La fine della Costituzione

La Costituzione è già stata emendata. A cambiarla, sono stati quei milioni di italiani che hanno votato un partito la prima volta e che hanno continuato a rivotarlo, anche dopo la sua trasformazione, nonostante fosse ormai già chiaro che si trattasse di un apparato di controllo e gestione dei processi di Berlusconi. L’emendamento è avvenuto senza il bisogno di nessuna proposta di legge costituzionale, senza nessun passaggio alle camere e senza nessuna votazione, ma “de facto“. Se ne sono appropriati per usucapione.
La Costituzione non è altro che un accordo tra le parti, dove le parti sono tante quante sono gli uomini, che ritengono utile trovare un modo meno cruento di risolvere i conflitti. Invece di prendersi a mattonate in testa, come solevano fare senza tanti complimenti, stabiliscono un insieme di regole condivise ed un sistema penale per chi trasgredisce. Le regole sono queste: i nemici smettono di chiamarsi tali e diventano avversari. Gli avversari non si possono massacrare di botte, anche se lo meriterebbero, ma si devono processare rispettando tutta una sfilza di regole, regolette, cavilli e distinguo, che complessivamente prendono il nome di legge. Inoltre, le decisioni si prendono tutti insieme, rispettando prassi e regolamenti definiti.
Questo sistema funziona fino a quando la legge viene usata nel senso in cui è stata intesa quando è stata scritta. Se viceversa ognuno la interpreta a modo suo, facendo leva giuridica sulle aree non perfettamente definite, ritorniamo al tempo delle clave, ma con una sostanziale differenza: i nemici possono continuare a fare quello che vogliono (del resto, ora si chiamano avversari), solo che ora nessuno può toglierli di mezzo senza un processo equo. Per essere equo, tuttavia, un processo deve innanzitutto potersi celebrare, e se hai abbastanza soldi da rivoltare come un calzino tutte le migliaia di commi di tutti i singoli articoli di ogni singola legge, allora hai anche la capacità di muoverti costantemente sulla sottile linea di confine che separa il lecito dall’illecito. Di lì a scriverti da solo le regole, il passo è breve.
E’ così che siamo arrivati alle leggi ad personam. E’ così che oggi un uomo è riuscito a forzare per l’ennesima volta le regole condivise, abusando del significato originale contenuto nella Costituzione e nelle leggi (consentire a chiunque di rinviare un interrogatorio per attendere a un impegno importante), inventandosi un appuntamento inesistente pur di non presentarsi di fronte alla magistratura come chiunque altro. E’ così che quell’uomo continua a farla franca, tutelato proprio da quell’insieme di norme che non prevedono – e non potrebbero – ogni e qualsiasi forzatura o abuso che i traditori dell’accordo mettono in campo per imbrogliare, sottraendosi al dovere contratto in cambio dell’incolumità.
Se gli italiani hanno continuato a scegliere, politicamente, uomini che usano gli accordi tra le parti a loro vantaggio, senza rispettarne la contropartita di doveri, significa che quegli accordi non sono più attuali, che sono obsoleti, superati da una chiara e precisa volontà popolare: consentire a una ristretta oligarchia di muoversi al di sopra della legge senza essere tenuta a pagarne le conseguenze. E poiché la Costituzione è un accordo tra le parti, come dicevamo, dobbiamo registrare che l’accordo non rappresenta più i sentimenti di chi l’ha siglato. E’ ancora valido formalmente, ma nei fatti è stato già emendato.
Lo dicessero: guardate che questo patto sociale per noi vale tanto quanto un barattolino di yogurt scaduto: è buono per il bidone della spazzatura. Così, nel farcene una ragione, magari valutiamo se tornare alle antiche consuetudini pre-costituzionali.

10 commenti

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  • Sacrosanto.

    L’unico punto sul quale eccepire è che una buona parte, per fortuna sempre più esigua, delle persone che lo hanno votato e continuano a votarlo, lo fanno perché non hanno la percezione della realtà.

    Lo fanno perché le uniche loro fonti di informazione sono i TG, magari soltanto il TG1, dove c’è un signore che spaccia le prescrizioni per assoluzioni, o magari soltanto il TG4, dove c’è un signore che farebbe impallidire i laudatores degli imperatori romani.

    Lo fanno perché durante le trasmissioni di approfondimento, in nome dei due feticci che ci hanno imposto come regole democratiche, il contraddittorio e la par condicio, se c’è qualcuno che racconta un fatto, non un’opinione, ci deve necessariamente essere qualcun’altro che racconta una balla, mettendo sullo stesso piano la verità e la menzogna, anullandole entrambe.

    Personalmente sono convinto che il tessuto sociale sia ancora fondamentalmente sano e basterebbe liberarci di questa feccia che ci governa per provare almeno a salvare il salvabile; il problema è come liberarcene?

    Intanto che ci penso, cercando una maniera meno cruenta, l’ idea di tornare alle “antiche consuetudini precostituzionali” non mi disturba più come in tempo…

  • Purtroppo la Costituzione Italiana contiene in se i semi del suo stesso fallimento.

    L’articolo 88 della nostra costituzione prevede che il presidente della repubblica possa sciogliere le camere (e di conseguenza far cadere il governo), sentiti prima i rispettivi presidenti delle stesse, non può farlo gli ultimi sei mesi della legislatura(cosiddetto semestre bianco), ma il seme della distruzione che scatena il paradosso si trova nell’articolo 89, il quale precisa che nessun atto del presidente della repubblica è valido se non è controfirmato da presidente del consiglio, cioè Dovrebbe essere Berlusconi a controfirmare il decreto che lo espelle dalle sue funzioni, dandogli finalmente la tanto sospirata occasione di chiarire, una volta per tutte, gli ecquivoci e le ingiuste calunnie che lo riguardano e dimostrare altresì di essere la seconda reicarnazione di Dio sulla terra.

    << Tieh!! >> sogghignerebbe Berlusconi. I padri fondatori si staranno rivoltando nella tomba!

  • il problema è che noi, con il voto, il barattolino di yogurt scaduto l’abbiamo acquistato e non è proprio un barattolino ma un’AUTOCISTERNA!

  • Non c’è nessun bisogno di riscrivere la Costituzione, anzi, ogni volta che provano a toccarla fanno danni!!!

    La Costituzione va benissimo così com’è, basta restituirle la dignità che merita.

    Lo squallido teatrino che periodicamente fanno per condizionare la Corte Costituzionale, o peggio ancora, per “comprarsene” la maggioranza (l’intercettazione di quel losco figuro, del quale ho dimenticato il nome, che faceva il totocorte è inquietante) è la prova che la carta è stata scritta come meglio non sarebbe stato possibile; per questo cercano di svuotarla dall’interno, delegittimando gli organi di garanzia.

    Se poi il sig. Napolitano la smettesse una volta per tutte di firmare qualsiasi cosa gli mettano sotto al naso, forse gli renderebbe il compito meno agevole.

    E’ vero che se lui rimanda alle camere potrebbero anche restituirgli gli atti cos’ come sono e a quel punto, ma soltanto a quel punto, la sua firma sarebbe un atto dovuto.

    Ma il suo rifiuto avrebbe comunque un enorme significato politico, perché è lui, in quanto Capo dello Stato, il Garante della Costituzione.

    ErTrovatore ha scritto :
    Sacrosanto.La gente non ha più la percezione della realtà.Ma quando la ritroveranno se la ritroveranno saranno capaci di riscrivere la costituzione?Oppure tutta questa gente è ormai come lo yougurt scaduto e bisognerebbe estrometterla dal votare e dal dare giudizi?

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