Una domanda per Piero Angela

Sono a tutti molto grato di esser stato consultato per me il caso è lampante costui è solo un commediante

 
Piero Angela, Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana (26 maggio 2004), Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte (2 marzo 1999), Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana (30 maggio 2001). Giornalista, ex conduttore TG1 e TG2. Fondatore del CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, nato per promuovere un’atteggiamento di spirito critico, ma accusato di integralismo scientistico.
Spirito critico non significa criticare nel senso popolare del termine. Vuol dire avviare una dialettica di confronto e di verifica avulsa da pregiudizi. A Piero Papera, conduttore di SuperQuack a Paperopoli, questa definizione interessa fino a un certo punto. Precisamente, fino a quando non si pestano i piedi all’establishment della corte di scienziati, certificati con marca da bollo, dotti, medici e sapienti.
Ieri sera SuperQuark ha mandato in onda uno speciale sul terremoto. Ecco le frasi salienti che hanno usato per liquidare Giuliani.

  1. «Le previsioni di Giuliani erano sbagliate. Ma allora, perché tanta attenzione?»
  2. «Secondo gli scienziati, invece…»

Nella prima si afferma perentoriamente, senza addentrarsi nei fatti, che il sistema di Giuliani non funziona. Nella seconda si traccia implicitamente un netto distinguo tra la classe degli scienziati e quella cui appartiene Giampaolo Giuliani. Se non è uno scienziato, allora che cos’è? Un ciarlatano.
Ho visto con i miei occhi scienziati russi e scienziati della NASA – italiani per il momento no – intessere un profittevole percorso di collaborazione, scambiarsi dati, verificare le molte convergenze, estendere l’ambito della ricerca verso nuovi promettenti orizzonti. Ho visto inviati speciali delle televisioni americane, australiane, inglesi, russe compiere un lungo viaggio per venire a intervistare uno sconosciuto ricercatore del Gran Sasso. Piero Papera si chiede il perchè di tanta attenzione, ma non ha fatto pochi chilometri per venire a chiedeglielo di persona. In compenso, ha perso un quarto d’ora per farci vedere un giocattolo per bambini deficienti che ha finalmente chiarito senza ombra di dubbio che se tiro indefinitamente qualcosa, prima o poi questo qualcosa si rompe, e che se appoggio un modellino fragile su un supporto e gli do uno scossone, il modellino si rompe. Grazie Piero, adesso ne sappiamo di più.
Tuttavia io lo capisco, Piero Papera. A una certa età è difficile mettersi in discussione. Soprattutto quando uno ha speso una vita  per intessere una rete di conoscenze e di potere che da quasi trent’anni gli fruttano il monopolio pressoché totale della divulgazione scientifica a Paperopoli.
A Piero, l’integralista scientistico per eccellenza, pongo un quesito di natura prettamente scientifica, cui non dovrebbe avere difficoltà a rispondere.
 

 

Quante probabilità ci sono che, fra tutti i maschi adulti italiani con un bagaglio di studi scientifici alle spalle e dotati di buona padronanza delle tecniche di comunicazione, il migliore sia proprio tale Alberto Angela, cui la nostra televisione di stato ha proditoriamente affidato l’eredità del tuo ruolo? Se rispondi che le probabilità sono molto alte, allora non conosci neppure le basi della statistica, quelle che si insegnano alle medie superiori, e hai occupato per trent’anni una posizione che sarebbe stata meglio ricoperta da qualcun altro.
Se rispondi che le probabilità sono scarse o nulle, allora dimostri di essere competente, ma anche di avere favorito tuo figlio a scapito della qualità del servizio pubblico.

 

 

98 commenti

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  •  Eccezionale , come sempre. Il Messorismo  è  energia  pura, magnetica,  che non si disperde  per la sua facilità di comprensione  e attitudine alla Verità senza compromessi. W Claudio, Forza  Messora..! 
    Buon Proseguimento 
  • Ciao. Ora che la scuola è quasi finita (sperando che non lo sia per sempre, visto che son precaria), ho un sacco di post in arretrato. Sarà una proficua lettura vacanziera.
    Per il mondo accademico Giuliani non può essere scienziato per almeno due motivi: non è laureato (quindi per default non è un ricercatore); non ha fatto specifiche pubblicazioni su giornali o siti scientifici tali da sottoporre le proprie idee alla comunità scientifica, così come il classico "metodo sperimentale" richiede.
    Sulla prima questione inorridisco: c’è un sacco di gente titolata che non vale un ombrello. Per la seconda, invece, appoggio e ripropongo quanto avevo già suggerito: aprire un sito con tutte le sue ricerche (metodi, strumentazioni, risultati) e sottoporli al web. Chiunque ne abbia la possibilità, può riprenderle, verificarle, ampliarle, modificarle, insomma lavorarci su. A volte è meglio ricordare che la relatività di Einstein o la radio di Marconi sono frutto degli studi di un singolo uomo, ma è l’apertura a tutti gli scienziati del mondo che ha concesso loro l’ampia utilizzazione ed i successivi sviluppi tecnici.
    Proponiamolo a Giuliani. Mi offro (aggratis) come matematico.
     
     
  • Indipendentemente dal fatto che sia laureato o meno, poco importa. Un gran numero di scoperte sono nate per caso o per sbaglio.  Piero Angela deve farsi un bel ripasso di storia. Non conta l’esperienza o il grado culturale di colui che scopre o inventa. Conta la qualità della scoperta o la funzionalità dell’invenzione (a parere mio). A maggior ragione se implica la vita delle persone.
    • Provo a dare un ordine alle domande.
       
       
      1) Data per appurata la tettonica a zolle e che il decadimento radioattivo é indipendente dalla pressione, vorrei sapere cosa, almeno in teoria, giustifica l’aumento di concentrazione del Radon.
       
       
      2) Ho letto che alcune sue macchine hanno raggio di azione di 150Km altre di 80Km. Da cosa dipende la differenza visto che il decadimento analizzato avviene in pochi metri.
       
       
      3) Prendiamo in esame il sistema chiuso (cavità sotterranea) dove il sensore é collocato. Ora questo sistema avrà una radioattività media che chiameremo Rm. Un qualsiasi contatore geiger sarebbe in grado di analizzare la radioattività all’istante x che chiameremo Rt (t di tempo). Ora se Rt >> Rm significa che un elemento radioattivo ha aumentato radicalmente la sua concentrazione. Se chiamiamo quindi Rd la radioattività causata dal Radon, avremo per certo che (Rt-Rm) >= Rd.
      In soldoni, analizzando la radiazione totale istante per istante e considerando la radiazione media come un "disturbo di fondo" qualsiasi picco sarebbe allarmante, e basterebbe un geiger da poche centinaia di euro, senza schermature in piombo.
       
       
      4) Da dove vengono i raggi gamma che analizza (altri hanno sicuramente approfondito la questione meglio di me).
       
       
      5) Come mai un gas come il radon aumenta di concentrazione, mentre altri gas anche più abbondanti all’interno della crosta terrestre non lo fanno?
       
       
      6) Questa magari è opinabile, ma per me è importante. Io credo che chiunque scopra una tecnologia in grado di salvare delle vite dovrebbe "accontentarsi" della fama (e dei benefici che ne derivano) e non parlare di industrializzazione e vendite. Ora per motivi economici (protezione del copyright) il sig Giuliani sta mantenendo il più stretto riserbo su questa macchina, rallentandone lo sviluppo (per ora fatto solo dal team di Giuliani), invece che diffondere le specifiche moltiplicando esponenzialmente i possibili test e sviluppi. Supponiamo per un momento che abbia ragione e che fra qualche anno la sua macchina venga prodotta e utilizzata su larga scala, sicuramente sarebbe un uomo ricco, ma con sulla coscienza tutti i morti che avrebbe potuto evitare.
       
      Per ora mi vengono in mente queste.
       
  • Io non so se Giuliani abbia ragione o abbia torto. Molto più probabilmente il suo filone è semplicemente molto promettente e andrebbe sviluppato con tutto il supporto aperto e dialogante della comunità scientifica. Purtroppo vi sono molti interessi da tutelare dai quali nascono goffi tentativi di insabbiamento e screditamento.
    Da una trasmissione di divulgazione e di informazione scientifica come quella di Piero Angela, mi sarei aspettato un approfondimento, un’intervista, la presentazione di una teoria, sicuramente senza conclusioni, ma lasciando allo spettatore, che non è un bambino, la possibilità di farsi un’idea.
    Quello che io combatto è questo stato mediatico censorio che tutela l’establishment e decide cosa vada riferito al pubblico e cosa no. Finchè Giuliani non se lo filerà nessuno, finchè ci saranno trasmissioni come quella di ieri sera che liquidano una materia complessa con poche lapidarie frasi, io sarò qui a dargli voce.
     
  • Nel ringraziare per il post interessante di oggi, desidero comunicare che ho approfittato dell’indirizzo email messo a disposizione da byoblu per indirizzare diversa comunicazione – che segue immediatamente, al Sig. Piero Angela:
     
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    Gentile Piero Angela,

     
    Apprendo dall’odierno post di Byoblu https://www.byoblu.com/post/2009/06/24/Una-domanda-per-Piero-Angela.aspx che Ella, durante edizione di SuperQuark di ieri, avrebbe, in un servizio speciale sul terremoto, utilizzato le sequenti frasi salienti per liquidare la persona e la teoria di Giampaolo Giuliani.
     
    «Le previsioni di Giuliani erano sbagliate. Ma allora, perché tanta attenzione?»
    «Secondo gli scienziati, invece…»
     
    Le chiedo se può confermare la correttezza dell’ipotesi interpretativa secondo cui si attribuirebbe a tale passaggio il significato di una linea editoriale di Superquark secondo la quale Giuliani non sarebbe uno scienziato ovvero il suo metodo (sul quale si sta tuttora dibattendo) non sarebbe scientifico.
     
    Nel caso di risposta affermativa Le chiedo se può brevemente dimostrare con le evidenze proprie della Scienza il perché Giuliani non sarebbe uno scienziato ovvero il suo metodo (sul quale si sta tuttora dibattendo) non sarebbe scientifico.
     
    La ringrazio anticipatamente per la Sua cortesia e Le porgo cordiali saluti,
     
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  • Non sarà che Giuliani rappresenta la Stanligrado di questo blog ?
    Per Hitler era di vitale importanza non cedere la città sovietica pena la caduta del suo "impero"
    Difendere Giuliani ad ogni costo anche contro le evidenze pena un "leggero decadimento" di credinbilità mi pare questa la strategia adottata. 
     
     
    • Io non sono una scienziata e non sono in grado, attualmente, di stabilire se le teorie del sig. Giuliani sono esatte. Il fatto che nell’informazione tradizionale si senta una sola versione mi puzza di bruciato. Inoltre sentire la versione di Giuliani mi permette di riflettere, ma di certo non mi ha indottrinato!
  • Piergiorgio ha scritto il 24 giugno 2009 alle 19.50

     
     
    Se così fosse, il principio che dovrebbe essere dietro il supposto funzionamento della "scatola", porterebbe Giampaolo Giuliani ad un passo dalla "materia oscura", attraverso una correlazione quantistica da Nobel.
     
     
     
    … no.
    forse è qualcosa di molto più semplice.
    Le scatole sono di piombo… e il radon per un pò diventa piombo… chissà.
  • Allora, con la dovuta umiltà propria dei profani intenzionati a capire,

     
    vediamo se è possibile parlare dell’argomento proposto da topo.ruggente in maniera divulgativa e comprensibile a tutti, visto che questo non è un forum scientifico, ma i chiarimenti sono uno dei suoi scopi.
    Prego gli esperti di astenersi da discussioni eccessivamente distanti dalla gradualità che intendo proporre ma di farsi critici, mediatori ed interpreti dei contenuti sottostanti
     
    NOZIONE 1
    Il Radon , simbolo Rn, è un elemento chimico che ha un numero atomico (Z) 86, cioè ha 86 protoni. E’ presente in più isotopi che hanno lo stesso numero atomico ma differenti numeri di massa (A), cioè un diverso numero di nucleoni (protoni e neutroni globalmente considerati). Ciò significa che ci sono "tanti" Radon i quali, pur avendo analogo comportamento chimico conferito da Z, poiché differiscono quanto al numero di neutroni, sono anche di diverso peso atomico (è chiaro che se un atomo, a parità di protoni, contiene più neutroni, pesa anche di più) ed hanno quindi un diverso comportamento fisico. L’isotopo per antonomasia del Radon possiede un numero di massa A = 222 (contiene cioè 86 protoni e 134 neutroni) ed è in generale l’isotopo più pesante del Radon. E’ indicato con la notazione 222Rn
     
    NOZIONE 2
    Il Radon non è un elemento chimico stabile (pur essendo un gas nobile). Non lo è a monte e non lo è a valle come tutti gli elementi radiottivi. Esso sta, per l’ appunto, all’interno di una catena di decadimento di elementi radioattivi, che origina dall’Uranio, passa dal suo ascendente immediato – il Radio – e sfocia nel suo immediato discendente – il Polonio e – successivamente nel Bismuto.
    In particolare il Radon 222 proviene dal Radio 226 ed è destinato a divenire Polonio 218.
    Al riguardo, richiamo brevemente lo schema indicato da topo.ruggente qualche post sopra
    Un elemento radioattivo decade in altro elemento, essendo interessato da un “alleggerimento” del nucleo. Ciò avviene secondo un tempo di dimezzamento detto anche emivita (mezza vita), che misura quanto tempo deve trascorrere perché la metà dell’elemento considerato si trasformi nel nuovo elemento più leggero. Il tempo di dimezzamento è costante per ogni isotopo.
    In particolare, diremo allora circoscrivendo la nostra analisi, che con riguardo al Radon 222:
    – il padre radiottivo, il Radio 226, ci mette circa 1.600 anni dalla sua nascita perché la metà di esso si trasformi per decadimento a Radon 222
    – il figlio radioattivo, il Polonio 218, si forma decadimento a Radon 222 che si compie in circa 3, 8 giorni dalla nascita di quest’ultimo.
     
    NOZIONE 3:
    Ci sono tre tipi di decadimento radioattivo:
    1. decadimento alfa
    2. decadimento beta
    3. decadimento gamma
     
    La catena di decadimento in cui il Radon è inserito è di tipo alfa.
    Questo giustifica il quesito ed il dubbio di topo.ruggente circa l’emissione di raggi gamma che si evince dal ragionamento di Giuliani, a cui commendevolmente (anche se, devo dire, in maniera non sufficientemente eloquente – almeno per i miei livelli di cognizioni), focaccia tenta di rispondere, introducendo un tipo di decadimento beta – precisamente beta negativo – che è all’origine di emissione di un fotone gamma (http://www-news.uchicago.edu/fermi/Group25/DECADIMENTO%20BETA.htm).
     
    Se questa cornice introduttiva è corretta, Vi pregherei di proseguire cercando di fare in modo che tutti possano seguire i vostri ragionamenti.
     
    Chiederei innanzitutto una breve precisazione: perché il Radon non proviene dal suo successore atomico – il Francio (Z=87) e non decade nel suo antecedente – l’astato (Z=85). Intendo dire: mi sono portato dietro una sorta di preconcetto, per cui il decadimento dovrebbe avvenire “un protone alla volta” ma è certo che le cosa stanno in maniera diversa e più complessa. E’ possibile fare una semplificazione, anche se imprecisa e non rigorosa?
     
     
    Grazie anticipate per la vostra collaborazione, di cui non dubito,
    cs
     
  • Grande Claudio!!! Ho pensato esattamente le stesse identiche cose ieri sera ed ho spento disperata ed incazzata. Non vedevo l’ora di sentire un vero speciale scientifico sul terremoto, ed invece ho sentito soltanto una lezioncina demenziale nemmeno da libro di scuola elementare. Ci sono ricaduta ancora una volta. Per non parlare del merito dato all’Ingv di aver finalmente trovato il modo di prevedere la magnitudo delle scosse tramite una formula matematica, le avrebbero indovinate tutte quelle di assestamento dopo il 6 Aprile secondo loro. E Giuliani allora? Lui ne ha le prove se non mi sbaglio. Che schifo… non guardo mai Mediaset, adesso ho deciso che non guarderò mai più la TV, per non dare potere alla dittatura. Tanto ci sei tu che dai molti argomenti interessanti e soprattutto reali. Sei forte!!!
    • Grazie, NLC,
      intanto la tua risposta sembra rispondere anche al mio quesito finale. Se le particelle alfa sono formate da 2 protoni e 2 neutroni, mi spiego come ogni decadimento faccia diminuire Z di 2 e non di 1. Veramente mancherebbero però, rispetto agli isotopi considerati e ai loro A (226->222->218) un paio di neutroni. Due sono persi con l’emissione della particella alfa. E gli altri 2 che fine fanno?
    • Il problema è
      222Rn
      Dimezzamento in 3,8gg con emissione alpha
      218Po
      Dimezzamento in 3,1 mesi con emissione alpha
      214Pb
       
      o eventualmente
      218Po
      Dimezzamento in 3,1 mesi con emissione
      beta- 218At
      Dimezzamento in 1,6 sec con emissione
      alpha 124Bi beta 218Rn
      Sottolineo eventualmente perchè questa radiazione è osservabile solo in laboratorio per effetto di applicazione di alte energie.
    • Ho ricontrollato, tutto quaglia, non mancano neutroni ai mie conti come erroneamente mi era apparso nel mio intervento immediatamente precedente.
      La perdità di una particella alfa (corrispondente ad un nucleo di Elio4: 2 protoni e 2 neutroni) spiega perfettamente il decadimento degli elementi padri nei corrispondenti figli.
      Ogni decadimento alfa fa perdere ai padri 2 (protoni) in numero atomico e 4 (nucleoni, cioè protoni+neutroni) in massa atomica.
       
      Ricapitolando:
      – 226Ra (Z=88; A=226)
      decade alfa (perdendo una particella alfa: 2 protoni e 2 neutroni) in
      – 222Rn (Z=86; A=222)
      decade alfa in (perdendo una particella alfa: 2 protoni e 2 neutroni) in

      – 218Po (Z=84; A=218)
       
      Il mio quesito è pienamente soddisfatto.
       
       
       
  • Claudio eri sintonizzato anche tu sulla trasmissione o l’hai vista registrata?
     
    Non so se sia il caso ma mi sarebbe piaciuta metterla in rete per criticare il servizio…..
     
     
    Per quanto riguarda la lettera precompilata che hai proposto, più che criticare la spintarella del figlio, io avrei cercato (forse senza esito) di fare pressione affichè il Piero ritornasse sull’argomento nelle successive puntate coinvolgendo Giuliani in un minimo di contraddittorio scientifico…. almeno Vespa lo ha fatto parlare in TV (blhob.. mi viene da vomitare….)
     
    comunque grazie per aver trattato l’argomento!
     
  • Voglio ricordare che Piero Angela qualche anno fa, sempre all’interno di Quark, dedicò ampio spazio a quella che sembrava essere l’idea rivoluzionaria del momento, il motore ad aria compressa inventata dall’ingegnere Guy Negre. La cosa si è poi rivelata una bufala ma il signor Angela non mi risulta abbia mai trasmesso successivamente un servizio che ristabilisse la verità su questa notizia. Ciò che la dice lunga circa l’attendibilità di certi divulgatori.
  • Caro Claudio,
    ho dato il mio voto al blog di Travaglio.
    Ma se continui cosi, il prossimo anno il voto e’ per te.
    Nel frattempo ho fatto molta pubblicita’ al tuo blog.
    Grande,
    ciao
  •  
    I giudizi di Piero Papera su Giuliani me li sono persi, ma visti i suoi precedenti riguardo terapie alternative non mi stupisco di questo suo ultimo siparietto. Ci sarebbe anche da domandare a P.P. perché, a parte i vari Veronesi della situazione, non inviti mai medici radiati dall’albo (vedi Dr Nacci, Hamer etc) o altri esperti come il Dr Zora immunologo, che alla fine si è trasferito in Svizzera. Ci sarebbe anche da chiedere a Paperogo perché; difende con tanto fervore le lobby mediche e farmaceutiche. Vogliamo parlare dei danni che sta facendo l’ultimo ritrovato della scienza “il vaccino per l’HPV”? In alcune scuole elementari e medie sono stati dati dei volantini “pubblicità e progresso” a dir poco mistificatori, incitando i genitori a vaccinare le loro figlie. E la maggioranza vaccina bambine ed adolescenti sane, io ne ho “salvata qualcuna”; parlando, facendo leggere cose diverse da quelle che ci propinano, ma quanti stanno suicidandosi convinti di fare il proprio bene e quello dei propri cari?! Troppi.
    Chiediamo pure a Paperogo di parlare dei carrier presenti nei vaccini e delle conseguenze iatrogene immediate e non. Chiediamo a Paperogo come è stata condotta la sperimentazione del metodo DiBella (se andate su http://www.disinformazione.it vi potete documentare personalmente, e se sapete l’inglese sui siti americani potete trovare una marea di informazioni su terapie non allopatiche per diverse patologie).
    Chiediamo a Paperogo del vaccino sull’epatite B, diventato praticamente obbligatorio e sul fatto che circa nel 1996 sul Messggero uscì un trafiletto sulla casa farmaceutica che lo ha prodotto, dicendo che il vaccino era stato fatto con emoderivati infetti. Per cui se ti aveva detto culo tuo figlio, che sicuramente era nato sano, dopo il vaccino avrebbe potuto rischiare di prendersi l’epatite o l’AIDS!! Quando lo feci vedere al pediatra di mio figlio rabbrividimmo!
    Chiediamoci perchè esistono i Paperghi, i 3 B (Berlusconi, Boschi, Bertolaso) dell’Apocalisse, le Gelmini e via dicendo.
    Soprattutto chiediamoci come mai molte persone siano ancora convinte che i suddetti operino per il bene della comunità (vabbé che nessuno è perfetto. Che errare è umano, ma quì stiamo sclerando alla grande). Quando ero giovane trovare controinformazione era difficile, io personalmente contavo solo su certe radio, ma oggi con internet non mi sembra poi così difficile avere accesso a quello che i nostri santi protettori vogliono nasconderci. Anche se ricordiamoci che l’emendamento D’Alia è passato e quindi ci aspetta un nuovo periodo di oscurantismo e di caccia alle streghe.
    SUGGERIAMO A TUTTI questi benemeriti esperti, opinionisti di seguire una bella dieta a base di prodotti rigorosamente OGM, di spararsi il maggior numero di vaccini possibile, di vivere a Colleferro (resort famoso per l’aria salubre, tutti i VIP si sono fatti le ville lì!), di farsi costruire casa da Impregilo e se non possono ambire a tanto possono sempre rivolgersi all’ingegnere Frezza (che è un creativo!). E se sfiga volle che a tutti questi benemeriti venisse una sclerosi, un cancro e che problema c’è: ricca chemio, radio o interferone a go-gò! Nel giro di 5 anni guariscono per morire all’inizio del 6.
    Ma noi, che è vero che a volte esageriamo: ci scappa qualche informazione di troppo (soprattutto Claudio che si va sempre ad impicciare di cose che non lo riguardano) e pure alcune espressioni colorite, in fondo siamo buoni e una preghierina per loro la diremo lo stesso: “SIGNORE LIBERACI DAL MALE E COSI’ SIA”.
    P.S. scusate se sono andata fuori tema, ma Piero Angela lo trovo particolarmente irritante e mi ha fatto venire in mente tante altre cose.
    Claudio ma se vinci il premio (ti ho votato) lo organizziamo un bel rave? Così ci si bevono tutti e non ci si pensa più;!
     
     
     
  • Per RIHOIR.it

     
     
    Il decadimento del piombo 214 in bismuto 214 è sicuramente di tipo beta e non alfa tant’è che A (numero di massa) rimane 214 per cui non viene emessa nessuna particella alfa mentre varia invece Z da 82 a 83(numero atomico) poichè un neutrone si trasforma in protone attuando quindi un decadimento beta negativo.
    Stesso discorso vale per il bismuto 214 quando decade in polonio 214.
    Allora cito quasi testualmente:L’energia liberata dalla trasformazione del neutrone in protone diviene energia cinetica dell’elettrone ß- (che quindi è destinato a bilanciare elettricamente il nuovo protone) e dell’antineutrino (particella priva di massa) che vengono espulsi dal nucleo e, ad eccezione dei ß emittenti puri (non è il caso del piombo 214 e del bismuto 214), rimane in parte nel nucleo provocandone l’eccitazione e la conseguente diseccitazione con emissione di un fotone gamma.
    In definitiva, un neutrone dà vita ad un protone e ad un elettrone e come resto abbiamo un neutrino ed un fotone gamma.
    • Onestamente, potrebbe essere, una spiegazione validissima, per ora la accetto come valida e per me il problema dei raggi gamma ha una risposta.
       
      Rimangono comunque altri dubbi esposti, per citarne uno …
      "Ecco allora i cubi di piombo con pareti spesse 7 cm, non 5 cm, non 10 cm, perchè probabilmente quello è il compromesso ideale per farci arrivare all’interno i raggi gamma con una energia ancora apprezzabile e schermare allo stesso tempo il tutto dalla radiazione ambientale (e dagli altri decadimenti in atto) che apporterebbe un significativo errore".
       
      Ragionamento sbagliato, la radiazione ambientale e praticamente una costante, al massimo può indurre errori di infima percentuale rispetto agli incrementi del 30% finora dichiarati.
    • Bene, anzi ottimo,

       
       
      per me il decadimento alfa Ra->Rn->Po è chiaro.
      Proseguendo nella stessa catena si ha decadimento alfa del Polonio 218 con produzione di Piombo 214 (tempo di dimezzamento) in 3,10 mesi.
      Dallo sviluppo della discussione mi è chiaro che circa gli elementi chimici considerati, è bene considerare anche il decadimento beta che in qualche caso è legato ai raggi gamma di cui Giuliani parla e di cui topo.ruggente chiede spiegazione; mi sto documentando per allinearmi ai livelli che l’ulteriore sviluppo della discussione richiede. Sto anche rileggendo attentamente i documenti che hai linkato nei tuoi commenti
      Ecco ciò che ho capito:
      1: il decadimento beta difersamente da quello alfa, non modifica il numero di massa A, mentre modifica sempre il peso atomico Z;
      2. ci sono due tipi di decadimento beta: il primo, beta –, porta un neutrone a trasformarsi in protone, con emissione di un elettrone (che è la particella ß-) e di un antineutrino; il secondo, beta +, porta un protone a trasformarsi in neutrone, con emissione di un positrone (che è la particella ß+) e di un neutrino; nel primo il numero atomico Z aumenta, nel secondo diminuisce;
       
      3. che i decadimenti beta sono pure possibili e che il decadimento beta negativo è compatibile con l’emissione di raggi gamma e con alcuni deglie lementi considerati, (elementi non ß emittenti puri – in particolare come hai esplicitato, piombo 214 e bismuto 214)
      Mi sarebbe di qualche aiuto capire il criterio con cui un elemento è considerato un ß emittente puro e che cosa ciò significa. Wikipedia mi sembra non riporti nulla. Cmq cercherò altra documentazione in proposito.
      Mi sarebbe utile anche mappare quali sono i possibili ß emittenti puri nel range degli elementi chimici interessati della cadena del decadimento che va da Radio (Z=88) al Piombo (Z=82) che dobbiamo escludere dalla possibilità di emissione di raggi gamma.
       
      Per ora grazie a te e a topo.ruggente e agli altri che sono intervenuti per gli interessanti commenti.
       
      Un saluto,
      cs
       
  • Scusate le parole in libertà…
    Spezzo anche io una lancia a sfavore di Giuliani.
    Anche se non laureata, una persona molto esperta in un campo normalmente non fa errori quando parla del proprio campo di esperienza. L’impressione che ho avuto sentendo parlare Giuliani invece è quella di una persona poco attenta a quello che dice. Ma questa è solo un’impressione ovviamente.
     
     
    Essendo ignorante in materia vorrei chiedere a chi ne sa di più la seguente cosa.
    Premessa: leggendo cosa hanno scritto Topo Ruggente e altri si deduce che raggi gamma possono aversi solo quando il radon, nel processo di decadimento, è divenuto piombo 214. In un post precedente di Topo Ruggente leggo: 222Rn, Dimezzamento in 3,8gg con emissione alpha => 218Po, Dimezzamento in 3,1 mesi con emissione alpha=>214Pb.
    Quindi il passaggio dal radon al piombo non sembrerebbe essere velocissimo.
     
     
    La domanda quindi è: qual’è il ritardo con cui Giuliani potrebbe osservare variazioni nella percentuale di radon con il suo metodo (ammesso che misuri effettivamente i fotoni emessi dal decadimento del piombo)?
    E’ un ritardo compatibile oppure no con la possibilità di prevedere terremoti nel giro di poche ore?
    • Intervento pregevolissimo, FitTizio,
      che fa emergere, sul tempo di dimezzamento del Polonio 218 un possibile errore stavolta non mio ma di Wikipedia Italia.
      Vado con prudenza, ma dopo aver letto con più attenzione l’articolo di
      focaccia
       
      noto il seguente passaggio
       
      "Giuliani in realtà, ha cercato inizialmente di autocostruirsi dei radonmetri a camera di ionizzazione per poi arrivare alla svolta spostando la sua attenzione sui passaggi successivi al decadimento del radon 222 in polonio 218.Infatti il polonio 218 ha una emivita di soli 3 minuti per decadere in piombo 214 che decade in bismuto 214 che a sua volta decade in polonio 214."
       
      Vado a verificare su Wikipedia Italia
      (tempo di dimezzamento = 3,10 mesi)
      e poi su Wikipedia
      http://en.wikipedia.org/wiki/Isotopes_of_polonium

      (half-life = 3,10(1) minutes)
       
      un tempo di dimezzamento di 3,10 minuti cambierebbe molte cose.
       
      Spero di non sbagliarmi ma vi invito a verificare sulle vostre fonti.
       
      cs
       
       
       
       
       
       
  • Per Byoblu.
    Complimenti, fai informazione di alta qualità. A tutto campo. Siccome nessuno può vantarsi di sapere tutto è normale che tu possa incappare in qualche bufala senza avere gli strumenti per accorgertene. Questa di Giuliani onestamente mi puzza molto di bruciato ma potrei sbagliare. Una di cui mi sono accorto per certo è contenuta nella video-intervista a Fernando Rossi del 19 Luglio 2008, dove il senatore parla di signoraggio. Solo che ne parla utilizzando le invenzioni e le distorsioni della realtà partorite da Pascucci, Auriti e altri. Una bufala colossale.
  • Fosse questa la prima sparata del genere di Piero Angela… non so se già seguivate Grillo qualche anno fa, ma finì per occuparsi di una puntata di Angela che faceva piedino piedino ai termivalorizzatori (alias inceneritori), puntata in cui non si menzionava minimamente la mole di ricerche iniziate da poco (e successivamente moltiplicatesi e rivelatesi non così campate per aria), ci si limitava a dire: "Sono dannosi per la salute? No, infatti li costruiscono anche in pieno centro città!"… per la serie: "L’amianto è pericoloso? No, ci fanno anche le scuole!"
     
    Le ricerche fatte sulla tossicità degli inceneritori forse non erano ancora al punto cui sono oggi, e forse non erano (tutte) state ufficialmente registrate in qualche cazzo di rivista scientifica, ma come giornalista Angela aveva il dovere di ascoltare tutte le campane, soprattutto in una materia delicata come la salute di migliaia (o milioni?) di persone, soprattutto quando l’intero ordine dei medici francese aveva chiesto alla commissione europea di interrompere l’uso di questi inceneritori (tutti cretini i medici francesi?). E che dire poi del fatto che senza sovvenzioni statali finiscono in rosso e costano più del valore dell’energia che producono?
     
