Se questo è un mafioso

Oggi Il Giornale titola “se questo è un mafioso“. E mette una bella foto del suo editore, su sfondo blu.
Feltri è stato, come di consueto, troppo buono. Io, al posto suo, avrei fatto la stessa domanda mostrando un’altra foto del premier, una foto del Berlusconi imprenditore che risale all’epoca in cui innaffiava i suoi affari con iniezioni di liquidità di dubbia provenienza.
 

la foto di Feltri la mia foto

Ma poi, certo, usando la seconda foto Feltri non avrebbe potuto scrivere: «Impossibile crederci. Berlusconi indagato per mafia è semplicemente assurdo.». Nè avrebbe potuto poi snocciolare tutta una serie di improbabili ipotesi circa il movente che avrebbe spinto Berlusconi ad essere il mandante delle stragi mafiose del ’92 / ’93, allo scopo di indurre i suoi lettori a ritenerle ridicole, fantasiose ed infondate, destituendo così la credibilità dei magistrati.
Eccoli, i fumogeni del soldato Feltri  [scarica qui l’articolo originale].

  1. Potrebbe mai un uomo come quello nella foto – ovviamente quella a sinistra – essere coinvolto nella genesi di stragi ed attentati mafiosi solo per “incrementare gli affari“? E chiosa: «E’ un’idiozia solo immaginarlo».
  2. Potrebbe mai un uomo come quello nella foto – sempre quella a sinistra – mettere le bombe perché era necessario gettare il paese in un clima di tale tensione e confusione, da rendere poi indispensabile la sua discesa in campo? E chiosa: «Sta in piedi una bambanata simile? No, è un’idiozia solo pensarlo.»

Quello che Feltri si guarda bene dal formulare è invece l’ipotesi più credibile: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino dovevano saltare in aria perché avevano scoperto i profondi legami che univano la mafia ad un ricco imprenditore del nord, per il tramite di Dell’Utri e Mangano. Questo ricco imprenditore del nord aveva anche un nome, e questo nome venne fuori nel corso di un’intervista a Paolo Borsellino, l’ultima del magistrato, rilasciata il 21 maggio del 1992 e poi sparita, come l’agenda rossa di Via D’Amelio. [clicca qui per guardare l’intervista].
Durante l’intervista, Paolo Borsellino non ha dubbi sul tipo di professione che faceva Vittorio Mangano (quello che Berlusconi ha fatto passare come stalliere prima e come eroe dopo – un’eroe perché non aveva vuotato il sacco nonostante la reclusione in carcere – e che aveva il compito di proteggere i suoi figli ad Arcore): Mangano era un uomo d’onore, un mafioso. Quando parlava di cavalli, era solo per riferirsi a partite di droga.
Verso la fine l’intervista si fa ancora più interessante. Eccone uno stralcio.

Giornalista: “Non le sembra strano che certi personaggi, grossi industriali come Berlusconi, Dell’Utri, siano collegati ad uomini d’onore tipo Vittorio Mangano?Borsellino: “All’inizio degli anni ’70 Cosa Nostra cominciò a diventare un’impresa anch’essa. Un’impresa nel senso che attraverso l’inserimento sempre più notevole, che a un certo punto diventò addirittura monopolistico nel traffico di sostanze stupefacenti, Cosa Nostra cominciò a gestire una massa enorme di capitali. Una massa enorme di capitali dei quali naturalmente cercò lo sbocco, perché questi capitali in parte venivano esportati o depositati all’estero. Allora così si spiega la vicinanza tra elementi di Cosa Nostra e certi finanzieri che si occupavano di questi movimenti di capitali.Giornalista: “Cioè lei mi dice che è normale che Cosa Nostra si interessa a Berlusconi?

