Piovono martelli


Quando un bambino ha tra le mani un utensile pericoloso, un genitore attento fa in modo che non si faccia del male. Quando un lavoratore ha tra la mani un utensile pericoloso, il padrone disattento se ne frega. Tanto, uno schiavo infortunato che fa causa, nel paese dove la legge è disuguale per tutti, è un cittadino legalmente perdente. Non si vince se si ha ragione come non si perde se si ha torto. Le prescrizioni eccellenti dovrebbero averci insegnato qualcosa. Si vince se hai un ufficio legale che lavora costantemente al tuo servizio. Si perde se non puoi permetterti neppure un avvocato d’ufficio.
Nel paese dei vabbuò, la sicurezza sul lavoro è un di più. E’ pericoloso sostare vicino a un camion durante le operazioni di carico e scarico? E vabbuò, non siamo mica in Svizzera. Tanto poi in oltre tre anni non si arriva neppure all’udienza preliminare. Gli attrezzi, durante le attività in elevazione, devono essere assicurati alla cintola? Ci deve essere una rete protettiva? E vabbuò, tanto sotto non ci sta mica il capo-cantiere.
E il tesoretto da 15 miliardi dell’INAIL, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro? Che senso ha accumulare ricchezza sulle assicurazioni che devono risarcire i lavoratori che si fanno male o le famiglie di chi ha perso la vita? Che senso ha negare un premio assicurativo, magari subordinarlo ad una esasperante trafila legale lunga anni cui la maggior parte delle vittime non è in grado di far fronte, centellinare risarcimenti da fame quando la baracca che vive e funziona grazie alle tasche dei lavoratori, ideata al solo scopo di proteggerli, è in attivo di oltre 2 miliardi l’anno? A cosa servono tutti quei soldi che non vengono resi ai legittimi proprietari? Se esiste un’eccedenza di tali dimensioni, allora il sistema dei premi va ricalibrato, alzando gli importi dei risarcimenti e allargando le maniche sui criteri di valutazione degli aventi diritto. 15 miliardi di avanzo, ammucchiati nelle casse dell’INAIL, vogliono soltanto dire che ci sono lavoratori che avrebbero avuto diritto ad avere soldi indietro, i loro soldi, e che non li hanno avuti. Esattamente come potrebbe succedere al figlio di Antonella Federzoni.
E per favore, smettetela di chiamarle morti bianche. Il colore giusto è il nero. Il nero della putrefazione e della marcescenza. Della morte, appunto…

  PIOVONO MARTELLI


 lettera di Antonella Federzoni, una madre che vuole giustizia per suo figlio

 

Buongiorno,
ieri, sul blog di Beppe Grillo, ho letto dell’incidente occorso alla centrale Enel di Civitavecchia, dove è morto il ragazzo di Tarquinia, Sergio Capitani.
Anche io vivo a Civitavecchia. Sono la mamma di un ragazzo che lavorava in quella centrale e che ebbe uno dei primi incidenti sul lavoro durante la costruzione della centrale stessa. Un martello scivolò dalle mani di un operaio che si trovava a circa 14 metri di altezza e lo colpì alla spinosa D4, rischiando di farlo rimanere invalido su una carrozzella per tutta la vita. Quando si lavora in quota, i martelli andrebbero legati al polso e ci dovrebbero essere reti di protezione.
Denunciai il fatto, incaricando un avvocato di Napoli, ma per mancanza di soldi non riuscii ad andare fino in fondo. Il sindacato mi lasciò completamente sola a combattere la mia battaglia.
Mio figlio era a terra e nessuno, dico NESSUNO, gli prestò soccorso. Il capo cantiere gli disse di andare a casa, di riposarsi e di tornare al lavoro l’indomani. Lo accompagnai io in ospedale, lo feci visitare e la diagnosi fu di trauma cervicale, con tre giorni di prognosi.
La notte, al pronto soccorso, fu un vero e proprio incubo. Mio figlio urlava dal dolore, e quando chiesi un antidolorifico mi fu risposto di non rompere le scatole, perché il medico aveva da fare. Alle 22 dovetti personalmente uscire dal Pronto Soccorso, venire a casa e prendere un aulin, un farmaco molto blando rispetto all’entità del dolore che provava mio figlio.
La mattina dopo fu dimesso, ma stava evidentemente male, non riusciva a dormire e i dolori erano lancinanti. Così, lo portai a Palidoro al Bambin Gesù, dove gli fecero una lastra. Questa volta la diagnosi fu: frattura alla spinosa D4. Doveva stare a letto senza assolutamente muoversi, in quanto anche solo alzarsi per andare in bagno comportava rischi enormi.
Subito fu portato a Roma per una TAC che confermava il verdetto. Fu ingessato completamente,  con solo uno spazio nella pancia per permettergli di mangiare: doveva nutrirsi poco e spesso.
Portò il gesso per un mese, ma i successivi quattro mesi stava ancora male. Poi rientrò al lavoro. Ancora oggi risente della botta ricevuta e soffre di cervicale in modo spaventoso. Ha solo 29 anni! Quando successe l’accaduto ne aveva 24.
Gli sono stati riconosciuti 2 punti, molti meno di quanti furono riconosciuti ad un infermiere che si era fatto male al ditino del piede. Come è possibile? Ho denunciato anche la ASL, ma credete che siamo riusciti ad ottenere qualcosa? Ovviamente no. Ho solo avuto la conferma che se ci sono i soldi si fa tutto, altrimenti uno può anche morire che non importa niente a nessuno, nemmeno al sindacato che dovrebbe proteggere i lavoratori. A luglio ci sarà il procedimento penale a carico della ditta avversaria: noi non abbiamo i soldi per permetterci un buon avvocato, mentre loro di soldi ne hanno anche troppi. Anche stavolta ingiustizia sarà fatta!
E il sindacato dov’è? E il sindacato dov’era?
Sono andata sui giornali locali, sono apparsa in televisione, ma la coscienza degli italiani e di chi ci dovrebbe proteggere e difendere è ormai sepolta sotto milioni di euro. Tutto si compra, per chi ha i soldi, mentre per gli altri neppure la vita ha valore.
Questa è la società dell’apparire e non dell’essere: un operaio non vale niente, perché non guadagna niente.
Buona Pasqua
Antonella Federzoni
tulipano55@hotmail.it

26 commenti

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  • La tristezza che mi attanaglia nel venire a una conoscenza oramai sistematica di queste incresciose situazioni di fronte ad incidenti sul lavoro, è qualcosa che non riesco ad esprimere (purtroppo), e mi meraviglio che ci sono ancora operai come mè, che credono che il sindacato faccia i “Nostri” interessi, nonostante un poco per tutti vi sono state chiare situazioni nelle quali la assoluta lontananza dei sindacati sia chiara e alla luce del giorno. Mi chiedo ma cosa ci vuole per svegliare questo “Popolino” ignorante e cieco alle evidenze.

  • gli italiani sono ridotti proprio male…..

    questa è una delle tante storie che rende piccola l’italia.

    spero proprio in una rinascita culturale e una riscoperta dei valori, quelli veri, una sana fratellanza e giustizia sociale.

  • L’Italia è ormai alla frutta da tanto, troppo tempo. Storie come queste hanno ormai cadenza quotidiana, e l’in-sicurezza sul lavoro è come l’aria, la respiri ogni volta che entri in un cantiere. Io sono un “lavoratore dello spettacolo”, uno di quegli omini che stanno dietro le quinte durante i convegni, i concerti, le manifestazioni pubbliche, ed il mio lavoro è classificato come ad “altissimo rischio”: lavoriamo con l’alta tensione, con carichi sospesi sulla testa, sui palchi, appesi a diversi metri da terra. E vi posso assicurare che la parola “sicurezza” è soltanto una parola, appunto, e non una condizione necessaria allo svolgimento del lavoro. A Dicembre 2008 feci il “corso sicurezza” per l’abilitazione al lavoro in quota, quello previto dal Testo Unico sulla Sicurezza. Tante belle parole, tre giorni di lezioni e prove pratiche, salvo poi ritrovarmi, al primo lavoro, senza neanche il trabattello per andare a 6 metri a tarare i proiettori. Protestai in maniera decisa, mi fu risposto che purtroppo l’azienda non aveva abbastanza trabattelli per tutti i lavori in corso, e che se non volevo usare la scala potevo far salire uno dei miei ragazzi (su quel lavoro facevo il responsabile di una squadra di 5 persone) o andare a casa.  Tornai in location (il teatro di una famosa casa di moda milanese) e salii su quella scala, per non far salire i ragazzi che erano con me e non dovermi sentire responsabile per loro. Per anni (ben prima del 2008) ho continuato a “rompere i coglioni”, cercando per lo meno di limitare i rischi maggiori, ma in risposta ho avuto una diminuzione dei lavori che sono chiamato a svolgere.

    I dirigenti hanno continuato a dirmi che facevo bene a segnalare queste situazioni, ma quando uscivo dai loro uffici probabilmente tiravano un sospiro di sollievo.

    I miei colleghi, purtroppo, hanno scelto di continuare a lavorare “in pace”, senza rompere i coglioni come invece faccio io.

    È triste a dirsi, ma è la realtà. Della sicurezza non frega un cazzo a nessuno, spesso neanche a coloro i quali rischiano di tornare a casa su una sedia a rotelle o di non tornarci mai più, perché hanno paura, sono psicologicamente ricattati, o semplicemente non vogliono pensarci.

    Siamo noi i primi a doverci vergognare.

     

  • Questo è il paese del “si salvi chi può” purtroppo.Questo è il paese civile e moderno solo nelle definizioni, mentre al suo interno, nella vita reale, tutto si muove su linee di spaventosa mediocrità.

    A volte penso che probabilmente fenomeni come la mafia siano in fondo “un’ evoluzione” del nostro essere più generalizzato.Prendiamocela pure con la politica ma non dimentichiamo che anch’essa è l’espessione del nostro essere e del nostro pensare.

    Nel nostro DNA abbiamo un qualcosa che ci fa sentire un popolo con comuni intenti e comuni aspirazioni sociali solo quando vince il mondiale la nazionale di calcio.

    Abbiamo maledettamente bisogno di certi valori e purtroppo i modelli che attualmente emergono nella società sono proprio quelli che ci allontanano dalla crescita delle nostre coscienze.

  • byoblu ha scritto un post interessante …davvero drammatica questa storia e giusto che si faccia un po di informazione …però non mi piacciono certi commenti che girano attorno queste informazioni ..si dice è colpa dei sindacati —è colpa della nostra politca –è colpa di questo e colpa di quest’altro …..credo che la colpa maggiore sia di tutti noi  ….in tutti questi anni le uniche manifestazioni di rilevo  che si sono fatte sono state solo contro berlusconi che alla fine dei conti se cade berlusconi chi ci guadagnerà saranno solamente i giornalisti e opinionisti che avranno un po piu spazio   in televisione e qualche comitato d’affari …e la colpa di chi è ? mi sembra che eravano tutti a manifestare in piazza …..fanno la guerra in iraq o iran o afgnanistan per petrolio o gasdotti ? la colpa di chi è ? di bush e berlusconi però se non viene derubato il petrolio in questi paesi la verdura costa di piu e lo stesso la frutta e tutto il resto …e quindi  un politico tra una manifestazione pacifica come avvenne qualche anno fa che al massimo dura un paio di giorni e i disastri che stanno avvenendo in grecia quotidianamente perchè la gente sta rischiando una macelleria sociale e una situazione del genere è paragonabile a uno stato delle cose in cui il petrolio possa venire a mancare …allora cosa decide secondo voi? è costretto a decidere di bombardare paesi e derubargli il petrolio perchè la vostra reazione può essere quotidianamente violenta come quella in grecia ….qualcuno può dire che non è cosi ma il pensiero di alberto sordi in questo video può sintetizzare in toto come siamo contradditori nella società del consumo e su di chi sono le principali colpe….http://www.youtube.com/watch?v=cqF85mqbFHw  ….ora questa storia che byoblu ha raccontato merita tutta la nostra attenzione ma poi ???finirà tra le tragedie e si dirà che è colpa dell’italia e colpa di qualcuno e poi si andrà a manifestare contro berlusconi o la sinistra e intanto una battaglia come questa che merita molta piu attenzione perchè oggi sono i diritti degli operai che vengono meno domani quelli di un dirigente e cosi via fino ad arrivare a uno stato dominato da un’elite simile a uno stato medievale ….ultima cosa ieri grillo parlava di clima e poi post sul clima poi su grillo parla di incidenti del lavoro e anche qui …tra byoblu  — grillo–ricca–travaglio–micromega ecc  ormai si è creata una parrocchia un po come nella realtà proprio come dico da giorni…internet se replica su scala globale la realtà alla fine si ritorcerà contro di noi  e farà la fine dei libri di una volta i gironali e le televisioni …sarà controllato direttamente o indirettamente ….

