Se la crisi ammazza il sesso

Avete ancora in mente l’immagine dell’italiano latin lover? Ricodificate. Tra i dati emersi dall’indagine del Censis circa le cose “che davvero contano”, la famiglia, la libertà e l’amicizia tornano a farla da padrone, mentre la sessualità “conta davvero” solo per 36 persone su 100. Un terzo. Troppo poco per continuare ad ambire alla palma d’oro del paese più focoso e appassionato.
In compenso è molto istruttivo notare come i temi imposti dai media influenzino la nostra percezione della realtà. I meno imberbi tra di voi ricorderanno certamente come nel ventennio berlusconiano le nostre preoccupazioni gravitassero tutte intorno alla violenza, alla criminalità, agli stupri, all’immigrazione e al terrorismo. Non passava giorno che bande di delinquenti, generalmente provenienti dall’Europa dell’est, non irrompessero in qualche villa privata seminando morte e distruzione. Non c’era edizione di giornale che non riportasse dell’ennesimo caso di stupro, consumato quasi sempre da un rom. I barconi degli immigrati riempivano tutte le prime pagine e la minaccia del terrorismo islamico incombeva sulle nostre teste inducendo spesso i cittadini a disertare le linee della metropolitana, le manifestazioni, i viaggi verso gli Stati Uniti o l’Inghilterra, nonché ad accettare misure restrittive impensabili fino a poco prima.


Oggi tutta questa apprensione è svanita nel nulla. Cosa è successo? Forse che le rapine siano passate di moda? I Rom hanno smesso di importunare le fanciulle? I nord africani hanno smesso di arrivare e i terroristi, impietositi dallo stato di prostrazione dell’economia mondiale, hanno deciso di non minacciare più l’occidente degli infedeli?
Molto più semplicemente, l’agenda degli organi di informazione è cambiata. Nella società del Divide et Impera un nemico ci vuole sempre, per carità, solo che oggi quel nemico è la crisi. In sintonia con l’entourage di quelli che io chiamo fabbricatori di ansia, stipendiati dalle organizzazioni di news, questi sono i nuovi spauracchi che oggi infestano i nostri peggiori incubi e ci impediscono di vivere una vita serena.

 Tutt’a un tratto, come potete vedere, le nostre città non sono più neppure inquinate. Anzi: i dottori, ai bambini con difficoltà respiratorie, prescrivono una bella boccata di biossido di piombo da assumersi due volte al giorno nelle arterie cittadine, rigorosamente durante le ore di punta. Solo 23 persone su 100 sono ancora preoccupate per l’immigrazione e meno ancora (appena tre) sono quelle spaventate dal terrorismo.

In compenso, oggi gli italiani si eccitano per lo spread. Che Monti si avvii a diventare l’ideale sostituto di Rocco Siffredi nell’immaginario della casalinga di Voghera? Forse… Per adesso ha iniziato col farci un bot così a tutti.

18 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • L’inquinamento al 9% è desolante ma non mi stupisce.

    Sarei curioso di sapere quanto gli italiani sono spaventati dal fiscal compact, ma credo che sia non rilevabile a occhio nudo.

  • E ci credo che gli italiani fanno meno sesso. Stanno incollati alla televisione!

    Le stragi di stato, l’inquinamento  e la distruzione dell’ambiente, locale, nazionale e mondiale restano fuori dalle notizie, ma ci sono.

    I trascorsi di Monti e i suoi piani di unire Europa “per favorire le multinazionali statiunitensi” esistono, ma chi lo sa?

    Arriva la primavera, si accorgano i nostri ormoni, ma le nostre menti rimangono obnubilate. E non sappiamo neppure che cosa vogliamo, perché ci sentiamo così inquieti.

    Meglio prendere un ansiolitico e dormirci sopra senza sogni, senza sesso.

    Domani è un altro giorno. Di spread.

  • Da sempre si sa che “il sesso non vuole pensieri” (c’è anche la versione più esplicita e volgare).

    E noi ne abbiamo troppi, sempre di più…

    Qui si scrive, giustamente, che i media sono “fabbricatori di ansia” e chi ha letto libri tipo “Reality Transurfing” o quelli di David icke sa che la cosa ha uno scopo e delle conseguenze ben precise.

