La grande bisca clandestina dello spread

Vi raccontano che lo spread è sceso perché Monti ha fatto il Decreto Salva Italia. E’ l’altro lato della medaglia di quel “FATE PRESTO!” di soleventiquattroriana memoria. Lo spread sale? Fate presto: ci vuole Monti. Monti fa il decreto lacrime (per loro) e sangue (per noi)? Doveva farlo! Infatti guardate: lo spread scende. Che sollievo! Il nuovo dio irascibile e vendicativo che terrorizza milioni di nuovi adepti occidentali si è calmato. I sacrifici umani lo hanno placato. Non importa che le cavallette abbiano preteso in cambio tutto il raccolto di un intero anno.
Sembra “Z la formica“, e invece siamo noi. Certo, si potevano prendere i soldi in mille modi diversi (vedi proposte del mio sondaggio di ieri su Facebook). Certo, ogni anno avremo qualche migliaio di euro in meno a famiglia. Però, però… hey… lo spread è sceso! Allora abbiamo fatto bene, vedi? Bisognava fare così! I mercati sono il nuovo Parlamento e gli speculatori ne sono i deputati. Naturalmente non hanno nessuna legittimazione democratica. Tanto per cambiare. Questione considerata ormai noiosa dai servitori del potere, di qualunque colore esso sia, come a suo tempo gli stessi lugubri figuri consideravano il problema del conflitto di interessi.
Quello che non vi raccontano è che lo spread non è sceso in conseguenza della conferenza stampa di presentazione del Decreto, avvenuta domenica 4 dicembre, ma in conseguenza di un articolo che per pura coincidenza è apparso sul Sunday Times il 3 dicembre (*). Il giorno prima. Un articolo curioso, in cui si riportava che la BCE di Mario Draghi è pronta a infondere mille miliardi di euro nei mercati dei titoli di stato dei paesi in crisi. Italia in prima linea.
Ora, chiunque immagina anche solo vagamente come funziona il giro, sa che il mercato secondario dei titoli di stato, ovvero il luogo ove la speculazione internazionale si scambia le aspettative e il futuro dei popoli come se fossero figurine di un album di calciatori, vende e compra a prezzi nominali che dipendono dal rischio del titolo oggetto dello scambio. Se gli scommettitori ritengono che un certo titolo sia oggi più rischioso di ieri, vende. Chi lo compra lo paga meno del suo valore nominale, il che determina la conseguenza che (siccome alla fine il titolo verrà comunque rimborsato dalla Stato, al valore originario concordato comprensivo dell’interesse stabilito alla sua emissione) i rendimenti salgono. Per farla breve: se un titolo alla sua scadenza verrà rimborsato a 100, essendo stato emesso ad un valore di 80, se viene scambiato correntemente a 70 perché considerato rischioso, questo significa che renderà di più dei 20 previsti all’origine: chi lo compra a 70 ci guadagnerà 30. Per questo si dice che se i rendimenti salgono, il valore dei titoli scende.
Cosa succede se Il Sunday Times diffonde la notizia che Draghi sta per investire mille miliardi di euro in titoli di stato dei paesi dell’Eurozona in crisi? Succede che gli speculatori sanno che la BCE acquisterà centinaia di miliardi di titoli di stato italiani. Dunque l’Italia sarà in grado di onorare i suoi debiti per lungo tempo a venire, dunque i suoi titoli scambiati sul mercato secondario (le figurine dei calciatori) sono meno rischiose, anzi rappresentano un investimento sicuro. Dunque tendono ad essere acquistate e il loro valore sale mentre scendono i rendimenti. E siccome lo spread è la differenza di rendimento fra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi di pari caratteristiche, lo spread come per magia scende.
Ricapitolando: la BCE chiede certe misure all’Italia. Manda Mario Monti a realizzarle e, per convincere l’opinione pubblica che è giusto accettare la manovra lacrime e sangue imposta dall’Eurotower, fa in modo che trapelino indiscrezioni circa un’infusione di mille miliardi proprio in concomitanza con la presentazione del Decreto del professore. Goldman Sachs, dove Monti e Draghi sono di casa, fa la sua parte emettendo un comunicato in cui dice che “in questo momento l’investimento nei titoli di stato italiani è estremamente interessante“. Lo spread scende e i giornali specializzati nell’addomesticare le famose masse in apnea possono uscire con i loro bei titoloni di compiacimento. La casalinga di Voghera, finalmente, accetta di buon grado di arretrare alla seconda settimana del mese il momento in cui per fare la spesa smette di scegliere tra gli scaffali dei supermercati e inizia a frugare tra i bidoni dell’immondizia.
Questo modo di fare economia sulla pelle dei popoli deve essere considerato illegale esattamente come lo è una bisca clandestina. Le sue dimensioni spropositate e il fatto che non eserciti in un retrobottega ma dentro a sontuosi grattacieli di decine e decine di piani non sposta i termini del problema: c’è gente che punta sulla vita dei popoli e poi manda anche estorsori in giacca e cravatta a spezzare loro le gambe.
Perché lo fanno? Perché vogliono costruire una nuova unione politica, economica e fiscale europea e, per definizione, serve l’istituzione di uno stato di crisi per svendere i singoli pezzettini di sovranità. Questo è ufficialmente l’obiettivo di Mario Monti in quanto rappresentante dell’area europea della Commissione Trilaterale. Questo è anche l’obiettivo del Council of Foreign Relations, un altro think thank di David Rockerfeller, come la Trilaterale, di cui fa parte un certo Rupert Murdoch. Quello di News Corporation. Quella di News International. Quella di Times Newspapers Ltd. Quella del Sunday Times.


(*) l’articolo originale del Sunday Times è disponibile online ma dietro pagamento di un corrispettivo a titolo di abbonamento, per cui linkarlo non ha senso.

22 commenti

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  • Mi permetto di fare un semplice ragionamento: i grandi padroni del mondo, si sa, sono le grandi multinazionali. Ebbene, credo che la maniera migliore per far si che si comportino in maniera più possibile etica sia… diventarne soci!

    Infatti da soci si può partecipare alle assemblee decisionali e votare. Naturalmente da soli ben poco si può fare, ma associandosi a chi fa questa cosa in maniera organizzata… si ottengono ottimi risultati.

    Quanto sopra non è per niente una mia idea, è una tecnica di azione chiamata “Azionariato attivo” che viene portata avanti da molti anni da diverse organizzazioni in tutto il mondo, e secondo me è un piccolo-grande uovo di Colombo.

    esorto tutti ad informarsi e possibilmente unirsi… http://giannigirotto.wordpress.com/finanza-etica/

  • Bravo Messora, bell’articolo che apre e chiude il cerchio. Il ragionamento fila ed ovviamente non ci si può mettere le mani sugli occhi no? Abitiamo in Italia e sappiamo come funziona la Mafia di tutte le cose. Quel che mi rammarica è sentire Lerner (ad esempio eh) che nelle sue trasmissioni, appena qualcuno accenna ad argomenti più “loschi”, dice: “qui all’infedele sono vietate le teorie complottiste”. Cosa? ma questi non sono complotti… sono sotto gli occhi di tutti!

    Saluti

    Fabio

  • Al post di Byo aggiungo che Van Rompuy ha proposto di togliere il diritto di voto ai popoli appartenenti a Stati che non rispettano i criteri del debito…

    Per favore, ascoltate e/o riascoltate e diffondete questo discorso di Robert Kennedy:

    http://www.youtube.com/watch?v=Vr9l-cAN4x8&feature=related

    Con la scusa del debito stiamo divendando viepiù schiavi della finanza; ma la finanza non era nata solo per servire il settore secondario?

    E poi: vi siete accorti che adesso non si parla più di ecologia, sviluppo sostenibile etc. etc.?

    Hanno preso due piccioni con una fava!

  • Che sia in atto una guerra economica e finanziaria è chiaro a tutti, così come chiaro a tutti è il fatto che si stanno usando tutti i mezzi, leciti e illeciti.

    Fai bene Claudio a mettere in evidenza quelle che con tutta probabilità sono mosse di una guerra non dichiarata, meno chiaro ed evidente è l’obiettivo che queste mosse perseguono.

    Perché accanto a quello che hai citato, ci sono anche le mosse che gioca l’america per cercare di affossare l’euro che è un pericolosissimo concorrente del dollaro come possibile attrattore di investimenti.

