La fine dei blog italiani

 

Non è che ci sia davvero qualcuno contrario all’idea che sia giusto e doveroso chiedere scusa e rettificare quando si sbaglia. Il punto sono i modi e i tempi. Est modus in rebus. Cum granu salis. In medio stat virtus. Tocca a voi.
Già la sola idea di applicare una legge pensata nel 1948, la legge sulla stampa, al mondo multimediale e iperconnesso del 2010 è aberrante come ostinarsi ad utilizzare il fax invece di scansionare un documento e inviarlo per email. Tanto vale rimettere la Terra al centro dell’universo e ricominciare daccapo con gli esperimenti sulla caduta dei gravi.
Secondariamente, stiamo parlando di un provvedimento oscurantista quanto la demonizzazione dei primi cinematografi, del telefono o del rock’n’roll. Mentre l’Europa sancisce infatti la tutela delle nuove forme di espressione digitali che riportano il cittadino al centro del dibattito politico e culturale, considerate una nuova forma di Rinascimento dopo un lungo medioevo della comunicazione dominato dalla libertà di parola ma dal divieto di essere ascoltati, l’Italia legifera in senso contrario e sta per assestare un durissimo ed esclusivo colpo all’informazione dal basso.

Del resto, dobbiamo o non dobbiamo distinguerci per fare l’interesse delle lobby sempre e ad ogni costo? Vogliamo o non vogliamo salvare l’editoria dalla lenta e inesorabile migrazione dei lettori verso il web? E’ necessario o non è necessario conservare i privilegi dei pensatori autorizzati, inseriti in questa o in quella corrente e foraggiati adeguatamente per tutta la stagione del campionato? E bisogna o non bisogna evitare infine che chiunque possa dire qualsiasi cosa, finendo così per dare attuazione nientemento che ad un articolo della sovversiva Costituzione?
Bene. Se almeno su questo siamo tutti d’accordo, allora il Diritto di Rettifica casca come il cacio sui maccheroni. Apparentemente diamo corso all’applicazione del diritto a non essere diffamati; concretamente rendiamo invece impossibile per un blogger scrivere di qualsiasi cosa che non siano ricette di cucina o racconti delle vacanze, in quest’ultimo caso stando attenti però a non parlare male dell’albergatore.
Tra una settimana, se non cambia qualcosa, insieme al DDL Intercettazioni passa anche l’equiparazione di tutti i siti informatici (?) ai soggetti regolamentati dalla legge sulla stampa del 1948, per quanto riguarda il dovere di ottemperare alla rettifica di informazioni ritenute, arbitrariamente, lesive della reputazione di un soggetto terzo.
Cosa significa? Supponiamo che io scriva qualcosa che Tizio o Caio ritengono lesivo nei loro confronti. Bene: Tizio o Caio mi fanno scrivere dal loro legale una bella raccomandata A/R dove mi si chiede di rettificare. Innanzitutto osserviamo che la rettifica ha senso in un mondo dove gli spazi di comunicazione sono limitati e non accessibili, e quindi non nella rete internet dove tutti possono, a costo zero e senza competenze informatiche, diffondere una loro versione dei fatti che la blogosfera ha tutti gli strumenti per mettere in rilievo e contrapporre alle informazioni ritenute lesive. La vera norma inernetticida, tuttavia, si manifesta con l’obbligo di ottemperare alla richiesta di rettifica entro 48 ore dalla data di ricezione della comunicazione. Altrimenti? 13mila euro di multa.
Siete intelligenti. Voi capite che alla prima sanzione un qualsiasi blog, compreso questo che già sta lottando per sopravvivere anche senza multe, recherà in calce l’intestazione “chiuso per pignoramento“. Perchè? Non certo perché non vuole rettificare, anche ammesso che fosse giusto farlo, ma per motivi di ordine pratico.
Un blogger non ha una redazione nè un ufficio con una segretaria. Questo significa che una raccomandata può essere ricevuta dal portinaio, dalla mamma, dal gatto, o giacere per due settimane nella casella della posta. Anche qualora la comunicazione pervenisse all’incauto avventore dell’Art.21, non è detto che questi sia nelle condizioni di poter rettificare entro 48 ore.
Facciamo il mio caso, che sono già uno iper-connesso. Non sempre sono a casa, davanti al computer. Capita che per lunghi periodi io girovaghi per lo stivale a caccia di immagini, notizie, contraddizioni. E vi garantisco che trovare una connessione ragionevole, nel paese della banda stretta e degli 800 milioni rubati, se non siete in una ricca e florida metropoli può diventare un’impresa ai limiti dell’impossibile. Spesso leggi la posta elettronica dal cellulare, in piedi con una gamba sola su uno sgabello per aumentare la ricezione, e il blog non è fatto per essere aggiornato agevolmente da un dispositivo mobile. Non il mio. Quest’estate, ad esempio, ho passato una settimana in Puglia, per parlare di rete e informazione libera, in un paesino dove non arrivava neppure il telefono, altro che banda larga, e ho soggiornato in un fantastico, meraviglioso trullo dove il cellulare era utile come fermacarte. Una situazione idilliaca per quanto riguarda l’attenuazione dello stress, ma di certo non ideale per chi deve rettificare entro 48 ore.
In più c’è anche il caso – non il mio – che un blogger incauto decida di prendersi una piccola vacanzina al mare, in montagna o in qualche spiaggia caraibica.
Se passa il DDL Intercettazioni senza che nessuno ripresenti gli emendamenti che fanno fuori l’equiparazione alla legge sulla stampa, per chiudere un blog come questo basterà attendere il momento più opportuno, magari studiando gli spostamenti dell’autore, e poi inviare una raffica di richieste di rettifica quando lui presumibilmente non è in grado di ottemperare entro le 48 ore richieste. A 13mila euro a botta, senza le spalle grosse di un ufficio legale competente e ben dimensionato, si spezzano le gambe a qualsiasi privato cittadino e alle sue smanie da libertà di parola.
Alzi la mano chi, fra una settimana, avrà ancora voglia di continuare a rischiare.
 p.s. manco a dirlo, questo accade solo nell’Italia antistorica a cavallo tra il XX e il XXI secolo, in totale controtendenza con l’espansione dei diritti digitali che sta fiorendo in tutta Europa, con il novero della banda larga tra i diritti fondamentali di cittadinanza.

 

27 commenti

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  • (…) deve anche misurarsi con le pistole puntate alle tempie di chi informa, di chi dissente e di chi è comunque fuori linea. I manovratori non devono essere importunati con critiche, appelli, istanze e neppure con la satira. La casta degli “eletti” si arroga il diritto di stabilire insindacabilmente quali sono i suoi alleati e quali sono i suoi nemici, mira ad ottenere una privacy blindata per imperare sulla politica, sull’economia e soprattutto sulle leggi. (…) Se lo spirito della Democrazia fosse applicato effettivamente si guarderebbe alla critica delle opposizioni come stimolo per migliorare l’azione dei Governi. Solo per citare qualche caso, ci consta invece che il talk show di Serena Dandini è stato "attenzionato", che Michele Santoro ha subito una denuncia con annessa domanda di risarcimento per aver realizzato una trasmissione sulla Sanità, che Michel Abbatangelo è stato citato in giudizio a motivo della satira fatta sul suo blog (…)

  • Mi sono sempre chiesto una cosa… ma questo ddl riuscirà ad imporsi anche oltre i confini nazionali?

    Mi spiego: se invece di aprire un blog su un sito o provider italiano lo aprite qui in Svizzera, anche il provider svizzero dovrà sottostare ad una legge italiana??

  • ma se io bloggo da internet point , nel senso se scrivo il mio articolo e poi lo posto da un internet point, accedo al blog dagli internet point o dagli spazi pubblici , quindi senza ip fisso

    come fanno a trovarmi ?   muovono la digos come per il trota ?

    non hanno di meglio da fare ?

    e poi , cion le l entezze della posta , se i vivo in francia , svizzera , caraibi e domicilio li il mio blog, come faccio a rettificare nelle 48 ore ?

    bisogna attrezzarsi , qui si vuole fare la guerra , ma bisogna combattere … 

    o renderanno legali l email come la raccomandate A/R ?

