Zitti zitti, quatti quatti, in rotta verso Est

Un po’ di tempo fa, il 18 settembre scorso, l’Ansa lanciava una notizia passata del tutto inosservata: la più importante agenzia di stampa del nostro Paese aveva firmato un accordo con il Qatar. L’accordo avrebbe fatto fare un “salto culturale” alla Agenzia Nazionale Stampa Associata. Interessante… L’Emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa Al Thani, oltre ad essere il principale fornitore di petrolio del nostro Paese, è anche il maggiore azionista di Al Jazeera, con il 59% delle quote. Interessante… Lo stesso emiro detiene un pacchetto di maggioranza di Unicredit, rappresentato dal Fondo Qatar e gestito da Luca Cordero di Montezemolo, e tramite Unicredit si è offerto anche di ripianare il buco della Rai. Interessante… All’ultimo Forum Ambrosetti, a Cernobbio, sempre il nostro emiro si è incontrato, rigorosamente a porte chiuse, con Monti, Passera, la Tarantola e Montezemolo, sotto la supervisione diretta di Jamie Dimon, presidente di JP Morgan, che 30 ore dopo ha gestito la vendita di 1,7 miliardi di euro della Snam-Emi sempre all’emiro del Qatar. Interessante… Al Jazeera è la stessa emittente che, sempre nello scorso settembre, ha tirato fuori dal cappello un b-movie assolutamente sconosciuto, la pellicola considerata blasfema sulla vita di Maometto, dandogli visibilità e scatenando le pesanti rivolte che hanno destabilizzato tutti i paesi islamici contro gli Stati Uniti d’America, portando al controverso episodio della “presunta” morte dell’ambasciatore statunitense in Libia. Interessante… Poi Monti va in Qatar e rilascia, proprio con Al Jaazera, una lunga intervista in cui propone investimenti in Italia. Era il 24 novembre. Interessante… E, dulcis in fundo, solo cinque giorni dopo lo stesso Monti, all’Onu, con una decisione presa in solitaria, senza consultare il Parlamento, approva la risoluzione Abu Mazen che riconosce la Palestina come Stato. Interessante… Molto interessante.
 
Sembra che per liberarsi dall’aggressivo controllo finanziario degli Stati Uniti, orchestratori della crisi, in vista forse anche di un crollo del progetto politico europeo, incapace di contrastarlo, e anche in considerazione del superamento del Picco di Hubbert e della recente dichiarazione di indipendenza energetica degli Stati Uniti, ottenuta con l’estrazione petrolifera mediante tecniche di fracking, si stiano cercando nuove alleanze ad oriente, indebolendo quelle con Washington, la quale si dichiara estremamente contrariata. Sembra anche che per fare questo si stiano concedendo un controllo sull’informazione governativa e una commistione sempre maggiori a staterelli molto poco democratici e decisamente iniqui sul piano sociale, che tuttavia vengono descritti sulla stampa nostrana alternativamente come la Mecca, il Bengodi o una fucina di cultura cui, più che allacciarsi, forse ci stiamo progressivamente sottomettendo.
Le colonie, per la prima volta dopo la fine della seconda guerra mondiale, si stanno finalmente ribellando alla madre-patria? Fosse così, sarebbe un segno di riscatto europeo, e specialmente italiano. La sensazione, però, è che ci si avvi a un semplice passaggio di consegne: dalla suddistanza verso i cowboys alla sudditanza verso sultani e sceicchi.
 

19 commenti

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  • Forse, dico forse, il governo non mangia il panettone.

    Il Pdl si astiene sul voto di fiducia al maxiemendamento al dl sviluppo sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia in Senato. Finocchiaro: Monti non ha più la fiducia, salga al Quirinale. Bersani incontra i capigruppo del Pd. Al via vertice Berlusconi-stato maggiore del partito.

    http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=172354

    • Le bufale corrono sul web veloci veloci. Eppure la prima bufala è nascosta nell’unica verità scritta nell’articolo dell’IBTimes: non esiste un’ambasciata Usa a Bengasi. Infatti, gli organi di stampa che hanno scritto la parola “ambasciata” hanno toppato. Le ambasciate esistono solo nelle capitali degli stati. Quindi è tutta un’invenzione? Niente affatto. Esistono i consolati, però. Milano, che non è capitale d’Italia, è piena di consolati. E che l’ambasciatore Usa in Libia fosse a Bengasi, per chi capisce un briciolo di politica estera, è una cosa del tutto plausibile, visto che proprio a Bengasi si gioca la partita più importante sul piano politico della nuova Libia. E non è la prima volta, tra le altre cose, che a Bengasi avvengono fatti del genere. Ricordate Calderoli? Il nostro consolato fu preso di mira, ne fu bruciata una parte e morirono un po’ di persone. Che il Daily Mail sbagli l’ubicazione del consolato francamente mi lascia del tutto indifferente, vista la tendenza a inventarsi le notizie e ad ampliarle a dismisura.

      E sembra incredibile che gli Usa si inventino la morte di un ambasciatore e tutta la popolazione di Bengasi, il giorno dopo chieda scusa con una manifestazione. E poi perché inventarsi questa morte? A che pro? Vi ricordo che uno dei punti di forza di Romney durante la campagna elettorale americana era proprio la morte dell’ambasciatore americano.

