Provaci ancora, Carrefour!

 


Oltre un anno fa mi sono occupato del caso del caso del bambino affetto da autismo, maltrattato da un fotografo Disney all’interno di un centro commerciale Carrefour, e discriminato dallo stesso staff Carrefour. All’epoca l’Italia inorridiva al suono delle parole: “Se suo figlio è malato, non lo deve portare in giro”.

Si dice che le città abbiano un anima, un’aura che aleggia e incombe sopra i suoi cittadini, modificandone inclinazioni, attitudini e carattere. Così avviene anche per le aziende. La classe dirigenziale, per via del codice etico-morale complessivo del management, impone un clima che all’interno della gerarchia occupazionale tutti finiscono per respirare, dai top manager giù giù fino all’ultimo inserviente.
 
Ora, a distanza di molto tempo, viene meglio a determinarsi quale siano carattere e natura dell’organismo Carrefour. Decidere di includere la voce “Presenza di Nomadi” tra le segnalazioni che si possono inviare via web al servizio clienti può essere la scelta di un singolo manager, ma rilfette i criteri di selezione del personale che l’azienda privilegia nel reclutare i suoi collaboratori. Evidentemente la personalità collettiva della catena di centri commerciali rivela una pericolosa indifferenza verso questioni che in una società di diritto sono fondamentali. Ignorarle, o peggio ancora violarle più o meno senzientemente, stride con l’immagine di servizio clienti, a meno che i clienti non siano per la maggior parte fascisti, razzisti o individui affetti da una particolare fobia nei confronti del diverso.


Dopo il pressing della blogosfera, Alessandro segnala che Carrefour ha appena rimosso la voce dal menu a tendina corrispondente, e aggiunge che dovrebbero anche chiedere scusa.
Io mi domando se abbiano chiesto scusa perlomeno l’altra volta [leggi “Le parole che non ti ho detto” e guarda il video].

9 commenti

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  • Grazie per aver pubblicato questa intervista.

    Io e mia moglie abbiamo un bambino straordinario, con una situazione del tutto simile quella del figlio della signora. E’ adottato insieme al fratello di un anno più piccolo e ad altri tre ragazzi. In più abbiamo tre figlie generate da noi. Dovremmo essere, quindi, forti ed avvezzi a qualunque circostanza. Invece no.

    Quante volte abbiamo sentito frasi come quelle riportate dalla signora, quante ferite ogni volta. Talvolta rispondiamo per le rime e ci difendiamo ma non sempre ne abbiamo la forza.

    D’estate, quando arriviamo in spiaggia, dopo dieci minuti si crea un vuoto di almeno venti metri di raggio. Solo perché Johnny è felice e ama salutare le persone con un sorriso che per noi è disarmante ma forse per i più è fastidioso.

    Se andiamo ad un parco, dopo poco molti genitori si lamentano ed arrivano a chiederci di andare via, oppure vanno via loro lamentandosi platealmente.

    Figuriamoci al cinema o ad un concerto di musica (cosa che Johnny adora).

    A volte siamo un po’ sconsolati ma continuiamo comunque a portarlo dappertutto, cinema e teatro compresi. E che la gente si arrangi.

    Grazie di nuovo.

    Andrea e Rosaria

  • andrea e rosaria, non abbiate paura. in certi momenti ci può mancare il coraggio e la solitudine può condurci quasi alla soglia della disperazione. ma viviamo comunque in un paese abitato da persone civili, che esprimono quotidianamente la propria cultura di civiltà. potranno esistere leggi e comportamenti razzisti, come quelli descritti in questo articolo, ma persone capaci di agire secondo valori propri, seguendo la propria coscienza e pensando con la propria testa ne troverete sempre.

    cercate quelle persone e vivete con loro.

    auguri.

  • Ho ascoltato in silenzio.

    Non ci sono parole che possono descrivere lo sgomento mio e il senso di profonda vergogna che ho provato ascoltando l’episodio. L’italia è assurta a popolo bue ,mi ricorda il film “l’uomo che visse nel futuro” e l’umatità ridotta alla completa indifferenza e pascolo dei Morlock. Credo che  l’ultima pubblicità di “che Banca  racchiuda la negazione della volontà. Va da se che il gruppo carrefour sceglie collaboratori in base a baffi profili i quali sono rimambiti da anni di malatelevisione. Questo per darmi una lettura logica dell’accaduto.

    Io avrei reagito diversamente, il fotografo insieme alla sua macchinina sarebbe volato alto nel cielo insieme a tanti imbelcilli.

  • SOLIDARIETA’ INNANZITUTTO AL BAMBINO.

    BISOGNA BOICOTTARE LA DISNEY ,CARREFUR E ANCHE LE ALTRE MULTINAZIONALI COMMERCIALI. SI DOVREBBE DIRE ALLA SIGNORA DEL FILMATO CHE I PRODOTTI MARCHIATI DISNEY SONO STATI COSTRUITI DA BAMBINI O ADULTI CON STIPENDI DI 2 DOLLARI AL GIORNO X 16 ORE LAVORATIVE PROPRIO NEL PAESE COLPITO DAL TERREMOTO.

     E ADESSO CHE è STATO OCCUPATO DAI TERRORISTI AMERICANI ANDRA’ ANCHE PEGGIO.

    BOICOTTARE, QUESTA E’ LA PAROLA D’ORDINE

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