    • ciao Claudio. Hai ragione, se non si cerca di combattere avranno comunque vinto…non si può inserire una “rettifica automatica” formalmente conforme alla legge ma che li esponga pubblicamente al ridicolo? non si riesce a trovare un sistema legittimo di “disattivare” questi provvedimenti? siamo o non siamo il paese del “fatta la legge trovato l’inganno”? usiamo i loro metodi…

      tieni duro

  • Quando si accorgeranno che la gente non solo non bada all’obbligo, ma addirittura per un bel pezzo, manco ne conoscerà l’esistenza…, allora forse si chiederanno in che cosa hanno sbagliato. Di più, si chiederanno se sia necessario quell’obbligo …ché vorrò vederli a far cancellare le centinaia di migliaia di blog aperti nelle più svariate piattaforme… Come pure vorrò vedere/sentire cosa ne penseranno le “Majors” del web, titolari di quelle piattaforme che fatturano milioni di $ /   per le pubblicità proprio in virtù del traffico garantito dagli utenti/blogjockey…

    Tranquilli… quando pesteranno i piedi (con le prime, probabili – se gli utenti non recepiscono l’obbligo – cancellazioni di blog) a questi giganti, e quest’ultimi inizieranno a perdere soldi a palate, vedrete come li metteranno  in riga…!!! ^__^

  • Vedi, il problema è che nessuno ti cancellerà nessun blog. Lo chiuderai da solo. O subito, per la paura di una possibile sanzione, oppure dopo che ti saranno arrivati i primi 15mila euro di multa.

    • Oh sì, ne sono certo… Molti lo chiuderanno. E molti (ma non è un auspicio… 🙂 si prenderanno la multa che non pagheranno mai (…qualcuno, prima o poi, si ricorderà che esistono delle istituzioni europee in grado di difendere i cittadini dagli eccessi e arbitrii dei propri governanti…, o no?)… Cosicchè l’erario, quando si troverà di fronte a queste problematiche, e quando – comunque – le Majors si accorgeranno che i propri utenti si stanno togliendo dalle loro piattaforme, l’inconveniente verrà a galla! Da quel momento do tempo, ai baldi governanti, non più di un mese per scusarsi e tornare sui loroo passi… GOOGLE; WORDPRESS; LIBERO (Wind Infostrada); STYLE.IT (leggi Condé Nast); YAHOO;TISCALI; ALTAVISTA; VIRGILIO (che significa Telecom Italia); e tanti altri, non certo dei novellini,… Pensi che se ne staranno con le mani in mano, mentre tutt’intorno a loro iniziano a sfaldarsi quelle solide fondamenta (nate con il web 2.0 e il sistema del weblog) che assicurano loro entrate cui non vorranno certamente rinunciare? Io dico di no. Ecco perchè, pur condividendo e plaudendo il lavoro tuo, di Enzo di Frenna, di Guido Scorza e di tanti altri impegnati in questa battaglia, ritengo utile – qualora il ddl dovesse proseguire per la sua strada – iniziare il dialogo con le grandi piattaforme presenti nel web.

  • SONO D’ACCORDO CON CLAUDIO AL 300%

    byoblu ha scritto :
    innanzitutto se blogghi da un internet point lo fai dopo aver dato il tuo documento di identità al gestore, e quindi a termini di legge sei rintracciabile. Ma poi dobbiamo smetterla di ragionare in termini di fuggiaschi. L’informazione indipendente dei blogger ha già dei problemi ad arrivare alla stragrande maggioranza delle persone, figurati se dobbiamo renderla clandestina. Qui si rivendica il diritto di avere un blog e non dover aprire niente di niente in Svizzera, alle Galapagos, sotto falso nome, passando per bot.net, reti clandestine o quant’altro..Io voglio bloggare e rivendico quello che ovunque è un diritto, tranne che – probabilmente tra dieci giorni – in Italia.  Andasse Maroni a fare le sue conferenze stampa in Svizzera.

    • si essere d’accordo posso esserlo anche io

      ma tanto fra dieci giorni , lo spaete benissimo che le cose  se non succede nulla saranno cosi’ quindi , tanto vale comincioare a trovare un piano B.

      tanto in italia si sa , tutti parlano e nessuno fa nulla …

      sono piu’ di tre anni che ci sono abituati ormai si sono asseufatti tutti , quindi anche sui blog tra dieci giorni potrete scrivere LIBERAMENTE sulle grandi informazioni che gli italiani meritano : dell’ecografia della velina alla sagra del gnocco fritto di vattelapesca , perfettamente allineati  con le linee editoriali dei telegiornali italiani.

      Vi ha messo sotto dittatura e neanche ve ne siete accorti …

  • “Già la sola idea di applicare una legge pensata nel 1948la legge sulla stampa, al mondo multimediale e iperconnesso del 2010 è aberrante come ostinarsi ad utilizzare il fax invece di scansionare un documento e inviarlo per email. Tanto vale rimettere la Terra al centro dell’universo e ricominciare daccapo con gli esperimenti sulla caduta dei gravi.”

    Questa affermazione è davvero bellissima, è uno squarcio tridimensionale sulla situazione anacronistica e paradossale che rappresentiamo oggi…

     

  • Di questi tempi, i blog veramente scomodi, dove si trova di tutto (dal signoraggio, alle scie chimiche, al Trattato di Lisbona, all’11/9, al Codex Alimentarius, al microchip prossimo venturo, alla massoneria, al satanismo, alla rosa rossa, alla sinarchia, agli OGM, a kankropoli, alle vaccinazioni farlocche e dannose, all’11/9 (che è poi il 10/4) polacco, all’Italia berlusconizzata, al programma Rinascita della P2 spacciato per riforme del PDL, a Fini servo di quelli del Britannia, a Usraele che attacca da dieci anni i paesi arabi, a Grillo utile marionetta di quelli di JP Morgan, a Di Pietro arruolato da quelli che hanno finanziato le altre “rivoluzioni colorate” e per l’Italia hanno deciso che dovesse essere viola, al PD che è un PDL senza L, alla storia sistematicamente falsificata, all’informazione nelle mani di Lorsignori, ai gatekeeper che fanno, nel caso migliore, “truth-picking”, come l’autore di questo blog), li gestiscono in un altro modo:

    ci pensa direttamente la IANA (aka Internet Assigned Number Authority) a DE-ASSEGNARE il dominio dalla sera alla mattina, all’insaputa del provider (americano, in questo caso)

     

    Se volete approfondire:

    http://www.escogitur.blogspot.com

    In attesa di essere, se Dio vuole, nuovamente on line su http://www.forum.escogitur.com

    +Christus Vincit+

     

    • Poi, è ovvio che per tutte le altre situazioni, meno radicalmente scomode, Lorsignori andranno ad utilizzare, in Italia, questa legge liberticida. Che ha lo scopo di far chiudere bottega ai piccoli e far rimanere solo quelli che si sono già configurati come carrozzoni (tipo il blog di grillo)

      Comunque, a salvaguardia della precisione: se il decreto prevede il dovere di rettifica entro 48 ore dalla RICEZIONE della raccomandata, si sarebbe perlomeno al riparo (al momento: poi è chiaro che, una volta passata in questa versione, gli sarà semplice trasformare, tra sei mesi o due anni, il “dalla ricezione” in “dalla spedizione”) da tutti i malfunzionamenti postali. O dall’arrivo della raccomandata in propria assenza (basta lasciar detto a mamma/portinaia/gatto) di NON ritirare raccomandate fino al proprio ritorno.

      E, per coloro che hanno già la sana abitudine di ritirare MAI le raccomandate a casa a casa ma di farlo in posta, in blocchi unici e solo dopo aver visto il mittente, non si innescherebbe neanche la corsa affannosa all’aggiornamento del blog.

      Ma qui siamo già entrati nelle contro-misure di sopravvivenza all’italiana

      Resta squallido che una legge (che sarà legale ma resta illegittima) ci costringa a farvi ricorso.

       

       

    • p.s. io non voglio vivere con la paura delle raccomandate. Non sono Che -Guevara. Voglio una vita tranquilla. Voglio la dignità di poter vivere nel 2010 anche in questo paese, e continuerò a ripeterlo fino alla morte.

  • Se le cose stanno davvero come dici tu, è una cosa assurda, fatta o per ignoranza della rete, o per mettere a tacere i blogger più piccoli, o un po per entrambe le cose.