    Invece nada, un bel servizietto che spiega come sia bello dar fuoco alla pattumiera sancendo di conseguenza il fallimento della raccolta differenziata… e oggi sul terremoto liquida in due parole Giuliani (che potrebbe avere torto! per carità! Ma ora come ora è una figura quanto meno da ascoltare!).
    A me Giuliani non fa impazzire, ma Angela a volte ha un modo di fare che veramente spesso del giornalismo ha ben poco.
  • Carissimi,

     
    sono entrato in questo post oggi senza altra ambizione se non quella di sempre: difendere Giuliani dell’ingiusta accusa di essere un ciarlatano, per di più mossa originariamente da una massa di principi-feudatari appartenenti al mondo dell’accademia e della politica, privi di scrupoli e intenti solo a conservare la propria posizione, i propri privilegi, i propri poteri. Costoro, desidero ricordarlo, riunitisi in pompa magna come Commissione Grandi Rischi all’Aquila il 31/03/2009 pochissimi giorni prima del sisma del 6 Aprile che tutti ricordiamo e ricorderemo, con inappuntabile rigore scientifico (e devo dire la miglior prudenza di fronte all’ignoto che dovrebbe convenire all’uomo saggio, specialmente se condottiero di popoli) alla premessa che “… la logica che governa i terremoti … non è ancora nota, e non è perciò possibile fare previsioni.", facevano seguire la logica conclusione che è “confermato che non c’e’ pericolo”, inducendo in errore i residenti abruzzesi e condannandoli in maniera imperdonabile ad una strage di 300 persone. Il prezzo per la loro incompetenza ed indifferenza.
    Oggi grazie a uno spunto offerto e proseguito da topo.ruggente, con i preziosi contributi di NLC e poi di focaccia e di FitTizio, posso dirmi soddisfatto degli approfondimenti che ho potuto condurre sull’attività di Giuliani, che mi hanno persuaso – per quanto provvisoriamente mi basta – anche della validità e meritorietà del suo lavoro.
    Ringrazio tutti per questo breve ma importante percorso di crescita.
    Desidero riassumere i documenti più significativi che mi sono stati segnalati o ho reperito in rete, nella speranza che possano essere utili anche ad altri che volessero approfondire l’argomento:
     
    Catena di decadimento dell’Uranio
     
    Particella e decadimento alfa
     
    Decadimento Beta
     
    Il sistema di misurazione Giuliani
     
    Un saluto a tutti,
    cs
     
  • ho provato a spedire la mail a piero angela ma sebra che l’ indirizzo non sia giusto, almeno così mi dice
    G mail se mi puoi aiutare a capire perchè la mail gliela mando volentieri.
    saluti Giuliano da Berlino
  • Cos’è un ricercatore? Secondo il De Mauro, può essere:

     
    "1 agg., s.m., che, chi esamina, indaga, cerca di conoscere, di accertare;
     
    2 s.m., chi si dedica per professione alla ricerca in campo scientifico, tecnico, letterario: l’ultima scoperta dei ricercatori americani | nell’ordinamento universitario, chi occupa il ruolo iniziale della carriera accademica svolgendo attività di ricerca e anche di appoggio alla didattica dei titolari di insegnamento"
    E cos’è uno scienziato?
    "1 s.m. AU studioso che si dedica alla ricerca scientifica, allo studio di una o più scienze naturali, fisiche o matematiche"
    Personalmente non riesco a trovare da nessuna parte la parola "laurea".
    Leonardo Da Vinci forse non era uno scienziato ed un ricercatore? Eppure non si laureò mai.
    In quanto a quello che può dire (o scegliere di non dire) Piero Angela, nonostante la stima che mi lega a lui, mi ritrovo a ricordarvi che è solo… un giornalista, per cui quello che dice, come nel caso di tutti i suoi colleghi, va preso con le pinze.
    Se fossi Giuliani, mi feliciterei per questo distinguo tra lui e "gli scienziati". Non si sentirà mai il profumo di un fiore in un campo di letame. Meglio essere un ricercatore sul campo che un ricercatore da parete (nel senso del foglio di carta appeso al muro).
    INFINE, per quanto riguarda Albertino Angela… lo stesso dubbio può venire pensando ad un’infinità di persone, da Bianca Berlinguer a Cristina Parodi passando (purtroppo) per Maria De Filippi (tre nomi per coprire tre "classi" televisive). Almeno lui il suo lavoro lo sa fare (preciso: la sua professione è quella di comunicatore – dubito che gli argomenti ed i testi vengano scelti da lui). Le alternative quali sono? Giacobbo "STIAMO PER SCOPRIRE SE CLEOPATRA SI FACEVA LA CERETTA" o Cecchi "Orsetto" Paone? Brrrr…. Brivido Byoblu…
    • > Leonardo Da Vinci forse non era uno scienziato ed un ricercatore?
      > Eppure non si laureò mai.
      Anche perchè nacque un po’ prima del 1848, data della Legge Boncompagni.
       
       
    • Beh… meglio figlio di papà che amante del Papy…  almeno arriva illibato al matrimonio!
      (Si potrà dire?)
       
      Perfettamente d’accordo con te sulla denuncia di baronati e nepotismi, tuttavia mi è risultato un pò indigesto l’accostamento Giuliani-Piero Angela-Alberto Angela. Ha un vago retrogusto di vendetta trasversale…
    • "Anche perchè nacque un po’ prima del 1848, data della Legge Boncompagni."

       
       
      Spero sia una battuta. Le lauree (e le università) esistono da molto prima di quella data.
       
  • Pieroangela ha tradito la mia fiducia riversatagli in tenera età, quando seguivo quark al pomeriggio 20 anni fa.
    Oggi che scientificamente so fare almeno 1+1, so cos’è un inceneritore, so che nulla si crea e nulla si distrugge, so che le lobbi sono potenti e usano i medium di massa per vendere l’invendibile.
    Pieroangela parlava bene degli inceneritori gia 10 anni prima di veronesi, di qui credo che a pieroangela gli rimangono i telespettatori che si merita, che ahimè sono la maggioranza.
    Viva l’ignorantità e viva la scuola italiana e la futura sqola itagliana che le varie ministre riusciranno a creare.
     
    Ricordo un fatto banale, le lobbi occidentali sanno che un milioni di cittadini informati non contano nulla in 60 milioni di cittadini disinformati e pronti a votare e combattere contro i loro interessi credendo che invece li stanno difendendo. E che gli vai a dire? la risposta è che è la democrazia baby. Cazzo è l’informazione libera? Per loro ha poco significto ormai. La storia si ripete e i periodi bui anche pure per questo.
     
    ultima riflessione, ai refendum ridicoli la gente abdica perchè la gente è stufa, alle elezioni politiche invece l’affluenza rimane altissima per il ridicolo motivo che i piu accorrono a votare il meno peggio. E loro se la ridono.
    Meglio stare a casa, o manifestare.
     
    Ho votato ByoBlu al xxx premio di giornlismo, oggi è l’ultimo giorno!
     
     
     
     
     
     
  •  A me Alberto Angela piace.
     
    E’ bravo e sa fare il suo mestiere bene.
     
    Perchè lamentarsi? Mica è un incapace!!
     
    Poi se tra l’altro in casa ha mangiato pane e scienza con il padre, se lo ha aiutato gratis per anni avrà sicuramente acquisito nozioni che riguardano lo spettacolo e la scienza che nessun altro ha!
     
    Ho alcuni amici che lavorano con i genitori. Parlano di lavoro spesso anche fuori dalle 36 ore settimanali.
     
    Tutto questo ha un prezzo? 
    Prima di rispondere provate a chiedere a chi convive con un collega se il lavoro non si porta a casa (gratis).
     
