L'esperimento del dottor B.

 

Prima o poi doveva accadere, ed è successo. La strada dell’evoluzione passa attraverso incroci occasionali. Alcuni danno vita a creature che non hanno la benché minima possibilità di sopravvivere: aborti della natura, scherzi genetici accartocciati dal destino e gettati nei rifiuti della storia. Altri creano raccapriccianti ibridi che per qualche tempo, complici le situazioni ambientali, riescono a riprodursi, addirittura a prosperare, se le condizioni sono favorevoli. In rare occasioni, si produce una caratteristica nuova, vincente, che avvia una nuova specie, una razza che prende il sopravvento sulle altre e, lentamente, le sostituisce.
La politica, si sa, è il laboratorio genetico più sofisticato e alacre del mondo. Ogni giorno avvocati ghediniformi e baffuti inciuciatori agitano provette e scaldano alambicchi per studiare inedite forme di compromesso, nuovi soprendenti organismi in grado di secernere consenso e abbarbicarsi a una poltrona come il baco da seta si suggella nel bozzolo.
In occasione delle regionali, però, devono avere esagerato: qualcosa è andato storto e la situazione è sfuggito di mano. Nel caveau della biblioteca del Senato, dove si conducono esperimenti di fusioni programmatiche considerate impossibili nel sentire comune, per una spiacevole fatalità Di Pietro e Berlusconi si sono venuti a trovare nella stessa cabina di teletrasporto, progettata per saltare di palo in frasca durante i talk show, confondendo il telespettatore – Sallusti ha già compiuto diversi cicli terapeutici e i risultati si vedono: risponde Roma per Toma, così come Capezzone, Nicola Porro e molti altri ancora.
La creatura che si è andata ricomponendo nella seconda cabina ha terrorizzato Gianni Letta, che non ha avuto il coraggio di aprire l’oblò. Ribosomi e mitocondri giustizialisti si sono mescolati a cromosomi e anticorpi garantisti. In uno dei due corpi deformi, il braccio della legge si è avventato al collo del corruttore, mentre nell’altro è comparsa una vistosa voglia di compromesso che ha ricoperto per intero l’addome. Sembra che neppure Bertolaso, disturbato al Salaria Village mentre si faceva massaggiare la cervicale con un preservativo arrotolato, sia riuscito a rimediare alla catastrofe, separando il materiale genetico e purificando i due organismi per riportarli alla condizione originale.
I primi, devastanti effetti di questo incidente hanno iniziato a riempire le pagine dei giornali. Di Pietro ha appoggiato candidature come quella di Vincenzo De Luca in Campania, rinviato a giudizio per truffa ai danni dello stato e falso. Berlusconi, viceversa, ha iniziato a straparlare: “via gli indagati dalle liste“, “fuori dai partiti chi commette reati“. Non è chiaro se chi fa leggi incostituzionali e adpersonam per sfuggire ai processi possa viceversa restare nei partiti o addirittura ricoprire incarichi istituzionali.
Al momento non si può ancora prevedere se Berlusconi, o quel che ne resta, dopo avere fatto scuola perfino con un vecchio amico come il primo ministro turco Erdogan che ne ha emulato le gestachiedendo al pubblico di boicattore i giornali del gruppo Dogan, e successivamente infliggendo a quest’ultimo una multa che lo ha messo in ginocchio, smembrando la stampa che ancora non controllava – possa da un momento all’altro spingersi addirittura a difendere la libertà della rete dall’attacco mortale del Decreto Romani, elogiando l’informazione indipendente a discapito delle sue televisioni.
In previsione di questa eventualità sembra che Piersilvio, il figlio del premier, e Gianni Letta in persona stiano cercando di convincerlo a mettere la testa sotto una pressa, magari quella delle rotative del Giornale del fratello Paolo.

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(*) in quanto pericoloso terrorista

 

12 commenti

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  • Scusa, ma se una persona con le fattezze di Hitler difendeva la pura razza ariana, Mr. B. non può difendere gli onesti?

    Altra spiegazione potrebbe essere che vista la virulenza dell’opposizione mostrata dal PD, Mr. B. si stia facendo un po’ di opposizione da solo, tanto per tenersi in allenamento.

