Berlusconi Show al tribunale di Milano

articolo e servizio di Roberto Razzetti
Milano, 11 aprile 2011 – Ore 9.26. Mi trovo in via Pirelli, zona stazione Centrale, sono appena uscito dagli uffici di un’azienda informatica per un colloquio di lavoro. La giornata è splendida e la temperatura è gradevole. Fremo dalla voglia di raggiungere il palazzo di giustizia: oggi per le ore 10.00 è fissata l’udienza per frode fiscale a carico di Silvio Berlusconi.
 
Poche fermate di metropolitana tra la linea verde e quella rossa e riemergo in San Babila. Il fremito aumenta e inizio a correre fino alla biblioteca Sormani. Cammino attraverso un cordone di forze dell’ordine, tra polizia di Stato e Carabinieri, e mi trovo davanti all’ingresso principale del palazzo di Giustizia. Non so come, l’imponente struttura risveglia un’antica suggestione.
Saltano all’occhio i messaggi di protesta di un minuto gruppo che dissente e scopro in un rapido scambio di battute la loro rabbia per non poter manifestare il proprio dissenso in quell’area strategicamente presidiata dagli organizzatori e sostenitori di Berlusconi per questioni di ordine pubblico.
E’ chiaro l’intento di voler creare uno spettacolo su misura facendo apparire, secondo un copione visto e rivisto più volte come nelle puntate di una telenovela, un uomo di grande levatura e rispetto vittima – ahimè! – di una magistratura accanita e politicamente macchiata dal comunismo stalinista.
Lascio il gruppetto e girato l’angolo, da lontano, vedo chiaramente il presidio costruito ad hoc costellato da bandiere, palloni gonfiati, drappi, gazebo, tavoli imbanditi di pane, mortadella e mi viene in mente Prodi. Lo slogan è sempre lo stesso persino sui cappelli a visiera modello americano: “SILVIO RESISTI“. Dopo un po’ sono io che non resisto e sento fisiologicamente l’esigenza di allontanarmi, ma tengo duro, nonostante un nodo alla gola e un forte senso di disagio.
Accendo la telecamera e inizio a riprendere. Una breve battuta dell’attuale vice-sindaco di Milano, Riccardo Decorato, con il suo classico errore di grammatica: “la destra ha … sceso in piazza“. Continuo a riprendere e vengo incuriosito da una convinta sostenitrice del partito di Berlusconi.Inizio a farle domande. La mia provocazione dà coraggio agli oppositori presenti, che superano la paura di esprimere il proprio disappunto e alzano la voce. Cerco di intavolare un ragionamento, udite udite, perfino con Sgarbi.
Coinvolto nella bagarre, domata da un provvidenziale intervento delle Forze dell’Ordine, una frase descrive alla perfezione il mio stato d’animo:  “Io non sono in vendita“.

Roberto Razzetti

6 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Cito una parte del “passa parola” di Marco Travaglio del Lunedì 11-04-11 e penso che abbia ragione .

    Ma non si può inseguirlo, oggi per esempio è andato al processo Mediaset, ha fatto un po’ di show con queste immonde scene di tifoserie sotto il Tribunale di Milano, una cosa veramente ripugnante, tra l’altro segnalo a quelli che magari anche in buonafede continuano a andare sotto il Tribunale a manifestare contro Berlusconi, che lui non aspetta di meglio, le sue tifoserie dall’altra parte sono fatte apposta per attirare tifoserie contrarie, in modo da poter paralizzare i processi con una richiesta di rimessione a altra sede, a Brescia per legittimo sospetto in quanto si potrebbe sostenere che a Milano non c’è la serenità necessaria per giudicarlo. La Legge Cirami, che ha ripristinato il legittimo sospetto nell’ordinamento italiano, è ancora in vigore, è stata varata nel 2002 e purtroppo il centro-sinistra non l’ha cancellata quando è andato al potere nel 2006 e quindi ancora oggi ci sono imputati che per perdere tempo fanno istanza di legittimo sospetto e di rimissione del processo a altra sede per ragioni di ordine pubblico. Se si continua a berciare sotto il Tribunale di Milano, sicuramente gli Avvocati di Berlusconi useranno anche questa arma per paralizzare e rinviare i processi alle calende greche, andrebbero lasciati soli questi tapini, per lo più precettati, che vanno lì a manifestare in favore dell’imputato”

  • …in effetti B. guadagnerebbe mesi, forse anni di “prescrivibilita'” se riuscisse a dimostrare che la sede di Milano non e’ consona perche’ prevenuta o non serena per lo svolgimento del processo. Quindi e’ assolutamente necessario evitare qualsiasi turbativa al rito abbreviato che consente l’immediato svolgimento processuale. Teniamone conto.

  • Quello che dovremo fare in italia e’ organizzare un presidio permanente davanti all’entrata di montecitorio 24h su 24 e ogni volta che entra o esce un politico sputargli in faccia fargli un doccia di sputi ,perche solamente questo si meritano (a sola eccezione di di pietro)devono annegare in un mare di saliva puzzolente e magari lanciargli anche merda di fogna.Perche questo e’ la politica una merda una cloaca putrefatta ,potere ai cittadini gia basta dei politci siamo stanchi.Dovremmo riempire una piscina olimpica con tanta merda e urina e lasciarli li ad annegare nel loro naturale elemento.BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

    BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

    BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

    DEVONO SPARIRE I POLITICI O CI PORTERANNO ALLA ROVINA COME ESSERI UMANI, HANNO RIEMPITO LA NOSTRA VITA DI AMAREZZA ODIO E TRISTEZZA.

    QUANDO NE INCONTRATE UNO SPUTATEGLI IN FACCIA SOLAMENTE QUESTO SI MERITANO.

    YA BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  • Rimango sbalordito nel pensare che se al posto del sig. B ci fosse un qualunque sig. Pinco Pallino al quale venisse in mente di fare un pubblico comizio davanti al tribunale e usasse parole offensive contro i giudici che devono giudicarlo penso che sarebbe quanto meno denunciato in base all’art. 655 del Codice penale che recita:  “Chiunque fa parte di una radunata sediziosa di dieci o più persone è punito, per il solo fatto della partecipazione, con l’arrestofino a un anno”.

     

  • Cosa se ne fa un’imprenditore di tenere un dirigente che fa la cresta sugli acquisti per anni?

    Due cose: abbatte l’utile, risparmiando sulle imposte, e si fa dare il 90% dell’ammontare “crestato”, mettendoselo in tasca esentasse — e fuori bilancio, così da poterne disporre liberamente, anche per fini illegali.

    Il 10% glielo lascia per non farlo parlare. Non tanto per generosità, ma perché così il dirigente diventa complice del crimine dell’imprenditore.

     

  • Vado con ordine.

    art. 25 cost.: Berlusconi è un cittadino uguale agli altri. Il suo giudice naturale è a Milano. Si processa a Milano. Punto. Se Berlusconi parla di sé stesso in qualità di imputato egli è ammesso a farlo solo nella sua posizione presuntivamente parziale, cioè con il limite che egli non può essere ritenuto capace di giudicare sè stesso né tantomeno di danneggiare i propri interessi. Se Berlusconi si oppone all’autorità del giudice, egli deve essere incriminato per attività di tipo eversivo dell’ordine democratico (vedi per esempio alart. 270 bis del c.p.).

    art. 17 cost.: I fan di Berlusconi possono riunirsi in luogo pubblico dando preavviso alle autorità. Se questo provoca comprovati problemi alla sicurezza e all’incolumità pubblica, i fan di Berlusconi non possono più riunirsi. Questo vale innanzitutto, ma non esclusivamente, per le aree attigue al Palazzo di Giustizia.

     

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi