il futuro dei social network

In merito all’espropriamento del mio account Google, (e quindi del mio canale YouTube, dell’account Adsense e di quello Analytics), di cui oggi riporta anche Beppe Grillo che ringrazio, vorrei precisare che il punto non è banalmente la cancellazione della posta o la semplice perdita dei dati. Si tratta di una questione più ampia e molto più centrale che non va ridotta a una semplice attività di backup. Tra l’altro, i backup dei contenuti video li ho tutti: svariati tera costantemente in aumento che mi costringono ad acquistare sempre nuove attrezzature, sulle quali è certo meglio non lesinare.
Chi si è impadronito delle mie credenziali, utilizzando un sistema che attualmente è materia di indagine, si è impadronito anche del mio account YouTube. Può farne quindi ciò che vuole, compreso eliminare singoli video, l’intero profilo o semplicemente inviare messaggi o scrivere commenti a nome mio, magari diffamatori.
Perché è così grave un’eventuale eliminazione dei contenuti, se si hanno i backup degli stessi?

 
Il valore degli sforzi nel web 2.0 non risiede come si potrebbe essere indotti a pensare nei file, che possono essere ricaricati, ma nella complessa costruzione relazionale conseguita con il duro lavoro di anni. Cancellare un account significa cancellare tutte le indicizzazioni nei motori di ricerca (di gran lunga il danno peggiore), tutto il patrimonio di commenti, le 10 mila iscrizioni, i 4 milioni di visualizzazioni che costituiscono un fondamentale strumento di comunicazione, di trasferimento di conoscenza. I contenuti, magari in settimane di sforzi e a colpi di gigabyt, possono essere ricaricati, ma le relazioni non si ricostruiscono se non in un tempo analogo perlomeno a quello che ci è voluto per crearle, dando per scontato che abbiano la stessa sorte.
Questa è la reale implicazione del danno, che dunque non si risolve semplicemente “con un backup”. E mi meraviglia continuare a sentire commenti semplicistici in tal senso.
Dovremmo piuttosto interrogarci sui diritti di cittadinanza digitale. Se investiamo tutta la nostra vita nella produzione di contenuti, e quindi nella valorizzazione del contenitore, costituendo dunque una ricchezza per chi offre i servizi digitali e non il contrario, per poi ritrovarci nudi di fronte a una serie di procedure automatiche quanto inefficaci, senza un numero di telefono da chiamare, senza un sistema per inoltrare un documento di identità, senza una risposta mentre il tuo lavoro va in fumo, allora c’è una asimmetria tra i nostri diritti e i nostri doveri che è bene cominciare ad affrontare. E non si tratta di una mera questione contrattuale, si tratta di guardare la luna e non il dito, perchè i contratti restano tali fintanto che non subentrano ragioni per modificarli. Domandiamoci: abbiamo ragioni per costruire insieme un percorso che abbia come obiettivo un mondo dove l’utente non è semplicemente un utonto, ma costituisce un prezioso valore da tutelare?
Avete per esempio lavorato per anni al vostro account Facebook, creando valore. Un incommensurabile valore relazionale, un tesoro di collegamenti, di immagini, documenti, pagine, eventi. Lo avete fatto contribuendo alla ricchezza e al valore di un’azienda che fonda sul vostro tempo la sua quotazione. Improvvisamente, una mattina, vi svegliate e vi accorgete che non avete più nulla. Non potete chiamare nessuno, se non rispondere a domande preconfezionate che non risolvono il vostro caso particolare, in seguito alle quali nessuno vi contatta, perché non siete nessuno, non valete più niente e non avete i ganci giusti per parlare con chi viceversa potrebbe risolvere tutto con una telefonata. Ma sarebbe giusto farla, quella telefonata? Non dovete chiedervi se ‘avete fatto il backup‘ o cosa diceva ‘la ventesima postilla della quarantunesima pagina del contratto‘. Dovete chiedervi: è giusto che io venga trattato così? Perchè sono le vostre aspirazioni, sono le vostre visioni che determinano il futuro in cui vivrete. E’ la vostra convinzione della necessità di un cambiamento che creerà le condizioni per un riequilibrio di questa enorme disparità di valore.
L’impossibilità di contattare chicchessia, nel momento in cui la tua vita relazionale web 2.0 va in fumo, per i motivi più disparati tra i quali la chiusura dell’account sic et simpliciter, senza spiegazioni da parte del fornitore di servizi (facebook in primis), deve essere oggetto di riflessione più approfondita. Anni di relazioni sociali sviluppate in rete sono un valore che necessita di maggiore attenzione e di maggiore tutela da parte di chi tutto sommato eroga un servizio che si basa esclusivamente sulla capacità produttiva degli utenti, sulla loro vita, quasi che fossero attori di un film che il produttore gira in un enorme reality show al quale tutti partecipano inconsapevolmente, senza scrittura, senza compenso, mentre i loro nomi gonfiano le quotazioni di borsa della casa di produzione. A maggior ragione in un tempo in cui si parla di nuvole (cloud computing) e un’oligarchia di pochi soggetti accentra ed esternalizza sempre di più i dati e perfino le applicazioni. Presto vivremo in un mondo dove i computer domestici torneranno ad essere terminali di un server remoto, localizzato e replicato da qualche parte, laggiù, nella nuvola. I nostri dati non saranno più nostri, i nostri software non saranno più nostri, o lo saranno fintantoché un abile cracker non riuscirà a sottrarci le chiavi di casa. Allora dormiremo fuori, non importa quanto freddo faccia e quanto ci sgoliamo, perché se resti senza documenti, senza abiti, senza accesso, sei solo un povero pazzo che urla per strada di notte.
Ogni evoluzione richiede la maturazione di processi cognitivi, di una disciplina in grado di gestirne le implicazioni e, talvolta, le complicazioni. Non tutto quello che si può fare, va fatto solo perchè è possibile farlo. Come la scienza dovrebbe avere l’obbligo etico di chiedersi: ‘è giusto farlo? ‘ prima di infilare una cannula nel cervello di una creatura vivente, così nell’era dei numeri puntati (2 punto 0, 3 punto 0) bisogna contemperare l’esigenza di avere strumenti sempre più evoluti con la cura e l’attenzione che si conviene all’inviolabilità della nostra persona, dei nostri valori, della nostra privacy e al rispetto che di questo patrimonio è giusto chiedere ed ottenere. Niente accade se non si forma la giusta consapevolezza, se nella coscienza collettiva non si realizza un’aspettativa.
E’ necessario prendere coscienza della visione che presiede ai nostri tempi e non ridurre tutta la nostra capacità di analisi e di predeterminazione del corso degli eventi sociali a una banale rappresentazione “contrattuale” o “tecnica”, come può essere ad esempio limitarsi a suggerire un backup o a ricordare i termini contrattuali.
Qui è in gioco qualcosa di più di una postilla contrattuale, magari vessatoria. E’ in gioco il modello di diffusione della conoscenza e dell’informazione che stiamo creando con le nostre mani e che lasceremo a chi verrà dopo di noi.


Ringrazio una mia affezionata lettrice, Marianna Micciarelli, che ha creato una pagina facebook in mio sostegno, e una petizione da firmare online per chiedere la restituzione del profilo YouTube e di tutti gli altri servizi.

 

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73 commenti

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  • E a questo punto una riflessione mi sembra necessaria: perchè mai i Provider nel corso degli anni hanno aumentato sempre di piu le capacità di Download a fronte di capacità di upload ridicole? A livello tecnico equiparare le due cose è facilissimo (pensate alle normali LAN, secondo voi a fronte di 100Mbit/s di DOwnload non avete 100 Mbit/s di Upload). Quello che ha spaventato sempre i magnaccia della tecnologia riguardo il P2P (peer to peer) non è stato come hanno continuato e continuano a farci credere il fatto che attraverso questi sistemi si faceva pirateria digitale (scaricando filmetti e canzoncine), ma bensi il fatto che questo sistema annulla in maniera automatica e trasparente la gerarchia nella rete. Mi spiego meglio, se tutti i protocolli del mondo di internet, l’http in particolare ma anche i vari messenger, social network ecc. funzionassero in P2P (come emule o i torrent) non ci sarebbe più alcun bisogno di SERVER. Ossia tutto il contenuto della rete dipenderebbe da quello che ogni utente connesso alla rete ha nel computer, e non in quello che è memorizzato nei server. Lo stesso discorso può essere applicato ovviamente anche alle applicazioni…Cosa produrrebbe questo? il fatto che non esistono piu proprietari di server che decidono cosa visualizzare e cosa no, si produrrebbe completo anonimato, si produrrebbe che il filtro alle informazioni verrebbe dato da quanti condividono quel contenuto, e non dal fatto che un complesso algoritmo decida che quel contenuto è inadatto, si produrrebbe che IO e solo IO sono responsabile e controllore dei MIEI contenuti, che se qualcosa la possediamo in DUE allora siamo in DUE responsabili e controllori. Forse non siamo davvero pronti per questo, sono certo che ci ritroverremo la nostra “nuova” rete piena di contenuti deprecabili, ma, 1) non è cmq cosi? e 2) Quella sarebbe espressione di quello che gli utenti condividono, sarebbe espressione di quello che siamo. Per concludere…qualcunque strada potrebbe prendere la “nuova” rete a livello teorico è impossibile da realizzare perchè a fronte di quei 100 Mbit di download che oggi ci spacciano i provider ci continuano a offrire sempre e solo quel misero Mbit di upload (e questo se siamo davvero fortunati). Parallelamente a questo si sviluppa sempre più il cloud computing…non vi sembra l’ennesima spudorata manovra economica di cui non siamo vittime compici e assassini?

  • Capisco che la tua reazione sia ancora “a caldo”… ma stai peccando d’ingenuita’.

    Cosi’ come criticavi (giustamente) chi identifica la rete con facebook… TU STESSO adesso stai identificando la tua attivita’ di “giornalista on-line” con FB e con i contatti di YT!

    E NO! non e’ cosi’…

    Pensavi forse che questi fossero un tuo “diritto”?? al contrario, era una gentile concessione.

