Tutto tranne democrazia

Sta succedendo qualcosa. Qualcosa che va oltre la crisi economica: sembra più che altro una crisi di sovranità. E non è la questione di lana caprina che tanto sembra preoccupare i nostri editorialisti di punta, ovvero se sia giusto o meno farsi commissariare dalla UE e dall’FMI rinunciando così – formalmente e pro-tempore – al possesso delle nostre stesse chiavi di casa. E’ qualcosa di più profondo, una trama nella trama che si può provare a spiegare in molti modi diversi, ma che non è prudente lasciare che si dipani mentre l’attenzione generale si concentra su alcuni personaggi e non su altri.
L’interesse che i mercati finanziari e le istituzioni globali dimostrano da qualche tempo nei nostri confronti è sotto gli occhi di tutti, certo, ma non è che la parte superiore dell’iceberg, quella sberluccicante sotto ai raggi del sole. I giornali e le televisioni (chi più, chi meno) ci spiegano che siamo commissariati da una terna di ferro, composta dal Fondo Monetario Internazionale, dall’Unione Europea e dalla Banca Centrale Europea (BCE). Un accerchiamento totale al quale il gioco della speculazione internazionale ci consegna senza possibilità di fuga. Per il nostro stesso interesse – si dice – e per quello dei sottoscrittori del nostro debito dobbiamo realizzare una serie di riforme. E poiché non siamo più credibili, forti pressioni costringono il Governo in carica a rassegnare le sue dimissioni, nonché tutto un popolo a rinunciare alla propria autodeterminazione. Mutatis mutandis è più o meno quanto è accaduto in Grecia.
Il principio più incredibile che viene sostenuto senza il benché minimo stupore sarebbe quello secondo cui la politica da sola non può realizzare misure impopolari, perché avrebbe il timore di giocarsi il consenso elettorale, per cui sarebbe imperativo affidare le riforme necessarie a un governo di larghe intese, oppure al cosiddetto governo tecnico, magari sotto la direzione di un podestà forestiero. Cosa significa? Se i rappresentanti del popolo, democraticamente eletti, non sono in grado di introdurre una o più misure ritenute necessarie, perché i cittadini non le vogliono, allora va da sé che quelle misure non rappresentano l’espressione della volontà popolare. Dunque, in una democrazia, non dovrebbero essere adottate, o dovrebbero essere posticipate magari dopo l’approvazione di un qualche emendamento condiviso. Il concetto che si sta facendo passare, invece, è che esistono riforme che devono essere realizzate a tutti i costi, al di là della volontà popolare. In altre parole, si sostiene che se la classe politica non è in grado di farsene carico, perché i cittadini non le vogliono, allora deve farlo qualcun’altro. Si materializza cioè per brevi istanti, come in un episodio di Star Trek, una volontà terza e invisibile che prende le decisioni passando sopra ad ogni definizione di democrazia comunemente intesa. Una oligarchia nascosta. O, meglio, una sinarchia.
Quando la Grecia, non molti giorni fa, ha provato a forzare la mano sulla propria sovranità popolare, annunciando un referendum sulle misure della cosiddetta austerity, il sistema bancario internazionale ha reagito minacciando di non tagliare più il debito pubblico del 50%. George Papandreou è stato quindi convocato a una riunione preliminare del G20 ed è stato costretto a ritirare la proposta referendaria. Ma a quella stessa riunione precongressuale, un altro coinvitato eccellente era sotto torchio insieme al primo ministro greco: il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi. Date queste premesse, è davvero singolare che il governo greco sia caduto un paio di giorni fa, subito dopo la convocazione al G20, e che quello italiano stia per rassegnare le dimissione pressocché simultaneamente. Ancor più singolare se si prendono in considerazione i punti in comune tra le alternative avanzate in entrambi i casi per rimpiazzare gli esecutivi: due governi tecnici guidati da uomini esterni al meccanismo del consenso popolare, cioè due podestà forestieri: Mario Monti e Lucas Demetrios Papademos.


