La fine della libertà di parola


 Nel ventennio berlusconiano i cittadini hanno progressivamente perduto la loro libertà di parola, di pensiero ed opinione, garantita dall’Art.21. E’ rimasta loro formalmente solo la libertà di applauso. Chi si permette il lusso di dissentire è considerato un criminale politico e viene immediatamente violentato, trascinato a terra, preso a calci e poi identificato dalla Digos, che approccia i cittadini con frasi come “Apri, sono della polizia, cretino!” [min 5:23]. Al minuto 5:23 il portinaio “cretino” è un extracomunitario. Se fosse stato italiano sarebbe stato ugualmente cretino solo perché, facendo il suo lavoro, cercava di difendere l’area dello stabile a lui assegnata da un’invasione che lì per lì doveva sembrargli incomprensibile?
 
Giornalisti che vogliono fare domande, tranquillamente, come Antonino Monteleone, vengono aggrediti, spintonati fuori e identificati, per il loro bene. Il tesserino è carta straccia. Cittadini violenti che minacciano apertamente e pubblicamente di mettere loro le mani addosso, davanti alle stesse forze dell’ordine, vengono lasciati fare indisturbati. Ragazzine che si permettono di contestare un candidato sindaco vengono subito messe a tacere, identificate e portate via.
Quando vedono una telecamera, quelli della Digos scappano. Cercano velocemente un qualsiasi luogo sicuro, una tana dove possano agire indisturbati, al riparo di occhi indiscreti e ne fanno immediatamente un distaccamento della Questura. Si infilano dentro un negozio, cercano un portone, qualsiasi luogo formalmente vietato agli obiettivi di cellulari, macchine fotografiche e videocamere ma non a loro, che hanno licenza di fare qualsiasi cosa, specialmente reprimere chi non si conforma e insiste con questa logica criminale del dissenso politico. Ricordano l’Ovra, la polizia politica del ventennio fascista.

« Signori: è tempo di dire che la polizia non va soltanto rispettata, ma onorata. Signori: è tempo di dire che l’uomo, prima di sentire il bisogno della cultura, ha sentito il bisogno dell’ordine. In un certo senso si può dire che il poliziotto ha preceduto, nella storia, il professore, perché se non c’è un braccio armato di salutari manette, le leggi restano lettera morta e vile. Naturalmente ci vuole il coraggio fascista per parlare in questi termini. »
[Benito Mussolini, “Discorso dell’AScensione” – 26 maggio 1927]

Dovevamo capirlo subito che sarebbe finita così, sin da quando nelle trasmissioni Mediaset il regista in studio alzava le mani al momento giusto per lanciare l’applauso fragoroso di tutti i figuranti speciali. Fin da quando abbiamo tutti applaudito senza chiederci se lo show ne valesse la pena, se davvero quello cui assistevamo meritasse la nostra approvazione o meno.
Adesso è tardi. Oggi viviamo sempre più in uno stato di polizia e sempre meno in uno stato di diritto. Fortunatamente, forse qualcuno inizia seriamente a stancarsi. Lo capiremo ai ballottaggi di Napoli e Milano.

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14 commenti

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  • Caro Byoblu,

    io credo che dobbiamo portare la gente e l’opinione pubblica a dibattere profondamente e in maniera sempre più incalzante del rapporto tra libertà e sicurezza – e della sicurezza nelle due accezioni del termine: incolumità fisica e ordine pubblico (incluso il diritto ad avere applicate e rispettate le regole giuridiche che ci siamo dati). 

    Questi agenti delle forze dell’ordine sono un vero e proprio pericolo per la democrazia; nella migliore delle ipotesi (esclusi quindi gli esaltati!) servono i politici che gli sono affidati in maniera fanatica ed acritica come fossero padroni, subordinandosi alla loro persona fisica e non alla funzione istituzionale che ricoprono; la loro incapacità critica è dovuta in larga parte ad una contraddizione devastante: ignorano i diritti civili o li considerano in CONTRASTO (??) con il valore – per loro sovrano e arbitrariamente malinteso – dell’ordine pubblico come ordine che piace a loro e/o ai loro padroni; tradiscono la Repubblica, ma ritengono di doverlo fare per garantirne la sopravvivenza. Non è difficle indovinare che per loro il nostro grado di civiltà aumenterebbe se tacessimo e restassimo a casa.