    La tua “cittadinanza digitale” non risiede in quei contatti ed in quei servizi… MA in quel bagaglio di informazioni che hai condiviso con gli altri e con quello che e’ rimasto in ogni singolo individuo. Tutto il resto e’ EFFIMERO… la tua vita, il tuo lavoro, la tua attivita’… non e’ in quei contatti.

    Capisco che possa dar fastidio il dover ricostruire tutto (ma non e’ detto…) ma e’ del tutto “normale”. Sarebbe normale nel caso di un incidente tecnico, TU sei stato vittima di un crimine e quindi la cosa e’ un po’ diversa… ma anche questo fa parte delle “regole del gioco”.

    Non ci piacciono queste regole?? ovvio che no… MA di certo ne eravamo al corrente.

    Vai avanti, sei sulla buona strada!

     

    PS: strano pero’ che i video di YT siano ancora al loro posto…

     

  • I social network sono “servizi” gratuiti, e quindi basandosi su questo, possono permettersi di strafregarsene dei propri utenti. Non avrebbero tempo, e risorse per seguire i problemi di ogni singolo utente, per cui contano solo sulla massa, il singolo per loro ha poca importanza…

    Tra l’altro mi pare che Youtube è addirittura una realtà in perdita.

    Quindi se vuoi avere garanzie, devi contare solo su siti e portali personali, su spazi web di tua proprietà, o su grandi portali giornalistici seri(come Wired.it). Ma Youtube, Facebook e simili vanno presi per quello che sono, servizi pessimi che non garantiscono nulla, e sfruttano le attività e il materiale prodotto da altri

  • kautostar86 ha scritto :
    […] Quindi se vuoi avere garanzie, devi contare solo su siti e portali personali, su spazi web di tua proprietà, o su grandi portali giornalistici seri(come Wired.it). Ma Youtube, Facebook e simili vanno presi per quello che sono, servizi pessimi che non garantiscono nulla, e sfruttano le attività e il materiale prodotto da altri

    ODDIO… potrebbe nevicare!

    Sono d’accordo con te… ^__^ ed ecco perche’ TALI servizi sono delle “gentili concessioni”.

    Ci fanno credere di avere una presenza in rete… ci inducono a dare importanza ai contatti ottenuti con FB o YT… MA in realta’ e’ tutto effimero… e siamo alla merce’ del primo venuto.

    Poi certo, se il “primo venuto” e’ la digos… allora le cose cambiano un po’.

     

  • Caro Claudio,

    Hai colto proprio nel segno. Il WEB 2.0 considera la persona un semplice numero, dimenticandosi delle implicazioni che la sua portata universale può avere sulla sfera dei diritti individuali.

    Google e altri giganti del web non lo sanno ancora, ma sono responsabili di vite digitali come lo stato lo è delle persone.

    In bocca al lupo

  • Chiediamo alla Gabanelli e al suo Report
    di occuparsene. Violare e rubare l'account di una 
    persona non è cosa da poco...E' di interesse collettivo
    Dobbiamo capire che cosa se ne vuole fare del 
    nostro Paese. Se leggi e diritti esistono ancora e 
    in che conto si tengono.
    Dobbiamo sapere se "qualcuno" ha trovato il 
    sistema di far tacere la rete senza la seccatura 
    di fargli leggi contro. 
    
    
     
  • Dodo Reale ha scritto :

    @Pomik: gentile concessione?

    Esatto!

    Hola. …in che senso, spiega meglio, forse non ho capito bene.

    Hai pagato per avere quel servizio?? tu mi dirai, CERTO, con la mia vita… la mia privacy… ecc…ecc… che valore avrebbe tutto cio’?? DIPENDE dal numero di utenti e da chi paga… ok, ma chi impedisce loro di decidere che quel “servizio” non conviene piu’?? recentemente YT e’ stata comprato da google… pagato 7-800 MILIONI di dollari… (se non ricordo male) QUINDI ci sara’ pure della ciccia da spolpare… ma viste le premesse non ha molto senso dare tanta importanza a questi servizi. Io non ci farei troppo affidamento… ma, ripeto, qui la cosa e’ un po’ diversa perche’ siamo in presenza di un atto criminale!!! che potrebbe pero’ insegnare qualcosa.

    Io, tu, Byoblu (bella rima, vero?) 😉 in questo momento stiamo lavorando per Google. Mentre Google e FB et similia percepiscono milioni in pubbliclità dispondendo del nostro lavoro gratuito e della nostra “affezione”, noi in cambio riceviamo un servizio gratuito. Un

    CERTO! lo so bene… ma tu come SINGOLO utente non vali nulla… questa e’ la cruda realta’… solo per citare FB, non e’ raro trovare pagine oscurate o utenti bannati dal sito stesso… e che fai?? te lo prendi in quel posto…

    servizio. Ma questa è relazione dispari, giusto? Loro hanno accesso a tutti i nostri dati sensibili e al nostro lavoro, noi neppure alla certezza della privacy o al rispetto del nostro lavoro “gratuito”.

    La tua attivita’ su FB, YT e/o che altro lo ritieni un lavoro??

    Ritengo che l’aspirazione di byoblu ad un diritto digitale sia del tutto simile a quella dei lavoratori ottocenteschi che chiedevano 8 ore di lavoro e diritti sanitari, etc etc… I diritti di cittadinanza digitale dovrebbero esistere, mi spiace ma non concordo con la tua lettura. Saludos e solidarietà a byoblu!

    Mi sa che non ci capiamo.

    Google, YT e che altro NON hanno il dovere di darti alcuna cittadinanza digitale… non sono loro a cui devi rivolgerti. LORO non hanno alcun interesse nel tutelare i diritti del singolo.

    Sara’ sempre un rapporto asimmetrico… e non puo’ che essere cosi’…

     

  • Dodo Reale ha scritto :
    @Pomik: gentile concessione? Hola. …in che senso, spiega meglio, forse non ho capito bene. Io, tu, Byoblu (bella rima, vero?) 😉 in questo momento stiamo lavorando per Google. Mentre Google e FB et similia percepiscono milioni in pubbliclità dispondendo del nostro lavoro gratuito e della nostra “affezione”, noi in cambio riceviamo un servizio gratuito. Un servizio. Ma questa è relazione dispari, giusto? Loro hanno accesso a tutti i nostri dati sensibili e al nostro lavoro, noi neppure alla certezza della privacy o al rispetto del nostro lavoro “gratuito”. Ritengo che l’aspirazione di byoblu ad un diritto digitale sia del tutto simile a quella dei lavoratori ottocenteschi che chiedevano 8 ore di lavoro e diritti sanitari, etc etc… I diritti di cittadinanza digitale dovrebbero esistere, mi spiace ma non concordo con la tua lettura. Saludos e solidarietà a byoblu!

    Penso che byoblu abbia evidenziato una questione molto importante che forse in altra occasione non avremmo preso in considerazione, tuttavia credo che in parte pomik abbia ragione… ormai i servizi internet gratuiti più in voga sono frutto di idee magari piuttosto semplici, poi fornisci un servizio che bene o male funziona per evitare fughe di massa e ti metti a gestire gli introiti della pubblicità agiungendo magari qualche cazzatella qua e là nel tuo portale e cambiando di tanto in tanto l’interfaccia grafica per dare quella sensazione di nuovo… e il problema è che alla gente va bene così, giocano sul fatto che il servizio attira molto, ed ecco che siamo (bene o male tutti) disposti a sorvolare sul fatto che la privacy non esiste più e se si hanno problemi tipo furti di account “ti attacchi”. Questa cosa la si è notata molto quando qualche mese fa ci sarebbe dovuto essere l’esodo di massa da FB per protesta contro la scarsa tutela della privacy degli utenti… un vero flop…

    Purtroppo la verità è che sono loro ad avere il coltello dalla parte del manico, perchè preferiamo avere un servizio “a metà”, a patto di poter vedere video in streaming quando vogliamo e poter postare vaccate sulla bacheca degli amici su FB, piuttosto che far vedere che siamo disposti anche ad andare altrove e far perdere milioni di dollari di pubblicità…

    E questo è un problema, dato principalmente dal fatto che ancora non c’è coscienza verso quella che è l’identità digitale, si vede ancora internet e tutto ciò che offre come qualcosa di profondamente lontano dalla nostra vita reale, almeno finchè non ci succede quello che è successo a Claudio (direi “soprattutto” se non ci si limita a usare il web come passatempo ma se lo si usa come strumento di lavoro e quindi puoi arrivare ad avere anche un danno economico).

    Almeno che il caso Claudio Messora ci faccia riflettere su questa cosa…

  • byoblu ha scritto :
    Pomik. “Adesso” è così. Ma le cose possono e “devono” cambiare. Bisogna spingere una nuova visione, e vedrai che i servizi si adegueranno. Soluzioni probabilmente ce ne sono, ma finchè nessuno preme perché vengano adottate, a nessuno interesserà realizzarle.

     

    Ma ci mancherebbe!!!! ovvio… ma visto che siamo in presenza di “servizi” la cui tutela avrebbe un costo… CHI LO PAGA?? puoi chiedere quanto vuoi… ma non si va da nessuna parte, poi… detto da chi eliminerebbe il concetto stesso di denaro farebbe anche ridere ma la realta’ dei fatti e’ questa.

    Considera che io ho “sempre” pagato per l’abbonamento ad internet!!! e non un servizio, ma proprio l’abbonamento! prima al cineca e adesso a tiscali (l’account nettuno.it e’ a pagamento). Da quando gli abbonamenti sono diventati gratuiti si e’ pensato che si potesse fare utili attraverso la pubblicita’. Ben presto si capi’ che la pubblicita’ pagava MOLTO poco!!! a parte quei pochi siti (yahoo, google…) per gli altri non c’era nulla. QUINDI o si torna all’antico… e si introduce una forma di abbonamento per questi “servizi” oppure ci troveremo sempre e comunque in queste condizioni. Google &C hanno dalla loro centinaia di milioni di utenti. Dubito che un’azione di pochi elementi possa in qualche modo indurli a tutelare meglio i propri clienti. Si puo’ provare, certo… ci mancherebbe!!!

    … ad esempio, io so che FB e’ una groviera… CHI PAGA??

     

  • Salve

    Volevo solo offrire un paio di spunti

    Grillo non risponde a nessuna domanda, casomai crea un altro post con la domanda inclusa seguita da una risposta. Il team di Grillo la sa lunga, probabilmente e’ saggio fare come lui, ossia ignorare i commenti e le relative relazioni che nascono con scambi di opinioni. Il suo nome e’ frutto di 5 anni di attivita’.

    Twitter offre “Account Verified” (vedi Lady GaGa, Stephen Fry, etc.). Questo sta a significare che la identita’ digitale e’ molto importante, soprattutto nella nostra era, web 2.0 (ho letto di persone venire arrestate perche’ hanno usato l’account twitter di persone famose).

    Microsoft anni fa introdusse la Digital Signature, che funzionava con il dover inserire la password prima di spedire una email.  Anche Facebook ha la digital signature (ogni volta che loggo in un altro computer, mi vengono chieste almeno un paio di security questions), mentre Google non offre questo servizio (con tutti i vari prodotti suoi, youtube, picasa, buzz). 

     

    Sono molto dispiaciuto per te, Claudio, ma neanche a livello europeo credo si possa influenzare le politiche di giganti come google. 

    • addirittura? Forse non sai che è proprio a livello europeo che Ms ha dovuto retrocedere dalla sua posizione dominante nel mercato. Per esempio dei browsers.

      Grillo non risponde. Lo so. E’ una politica. Infatti non è considerato esattamente un blogger. Poi ha anche troppi utenti e quindi sarebbe complicato.
      Io preferisco, quando ne ho il tempo, parlare con le persone che passano di qui, perlomeno con quelle educate e civili. Se pretendi di far circolare dibattito e conoscenza poi non puoi fare comunicati e non scendere in piazza a discuterli tutti insieme.

  • Fammi dire quello che penso, caro Claudio:

    una parte di te è molto coinvolgente per alcune persone:

    persone sensibili, persone che hanno un grande senso di quello che dovrebbe essere la Giustizia,

    persone che attraverso la realizzazione del tuo progetto (fare il proprio lavoro con passione), identificandosi provano una forma di soddisfazione.

    Persone che hanno bisogno di un Capo, un Capo rassicurante e affidabile come Te, un Capo Buono!

    L’altra parte di te, secondo me, è solo un grande Narciso (con grandi ambizioni).

    Riusciresti senza la possibilità di usare i video, a mandare avanti il tuo blog?… o hai bisogno di apparire a tutti i costi?

     

  • Ciao Claudio.

    I miei due cents…

    =========

    Ringrazio una mia affezionata lettrice, Marianna Micciarelli, che ha creato una pagina facebook in mio sostegno, e una petizione da firmare online per chiedere la restituzione del profilo YouTube e di tutti gli altri servizi.

    ========

    Stai facendo la figura – ai miei occhi perlomeno – del cornuto & mazziato.

    Sei sicuro sicuro che la Marianna che pensi sappia davvero che esisti?

    Secondo me, è un maschietto o – se davvero donna – ha un altro nome. E ti ha pescato/usato in un momento di comprensibile abbassamento di difese.

    Certamente la pagina FB che ci segnali, per come è congegnata, cambierà oggetto e amministratore non appena necessario. Mi stupisce che non te ne sia accorto.

    E “Petizionionline” (così come la pagina FBcitata, e così come il clone/concorrente “Firmiamo.it”) ha l’unico scopo di accumulare account, indirizzi VERI e quant’altro. Mentre per le leggi italiane, anche un milione o miliardo di *firme digitali* vale meno di una (1) su carta e autenticata.

    Due piccioni, con una fava (tu).

    In altri termini, social engineering. Un bel contrappasso, per Byoblu/Messora.

    Dài retta.

    Da: http://www.camisanicalzolari.com/biografia-2
    Nel 2007 produce http://www.LivePetitions.com, una piattaforma che permette la creazione e la firma di petizioni in tutto il mondo.
    Nel 2009 progetta per il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il suo sito http://www.forzasilvio.it di cui è committente diretto. Speakage realizza la piattaforma.
    http://friendfeed-media.com/b274beb2785e8e17c7109e1c34191c933969e45f

    (altri prodotti-presaxilCulo)
    http://www.amointernet.it/

    Claudio: sei diventato una rosticceria di dati/account, dopo che qualcuno ha scippato il tuo: i Calzolari daranno un festone alla Silvio, Ruby e tutto, da Fede. E quella/quello che ti ha infinocchiato, la/lo promuoveranno “capoArea”.

    Pensaci

     

     

     

    • Ma che stai dicendo?

      Sei sicuro sicuro che la Marianna che pensi sappia davvero che esisti? Secondo me, è un maschietto o – se davvero donna – ha un altro nome. E ti ha pescato/usato in un momento di comprensibile abbassamento di difese.

      Mi sembri un po’ in cattiva fede. Fatti una pera di Valium e un’iniezione di felicità.

      Stai parlando di una ragazza che scrive su NapoliUrbanBlog, un’attivista che partecipa a molte manifestazioni. Ha creato la pagina e la petizione e mi ha chiesto di segnalarlo.

      Le petizioni non servono nei tribunali. Servono a chi deve rendersi conto che forse, politicamente, conviene cambiare direzione. Tutto qui.

      Se poi dietro al sito che ha usato lei c’è qualcuno che vuole raccogliere indirizzi email, beh.. è possibile, come del resto qualsiasi altro servizio di massa al quale devi registrarti. Ma abbandona quel tono da Nosferatu, che in questo caso è un po’ inappropriato.

      Grazie per i tuoi 2 cents. Se magari ci mettevi cinquanta centesimi il tuo contributo avrebbe avuto uno spessore diverso. 🙂

  • Ci sono tanti commenti quindi spero di non ripetere qualcosa che qualcun’altro ha già detto. 

    Mi chiedevo se non ci dovesse essere una legge che obblighi le varie piattaforme (google(yotube), facebook, myspace ecc ) a dare l’opportunità, non l’obbligo, a chi si iscrive di poter farsi riconoscere come persona reale, per esempio si potrebbe verificare che si tratta sicuramente di Caio registrandosi ad un sito con la posta elettronica certificata o qualsiasi altra cosa che possa provare l’identità di chi si iscrive.
    Tutto questo perché ? perché in casi come il tuo devono essere riconosciuti alcuni diritti, tra cui l’assistenza della piattaforma e il riconoscimento che tutto il materiale online appartiene a una persona reale …

  • Tu Claudio dici: Stai accusando i frequentatori del blog di essere gente in cerca di un leader, e in questo modo li offendi.

    _____________________________

    … cosa fai, stai cercando di isolarmi?…Io ho detto che una parte di te è molto coinvolgente per ALCUNE persone, non per tutti i frequentatori del blog o di facebook o di youtube.

    C’è anche da dire che ALCUNI (anche inconsciamente) pur di compiacerti iniziano a gridare “a lupo a lupo”, nonostante tu per primo non lo faccia.

    Ah, mi raccomando, nel dubbio non cavalcare l’onda, sperando in una qualche forma di pubblicità: potrebbe rivelarsi un’onda boomerang.

  • caro Claudio, tutto giusto e 2.0 cioè “condivisibile”, ma lasciami aggiungere che le cose che hai scritto o ci hai raccontato con i tuoi video in questi anni non si possono eliminare con un hacking, non si possono cancellare da quell’evoluzione delle coscienze e delle “visioni” che è in atto, da quella riorganizzazione cognitiva e relazionale che quelli come noi stannno contribuendo a proiettare nel divenire.

  • Allora, volevo un attimino presentarmi e dimostrare la mia esistenza ..

    mi chiamo Marianna Micciarelli e seguo  Claudio da sempre

    esisto davvero  e non c’è nulla di malsano dietro quello che sto facendo.

    Ho preferito mettere il mio nome e cognome alla creazione della petizione proprio perchè non ho bisogno di nascondermi, basta mettere i miei dati in google per vedere che esisto e che sono DONNA 🙂

    Potrete vedere che anch’io ho un blog insieme ad altri amici con il quale tendo ad espormi molto, io ho il compito di intervistare e tutti i servizi fatti vengono messi su internet.

    Se scrivete in youtube : giornalista sbugiardato ..potete vedere come la mia lotta contro la repressione dell’informazione libera non sia una cosa legata solo al tentato oscuramento di byoblu, anzi ..

    nella pagina che ho creato ho inserito una mia foto – fatta alll’epoca della legge bavaglio – cosa che nessun altro ha fatto.

     

    Ho dato queste spiegazioni solo per evitare che si pensino cose errate riguardo il fondatore di questo blog – con il quale sono in continuo contatto 😉

     

    Marianna Micciarelli esiste e si è esposta anche , è vero potrebbe sembrare ANOMALO vista la società in cui viviamo , ma eccomi qui : PIACERE A TUTTI ..potete controllare sul web.

     

    Ah dimenticavo , altra cosa ..oltre alla pagina fb e alla raccolta firme

    ho organizzato un’invio di mail mirato agli indirizzi di youtube e google e in più all’indirizzo di beppe grillo ..che ha pubblicato un post che parla della situazione del nostro Claudio….

     

     

    Non diffidate ,ESISTO ! 🙂

     

    Vi saluto !!

  • Usare un buon password manager !!!

    Permette di usare password più complesse e quindi più sicure il meglio secondo me è LastPass ma anche Clipperz oppure Keepass.

  • X messora:

     

    Bisogna essere realisti, youtube fino all’anno scorso era un’impresa in netta perdita(mi pare che era sotto di 500 milioni di euro circa!), quest’anno non so se è riuscita in qualche modo a recuperare, ma per google, il servizio youtube è piucchealtro una questione d’immagine e forse torna utile in borsa, ma non porta grossi guadagni, anzi forse sono più i costi.

    Cosa voglio dire con questo? che un servizio di assistenza efficiente come lo vorresti tu, costa, e se questo servizio valesse per tutti gli utenti avrebbe dei costi stratosferici…

    Quindi l’unica richiesta a youtube che si potrebbe fare è quella di dare la possibilità a chi usa il servizio per lavoro o per finalità importanti, e quindi ha molto a cuore il suo account, di creare un doppio servizio. Un account youtube gratis, senza nessuna assistenza, e senza nessuna garanzia(come è attualmente), e un’account premium, in cui a un prezzo di abbonamento mensile, vengono offerti servizi in più (assistenza telefonica, garanzia che non ti chiudano l’account da un giorno all’altro senza dare spiegazioni, ecc…ecc..)

    Così chi usa youtube solo per “cazzeggiare”, come me e come moltissimi altri, può continuare ad averlo gratis, senza NESSUNA GARANZIA, mentre chi lo usa seriamente, pagando magari 20 euro al mese, avrebbe un servizio all’altezza, con molte più tutele e garanzie.

    Questa secondo me potrebbe essere una soluzione realizzabile

  • Tu CLaudio dici:dall’ultima tua frase si evince tutto il disprezzo che nutri nei miei confronti. Non sarò certo io a convincerti del contrario. Ognuno è libero di pensarla come vuole, di recepire le cose in un modo o nell’altro. Questa è democrazia, e cercare di andare d’accordo con tutti è una chimera. Basta andare d’accordo con i più.

    Per quel che mi riguarda non nutro un forte disprezzo (come credi), è vero anche che la stima non si conquista un volta e vale per sempre; non credo neppure che basti andare d’accordo con i più.
    Andare d’accordo con i più?… perché?… oddio, a pensarci bene ai politici conviene!

    Ho iniziato a leggere (non a vedere i tuoi video) quello che scrivevi e ho provato emozioni e spesso ho pensato: mi ha tolto le parole di bocca, che grande anima, una persona che descrive le situazioni così, non puo non avere un grande senso critico ecc. ecc. Ho pensato che dovessi avere sofferto anche abbastanza, per avere la sensibilità che hai.

    Con ciò non pendo dalle tue labbra (né da quelle di nessuno), se avverto in te un certo maschilismo e un po’ di furbizia, li avverto e basta; hai comunque tanta intelligenza: come vedi non ti disprezzo.

    Tu dici: Quando hai voglia di cambiare idea su di me, sai dove trovarmi. Buonanotte

    Dove?… spiegati meglio perché non ho capito, comunque buona notte anche a te e grazie

    • Beh… allora siamo sostanzialmente d’accordo, credo…

      Andare d’accordo con i più?… perché?…

      Intendevo, molto banalmente, dire che se fai qualcosa e tutti ti dicono che è meglio che cambi mestiere, forse è il caso di cambiare mestiere.
      Viceversa, se la maggior parte ti onora di un certo consenso, e magari qualcuno non concorda, è comunque un buon indizio di andare avanti… tutto qui.

      Il disprezzo è relativo al sospetto che hai balenato che io possa cavalcare la cosa per farmi pubblicità. E’ un pensiero che implica una certa visione di qualcuno. Se hai pensato che io possa fare una cosa del genere, devi pensare che io sia una persona da poco, e questo per me significa disprezzare.

      Sai, c’è stato anche chi mi ha accusato di essermi inventato tutto per aumentare la mia visibilità. Per fortuna è stata una persona sola. Al di là del fatto che, come dicevo, non si può piacere a tutti, e il mondo è pieno di gente che, per invidia o per stupidità, ama convincersi delle cose peggiori e poi accusarti, specialmente tante più persone sembrano apprezzarti, mi domando in cosa posso avere sbagliato se ho dato l’impressione, nonostante fiumi di scritti e di video negli ultimi tre anni, di essere una persona che può fare una cosa del genere. D’accordo che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, però credo che prima di lanciare un’accusa simile ci vogliano perlomeno delle evidenze circostanziate, delle prove ripetute nel tempo per cui uno finisce per farsi una certa idea… Non so, io non lo farei mai. Prima di dire una cosa simile… Insomma, credo che chi pensa questo non ha capito proprio niente. E non dubito che magari può anche essere colpa mia. Come la questione del Narciso che hai posto tu. Poi, sai.. si cambia, si cresce. Se guardo i primi video postati tre anni letteralmente non mi posso vedere. Era all’inizio. Era un gioco. Mi divertivo. Poi piano piano si acquisice consapevolezza, dei propri mezzi e dell’importanza, dell’influenza che si ottiene, si sperimentano i ritorni, si impara dalle reazioni della gente, banalmente si cresce, si cambia, ci si adatta.

      Io spero di avere imparato dai miei errori e magari un pochino da chi è più bravo di me, per cercare di fare qualcosa di sempre migliore. Ma certo, non è facile da soli.

      Poi uno ti viene a dire che fai tutto questo per farti pubblicità, e allora dici “bah…” 🙂

      Saluti, ‘notte.
      Claudio

      p.s. comunque ho sentito YouTube, mi hanno confermato che l’account è stato “HiJacked”, e stanno provvedendo a congelarlo e a farmi rientrare in possesso delle mie credenziali, mentre pare che ci sia mezza Google (così mi ha detto un responsabile) che sta lavorando al problema del furto e dell’eliminazione dell’account di posta. A cosa chusa, nel bene e nel male, chiederò i dettagli e li pubblicherò, a titolo di tutorial che possa servire anche ad altri. E per raccontare qualcosa che possa essere così facilmente smentita dagli attori coinvolti dovrei essere un folle, più che un Narciso 😉

  • Salve signor Claudio, è da anni che la seguo su youtube e questa notizia mi pietrificato dinanzi a tanta malvagita umana. Sono un perito informatico professionista e mi occupo di perizie di tipo informatico a 360 gradi. Ho ascoltato attentamente tutto il suo video e mi sono fatto delle ipotesi su quello che le è capitato.

    Vedo di riassumerle in punti:

    1) Come ha detto l’Ing. Davide Listello nel post precedente potrebbe trattarsi di un KEYLOGGER che installato in una delle sue macchine invia in modo anonimo tutti i caratteri che scrive a tastiera quindi password, nomi utente, etc a un indirizzo di posta elettronica dell’hacker. Non credo pero’ che scansionare con l’antivirus o spybot possa cancellarlo il keylogger in quanto gli antivirus non sono perfetti e non riconoscono tutto se bene abbiano ricerca euristica attivata, le consiglio vivamente di lavorare in un ambiente sicuro installando LINUX su un computer o una partizione. Le consiglio di lavorare con Ubuntu Linux che è piu’ userfriendly fra tutte le distro linux —> http://www.ubuntu-it.org/
    In alternativa formatti il sistemi e reinstalli Windows e lo protegga con firewall, antivirus, spybot fin dalla prima connessione.

    Sappia pero’ che in linux non esistono i virus e non soffre di attacchi hacking rilevanti
    Qui puo’ stare tranquillo.

    2) Attenzione quando ci si connette da altre macchine che non sono le proprie, basta entrare in un intershop che si puo’ venire intercettati da un keylogger o da un trojan.

    3) Se usa una linea internet con IP STATICO puo’ essere sniffato da hacker esperti che tramite ping e commandi a riga di comando usando il terminale PROMPTDOS o UNIX sfruttando la debolezza di Windows possono entrare nel suo computer e fare il bello e il cattivo tempo.
    Se l’IP che le viene fornito dal provider è di tipo DINAMICO allora si corrono meno pericoli in quanto l’identificativo della macchina cambia sempre allo spegnimento del router.

    4) Sul discorso di Aruba, potrebbe fare denuncia e chiedere ad Aruba il tabulato degli ultimi accessi con gli IP della macchina dell’hacker che è entrato nella sua casella di posta. E’ un’ impronta che si puo’ sfruttare per risalire a questo delinquente e segnarlo alle autorità competenti.

    Provi a partire dal primo punto e nel caso leggere i punti 2,3,4
    Direi che il problema principale stia nel punto 1.

    Le consiglio inoltre di prendersi una PEC, POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA così che le venga assegnato un indirizzo firmando un contratto e fornendo la propria carta di identità con un provider serio per avere un minimo di tutela giuridica in caso di abuso.

    Come ultimo consiglio: Non usi Windows che è un TITANIC che fa acqua da tutte le parti dove virus e trojan regnano.

    Spero di averle dato alcuni ipotesi e consigli utili per risolvere il suo problema.

    Secondo me solo dopo in cui nessuna delle mie ipotesi sia corrispondente al vero il problema è da ricercarsi in Google e nel suo sistema di censuare.

    Saluti,

    Carlo.

    • Grazie per la disamina. Può essere la prima come l’ultima ipotesi. Credo siano le più attinenti al caso. Ho fatto ripetute scansioni del sistema e non ho ottenuto nessuna risultanza. Comunque ho formattato tutte le macchine e sono su Ubuntu. Il problema è che non so se ci resterò, nel senso che ho necessità di un ambiente di produzione video altamente performante, e tutti i miei investimenti sono stati su Premiere Pro CS5 con plugin appositi, più hardware dedicato che Premiere riconosce e sfrutta per il rendering veloce.

      Su Linux non conosco nessuna alternativa altrettanto versatile, potente e che sfrutti l’hardware. Forse Cinelerra, ma installarlo sull’ultima versione di Ubuntu non è così semplice. non ci sono i pacchetti, ho provato a compilarlo ma da errore, e poi in ogni caso bisogna vedere cosa offre, se è stabile e soprattutto se è compatibile (formati video) e veloce.

      Sa, quando si tratta di usare un computer per scrivere e mandare email va bene tutto, ma quando come nel mio caso si producono video dalla mattina alla sera, o l’ambiente è performante o si chiude e si va a casa.

      Se non trovo una soluzione conveniente in Linux tornerò presto a Windows7 64 bit. Troppi firewall e antivirus purtroppo abbassano la performance dei processori e in un ambiente che deve essere “responsive” come quello di una workstation di produzione video non è auspicabile. Magari cercherò di farmi una macchina virtuale dove giri Ubuntu e userò quella per navigare. E poi ci vorrebbe un firewall esterno, hardware, a monte. Quale?

      Cmq non è da escludersi che l’attacco non sia partito dalla mia macchina. Le password erano strong. Vediamo cosa dice Google.

      Saluti e buonanotte.

      Claudio

  • byoblu ha scritto :
    Per esempio. Ma anche no 🙂

     

    Nessun servizio di qualità elevata è anche gratuito!

    Insomma nessuno fa niente per niente, Google-Youtube potrebbe decidere di offrire delle maggiori tutele e servizi superiori solo a pagamento, perchè solo in quel modo si sentirebbe vincolata da un contratto(lo so, anche adesso c’è un contratto, ma è un contratto tutto sbilanciato a favore di youtube, in cui google ha il coltello dalla parte del manico, è può cambiare le carte in tavola come gli pare, senza dover rendere conto a nessuno), e anche perchè tanto il gicattolo Youtube come traffico va già a gonfie vele così, quindi non hanno il bisogno di cambiare nulla…

    Immagina di dover affittare uno spazio web gratis, in cui tutti possono scrivere e comunicare liberamente attraverso i video, tu hai molte spese e ci guadagni poco(o forse addirittura ci perdi) con gli sponsor, e sei penalmente corresponsabile di tutto il materiale caricato. Questo è youtube. Tu daresti la massima assistenza e le migliori garanzie a tutti( con una spesa, e quindi una perdita enorme)? e se un canale viene segnalato in massa, o segnalato per violazione del copyright cosa faresti? verificheresti ogni singola segnalazione(con ulteriori grosse spese)? rischieresti di subire una denuncia-querela per violazione di qualche legge? oppure cancelleresti il video, o tutto il canale in maniera spicciola, senza preoccuparti più di tanto( e senza spese aggiuntive)?

  • Che bella l’onesta… mah!

    Ho detto che hai provocato tutto per farti pubblicità?
    MA STIAMO SCHERZANDO?

    Non puoi negare però, che su facebook i commenti (a furor di popolo [mi vengono i brividi!]) sulla censura di là e la censura di qua (nonostante esista, eccome!), si sprecavano… e non mi sembra tu abbia detto: calma ragazzi, un’attimo, non traiamo conclusioni affrettate (da qui l’espressione “cavalcare l’onda”).

    Tutto qui, buona notte o forse è meglio dire buon giorno

  • Ciao Claudio,

    ecco chi c’e’ dietro il dominio 200gratis.net:

    Spero che queste informazioni ti siano d’aiuto per identificare chi ti ha fregato.

      
    Safenames Whois Server Version 2.0Domain Name: 200GRATIS.NET  [REGISTRANT]    Organisation Name: WHG (International) Ltd    Contact Name:      Domain Manager    Address Line 1:    Address 6-1 Waterport Place    Address Line 2:        City / Town:       Waterport    State / Province:      Zip / Postcode:    0000    Country:           GI    Telephone:         +350.20002711    Fax:               +350.20060644    Email:             domains@williamhill.com  [ADMIN]    Organisation Name: Safenames Ltd    Contact Name:      International Domain Administrator    Address Line 1:    PO Box 5085    Address Line 2:        City / Town:       Milton Keynes MLO    State / Province:  Bucks    Zip / Postcode:    MK6 3ZE    Country:           UK    Telephone:         +44 (19082) 00022    Fax:               +44 (19083) 25192    Email:             hostmaster@safenames.net  [TECHNICAL]    Organisation Name: International Domain Tech    Contact Name:      International Domain Tech    Address Line 1:    PO Box 5085    Address Line 2:        City / Town:       Milton Keynes MLO    State / Province:  Bucks    Zip / Postcode:    MK6 3ZE    Country:           UK    Telephone:         +44 (19082) 00022    Fax:               +44 (19083) 25192    Email:             tec@safenames.netThe Data in the Safenames Registrar WHOIS database is provided by Safenames forinformation purposes only, and to assist persons in obtaining information aboutor related to a domain name registration record.  Safenames does not guaranteeits accuracy.  Additionally, the data may not reflect updates to billingcontact information.By submitting a WHOIS query, you agree to use this Data only for lawful purposesand that under no circumstances will you use this Data to:(1) allow, enable, or otherwise support the transmission of mass unsolicited,commercial advertising or solicitations via e-mail, telephone, or facsimile; or(2) enable high volume, automated, electronic processes that apply to Safenames(or its computer systems).  The compilation, repackaging, dissemination orother use of this Data is expressly prohibited without the prior writtenconsent of Safenames.  Safenames reserves the right to terminate your access tothe Safenames Registrar WHOIS database in its sole discretion, includingwithout limitation, for excessive querying of the WHOIS database or for failureto otherwise abide by this policy.  Safenames reserves the right to modifythese terms at any time. By submitting this query, you agree to abide by thispolicy.
  • Caro Claudio,

    io ammiro i contenuti che riesci a mettere in questo blog, però un pò di tempo fa qualcosa mi ha lasciato molto perplesso. 

    Qualche commento più sopra scrivi:

    “Come vedi questo è un blog aperto, dove non si censura niente e tutti possono avere i loro 15 secondi. Censuro solo (ma sono rari) i commenti volgari e smaccatamente offensivi.”

    Ebbene adesso ti vorrei chiedere conto di una cosa. Il 19 settembre ho letto un commento di critica su un tuo post. Era in sostanza una certa accusa di voler fare i soldi con il tuo blog invece che scrivere per passione senza pretese. Chi scriveva sosteneva anche che gli avevi cancellato dei post precedentemente. Ma quello non era un post volgare. Non ci ho dato troppa importanza, quando tornando sulla stessa pagina poco dopo ho visto che quel commento era scomparso. Allora ho inserito comenti io chiedendo spiegazioni. Ora si possono ancora vedere questi commenti miei e di quel tizio, che si fa chiamare “freelance”:
    https://www.byoblu.com/post/2010/09/15/Quanto-sei-in-crisi.aspx?page=2#id_cb086f71-b041-4b04-9484-66674525e500

    Siccome quello mi pareva un normale commento di critica assolutamente non volgare, questa cancellazione mi ha realmente sorpreso. Capirai che ho cominciato a pensare che quegli argomenti ti dessero fastidio e che le tue richieste di soldi potessero essere pretestuose… allo scopo di apparire come una vittima per esempio, ed acquistare onsenso.

    Insomma ho pensato brutte cose su di te e continuerò a pensarle se non scriverai una spiegazione.

    Nonostante questo stai continuando a scrivere un blog fantastico, con contenuti assolutamente di valore. Contiuo certo a leggerti. Ma non può che sorgermi il sospetto adesso… essere vittima a volte conviene… fa acquistare consensi.

  •  

    Mi hanno rimosso un video da Youtube!! Dove avevo messo Vinci che a Matrix (quando era ospite) voleva confutare ridicolmente la frase di Silvertein che ammetteva che la Torre 7, l’11 settembre, l’avevano tirata giu’ con gli esplosivi!! (e Vinci diceva che "pull it" poteva significare "tenere su con le funi"!?!? un palazzo!!?? Certo!) Rimosso per violazione dei diritti Mediaset!!
    Al link si arrivava dalla mia pagina sull’11 settembre: http://www.nicolaulivieri.com/sett11.htm
    E ora su Youtbe non c’è più. Vero che si sono i diritti ecc. ecc. Ma che guardino un video di un minuto?!? 1 MINUTO!!!
    O sono informazioni scomode? Da cancellare dalla storia? Dell’11 settembre bisogna credere solo alla cretinata del fantasma di Bin Laden.
    Ah, l’intervista di Silvertein, che non è Mediaset e che non hanno mai fatto vedere in tv, c’è sempre ovviamente: http://www.youtube.com/watch?v=LYaUeGvYYxc
    Solo che non si possono pubblicare i ridicoli commenti che per anni hanno fatto a questa ammissione.
    Un’altra cosa: La settimana scorsa Google mi aveva avvertito che c’erano stati strani movimenti nel mio account e mi consigliava di cambiare password!!!????
    BENVENUTI IN "1984"!!! 
    “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”.
    Mi hanno rimosso un video da Youtube!! Dove avevo messo Vinci che a Matrix (quando era ospite) voleva confutare ridicolmente la frase di Silvertein che ammetteva che la Torre 7, l’11 settembre, l’avevano tirata giu’ con gli esplosivi!! (e Vinci diceva che "pull it" poteva significare "tenere su con le funi"!?!? un palazzo!!?? Certo!) Rimosso per violazione dei diritti Mediaset!!Il mio video era qui: http://it.youtube.com/watch?v=NuPzWRbV3DQAl link si arrivava dalla mia pagina sull’11 settembre: http://www.nicolaulivieri.com/sett11.htmE ora su Youtbe non c’è più. Vero che si sono i diritti ecc. ecc. Ma che guardino un video di un minuto?!? 1 MINUTO!!!O sono informazioni scomode? Da cancellare dalla storia? Dell’11 settembre bisogna credere solo alla cretinata del fantasma di Bin Laden.Ah, l’intervista di Silvertein, che non è Mediaset e che non hanno mai fatto vedere in tv, c’è sempre ovviamente: http://www.youtube.com/watch?v=LYaUeGvYYxcSolo che non si possono pubblicare i ridicoli commenti che per anni hanno fatto a questa ammissione.Un’altra cosa: La settimana scorsa Google mi aveva avvertito che c’erano stati strani movimenti nel mio account e mi consigliava di cambiare password!!!????
    BENVENUTI IN "1984"!!! http://it.wikipedia.org/wiki/1984_(romanzo)“Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”.

     

  • cioe’ mi sembra incredibile che non vieni a capo, e’ successo anche a un mio amico e nel giro di una settimana ha risolto tutto… pensa che il lamer che gli ha fregato la passw di gmail aveva cominciato a vendere ps3 sul suo account di ebay successivamente recuperato pure ql.

    Lo hanno aiutato quelli di google a recuperarla.

     

    prova a chiedere aiuto al forum

    http://www.google.it/support/forum/p/gmail/

    http://www.google.com/support/forum/p/gmail/

    questo lo hai gia’ provato vero?

     
    Rispondi a quante più domande puoi nel modo più accurato possibile, in questo modo potresti riottenere l’accesso al tuo account. Utilizza questo modulo anche se sospetti che qualcuno, cambiando password e domanda di sicurezza, si sia impossessato del tuo account.

     

    Quindi mantieni la calma e non trarre conclusioni affrettate.

    gmail e youtube sono 2 servizi gratuiti ed e’ normale che l’assistenza sia penosa inoltre bisognerebbe capire come hanno fatto ad entrarti nell’account di gmail se tramite un bug o semplicemente la passw era troppo semplice.

    una password forte deve essere alfanumerica con caratteri speciali maiusc e minusc e abbastanza lunga almeno 10-12 caratteri e andrebbe anche cambiata ogni tanto.

    ciao e in bocca al lupo sperando che tu possa recuperare i tuoi account al piu’ presto.

    ciao

  • jiulia ha scritto :
    " Chiediamo alla Gabanelli e al suo Reportdi occuparsene. Violare e rubare l’account di una persona non è cosa da poco…E’ di interesse collettivoDobbiamo capire che cosa se ne vuole fare del nostro Paese. Se leggi e diritti esistono ancora e in che conto si tengono.Dobbiamo sapere se "qualcuno" ha trovato il sistema di far tacere la rete senza la seccatura di fargli leggi contro. "

     

    il 5 luglio hanno "accettato" su youtube lady Germanotta (lady Gaga) e jastin biber, con un semplice scriptino…, roba da cantinari insomma.

    voglio che la gabanelli faccia uno special sulla germanotta

     

     

     

  • Byoblu scrive:”….Questa è la reale implicazione del danno, che dunque non si risolve semplicemente “con un backup”. E mi meraviglia continuare a sentire commenti semplicistici in tal senso…..”

    Vedi claudio, premesso che sono un tuo sostenitore e di tutti quelli che cercano di fare informazione seria, credo che questa frase risulti arrogante ed anche offensiva.

    Chi continua a parlare in maniera “semplicistica” forse non coglie o non capisce bene la portata di ciò che ti è successo, ciò non toglie che si cerca solo di essere utili e capire ciò che è successo, o semplicemente si vuole solidarizzare con te e non sapendo bene cosa dire si dice la cosa più ovvia. Non è sminuendo i commenti di alcuni che si può far chiarezza e far capire tali temi. Con stima.

     

  • Non sono esperta informatica ma intuisco che il prblema è più grande di quanto si pensi.

    Ho sottoscritto le petizioni e condiviso.

    Facciamo girare, per Claudio e per noi: per la nostra libertà.

  • byoblu ha scritto :
    “...Diverso è uno che entra e seccamente dice: “Messora! Quando la smetti di fare soldi alle spalle di tutti?” (o qualcosa del genere)…

    Intanto grazie della risposta.
    Dunque non ti sto ovviamente accusando di nulla, ma come ti puoi rendere conto io non ti conosco personalmente e posso solo giudicare quello che vedo scritto in questo blog, e ho voluto spiegare che la mia fiducia è stata in qualche modo minata da qualche sospetto.

    Ora possiamo discutere se quel commento era davvero offensivo, per me non lo era, il fatto che dicesse che tu ci vuoi guadagnare sopra probabilmente ti irrita proprio perché non è vero, ma mi pareva una opinione legittima.
    Ora la mia opinione è questa:
    Tu potevi fare 2 cose

    1) cancellare il commento,  fare venire dubbi a me che leggo e farti nemico il tizio che ha scritto il commento. La censura su internet è vista come la cosa più antipatica che possa avvenire e chiunque veda l’accaduto non ne avrà una bella impressione.

    2) non fare nulla e non rispondere neanche al commento. Se davvero era un commento offensivo si sarebbe qualificato da solo come tale e gli utenti l’avrebbero giudicato per quello che è. Sicuramente non conteneva parole volgari o insulti espliciti che richiedevano un intervento sollecito.

    Spendere un quarto d’ora a rispondere come vedi è una cosa che hai dovuto fare solo ora per giustificare una cancellazione (secondo me) avventata.

    Comunque grazie della risposta, hai riacquistato la mia fiducia… ma attento… ti tengo d’occhio! 😀

     

  • sono daccordo.

    il backup è soltanto uno degli strumenti che è necessario adottare, per mantenere un minimo di indipendenza dai gestori di servizi web a cui siamo costretti a riferirci. tuttavia non dovrebbe essere un singolo episodio privato a costringerci a porre il problema, bensì la nostra spontanea criticità intrinseca.

    purtroppo, la sensibilità diffusa non è minimamente adeguata al’altezza del problema. la superficialità o la pigrizia che dimostriamo, a volte, nella cura dei backup è solo un esempio piccolo della questione.

    io mi domando molto di più, invece, per quale motivo non si riesca a far crescere maggiormente l’attenzione per il software libero. servizi, servizi, serviz. diritti, diritti, diritti. questo vogliamo. solo questo. e null’altro.

    l’informatica può darci molto di più. il software libero, infatti, è produzione di codice aperto. un codice aperto è quello costruito con istruzioni e comandi comprensibili, ad un tempo, sia alla macchina che all’uomo che ne fa uso.

    quello che dobbiamo pretendere, dall’informatica è l’abitudine a comprende i comandi e le istruzioni che utilizziamo quando utilizziamo l’informatica. perché la libertà non è solo diritto, ma anche cultura e conoscenza.

    però dipende molto da noi e dai nostri comportamenti, non solo dalle leggi e dai regolamenti a cui obbediamo e che sappiamo darci.

    forse mi sbaglio, ma non mi è mai parso di trovare, nel tuo blog, grande attenzione al software libero. allora, per quanto indesiderabile, che la tua esperienza sia benvenuta se potrà aiutare a muovere in passo in questa direzione.

  • Non funziona il “Contatti”!

    Lei ha scritto:

    Hanon trovato le pwd di Aruba (che Aruba stessa trasmette in chiaro all’atto della registrazione per email) .

    Io le rispondo: se hanno trovato la password di Aruba, NON È DETTO che lei abbia indovinato l’istante temporale (l’atto di registrazione). E NON È DETTO neppure che lei abbia indovinato la modalità di attacco hacking (la trasmissione, cioè, detto tra noi, man in the middle). Io ho un’idea che lei potrebbe non aver ancora avuto. Anzi, ci scommetto.

    MI CONTATTI se vuole all’indirizzo email scritto in questo commento.

    Saluti.

  • byoblu ha scritto :
    Ecco. Sei tornato a ragionare in piccolo,. Non preoccuparti: è normale. Dentro al tuo cuore hai una manona che tiene il palloncino per la cordicella e non lo fa volare.Smettila di guardare il mondo per come è e inizia a pensare a come potrebbe essere. Avevi cominciato bene, prima. 🙂

     

    Caro Byoblu, io cerco solo di stare con i piedi per terra, infatti se volessi usare un mezzo per esprimermi probabilmente non userei Facebook(che tra l’altro è del tutto superfluo per comunicare con amici e conoscenti!), dopo aver letto le condizioni d’uso indecenti, ho capito che loro allo stato attuale possono fare quasi tutto quello che vogliono con i tuoi scritti, con le tue foto, con la tua identità, senza che tu possa reclamare quasi nulla!

    Cmq senza arrivare all’estremo, dell’assistenza personalizzata, e di servizi di qualità elevata, in realtà un sistema semplice semplice, ci sarebbe evitare che qualcuno ti freghi l’account. E cioè basterebbe collegare l’account youtube con un numero di cellulare.

    Se qualcuno te lo frega, basterebbe segnalarlo con una procedura automatica che magari ti invia un codice segreto via SMS sul tuo cellulare, per recuperare l’account.

    A quel punto basterebbe inserire  il codice, cambiare la password, e il canale è di nuovo tuo!

    Invece per proteggersi da attacchi e segnalazioni in massa fasulle, sinceramente non saprei come fare….

    • Caro Byoblu, io cerco solo di stare con i piedi per terra,

      ecco.. infatti. Stare con i piedi per terra è il modo migliore per fare ragionamenti terra a terra. Non rischi di cadere, ma di certo non volerai mai.

      infatti se volessi usare un mezzo per esprimermi probabilmente non userei Facebook(che tra l’altro è del tutto superfluo per comunicare con amici e conoscenti!), dopo aver letto le condizioni d’uso indecenti, ho capito che loro allo stato attuale possono fare quasi tutto quello che vogliono con i tuoi scritti, con le tue foto, con la tua identità, senza che tu possa reclamare quasi nulla!

      E’ quel “possono fare quello che vogliono” che è nel contempo giusto e sbagliato. E’ giusto in termini meramente contrattuali. E’ sbagliato in termini di analisi e di opportunità sociale.
      Può funzionare finchè un servizio, gratuito finchè si vuole, viene usato da una percentuale non significativa della popolazione. Quando esubera e arriva ad essere utilizzato da 17 milioni di persone (in pratica ben oltre la metà degli italiani che usano internet a vario titolo), si pone un problema di ordine democratico ed è necessario che al soggetto “privato” (Facebook) vengano chieste garanzie in grado di tutelare e preservare la Costituzione stessa. Se tu gestisci un servizio dentro il quale gran parte di un popolo può formarsi un’opinione politica, magari in prossimità delle elezioni, puoi essere un soggetto privato quanto vuoi, ma il rischio che tu possa manipolare il consenso, gestendo il flusso di informazioni, obbliga la scena politica ad una maggiore consapevolezza e creare un quadro normativo entro il quale devi muoverti se vuoi continuare ad operare. Altrimenti le società avrebbero smesso di esistere da tempo.

      Lo stesso discorso puoi farlo nel senso della tutela del patrimonio personale. Tu puoi anche non usare Facebook e non usare YouTube, ma milioni di persone lo fanno, ed è quindi diventato uno strumento di espressione tra i più influenti del nostro sistema sociale. Queste milioni di persone possono e devono trattare condizioni migliori per la loro maggior tutela rispetto alle attuali. “Saltare”, ogni tanto, contrapposto al tuo “restare con i piedi per terra”, ha proprio il significato di creare quella tensione sociale che serve come spinta per spostare di un metro il tiro alla fune dei diritti/doveri e dei famiosi “termini contrattuali”.

      Il fatto che a te non venga in mente una soluzione migliore, non significa che non ci sia. Non siamo mica dei padri eterni, ed è proprio questo il motivo per cui si creano dei tavoli di discussione: per beneficiare delle idee di tutti. Ma finchè si ragiona così: “Mbeh… sta scritto nel contratto”, non si sposta una paglia. E siccome andiamo verso un mondo dove non solo i dati, ma presto anche le applicazioni saranno nostre solo virtualmente, ma risiederanno chissàdove, nella nuvola, è giusto che si crei la consapevolezza di ottenere tutele maggiori, vincoli più stringenti, diritti meno volatili. Con un tavolo, appunto, un board dove se ne discuta e dove si possa spingere o tirare fino a trovare l’equilibrio giusto. Di certo, questo equilibrio non è “ti chiudo l’account da un giorno all’altro e non ti rispondo più”.