Entrambi hanno una formazione consolidata da una lunga permanenza all’estero, negli Stati Uniti. Mario Monti si laurea alla Bocconi ma si specializza all’Università di Yale, mentre Papademos si laurea in fisica e in ingegneria presso il Messachussetts Institute of Technology, dove consegue anche un master in economia. Insegna poi alla Columbia University dal 1975 al 1984 dove, in quegli stessi anni, sta concludendo il suo ciclo di insegnamento anche un signore di nome Zbigniew Brzezinski. Di origini polacche, politologo e geostratega, Brzezinski di lì a poco andrà ad occupare un posto estremamente importante per il governo di Jimmy Carter: dal 1977 al 1981 sarà nel Consiglio di Sicurezza Nazionale americano (NSA), influendo con la sua analisi strategica sul rapporto che gli USA avranno in tutti i processi di trasformazione politica più delicati della nostra storia, dall’invasione sovietica dell’Afghanistan alla guerra fredda fino alla conversione dell’Iran da alleato degli States a nemico giurato. Segnatevi dunque questo nome: Brzezinski, perché fra poco ne riparleremo.
Le carriere di Monti e di Papademos proseguono di buona lena. Il primo diviene dapprima rettore e poi, alla morte di Spadolini, presidente della Bocconi di Milano. E’ International Advisor per Goldman Sachs dal 2005, nonché presidente del think-tank Bruegel, finanziato da 16 Stati e 28 multinazionali con lo scopo di influire privatamente sulle politiche economiche comunitarie. Nel 2010 Barroso gli commissiona un libro bianco sul futuro del mercato unico. Il secondo, il greco, nel 1980 diviene un economista senior della Federal Reserve Bank di Boston e poi della Banca di Grecia, di cui assume la carica di Governatore. Poi addirittura vice Presidente della BCE. E’ proprio Papademos a traghettare Atene dalla drachma all’euro. Curioso che adesso sia indicato come la personalità più adatta a rimediare ai danni che, in qualche modo, ha contribuito a produrre.
E’ qui che entra in gioco Zbigniew Brzezinski perché è lui che, nel 1973, viene incaricato da David Rockfeller di avviare un nuovo gruppo di lavoro: la Commissione Trilaterale (The Trilateral Commission). Nata con l’intento dichiarato di sviluppare i rapporti tra gli Stati Uniti, l’Europa e il Giappone, la Commissione Trilaterale è un’organizzazione non governativa e apartitica dove sostanzialmente si discutono le politiche migliori per agevolare le relazioni di interdipendenza reciproca, culturali e – perché no – d’affari. Un luogo di incontro dove i potenti, insomma, possono discutere di ciò che è bene per il mondo senza perdersi nelle lungaggini imposte dai parlamenti e dalle burocrazie diplomatiche. Un club. Un club con tre cariche fondamentali in rappresentanza del Nord America, Giappone ed Europa, quest’ultima ricoperta proprio dal nostro Mario Monti. Che soddisfazione! Ed è certamente significativo che tra i membri della Commissione Trilaterale, dal 1998 figuri anche Lucas Papademos, in virtù dei rapporti che è ragionevole supporre abbia sviluppato negli anni in cui insegnava alla Columbia University insieme a Zbigniew Brzezinski.
A onor del vero, se l’idea che la Commissione Trilaterale ha della democrazia deriva da quella dei suoi fondatori, non c’è da stare eccessivamente rilassati. Sul St. Petersburg Times, il 2 agosto 1974, Brzezinski pubblica le conclusioni di un rapporto dal titolo molto esplicativo di “The Crisis of Democracy”: la crisi della democrazia. Il rapporto evidenzia come negli Stati Uniti l’efficienza della Casa Bianca fosse inficiata da un eccesso di democrazia e come, fin dagli anni ’60, i governi dell’Europa dell’est fossero letteralmente sopraffatti dall’eccessiva partecipazione e dalle richieste che le burocrazia farraginose non erano in grado di smaltire, rendendo di fatto i sistemi politici ingovernabili. Il rapporto rimanda a una decisione politica adottata dalla Francia in semisegretezza, senza nessun dibattito pubblico aperto e altamente lobbizzata e conflittuale. Sembra che molti tra i membri della Commissione Trilaterale avessero un ruolo di rilievo nell’amministrazione Carter e fossero molto influenzati dal rapporto di Brzezinski.
Dunque abbiamo due governi che stanno cedendo simultaneamente il passo alle pressioni internazionali. E abbiamo due podestà forestieri, strettamente legati al mondo della finanza, dei mercati, delle banche ed entrambi membri della Commissione Trilaterale dei Rockfeller. Tutti e due sono in prima linea nella corsa a sostituirsi a due governi democraticamente eletti per prendere decisioni dichiaratamente impopolari. Ovvero, per definizione, contrarie alla volontà popolare.
Come se questa emorragia di rappresentanza democratica non bastasse, un altro gruppo di lavoro sovranazionale fondato sulla segretezza delle proprie risoluzioni, il gruppo Bilderberg, nell’ultima esclusiva riunione tenutasi nel giugno di quest’anno a St. Moritz ha accolto tra i propri ospiti proprio Mario Monti e, tra gli altri, Giulio Tremonti, forse la più acuminata spina nel fianco della maggioranza, artefice della paralisi che si è infine consumata nella dèbacle parlamentare di oggi.
Non c’è democrazia senza trasparenza, né può esservi in mancanza di un mandato popolare forte ed esplicito. Tutto può essere, tranne democrazia, la requisizione del nostro diritto di rappresentanza in nome di logiche che vengono assunte a porte chiuse, nelle sedi elettive dove si tutelano interessi privati, dove una ristretta èlite decide le sorti di interi popoli senza che a questi venga garantita una chiara percezione delle cose. Per questo dico che la sovranità popolare, in questo momento, è un concetto chimerico che sta cedendo il passo a una sinarchia di fatto, ovvero un governo ombra che in termini di real politik è sempre esistito, ma che sta diventando dominante, al punto che i suoi effetti iniziano a diventare palesi.

58 commenti

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  • Fra le cose che certamente mi fanno più piacere è che Tremonti, in quanto responsabile della sciagura italiana, la pianterà di andare in giro a fare il maestrino che custodisce il segreto del successo. Ha avuto la possibilità di fare (anche più di quanto consentitogli perché Berlusconi è inesistente) e questi sono i risultati. Ce l’avrà ancora la faccia di sputare sentenze sull’operato degli altri, questo poveraccio? E soprattutto ce la farà a raggiungere il parlamento nella prossima legislatura?

  • Se A deve dare dei soldi a B, glieli deve dare: magari per un po’ di tempo anziche’ restituirglieli riesce persino a farsene prestare di piu’. dopodiche’ magari dei soldi ce li avrebbe da restituire, ma potrebbe fare il seguente discorso: ho fatto un conteggio e l’ ammontare X non lo voglio toccare assolutamente, lo voglio congelare sotto la voce pensioni, c’e’ la possibilita’ di farsi prestare ulteriormente dei soldi per invetirli in svariati modi, senza usare quelli congelati. E cosi’ il debito di A aumenta. Questo non puo’ andare avanti all  infinito. A deve dare i soldi indietro a B, a prescindere se A ha il popolo dalla sua parte, da sovranita’ o altre amenita’. Cio’ che si legge in questi giorni sono N e passa problemi mescolati che generano una bella confusione, Ma il problema descritto prima (puo’ essere a ben vedere persino il piu’ semplice), persiste e B vuole che sia risolto. Risolverlo nel senso di cominicare a farlo almeno, sarebbe come minimo decoroso. Non trova?

    • Duccio, non è così semplice (e mica per niente, vorrai mai che tutti i cittadini mangiassero la foglia). Ascolta le voci degli indignados sparsi per l’occidente che presidiano i parlamenti o wall street.                                                                  Ah, da noi, chissà perché non sono riusciti a fare un presidio…toh, che sfortuna!!

      Parlano di economia virtuale slegata a quella reale (presto 100 con 4 in tasca), di speculazioni finanziarie sulla pelle dei popoli.Di debito illegittimo creato da privati (signoraggio) per trarne profitto personale…la materia è vasta e sarà meglio che tutti cominciamo a prenderne visione in rete.