       

      Lasciamo perdere ste notizie diffuse da un fotografo in cerca di notorietà (tra le altre cose non ha mai detto di essere stato a Bengasi quei giorni) e ripresi da giornaletti redatti da novellini dell’informazione

  • Hai proprio ragione Claudio. Le considerazioni sono più che sensate. Aggiungi anche che gli USA hanno votato contro la “Risoluzione Abu Mazen” e il discorso fila ancora di più.

    Un saluto

  • Sarà perchè sei nato in Egitto che certe cose le capisci PRIMA degli altri..

    beh…

    leggiti

    quello che c’è su twitter che ho postato ADESSO….

    E’ illuminante….E risponde (puertoppo) ad un sacco di domande…

     

     

  • Proprio cosi, l’Italia non puo che essere sottomessa nel suo insieme non sta in piedi senza un padrone straniero che la tenga su con i fili.

  • Già mi immagino gli Italiani schiavi e sottomessi a sceicchi e sultani.

    Ma diversamente dal controllo USA/GB/BCE/trojka/eccompagniabella per la quale gli italiani non hanno dato nessun segno di reazione popolare, penso che con gli arabi ci sarà la rivolta.

    Sì, quando imporranno burqa, vieteranno pugnette, e le donne in tv.

    L’unico dubbio potrebbe sorgere se ripristinassero il concetto di “proprietà” della donna… allora … non so quanti italiani scenderebbero in piazza.

    Che bella considerazione che ho del nostro popolo, eh?

  • Di tutto questo se ne è parlato ampiamente già due mesi fa, mentre era in corso la svendita. Bisogna aggiungere che, tramite la costituzione di agenzie pubblicitarie e di media, finanziate dallo sceicco, si produrranno servizi multimediali per la cara RAI, cercando di affievolire il buco di 200 milioni della stessa,e in collaborazione stretta con Al Jazeera, che ne curerà gli aspetti informativi e giornalistici. Naturalmente le società multimediali, saranno finanziate da Unicredit e tutti questi interessisono curati dal Montezemolo, nominato dallo stesso Al Thani. Certo che abbiamo tutto da guadagnare, specie in cultura, dato che il Qatar è il paese più democratic del mondo. un’unica famiglia, gli El-Thani, governa il paese e possiede il 95% della ricchezza nazionale. Quindi i conti veri sono: i 245 miliardi di pil vengono distribuiti tra i 224 membri della famiglia reale. Al resto del paese (ovvero il 99,999992% della popolazione) che conta 1.432.867 abitanti va il 4,8% del pil pari a 12 miliardi di euro. Tra questi esiste una classe di vassalli (li chiamano “funzionari governativi con delega reale”) che sono circa 8.000 persone che percepiscono il 90% di quel 4,8%. La maggioranza della popolazione vive di stenti. Nel paese c’è uno dei più alti tassi di mortalità infantile del mondo, il più alto tasso di denutrizione infantile nel mondo islamico; alle donne è vietato l’accesso al mondo del lavoro. Non esiste rete ferroviaria. Non esiste rete di autobus. Non esiste rete idrica al di fuori della capitale Doha, piena di alberghi a 5 stelle dove vanno i nostri imprenditori mitomani. Nel 75% del territorio abitato non esiste energia elettrica. L’emiro è il più importante fornitore di petrolio dell’Italia e il proprietario al 59% della emittente Al Jazeera. La famiglia è mussulmana religiosa fondamentalista e applica la Shariya. L’emiro ha spiegato all’Italia e all’Ansa che in Qatar “esiste il servizio sanitario nazionale gratuito e tra i più avanzati del mondo”. E’ vero. Ma il 75% della popolazione non ha i mezzi né economici né pratici per raggiungere gli ospedali a Doha, dato che non esistono mezzi di comunicazione. In ospedale ci vanno soltanto gli emigranti che lavorano nei campi di petrolio. L’emiro ha anche aggiunto “abbiamo un ottimo sistema di istruzione pubblica gratuita”. L’analfabetismo raggiunge la cifra del78%.

    Per non parlare del rsto della situazione internazionale con gli USA che hanno spostato il loro interesse in Pacifico, sancendo, senza dirlo pubblicamente, la fine della NATO.

  • Molto, ma mooolto interessante!

    Abbiamo una particolare dote: quella di strigere alleanze con partner che non sono il meglio sulla “piazza”.

  • In quanto a piazze…

    http://www.barentsobserver.com/en/energy/rosneft-chooses-eni-barents-sea

    …e in quanto a SACRIFICI….

    http://www.npr.org/blogs/money/2012/10/25/163618547/its-10-p-m-in-frankfurt-do-you-know-where-your-gold-is

    (e occorre avere molto appeal per farsi affittare oltreatlantico la cassaforte di NY che supera di gran lunga in sicurezza quella di Fort Knox…)

    E in quanto allo specialismo imperante del Re Orso e dei passaggi a NW…

    http://www.huffingtonpost.com/william-k-black/italy-austerity-measures_b_2249673.html

    Morale? Italian sounds: suona con le tastiere Piagni e Fotti e sarai sempre sulla cresta stereo-tipa dell’ onda. Roba da Toto’ e Castellani sul treno. Ma mi facciano il piacere.

  • A parte che l’unica cosa che stona con tutta la faccenda è che Monti ha votato favorevole alla risoluzione Abu Mazen, anche se ho come il dubbio che sia una cosa positiva. E’ un po’ come se Berlusconi, in sordina, decidesse di fare una donazione alla magistratura per riammodernare i palazz di giustizia e si offrisse volontario alle spese senza alcun fine ultimo… capite anche voi che c’è qualcosa di profondamente illogico

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