  • Ciao,

    condivido con ta scelta sbagliata di appoggiare un candidato del PD in Campania, soprattutto perchè indagato, pero’ mi sarebbe piaciuto da parte tua anche una piccola descrizione di cosa è stato il congresso dell’ IDV (ci siamo incontrati lì): a parte i discorsi, tra i quali il più apprezzato è stato senza dubbio quello della Alfano, la gente che rappresentava il territorio, la base, è stata la vera protagonista. Io, come molti delegati presenti, ho conosciuto tantissime persone serie, volenterose, che fa politica senza interesse se non quello di cercare ognuno nel proprio territorio di cambiare le cose. Sinceramente sono rimasto mlto sopreso ed incoraggiato nel costatare che esiste un’ Italia positva, altruista e attiva che vuole fare una politica nuova. Italia dei Valori non è tutto rose e fiori ma la base del partito rappresenta  è il miglior auspicio per lottare contro un sistema marcio. Noi non ci arrendiamo, anzi contro la vecchia politica cercheremo di far prevalere la bontà delle nostre idee all’ interno del partito.
    P.S.
    Per contestare un partito bisogna farne parte e lavorare per migliorarlo, sono rimasto stupito nel venire a conoscenza che Barbato (che presentava la mozione antagonista a Di Pietro, ritirata sul fil di lana) e De Magistris (che non ha avuto il coraggio neanche di presentarla) non sono neanche tesserati all’ IDV: e allora noi che combattiamo tutti i giorni sul territorio? Noi che per far avvicinare la gente alle nostre proteste e alle nostre battaglie togliamo tempo al nostro lavoro e alle nostre famiglie? Noi siamo IDV.

  • Sparito finalmente lo sponsor IDV dal tuo sito.

    Grandissimo Claudio, ora si, Byoblu l’informazione libera.

    Meglio i pastiglioni dimagranti come sponsor che la politica dalle proprieta’ anti stipsi.

    Francesco

     

  • Scusa Claudio, anch’io avrei una piccola precisazione da fare: De Luca ha già subito una condanna in primo grado per un processo anteriore a quelli già discussi (da un articolo di Marco Travaglio ne “Il fatto” di mercoledì 17 febbraio).

    @ alsalto: non ho mai nascosto la mia contrarietà alla scelta di De Luca ma, ti prego, fai attenzione a non cercare d’influenzare Claudio con questi complimenti…loapprezziamo proprio perché è una mente libera, giusto?

    • Gentile @sofiaastori, temo che noi si chieda a Claudio la medesima cosa, ossia di non vestire una posizione politica ma di informare, indagare in maniera libera.

      Come puoi mai l’informazione essere libera se inquinata da un’appartenenza politica dichiarata? Ben sappiamo che ogniuno di noi ha il proprio orientamento, io stesso ammetto da anarchico di esser di parte, ma qui non e’ questo che ci interessa, qui cio’ che interessa sono i fatti.

      Cordialmente

      Francesco Bianco

  • Io sono dispiaciuto per l’appoggio a De Luca, ma continuerò a sostenere Di Pietro perchè mi ha convinto che non si poteva fare altrimenti. Aspetto solo che IDV faccia venire meno il suo appoggio in caso di condanna. B. non lo considero neanche. E’ il risultato della mediocrità della massa.

  • sofiaastori ha scritto :
    va bene, Gabriele, continua così nel frattempo io mi adopero a modo mio, in attesa che facciate piazza pulita a 360°. Non c’è solo De Luca che stona.Inutile nascondere che, quando è nata, Idv era piena di gaglioffi in assoluta armonia con l’andazzo generale. Alle europee, io votai Zanoni e si è visto come è andata a finire.Non ho nessuna intenzione di sospettare di Di Pietro ma mi sono sempre chiesta perché non si rendeva conto da chi era circondato. Forse è il caso che qualcuno di più accorto lo sostituisca.  

    Ognuno si adopera come può. Io personalmente sto cercando di radunare più persone possibile sotto l’insegna dell ‘IDV per cercare di cambiare le cose sul territorio e anche all’ interno del partito. Mi rendo conto benissimo cosa è oggi la politica dei partiti e purtroppo l’IDV non ne è esente, anche se in maniera molto inferiore rispetto agli altri partiti. Di una cosa sono certo: i simpatizzanti e la base dell’ IDV è composta da gente informata, che cerca di ragionare con la propria testa,non di cechi segugi che accettano qualunque nefandezza del proprio partito senza metterne mai in discussione le scelte, il PD ne è un esempio. Però mi rendo anche conto che un semplice movimento di protesta difficilmente riuscirà a cambiare lo stato di cose, se ne è accorto persino Beppe Grilllo che è entrato in politica con le sue liste, contraddicendo quello che ha sempre sostenuto, cioè la lotta contro la politica dei partiti!! Insomma se ci riduciamo a biasimare ogni scelta politica, anche se non la condividiamo, le nostre battaglie non troveranno mai spazio nel marasma dell’informazione Italiana.
    Un appunto sulla battaglia “Internet libero”: ne condivido pienamente i presupposti, ma penso che  bisognerebbe contemporaneamente puntare a dare la possibilità a tutti di connettersi ad internet, cosa oggi preclusa a tantissimi cittadini italiani, Questa battaglia sulla difesa della libertà di informare via internet mi sembra un po’ ristretta rispetto alla vera questione: 100% dell’ Italia devi potersi connettere, a prescindere dalle scelte economiche di chi gestisce la rete, cioè Telecom.

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