Quando si dice avere la coda di paglia

 

Gianfranco Fini, parlando ad un gruppo di bambini e adolescenti stranieri: «C’è qualche stronzo che dice qualche parola di troppo? Se qualcuno pensa che siete diversi, qualche parolaccia se la merita. Voi la pensate e io la dico».
Semplice, lineare, paterno.
Subito dopo Roberto Calderoli, che non a caso è ministro alla semplificazione, semplifica e replica così: «E’ altrettanto stronzo chi illude gli immigrati. È infatti una stronzata, per usare il linguaggio di Fini, illudere gli extracomunitari che il nostro è il Paese di “Bengodi” e che c’è lavoro per tutti, visto che il lavoro manca in primo luogo ai nostri cittadini. Fare questo è pura demagogia e allora si spalancano le porte a migliaia di persone destinate a finire nella rete delle illegalità, della criminalità o dello sfruttamento. E non è dando il voto che si risolvono i problemi dell’ integrazione. Uguali sì, lo sono tutti gli uomini quando nascono, ma l’ integrazione e l’ accoglienza prevedono non delle belle frasi ma degli atti concreti e molta intelligenza nel sapere costruire. E, per finire, l’uguaglianza d’origine prevede che ci sia anche un cammino di civiltà condivisa, senza la quale si crea solo lo scontro tra popoli e tra culture».
E non aveva mica finito di parlare. E’ che la giornalista a un certo punto si è alzata e ha detto: “Mi scusi, s’è fatta una certa! E’ sabato sera… io dovrei andare.”. Mi ha ricordato Marina Massironi che interviene, assolutamente a proposito, nella discussione di Aldo, Giovanni e Giacomo su una pachina.
Quando si dice avere la coda di paglia

10 commenti

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  • Ma, dico, che cosa centrano i rifugiati? E i bambini? E i Rom? E le etnie diverse? C’è un distinguo, cavolaccio. Del resto, se il governo è ladro come può essere il popolo?

  • Bravo sig. Messora,io che normalmente non scrivo per fare semplici complimenti,ma più critiche “spero”costruttive,oggi alla luce dei fatti devo farle i miei complimenti perchè il blog byoblu migliora ogni settimana in maniera sorprendente.

    Ancora complimenti e saluti da Berlino

  • Patetico….bisognerebbe vivere una vita di guerre…e conquistarci un pezzo di terra solo liberale invece che stare ancora appresso agli ignoranti che di certo che piu chi meno colto non saremo mai noi….e non conta come ma claudio  bastano le tue parole….. è siamo pronti a scatenare linferno jajaja….però caso mai ti incavoli conta su di me =D

  • Il razzismo è una cosa stupida di per sé, ma, come la storia insegna, torna(va) utile e ave(va) uno scopo tutt’altro che razziale. I negri della Costa d’Avorio deportati in America venivano trattati da schiavi perché dovevano eseguire dei lavori massacranti nelle piantagioni; il razzismo era utile in questo caso per giustificare l’inferiorità del diverso e quindi l’uso che ne veniva fatto, come fosse merce. Non dimentichiamo che i negri stessi dell’Africa vendevano gli schiavi negri ai bianchi. Il razzismo è sfociato nell’eugenetica dei nazisti che propugnavano la superiorità della razza ariana, onde giustificare lo spirito dominatore e di conquista germanico. Allo stesso modo si può parlare degli islamici estremisti è della loro pretesa superiorità (razziale), che sembra voler giustificare o almeno dare un senso ai loro attentati. Gli ebrei stessi annientati nei campi di concentramento, consideravano sicuramente gli arabi del dopoguerra inferiori, onde poter instaurare uno stato israeliano nel loro territorio. 

    Spesso si pensa al razzismo in termini di colore della pelle, ma non è così… Il razzismo è prima di tutto causato da un interesse di base, che di per sé esula dalla razza e dal colore, anche se poi viene a proiettarsi sopra queste qualità appariscenti. 

    In Italia abbiamo raggiunto i 60 milioni . Il guaio è che l’immigrazione è avvenuta troppo in fretta; nel giro di due o tre decenni abbiamo superato i cinque-sei milioni di stranieri. L’affollamento, la disoccupazione, creano tensioni, che poi vanno a proiettarsi sul diverso e non specificamente soltanto sul colore della pelle o sulla razza, ma anche sulle tendenze sessuali, sul tipo di acconciatura o modo di vestire, ecc. Chi ci rimette è sempre il diverso, che funge da caproespiatorio e da valvola di sfogo per le tensioni sociali. 

    Quelli della Lega, non solo Calderoli, e i fasci (per fortuna Fini è abbastanza di sinistra!) vanno d’accordo in questo senso e sono per l’uniformità e non per la promiscuità

    Calderoli in fondo non avrebbe poi tutti i torti, se il senso del discorso fosse esattamente contenuto in tutto quello che declama, ma che, a ben guardare, sembra piuttosto velato e di natura piuttosto diplomatica e reticente. Sappiamo di che pasta sono fatti i leghisti.

  • falsi, tutti e due. Falso Fini, lupo travestito da agnello, che cerca di galleggiare nella merda e fa anche finta di non sporcarsi. I distinguo dei suoi ultimi mesi sono la camicia da notte della nonna sul lupo di cappuccetto rosso.

    Falso calderoli, quello che brucia la bandiera italiana, quello delle maglietta antiislam, quello del White Christmas, lo stronzo che dà dello stronzo ad un altro stronzo, quello che parla di “percorsi condivisi di civiltà” e che gli immigrati li accoglierebbe con le bombe, se potesse, anche se fossero dell’opus dei

  • Domanda legale.

    Avendo pubblicamente dimenticato di negare di essere uno stronzo, Calderoli crea cosí un precedente che permette di additarlo liberamente come tale, senza incorrere in problemi di natura legale?

    Tacitamente ammettendo di essere uno stronzo “Qui tacit adconsentire videtur” e essendo lo stronzo (nel senso stretto del termine) marrone e maleodorante.

    Calderoli é di colore e puzza.

     

    Purtroppo dubito che il suo cervello sia ingrado di simili “finezze”, per alimentare anche la benché minima speranza di un suicidio.

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