    Tuttavia, le approfondite analisi della situazione che si leggono su questo blog producono anch’esse sgomento e sconforto…

    • Anche il libro che hai letto produce sconforto allora… Tutt’è come vedi il bicchiere… quando leggi denuncie del genere puoi dirti: “ecco un altra triste realtà del nostro paese”, oppure puoi dirti: “ecco un altra persona che combatte questa triste realtà” !

    • Oddio, David Icke no! Attenta! Capisco che bisogna informarsi ma facendolo nel modo giusto, con argomentazioni precise, fonti da poter riscontrare. David Icke è quello che dice che siamo controllati dai rettiliani. Si chiama complottista proprio perchè le sue teorie combinano elementi illogici con la mancanza di prove. Ti consiglio di vedere questo: http://www.youtube.com/watch?v=yQ0xKb3u6xU Rende l’idea di come diffidare delle cavolate della rete!!!

       “Bisogna avere la mente aperta, ma non troppo da poter permettere al cervello di uscire fuori” cit. !! 

    • Scusate l’off topic:

      Incuriosito dal video lo apro sul tubo e me lo guardo. Ottima teoria, appare chiaro che il tipo “sà” ad esempio che il riscaldamento globale è un dramma reale.

      Qualche minuto e mi viene in mente un articolo che avevo letto giorni fa. Riporta una notizia del 2010, questa:

      http://pensaterosa.wordpress.com/2010/03/10/riporto-una-email-ricevuta-da-carlo-cassoli-condividendone-il-contenuto/

      Forse i rettiliani e gli alieni non esisteranno ma cercando di applicare la teoria esposta nel video direi che anche il tizio si è dimenticato qualcosa. Insomma, mettici le teorie o i dati che vuoi ma se le informazioni su cui basi tutto alla fine sono tarocche bè, forse andrebbe rigirato pure il filmato.. 🙂

      Chissà perchè questa notizia non s’è letta praticamente da nessuna parte, questo si che sarebbe da chiedersi.

      Ricollegandomi a cosa scrivi:

      Si chiama complottista proprio perchè le sue teorie combinano elementi illogici con la mancanza di prove.

      E se le prove su cui ci basiamo sono tarocche, chi ci salva ?! 😛

      PS: vi ricordo che tante persone pensano che Claudio sia complottista per quel che scrive, andiamo bene..

    • E se le prove su cui ci basiamo sono tarocche, chi ci salva ?! 😛

       

      Hai perfettamente ragione!!  Il difficile è proprio quello: non inciampare in prove fasulle. Però guarda il caso dell’HIV… alla fine la verità è uscita fuori proprio smontando le fonti e i dati da cui è nato il tutto!! 🙂 Ciao

  •  L’ennesima prova sulla capacità dei mass media a manipolare e focalizzare le paure del popolo !

    bisogna tenersi sempre disinfettati, tenendoci sempre ben informati.

  • Oddio… credo che anche tra Monti e Rocco ci sia uno spread (Monti per voler cosi male alla gente ce lo deve avere molto più piccolo, ma tanto… il valore dello spread intendo eh…)

  • Mi risulta che circa la metà dei matrimoni finisce in divorzio.

    Come si sposa questa cosa al dato del Censis? In un solo modo: la condizione etica e legale della famiglia e del diritto che la regola, vanno a interagire con quello che è per la maggioranza delle persone la principale ragione di esistere, in maniera tale da costituire uno dei principali agenti di depressione collettiva e svuotamento del Senso del domani.

    Il fatto che molti considerino la famiglia il più prezioso dei beni è la prova di una guerra dissimulata del Sistema verso la famiglia stessa.

     

  • La crisi ammazza il sesso e quest’effetto diminuisce la percentuale delle nascite, insieme allo scoraggiamento generale nel formarsi una famiglia. Il sistema umanità si sta autoregolando autolimitandosi. Il problema del sovraffollamento su questo planetucolo è ingenuamente sottovalutato. Lo sviluppo economico e il benessere non potevano essere per sempre.

    Non troviamo volentieri il coraggio di parlare di questo che è un problema senza soluzione.

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi