Processo Ruby – Perché Berlusconi potrebbe avere telefonato nell'esercizio delle sue funzioni

Il processo Ruby non è di competenza del Tribunale dei Ministri. Lo ha stabilito oggi la V sezione del Tribunale di Milano. Berlusconi, almeno fino a quando sul punto non si pronuncerà la Corte Costituzionale, entro fine anno, sarà processato a Milano.
Giusto o sbagliato? Come spesso accade dovunque ci siano abbastanza soldi per far far valere un diritto – perfino quando non è tale – la questione è ingarbugliata ed è materia di scontro per i migliori studi legali. Siccome però una parte di questo esercito di avvocati li paghiamo noi (sicuramente tutta l’accusa ma anche parte della difesa), proviamo a capire.
 
 
Berlusconi è accusato di prostituzione minorile e di concussione. L’accusa di concussione se l’è guadagnata per avere telefonato in Questura, a Milano, il 27 maggio 2010, chiedendo il rilascio di Ruby e il suo affidamento al Consigliere Regionale Minetti, in quanto la ragazzina sarebbe stata la nipote di Mubarak.
Secondo il nostro ordinamento, il Presidente del Consiglio e i ministri, se commettono un reato nell’esercizio delle loro funzioni (reato ministeriale), devono essere processati dal Tribunale dei Ministri, un collegio di 6 magistrati che si occupa solo di decidere, entro 90 giorni, se archiviare oppure procedere, trasmettendo gli atti. Nel caso decida di procedere, una volta concessa l’autorizzazione del Parlamento, il procedimento penale passa nelle mani di un Tribunale Ordinario.
Quali sono le funzioni di un Presidente del Consiglio? Secondo l’Art.95 della Costituzione, egli « dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri». Inoltre controfirma gli atti del Presidente della Repubblica aventi forza di leggere ed altre amenità. Di sicuro tra le sue prerogative non c’è quella di organizzare un giro di prostituzione di ragazzine sotto ai 18 anni, dunque la prima accusa – prostituzione minorile – non è sicuramente di competenza del Tribunale dei Ministri.
Per quanto riguarda invece la concussione, la faccenda si complica. Innanzitutto perché nella definizione stessa di concussione è insito il ruolo di pubblico ufficiale di chi la commette, trattandosi di un “reato proprio”, cioè di un reato che solo una determinata categoria di cittadini possono commettere: i pubblici ufficiali o gli incaricati di pubblico servizio. La concussione è un reato contro la pubblica amministrazione e consiste nell’ottenere denaro o vantaggi avvalendosi della propria carica pubblica. E’ il contrario della corruzione, insomma, dove è il cittadino ad offrire denaro stimolando un abuso d’ufficio. Nella concussione, il concussore commette un abuso delle proprie qualità o un abuso di potere. Nel primo caso lascia semplicemente intendere di essere molto potente e dunque induce psicologicamente il soggetto passivo a concedergli favori non dovuti, nel secondo caso esercita una funzione cui non è preposto.
Se dunque Berlusconi avesse, tra le sue funzioni, quella di poter telefonare ad una qualunque Questura per far rilasciare un fermato, allora avrebbe commesso l’eventuale reato di concussione nell’esercizio delle sue funzioni (tra l’altro, essendo la concussione un reato proprio, difficile non commetterla nell’esercizio delle proprie funzioni). Anzi: non avrebbe commesso alcun reato, visto che le sue funzioni glielo consentirebbero. A giudicare però dalle competenze assegnategli dalla Costituzione, Berlusconi non avrebbe questa funzione.
C’è però un altro ruolo, molto controverso, che la legge assegna al Presidente del Consiglio: quello di vigilanza e di controllo sul “Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica“, ovverosia i Servizi segreti dello Stato, dei quali anzi fa proprio parte, unico membro monocratico.
Se un membro dei servizi segreti, agendo per la sicurezza della Repubblica italiana, telefona in Questura per far rilasciare segretamente la nipote di un Presidente di uno Stato influente come l’Egitto, l’intervento può sicuramente svolgersi nel quadro delle sue prerogative. Dunque Silvio Berlusconi, in qualità di membro dei Servizi Segreti, è titolato ad affrontare questioni di sicurezza internazionale e ad interferire con le istituzioni democratiche al fine di preservare la Repubblica da supposte gravi conseguenze.
Vista così, l’accusa di concussione, opportunamente stralciata dall’accusa di prostituzione minorile, sarebbe di competenza del Tribunale dei Ministri, come richiesto dalla difesa di Berlusconi. Che poi nessuno sano di mente creda davvero che Berlusconi fosse convinto che Ruby era la nipote di Mubarak, questo va da sé, ma rientra nell’accusa di concussione anche il mentire per indurre il concusso, abusando del proprio potere o delle proprie qualità, a riconoscere un vantaggio.

17 commenti

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  • mmm, ne dubito: se B avesse chiamato in qualità di membro dei Servizi Segreti avrebbe violato l’ordine gerarchico; in altre parole, come membro dei Servizi non era comunque di sua competenza telefonare in Questura, semmai avrebbe dovuto chiamare il ministro dell’Interno e chiedere a lui di intervenire sulla Questura per superiori interessi nazionali. Ma lui non poteva farlo. Non rientra nelle sue funzioni proprie (né di premier, né di membro dei servizi) dare disposizioni alle Questure o a qualsiasi organo o funzionario dello stato. Essere premier, pur con tutti gli annessi e connessi, non significa avere potere assoluto, e non significa che qualsiasi cosa tu faccia potenzialmente rientri nelle tue funzioni.

  • Ma a nessuno viene in mente di dire che se anche perdesse tutte le cause comunque in galera non ci andrebbe mai ? eh, si, un paio di anni fa, il caro Silvestro ha ben pensato di farsi una leggina che dopo i 74 anni di età non si va in galera, quindi io mi chiedo: tutti sti processi pagati dalla gente comune a che pro ? condannarlo quando ha un mucchio di processi andati in prescrizione che già dicono tutto su questo personaggio pduista? Bravo Claudio a sbrogliare la matassa di leggi e leggine di cui tutti noi, ahimè, ne facciamo parte ma se codeste leggi vengono fatte da mafiosi , corrotti, puttanieri a che pro parlarne ?

    E già che ci siamo non dimentichiamoci che anche grazie alla magistratura corrotta che questi politici sono ancora a spasso con i nostri soldi, alla faccia di Travaglio e company.

    Ciao un abbraccio da un tuo vecchio e stufo amico blogger…..

  • Ciao Claudio.

    Personalmente ritengo che chiunque usi la testa non soltanto per sorreggere il cappello, sia consapevole che questa storiaccia è soltanto una buffonata e tutti questi bizantinismi per stabilire se è o non è un reato commesso nell’esercizio delle sua funzioni di Presidente del Consiglio dei Ministri, servono soltanto a cercare di alzare altra polvere su una questione che, se ridotta ai minimi termini, è di una chiarezza cristallina.

    La prova provata è che tutti i suoi Azzeccagarbugli, profumatamente pagati prima da lui ed ora da noi grazie alla loro elezione in Parlamento, gli facevano cambiare versione ogni giorno, ritagliandone una ad hoc per la linea difensiva che quotidianamente decidevano di adottare.

    Finché il nuovo Genio del Male, il poco onorevole Paniz, decide che la soluzione migliore, o forse la meno peggiore, era di travestire Berlusconi da Piccola Fiammiferaia e fargli dichiarare urbi et orbi che lui, povero ingenuo, era stato raggirato da un’astuta troietta minorenne.

    Ora, al suo posto, nella sua posizione personale ed istituzionale, a salvaguardia di quel che resta della sua dignità, avrei preferito presentarmi davanti al plotone di esecuzione, piuttosto che ammettere di essere stato preso per il culo da una ragazzina; Lui ed il suo stuolo di avvocati, invece hanno deciso di dichiararlo al Mondo intero e costringere mezzo Parlamento a giurare di crederci, per poterlo poi usare come strategia difensiva: questione di punti di vista…

    Ora, per assurdo, cerchiamo di immedesimarci in una ragazzina marocchina, che per qualche strana coincidenza è la nipote del nuovo Faraone, arrestata per furto in un paese straniero.

    Cosa farebbe la nostra eroina?

    Ritengo che chiamerebbe l’Ambasciata Egiziana, chiedendo loro di far intervenire il potente zio attraverso i canali diplomatici.

    Lo zione avviserebbe, magari tramite il suo Ministro degli Esteri, il suo omologo italiano per evitare lo scandalo, chiudendo di chiudere un occhio e riconsegnare la congiunta nelle mani dell’Ambasciatore egiziano.

    Qui, invece, una nota prostituta brasiliana, chiama direttamente il nostro Presidente del Consiglio (ignoro il ruolo istituzionale della signorina in questione),  avvisandolo del problema mentre era in visita ufficiale in Francia; questi lascia un vertice internazionale per occuparsi personalmente della faccenda, telefona in questura costringendo i funzionari a commettere una mezza dozzina di reati per accontentarlo, invitandoli a consegnare la ragazza a Nicole Minetti, in quel tempo ancora nota ai più soltanto per la strana elezione a consigliere regionale, inserita d’imperio nel listino bloccato.

    La signora Minetti, dopo il rilascio, la rimette nelle mani della brasiliana e nessuno si interessa più del caso.

    Se veramente fosse stata la nipote di Mubarak, ora saremmo in guerra con l’Egitto invece che con la Libia…

     

  • Ciao Claudio.

    Personalmente ritengo che chiunque usi la testa non soltanto per sorreggere il cappello, sia consapevole che questa storiaccia è soltanto una buffonata e tutti questi bizantinismi per stabilire se è o non è un reato commesso nell’esercizio delle sua funzioni di Presidente del Consiglio dei Ministri, servono soltanto a cercare di alzare altra polvere su una questione che, se ridotta ai minimi termini, è di una chiarezza cristallina.

    La prova provata è che tutti i suoi Azzeccagarbugli, profumatamente pagati prima da lui ed ora da noi grazie alla loro elezione in Parlamento, gli facevano cambiare versione ogni giorno, ritagliandone una ad hoc per la linea difensiva che quotidianamente decidevano di adottare.

    Finché il nuovo Genio del Male, il poco onorevole Paniz, decide che la soluzione migliore, o forse la meno peggiore, era di travestire Berlusconi da Piccola Fiammiferaia e fargli dichiarare urbi et orbi che lui, povero ingenuo, era stato raggirato da un’astuta troietta minorenne.

    Ora, al suo posto, nella sua posizione personale ed istituzionale, a salvaguardia di quel che resta della sua dignità, avrei preferito presentarmi davanti al plotone di esecuzione, piuttosto che ammettere di essere stato preso per il culo da una ragazzina; Lui ed il suo stuolo di avvocati, invece hanno deciso di dichiararlo al Mondo intero e costringere mezzo Parlamento a giurare di crederci, per poterlo poi usare come strategia difensiva: questione di punti di vista…

    Ora, per assurdo, cerchiamo di immedesimarci in una ragazzina marocchina, che per qualche strana coincidenza è la nipote del nuovo Faraone, arrestata per furto in un paese straniero.

    Cosa farebbe la nostra eroina?

    Ritengo che chiamerebbe l’Ambasciata Egiziana, chiedendo loro di far intervenire il potente zio attraverso i canali diplomatici.

    Lo zione avviserebbe, magari tramite il suo Ministro degli Esteri, il suo omologo italiano per evitare lo scandalo, chiudendo di chiudere un occhio e riconsegnare la congiunta nelle mani dell’Ambasciatore egiziano.

    Qui, invece, una nota prostituta brasiliana, chiama direttamente il nostro Presidente del Consiglio (ignoro il ruolo istituzionale della signorina in questione),  avvisandolo del problema mentre era in visita ufficiale in Francia; questi lascia un vertice internazionale per occuparsi personalmente della faccenda, telefona in questura costringendo i funzionari a commettere una mezza dozzina di reati per accontentarlo, invitandoli a consegnare la ragazza a Nicole Minetti, in quel tempo ancora nota ai più soltanto per la strana elezione a consigliere regionale, inserita d’imperio nel listino bloccato.

    La signora Minetti, dopo il rilascio, la rimette nelle mani della brasiliana e nessuno si interessa più del caso.

    Se veramente fosse stata la nipote di Mubarak, ora saremmo in guerra con l’Egitto invece che con la Libia…

     

  • Ciao Claudio.

    Personalmente ritengo che chiunque usi la testa non soltanto per sorreggere il cappello, sia consapevole che questa storiaccia è soltanto una buffonata e tutti questi bizantinismi per stabilire se è o non è un reato commesso nell’esercizio delle sua funzioni di Presidente del Consiglio dei Ministri, servono soltanto a cercare di alzare altra polvere su una questione che, se ridotta ai minimi termini, è di una chiarezza cristallina.

    La prova provata è che tutti i suoi Azzeccagarbugli, profumatamente pagati prima da lui ed ora da noi grazie alla loro elezione in Parlamento, gli facevano cambiare versione ogni giorno, ritagliandone una ad hoc per la linea difensiva che quotidianamente decidevano di adottare.

    Finché il nuovo Genio del Male, il poco onorevole Paniz, decide che la soluzione migliore, o forse la meno peggiore, era di travestire Berlusconi da Piccola Fiammiferaia e fargli dichiarare urbi et orbi che lui, povero ingenuo, era stato raggirato da un’astuta troietta minorenne.

    Ora, al suo posto, nella sua posizione personale ed istituzionale, a salvaguardia di quel che resta della sua dignità, avrei preferito presentarmi davanti al plotone di esecuzione, piuttosto che ammettere di essere stato preso per il culo da una ragazzina; Lui ed il suo stuolo di avvocati, invece hanno deciso di dichiararlo al Mondo intero e costringere mezzo Parlamento a giurare di crederci, per poterlo poi usare come strategia difensiva: questione di punti di vista…

    Ora, per assurdo, cerchiamo di immedesimarci in una ragazzina marocchina, che per qualche strana coincidenza è la nipote del nuovo Faraone, arrestata per furto in un paese straniero.

    Cosa farebbe la nostra eroina?

    Ritengo che chiamerebbe l’Ambasciata Egiziana, chiedendo loro di far intervenire il potente zio attraverso i canali diplomatici.

    Lo zione avviserebbe, magari tramite il suo Ministro degli Esteri, il suo omologo italiano per evitare lo scandalo, chiudendo di chiudere un occhio e riconsegnare la congiunta nelle mani dell’Ambasciatore egiziano.

    Qui, invece, una nota prostituta brasiliana, chiama direttamente il nostro Presidente del Consiglio (ignoro il ruolo istituzionale della signorina in questione),  avvisandolo del problema mentre era in visita ufficiale in Francia; questi lascia un vertice internazionale per occuparsi personalmente della faccenda, telefona in questura costringendo i funzionari a commettere una mezza dozzina di reati per accontentarlo, invitandoli a consegnare la ragazza a Nicole Minetti, in quel tempo ancora nota ai più soltanto per la strana elezione a consigliere regionale, inserita d’imperio nel listino bloccato.

    La signora Minetti, dopo il rilascio, la rimette nelle mani della brasiliana e nessuno si interessa più del caso.

    Se veramente fosse stata la nipote di Mubarak, ora saremmo in guerra con l’Egitto invece che con la Libia…

     

    • ma certo che non era la nipote di Mubarak! E certo che la sostanza è chiara. Qui parliamo di legge, di articoli, di commi e di funzioni del Presidente del Consiglio che, ahimé, possono avere valenza nei tribunali e dinnanzi alla Corte Costituzionale.

    • A mio parere metterci a disquisire su una base squisitamente tecnica, tra abuso di funzione, di carica o di potere, serve soltanto a consentire a lorsignori di spostare la questione sul piano legale e su questo piano si rischia di fare il loro gioco.

      La Corte Costituzionale è, come quasi tutti gli organi di garanzia, ormai zeppa di “infiltrati”, persone che sono state messe in ruoli chiave delle istituzioni proprio per rendere inutili quelle stesse istituzioni, svuotandole del loro ruolo di garanzia costituzionale.

      Ricordi la famosa cena a casa di Mazzella, presenti Napolitano, Letta, Alfano, Vizzini e Berlusconi? Si è parlato di incontro conviviale, una rimpatriata tra vecchi amici, dimenticando che di li a poco i due ermellini si sarebbero dovuti pronunciare sulla costituzionalità del Lodo Alfano.

      In un paese civile, con un’opposizione degna di questo nome ed una stampa non assoggettata al potere, sarebbe successo il finimondo; qui si è parlato di scelta inopportuna, di potenziale imbarazzo, ed ogni polemica si è infranta sulla “storica” replica del giudice Mazzella: “io a casa mia invito chi mi pare!” dixit.

      Inoltre, non dimentichiamo, tra le varie P2, P3, P4, Pasquale Lombardi, il tipo che millantava (millantava???) il suo controllo su una cospicua fetta della Consulta, ed il suo totocortecostituzionale (chist’ sta con noi, chist’ate no…) poi puntualmente verificatosi dopo la votazione.

      Pertanto, non mi fido più nemmeno del voto della Consulta, non per l’istituzione in quanto tale, ma perché potrebbe essere inquinata da personaggi non meritevoli del ruolo, messi li proprio per votare non secondo coscienza, ma secondo convenienza.

      Quindi, se anche “tecnicamente” il caimano riuscisse a farla franca anche stavolta, la faccenda era e rimane un problema soprattutto politico:

      1. dovrebbe ormai essere chiaro a tutti che Berlusconi riesce a far approvare soltanto le leggi che interessano lui ed i suoi complici (del resto è l’unico motivo che lo ha spinto ad entrare in politica e dopo venti anni è l’unico motivo che lo spinge a restare). 

      2. per realizzare i suoi piani, ha bisogno di uno stuolo di peones, privi di spessore umano, di dignità e di senso del ridicolo, “pronti a obbedir tacendo e tacendo magnar…”

      3. costoro, pur di conservare le prebende e le guarentigie connesse al ruolo, sarebbero disponibili a camminare sui carboni ardenti, figuriamoci se non si rendono disponibili, come lo sono effettivamente stati, a prendere per il culo tutto il popolo italiano.

      Questa non è più una democrazia, ma un’oligarchia che usa le Istituzioni come fossero un bel vestito, un involucro legittimante, un enorme bicchiere d’acqua, necessario per farci ingoiare qualsiasi pillola.

  • Carissimo claudio dimenticati di mr. b. credimi e’ tempo perso come dice il grillo e’ oramai uno zombi anche se credo che sempre lo e’ stato,tu sei troppo intelligente e cosa ancora piu importante troppo sensibile per sprecare le tue capacita’ in qualche cosa di cosi’ inutile,lo so questo essere e’ come una macchia di petrolio che contimua a inquinare tutto la superfice dove galleggia,pero’ prima o dopo sara riciclato e dimenticato e’ uno stato naturale delle cose,pensiamo invece come migliorare questo povero pianeta che nonostante tutta la merda che gli tiariamo addosso continua a darci aria da respirare acqua da bere e cibo per mangiare,credo che dovremmo amare di piu’ la grande madre per un migliore futuro per tutti,anche perche penso che la tattica psicologia della politica e dividerci e’ farci sprecare utili energie farci perdere nell’oblio del nulla dove loro si nutrono e prosperano,non cadiamo nel loro inganno…………

    IL PRIMO INGANNO DEL DIAVOLO E’ FARTI CREDERE CHE NON ESISTE…IGNORAMOLO……

    • BUEN AMIGO CLAUDIO HAI PERFETTAMENTE RAGIONE NELLA TUA RISPOSTA SOLAMENTE CHE ALCUNE VOLTE GIUSTAMENTE VIENE VOGLIA DI INCANALARE LE ENERGIE IN QUALCHE COSA  DI BELLO E POSITIVO, PER QUANTO RIGUARDA IL VOTO IO NON HO MAI VOTATO.E AN DOVE VIVO NON CI SONO SUPERMERCATI ABBIAMO UN POZZO A UNA POMPA SOLARE E IL MASSIMO DEL “LUSSO” E’ UN PICCOLO ABBAROTE VICINO ALLA SELVA.

      UN ABRAZO

  • Perchè complicarsi la vità a cercare il pelo nell’uovo, a provare se  il reato è ministeriale o no? La legge Italiana è piena di bucchi  (zone grigge) dove navigano i  (bravi) avvocati e sarà difficile provarlo.

    La storia ci ha sempre insegnato che la nostra giustizia terrena è sempre rimasta impotente davanti ai pesci grossi.

    Qui si tratta di Questione morale : Una prostata pervertita, annosa che frequenta una minorenne. Tocca a voi Italiani se credete ancora nei valori, nei principi; Mandatelo a casa! Lui, il suo governo e quella finta opposizione, fate un bel RESET. Fatevi governare da gente giovane, responsabile, a cui potete chiedere conto.

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