Tira più un cazzotto di Delio Rossi che lo spread

 

La raccolta pubblicitaria dei quotidiani negli USA ha recentemente conosciuto un repentino tracollo verticale, tornando al livello degli anni ’50. La pubblicità si è spostata in rete. Lo stesso, più gradualmente e con il consueto ritardo, sta avvenendo in Italia. I giornali perdono copie a un ritmo vertiginoso. La tabella soprastante, basata sui dati Audipress pubblicati ieri, fotografa la variazione tra l’ultimo quadrimestre del 2011 e il primo trimestre 2012. Il Corriere perde 77mila lettori, Repubblica 12mila, La Stampa 96mila. Ad ogni rilevazione i quotidiani perdono ciascuno un bacino di utenza pari ad uno stadio di media o di elevata capacità.
La rete da un lato ne mina l’autorevolezza. Se prima le pubblicazioni cartacee, con le loro prestigiose firme, erano la sola fonte di informazione e potevano permettersi di stabilire quali notizie esaltare e quali relegare all’ultima pagina o addirittura dimenticare, oggi la libertà di condivisione consentita dai blog e dai social network mette a nudo la tendenza della stampa a stabilire cosa è bene e cosa è male sapere per i suoi lettori. La rete grida “Il Re è nudo” e non c’è più niente da fare. Il successo del Movimento Cinque Stelle, per esempio, è un fenomeno avvenuto nonostante la stampa, che ha cercato di ignorarlo o, quando non ha potuto fare diversamente, di demonizzarlo. Dall’altro lato, la facilità di diffusione della conoscenza e dei contenuti che è alla base della filosofia 2.0 rende le informazioni un bene che non è più proprietario. E’ sempre più difficile, quindi, “fare soldi” con le notizie, che finiscono per essere gratuitamente a disposizione di tutti. E’ un bene per la società e un male per quegli editori che non saranno sufficientemente veloci a inventarsi nuove strategie di successo che si armonizzino meglio con il funzionamento della rete. Del resto, non sono loro “quelli che il mercato”? Ecco, allora anche le nuove abitudini digitali devono essere considerate come dinamiche normali nel rapporto tra domanda e offerta. Chi non ce la farà senza i fondi pubblici, chiuderà come una qualsiasi altra azienda. Chi avrà invece compreso che deve finalmente mettersi al servizio esclusivo dei lettori, anticipando i tempi e innovando, avrà qualche chance.
Ma c’è un settore che in Italia non entra mai in crisi: il calcio. L’unico quotidiano, oltre al Sole24Ore (per evidenti motivi legati ai tempi), ad avere ampliato i suoi lettori è la Gazzetta dello Sport, in testa con oltre 4 milioni di lettori medi giornalieri. E’ la testimonianza del fatto che tira più un cazzotto di Delio Rossi che la mianccia dello spread.

12 commenti

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  • Come mai non sono calcolati quelli del FattoQuotidiano nel rapporto? dice “non calcolati” o “non pubblicati” … non c’è modo di saperli? ero curioso…

    Ad ogni modo ho visto un bellissimo spettacolo teatrale ultimamente che si chiudeva con una riflessione un po’ politica… spesso la vittoria dei Mondiali di calcio o il Calcio in se sono serviti per distogliere l’attenzione da eventi di portata molto pesante. In Italia funziona…  🙂

  • Caro Claudio, io purtroppo lo vado dicendo da molti anni.

    QUESTO è il problema.

    I vari B, D’Alema, Monti, Scilipoti non sono extraterrestri.

    Panem et circenses, gli imperatori romani avevano le idee chiare.

    E non è ancora cambiato nulla.

    Vedremo quando non si potrà più comprare il panem.

  • È vero e assurdo che Corriere, Repubblica, La Stampa etc., dalla mattina alla sera, tessano le lodi del liberismo più sfrenato pur rimanendo attaccati alla mammella dello Stato; anche a loro piace giocare facile.

    Sono una gran massa di ipocriti.

