La casa abbandonata

  per byoblu.com  Dan Free Bloggart 


 Capita a tutti di essere invitato come ospite in una casa e la prima cosa che noti quando sei lì è la pulizia degli ambienti, l’ordine delle cose… E più il disordine e la sciatteria sono evidenti, più ti convinci di essere in una casa abbandonata. Allora ti scopri a pensare che in quella casa non esistono regole, che i figli sono indisciplinati, fanno ciò che vogliono perché tanto i genitori sono assenti, interessati ad altre faccende che non l’educazione dei figli e la buona amministrazione familiare.
Ecco, l’Italia di oggi è tutta in questa immagine. E’ una Italia abbandonata (i crolli di Pompei ne sono l’esempio più evidente). I politici sono completamente assenti, interessati solo ai loro affari. Non ci si occupa più della gestione delle cose, che restano in balia degli eventi. Non si programma più nulla: nè il lavoro, nè il territorio, nè la famiglia… In una parola non si programma più il futuro. Si dice da più parti che questa generazione non otterrà mai la pensione. Ma la crisi non è “semplicemente” economica: è una crisi della ragione. Non esistono solo pensioni in denaro. Da sempre, chi ci ha preceduto ci ha lasciato in eredità un pianeta integro, dal quale tirar fuori il necessario per vivere. Oggi non è più così: in poco meno di cento anni abbiamo riempito il mondo di rifiuti e stiamo consumando tutte le risorse necessarie alle prossime generazioni, alle quali abbiamo rubato il tempo, sottratto il futuro, come se fosse nostro.
Ma i figli, divenuti ormai adulti, quando si rendono conto che i genitori non sono più in grado di intendere e di volere li fanno interdire. Allo stesso modo i cittadini, che sono ormai cresciuti e – grazie alla rete – sono oggi più consapevoli di ieri, devono interdire questi politicanti e cominciare a gestire in proprio le cose. Perché non è vero che non ci sono alternative: ci sono sessanta milioni di alternative, tante quanti sono gli Italiani.
La tecnologia mette a disposizione dei cittadini, per la prima volta nella storia, uno strumento che consente loro di “interdire” democraticamente questo modo degenerato di fare politica, e questo modo è internet. Attraverso internet è possibile far sentire la propria voce, proporre argomenti, idee interessanti, senza la necessità di mendicare attenzione da parte dei media al sevizio di questa politica.
E’ ormai tempo perchè tutto si compia.

ߧF Dan Free Bloggart  
 Honorary President @  the Blog Survival Fund 

5 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Sarebbe interessante prendere un “uomo della strada” oppure mio suocero di 80 anni e provare a spiegargli quello che intende Claudio con il suo post, mettendo poi il video su youtube. Sarebbe interessante mettere a nudo quello che lui ignora. Non dico di ridicolizzarlo (tanto non capirebbe) ma cercare di far capire ad altri il post. Gli altri però non vedrebbero mai il video perché su youtube vedrebbero al massimo i video di paperissima. Forse certe cose potrebbe mostrarle la tv. Ci credo poco.

    • E’ vero, purtroppo per tanta gente Youtube vuole dire i video di Paperissima e gli ultimi video di tendenza nel mondo e Internet vuole dire Siti pornografici e scaricare gli ultimi film in Anteprima.

  • La tecnologia mette a disposizione dei cittadini, per la prima volta nella storia, uno strumento che consente loro di “interdire” democraticamente questo modo degenerato di fare politica, e questo modo è internet

     

    Bisogna però fare carpire a questi figli ormai adulti che questi politicanti sono come gli scorpioni, gli scarafaggi, i rati, sono come un virus, mutano e riescono sempre col tempo a migliorare il loro sistema immunitario per sopravvivere. non basta avere solo la tecnologia tra le mani per batterli ma bisogna proteggerla quella tecnologia e sopra tutto non sprecare tempo nell’usarla, altrimenti gli scarafaggi cercheranno di proteggeresi, si autodiffenderanno emanendo sempre delle leggi bavaglio.

     

    P.S. : Perchè dite sempre 60 Millioni di Italiani, non sarebbe giusto dire : 60 Millioni gli ABITANTI d’Italia? ci siamo anche noi gli stranieri o no?


  • Bellisima questa metafora della casa in stato di abbandono…

    In effetti, i rappresentanti della nostra classe dirigente, non soltanto quella politica, si comportano come se non fosse affar loro, come se si sentissero ospiti in questa casa abbandonata, come se avessero tutti un piano B, attraverso il quale mettersi in salvo non appena la casa inizi a scricchiolare sul serio, prima che gli cada in testa.

    Mi sembra di vivere la scena del film Titanic, quella nella quale, a naufragio avvenuto, gli inservienti invece di cercare di mettersi in salvo come sarebbe stato giusto, si affannavano a chiudere i passeggeri di terza classe nelle stive della nave, per evitare che potessero prendere possesso delle scialuppe, insufficienti a contenere tutti e pertanto riservate soltanto ai paseggeri di prima.

    Un po’ come le nostre forze dell’ordine, che invece di schierarsi a fianco di coloro che democraticamente manifestano la propria indignazione o, forse meglio, la propria disperazione, continuano a proteggere i responsabili di questo sfascio, proteggendone, di fatto, la fuga dalle loro responsabilità.

  • Ola … sono un componente di quella generazione da te citata. Sono uno di quelli che la pensione non la prenderanno mai. Sono un figlio abbandonato, doppiamente laureato in filosofia, singolarmente disoccupato. Sono un cameriere che si vede rinnovare il contratto di stagione in stagione con la scadenza del 29esimo anno d’età che si avvicina (non potranno più assumerimi come apprendista e di conseguenza cercheranno qualcuno di più giovane). Io mi rendo conto che quei genitori sono totalmente assenti, allora mi guardo intorno e quello che vedo sono altrettanti disenteressati alle sorti collettive, così appiccicati alle sorti soggettive da non accorgersi che la loro libertà finisce dove inizia la mia. Scrollo le spalle e vado avanti, tiro il minimo sindacale (che per fortuna ancora mi basta) e punto al giorno dopo, sì sono uno di quelli che non fanno progetti, che non vogliono farne perchè vedono che sono inevitabilmente destinati a fallire questi progetti. Che non si informa, perchè ogni informazione è di parte e non sai più a chi o a cosa credere. Che non si interroga su quello che si può fare, perchè non crede nelle possibilità d’azione a noi concesse, anche se mi sgolo in piazza loro guardano dalle finestre e ridono di me io perdo la voce oltre che la pazienza, loro non perdono mai nulla. Grazie sei un faro, un faro inutile anche tu (lo sai senza che te lo dica io, più di una volta nei tuo interventi ti sei chiesto quanto serve veramente sapere quello che succede), cosa possiamo fare se non esperar? (che assume sia significato di speranza che d’attesa) Sentiti pure libero di contraddirmi, lo espero mucho. Hasta luego.

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi