Tu Quorum, Brute!

 La Costituzione Italiana è la nostra garanzia nei confronti dei soprusi. Se non vi fosse il laborioso ma essenziale sistema di pesi e contrappesi che istituisce, probabilmente il senso della parola democrazia sarebbe ancora più vuoto di quanto non si possa temere oggi.

Uno di questi strumenti è il referendum abrogativo. Vuol dire che il popolo ha l’ultima parola, perfino  sulle leggi promulgate dallo stesso Presidente della Repubblica. Andare a votare, perciò, significa esercitare un diritto costituzionale, ma anche un dovere sul piano etico. Partecipare, in una comunità, significa infatti maturare titoli e credenziali da spendere successivamente per richiedere che le proprie istanze individuali vengano discusse a magari accolte: ognuno ha il diritto di scegliere l’isolamento come percorso di vita, se lo desidera, ma lo scotto che dovrà pagare sarà l’esclusione da ogni processo contrattuale. E’ come sul luogo di lavoro, insomma, o come tra amici: se ci sei, se sei presente, allora diventi un punto di riferimento e la tua opinione conta. Se invece ti ricordi di fare una telefonata solo quando hai bisogno di un favore, poi non puoi pretendere che tutti si mettano a disposizione.
 
 
Il 12 e il 13 giugno dobbiamo andare a votare. L’astensionismo, giustificato dalla pretestuosa assimilazione del mancato raggiungimento del quorum con il legittimo dissenso, è una scelta strumentale, che colloca chi la compie nel mare indifferenziato di coloro che all’interesse per le questioni comuni preferiscono altro, magari un pomeriggio davanti alla televisione o una partita di pallone. Se non vai a votare, fosse anche per rispondere un secco no ai quattro quesiti, non avrai scelto un bel niente: ti sarai solo sottratto a un momento importante di partecipazione alla vita pubblica del tuo paese.
I momenti di suffragio popolare dovrebbero essere un dovere. Se la Costituzione non lo prevede come tale, allora è necessario abolire il quorum: non si vede perché, infatti, se basta un esiguo numero di cittadini a scegliere la classe governante in nome e per conto di un intero popolo, non dovrebbero bastare i soli cittadini responsabili per decidere le sorti di un’interrogazione popolare. L’abolizione del quorum stimola la partecipazione pubblica in luogo del disinteresse e dell’ostracismo pilatesco.
E’ un po’ come dire: se non te ne frega niente e vuoi stare a casa ok, ma devi accettare il principio di conferimento di delega in base al quale altri, quelli che dimostrano senso civico, prendono decisioni anche per te. Altrimenti spegni la televisione, accendi un computer, ti informi e vai alle urne anche tu.
Nei prossimi post comunicherò le mie intenzioni di voto e spiegherò le ragioni che li sottendono, per ogni quesito referendario.

2 commenti

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  • Ciao Claudio, volevo avvisarti che risiedo in Spagna e non ho ricevuto ancora le schede per votare per posta, a differenza di altri anni. È anche vero che un quesito andava modificato (nucleare) e avevano detto che forse non si faceva in tempo per i residenti all’estero, ma almeno potevano farci votare gli altri 3 quesiti referendari, dico io. Saluti, Andrea

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