Per uscire dalla crisi basta internet

 La probabilità di vincere al SuperEnalotto è pari a quella di essere colpiti da un meteorite. La differenza è che non puntereste mai 1000EUR su un frammento proveniente dalla cintura di asteroidi, ma se si tratta di indovinare sei numeretti a caso, non ci pensate due volte.
 
L’AAMS (amministrazione autonoma dei monopoli di stato) certifica che nel 2010 abbiamo speso 61,4 miliardi di euro nel gioco d’azzardo. Mille euro a testa. E nei primi 7 mesi del 2011 siamo già a 42 miliardi, il 22% in più. Alla faccia della crisi.
Lotto e affini garantiscono il 15% del fatturato totale alle casse dello Stato, è vero. Circa 10 miliardi nel 2010. Ma sono soldi sporchi, incassati sfruttando le debolezze e l’ignoranza statistica dei cittadini. Per di più, quella del gioco d’azzardo (pur essendo la terza industria del paese dopo Eni e Fiat) non influisce sullo sviluppo, perché non essendo un’attività produttiva si fonda sulla semplice redistribuzione del capitale investito, al netto degli incassi dei concessionari e di quelli statali.
Potremmo fare meglio? Vediamo…
Nello studio “Economic Impacts of Broadband” (2009), la banca mondiale stima nell’1,20% l’impatto positivo sul Pil per ogni 10% di diffusione della banda larga, e nel rapporto “Network developments in support of innovation and user needs” (OECD 2009), confermato dal Progetto Italia Digitale 2010 di Confindustria, si quantifica il risparmio legato allo sviluppo delle infrastrutture di comunicazione digitale in 40 miliardi all’anno (2 mld per il telelavoro, 1,4 mld per l’e-learning, 16 mld per l’e-government e l’impresa digitale, 8,6 mld per l’e-health, 0,5 mld per la giustizia e la sicurezza digitale, 9,5 mld per la gestione energetica intelligente) (cfr: http://www.agcom.it/default.aspx?DocID=7041&Search=pil).
Quanto costerebbe sviluppare una benedetta rete nazionale in fibra ottica? Tra i 10 e i 14 miliardi (cfr: la Cina bussa alla porta della banda larga italiana). Spendiamo 14 miliardi, ne risparmiamo 40 e guadagnamo una cifra che – secondo un rapporto di Google -, nell’ipotesi di una crescita nelle connessioni compresa anche solo tra il 13% e il 18%, varrebbe tra i 59 e i 77 miliardi (tra il 3,3% e il 4,3% del Pil).
Insomma, basterebbe smettere di giocare quei 1000 euro a testa, investirne 200 nell’acquisto di un’infrastruttura di rete a banda larga che copra tutto il territorio italiano e usciremmo dalla crisi, invertendo il trend di crescita del debito pubblico e creando ricchezza. Senza contare che una rete di proprietà dei cittadini non solo è più difficile da censurare, ma è un antidoto efficace alla concentrazione dei media – soprattutto quelli televisivi – e inoltre si può affittare, ricavandone un guadagno. Inoltre, volete mettere la soddisfazione di non essere più agli ultimi posti per la penetrazione di internet nella popolazione?
I miei 200EUR sono qui. Aspetto i vostri 13 miliardi,  999 milioni, 999 mila 800.


p.s. grazie a Francesco Serafino per gli spunti

15 commenti

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  • Il testo dell’articolo non fa una piega e sarebbe un obiettivo alla portata del cittadino medio, ma c’è il solito problema che i "tutti" se ne strafregano della crescita intellettuale ed economica e preferiranno sempre la possiblità di un guadagno rapido e senza sforzi rispetto ad un investimento sulle proprie capacità.

    Statistiche o no c’è sempre il filantropo che si atteggia con la frase "beh ogni giorni qualcuno vince, forse domani potrei essere io"… ovviamente lo ripete ogni giorni da anni… Sommando i "ieri" degli ultimi anni si pagava un buon quarto di mutuo…

    Ma ehi… domani potrebbe essere lui.

  • direi che e’ una idea geniale; e affatto utopica…. provare a proporla sul web con un bel business plane? Io ci starei subito!! grazie per i sempre puntuali spunti di riflessione e di informazione e….. lascia perdere quel venduto filoisraeliano che ti copia i post per farne articoli… i cavalli di razza non gareggiano con i ronzini….dopati ^__^ !!!!! lulu’

  • Che futuro puo’ avere un paese in cui un Panebianco come questo puo’ scrivere in prima pagina di quello che fu il piu’ importante quotidiano nazionale?

  • Il problema è che se i nostri amici politici si mettono a diffondere internet la gente, inizierebbe ad autoorganizzarsi nascerebbero nuovi "pericolosi" movimenti, si accorgerebbe di quanto sono cialtroni i nostri dirigenti. Sarebbe un suicidio per loro.

  • Claudio ! Ho altri fondi per il tuo bellissimo progetto :

    • 120 Milliardi/anno di EVASIONE FISCALE
    • 60 Milliardi/anno di CORRUZIONE
    • 350 Milliardi di ECONOMIA ILLEGALE

    http://www.beppegrillo.it/2011/07/nunzia_penelope/index.html

    Con tutto questo Ben di Dio realizzersti il tuo progetto e ti rimane qualcosina per saldare un pò degli interessi sul debito pubblico Italiano, ma non riusciresti mai a cancellare il “The Italian Dream” : Vincere all’Enalotto o fare una rapina.

     

    • Hai ragione ma se aspettiamo che i politici recuperino l’evasione e stronchino l’economia illegale ci vuole troppo tempo: dobbiamo prendere il potere noi cittadini con liste civiche ….ed invece ancora abbiamo tra i piedi lo psiconano.

      Invece possiamo costruire qualcosa dal basso SUBITO come proprietà di tutti: essere utenti e proprietari, smettere di regalare soldi ai soliti gestori …per le comunicazioni credo che sia il primo progetto che parte in Italia:

      http://www.noinet.eu/on/

      facciamolo crescere cin il ns. apporto fino a coprire tutto lo stivale !!!

      bernardo

  • Io l’ho già fatto!

    http://www.noinet.eu/on/

    c’è chi la sta costruendo la rete di proprietà dei cittadini ed io ci ho messo 200 €, anche se per ora stanno iniziando i lavori a Cerveteri-Roma ed io sono a Vr: il progetto mi entusiasma e la soddisfazione più grossa sarebbe non farmi più rubare i soldi da fastweb, telecom, ecc. ed avere una connessione veloce quanto promesso invece della truffa attuale!

  • Claudio, so che nn li puoi vedere ma io sono pronto a mettere i miei 200 euro sin da subito…come sempre sei all’avanguardia su questo tipo di questioni(banda larga, sviluppo internet), un modello da seguire….E che dire dei giochi…purtroppo è una di quelle truffe autorizzate che lo stato attua ai danni dei cittadini; desta scalpore sentire, quando ci fu il terremoto in Abruzzo, che per ricostruire la città bisognava istituire e promuovere nuovi giochi…come a dire per aiutare i disperati prendiamoli da chi non ha giocato i suoi soldi fino all’ultimo centesimo, ma si è conservato quella 10 euro per mangiare; MESCHINI!!!!

    Chepoi, questi nuovi giochi non hanno fruttato nulla o quasi, visto che la ricostruzione è pressochè immobile?????

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