      Renditi libero con la conoscenza!! 😉

    • Intanto non abbiamo leggi e vincoli naturali che ci inchiodino ai “soldi“. Ce li siamo inventati noi a questo mondo. E ci sono sempre tornati utili: li metterei tra le più grandi invenzioni della storia umana. Almeno fin quando non ci ha messo lo zampino un’altro parto dell’intelletto umano, ripeto, non una legge della natura. E parlo della “speculazione“.

      Tu proponi il tuo ragionamento tenendo fermo il fatto che “i soldi” di qualcuno debbano finire nelle tasche di qualcun’altro, come controvalore di qualche bene e/o servizio. 

      Se però consideri che stiamo parlando dei soldi del monopoli, i ragionamenti e le conclusioni cambiano: il valore del PIL mondiale -misura della produzione di beni e servizi- e decine di volte inferiore al “PIL” finanziario -interessi, speculazione-.

      Se A deve dare dei soldi a B, glieli deve dare“, a me sta anche bene, ci mancherebbe. Purché si resti nell’ambito dello scambio del loro controvalore in qualche merce/servizio: l’arricchimento di qualcuno, con i soldi del monopoli, non è cosa che mi riguarda. Non ho alcuna intenzione di partecipare a questo gigantesco e truffaldino inganno che da troppo tempo l’umanità sta portando avanti. 

      Quando il meccanismo sarà chiaro a qualche milionata di persone, va da se che le cose cambieranno. Il problema è il quando e, soprattutto, il come.

      Con i rigraziamenti a Claudio Messora che quando scrive post come questo è parte attiva ed efficace di questo cambiamento.

  • duccio ha scritto :
    Se A deve dare dei soldi a B, glieli deve dare

    per me, B. se ne deve solo andare a casa.

    anzi, in galera, altrimenti se la batte con la grana ad Antigua.

    il guaio è che quello non cala le braghe. va dal nonno a dirgli che vuole approvare la stabilità e quello manco è capace di fargli notare che, prima di pensare al futuro, il parlamento avrebbe fatto bene a congedare dignitosamente il rendiconto del proprio passato.

    siamo peggio ancora di quel che dice Claudio.qui il problema non è quello della democrazia pallegiata dai Tremonti ai Marii, ma proprio che il gioco delle tre carte persiste uguale uguale a prima, con gli stessi attori e lo stesso cinismo.

    oggi la paura ha fatto quattro novanta, domani arriva la botta finale. ma ci prende noi, invece che lui.

  • Finalmente!

    Hai centrato il problema, “LA SOVRANITA'”, ce la stanno portando via e nessun media scrive o dice una parola, ora una preghiera alla prossima apparizione tv, tua, comincia a parlarne (se te lo permettono),che il popolo cominci a sapere…

  • Leggete “la dittatura europea” di Ida Magli e iniziate a comprendere!

    Berlusconi sarebbe un problema serio in un normale contesto di sovranità popolare e monetaria, oggi è solo l’ultimo ostacolo che i poteri forti hanno prima del grande saccheggio o del grande golpe.

    Cerchiamo di parlarne e di aprire un dibattito non solo nelle tv ma anche nel corso delle nostre vite quotidiane, come è stato fatto per lo scorso referendum.

     

  • SIIIIII CLAUDIO SI SI SI SI E SI!!! Quando ho letto il tuo post ho pensato: “Finalmente uno che è conosciuto da un po’ di gente la canta come l’è!” Bisogna parlare però del Trattato di Lisbona, sottoscritto nel disinteresse generale, dopo che la costituzione europea era stata sonoramente bocciata dai POPOLI. Questo trattato obbliga TUTTI gli stati membri a sottostare alle regole della BCE e ad uniformarvisi, anche se sono in aperta contraddizione con le loro stesse COSTITUZIONI. Esempio, l’Italia ripudia la guerra EPPURE è di fatto in guerra in MO da molti anni, perchè? Perchè DEVE sottostare al trattato. Inoltre è necessario approfondire su chi era il (mio) ex-professore Giacinto Auriti di Teramo e cosa diceva su moneta/tasse/banche. Consiglio infine la lettura de Il più Grande Crimine di Paolo Barnard che tratta tutti questi argomenti esaustivamente. Anche se vedo che anche tu hai centrato al 200% l’obiettivo.

    Voglio anche dire che su Il Fatto, a sollevare questi stessi argomenti ci sto provando da settimane ma vengo puntualmente CENSURATO. Perché e percome non li voglio sapere: so solo che questa è una guerra.

    Ah, Papademos è un ex-BCE. In Grecia c’é stato un golpe ma nessuno lo ha detto e la stampa è complice: non arrivano più i volumi di notizie dei giorni scorsi dalla Penisola Ellenica, eppure la gente è più infuriata di prima.

  • Se alternative come il M5S o simili non diventeranno fattive nel parlamento cominciando a svegliare le coscienze e strinare la casta, il sentiero verso i campi di schiavitù saranno gli unici che potremo percorrere….

  • come volevasi dimostrare. una dozzina di interventi che mischiano un florilegio di problemi, grazie alla confusione creata dai media peincipalmente per vendere/per far soldi (guarda caso!) – su Internet in tv e sulla carta stampata. B. se ne deve ovviamente andare grazie della scoperta della acqua calda versione 2011 – ma il punto e’ che gli italiani non berlusconiani, sempre in maggioranza ( e ci mancherebbe!) non sono stati in grado di far si che ritornasse! e se e’ almeno vero che la maggioranza non e’ berlusconiana, e’ anche vero che la maggioranza nion riesce a capire che l italia si e’ indebitata piu’ del dovuto, cosa che e’ il paradigma del prendersela comoda, del fare i furbi o di non essere capaci di gestirsi decentemente dal punto di vista economico se qualcuno vi deve dei soldi in genere come vi comportate? se siete padroni di un negozio, che tipo di concessioni fate ai vostri clienti? se ne fate che non prevedano il pagamento pieno piu eventuali interessi (escluse ovviamente le promozioni) fatemelo sapere, che vengo subito a trovarvi. nel caso opposto, nel caso in cui non abbiate i soldi per saldare un prestito,  vi immagino invece a parlare di centomila problemi messi assieme , come succede qui!!!!!

  • E fresche fresche, a conferma di quello che sta accadendo, due belle notiziole.

    La Grecia non riesce a trovare l’accordo su Papademos, stoppato dai conservatori:

    http://www.corriere.it/esteri/11_novembre_09/grecia-salta-accordo-papademus_f38191f6-0a9c-11e1-8371-eb51678ca784.shtml

    Olli Rehn dice che le nostre ulteriori misure non sono sufficienti:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/08/olli-rehn-commissario-spread-drammatico-litalia-deve-uscire-dallo-stallo-politico/169312/

    Direi che la situazione si commenta da se.

  • @Duccio, in effetti non è così semplice se pensi che B si stampa i soldi al costo di 0,20 centesimi per ogni banconota di qualsiasi taglio, per poi prestarli a quel fesso di A che li paga al valore nominale più gli interessi, e poi sono daccordissimo con Claudio che in tutto questo trambusto molti conti non tornano se pensiamo queste persone dove hanno studiato.

    • a parte che io posso alzare la cornetta per accordarmi con una banca ad investire 100 euro in modo che alla prima scadenza concordata mi vengono dati 6 euro e alla data di scadenza conclusiva me ne vengono restituiti 100 in un procedimento del tutto normale senza che io necessariamente stampi i soldi: in altre parole una banca che si indebita con me normalmente ha un piano per restiturmi i soldi…

      …ti concedo che magari anch  io mischio due problemi. ma ribadisco che a mio parere se uno stampa banconote di ogni tipo a 20 centesimi ecc. sara’ un grosso problema di mancanza di legge che lo impedisca, forse dovrebbe essere lui arrestato per primo, pero’ il problema che A e’ andato da B e ora forse senza esserlo pretende di fare il furbo e di appellarsi alla volonta popolare alla sovranita all orgolgio e a tutte queste cose patetiche per non saldare il conto, e’ un problema totalmente diverso…

    • a parte che io posso alzare la cornetta per accordarmi con una banca ad investire 100 euro in modo che alla prima scadenza concordata mi vengono dati 6 euro e alla data di scadenza conclusiva me ne vengono restituiti 100 in un procedimento del tutto normale senza che io necessariamente stampi i soldi: in altre parole una banca che si indebita con me normalmente ha un piano per restiturmi i soldi…

      …ti concedo che magari anch  io mischio due problemi. ma ribadisco che a mio parere se uno stampa banconote di ogni tipo a 20 centesimi ecc. sara’ un grosso problema di mancanza di legge che lo impedisca, forse dovrebbe essere lui arrestato per primo, pero’ il problema che A e’ andato da B e ora forse senza esserlo pretende di fare il furbo e di appellarsi alla volonta popolare alla sovranita all orgolgio e a tutte queste cose patetiche per non saldare il conto, e’ un problema totalmente diverso…

  • La cosa è ben più pericolosa delle sole dimissioni di Berlusconi che ben vengano … Esiste un piano (europeo ?) di destabilizzazione degli stati, la finanza sta creando speculazioni ad hoc per mettere in ginocchio gli stati e il governo europeo la supporta e protegge. Non ho sentito nessun politico nè di destra nè di sinistra che ha detto qualcosa in merito, questo è il vero problema ! Stanno accadendo cose pazzesche e non legali e nessun politico sembra vedererle o forse fa solo finta e chi paga le conseguenze sono i cittadini !

  • Colto nel segno: quella che stiamo vivendo è una crisi democratica prima che economica, e probabilmente una crisi democratica voluta dall’alto, da quei poteri nascosti e al di sopra delle “lungaggini imposte dai parlamenti e dalle burocrazie diplomatiche” come lei dice. Il popolo disperato e affamato, senza diritti e che vive per lavorare è più incline ad essere dominato e ad accettare qualsiasi nefandezza pur di sopravvivere.

  • A dire il vero il nostro non è un governo democraticamente eletto. Il Parlamento (almeno tecnicamente) è stato democraticamente eletto (e non è una differenza da poco, senza una chiara divisione dei poteri non esiste la democrazia).

    Se Monti dovesse ottenere la fiducia al Parlamento sarebbe già più “legittimo” di questo governo e non vedo perché non potrebbe governare o cosa ci sarebbe di eticamente sbagliato. Sarebbe sbagliato se i parlamentari fossero obbligati a votare cose in cui non credono (cosa che per altro già fanno senza bisogna di interventi di banche o società segrete) o se fossero sostituiti da cavalli appartenenti alla BCE. 

    Quanto alla democrazia… beh la democrazia ha senso solo se lavora insieme alla meritocrazia… idee alla Grillo tipo “uno vale uno” o i sondaggi in cui salumieri e tassisti scelgono le soluzioni alla crisi non mi convincono molto… personalmente sarei molto più contento se si formasse un governo tecnico (o meglio di persone competenti) piuttosto che uno lottizzato dai partiti. 

     

    • godot74, se hai occasione da per favore questo consiglio a barnard -il quale puo’ essere benissimo che sia animato da intenti assolutamente virtuosi- che sarebbe forse il caso che si iscrivesse ad un corso di composizione letteraria che lo metta in grado di esporre i suoi ragionamenti in modo piu’ compassato e con maggiore chiarezza, perche’ ho provato a leggere e il modo in cui espone al momento e’ facile che venga considerato un compendio di farneticazioni selvagge

  • Uno Stato è un azienda e i proprietari sono i cittadini. I politici che investiti democraticamente del mandato a governare sono da considerarsi dipendenti e non padroni dello Stato. In Italia noi cittadini ci lamentiamo, ci arrabbiamo, minacciamo ma poi ci comportiamo come “sudditi” senza chiedere conto ai nostri “dipendenti” di ciò che hanno fatto e stanno facendo. Finchè non capiremo questo e soprattutto finchè non la smetteremo di farci dividere dalle false logiche dei partiti ed inizieremo a pensare e ad agire per i nostri interessi, qualsiasi governo avrà la possibilità di manovrare le cose a proprio piacimento dandoci la biada e riuscendo anche a convincerci che stiamo mangiando l’aragosta.

  • Io non sono un tecnico dei "soldi del monopoli", per questo cerco di ascoltare chi ha competenze in materia, possibilmente poco piegato a questa o quella fazione del potere.

    Qua sotto parla un tecnico del settore, che però opera all’altro capo del mondo, lontano dalle beghe d’affari nostrane, in Nuova Zelanda.

    Maurizio Piglia è direttore investimenti della banca Savings & Investments a Auckland, presumo che abbia contezza di quel che racconta, visto che "ci campa" e guarda la situazione dalla sua "finestra privilegiata" rappresentata sia dalla distanza geografica che dal manovrare quotidianamente le pedine del monopoli.

    C’è davvero poco da stare tranquilli:


    Un’Italia di sangue, fatica, lacrime e sudore

    «Non avremmo dovuto cedere la sovranità monetaria in cambio soltanto di un’unità monetaria»
    «La globalizzazione ha fallito miseramente»
    «Usciamo da questa logica, ci rendiamo conto che la globalizzazione ha fallito, che le unioni monetarie senza le unioni politiche e fiscali non hanno nessun senso»
    «Scelte ce ne sono sempre, ma a un certo punto, quando alla fine si è messi nell’angolo cerca di sparigliare il mazzo no? Bisogna uscirne fuori, se ne esce lateralmente»

  • Governo tecnico o elezioni con una legge elettorale blindata sono esattamente la stessa cosa ovvero la riconferma di una elitè di classe che si autonomina e si autoriproduce.

    Una classe politica che propone un grande schieramento per “realizzare le richieste della BCE e  di organismi non-rappresentativi” e che non si preoccupa minimamente della volontà popolare non è credibile, ne in un Governo tecnico, di larghe intese o di chiamatelo come volete ma neppure in una competizione elettorale truccata.

    Un Parlamento responsabile porrebbe come priorità il ripristino della legalità democratica offesa e derisa dal golpe attuato con il cosiddetto “porcellum”, come atto prioritario prima di arrivare alle consultazioni popolari.


  • Godot_74 ha scritto :
    " Io non sono un tecnico dei "soldi del monopoli", per questo cerco di ascoltare chi ha competenze in materia, possibilmente poco piegato a questa o quella fazione del potere. Qua sotto parla un tecnico del settore, che però opera all’altro capo del mondo, lontano dalle beghe d’affari nostrane, in Nuova Zelanda. Maurizio Piglia è direttore investimenti della banca Savings & Investments a Auckland, presumo che abbia contezza di quel che racconta, visto che "ci campa" e guarda la situazione dalla sua "finestra privilegiata" rappresentata sia dalla distanza geografica che dal manovrare quotidianamente le pedine del monopoli. C’è davvero poco da stare tranquilli: Un’Italia di sangue, fatica, lacrime e sudore «Non avremmo dovuto cedere la sovranità monetaria in cambio soltanto di un’unità monetaria» «La globalizzazione ha fallito miseramente» «Usciamo da questa logica, ci rendiamo conto che la globalizzazione ha fallito, che le unioni monetarie senza le unioni politiche e fiscali non hanno nessun senso» «Scelte ce ne sono sempre, ma a un certo punto, quando alla fine si è messi nell’angolo cerca di sparigliare il mazzo no? Bisogna uscirne fuori, se ne esce lateralmente» "

    Voglio Piglia come presidente del consiglio….mi sembra che conosca il fatto suo molto meglio di tante altre persone.

  • duccio ha scritto :
    a parte che io posso alzare la cornetta per accordarmi con una banca ad investire 100 euro in modo che alla prima scadenza concordata mi vengono dati 6 euro e alla data di scadenza conclusiva me ne vengono restituiti 100 in un procedimento del tutto normale senza che io necessariamente stampi i soldi: in altre parole una banca che si indebita con me normalmente ha un piano per restiturmi i soldi… …ti concedo che magari anch  io mischio due problemi. ma ribadisco che a mio parere se uno stampa banconote di ogni tipo a 20 centesimi ecc. sara’ un grosso problema di mancanza di legge che lo impedisca, forse dovrebbe essere lui arrestato per primo, pero’ il problema che A e’ andato da B e ora forse senza esserlo pretende di fare il furbo e di appellarsi alla volonta popolare alla sovranita all orgolgio e a tutte queste cose patetiche per non saldare il conto, e’ un problema totalmente diverso…

     

    Diciamo le cose come andrebbero dette: l’euro è convenuto solo alle banche e lobby finanziarie.
    L’inflazione il controllo della spesa… bla bla bla… sono tutte scuse per mascherare il fatto che con l’euro lo stato sovrano ha perso la peculiarità più importante, ossia essere il proprietario della moneta circolante, delegando una banca privata “estera” il diritto di stampare e mettere in circolazione la moneta, tutto ciò è FRAUDOLENTO!

  • Mi sembra che sia Papademos che Monti sono degli uomini capaci. Che si siano formati all’estero mi sembra solo un grosso pregio visto che cosi’ facendo hanno acquistato vedute piu’ ampie. Chi volete mettere a capo dell’Italia e della Grecia un ragazzino di 20 anni come voleva fare Grillo a Milano?

    La democrazia non si puo’ fare al di sopra del bene comune e non si puo’ mettere al capo dei governi persone ignoranti, chi ha avuto una carriera brillante e chi ha una mente brillante e’ giusto che  abbia ruoli di responsabilita’.

    La costituzione dice democrazia nel rispetto della legge. Nessuno e’ al di sopra della legge nemmeno la democrazia

     

  • Tutto estramente interessante, anche se niente affatto nuovo. Tuttavia è giusto diffondere queste informazioni che come dici giustamente, difficilmente verranno trasmesse attraverso i nostri morti e nauseabondi media classici (leggi TV, purtroppo ancora la maggiore cassa di risonanza presso la nostra polazione scarsamente alfabetizzata). 

    Il problema che tu poni è che ci stanno convincendo a sacrificare o perlomeno ridimensionare il concetto di democrazia, evidentemente. Bene. Ma ci rendiamo conto che questi poteri “occulti” sono sempre esistiti e hanno sempre influenzato più o meno pesantemente tutte le nostre politiche, italiane, europee o monidali che siano? Vogliamo illuderci che fino a ieri eravamo in quanto popolo padroni incontrastati della sovranità nazionale? Appunto, a me sembra un’illusione. Se oggi questo è più esplicito, non possiamo che esserne lieti, perchè abbiamo la possibilità di parlarne!

    E, d’altra parte, tu fai una critica, giustamente, ma non dici quale sarebbe secondo te la soluzione alternativa. Rifiutare il “commissionamento/potestà forestiera”? Con quali risultati? Mi sembra evidente che questo porterebbe a una e una sola conclusione: il default. Con tutto quello che ne deriverebbe: abbandono dell’euro su tutti, nuova lira (=carta straccia non appena si valicherebbe il confine), uscita dall’Unione. Tagliati fuori da tutto. Non nego che tale soluzione si porti dietro anche una componente romantico-eroica, ma possiamo davvero permetterci uno scenario del genere? E siamo sicuri che è questo che il popolo italiano vuole? A me non sembra. Non è il popolo che non ha voluto fare le riforme (di cui si parla da anni e sulla maggior parte delle quali ci si trova più o meno d’accordo), ma il governo Berlusconi, paralizzato da un osceno immobilismo.

     

    Se poi vogliamo pensare idealisticamente a una democrazia non condizionata da svariati poteri più o meno occulti possiamo anche farlo, rendendoci conto, però, 1) che tale democrazia non è MAI esistita, 2) che se vogliamo mirare a ciò non è il default che ci porterà ad ottenerlo, quanto una maggiore partecipazione democratica di tutti gli strati della popolazione, più informati, politicamente e culturalmente maturi. Forse un giorno riusciremo a liberarci dei “Club segreti”, ma ci sarà da lavorare tanto, e per tanto tempo.

  • I membri della trilaterale che ottengono una posizione nel governo del loro rispettivo paese, lasciano la Commissione.

    cosa vuol dire? che monti si dimette dalla trilaterale?

     

  • siamo al compimento finale del progetto della massoneria mondiale… il bello è che il tanto vituperato berlusca è stato un burattino manovrato dall alto, con finalità ben precise.

    serviva per distrarre.

    con le sue follie, mafioserie, bunga bunga, ha attirato su di sè l’ttenzione mentre bilderberg-trilaterale lavoravano alla conclusione…. ora il B non serve più, e infatti guardate come accetta mansueto di farsi  da parte…. 

    il solito schema problema-reazione-soluzione…. come  problema viene scelto “B”, la ovvia reazione di esasperazione  popolare alle sue  malefatte, e la soluzione, imposta dall alto, spacciata come salvifica,   accettata senza se e ma… che invece porta al baratro del commissariamento e dittatura bancaria.

    ciao italia. 

  • Claudio.farna ha scritto :
    Ora ragioniamo, grande Claudio! Tiriamo fuori i  veri poteri forti, veri responsabili e manovratori dei governi!  

  • secondo me è possibile uscire da questo accerchiamento.

    si potrebbe minacciare un default con haircut del 100% per il debito estero, secondo me provocheremmo qualche reazione interessante.

  • i partiti ed i governi, non sono la casta ma bensi la sentinella della vera casta : sistema bancario e finanziario.

    giocano salla onesta’ delle persone normali facendole scontrare su problematiche destra sinistra ideologiche , cosi loro hanno il tempo di agire indisturbati.

    se tutti cittadini si informassero sulla vera natura del debito pubblico, sui vari personaggi che pretendono di governarci sicuramente si rivolterebbero.

  • grande claudio

    concordo appieno con quello che dici e con la tua teoria su come stanno andando le cose.

    siamo ufficialmente in mano a poteri internazionali.

    new world order basically.

    cosa possiamo fare a parte che far girare la voce?

    ammiro molto il tuo lavoro e quello che fai per l’italia.

    much respect

    🙂

  • purtroppo gli italiani sbagliano da troppo tempo, non sanno governarsi…. sarà giunto il momento di togliergli un diritto del quale non sanno proprio godere…

  • Gentile Signor Byoblu,

    ho ascoltato il suo video “il golpe globale” e mi sono molto meravigliata quando ha citato la frase della cancelliera Merkel “Nessuno può considerare garantiti altri 50 anni di pace in Europa”. La trovo una frase molto forte e mi sembra strano non averla sentita o letta sui giornali. Vivo in Germania e ho fatto una ricerca ma non sono riuscita a trovare la fonte. Me la potrebbe gentilmente inviare? La ringrazio e la saluto cordialmente.

     

     

  • La globalizzazione, tramite l’intervento “occulto” (aggettivo che calza a pennello) della finanza internazionale e con le dinamiche che vengono spiegate e denunciate molto bene nel video, è oggi la forma attraverso la quale il capitalismo del terzo millennio esercita il suo potere.

    La teoria secondo cui la “cupola” della finanza internazionale mirerebbe a limitare l’eccesso di democrazia è del tutto plausibile. Paradossalmente sembrerebbe perfino auspicabile in quanto male minore.

    L’alternativa infatti alla limitazione dell’ eccesso di democrazia operato dalla finanza internazionale, sarebbe la piena sovranità del popolo e quindi  il libero operare di governi democraticamente eletti. Ma la piena sovranità popolare comporterebbe il rischio dell’affermarsi di qualsiasi governo democraticamente eletto dalla maggioranza, quindi anche governi  di segno autoritario. Vale la pena ricordare che nel secolo scorso, ma anche in anni recenti, molti governi che poi sfociarono in brutali dittature e in sanguinose tirannie (di destra o di sinistra), nacquero in seguito a libere elezioni e con il sostegno della maggioranza del popolo.

    La storia politica moderna dimostra quindi che l’esercizio della piena sovranità popolare non garantisce sempre e comunque democrazia, pace e benessere. Spesso purtroppo determina l’esatto contrario.

    Il paradosso a questo punto è proprio nelle parole della Merkel citate nel video e indicate, come una sorta di minaccia: “Se cade l’euro cade l’Europa…”, con conseguenti possibili conflitti dagli esiti imprevedibili.

    Più che una minaccia sembrerebbe la constatazione di una tragica realtà: l’unica alternativa all’ eccesso di democrazia, con tutti i rischi che da tale eccesso potrebbero derivare (governi autoritari, disordine sociale, guerre ecc.), sembrerebbe essere una democrazia controllata da organismi supernazionali di natura economica e finanziaria (ad es.la grande triade di cui si parla nel video).

    Ma ridimensionare il mito tutto moderno della “democrazia diretta” come il miglior sistema politico possibile non significa certo legittimare o giustificare l’operato della grande finanza e le sue trame più o meno occulte.

    Significa semmai prendere consapevolmente ma serenamente coscienza che, in questa epoca, la partita si gioca principalmente tra due poteri: il potere del globalismo mondiale dominato dalla finanza internazionale (in grado di mantenere una relativa pace fondata sul consumismo più sfrenato) da un lato;  e, dall’altro lato, un potere circoscritto a singole aree nazionali o geopolitiche omogenee, fondato inizialmente sul consenso popolare, magari con libere elezioni, ma destinato inevitabilmente a cadere dopo breve tempo o per implosione interna o per esplosione in seguito a conflitti tra aree e/o nazioni diverse in lotta tra loro.

    Il primo tipo di potere, previo il sacrificio delle nazioni e degli individui più deboli, sembrerebbe garantire una pace più duratura (quella che ora stiamo vivendo); il secondo tipo di potere, oggi limitato ad alcune nazioni e aree del mondo e in qualche modo tenuto per ora sotto controllo dalle nazioni occidentali che seguono il modello dominato dalla grande finanza (vedi le recenti “rivoluzioni” arabe o il caso Libia), una volta uscito fuori controllo determinerebbe il rischio paventato dalla Merkel: cioè l’esplosione di conflitti sempre più pericolosi a livello mondiale (un nuovo Hitler potrebbe nascere ovunque).

    A questo punto cosa fare?

    Non credo che esistano ricette politiche. Le tragedie del secolo scorso hanno dimostrato che le ideologie non sono state in grado di creare un mondo privo di ingiustizie.

    Se lo stato attuale delle cose può essere compreso attraverso una presa di coscienza individuale (ma anche collettiva), è nella propria coscienza individuale (e collettiva) che bisogna operare una radicale rivoluzione.

    Agire secondo coscienza, operare il bene, essere radicalmente onesti verso se stessi (e quindi verso gli altri), rifiutare ogni forma di violenza, optare per la sobrietà…cercare la Verità (per i credenti sarà Dio per i  non credenti avrà un altro nome ma in entrambi i casi sarà riconoscibile come Vera per il fatto di  presentarsi con caratteri oggettivi, trascendenti…metafisici).

    Un compito arduo certamente; una meta non raggiungibile, se non in modo aleatorio, attraverso la scorciatoia dei referendum popolari o della sovranità popolare, tantomeno nascondendosi dietro il mito illuminista del progresso assoluto o nell’illusione di una libertà individuale portata agli estremi che altro non è che  individualismo esasperato, puro egoismo individuale e sociale. Non raggiungibile nemmeno, come qualcuno subdolamente vorrebbe farci credere, attraverso l’uso della ragione individuale , semmai la principale responsabile dello stato attuale delle cose.

    In realtà una meta forse non totalmente conseguibile in questo mondo, ma che vale la pena di cercare. Una meta a cui tendere con i mezzi che le grandi religioni, quelle tradizionali perché oggettivamente vere, ci hanno consegnato nei secoli ma di cui l’uomo ha fatto spesso un uso scorretto magari per i propri interessi.

    Allora la grande scommessa per l’uomo del terzo millennio è quella di ristabilire un ordine che non è né l’ordine “democratico” delle grandi multinazionali né tantomeno quello della egoistica ragione individuale (riferito al singolo individuo o alla singola nazione) fondato su un concetto di libertà illimitata …ma l’ordine naturale ed oggettivo delle cose che l’uomo ha infranto in un’epoca lontana illudendosi di essere padrone e signore del mondo.

     

  • ho una domanda da profano dell’economia..

    Si diceva che l’ingresso di Monti avrebbe fatto calare lo spread, riconquistando la fiducia nei mercati perchè è garanzia della realizzazione di manovra che politicamente non potrebbero essere varate?

    Ma è una presa in giro?

    Ora.. il parlamento è rimasto il medesimo (i governi tecnici non sono previsti dalla costituzione..). I flussi di maggioranza per cui non sono cambiati, bisogna sempre convincere gli stessi che non vogliono prendersi la responsabilità di farlo..

    Detto questo..

    Lo spread, per quanto poco so, è il differenziale che c’è tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi.. più sale più i titoli di stato italiani non sono affidabili (per far un esempio se i titoli tedeschi son al 7% mentre quelli italiani al 3% lo spread è di 400 punti..)
    Per cui lo spread è una misura inversamente proporzionale all’affidabilità del titolo, più è grande più il titolo è inaffidabile.. giusto?
    Ma l’affidabilità dei titolo viene ufficialmente segnalata con l’indice alfabetico delle agenzie di rating (la famosa tripla A e a scendere..).
    Le agenzie di rating sono agenzie private.. quindi con interessi trasversali che possono venir indirizzati (esempio clamoroso è il fallimento di Lehman brothers che solo una settimana prima del crollo veniva giudicata affidabile).

    A questo punto, volevo chiedere se qualcuno può aiutarmi a capire.. è sicuramente un andamento ciclico.. ma in tutto ciò è l’andamento borsistico che determina il rating.. o è il rating (quindi quel valore arbitrario che viene assegnato all’affidabilità) a determinare l’andamento borsistico?

    Perchè mi par di ricordare, che solo facendo trapelare la notizia che gli Usa avevano perso la tripla A, ci fu una corsa alla vendita ai titoli di Stato.. e proprio oggi si titola:

    Non aiuta di certo l’uscita dell’agenzia Bloomberg, verso le due del pomeriggio, che cita dati di Moody’s Analytics. “Anche se l’Italia ha un rating ufficiale pari ad A2, in realtà il debito italiano viene percepito come junk (spazzatura), a un livello di rating più basso, pari a Ba2”.

    Alla luce di questo.. se la risposta fosse per caso, le agenzie di rating hanno un potere che non dovrebbero avere capace di indirizzare l’andamento borsistico e la crescita dello spread.. che governi Monti, Berlusconi o Pincopallino.. sempre che le agenzie di rating non siano equamente delle agenzie senza secondi fini e chiaramente non di parte (ma ci crede qualcuno?).. che differenza dovrebbe fare chi c’è al governo?

    E detto questo, un governo tecnico non è nemmeno previsto dalla costituzione.. per cui, perchè al posto di votare subito così che i cittadini possano eleggere il proprio rappresentante, hanno imposto un “tecnico” della Goldman Sachs?

    Mi indicate le falle del ragionamento? Thanks

  • Amici Italiani,

    Ho letto questo articolo e veramente mi son rimasto più perplesso. Indignato e disperato a dir la verità.

    Pensavo che queste cose potessero succedere soltanto a mio paese o altri simili, un paese piccolo ma di grande importanza strategica da far gola ai potenti del mondo, non soltanto con una economia distrutta ma –quel che è più spaventoso- con produttività quasi anullata.

    Analisi sul interferenza del fattore straniero per noi è parte della nostra storia recente. È sempre stato così, fin dalla nascita dello stato moderno quando le grandi potenze del tempo stabilirono la dinastia bavarese con re Otto e poi quella dei Glücksburg con re Georgio per creare un protettorato. La sovranità sulla nostra ‘‘democrazia’’ oggi è detenuta da USA in concordanza con EU.

    E cosa vengo oggi a scoprire?

    Che l’ Italia, forse anche la Spagna e chi sa quanti, si trovano come noi esattamente nella stessa miserabile posizione, sotto l’ assoluto controllo della stessa oligarchia inernazionale che si nasconde nelle ombre?

    Almeno io credevo finora che l’ Italia facesse parte degli potenti del mondo! Ai convegni dei G7 o G20 cosa ci va a fare, a fargli il caffè?

    Dio, è spaventoso a pensarci! Papademos e Monti primi flauti ad eseguire la sinfonia della globalizzazione sotto la direzione dei capo banda RockfellerRothchild! Semplice caporale il primo, capo-sergente il secondo in un esercito di ‘disposti’ al commando dei nuovi imperatori!

    Che ne è stata del’ Italia che conoscevo io? L’ Italia di Mattei, delle lotte politiche e sociali, del cinema politico degli anni 50-70, della fermentazione ideologica e culturale? Della tradizione democratica in fine che  percorreva proprio le vene del popolo italiano? Avete ceduto alla ‘modernizzazione’ mimetica e al frivolo consumismo  come noi, a far da rimedio al Andreotti-smo e al Craxi-smo?

    Da noi, per forza di trovarsi fino al naso nella merda, ognuno si sente di riflettere e riorientarsi e si stano facendo molte considerazioni non soltanto ai problemi e alle responsabilità nazionali ma nello stesso tempo si cercano i legami e il coinvolgimento delle ‘‘istituzioni’’ internazionali o addiritura sovranazionali, sia in scena che nascoste. Cercando a concepire e ad approfondire il mondo odierno in cui ci troviamo e direi che mi meraviglio ormai  a scoprire quanto grande sia il numero della popolazione in riflessione e che, in conversazioni con gente semplice, sia una piacevole sorpresa a constatare quanto sappia. In attesa di una componente comune, speriamo al più presto.

    Sappiamo però bene che siamo pochisssimi e debolissimi. E che stiamo facendo parte di un esperimento che poi diventerrà pratica comune per tutto il mondo.

    Non so in Italia quanto siano diffusi dibattiti e problematica del genere. Mi auguro che siate più avanti e più forti di noi.

    Perchè le nostre speranze di soppravivenza come esseri dignitosi devono per forza basarsi su quello che  voi, prima di tutto, insieme con tutti i paesi meditarranei che subiscono questo  attacco, non soltanto economico ma per il più culturale, potrette tirar avanti. Cercando alleanze nei popoli più grandi e più forti che speriamo di opporsi con determinazione a quanto sia stato organizzato sulle nostre sorti comuni.

    Vedete come le maschere son cadute. Non più burattini dei banchieri, ma gli banchieri stessi a capo dei nostri governi! Certamente al di fuori di procedimenti elettorali anche se notoriamente  ‘‘previsti’’ da manipolazioni di propaganda, menefregandosi   anche di ogni pretesa democratica.

    Staremo a guardare? Spreccheremo tutta la nostra attività in inuttili pettegolezzi sul come e sul chi?

    È il momento delle grandi risposte. Di dire un grande ‘’NO SIGNOR, NO!’’

     Jannis Chondroiannis

    Corfu, Crecia

  • grillo si e’ reso conto o gli hanno fatto presente che se vincesse le elezioni non saprebbe cosa fare perche’ un conto e’ parlare ed un conto e’ agire.

    lui ha capito quello che gli hanno suggerito ed ora inizia a fare il ” matto” espellendo persone, dicendo frasi alla berlusconi ecc

    non tocca piu’ argomenti come signoraggio, debito pubblico ecc dice cose che anchio direi ma non ha ne uomini ne mezzi per portare avanti il cambimento.

    cosi vuole ridimensionare il possibile risultato al fine di risultare solo una forza di ” opposizione”che potra’ solamente denunciare quello che succedera’ nel parlamento e governo.

    credo che questo sia poco perche’ si sa gia’cosa succede la dentro.

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