    • infatti…anch’io lo credo !!!!

      l’altro giorno pensavo che questo blog è bellissimo, pieno di proposte interessanti su argomenti molto importanti…..se restano solo scritte qui senza essere portate sulle piazze non succederà niente, anzi succedera proprio quel che accade oggi per la strada….belle chiacchere e tabaccherie di legno !!!!!!

  • L’omologazione verso la schiavitù marcia a grandi tappe. La precarizzazione generale della vita delle masse è un fenomeno globale. Alcuni paesi colonizzati dalle corporations transnazionali e, grazie a questo ultimo governo, soprattutto l’Italia, stanno superando lo zelo dei colonizzatori.   

    Propongo un (originale?) post O.T.

    Target pedofilia di Antonio Bertinelli

    http://culex.ilcannocchiale.it/2010/04/05/target_pedofilia.html

     

     

     

     

     

  • Questa purtroppo è l’idaglia, una nazione mai esistita. Ho appena guardato un video (in 5 parti) in cui si spiega in maniera egregia cos’è l’idaglia e perchè ci troviamo a questo punto; lo consiglio assolutamente perchè a mio parere è eccezionale. Si tratta dell’intervento del magistrato Roberto Scarpinato alla presentazione del libro Ad Personam di Travaglio. Guardatelo e ascoltatelo bene.

    Importante: hanno sbagliato a inserire l’ordine dei video, quindi se lo guardate invertite la parte 4 con la parte 3, cioè l’ordine in cui guardare le parti del video è 1, 2, 4, 3, 5. L’ho segnalato poco fa al proprietario del canale che li ha inseriti quindi può essere che magari correggano i titoli.

  • omologazione verso la schiavitù…

    vero, ce lo ha insegnato in modo indiscutibile la realtà dei paesi “rossi“.

    l’ingannevole trappola del collettivismo per tirare l’acqua al proprio mulino.

    Cerchiamo tutti di pensare senza faziosità ma con il buon senso… il punto focale non è appogiare idee ed ideologie destra, di sinistra o centro… se ci crediamo ancora o siamo degli illusi o siamo dei politici!!!

    Si tratta di riconoscere e di agire in modo obiettivo per il bene del paese e non dar contro a prescindere e comunque!!!

    mony

    PS: byoblu cerca di avere più personbalità senza emulare il tuo mentore Grillo! usi le stesse parole tanto vale rimandare gli utenti nel suo sito ufficiale

    • Non credo di avere bisogno di lezioni di stile da nessuno, nè da te nè da Grillo, il quale tra l”altro spesso, diciamo così, si è ispirato sia ai contenuti (l’ultima volta sabato pomeriggio, pubblicando dopo poche ore in forma ristretta ciò che era stato pubblicato qui: l’isola della spazzatura) che ai titoli (presi paro paro) di questo blog (es: ucci ucci sta arrivando la Carlucci).

      Accetto le critiche sensate e costruttive, non quelle sterili e poco informate come questa. Il blog è online da due anni. Due anni duri, di intense battaglie, di inchieste, di scoop, di fatica, sudore ed emorragie finanziarie, nonché rischi dal punto di vista dell’incolumità fisica, e francamente che tu venga qui a parlare di "emuli" suona davvero così ridicolo che posso solo pensare che tu sia capitata qui per caso o da poco tempo.

      Cordialità

  • “Non credo di avere bisogno di lezioni di stile da nessuno…..”

    Non credere in  questo caso non implica esserne sicuro. sei nato “imparato”?

    Sono capitata per caso ma ho avuto modo di scorrere e leggere  molti “tuoi articoli” prima di esprimere un mio irremovibile parere e prima di esercitare un mio diritto di libertà di pensiero e parola.

    Trovo il blog faziosissimo. Ma è un mio parere. Sono anche dell’opinione che chi divulga informazione o meglio quello che molti pensano sia tale, abbia l’obbligo etico e morale di raccontare i fatti senza troppi fronzoli personali che contaminano nella maggior parte dei casi la notizia stessa dirigendo il tutto verso un preciso e spesso premeditato target.

    questo è quello che io definisco sterile ed aggiungo per nulla costruttivo!

