Ci son due coccodrilli …e basta!


Nestlé acquista l’olio di palma da Sinarmas, il più grande produttore di olio di palma indonesiano. Certo, le piantagioni della Sinarmas non si possono mica realizzare nei campi da golf più esclusivi di Dubai: gli sceicchi se ne avrebbero a male. Invece, visto che gli alberi si limitano ad opporre una resistenza passiva, non si organizzano in sindacati e soprattutto non te la fanno pagare, molto meglio realizzare le piantagioni di olio di palma nelle ultime foreste pluviali.
Cos’è una foresta pluviale? E’ tutto quel che resta della poesia e della bellezza in questo mondo raso al suolo da monumantali spianate di cemento. Ma che ci frega? Produrre, vendere, creare immondizia, questa è la parola d’ordine. Siamo gli unici animali, dopo lo stercoraro, a riempire di merda le proprie case. Siamo stercumani, ormai guardiamo il mondo solo attraverso i documentari di Sky. Siamo ibernati in bare viaggianti nello spazio, nostalgici del nostro pianeta d’orgine, che ci appare in tutta la sua maestosa magnificenza solo in technicolor, passando da un cavetto di connessione infilato su per il buco del culo. E paghiamo anche: dai 30 ai 70EUR per il pacchetto mondo. Paghiamo per vedere noi stessi, come allo zoo, siamo al contempo spettatori e animali in gabbia, siamo immagine e riflesso. Abbiamo impacchettato la natura e fingiamo di correre su un prato mentre il colesterolo si impadronisce delle nostre vene e ci uccide lentamente. Proveremo nuovamente l’ebrezza del profumo del terriccio solo da morti, dopo un paio di palate del becchino.
 
Mentre noi digitalizziamo il mondo, nelle foreste pluviali c’è ancora qualcuno che se lo gode. Sono intere comunità di uomini e di animali. Per noi sono impossibili da concepire: dal nostro punto di vista, vivono nei documentari. Come i dinosauri. E infatti, nei documentari le vogliamo infilare, a tutti i costi. Così radiamo al suolo il loro habitat e ne bruciamo il cadavere, producendo enormi quantità di CO2, per farci la nostra bella piantagione. Più piantagioni, più olio di palma. Più olio di palma, più cibo, più cosmetici, più biocarburanti. Più olio di palma, più Kit Kat sugli scaffali dei supermercati.
E gli oranghi? Quei pochi, perlomeno, che ancora sopravvivono solo all’interno delle foreste pluviali indonesiane, li vogliamo far fuori proprio tutti? Beh, dipende: ce li abbiamo tra i documentari di NatGeo o Discovery Channel? Sì! E allora chissenefrega!
 

Spezza con Kit Kat!

Ricordatevi solo di modificare il testo della filastrocca: “Ci son due coccodrilli ed un orangotango” in “ci son due coccodrilli …e basta“. Almeno finché non spariranno anche quelli.
Chiedi a NESTLE’ di concedere un break alle foreste.

 UPDATE: Dopo la pubblicazione del video, la Nestlé ha fatto sapere, con una nota, quanto segue:
http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=29&IDalbum=25019&tipo=VIDEO

15 commenti

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  • Siccome prossimo Lunedi’ su PANORAMA, BBC1, trasmetteranno un servizio sul cioccolato e da dove e’ originario, vorrei chiedervi se qualcuno potesse dirmi come posso scaricare il video nel mio computer che poi lo carico su youtube.

    Thanks

    Lorenzo

  • consumo critico e consapevole: io non compro nestlè e kraft da almeno 10 anni e anche molto altro

    consiglio a tutti:

    Guida al consumo critico 2009. Edizione totalmente rivista e aggiornata
    Prezzo € 16,00
    Dati 2008, 592 p., brossura, 5 ed.
    Curatore Centro nuovo modello di sviluppo
    Editore EMI  (collana Giustizia, ambiente, pace)

    e poi http://www.biodizionario.it/ dove trovate le varie voci degli ingredienti riportati sulle etichette anche di cosmetici e detersivi ecc.

    così tanto x cominciare e avere due riferimenti rapidi di informazione

  • CAVOLO !!!!!!!

    PORCA PUT…A !!!!!

    QUESTI VIDEO DOVREBBERO MANDARE OGNI GIORNO AL POSTO DI QUELLE PUBBLICITÀ DE MERD  !!!!!!

  • In più l’olio di palma è nocivo per la salute, insieme all’olio di cocco. ed è l’ultimo olio nella classifica degli olii commestibili, dove al primo posto c’è l’olio extravergine, poi gli olii di semi e infine gli olii di cocco e di palma.

    Ho trovato degli snack che addirittura contenevano olkio di colza!!

    Ragazzi leggete sempre bene l’etichetta, e tenetevi lontani dagli olii di palma, di cocco, lontani anche dai grassi vegetali Idrogenati, dal glutammato monosodico, presente specialmente nelle patatine e nei dadi, e poi ovviamente, lontani anche dai soliti conservanti e coloranti vari.

    Io ve lo dico, poi siete voi che ve li mangiate, spero che d’ora in poi anche voi vi mettiate a leggere le etichette e a scartare i prodotti che contengono questi ingredienti.

    Grazie a tutti per l’attenzione e ciao.

  • Mi è appena arrivata una mail che sta facendo girare Grillo per far calare i costi della benzina.

    Anche a questa iniziativa dovremmo dare uno sguardo, visto il risultato positivo riguardo all’abbattimento dei costi di ricarica!

  • Storie che si ripetono in continuazione senza imparare niente da quello che accade. NON E’ VERO COMUNQUE CHE GLI ALBERI NON CE LA FANNO PAGARE. NIENTE E’ GRATIS AL MONDO

    BUON PROSEGUIMENTO      

  • L’olio di palma si trova in quasi la titolità dei prodotti da forno ,anche quelli biologigi .E’ vero ,non fa bene alla salute ,meglio evitare .

    L’olio di palma si usa nelle creme di bellezza e pomate in generale ,è il grasso più economico e diffuso .

    NON C’E’ SCAMPO !

     

    Info su ferrero  http://www.greenpeace.org/italy/news/nutella-vittoria :

    Non sono una consumatrice di nutella , è giusto per saperne di più.

     

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