Borsellino: “E’ normale il fatto che chi è titolare di grosse quantità di denaro, cerca gli strumenti per potere questo denaro impiegare, sia dal punto di vista del riciclaggio, sia dal punto di vista di far fruttare questo denaro.
Giornalista: “Mangano è un pesce pilota?
Borsellino: “Le posso dire che era uno di quei personaggi che erano le teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel nord Italia.
Giornalista: “Si è detto che ha lavorato per Berlusconi.
Borsellino: “Non le saprei direi in proposito, anche se devo far presente che come magistrato ho una certa ritrosia a dire le cose per cui non sono certo, poiché ci sono addirittura delle indagini in corso, in proposito, per le quali non conosco quali atti siano ormai conosciuti, e quali debbano rimanere segreti. Questa vicenda che riguarderebbe i suoi rapporti con Berlusconi è una vicenda, che io la ricordi o non la ricordi, è comunque una vicenda che non mi appartiene. Non sono io il magistrato che se ne occupa, quindi non mi sento autorizzato a dirle nulla.
Giornalista: “C’è un inchiesta ancora aperta?
Borsellino: “So che c’è un inchiesta ancora aperta.”
Giornalista: “Su Mangano e Berlusconi, a Palermo?
Borsellino: [annuisce sommessamente ] “.”
Fu l’ultima intervista rilasciata da Paolo Borsellino. Solo 48 ore dopo saltava in aria Giovanni Falcone. Due mesi dopo facevano fuori anche lui.
Né di questo né della lettera di richieste che Bernardo Provenzano fece recapitare a Silvio Berlusconi, per il tramite di Vito Ciancimino e Marcello Dell’Utri, quando ormai Silvio Berlusconi era disceso in campo e governava l’Italia, c’è traccia nell’arrampicata sugli specchi di Feltri.
Il nostro free-climber si è guardato bene anche dal citare la frase che l’ormai divenuto senatore azzurro Marcello Dell’Utri , secondo la sentenza che lo condanna a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa, fece recapitare alla cupola di Cosa Nostra: «Non fate rumore, perché altrimenti ci mettete in una condizione di non potere fare niente».
Nè vi è traccia delle dichiarazioni di un’insospettabile come Maurizio Costanzo, che ricordando l’attentato mafioso di cui fu vittima il 14 maggio del 1993, dice testualmente: «Sulla bomba, D’Alema, Violante e Castelli mi dissero che c’entrava Berlusconi

E adesso… i consigli per gli acquisti.

11 commenti

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  • Che gli italiani e le loro opinioni non contino niente si sa e si è sempre saputo. Non saremmo arrivati dove siamo, altrimenti. Chi governa è lì perchè ci sono delle lobby che lo sostengono. E’ così ovunque (credete davvero che Obama sia Robin Hood?).

    In Italia esistono due potentissime lobby. Una governa questo territorio da sempre e l’altra s’è fatta molto forte negli ultimi 40 anni. La prima, l’unica “istituzione” al mondo in grado di controllare un territorio da così tanto tempo, è la Chiesa. L’altra è la mafia. Nessuno (NESSUNO) può governare questo paese senza passare dal loro consenso. Questa è la storia dell’Itaglia e degli itagliani fino ad oggi. Nessuna sorpresa ci può veramente cogliere nel constatare che Berlusconi sia stato sostenuto dalla finanza cattolica e da quella mafiosa per arrivare dove è, sarebbe un torto al nostro buon senso, prima che alla nostra intelligenza.

    Ciò che invece sorprende e schifa del tutto è constatare come oggi, in un momento in cui Berlusconi è platealmente bollito, la mafia lo stia scaricando mentre la chiesa (permettetemi adesso la minuscola) non lo abbia ancora fatto. Riina parla per la prima volta in 17 anni: “Lo hanno ucciso loro” dice riferendosi a Borsellino. Ciancimino Junior attacca a parlare ORA nascondendosi dietro un dito quando gli chiedono il perchè (“i magistrati non mi facevano domande”). Nel frattempo, la Lega (quella del rito celtico, dei folletti e dei quadrifogli) abbraccia un cattolicesimo talebano facendo un pacco unico col Berlusca (mentre Fini fa finta di smarcarsi), mostrandoci da pessimi prestigiatori il loro squallido trucchetto.