    Ricambio la cordialità

     

  • Salve a tutti.

    leggevo le prime righe di apertura di questo thread.

    Mi occupo di sicurezza sul lavoro e desidero esprimere un mio punto di vista che mette in evidenza anche alcune lacune evidenti ma che sono passate volutamente inosservat.

    Nel caso di incidentenel luogo di lavoro viene aperta un’indagine nella quale vengono sempre inclusi nella lista degli indagati il capocantiere, o chi comunque è preposto al controllo del rispetto delle norme di sicurezza, ed il titolare dell’impresa.

    Anche se verrà appurato che tale incidente è stato frutto  non curanza del capocantiere verrà in modo implicito accusato il titolare per aver avuto alle sue dipendenze una persona non all’altezza dell’incartico affidatogli.

    E’  un diritto lavorare e portare a casa la pelle, trovo giusto condannare chi non ha fatto in modo ci fossero tutte le condizioni necessarie per lavorare in condizione di assenza di rischio, ma troverei (e questo non si apllica) altrettanto equo poter licenziare in tronco per giusta causa il lavoratore dipendente che appena non più sotto la vigilanza del responsabile ne approfitta per venir meno anche al suo obbligo di ossevare tali norme!!!

    abbiamo una casistica abbastanza generosa per poter affermare che la maggior parte degli incidenti sul lavoro sono per il 75%  frutto della non curanza del lavoratore stesso.

    In questo caso il bravo ino… ma dovrebbe punirlo a dovere!

     

  • Salve a tutti. leggevo le prime righe di apertura di questo thread. Mi occupo di sicurezza sul lavoro e desidero esprimere un mio punto di vista che mette in evidenza anche alcune lacune evidenti ma che sono passate volutamente inosservat. Nel caso di incidentenel luogo di lavoro viene aperta un’indagine nella quale vengono sempre inclusi nella lista degli indagati il capocantiere, o chi comunque è preposto al controllo del rispetto delle norme di sicurezza, ed il titolare dell’impresa. Anche se verrà appurato che tale incidente è stato frutto non curanza del capocantiere verrà in modo implicito accusato il titolare per aver avuto alle sue dipendenze una persona non all’altezza dell’incartico affidatogli. E’ un diritto lavorare e portare a casa la pelle, trovo giusto condannare chi non ha fatto in modo ci fossero tutte le condizioni necessarie per lavorare in condizione di assenza di rischio, ma troverei (e questo non si applica) altrettanto equo poter licenziare in tronco per giusta causa il lavoratore dipendente che appena non più sotto la vigilanza del responsabile ne approfitta per venir meno anche al suo obbligo di ossevare tali norme!!! abbiamo una casistica abbastanza generosa per poter affermare che la maggior parte degli incidenti sul lavoro sono per il 75% frutto della non curanza del lavoratore stesso. In questo caso il bravo genitore non dovrebbe soltanto togliere il pericoloso giocattolo al bambino… ma dovrebbe pure dargli una bella pestatina di mani!

  • Buongiorno

    Sono Antonella Federzoni la mamma del ragazzo vittima di incidente sul lavoro di cui avete scritto l’articolo “piovono martelli” e volevo ringraziarti, Claudio, per l’interessamento. Si è scatenato il putiferio tra interviste radiofoniche e articoli sui giornali.

    Spero che qualcosa si muova, ma non solo per mio figlio, devono cessare questi incidenti dovuti a negligenza, alla centrale Enel di Civitavecchia, tre morti in tre anni, un tributo troppo alto da pagare, senza contare gli innumerevoli incidenti sul lavoro che a volte si fanno passare per malattia, per non pagare i premi assicurativi raddoppiati all’INAIL.

    Molti incidenti si sanno solo per “voci di corridoio”, purtroppo nessuno ne parla.

    Mi auguro che quello che sta succedendo oggi a Civitavecchia non sia solo dovuto all’onda di commozione ed emozione per la morte di Sergio Capitani, ma che finalmente questo cantiere venga messo in sicurezza totale.

    Puoi sentire l’intervista fatta dalla radio della CGIL ieri per farti un’ idea maggiore della situazione.

    Vi chiedo solo di non abbandonarci, una voce sola si perde nell’etere, ma migliaia di voci si ascoltano.

    Grazie ancora Claudio

    Antonella Federzoni

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