    Io sto con Piero & Alberto.
  • FitTizio ha scritto

     
     
    La domanda quindi è: qual’è il ritardo con cui Giuliani potrebbe osservare variazioni nella percentuale di radon con il suo metodo (ammesso che misuri effettivamente i fotoni emessi dal decadimento del piombo)?
     
     
    Da quello che ho potuto capire Giuliani riesce a leggere i valori assunti dalla concentrazione di radon ogni 10 minuti che però si riferiscono a 2 ore prima.
    In ogni caso il radon ha bisogno di un certo tempo, che varia a seconda della distanza e della intensità dell’attività sismogenetica, per raggiungere la superfice e che va sommato quindi a queste 2 ore.
    Io direi che quanto dichiarato circa i tempi con i quali è possibile produrre allarmi in anticipo sugli eventi possa essere verosimililmente accettato.
  • topo.ruggente ha scritto

     
     
    Ragionamento sbagliato, la radiazione ambientale e praticamente una costante, al massimo può indurre errori di infima percentuale rispetto agli incrementi del 30% finora dichiarati.
     
     
    Anch’io sarei portato a pensare che una volta rilevata l’entità della radiazione specifica dell’ambiente questa possa essere "detratta" dalle misure effettuate.
    In realtà questa radiazione ambientale ha delle fluttuazioni.
    Giuliani nonostante tutti gli accorgimenti adottati per attenuare al massimo l’influenza di questa radiazione viene deriso proprio perchè si pensa che in realtà lui stia misurando le fluttuazioni della stessa e non le variazioni di concentrazione di radon.
    I fotomoltiplicatori posti all’interno delle scatole di piombo sarebbero enormemente influenzati da attività radioattive estranee ai decadimenti che invece si vuole cogliere.
    Quindi il piombo serve.
    Giuliani dice di aver ridotto la radiazione ambientale ad un valore tale da realizzare un rapporto del tipo 2000/140000 con i valori utili alle misurazioni e quindi così veramente irrisori; se non ci fosse il radon lui leggerebbe al massimo 2000 sulla scala dei suoi grafici, mentre arriva a leggere valori che raggiungono 140000-170000 (si parla di counting rate).
    Voglio comunque far presente che negli ultimi giorni questa teoria legata ai 7 centimetri di piombo è stata invalidata da quanto detto proprio da Giuliani nell’ultima intervista avendo dichiarato che i fotoni gamma si producono all’interno delle scatole e non fuori…
    E allora, siccome non mi è sembrata una affermazione "erroneamente sfuggita" come in altre discusse situazioni, mi aspetto che dietro ci sia una qualche diavoleria tecnica che a questo punto diventa il perno di tutta la faccenda legata al funzionamento di questi strumenti, il mistero più intrigante.
    Sinceramente ho anche pensato che si diverta o che sia costretto a confondere le carte in tavola.A me stava bene che i decadimenti beta avvenissero fuori e che i gamma raggiungessero, sia pur attenuati, le parti sensibili dello strumento attrversando il piombo, ma pare che non sia così.
  • Il CICAP e Piero Angela sono l’equivalente dei negazionisti dell’evoluzione quando Darwin presentò la sua teoria. Persone arroccate su posizioni e teorie autereferenziali. Il motivo scatenante di questo "muro" è senza dubbio il proliferare di maghe, tarocchi e teorie new age, in questo senso tanto di cappello a chi si batte contro la superstizione l’ignoranza e le dicerie… purtroppo però qua si sta esagerando, si stanno lasciando fuori teorie valide per "paura" che non ci si basi su presupposti scientifici, basterebbe solo un po’ di buona volontà per capire che non è così… purtroppo possiamo solo pazientare il tempo quasi sempre ha dato ragione a chi ce l’aveva…
  •  Sai Byo che con questa cosa qua di Angela Contro Giuliani sembra di ritornare indietro nel tempo quando la Chiesa accusava Galileo?
  •  
    Claudio,
    questo è il link di un’intervista fatta al prof. Roca, docente dell’università di Napoli, in merito allo studio del radon e alla sua posizione in merito agli studi di Giuliani.
    Quando puoi dacci uno sguardo, magari potrebbe essere interessante citarla nelle tue prossime domande al ricercatore aquilano.
    Personalmente non condivido, non per quanto riguarda le questioni tecniche ( cerco di farmi una ‘cultura’ in merito seppur da profano), più che altro per l’affermazione dell’intervistatrice, secondo la quala a Giuliani è stato dato fin troppo spazio.
    Vivrò in un altro mondo ma a parte te e qualche altro ‘avventuriero’ ( coi temi che corrono) non ho assolutamente visto interesse ( un caso?) nel soffermarsi su ciò che diceva, si è pensato più che altro a trattarlo come una sorta di ‘veggente’, come se lui stesso non si trovasse al pari degli altri nella condizione di ‘sfollato’.
    Grazie e perdonami se non sono stato sintetico
     
    Flavio
    • Peccato che a quel link non sia consentito commentare dissociandosi dalla linea data all’articolo: o se ne tessono le lodi o il commento non viene accettato dal ‘moderatore’, per cui non è possibile segnalare all’autore le inesattezze contenute nel pezzo, così come l’assenza di fonti. Tutti i personaggi citati e tirati in ballo dall’autore non sono mai stati contattati dal medesimo per chiedere spiegazioni, commenti, etc… L’informazione non è quella…
  • Grazie Emiliano per il link.
    Effettivamente le perplessità persistono.
    Riassumendo:
    1) Le scatole sono ermetiche e con pareti di piombo spesse 6 cm ma Giuliani afferma che dentro vi entra il radon (o il piombo214, insomma, quello che lui chiama "il padre" che poi genererà i fotoni che la sua macchina misura). L’affermazione, mi sembra, ha del paradossale.
     
    2) Il radon è un gas più pesante dell’aria. Con un emivita di meno di 4 giorni. Mi domando quale possa essere la sua velocità di spostamento nell’attraversare la crosta terrestre. Immagino comunque che non sia in grado di fare molta strada. Giuliani afferma che i suoi macchinari sono in grado di coprire un’area di almeno 80 km. Lo stesso Giuliani ha però affermato di aver previsto un sisma avvenuto a migliaia di km dai suoi macchinari, addirittura alle Vanuatu. Altra affermazione che ha del paradossale.
     
    Altre domande da inesperto.
    Immagino che la crosta terrestre sia più o meno permeabile al passaggio del radon, esattamente come lo è con qualsiasi altro gas o liquido (il radon per quanto gas nobile è pur sempre "bello grosso"). Le misurazioni di Giuliani sono però di tipo "locale", ovverosia fatte solo in alcuni punti (pochi peraltro). Ammettendo che in prossimità di eventi sismici venga rilasciato un quantitativo di radon molto superiore alla media, quale sarà la possibilità che esso venga misurato correttamente dai macchinari di Giuliani? Con quale ritardo tra i vari punti? Per colpa di questo ritardo nella misurazione mi aspetto anche che il picco di radon dovrebbe in realtà essere misurato ore dopo la liberazione dell’energia sotto forma di evento sismico. E’ così nei grafici di Giuliani?
  • Riguardo a quanto FitTizio ha scritto il 26 giugno 2009 alle 12.42

     
     
    Scusate mi va di fare delle ipotesi, estrose, strampalate , ma a questo punto tutto è possibile.
     
    Quesito 1.
    Mi chiedo, sarà mai che il piombo 214 si lega in qualche modo o interagisce comunque chimicamente e fisicamente con il suo fratello piombo 206 che conosciamo penso tutti per esperienza diretta, magari aiutato in qualche modo, per cui non deve attraversarlo ma in qualche maniera ne viene a far parte e magari i fotoni gamma si ritrovano, diciamo, già dentro ?(Non ho bevuto !).
     