  • Incredibile,meno si leggono stronzate dai giornali,meno spazzatura televisiva più la gente si sveglia,secondo me sarebbe un’ottima terapia per tutti,ieri sera per esempio alla tv delle mezze verità,una testa di cavolo che non ricordo il nome che in risposta a chi contestava i prezzi della politica disse che quelli della politica erano una bazzecola perchè si parlava di milioni,mentre per la crisi si parla di miliardi,poveraccio avrei voluto fare una colletta per il suo partito,poi ho pensato,assassino!Con un milione col cavolo che la gente s’ammazza e avrebbe portato sviluppo invece di scaldare poltrone,e i finanziamenti poi,pardon rimborsi,ai quali si guardano bene dal rinunciare,ma che diavolo ne faranno mai di tanti soldi?Lo fanno per non offendere quelli che offrono con tanta generosità?Il cerchio continua a stringersi

  • Scusate se cambio di tema ma ho saputo che equitalia pignora le pensioni anche hai vecchi se hanno un piccolo debito scoperto,ma voglio dire questi politici che mangiano come porci e vivino sopra di un popolo ormai affamato come hanno il coraggio di fare soffrire anche dei poveri vecchietti?Non ho parole io credo che e’ gia ora di fermare l’italia tutto fermo pacificamente pero’ tutto fermo perche questi schifosi maiali mangiano quello che noi produciamo si vestono con i vestiti prodotti da noi con le macchine fatte dai nostri operai mentre loro non producono nulla in assoluto se non solamente sofferenza e miseria mi fanno schifo lo unico stimolo quando vedo un politico italiano e’ quello di sputargli in faccia, e poi dico quelli di equitalia che una lettera rovinano la vita di intere famiglie non ho parole,vergogna un milione di volte vergogna pero nulla dura per sempre anche i parassiti prima o pio finiscono il loro ciclo naturale di succhiare la vita della gente.

     

     

    • Ikkia chai troppo ragione!!! Meno male che c’e byo che si fa delle domande da delle risposte auguri a tutte le mamme grazie grazie grazie a tutti tranne che a bigalfry2 che non lo sopporto perche e supponente e inaccettabile grazie tutti gli altri utenti di byo sono invece delle ersone squisite belle e brave kalos kai agathos!!! Gioia! auguri a tutte le mamme

  • Mah c’è poco da meravigliarsi che la gazzetta sia piu’ letta degli altri quotidiani…il livello culturale  degli italiani negli ultimi anni è sicuramente diminuito invece di crescere….è + facile leggere (e pretendere di saperne) qualcosa sul calcio  che magari della situazione socio-politica-economica del proprio paese.

    E poi forse iun quotidiano sportivo è piu’ obbiettivo e coerente rispetto ad un quotidiano di parte (o non) che per vivere ha bisogno dei finanziamenti pubblici e quindi sicuramente meno pungente o piu’ accondiscendente con chi gli passa la pagnotta.

  • questo articolo sembra quasi la risposta a un mio post precedente. In effetti sbaglio a dire che mi manca un riferimento giornalistico del M5s. In giro, al bar, si trovano i soliti quotidiani di parte. In tivvù i soliti servizi, che quasi quasi neanche sky riesce a stare al passo coi tempi. Ma se una cosa mi interessa me la vado a cercare in giro per la rete per farmi una buona idea.

    Ormai è giunto il momento in cui l’autorevolezza della fonte non conta più. Anzi al contrario rende le notizie di parte, e perciò ne diminuisce il valore.

  • L’assenzxa di commenti è preoccupante: o troppo perfetto il post o poca conoscenza dell’argomento da parte degli utenti.. cerchiamo di fare un po’ di chiarezza…

    Intanto si dovrebbe fare distinzione tra giornali pubblici e quelli di partito, ok ok non facciamola perchè tanto non c’è alcuna differenza..

    Secondo poi, si dovrebbe analizzare quali siano questi giornali, ed eccovi l’ultima lista reperibile online risalente al 2010, poi il buio e molte notizie frammentarie o insabbiate:

    • Gruppo RCS (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport): 23 milioni e mezzo di euro
    • Sole 24 ore: 19.222.787 euro
    • Espresso-La Repubblica: 16.186.244 euro
    • Libero Quotidiano 7.794.367,53
    • L’Unità 6.377.209,80
    • Avvenire 6.174.758,70
    • Italia Oggi 5.263.728,72
    • Manifesto 4.352.698,75
    • Radio Radicale 4.153.452,00
    • La Padania  4.028.363,82
    • Liberazione – Giornale Comunista 3.947.796,54
    • Il Foglio 3.745.345,44
    • Cronaca Qui.it (Già Cronaca Più) 3.732.669,02
    • Europa 3.599.203,77
    • Nessuno Tv 3.594.846,30
    • Ecoradio 3.354.296,64
    • Conquiste Del Lavoro 3.346.922,70
    • Il Secolo D’Italia 2.959.948,01
    • Corriere Canadese 1 2.834.315,47
    • Cavalli e Corse 2.530.638,81
    • La Discussione 2.530.638,81
    • Il Riformista2.530.638,81
    • Roma 2.530.638,81
    • La Provincia Quotidiano 2.530.638,81
    • Corriere di Forli 2.530.638,81
    • Il Corriere Mercantile 2.530.638,81
    • L’Avanti! 12.530.638,81
    • La Voce Di Romagna 2.530.638,81
    • Il Cittadino 2.530.638,81
    • Linea 2.530.638,81
    • Oggi Gruppo Ed.le America Oggi 2.530.638,81
    • Rinascita 2.530.638,81
    • Il Globo 2.530.638,81
    • Giornale Nuovo Della Toscana 2.530.638,81
    • Notizie Verdi 2.510.957,71
    • Italia Democratica 1.476.783,76
    • Liberal 1.200.342,31
    • Il campanile Nuovo  1.150.919,75
    • La Rinascita Della sinistra 934.621,50
    • Stiftung Sudtiroler Volkspartei Zukunft In Sudtirol 650.081,04
    • Socialista Lab 472.036,97
    • Le Peuple Valdotain 301.325,06
    • Democrazia Cristiana 298.136,46
    • Il Denaro 2.459.799,42
    • Metropoli day2.024.511,05
    • L’Opinione Delle libertà 1.976.359,70
    • La Voce Repubblicana 624.111,76
    • Milano Metropoli 288.532,89
    • Aprile 206.317,47
    • Il Duemila (IL) 178.007,45
    • Cristiano Sociali News 57.717,93

    Quantri di voi hanno mai acquistato Europa o Il Globo? o anche solo li hanno mai sentiti nominare?

    Oltre la metà di questi giornali sono sconosciuti.. i motivi sono ovvii, il loro scopo è quello di fare cassa per i partiti.

    Serve anche sapere che, oltre a questi esistono anche i rimborsi per le spese documentabili e i contributi agli editori degli organi di partito.

    Così ci viene da chiederci: ma allora i partiti hanno due rimborsi!!! Porcaccia miseria, ci hanno fregato due volte!

    Poi ci si chiede come mai, qualche anno fa, al sollevarsi della medesima discussione sui fondi ai giornali, furono sollevate barricate in merito alla difesa dei poveri vecchietti abituati al cartaceo che non avrebbero potuto così più avere l’unico strumento di informazioni accessibile, ma mentre sostenevano che era essenziale per la loro esistenza sociale, gli sfilavano da sotto gli occhi il piatto di pasta, aumentando tasse, riducendo pensioni e introducendo nuovamente il ticket,… morti ma informati.
    Cari miei, siamo alle solite, faranno di tutto per non permettere l’abolizione dei finanziamenti all’editoria, loro seconda fonte di ricchezza.
    Poi mi viene in mente un’altra cosa, ma se sono così ricchi perchè la maggior parte dei giornalisti ha partita iva e non sono dei dipendenti? Ma quanto costa un giornale? ma soprattutto quanto può costare una notizia?
    Il nostro caro claudio, lo fa gratis ed è per questo che va sostenuto.
    Chi è spinto da principi più alti del mero ritorno economico, chi è portatore di un pensiero collettivo e ha capacità di esprimerlo semplicemente facendo di esso un’unica voce, chi anche di fronte al rischio prosegue la sua opera di informazione può definirsi “giornalista”. Una volta i giornalisti erano i detective del popolo, anche se in Italia, chi come Ilaria Alpi ha tentato, ora si trova a Prima Porta (cimitero).
    L’assenza di commenti, stupisce e fa riflettere, ma sembra ovvio che ormai a nessuno più importi della carta stampata e forse è una fortuna.
    Editori, benvenuti nel III millennio!
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