La dichiarazione cinese dei Diritti Umani in Internet

A vent’anni dal massacro di Tienanmen, e nel cinquantesimo anniversario dell’esilio del Dalai Lama, in Cina non se la passano bene. Dopo anni di disastri, irrequietezza sociale e conflitti etnici, il controllo politico e sociale nel 2009 si è fatto se possibile ancora più opprimente.
 La rete ovviamente non è tollerata. I social network sono fuori legge: quelli locali vengono sospesi, mentre i giganti d’oltreoceano – YouTube e Twitter in primis – sono bloccati. L’utilizzo di sistemi in grado di aggirare le protezioni, come TOR,  è ovviamente ostacolato con ogni mezzo. I siti web hanno iniziato a pretendere la carta d’identità per la loro fruizione, mentre gli amministratori di forum. chat ed ogni altro luogo di discussione virtuale ricevono fortissime pressioni per rimuovere i commenti sgraditi nel giro di pochi minuti dalla loro pubblicazione. Gabriella Carlucci e Gianpiero D’Alia troverebbero in Cina quel paradiso istituzionale che i loro funesti tentativi di imbavagliare la rete hanno tentato di realizzare anche in Italia: la Carlucci con l’obbligo di esibire la carta d’identità ad ogni bit scambiato in rete, D’Alia con l’introduzione della censura ministeriale da applicare in pochi minuti ad articoli e commenti sgraditi. Come vedete, quando si dice La Cina è Vicina non si esagera poi così tanto.

Dopo il Manifesto del Giornalismo Web, l’otto ottobre scorso,  due giorni fa, quindici intellettuali cinesi tra i quali figurano scrittori, studenti e giuristi, hanno firmato congiuntamente una Dichiarazione dei Diritti Umani in Internet, la quale rivendica il diritto dei Cittadini in Rete (netizen) a consumare e diffondere le informazioni.
Byobu.Com ha cercato per voi il testo originale cinese e l’ha reso disponibile in italiano. Mandatelo bene a memoria, perché con l’aria che tira, presto potremmo avere bisogno di ricordarci quali sono i nostri diritti fondamentali.
DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN INTERNET

  1. La libertà di parola nella rete Internet è parte del diritto dei cittadini alla libertà di pensiero e parola. E’ il diritto umano più basilare e il valore più fondamentale che dovrebbe essere perseguito, valorizzato e protetto.
  2. I cittadini che esprimono le loro opinioni in rete usando parole, suoni, immagini o video devono essere protetti ed incoraggiati, a condizione che queste attività sono svolte nel rispetto della costituzione e delle leggi locali.
  3. Il diritto di esprimere e pubblicare le proprie opinioni è il diritto più fondamentale dei cittadini in rete. Tale affermazione si traduce nel diritto a pubblicare attraverso blog e podcast, così come mediante i forum di discussione online. I diritti dei cittadini in rete a pubblicare non possono essere subordinati ad alcuna illegittima investigazione nè interferenza. Deve al contrario essere garantito loro di poter avere e diffondere una propria opinione senza nessuna intimidazione.
  4. I diritti editoriali dei cittadini in rete devono essere rispettati. Nell’esercizio di questi diritti, non devono essere sottoposti a persecuzioni da parte di autorità che si muovono al di fuori della legalità.
  5. E’ un diritto dei cittadini in rete realizzare interviste e riportare le loro scoperte. Questo diritto è protetto come parte dei loro diritto costituzionali alla libertà di parola. I cittadini in rete che esercitano questi diritti devono fare il massimo per riportare la verità e per evitare distorsioni, invenzioni e diffamazioni.
  6. E’ un diritto dei cittadini in rete fare commenti e scambiarsi opinioni. Tale affermazione include il diritto di fare domande, osservare, criticare e resistere.
  7. La libertà di parola dei cittadini in rete comprende il diritto di esprimersi in forma anonima. L’anonimato consente ad alcuni di esprimere le proprie opinioni nella maniera che più corrisponde al proprio pensiero. Tale diritto va garantito fintantoché il cittadino protetto dall’anonimato esprime la sua opinione in accordo con i requisiti imposti dalla legge e dalla costituzione.
  8. Il diritto a condurre ricerche sulle informazioni in Internet è parte integrante del diritti dei cittadini in rete ad esprimersi, ad essere informati e a tenersi aggiornati. E’ nostra opinione che i siti web legali non devono essere filtrati, e che il diritto dei cittadini a condurre ricerche su informazioni pubbliche per uso personale debba essere rispettato e protetto.
  9. La privacy online deve essere rispettata e protetta. L’identità reale dei cittadini in rete e le informazioni di carattere personale non devono essere divulgate a meno che tali informazioni non siano richieste nell’ambito di un processo legale e trasparente o tale divulgazione non sia resa necessaria per la corretta applicazione della legge.
  10. La libertà di diffondere le informazioni deve essere rispettata e protetta, a condizione che tale attività sia condotta nel rispetto del dettato legale e costituzionale. Le attività di controllo, di filtraggio e di oscuramento di un sito web che vanno contro il principio della libertà di parola devono essere condannate dall’opinione pubblica. I cittadini in rete hanno il diritto di vedere riconosciuti i loro diritti alla libertà di espressione e alla giustizia attraverso regolari processi.

Firmatari:
Ling Cangzhou (Beijing, scholar, senior mass media worker)
Zhao Guojun (Beijing, Legal Scholar)
Ran Yunfei (Chengdu, writer, scholar, editor)
Beifeng (Guangzhou, senior Internet media worker)
Zan Aizong (Hangzhou, writer, reporter)
Zhang Hui (Beijing, scholar, officer-in-charge of Mr De Research Centre)
Tang Jitian (Beijing, lawyer)
Wei Ke (Beijing, poet, animator)
Jiang Tianyong (Beijing, lawyer)
Jin Guanghong (Beijing, lawyer)
Han Yicun (Beijing, lawyer)
Guo Yuju (Beijing, scholar)
Shi Yijun (Beijing, historian)
Ba Zhongwei (Henan, youth rights worker)
Zuo Qiao (Beijing, educator)

7 commenti

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  • ci stiamo vicini, non c'è che dire

    comunque provate ad andare sul sito de "il giornale", che tutto è tranne un giornale, e, per favore, dite qualcosa a quei pazzi schizzofrenici malati che lo commentano… a me fa troppo schifo iscrivermi per mandarli a quel paese.

    Thank

  • ieri ho letto un articolo a proposito di Santoro su Il Tempo e altro che il giornale!!! commenti inclusi
    vi invito:
    http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/10/09/1079309-santoro_manda_onda_processo.shtml

    Drey ha scritto :
    " ci stiamo vicini, non c'è che direcomunque provate ad andare sul sito de "il giornale", che tutto è tranne un giornale, e, per favore, dite qualcosa a quei pazzi schizzofrenici malati che lo commentano… a me fa troppo schifo iscrivermi per mandarli a quel paese.Thank "

  • dimenticavo, stasera ho visto Videocrazy, un film che in tv non vedrete molto presto! ve lo consiglio, dovrebbero passarlo anche in tutte le scuole

  • Per fortuna i nostri politici sono talmente antiquati e retrogradi da non rendersi conto delle potenzialità della rete.Per cui partono denunce a testate giornalistiche e programmi televisivi ma non a blog e spazi simili su internet.Sarà perchè un giornale o un programma tv sono immediatamente fruibili dal pubblico mentre un blog che parli a chiare lettere te lo devi andare a cercare: aprire google,digitare la notizia che ti interessa e scorrere tutti i link possibili…effettivamente è una gran fatica!Diciamo allora che oltre che antiquati e retrogradi sono anche decisamente pigri!!!
    Insomma almeno da noi finchè c'è rete c'è speranza!!!

  • La trappola mediatica tradizionale.

    Vogliono fare in Italia quello che già fanno in Cina

    Il 13 Ottobre 2009 il TG1 delle 20 ha accostato internet al terrorismo islamico?
    Il 13 Ottobre 2009 il TG1 delle 20 ha accostato internet al terrorismo islamico?
    Per quale motivo il TG1 vuole questo abbinamento?
    Internet è divenuto il principale pericolo per le oligarchie dominanti attuali?
    Naturalmente Internet non c'entra niente con il terrorismo ma al tg1 vogliono far credere il contrario?
    Un servizio del tg1 prima si chiede come e perchè si diviene terroristi.
    Sempre nello stesso tg1 si asserisce che su internet si trovano i manuali per divenire terroristi e le istruzioni per costruire le bombe che questi utilizzano.
    Quanto esposto nel servizio del Tg1 fà intuire all'ascoltatore che internet è pericolosa quanto il terrorismo?
    Questi accostamenti diverranno sempre più pressanti e legati a quanto di peggiore c'è nell'immaginario collettivo?
    Questi teoremi faranno breccia nell'opinione pubblica e poi sarà semplice legiferare per limitare la libertà di espressione?
    L'obiettivo del Tg1 è combattere il terrorismo o Internet?
    Quale azione deve intraprendere chi vuole contrastare questo disegno?

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