    Quesito 2.
    Può essere che ci sia un effetto "treno" per cui particolari concentrazioni di gas in un punto della crosta creino spinte tali da incoraggiare la risalita del radon attraverso tutte le vie naturali che conferiscono permeabilità al terreno a velocità superiori al normale? Altrimenti non ci siamo veramente con la rapidità di propagazione che sarebbe di pochi metri al giorno.
    Riguardo a previsioni riferite ad eventi lontani migliaia di chilometri certamente viene da sorridere, ma pensando al raggio d’azione dichiarato più volte ( 80-120 Km) mi viene da dire che forse Giuliani le fa con deduzioni invece che con misure (assurde) dirette con i suoi apparecchi, altrimenti ne viene fuori una contraddizione che anche il più sprovveduto dei tecnici avrebbe evitato di ripetere.
    Il problema secondo me rimane sempre lo stesso ; Giuliani non comunica bene certi concetti o non vuole farlo di proposito.Io sinceramente avrei evitato di parlare di previsioni dello tzunami e di sismi alle Vanuatu in un clima di già difficile per ottenere credibilità.
     
    Quesito X.
    Le macchine di Giuliani sono sistemate in un punto della terra che ha quasi una comunicazione privilegiata con quel sistema sotteraneo che ospita eventi sismogenetici e tutto il resto.Mi aspetto che in quella zona sia più facile cogliere certe manifestazioni fisiche.
    Il ritardo tra i vari punti forse non è rilevante, purchè ci sia e sia funzionale alla pretesa di individuare la zona critica.
    I picchi di radon sembra che siano misurati prima dell’evento sismico, quando le rocce sono sottoposte a compressione e non hanno ancora ceduto favorendo il movimento sismico vero e proprio.Dopo l’evento sismico si assiste invece ad un decremento della presenza di radon repentino proprio perchè non c’è più l’esercizio di sforzi meccanici sulle rocce.
    Una graduale riduzione della concentrazione di radon, invece, dopo averne rilevato un picco anomalo, porterebbe a pensare che la conflittualità meccanica tra due parti della crosta,che avrebbe potuto portare ad una evoluzione pericolosa, si stia risolvendo invece con piccoli eventi che andranno in maniera tranquilla a ristabilire certi equilibri allentando le spinte.
    Ecco perchè probabilmente si dice che i grafici vanno interpetrati.
    Ecco perchè non sempre ad aumenti di radon seguono dei terremoti, così come la scienza ufficiale ha sempre sostenuto.
     
    Ci ho provato.Spero di averne azzeccata almeno una !
     
    Ciao e continuiamo ad indagare.
    • ciao!
       
      provo a rispondere…
       
      Quesito 1:
       
      questo proprio non è possibile. In particolare se la scatola è a temperatura ambiente (o poco più).
      E pensare che l’intera scatola sia tenuta a 250-300 °C non è a mio avviso ragionevole (visto il contenuto) (e anche fosse credo che per attraversare per diffusione 5 cm di piombo ci voglia un bel po’…).
      Certo è che i cavi di alimentazione e comunicazione della strumentazione posta all’interno della scatola da qualche parte devono passare. Ci si può chiedere se allo stesso modo non ci sia un canale per l’ingresso del radon costruito in modo da schermare altri contributi radioattivi.
       
      Quesito 2:
       
      io credo che il radon a elevata profondità si trovi in pressione, per cui se si apre un cammino verso la superficie a causa della frattura di uno strato roccioso impermeabile (che prima lo intrappolava), credo il radon possa risalire abbastanza velocemente.
      Sulla previsione alle vanuatu mi lascia un po’ perplesso… ci sono talmente tante strutture tettoniche differenti da qui alle vanuatu che valutare quel che succede là con una lettura qua mi sembra assurdo… vedremo… 🙂
       
  • Emiliano Bruni ha scritto il 26 giugno 2009 alle 00.10

     
     
    Un riassunto che personalmente ritengo abbastanza equilibrato su l’intera vicenda Giuliani, lo trovate qui
     
     
    … ma veramente ritiene equilibrata questa rappresentazione della vicenda ?
    Guardi, l’autore oltre a non aver riportato tutti i fatti oggettivamente disponibili, quelli che sono un pò più difficili da alterare, si è cimentato in rielaborazioni e congetture non propriamente imparziali. L’intenzione di non voler essere prevenuto nei giudizi su Giuliani, pensi, lo ha convinto a cercare nei comportamenti del ricercatore gli estremi del reato. E’ ammirevole lo sforzo che fa mettendoci tutto di suo quando ipotizza che il materiale usato da Giuliani possa essere, diciamo, preso in prestito dal laboratorio del Gran Sasso, salvo rinunciare ad andare oltre "perchè la cosa non è certa". 
    Poi è vertamente lodevole l’abilità nel partire definendo Giuliani una brava persona ed arrivare elegantemente a chiamarlo folle, presuntuoso, ignorante, abituato ad approfittare delle scosse per piazzare i suoi dati e guadagnarsi visibilità.
    Peccato che non abbia voluto osare fino in fondo ; si è scordato di scrivere che i terremoti in realtà li produce proprio Giuliani !
    A proposito, visto che condanna l’ignoranza che dilaga ed il parlare per sentito dire, senza documentarsi e, persino quando ci si documenta, senza capire, cosiglierei di approfondire i principi fisici che regolano il comportamento del radon e dei suoi successori nella catena di decadimento di appartenenza perchè,strano, non è informato bene… e magari con un pò di umiltà, giusto quella dettata dalla curiosità andasse a visionare il video del link sotto.
     
     
    La saluto e perdoni la mia franchezza.
     
     
     
     
     
  • Rivedendo i video di Giuliani.
     
    Rivedendo dei filmati con interventi di Giuliani ho notato che parla del radon come proveniente dal mantello terrestre ovvero da quella parte magmatica tra crosta terrestre e nucleo.Inoltre ribadisce più volte come a suo avviso l’attrazione gravitazionale di luna e sole (e non solo) creino sul magma del mantello degli effetti paragonabili alle maree che però sotto la crosta avrebbero ben altre manifestazioni con la creazione di vere e proprie onde "pesanti" che perquoterebbero la crosta stessa dal basso ( lui dice "schiaffi di miliardi di tonnellate").
    In quella fornace che è il mantello il radon essendo un gas al cospetto del magma denso e pesante sicuramente si va naturalmente a disporre proprio tra questo e la faccia inferiore della crosta terrestre ed è così verosimile che subisca a volte delle spinte meccaniche verso l’alto che lo comprimono, complice anche l’enorme calore, "iniettandolo" nella crosta.C’è da immaginare che questa azione del magma possa avvenire su superfici considerevoli e quindi manifestarsi con aumenti di radon sulla superfice terrestre per vari chilometri quadrati.
    Questo potrebbe così spiegare sia gli aumenti repentini che le diminuzioni della presenza del gas, venendosi a creare con il movimento del magma un vero e proprio effetto pompa con energiche pressioni ed enormi depressioni (sacche di vuoto come mi suggeriva Carlo Messora).
    Allo stesso modo la crosta sarebbe spinta dal basso e poi "lasciata ricadere" e se immaginiamo che questo possa accadere sotto un faglia possiamo ben capire come si possano avere poi effetti catastrofici.
    In pratica Giuliani sembra voler dire che, radon a parte, probabilmente per capire la genesi dei terremoti forse, per quanto possa sembrare bizzarro, bisogna guardare intorno a noi, nello spazio, perchè la terra è parte di quelle meccaniche che condivide con altri corpi celesti e dei quali sembrerebbe subire azioni non completamente note. 
    Questa, chiaramente è solo una mia personale interpretazione di quanto ho sentito dire a Giuliani ma vuole essere un spunto per aprire una discussione a riguardo, quindi auspicherei che si producessero dei commenti.
     
     
  • Ciao focaccia,

     
    tieni presente che questo aspetto non l’ho molto capito.
    Sicuramente il radon non emerge per "levitazione naturale" rispetto ad altri gas, essendo tra i gas molto pesante ed il più pesnte dei gas nobili.
     
    Certo il comportamento di un gas è soggetto a delle leggi in particolare il suo volume varia in funzione di pressione e temperatura, che sotto la crosta terrestre dovrebbero essere entrambi molto elevati.
     
    Ma più che la pressione e la temperatura mi sembra importante la variazione di pressione.
    Che succede a un gas sottoposto a forte pressione e temperatura? Probabilmente sta lì, ma è come una bomba e sviluppa un’energia potenziale tremenda.
    Se gli togliamo il coperchio (leggi: se si formano spaccature nella crosta terrestre): boom!
    Se il radon abbonda visto il suo legame con un avo abbondante (l’uranio 238) allora potremmo osservare il radon.
    Se l’intero ciclo di decadimento dell’uranio è regolare, fluido, anche se lungo (stimo parlando di circa 4,5 mld di anni), allora abbiamo sempre abbondanza e regolare presenza dei suoi figli (chiaramente dimezzata per ciascuno di essi in proporzione a quella del padre).
    A questo punto mi concentrerei sul padre del radon (il radio 226) che ha un decadimento alfa, un tempo di dimezzamento un po’ più lungo del radon 1.602 anni ed è un metallo.
    Diventa poi interessante vedere come e quando il radon si forma e se va a stabilirsi da qualche parte preferita o a casaccio. Per aiutarci, dovrebbe formarsi tutto nello stesso momento, e in punti precisi così è più facile tenerne d’occhio il comportamento. Oppure basta che con una certa regolarità una certa quantità nascente di radon sia in posti regolari tra il mantello e la crosta terrestre.
    Non so davvero dirti se la pressione del gas sia sufficiente a permettere ad una quantità importante e coeva di attraversare la crosta terrestre in tempo utile (meno di 4 giorni) per permettere le osservazioni dei radonmetri. Però è chiaro che la forza di pressione dovrebbe amplificare i varchi offerti dalle spaccature della crosta terrestre prodotte dai terremoti, non dovendosi escludere peraltro che la crosta terrestre sia naturalmente "porosa" o "canalizzata".
     
    Un saluto,
    cs
  • Ciao RIHOIR.it

     
     
    Riguardo al radon, secondo me c’è da dire che, pur essendo pesante, è destinato comunque a risalire perchè non potendosi legare ne con altri elementi ne con se stesso la sua distribuzione in un qualsiasi volume considerato tende ad essere tale da renderlo nel suo complesso più leggero (come peso specifico).Se tutta la crosta, per assurdo, fosse fatta di gas nobili sicuramente il radon sarebbe destinato a stratificare in basso, ma la densità della materia che lo sovrasta alla sua origine lo costringe inevitabilmente a risalire, come pure l’alta densità del magma sotto la crosta terrestre.
    Il radon si forma in continuazione ed il ribollire del magma presente nel mantello sicuramente agevola la sua sistemazione momentanea proprio sotto la crosta dove si raccoglie per poi defluire attraverso le canalizzazioni che in qualche modo poi danno sfogo sulla superfice terrestre.Bisogna immaginare che queste canalizzazioni sono permanentemente occupate da radon (insieme ad altri gas, ad acqua, ed altri composti) e quindi le variazioni di pressione alla base vengono a forzare probabilmente la risalita di tutto il gas già presente ; si tratta solo di "aprire di più il rubinetto".
    Grazie anche ad una importante precisazione di FitTizio oggi mi sento di dire con più convinzione che anche la vita "utile" stessa del radon la si può considerare più lunga rispetto ai 3,824 giorni ; anche se fosse già passato questo tempo la quantità sia pur dimezzata che affiora dalla crosta si presta comunque ad un "trattamento" probabilistico e ad una lettura ; anche se ne dovesse arrivare una piccola parte ancora nelle "vesti" di radon comunque sarebbe rappresentativo e descrittivo di un certo andamento alla fonte.
    La stessa azione pressoria che subirebbe il radon raccolto sopra il mantello la dovrebbe subire anche la crosta con rocce che verrebbero compresse, screpolate offrendo forse altri percorsi per la risalita e liberando probabilmente altro radon in esse contenuto che a questo punto sarebbe solo una piccola parte nel contesto generale.
  • Ciao RIHOIR.it

     
     
    Riguardo al radon, secondo me c’è da dire che, pur essendo pesante, è destinato comunque a risalire perchè non potendosi legare ne con altri elementi ne con se stesso la sua distribuzione in un qualsiasi volume considerato tende ad essere tale da renderlo nel suo complesso più leggero (come peso specifico).Se tutta la crosta, per assurdo, fosse fatta di gas nobili sicuramente il radon sarebbe destinato a stratificare in basso, ma la densità della materia che lo sovrasta alla sua origine lo costringe inevitabilmente a risalire, come pure l’alta densità del magma sotto la crosta terrestre.
    Il radon si forma in continuazione ed il ribollire del magma presente nel mantello sicuramente agevola la sua sistemazione momentanea proprio sotto la crosta dove si raccoglie per poi defluire attraverso le canalizzazioni che in qualche modo poi danno sfogo sulla superfice terrestre.Bisogna immaginare che queste canalizzazioni sono permanentemente occupate da radon (insieme ad altri gas, ad acqua, ed altri composti) e quindi le variazioni di pressione alla base vengono a forzare probabilmente la risalita di tutto il gas già presente ; si tratta solo di "aprire di più il rubinetto".
    Grazie anche ad una importante precisazione di FitTizio oggi mi sento di dire con più convinzione che anche la vita "utile" stessa del radon la si può considerare più lunga rispetto ai 3,824 giorni ; anche se fosse già passato questo tempo la quantità sia pur dimezzata che affiora dalla crosta si presta comunque ad un "trattamento" probabilistico e ad una lettura ; anche se ne dovesse arrivare una piccola parte ancora nelle "vesti" di radon comunque sarebbe rappresentativo e descrittivo di un certo andamento alla fonte.
    La stessa azione pressoria che subirebbe il radon raccolto sopra il mantello la dovrebbe subire anche la crosta con rocce che verrebbero compresse, screpolate offrendo forse altri percorsi per la risalita e liberando probabilmente altro radon in esse contenuto che a questo punto sarebbe solo una piccola parte nel contesto generale.
  • Ciao RIHOIR.it

     
     
    Riguardo al radon, secondo me c’è da dire che, pur essendo pesante, è destinato comunque a risalire perchè non potendosi legare ne con altri elementi ne con se stesso la sua distribuzione in un qualsiasi volume considerato tende ad essere tale da renderlo nel suo complesso più leggero (come peso specifico).Se tutta la crosta, per assurdo, fosse fatta di gas nobili sicuramente il radon sarebbe destinato a stratificare in basso, ma la densità della materia che lo sovrasta alla sua origine lo costringe inevitabilmente a risalire, come pure l’alta densità del magma sotto la crosta terrestre.
    Il radon si forma in continuazione ed il ribollire del magma presente nel mantello sicuramente agevola la sua sistemazione momentanea proprio sotto la crosta dove si raccoglie per poi defluire attraverso le canalizzazioni che in qualche modo poi danno sfogo sulla superfice terrestre.Bisogna immaginare che queste canalizzazioni sono permanentemente occupate da radon (insieme ad altri gas, ad acqua, ed altri composti) e quindi le variazioni di pressione alla base vengono a forzare probabilmente la risalita di tutto il gas già presente ; si tratta solo di "aprire di più il rubinetto".
    Grazie anche ad una importante precisazione di FitTizio oggi mi sento di dire con più convinzione che anche la vita "utile" stessa del radon la si può considerare più lunga rispetto ai 3,824 giorni ; anche se fosse già passato questo tempo la quantità sia pur dimezzata che affiora dalla crosta si presta comunque ad un "trattamento" probabilistico e ad una lettura ; anche se ne dovesse arrivare una piccola parte ancora nelle "vesti" di radon comunque sarebbe rappresentativo e descrittivo di un certo andamento alla fonte.
    La stessa azione pressoria che subirebbe il radon raccolto sopra il mantello la dovrebbe subire anche la crosta con rocce che verrebbero compresse, screpolate offrendo forse altri percorsi per la risalita e liberando probabilmente altro radon in esse contenuto che a questo punto sarebbe solo una piccola parte nel contesto generale.
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