    E’ di ieri se non ricordo male l’annuncio della standard e poor di mettere sotto osservazione praticamente tutti i paesi dell’area euro, con la prospettiva di declassare anche le economie di francia e germania. Ma fa molto scalpore che non abbia fatto lo stesso per Stati Uniti e Inghilterra che hanno debiti e tassi di crescita del debito molto più alti.

    Quindi e mosse della banca europea vanno anche viste in un’ottica di questa guerra non dichiarata che mette di fronte due scelte contrapposte: la prima quella europea che prova in tutto e per tutto a non continuare un meccanismo perverso che è l’emissione di moneta a coprire il debito, cosa che invece continua senza ritegno negli stati uniti e nel regno unito.

    Il problema è che continuare nell’emissione di moneta in un mondo che non offre prospettiva di crescita non è più una garanzia di pagamento del debito come era prima, ma al contrario la garanzia che il debito non verrà più pagato, oltre ad un meccanismo perverso di travaso finanziario dal basso verso l’alto.

    Il dollaro ha un bisogno insostituibile di attrarre investimenti dall’estero, pena un’inflazione incontrollabile, con tutto quello che ne consegue.

    Secondo me non sanno più come uscirne, il sistema finanziario così come lo hanno costruito funziona solo se c’è una robusta crescita… crescita che non ci sarà più, o almeno non robusta e non per periodi lunghi di tempo.

    • Veramente io parlavo del meccanismo finanziario dell’indebitamento che presuppone una crescita indefinita, non dell’euro.

      Lo stato può riuscire a pagare gli interessi e rifinanziare il debito solo fin quando la cifra ha un valore accettabile, perché questo avvenisse il meccanismo era aumentare la produzione (crescere) e inflazionare la moneta, stampandone di più se necessario.

      Nel momento in cui questa crescita viene meno si entra in un meccanismo perverso nel quale non poso svalutare il debito con l’inflazionee quindi il debito cresce in proporzione troppo rispetto a quelle che sono le spese dello stato. Questo, in unione con il fatto che le persone diventano più povere, rende insopportabile il peso del debito.

      E’ il vaso di pandora, che rischia di far crollare il dollaro da un lato e l’euro dall’altro. Ma cambiare moneta non servirà, perché il problema si riproporrebbe tal quale.

      Quale sia la via d’uscita io non lo so… ma il problema è che non lo sanno neppure i più grossi economisti.

  • Peccato ke l’italia resti coi suoi milleottocentoerotti miliardi di euro di buffi il terzo paese al mondo per valore assoluto del debito pubblico ovvero per cambiali firmate per conto del popolo dai suoi rappresentanti legittimamente eletti.Si specula sui fessi indebitati fino al collo, nessuno specula sulle persone serie.Il fatto ke gli italioti abbiano firmato cambiali indebitandosi in solido per decenni per permettersi sperperi pubblici e pensionati baby ora da i suoi frutti velenosi.È ora di definire questo male. Si chiama generazione buffi, quella dei nati tra il 35 ed il 55 ke per poco hanno venduto il futuro di figli, nipoti e pronipoti.Ognuno ha quel che si merita.Facciamo qualcosa di serio? Togliamo a chi è andato in pensione prima dei 65 anni o con meno di 40 anni di contributi reali (gli scivolamenti non devono far parte del computi) il diritto di voto per la camera dei deputati.Gente che non ha mai fatto un bip nella vita non può essere rappresentata al pari di chi si è fatto il bip per decenni.

  • Chi ha orecchie per intendere intenda!!!

    E’ così difficile capirlo?!?!?!

    Qualcuno mi spiega cosa vuol dire CRESCITA in un paese in cui le aziende CHIUDONO a causa della DELOCALIZZAZIONE e della CONCORRENZA SLEALE dei nostri “amici” con gli occhi a mandorla?

    Resistono solo le aziende tecnologiche che lavorano con l’estero, e le altre? 

    I nostri bravi professori e supermanager stanno cercando di mettere a posto i conti dello stato (e delle banche) senza intervenire in questo argomento .

    Si dira’: non avevano tempo.

    Pero’ il tempo di mettere due  norme a favore delle banche quello l’ hanno trovato, vero?

    In piu non si venga  a dire che aumentare l’orario di apertura dei negozi e’ crescita, oppure la liberalizzazione dei farmaci e’ crescita, sì per i SUPERMERCATI lo e’ ma per il tessuto sociale italiano fatto dai medi, piccoli e piccolissimi cos’e’?

    Gia’, ecco il punto: siamo gli unici in Europa ad avere questo sistema e quindi bisogna STRAVOLGERLO…d’altronde sono TUTTI EVASORI!!!

    MEDITATE GENTE MEDITATE…

  • E’ incredibile quanto siamo inermi noi masse di fronte a questi pochi criminali. molte teste dovrebbero pur funzionare meglio di poche! Eppure nemmeno le facoltà intellettive più alte potranno salvarci, perchè la mancanza di coesione fra di noi è abissale. Questo ostacolo non si può superare perchè ci sarebbe da infrangere le leggi dell’universo.

  • Mi permetto di sottolineare che in realtà, buona parte della riduzione dello spread, non è stato dovuto all’effetto monti in se, ma semplicemente al fatto che i tassi di interesse dei BUND tedeschi sono aumentati. Se aumenta la base, diminuisce lo spread che su di essa è misurato.

    Prova ne è che in TUTTI gli altri paesi dell’area euro lo spread si è abbassato in egual misura, ed escludo che Monti sia così superpotente da avere effetti anche in Spagna, Francia, Portogallo, etc.etc.

    In economia, spesso vediamo quello che vogliamo vedere, come quando piove e diamo la colpa al dio di turno adirato con noi mortali.

     

  • La soluzione, è tornare con i piedi per terra, di cosa significa economia reale, ossia il lavoro. Il destino del popolo, và impostato sul lavoro, come recita anche la Costituzione.

    Che si voglia invece, rapportarlo allo spread, è invece mostruoso, perchè lo spread rappresenta l’attività di una parte di cittadini, ossia di chi specula con i titoli. Attività che può essere legittima, ma che non deve determinare l’andamento generale dell’economia e della politica.

    Sarebbe come se facessimo dipendere il futuro economico del paese, dalle vittorie della Ferrari, che per quanto siano opportune, non possono influire sul benessere della vita delle persone, conquistato con il proprio lavoro.

    Uscire dallo spread, significa uscire dalla logica degli interessi di una categoria, assunta come rappresentante del popolo. Questi giocano a bingo, un giorno vincono ed un altro perdono. Ed i fessi li rincorrono. Altro che economisti  professori, o sono degli ignorantoni, oppure sono in malafede, l’ipotesi più verosimile, conoscendo la natura umana.

    Perciò aggiungo che lo spread, come l’andamento delle borse, è spinto dai gruppi trilateratensi, che di soldi, di banche e di titoli, ne hanno da comprare e da vendere, secondo ciò che è opportuno far credere per influenzare i governi, l’Europa ed il mondo.

    Quindi il debito.

    Domanda: secondo voi l’indebitato deve sempre costantemente, incessantemente, eternamente assecondare il debitore, oppure non sarebbe più intelligente, che difendesse i propri interessi, la propria vita ed il proprio lavoro.

    In fin dei conti, in una logica utilitaristica, è l’indebitato che necessita di denaro, non certo il debitore, che come ben sappiamo ne ha più che a sufficienza e quindi può benissimo aspettare.

    Il debito come ho già scritto è fisiologico per l’era moderna e per lo sviluppo, tant’è che dura da oltre un secolo e nonostante questo, ANZI PROPRIO PER QUESTO, siamo diventati una nazione tra le più prospere del pianeta.

    Dicevo economia reale che ci riguarda, ossia il lavoro che deve essere tutelato e difeso a vari livelli.

    Il primo, come ho già detto, è bloccare l’invadenza cinese, subito. SUBITO.

    Le nostre aziende hanno chiuso soprattutto per questo, anche per loro stessa coglionaggine: prima hanno contattato la produzione cinese, per avere i prodotti a prezzi bassi e rivenderli come se li avessero fabbricati in Italia e quindi farci una super cresta come semplici importatori. Non immaginando che gli irrefrenabili cinesi avrebbero copiato i modelli e li avrebbero messi sul mercato italiano e globale, mettendo in ginocchio le aziende di tutti i settori.

     

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