Via tutti i Vittorio Mangano dall'Europa

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Si dice che i panni sporchi si lavino in famiglia. Noi i panni sporchi li facciamo lavare agli altri. Per la precisione, li mandiamo in tintoria all’estero. I soldi li portiamo nei paradisi fiscali, gli facciamo dare una energica smacchiata e ce li facciamo recapitare a domicilio al costo di un onestissimo 5%, grazie allo scudo fiscale. I cittadini che hanno problemi con la giustizia, invece, li mandiamo al Parlamento Europeo a esportare un po’ di malcostume tutto italiano.
Una volta, quando non c’era la globalizzazione, esportavamo piccoli mafiosi con la valigia di cartone. Oggi, siccome abbiamo imparato che il pesce puzza dalla testa, mandiamo le nostre teste di ponte in Europa, un po’ come Cosa Nostra mandava Vittorio Mangano a Milano per occuparsi di fare affari con i ricchi imprenditori del nord.
 
La disonestà è un virus che si trasmette molto più rapidamente della suina, ed è molto più pericoloso dell’aviaria. Dobbiamo vaccinare l’Europa, immunizzarla in fretta, dotarla di anticorpi efficaci contro i nostri europarlamentari disonesti prima che sia troppo tardi e non resti che diramare un codice rosso: la disinfestazione non selettiva di ogni amministrazione pubblica esposta al contagio.
Ricevo e pubblico l’appello di Andrea D’Ambra.

Caro Claudio, dopo il successo ottenuto con l’abolizione dei costi di ricarica, da marzo scorso sul mio blog mi sono fatto promotore di un’altra iniziativa, riprendendo il tema VDAY per un Parlamento Pulitoalla luce della lentezza e della scarsa sensibilità delle nostre istituzioni alle istanze democratiche (ricordo che il disegno di legge per un parlamento pulito, previsto dalla nostra Costituzione, giace in Senato da 2 anni nonostante 350mila persone lo abbiano firmato, mentre il lodo Alfano fu approvato in pochi giorni per le esigenze di una sola persona).Checché ne pensi e ne dica il nostro Presidente della Repubblica Napolitano per cui i problemi italiani devono restare all’interno dei nostri confini, l’Europa è sempre più spesso  la nostra ultima ancora di salvezza, così come dimostrato anche con l’iniziativa contro i costi di ricarica dei telefonini (le firme vennero inviate dal sottoscritto a Bruxelles che scrisse alle Authority Italiane le quali al quel punto si smossero dopo che per 10 anni “non avevano visto” quella che era un anomalia tutta italiana che fruttava ai gestori di telefonia mobile quasi 2 miliardi di Euro l’anno) anche questa volta è necessario uscire dai nostri confini per adeguare il nostro paese a quelli che sono gli standard europei in materia di eleggibilità dei condannati. Ad oggi infatti non esiste un unica regolamentazione europea ma l’atto che regola l’elezione degli eurodeputati rimanda per questo alle varie legislazioni nazionali e, sebbene al Parlamento Europeo ci siano anche condannati di altre nazionalità (perlopiù per reati di opinione) , l’Italia è l’unico paese a non aver regolamentato la materia neanche per reati gravi con la conseguenza che i condannati possono essere inviati anche a Strasburgo e Brussels.Mi sono quindi attivato scrivendo già prima delle ultime elezioni europee all’allora Presidente del Parlamento Europeo Hans Gert Poettering che mi ha invitato a rivolgermi alla Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, competente ad emendare l’atto riguardante l’elezione degli eurodeputati del 1976. L’allora presidente della Commissione Affari Costituzionali, il socialista tedesco Jo Leinen, (al contrario del suo omologo italiano Vizzini che preferisce non rispondere a 350mila cittadini) mi ha scritto che una possibilità c’è per cambiare le cose, e consiste nell’inserire tale previsione nella proposta di modifica dell’Atto (http://www.europarl.europa.eu/oeil/file.jsp?id=5806882) presentata dall’On Andrew Duff (Alde).
Nel frattempo, con le elezioni europee la composizione della Commissione è cambiata. Ora il Presidente della Commissione AFCO (http://www.europarl.europa.eu/activities/committees/membersCom.do?language=IT&body=AFCO) del Parlamento Europeo è un Italiano, Carlo Casini (UDC-PPE). Gli altri italiani in Commissione sono Potito Salatto (PDL-PPE)e Roberto Gualtieri (PD-S&D). “Assente” l’Italia dei Valori (partito che ha inserito l’ineleggibilità dei condannati al 4° dei suoi 12 punti del programma in campagna elettorale) ,ma ci sono i colleghi di gruppo ALDE di cui lo stesso relatore Andrew Duff, che non sembra però convinto di inserire questa nostra richiesta nella sua proposta di emendamento, nonostante gli sforzi e il sostegno su tutti di Sonia Alfanoche dal primo momento ha appoggiato questa iniziativa e a cui va tutto il mio ringraziamento. Il rischio che si corre è che, così come con la risoluzione per la libertà di stampa (bocciata alla fine per un solo voto), ci sia qualche “franco tiratore” che remi contro anche in questo caso.Per evitare ciò qualcosa possiamo ancora farlo. C’è bisogno di inondare letteralmente il Parlamento Europeo di e-mails.
Qui tutte le istruzioni: http://www.andreadambra.eu/?s=parlamento+europeo+pulitoPer questo spero nel tuo sostegno.
Grazie!
Cordialmente
Andrea D’Ambra

 

INTERNET FOR GIULIANI

 
 
 
 
 

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4 commenti

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  • Lodevole iniziativa di cui ero venuto a conoscenza circa due settimane fa ed a cui ho subito aderito inviando le e-mail agli indirizzi indicati nel sito di Andrea D’Ambra. Certo che se aspettiamo un Parlamento pulito in idaglia facciamo tempo a veder nevicare all’inferno; speriamo almeno nell’Europa.

    Se può essere utile faccio la seguente precisazione: se usate come client mail il programma Mozilla Thunderbird potreste trovare difficoltà a spedire la mail agli indirizzi multipli indicati nel sito di D’Ambra sotto il link AL COMITATO AFFARI COSTITUZIONALI, AI MEMBRI DELLA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI E AI CAPIGRUPPO DEL PARLAMENTO EUROPEO, perchè Thunderbird non riconosce la separazione preimpostata fatta col simbolo “;” (punto e virgola) tra i vari indirizzi (cliccandoci sopra si apre automaticamente la finestra di Thunderbird per spedire la richiesta ai vari indirizzi mail multipli preimpostati e separati appunto con il punto e virgola). Io ho risolto spedendo la mail direttamente dal sito di Yahoo presso cui ho la mia e-mail (semplice copia e incolla degli indirizzi).

  • Cari Andrea e Claudio,

    avevo aderito alla prima tornata dell’appello, riaderisco molto volentieri ora.

    P.S. Circa il concetto di ‘popolo sovrano’, mi pare chiaro che esiste e viene riverito quando porta acqua al mulino della rappresentanza parlamentare e della rappresentanza della rappresentanza, che è governativa.

    Quando il popolo sovrano si rappresenta direttamente e chiaramente con 350.000 firme, allora dà – diciamocelo altrettanto CHIARAMENTE e ad ALTA VOCE – fastidio.

    “Il popolo è sovrano” è un espressione quindi che, seppur vera non può essere riconosciuta, né secondo diritto, né secondo giustificata fiducia, in bocca a parlamentari incoerenti. Cio vale specialmente per quelli della maggioranza che in questi due anni non ha rispettato la volontà popolare delle proposte di legge di iniziativa popolare in materia elettorale.

    Io sono scandalizzato del fatto che il parlamento sia tuttora inerte rispetto a tali proposte, e incoraggio tutti i cittadini onesti a constringere i rappresentanti in parlamento nelle commissioni competenti a prendere atto di quella volontà e a rispettarla nei comportamenti quotidiani.

    Saluti,

    cs

  • pensateci bene !!!!!

    a loro tutti quanti conviene il modo di fare politico italiano !!!!!

    non aspettano altro che il modo di far politica italiano venga accettato in europa per poterlo attuare anche nei propri paesi……….

    non si fermeranno finchè non vedranno una ferma opposizione da parte di tutti i cittadini europei uniti assieme per la causa….

    facciamo girar la voce in europa ed in tutto il mondo ” TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI ” e vediamo di torglierceli dai coglioni tutti quanti assieme una volta per tutte !!!!!!

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