    Non esiste già il reato di diffamazione, calunnia, ingiuria? dovrebbe bastare quello, poi è ovvio che se uno diffama davvero, perde la causa, e viene condannato a pagare una multa di 1000 e passa euro, ci penserà molto bene, prima di scrivere falsità contro qualcuno sul suo blog!

    Anche se aggirare la legge non dovrebbe essere difficile ( e anche qui si vede l’ignoranza dei legislatori) è comunque una legge assurda.

     

    PS. dove posso trovare il testo preciso di questa legge?

  • son uno che in italia non ha avuto il coraggio di restare. tanto di cappello a coloro che per scelta ci vogliono continuar a vivere

  • Scusate, premettendo che non conosco il testo del Decreto, capisco che per rettificare una notizia da un giornale si debba agire in modo formale: l’interessato chiede la rettifica alla redazione che la passa alle stampe. Invece, nel fantastico mondo dei blog la rettifica la potrebbe fare direttamente l’interessato ed in maniera immediata. In questo modo non si scaricherebbe sulle spalle del blog l’onere della rettifica: credi che una notizia non sia veritiera o che possa danneggiarti? vuoi rettificare? Fallo tu direttamente.

  • Ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato; purtroppo non ne ho a sufficienza per una risposta analitica e quindi mi limito ad una risposta sintetica.

     

    E’ di pochissimi giorni fa l’affermazione, inauditamente “complottista”, di Napolitano, il quale ha affermato che su Ustica “c’è stato un intrigo internazionale”.

    Questo è un esempio di evidenza ABBACINANTE di “truth-picking” (selezione di verità, allo stesso modo in cui si fa “stock-picking”, selezione dei titoli azionari: non è linguaggio da iniziati, è semplicemente una colpevole deformazione professionale. Il mio background è finanziario.) finalizzato a gatekeeping (“sorveglianza della soglia” al fine di evitare che i dominati possano scorgere il disegno COMPLESSIVO dei dominatori). Nel caso di Napolitano, il gatekeeping è addirittura “istituzionale”.

    Che poi un’unica persona non possa essere “specializzato” su tutte le verità conculcate (come tu correttamente mi ricordavi), è affermazione semplicemente ovvia. Da qui nasce, difatti, la doppia esigenza di:

    1) avere una visione omnicomprensiva (che è cosa ben diversa rispetto allo sposare un visione “settaria”)

    2) fare un “Fronte Comune” per unire le singole forze ed energie.

    Ma sono due approcci che a Lorsignori dispiacciono assai. Tanto più se perseguiti contemporaneamente.

     

    Comunque, che i medesimi abbiano deciso di mettere fine all’anomalia di Internet (o di convertirla interamente al perseguimento dei loro fini) anche questa è cosa sempre più evidente.

    A riprova di ciò, l’approvazione passata in Senato dell’emendamento all’art 50-bis del “Decreto Sicurezza” proposto da D’Alia:

    http://forum.escogitur.com/index.php?topic=40778.msg49395;topicseen#msg49395

     

    «Art. 50-bis.

    (Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecitecompiuta a mezzo internet)

            1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

            2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

            3. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell’interno e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce, ai fini dell’attuazione del presente articolo, i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.

            4. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l’effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l’attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministero dello sviluppo economico.

            5. Al quarto comma dell’articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: “col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda”.».

    Mi sembra cosa assai più grave del decreto ammazza-blog su cui hai portato l’attenzione, condividi?

    Se ne avevi già parlato, mi scuso in anticipo.

    +Christus Vincit+

  • La gente disperata ha solo internet su cui appoggiarsi, se tappi anche quello per un processo fisiologico parte la rivoluzione..

  • non mi sembra molto corretto quaste levata di scudi su un ddl, che da quel che scrivete incute terrore e toglie la liberta’ di scrivere quello che si vuole.Se io sul blog scrivo nefandezze non vere,atte a screditare una qualsiasi persona,fino ad oggi ero libero di farlo,fregandomene se qualche migliaio di persone leggono le porcherie scritte da me,senza pensare al danno che reco alla persona tirata in ballo.Con questa legge,se offendo e dico nefandezze e scrivo non verita’,e’ giusto che rettifichi il mio pensiero,dove e’ il problema?Forse molti hanno la coscienza sporca?

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