    • Se hai idee migliori e applicabili, scrivile, proponile!

      A me in questo momento non mi viene in mente nulla. Tu dici che la politica italiana potrebbe regolamentare youtube o facebook, nel senso dei diritti degli utenti??

      Io non credo, la politica e la magistratura italiana potrebbero mettere in riga i social network, sulla base del rispetto del codice penale e civile italiano (per esempio  sanzionando giustamente google, per non aver rimosso tempestivamente quel video di violenza su un disabile!), e del rispetto della privacy.

      Ma il contratto tra un social network, e i suoi utenti, è un contratto tra privati, in cui la politica non c’entra nulla, youtube è tenuta al rispetto delle leggi, e della privacy di terze persone, e dei suoi utenti, ma tutto il resto è stabili dalle condizioni contrattuali che accetti esplicitamente nel momento in cui decidi di usare il servizio. E allo stato attuale non sono tenuti a nessun rispetto nei confronti di ogni account, cioè ti possono rimuovere video, o tutto il canale a loro libera discrezione, visto che lo spazio web in cui carichi i video, non è TUO, ma è proprietà di GOOGLE, e ognuno nel suo “territorio”(anche se virtuale) può far entrare o buttare fuori chi vuole, senza dover dare spiegazioni a nessuno!

      L’unica arma per convincere youtube a cambiare qualcosa, a migliorare le condizioni degli utenti, potrebbe essere un boicottaggio di massa.

      Ma non è una cosa facile da organizzare, visto che YOUTUBE ha praticamente il monopolio dei VIDEO NETWORK…

  • Il furto d’identità penso che possa potenzialmente essere il danno peggiore che possa capitare a chi possiede una identità digitale, a seconda dell’uso che ne viene fatto da chi se ne impossessa.

    Pensiamo per esempio alle cose più catastrofiche di questo mondo, compiute sotto mentite spoglie: questo secondo me, se si verifica, è anche peggio della perdita di indicizzazione su google e della perdita della rete di relazioni, perché poi hai voglia a spiegare e dimostrare che quando ciò si è verificato non eri tu ma un’altra persona.

    Fortunatamente, però, questo non è il tuo caso.

    Purtroppo, nel momento stesso in cui ci creiamo una qualsiasi identità digitale, penso che non ci siano protezioni sufficienti per difendersi da questo genere di attacchi, ma solo le sole buone abitudini per mettere i bastoni tra le ruote a chi intende farlo.

    Viceversa, penso che si possano trovare valide alternative agli attuali social network (FB in primis) e a tutti i servizi che centralizzano le nostre identità, le nostre relazioni e i nostri contenuti.

    Mi riferisco in particolare a modelli di federated social network, cioè S/N distribuiti su architettura, anche se al momento il fatto che la massa critica sia sui socialcosi ci induce a concentrare lì la nostra presenza.

     

  • Sentite condoglianze, proprio cosi´, lo stress che Lei ha subito e´ uguale a quello di un lutto. Le 8000 + 3000 persone che, in pochissime ore, hanno scelto di vedere il suo ultimo video Le devono essere di conforto, pochi hanno una cosi´ grande famiglia e nessuno una tale affezionata tribu´.

    Lasciamo stare le cause della fregatura: software-spia (keylogger, remote control, ecci ecci), iniezione sul database, cross site scripting, ,disattenzioni (password fragili o eterne, appresso nell’agendina, memorizzate nel browser).

    Lei ha imparato qualcosa ed ha l’occasione per diffordere una "buona parabola".

    Ma come, "maestro", potresti parlare di Linux (passione, volontariato, conoscenza, innovazione dal basso) e ti soffermi sul web 2.0,
    chiamandolo futuro???

    Mandare i dati nelle nuvole lo chiami "futuro", ma se negli anni ottanta gli eco-sistemi informatici funzionali erano Megaserver-client idiota, il futuro = passato? Il cloud computing ha senso se devi affittare tempo macchina ad un supercervellone nella speranza che il tuo algoritmo multidimensionale-cosmico, risolva il rebus sul "il perche´ degli Universi e di tutto quanto il resto".

    Altrimenti e´ solo una burla:
    – Affidare i dati aziendali ad un cloud? In comodato d’uso alla concorrenza?
    – Effettuare le transazioni in moneta virtuale? cosi` la finanza azzera il tempo nel ciclo del profitto? Mentre il conto corrente mi rende 0.01 e pago le spese di gestione?
    – Distribuire i video in cloud per non pagare la banda? E farla pagare ad ogni singolo utente che guarda il contenuto su strumenti mobili?

    Ma il web cloud non solo e´ il passato che ritorna, ma ritorna ancora piu´ fosco travestito da giovinetto per bene c’e´ uno spacciatore di dipendenza da bit… assaggia, assaggia, assaggia

    e´ divertente, svagante, gratis…
    poi dipendi e paga,
    per sempre!!

    DocumentiamoCi. perche´ non appena tutte le anime saranno elencate nel LibrodeiFaccioni ed avranno trasferito sulle nuvole i propri talenti, i cancelli scenderanno definitivamente e verra´ stabilito il prezzo. Sembra l’Apocalisse, ma e´ solo moderno business.

    Un consiglio, scontato compraun portatiluccio, pialla il disco fisso, installa un linux (se vuoi un tema in blu, byo vai per Kde) e chiedi ad un giovane di passarti conoscenza. Poi, passa parola.

     

     

     

     

     

     

  • kautostar86 ha scritto :
    Ma il contratto tra un social network, e i suoi utenti, è un contratto tra privati, in cui la politica non c’entra nulla, youtube è tenuta al rispetto delle leggi, e della privacy di terze persone, e dei suoi utenti,

    C’entra, nel momento in cui qualcosa diventa talmente diffusa da influire sul tessuto sociale e sul meccanismo di rappresentanza democratica, ci vogliono regole più chiare e trasparenti. Per esempio i contenuti. In un paese dove molti. sempre di più,  si formano un’opionione politica sulla base proprio dei contenuti pubblicati, se un soggetto ha la facoltà di rimuovere questi contenuti in maniera non trasparente, non c’è contratto che tenga: la politica ha precisamente l’obbligo di stabilire i limiti e i riferimenti normativi entro cui muoversi. Se no la politica cosa ci sta a fare? Sarebbe un Far West.

    Le cose cambiano, caro Kauto, proprio perché cambiano le sensibilità e qualcuno propone una nuova visione. E questo è precisamente il compito della politica. Ora: vogliamo lasciare che la politica faccia i suoi giochi comunque, ma sempre a svantaggio dei cittadini, come l’incontro a porte chiuse di Maroni con i player dei più grossi social network e il viaggetto premio della Polizia Postale in America? Ah, lì non è un banale contratto tra privati? Lì invece si può intervenire? Se si può intervenire lì, allora implicitamente è segno che la politica ha voce in capitolo. Usiamo questa voce per modificare la consapevolezza e creare una nuova alba nella percezione della cittadinanza digitale.

    Mi vuoi dare un servizio? Bene, ma non può essere vessatorio. Stabiliamo un quadro di riferimento a cui tutti si dovranno adeguare. Se non si vorranno adeguare, se ne andranno. Vedrai che qualcuno disposto a raccogliere 60 milioni di utenti italiani dandogli qualche garanzia in più lo troviamo di sicuro. Stanne certo.

    Se poi vuoi continuare a dire.. “eh, ma il contratto dice…”, sei libero. Io voglio una generazione di cittadini che forgia e plasma il proprio futuro, non che subisce il futuro che forgiano gli altri.

  • byoblu ha scritto :
    kautostar86 ha scritto : ” Ma il contratto tra un social network, e i suoi utenti, è un contratto tra privati, in cui la politica non c’entra nulla, youtube è tenuta al rispetto delle leggi, e della privacy di terze persone, e dei suoi utenti,” C’entra, nel momento in cui qualcosa diventa talmente diffusa da influire sul tessuto sociale e sul meccanismo di rappresentanza democratica, ci vogliono regole più chiare e trasparenti. Per esempio i contenuti. In un paese dove molti. sempre di più,  si formano un’opionione politica sulla base proprio dei contenuti pubblicati, se un soggetto ha la facoltà di rimuovere questi contenuti in maniera non trasparente, non c’è contratto che tenga: la politica ha precisamente l’obbligo di stabilire i limiti e i riferimenti normativi entro cui muoversi. Se no la politica cosa ci sta a fare? Sarebbe un Far West. Le cose cambiano, caro Kauto, proprio perché cambiano le sensibilità e qualcuno propone una nuova visione. E questo è precisamente il compito della politica. Ora: vogliamo lasciare che la politica faccia i suoi giochi comunque, ma sempre a svantaggio dei cittadini, come l’incontro a porte chiuse di Maroni con i player dei più grossi social network e il viaggetto premio della Polizia Postale in America? Ah, lì non è un banale contratto tra privati? Lì invece si può intervenire? Se si può intervenire lì, allora implicitamente è segno che la politica ha voce in capitolo. Usiamo questa voce per modificare la consapevolezza e creare una nuova alba nella percezione della cittadinanza digitale.

    Caro Byoblu, secondo me i politici non dovrebbero intromettersi troppo, perchè poi possono sempre usare questo potere per le finalità più meschine di censura e limitazione della libertà, quindi non giustifico nemmeno gli interventi di Maroni di cui parli.

    Mi vuoi dare un servizio? Bene, ma non può essere vessatorio. Stabiliamo un quadro di riferimento a cui tutti si dovranno adeguare. Se non si vorranno adeguare, se ne andranno. Vedrai che qualcuno disposto a raccogliere 60 milioni di utenti italiani dandogli qualche garanzia in più lo troviamo di sicuro. Stanne certo. Se poi vuoi continuare a dire.. “eh, ma il contratto dice…”, sei libero. Io voglio una generazione di cittadini che forgia e plasma il proprio futuro, non che subisce il futuro che forgiano gli altri.

    Io non ho detto “ehm ma il contratto dice”, io ho detto solo che allo stato attuale, essendo realisti, youtube il servizio particolare che vuoi tu te lo può dare solo a pagamento, e solo a chi rinuncia all’anonimato(anche se l’anonimato totale non esiste quasi mai, si può sempre risalire a qualcuno tramite l’ip)

    Pensandoci meglio qual’è il problema fondamentale? è che youtube ha una responsabilità penale sui contenuti che carichi, e per questo se riceve una segnalazione, o specialmente una diffida da uno studio legale, rimuove tutto senza pensarci 2 volte. Non essendo un vero editore, che glielo fa fare di rischiare il culo per te?

    Come si potrebbe risolvere questo problema? io non me ne intendo molto, non so se è fattibile, ma si potrebbe risolvere tramite passaggio di proprietà formale.

    Ovvero vuoi pubblicare materiale, senza che venga mai rimosso da youtube, assumendoti personalmente tutte le responsabilità penali e civili della tua attività?potresti fare un contratto in cui youtube ti cede formalmente la proprietà di tutto lo spazio web che consumi. Per fare questo contratto dovresti fornire a youtube i tuoi dati personali verificabili, e a questo punto ogni segnalazione ai tuoi video verrebbe girata direttamente a te.

    Mettiamo che che l’avvocato Ghedini mandasse a youtube una diffida per diffamazione, se non rimuove un tuo video immediatamente. Youtube girerebbe la diffida direttamente a te, e darebbe a Ghedini i tuoi dati personali. Poi saresti tu a decidere se rischiare, e affrontare la denuncia, o togliere il tuo video!

    Youtube se ne laverebbe totalmente le mani.

    Penso che questo potrebbe essere un modo per impedire la sparizione improvissa dei video,  chi vuole gestirsi la sua attività senza interferenze, si assuma personalmente tutte responsabilità del materiale che produce e carica, e esoneri google e youtube da qualunque respondabilità in merito.

    Ovviamente però senza obblighi, chi non vuole assumersi tutta la responsabilità dei suoi video e dei suoi scritti, potrebbe continuare ad usare youtube alle condizioni attuali

    Che ne dici? potrebbe essere un compromesso accettabile?

  • Perdonatemi il cinismo e la crudezza, ma a questi di facebook e vari colossi non gliene può frega’ de meno di valori che non abbiano a che fare con quello della pecunia, ragion per cui finché sei buono a far camminare la fabbrica, OK, quando non servi più, ciao còre e chi s’è visto s’è visto.

    Magari i fondatori erano dei pezzenti, prima di farsi i soldi grazie a noi, ma poi, una volta arrivti in alto, byebye, ognuno è uno dei tanti: succede a chi guadagna la partnership u youtube, di montarsi la testa, quindi figuriamoci a chi, come Zuckerberg  i fondatore di google, si è fatto i milioni grazie all’utenza.

    Boicottarli serve a poco, in questi casi, se su milioni  milioni di utenti si cancellano per protesta soltanto in 500, ma se su 12 milioni se ne cancellassero più della metà? Il fatto è che oramai siamo talmente assuefatti a questi media e convinti che certe cose tanto a noi non accadranno mai, che non ce ne frega niente di protestare e boicottare un’azienda per solidarietà ed ecco poi a cosa si arriva.

  • Eccomi!!!… che fastidio, vero?

    Questa volta (sempre ringraziandoti dello spazio che ci metti a disposizione) vorrei chiederti una cosa per me importante (per farmi un’idea della tua vera essenza):

    Perché nell’elenco dei sostenitori del blog, oltre a mettere nome e cognome, (senza esserne autorizzato [almeno credo]) hai riportato accanto ad ogni nome il relativo importo: tu hai dato 1, tu hai dato 20, tu un misero euro! Cosa hai creduto di fare: mettere i più influenzabili in competizione tra loro?

  • Salve Claudio. Mi dispiace per quello che ti è capitato ed è utile quello che ci spieghi.

    Per sapere la data di registrazione dell’account Gmail ti può aiutare una mail inviata da un account Gmail di un tuo amico come "Invito" a registrarti ("Invita in Gmail"). Anni fa si poteva entrare solo con invito. Controlla la data di ricezione di quella mail.

     

    So che ti sembrerò idiota con questo suggerimento ma è un modo per aiutare.

     

    Buona fortuna.

    Nicolò

  • ciao Byoblu

    Sono massimo

    io ho il mio canale principale (pokko1974) e non mi è mai capitata una cosa del genere anche perchè questo account di youtube non è x niente associato a nessun account di google

    Da qualche settimana però ho creato un altro canale youtube (VideoKlip74) più come canale di "emergenza" che per altri motivi.Qui ho caricato pochi video uno ha raggiunto quasi 15000 visite…

    Bene,a differenza del primo canale questo ha un account google associato..

    Un giorno guardando il video di VideoKlip74  dal mio canale principale con mio grande stupore mi accorgo della presenza di un banner verde 500gratis.net

    Stupito sono entrato di corsa nell’altro canale pensando me lo avessero rubato,ma non era così fortunatamente…ho cambiato la password principale(che era semplicissima e di 5 cifre)con un’altra molto più complessa…e tutt’ora la situazione sembra tranquilla.

    Credo che l’anello debole sia la Mail di google facilmente hackerabile,più di hotmail che è una gruviera °.°

    Infatti sul mio canale principale che ,ripeto,non è associato a nessun account google, non ho mai avuto  questi problemi…

    Spero che tu riesca a recuperare il tuo canale e che tutto torni tranquillo come prima…assistenza youtube e/o google permettendo.

    Continua così e non arrenderti!

    Con Stima

    Massimo

  • Bravo Claudio

    Raramente ho visto qualcuno riuscire a trasformare la rabbia in qualcosa di costruttivo così rapidamente. Mi riferisco al fatto che hai realmente pensato a noi, dove per noi intendo le persone che non hanno attenzione riguardo le implicazioni che hanno simili attacchi (come quello che hai ricevuto). Non avevo idea di alcune delle cose che hai menzionato, anche se ne avevo il sospetto. Tipo facebook: chi decide che il tuo post verrà letto sulla home page dei tuoi contatti? Mi è successo di condividere dei post un po’ scottanti e di non vederli pubblicati neppure sulla mia homepage… figuriamoci su quella degli altri.

    Se ti può confortare in qualche modo non posso che essere concorde con i tuoi sospetti. Io non ho dubbi che se sei stato attaccato volontariamente. Le prove servono ai fini legali, ma l’istinto mi dice che sei risultato scomodo a qualcuno.

    In questo video sei stato chiaro e illuminante… è il tuo stile… anche se questa volta si è potuto vedere il Claudio versione “incazzato” (vorrei dire!!). Hai arricchito la mia conoscenza riguardo le lacune che spesso molti, me compreso, hanno riguardo il "vigilare" sulla libertà di informazione in rete. C’è una cosa più importante della libertà di espressione e cioè l’importanza della tutela "attiva" dello spazio che ci garantisce questa libertà. Fino ad oggi, credo molti di noi, non avevano la minima attenzione su questo aspetto. Ed è chiaro che bisogna prenderti come esempio, perché sei una persona che fa in modo che la propria libertà di espressione in rete sia strutturata per autoalimentarsi.

    Probabilmente siamo stati abituati già dalla prima repubblica che “qualcuno ce lo doveva dire", "qualcuno ci doveva pensare", “ qualcuno doveva provvedere”. “QUALCUNO” SIAMO NOI !!! Un susseguirsi di governi “troppo chioccia" (chiamiamoli così) ha trasformato 2 generazioni di italiani in "persone democraticamente impedite" (passami i termini). Come dei figli, rimasti troppo sotto la campana di vetro creata dai propri genitori, abbiamo dimenticato cosa sia realmente la libertà. Come canarini, troppo abituati alla gabbia, non sappiamo volare.

    Postare sul proprio blog è tecnicamente facile, che il blog sia conosciuto o poco conosciuto non ha importanza. Raggiungere più persone possibile è tecnicamente arduo, ma possibile. Garantire che in italia si possa fare per sempre è la prossima vera sfida.

    Un giorno tornerò a scrivere “italia” e “italiani” con la “i” maiuscola…

  • Penso che tu abbia colpito un problema gigantesco che riguarderà gli anni futuri. Non capisco perchè nessuno voglia vederlo: come in un video spieghi l’evoluzione dei "profeti" di pari passo va l’evoluzione dei sopraffattori. Google ha cominciato a comportarsi in maniera non più degna di fiducia da qualche anno. La sua grandezza, la grandezza di altre società web (eccetto forse wikimedia) impone a chiunque i dubbi che ti sei posto. Enormi, fondamentali, puri fino alla filosofia. La privacy viene scassinata attraverso il passaggio o la memorizzazione dei dati in rete il controllo è stretto e sempre più dettagliato. Il potere di queste aziende è qualcosa che non è mai esistito prima (pari alle opportunità che finora abbiamo avuto noi) e la distanza siderale unita alla quasi immaterialità di queste ditte incute terrore. Terrore perchè stiamo affidando buona parte delle nostre speranze e dei nostri pensieri in mano a questi signori che sembrano non dover rispondere a nessuno

  • Penso che tu abbia colpito un problema gigantesco che riguarderà gli anni futuri. Non capisco perchè nessuno voglia vederlo: come in un video spieghi l’evoluzione dei "profeti" di pari passo va l’evoluzione dei sopraffattori. Google ha cominciato a comportarsi in maniera non più degna di fiducia da qualche anno. La sua grandezza, la grandezza di altre società web (eccetto forse wikimedia) impone a chiunque i dubbi che ti sei posto. Enormi, fondamentali, puri fino alla filosofia. La privacy viene scassinata attraverso il passaggio o la memorizzazione dei dati in rete il controllo è stretto e sempre più dettagliato. Il potere di queste aziende è qualcosa che non è mai esistito prima (pari alle opportunità che finora abbiamo avuto noi) e la distanza siderale unita alla quasi immaterialità di queste ditte incute terrore. Terrore perchè stiamo affidando buona parte delle nostre speranze e dei nostri pensieri in mano a questi signori che sembrano non dover rispondere a nessuno

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