante! Ah..dimenticavo, il prestito ti viene concesso a prescindere dal tuo reddito…e non firmi solo un contratto di finanziamento ma un vero mandato a vendere post mortem..sempre che i tuoi cari ( dopo averti bestemmiato ) non decidano di pagare tutto…

  • quindi in teoria i facinorosi del g8 di genova del 2001 che davano fuoco all esterno delle banche,non erano poi tanto lontano dalla “ragione”?! oggi bisogna bruciare i banchieri prima che loro brucino tutti noi!

  • con quello non si ottiene nulla, senza contare che sono posizioni violente, comunque perdenti da qualsiasi punto di vista le si veda.Ci sono mezzi meno cruenti e più efficaci.Ritirare collettivamente i risparmi, per esempio.

  • Ciao !Ti scrivo perché mi hai colpito.Sono iscritto ai tuoi video su Utube.Sono d’accordo con gli argomenti che tratti, fai un lavoro encomiabile.Ma mi viene un brivido molte volte che fai una proposta.Ad esempio per la pubblicità un gazzettino con i nuovi prodotti, nuovi sistemi di comunicazione, un telegiornale diverso fatto dagli utenti, sono tutte idee meravigliose.Ti vorrei dire però che trovo tutta questa cosa un po’ pericolosa.Primo, perché Utube è un canale difficile da gestire, all’inizio compaiono i commenti di quelli che sono d’accordo, poi quelli che non lo sono, poi i botta e risposta e le offese, poi i saluti e gli scherzi tra amici, intervallati da quelli che si mettono in mostra su un canale molto visitato.Si rischia che molto fumo copra l’arrosto.Poi, in un attimo se spari una cazzata ti giochi tutta la credibilità.Per esempio se un comico prendesse in giro il piglio serio e drammatico con cui commenti i tuoi video, in un attimo devierebbe l’attenzione (che è peggio che distoglierla) dagli argomenti trattati.Anch’io spesso mi accorgo di questa distrazione latente, da un lato tu che parli, dall’altro la musica che talvolta giustamente drammatizza, altre volte distrae.Te lo dico da musicista e quindi forse il mio parere è di parte perché sono facilmente distraibile dalla musica.Inoltre, parli di voler coinvolgere, ma purtroppo penso che farai fatica a coinvolgere con una credibilità costruita esclusivamente su utube.Vedila un attimo dal nostro punto di vista di visitatori. Chi è questo tipo con un bel timbro di voce, la faccia da buono e simpatica, che snocciola argomenti largamente condivisibili e contro la corrente mediatica ?Per noi potresti essere anche un distrattore di massa, uno che prima o poi si farà corrompere, uno messo lì dalle multinazionali o proprio da Berlusca per convogliare in un nulla di fatto le energie negative che covano e brontolano nella popolazione italiana.Non penso queste cose, anzi penso che tu sia onesto e coraggioso, ma chiunque potrebbe pensare male di te perché non parti da una credibilità esistente.Non credo che la gente possa credere ad una credibilità nata solo su internet perché nell’immaginario di molti internet ha l’impatto di una televendita.Proprio per il meccanismo pubblicitario che tu denunci e ormai radicato nella testa della gente, se non c’è un personaggio credibile a fare una cosa così, non può diffondersi come ipotizzi tu.Se fosse stato, ad esempio uno Iacopo Fo, un Alessandro Sortino, o un qualunque personaggio scomodo ma coerente e credibile, a fare una cosa come te, sarebbe stato comunque screditato o ignorato dai grandi media ma avrebbe fatto un botto su internet.Come ha fatto per esempio Beppe Grillo che ha fatto il passaggio comicità => comicità di denuncia (acquisendo credibilità) => denuncia al posto della comicità (rinunciando anche a comparire in tv) => impegno (vogliamo chiamarlo sociale ?).Per questo lui ora è credibile, molto visitato e molto seguito, al punto da poter organizzare i vday.Quando guardo i tuoi video, provo come al solito ribrezzo sugli argomenti che ormai sono abituato a vedere (solo su internet, ovviamente, o al massimo a report o ad Annozero), ma poi, provo un sentimento contraddittorio, che sta in mezzo tra:”cacchio ha ragione, non l’avevo mai vista da qst punto di vista””speriamo che qst video lo vedano tutti” (e lo inoltro)”questo mi inquieta ma non vedo soluzioni””la soluzione di byoblu è interessante””prima o poi succede qualcosa tipo gli bloccano l’accesso a internet””prima o poi si interessa a lui qualcuno che lo corrompe, oscura, intimidisce””utopie””speriamo che si muova qualcosa”.Insomma sono un po’ tirato tra vari sentimenti.Non sono d’accordo con te su un punto.Penso che il sistema che c’è non vada completamente sovvertito.Sono d’accordo che bisogna metterci a capo persone degne, ma realizzato questo il sistema è buono.Nei sistemi che proponi tu non vedo molto autocontrollo, li vedo facilmente attaccabili e corrompibili, facilmente squilibrabili.Ad esempio se tu adesso metti su uno staff, e nel tuo staff ci sono persone capaci e che sanno parlare, organizzare e pensare, ti troverai da un lato che vengono fuori idee che non condividi, e dall’altro creerai inevitabilmente distanza dalla gente.Come pensi di risolverlo ? Come puoi ascoltare tutti ? Come puoi dare delle priorità ?Hai bisogno di un sistema di governo sin da adesso.Se lo crei tu, che non so quanto sia dentro le dinamiche di come si crea un’ipotesi di governo e di stato, devi fare una gran fatica, e basta che non conosci una sola dinamica di “come vanno queste cose”, che la tua idea generale traballa tutta, se no ti affidi a chi sa fare, che però non necessariamente ha ideali forti e retti e puri come i tuoi !Quindi ti chiedo: tu vuoi fare qualcosa, dicci in un video cos’è, come intendi fare, e soprattutto cosa vorresti fare e come vuoi organizzarti nel caso tu faccia effettivamente il botto, e realizzi diciamo una visibilità come il sito di beppe grillo.Penso che tanti prima di appoggiarti vogliano sentirsi dire queste cose.Con affetto, bravo !Mario Lipparini (arpista)

  • Dimenticavo: credo sia possibile diffondere due antidoti contro la pubblicità:1) il messaggio segreto sotto ogni pubblicità è: “non puoi più vivere bene senza questo prodotto: ne hai bisogno”. No. Io non ho nuovi bisogni. Passo già abbastanza tempo a risolvere i vecchi bisogni.2) Gustarsi le cose. Mangiare lentamente. Gustarsi le cose che abbiamo. Aggiustiamo quello che si rompe. Leggiamo le istruzioni. Solo le cose da frigo scadono, gli oggetti in genere no, i libri, le cose elettroniche, meccaniche. Usiamole con cura e ripariamole. Se io mi gusto e uso a fondo e VIVO quello che ho, desidererò meno, e sarò + felice. Non mi lascerò dire da uno che il mio cell, il mio PC, la mia macchina non mi può più rendere felice perché manca di qualcosa. Io voglio gustarmeli finché non cadono a pezzi come l’auto dei Blues Brothers.Ciao M

  • Dimenticavo: credo sia possibile diffondere due antidoti contro la pubblicità:1) il messaggio segreto sotto ogni pubblicità è: “non puoi più vivere bene senza questo prodotto: ne hai bisogno”. No. Io non ho nuovi bisogni. Passo già abbastanza tempo a risolvere i vecchi bisogni.2) Gustarsi le cose. Mangiare lentamente. Gustarsi le cose che abbiamo. Aggiustiamo quello che si rompe. Leggiamo le istruzioni. Solo le cose da frigo scadono, gli oggetti in genere no, i libri, le cose elettroniche, meccaniche. Usiamole con cura e ripariamole. Se io mi gusto e uso a fondo e VIVO quello che ho, desidererò meno, e sarò + felice. Non mi lascerò dire da uno che il mio cell, il mio PC, la mia macchina non mi può più rendere felice perché manca di qualcosa. Io voglio gustarmeli finché non cadono a pezzi come l’auto dei Blues Brothers.Ciao M

  • Dimenticavo: credo sia possibile diffondere due antidoti contro la pubblicità:1) il messaggio segreto sotto ogni pubblicità è: “non puoi più vivere bene senza questo prodotto: ne hai bisogno”. No. Io non ho nuovi bisogni. Passo già abbastanza tempo a risolvere i vecchi bisogni.2) Gustarsi le cose. Mangiare lentamente. Gustarsi le cose che abbiamo. Aggiustiamo quello che si rompe. Leggiamo le istruzioni. Solo le cose da frigo scadono, gli oggetti in genere no, i libri, le cose elettroniche, meccaniche. Usiamole con cura e ripariamole. Se io mi gusto e uso a fondo e VIVO quello che ho, desidererò meno, e sarò + felice. Non mi lascerò dire da uno che il mio cell, il mio PC, la mia macchina non mi può più rendere felice perché manca di qualcosa. Io voglio gustarmeli finché non cadono a pezzi come l’auto dei Blues Brothers.Ciao M

  • Ma uno come fa a sapere che una persona che raccomanda il prodotto non viene pagata per dirlo? Come si fa a essere certi che quella persona che sta parlandodice la verità o no? Il problema della credibilità torna sempre, non lo risolvi…

  • Il sistema così come lo conosciamo COLLASSERA’ su se stesso. Il motto delle imprese oggi è l’innovazione continua:un cane che si morde la coda. In pratica se non vuoi uscire dal mercato devi proporre sempre prodotti nuovi e supportarli con la pubblicità. (Ci fate caso che non tutti i prodotti sono pubblicizzati… è un costo neccessario solo in settori “instabili”). Così ecco l’anomalia:il cell. lo cambi sempre, la tv nuova è subito vecchia,idem pc, scarpe,vestiti(moda?!)…compracompracompra…

  • Ciao, mi chiamo Laura e sono una creativa, una designer della comuncazione. Premetto che nel mio lavoro la pubblicità è ciò che mi piace meno, preferisco lavorare in rete. Bisogna anche dire che la pubblicità è la punta di un iceberg, sotto l’acqua ci sono il marketing e l’economia. Detto questo mi sembra assurdo demonizzare la pubblicità che in realtà è apertamente falsa e palesemente tendenziosa. A parte il fatto che ritengo le persone in grado di “difendersi” da ciò che è un messaggio chiaro ed esplicito di promozione di un prodotto, trovo molto più grave che sia un telegiornale a dare input di acquisto o a promuovere determinati atteggiamenti o consumi, semplicemente perché é subdolo. Inoltre ci sono pubblicità e pubblicità, a volte sono divertenti e ci fanno sorridere. Pensate al Carosello: se oggi siamo intolleranti non è certo perché si tratta di una cosa nuova, è che è fatta peggio ed è tartassante. C’è poco spazio qui per fare un discorso ben articolato su questo argomento, ma spero di avervi dato almeno degli spunti di riflessione.

  • Laura, sono d’accordo con te sul fatto che è molto più grave quando i telegiornali fanno pubblicità mascherata da notizia. Non concordo sul fatto che le persone siano in grado di “difendersi” soprattutto i più deboli in particolare i bambini che assorbono tutto e imitano tutto. Sono stati recentemente scoperti dei meccanismi cerebrali che spiegano come possiamo essere condizionati vedi:http://www.torinoscienza.it/dossier/apri?obj_id=12025

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