    Non si riesce davvero a capire per quale motivo ‘sto paese di debba inculare Berlusconi dalla mattina alla sera mentre tutto muore. Questo constesto allucinante ci mostra però anche quanto siano alle corde tutti i sistemi di riferimento. Da qui deve nascere l’uomo nuovo. Da blog come questi deve nascere la fibra morale di persone che tengono la schiena dritta non perchè ce ne sia bisogno, ma perchè così si vive! Uomini come Falcone, come Borsellino e come i tantissimi altri che neanche conosciamo non hanno fatto scelte di comodo, hanno fatto l’unica scelta che era loro consentita: essere radicalmente se stessi. Accettare i propri limiti e quelli dell’essere umano. E non entrare in trattativa. Chi oggi non tiene la schiena dritta, legge Libero, leggi Il Giornale, perchè beandosi delle iperboli grammaticali di un Feltri non si sente solo ad aver ceduto a degli squallidi compromessi con se stesso.

    Non esiste sottana clericale, picciotto, sindaco o chicchessia che mi debba impartire la lezione su chi io debba essere. Ce lo insegna Kant: il cielo stellato sopra di me, la legge morale in me.

  • ma quando Feltri scrive a cosa pensa? Io di solito do poca importanza all’asspetto fisico, perchè l’esperienza mi ha dimostrato che è una senzazione sbagliata, ma qui il paraculismo di Vittorino è ai limiti del plausibile, siamo alla strenua difesa di un uomo che è diventato indifendibile, perché ora che sta saltando fuori il passato ossulto di Berlusconi le associazioni di pensieri sono semplici. Certo, quando arrivano un sacco di soldi di dubbia provenienza in Italia si pensa subito ad una parola, poi scopri che suo padre era direttore di una banca che riciclava i soldi della mafia e quella parola si fa più nitida, scopri che ospitava un boss mafioso in casa e quella parola si stampa a fuoco nella mente.

  • le assurdita’ di questo paese viaggiano di pari passo con le ossessioni dei berluscones e dei berlusconiani-
    Ormai alla sola parola “mafia” oppure alla parola “collusioni” si rischia tanto e non gia’ di essere tacciati per toghe rosse o comunisti o mangia bambini,magari fosse solo questo-
    si rischia grosso,si rischia la pelle-
    oggi il premier è stato chiaro-
    “CHI PARLA DI MAFIA LO STROZZO”
    T’ASSICURO CHE è UN TIPICO MODO DI parlare che hanno i mafiosi!! e noi siamo gestitti da costoro da 15 anni,seppur a fasi alterne sono 15 anni!!!!!!

    è facile gridare al lupo al lupo quando si conoscono i fatti e i misfatti di questo paese,fatto salvo di far credere al popolo bue,che sono i magistrati gli occulti manovratori e non loro medesimi,ovvero i berluscones!!

     

  • chi ha scritto larticolo o e stato minacciato di morte o e davvero coraggioso i magistrati o chi sta qua in mezzo…secondo me stanno  o riceveranno attentati minaccie…..strano ma vero ma  solo in casi di crisi la verità riesse a venir fuori…

    sguainatte le penne  poi tocchera a noi cambiare le cose se  tutto va a buon fine…..e ancor di piu pronti a lottare  tutti quelli che sono liberari….. dovremmo soprimere limmonda ignoranza che berlusconi ha creato…FORZA ITALIA….bisognera ridare  onore a questa frase dopo decenni di fango gettata in essa

  • siete grandi….

    ……voglio emigrare lontano da questo paese, non mi rappresenta e sopratutto non rappresenta la gran parte di cittadini onesti che ogni giorno danno il loro contributo per farlo andare avanti.

  • Guarda che anche la persona a sinistra può benissimo essere un mafioso. Quello a destra è il classico coppola & schioppo, ma quello a sinistra è il tipo più pericoloso: quello del conto in banca (svizzera) & telefono (per tenere una nebulosa di contatti tra politici, affaristi e persone “potenti” in generale).

    Quando poi uno come Dell’Utri va in TV (mezz’ora dall’Annunziata) a dire pubblicamente che Mangano era un eroe perché quando un giudice gli ha chiesto informazioni su Dell’Utri stesso e Berlusconi, lui muuuto rimase.

    Per questo è un eroe, perché non ha parlato …

  • Costanzo insospettabile? Forse mi sbaglio, però mi sembra di aver sentito dire che Costanzo sia un massone e anche di alto grado. Visto che anche Silvio ha fatto parte di una loggia massonica deviata potrebbero esserci dei legami a noi ignoti…

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