  • Niente di nuovo sotto al sole… Ma ugualmente sto malissimo quando vedo queste scene… Possibile che nessuno o troppo pochi si rendano conto della pericolositá di un andazzo simile? Giuro quando vedo scene di questo tipo mi vengono i brividi…

  • Queste sono le cose che dovrebbero scandalizzare noi cittadini e andrebbero fatte vedere a “Striscia la notizia”. Internet è ancora per pochi consapevoli. Ti auguro di riuscire un giorno ad avere le risorse per avere uno studio come quello di striscia, per girare i video che metterai in RETE, con le luci ed un pubblico (quello lo troveresti) e forse riuscirai ad avere l’attenzione anche delle persone meno sensibili a certe cose. Non sono un esperto di televisione ma non è difficile capire che argomenti importanti possono essere sottoposti anche ai meno attenti semplicemente mettendoli insieme ad altri più leggeri. Gli italiani in buona parte si stufano di vedere video angoscianti e per questo non accettanodi seguire alcuni programmi e/o siti web. (Ne ho esempi in famiglia e tra amici). Spero di essermi spiegato.

  • Ciao Claudio, spero di non farti incavolare con i miei tentativi di suggerire qualche idea. So che sei una persona veramente in gamba, ma tanto scrivere 2 cavolate a me non costa niente. Buon lavoro!

  • Vi ricordate questo commento? Non avevo tutti i torti ! E viene il “Magdi Allam” di TURNO e mi dice che l’emergenza in Italia sono:

    • Le moschee
    • L’immigrazione
    • I Rom

     

    “02.Anas E. ha scritto il  2 aprile 2011  alle  16.39 

     

    Tornando al mio paese nel 2002 dopo aver passato il mio primo anno in Italia, i miei amici mi fecero tutti la stessa domanda : Allora? com’è lItalia ? Raccontaci dell’Europa e della democrazia!


    Risposi : “L’Italia è Europea solo GEOGRAFICAMENTE,  il suo governo è appena appena diverso dal nostro, il loro governo usa la VASELINA !!!”


    Ora; dopo quasì 10 anni in Italia mi rendo conto di non aver TUTTI I TORTI.


    O mi sbaglio???

    Voto: 5/5 (1 utenti votanti) “


  • Magari questo video è famoso ma io non lo conoscevo.

    /www.youtube.com/watch?v=31QSqs-ntis

    Dal minuto 1:41 il discorso è da far venire i brividi:

    “di guardare a tutti quanti vogliono venire in italia con una grande apertura di cuore”

    “la possibilità di un lavoro, di una scuola per i figli” ecc.. ecc..

    Indovinate chi è che dice queste cose alla TV tunisina?

     

     

     

  • Il vero cancro da estirpare, una metastasi avviluppata da oltre cinquant’anni, sono i partiti. Una occupazione sistematica, capillare, di tutti i centri nevralgici del Paese:  istituzioni, informazione, università, economia, ecc.

    Si devono ritirare, come un esercito invasore, e lasciare il pubblico alle istituzioni e il privato ai cittadini. Devono lasciare tutto quello che hanno arraffato in questi anni, a cominciare dai rimborsi elettorali.  Altrimenti questo disgraziatissimo Paese non solo non ricomincia a crescere, ma soffoca in maniera definitiva.

  • IO MI SENTO LIBERO DI SCRIVERE E DPROPORRE IL MIO PENSTERO E NON SONO PAGATO O CONTROLLATO DA NESSUNO

    serie di links contrassegnati come span in base alle regole di inserimento commenti

  • Il reato politico non è solo quello che ci racconta ogni giorno il ‘commenda’. Ha altri risolti che però a nessuno interessano. Quali? L’occupazione di una casa sfitta è un ‘reato politico’, i tagli alla scuola e sanità. C’è una profonda differenza tra un delitto perpetrato da una mente criminale ed lo stesso peretrato in ‘stato di
    neccessità’. Il furto rimane tale, ma sono i motivi che portano a compiere il reato che sono diversi. Rubare corrente elettrica è diverso che scippare una vecchietta. Se il primo si configura quale ‘delitto politico'( crimine contro la dignità della persona), il secondo è un crimine comune. Ma per quale motivo i Giudici del Foro di Gorizia e Trieste non fanno sistematicamente questa distinzione?



    C’è un’altra ‘verità’ che nessuno ti racconta ………………. ( clikka sopra )

  • Tra l’altro la questione del ‘reato politico’ che tanto acclamano questi da anni è solo per coprire il malaffare che è prassi nelle nostre isitutuzioni e per giustificare la modifica degli equilibri dei poteri dello Stato. Mani Pulite a poco è servito e dopo un decennio che è servito solamente a far sparire la ‘DC’ e quindi cambiare gli equilibri politici. Fatto questo, trasformismo di facciata ma i rappresentanti sono sempre gli stessi. Passato il clamore di ‘mani pulite’ adesso c’è il ‘reato politico’ che maggior trasparenza istituzionale  e buon senso avrebbe già risolto. Le solite emergenze in Italia; il paese che dice una cosa e ne fa un’altra.

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