Italiano, adesso parli ancora? Il reale costo della vita in Germania

 

CostiRealiGermania-blog

 

In questo video, si comparano i costi dei prodotti di un supermercato in Germania con quelli di un supermecato italiano. I risultati sarebbero sorprendenti. A voi raffronti, verifiche, conferme o smentite.

 

 

92 commenti

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  • Se vuoi qualcosa di più statisticamente valido:
    http://www.numbeo.com/cost-of-living/compare_countries_result.jsp?country1=Italy&country2=Germany

    Indexes Difference Info
    Consumer Prices in Germany are 9.75% lower than in Italy
    Consumer Prices Including Rent in Germany are 9.37% lower than in Italy
    Rent Prices in Germany are 8.20% lower than in Italy
    Restaurant Prices in Germany are 25.80% lower than in Italy
    Groceries Prices in Germany are 7.24% lower than in Italy
    Local Purchasing Power in Germany is 67.08% higher than in Italy

    sul sito ci sono anche i dettagli per area di spesa.

  • Ad Agosto 2012 in un comune Bar di Berlino Est:

    2 Cappuccini e 2 Briosh, talaltro neanche paragonabili a quelli Italiani, ben 11 euro

     

  • mele golden:

    grande distribuzione -euro 1,68 al chilo

    grande distribuzione bio- euro 2,25 al chilo

    gruppo acquisto solidale-euro 1,35 al chilo

    cavolfiore:

    g d-1,88

    g d b-2,98

    g a s -1,70

    banane:

    g d -1,89

    g d b -2,69

    g a s -1,65

    Questo è  solo un esempio.

    Se poi pensiamo che si possa anche fare a meno dei prodotti presentati nel video ,le alternative valide e meno impattanti per l’ambiente ,per la nostra salute e il  nostro portafogli ,ci sono .

    Se assumi vitamine fresche e non di sintesi ,che fanno pure male ,si risparmia.

    Che ben vengano allora i prezzi spropositati dei nostri supermercati .

    Non c’è bisogno di andare  in Germania l’alternativa l’abbiamo sotto casa.

  • Carino il filmato! Io lo riassumerei in un concetto molto semplice: CONCORRENZA! Concetto quasi del tutto sconosciuto in Italia

  • Quindi ila quelle che scrisse sul blog Tringali erano tutte palle oppure lo sono quelle che ci propina questo signore?????                          Cito: “Tutti pensano che in Germania si sta molto meglio che in Italia, che tutti guadagnano più degli italiani e non è affatto vero. La forza e la competitività della Germania è stata costruita sul contenimento dei salari………”

    • a) Tringali sosteneva che i tedeschi brutticattivisfruttatori, hanno fatto dumping salariale, creando un divario di inflazione che spiegherebbe la nostra perdita di competitività. Al contrario, la diversa evoluzione dell’inflazione in italia rispetto alla germania è in gran parte dovuta non ai diversi prezzi di produzione, ma dai piu alti margini della distribuzione e dei servizi (servizi bancari, assicurativi, energetici in primis), dovuti al fatto che tali settori in italia sono ancora chiusi, e serie politiche di liberalizzazione non sono mai state implementate, consentendo enormi posizioni di rendita che vanno a discapito della competitivitä delle imprese. Giavazzi e Marco Leonardi hanno scritto molto al rigurdo. E questo non lo dicono solo quei liberistiammazzaoperai dei bocconiani, ma anche economisti di tutt’altro “orientamento”: potete controllare quanto scritto su un interessante articolo apparso pochi giorni fa sul FQ dall’economista spagnolo Luengo (non proprio un liberista o liberale o bocconiano): http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/16/competitivita-facile-dire-che-dipende-solo-dal-costo-del-lavoro/471458/. Concetto questo ripreso e ampliato anche dal Levy Institute (anche questi di matrice keynesiana), i quali sostengono che i guadagni di competitività fatti con tagli di salari non funzionano, ma bisogna agire su altre leve (efficienza nei servizi e distribuzione, innovazione, valore aggiunto della produzione), sulle quali l’italia è in pesante ritardo: http://www.levyinstitute.org/publications/?docid=1352

      b) piu in generale, per farsi due risate “alla austriaca” sull’ntervento di tringali, segnalo questo..si fa per ridere..:-) http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=918:miti-economici-spacciansi&catid=39:politiche-economiche&Itemid=176

  • Molto interessante questa frustata di prezzi,compresi quelli al link di paskal007r.

    La domanda da porsi è : come fanno ad essere così bassi i prezzi in Germania se rapportati a quelli italiani ?

    Non è una novità che ci siano frontalieri che fanno scorte di pannolini,latte per bambini e chi ne ha più ne metta (compresi i farmaci).

    Sappiamo bene che il potere d’acquisto,quì da noi,si è più che dimezzato in 10 anni.

    Facciamo una comparativa anche con la Spagna,per la precisione Milano-Madrid:  http://www.numbeo.com/cost-of-living/compare_cities.jsp?country1=Italy&country2=Spain&city1=Milan&city2=Madrid

    Si vede che anche a Madrid i prezzi sono largamente inferiori che da noi pur essendo la Spagna messa peggio in termini di economia reale e bilanci statali.

    Se qualche anima pia spiegasse l’arcano con parole semplici glie ne sarei grato.

    Comunque ringraziamo i sindacati (la trimurti o la triplice come la chiama Grillo) per aver difeso a dovere i salariati.

    E’ anche vero che siamo invasi da centri commerciali di proprietà straniera (francesi e tedeschi in primis) ma non è una spiegazione sufficiente.

    Poi,sinceramente ci vorrebbero altri dati per giudicare come ad esempio la situazione del precariato (vedi miniJobs).

    Di fatto,lo sappiamo bene,siamo nel guano,a tutti i livelli e bisogna cambiare assolutamente rotta prima di fare l’inchino finale e adagiarci come la Concordia.

     

  • Se mio fratello vedesse questo video,andrebbe a sgozzare entrambi i tipi che l’hanno fatto! Vive vicino a Monaco di Baviera e maledice la Germania ogni giorno di più.Dice che la vita è carissima e per guadagnare sui 900 € deve ammazzarsi di lavoro tipo cinese.Non metto in dubbio che I VECCHI stipendi siano ottimi,ma quelli nuovi fanno cagare.Se poi ci mettiamo i minijobs è fatta…questo video è fuorviante.Qualunquismo all’italiana,al solito.Se gli amici schifano così tanto l’Italia,se ne vadano in Germania.

    • fammi capire, tuo fratello è partito dall’italia per lavorare come un cinese in un posto dove guadagna 900€ al mese e il costo della vita è altissimo? Che cosa ci è andato a fare? Gli piace soffrire?

    • Anch’io vivo a Monaco di Baviera, la verità è che solo i prezzi degli affitti sono più alti, ma bisogna calcolare che è una grande città, confrontandola con Milano penso sia in linea se non un po’ meno cara.

      Per gli stipendi c’è da notare una cosa: sono molto più diversificati a seconda dei lavori.
      Se in Italia tendono ad essere livellati e anche un ingegnere raramente va sopra i 1500/1600€ in Germania c’è più differenza tra un lavoro e l’altro. I lavori poco qualificati sono quindi forse pagati meno.

  • Impressionante. Riuscirei a campare con quei prezzi.

    Comunque… chiederei al signore chi è che ha detto che i prezzi sono così alti 🙂
    Pare che siamo tutti colpevoli sennò 😛

  • bisogna capire se le riforme del welfare e del lavoro le hanno fatte o no, in Germania. Io ho diverse fonti (economisti) che affermano che le hanno fatte nel 2000 per aumentare la competitività, tant’è che oggi è il maggior paese esportatore in eu. Ditemi voi se avete altre notizie. Importante: che siano di marca o meno, quella merce è prodotta e venduta sotto il controllo di 5/6 multinazionali e si accomunano per una caretteristica: sono inutili e fanno sc…, scusate, mi lascio prendere la mano dall’entusiasmo…volevo dire e sono della stessa qualità -cioè, bassa, per me anche peggio ma è un mio parere-. Pensate che esageri? Beh, io non vado più al supermercato da anni perché ho trovato un modo più responsabile di fare la spesa. Però è vero: il bello deve ancora venire. Sono certa che quando avremo completamente eliminato anche noi la piccola impresa,potremo godere dei benefici effetti della globalizzazione: cibi uguali x sapore, odore, a tutte le stagioni, a prezzi stracciati come gli oggetti per la casa e di uso comune, anzi, con all’interno gli stessi componenti. Io non invidio i paesi del nord europa e temo per il nostro. I cibi pronti, le stoviglie, gli spazzolini, i rasoi usa e getta, i detergenti e i detersivi che smacchiano e disinfettano al 100% e profumano di limone sintetico non sono la premessa per un futuro migliore, al contrario.

  • Se gli Italiani continueranno a votare i soliti politici ULTRA PRIVILEGGIATI, che prendono in giro negando l’evidenza, la situazione non cambierà.

     

    Mandiamo a casa tutta la vecchia classe politica e sicuramente andrà meglio, perché peggio di come hanno fatto non potevano fare!

     

  • Non metto in dubbio il servizio, però…. Nel 1999 sono stato circa 20gg a Munster e ricordo che i prezzi della frutta e della verdura erano minimo il triplo rispetto a quelli italiani. Per questo mi sarebbe piaciuto che nel servizio si mostrassero anche i prezzi dei beni di prima necessità, anche per capire se è vero che alcune decine di migliaia di nuovi pensionati tedeschi stanno cercando un luogo nell’est europeo dove poter vivere con la propria pensione, pari a circa, se non sbaglio, 688 euro. Naturalmente non voglio ASSOLUTAMENTE far polemiche, sono solo alla ricerca dell’effettiva realtà…..

  •  http://www.rossmannversand.de/produkt/210926/garnier-fructis-anti-schuppen-shampoo-for-men.aspx?pos=5&componentid=1

     Va’ detto che il video in questione e’ stato girato da Rossman, e che la merce di Rossman puo’ talvolta essere di "marca" – ma Rossman e’ l’equivalente del nostro discount – per intenderci, a volte al discount anche da noi si puo’ trovare la Pasta Barilla – ma attenzione, al discount non la trovate di TUTTI i tipi, ma solo di una certa categoria e famiglia di prodotto ben specifici. 

    Sono prodotti comprati in larghissime quantita’ e messi sul mercato a prezzi stracciati per questo. La cosa e’ facilmente verificabile – Garnier Fructis Italia vs Germania (nb. il confronto si puo’ fare solo se con lo stesso identico prodotto – ricordate – anche una minima variazione falsa completamente la comparazione) 

    http://www.rossmannversand.de/produkt/210926/garnier-fructis-anti-schuppen-shampoo-for-men.aspx?pos=5&componentid=1

    http://www.farmajet.it/scheda.asp?did=4791&cat=FRUCTIS&subcat=Fructis%20Shampoo

    Costano uguale. Ed e’ normale che sia cosi’ visto che stiamo parlando di un marchio francese (Garnier). Sugli alcuni degli altri prodotti che vengono fatti vedere, sarebbe fondamentale verificare il paese di produzione, che e’ probabilmente la Germania.

    Che poi la distribuzione italiana sia molto frammentata e che per diverse ragioni sia molto meno facile accedere a queste offerte – specie se concentrate in un unico posto come Rossman – questo e’ probabilmente vero. Ma come ho dimostrato – non e’ impossibile. Ill tizio del video e’ superficiale e pertanto il suo giudizio, e’ inattendibile. Ce lo vedrei bene a fare la macchietta in nuove puntate del Drive-In, ma nullapiu’.

    Move Along, Nothing To See Here

  • Qualcuno lo dica ad Oscar Giannino!

    Siamo i nuovi sudditi di Prussia e a quanto pare, vista la nostra proverbiale immobilità, la cosa non ci dispiace affatto.

    E la crisi c’entra poco, visto che i prezzi medi in Germania sono stati da sempre inferiori a quelli del sud europa e viceversa per i salari…

    Italiano, adesso parli ancora?“: si, qua si parla e basta, da sempre…

    • No dai. Fra poco si va a votare… Non è detto che riusciamo a cambiare qualcosa… Ma almeno a fare “loro” paura sì ih ih ih 

  • Il senso?

    Anche io sono in uno dei Paesi core ed il confronto che faccio (e che mi fa incazzare) è che la Barilla costi 3 euro/kg mentre la Barrila 1 euro/kg, il Prosciutto di Parma 50 euro/kg mentre quello che Pharma 20 euro/kg, le mozzarelle bianche 12 euro/kg quelle blu 4 euro/kg.

    Che un tedesco certe cose può non capirle è naturale, ma un italiano quando lo capirà che il problema è questo!

    Riguardo la cassiera poi, perchè alla cassa non gliel’ha chiesto quanto guadagna invece di inventarselo? Io non ne conosco una, UNA!, che non sia in mini-job.

    Certo c’è anche la VW. Ma del 10% che, nella virtuosa Germania, da 10 anni non ha un lavoro ne vogliamo parlare?

  • Ho vissuto in Olanda dal 2004 al 2011, dove ci si lamenta di avere prezzi piu’ alti che in Germania. Per 7 anni mi sono goduto:

    1 litro di latte biologico max 80 centesimi

    1 kg formaggio Jong 4 euro

    450 gr spinaci surgelati 39 centesimi

    1 kg yogurt 50-75 cntesimi

    100 gr prosciutto affumicato 1.30-1.60

    5 kg patate 2 euro

    800 gr pane in cssetta 50 centesimi

     

    Un saluto

  • C’è un azienda che ha dei problemi,perchè i concorrenti vanno meglio sui mercati.

    Cosa fanno i manager di quell’azienda ??

    La cosa più semplice del mondo:paragonano i loro singoli costi con quelli della concorrenza.

    Vanno meglio perchè pagano meno le materie prime ?

    Vanno meglio perchè pagano meno i fornitori esterni di lavoro ?

    Vanno meglio perchè pagano meno gli operai ?

    E noi perchè andiamo peggio della Germania ?

    A parte l’euro che non ci permette di riequilibrare i mercati,

    cosa c’è che non và ?

    Il carico fiscale sulle aziende ?

    Il costo dei trasporti ?

    Insomma cosa cazzo fà in modo che lo stesso prodotto costi meno in Germania che da noi ??

    Io non riesco a capirne il vero motivo,

    ma qualche professionista serio che segue il blog,

    potrebbe analizzare il problema.

    Non voglio fare ipotesi perchè rimarrebbero tali,

    ci vogliono dati e numeri e basta.

    Nessuna chiacchiera da bar,solo numeri e basta.

     

     

     

     

     

    • Io non sono un’economista, anzi, sono anche piuttosto ignorante in materia, ma ti dico quello che ho saputo semplicemente cercando un po’ in giro.

       In Italia l’IVA è più alta su tantissime cose. Le tasse in generale sono più alte, il costo della benzina (gravato di tasse) è più alto, i costi dei consumi, il gas in particolare, è più alto, i costi che gravano sull’assunzione di personale sono più alti.

      Non sono tutti costi che gravano sia sulla produzione che sulla distribuzione dei prodotti?

      Senza contare quello che in Italia è stato fatto dopo l’euro. Quanti di voi (i più anziani, che ricordano ancora la lira) pensano  a un euro come a 2000 lire? Certo, negli anni ci sarebbe stata anche della svalutazione, ma in ogni caso fin da subito, chi c’era se lo ricorda immagino, i prezzi in Italia sono praticamente raddoppiati, senza che nessuno facesse niente per impedirlo.

  • Effettivamente posso confermare quel che ho visto nel video, i prezzi sono realmente molto più bassi. Qualche anno fa mi è capitato di andare a Ulm e li trovavi prezzi più bassi rispetto ai nostri discount anche in supermercati "più quotati", i prodotti sono gli stessi ma i prezzi no. Evidentemente a noi va bene così.

  • un po’ sospetto che vengano comparati solo prodotti non alimentari…sarà che in ogni nazione ci sono i pro e i contro? qui ci sono solo contro o siamo noi che non siamo più capaci di vedere i pro?

  • Sarebbe stato interessante vedere anche i prezzi relativi ai beni di prima necessità, io ricordo che quando andai in germania la frutta e la verdure costavano 3 volte rispetto all’italia…….

  • solo una considerazione: sul video si vedono certi tipi di prodotti, che per noi sono cosa il 2% della spesa? è tutta roba d’importazione o prodotta in germania a cui si applicano criteri di tassazione differente

    è chiaro che noi abbiamo una pressione fiscale maggiore!

    mi piacerebbe vedere quanto cosa la pasta,pane, condimenti, frutta verdura, carne e pesce

    a quel punto ne riparliamo, sono comunque convinto che in rapporto costano di meno, ma difficilmente andremo sotto al costo italiano, anche perchè la pasta gliela vendiamo noi…

  • Ciao, grazie per queste informazioni. Ma perchè i prodotti costano così poco? Perchè non sono importati mentre noi importiamo di tutto?

  • Personalmente non me ne importa nulla di quanto costano le vitamine in Germania. Voglio prenderla come una positiva provocazione la tua, ma non smuoverai la massa. Neanche M5S ha messo nel programma di uscire dall’euro, solo questo cambierebbe le cose, perché non lo hanno fatto? Cianciano ma vai a stringere è un programma che non prevede un piano per uscire dalla crisi economica.

  • Ma scusate da noi qual è il problema? C’è una mentalità del cazzo, e quello a grandi linee lo sappiamo tutti. Certo la crisi ha accentuato dei problemi che c’erano già prima ma che con la bassa marea tutto il marciume sul fondale si sta palesando e ce n’è ancora molto. Fondamentalmente è culturare il problema. Ora è peggio comunque perché le banche non erogano con facilità, è già tanto SE erogano, o erro? Quindi quelli che rimangono in piedi sono quelli grossi.

    Per i supermercati c’è una speculazione sul prezzo che è indecente, basta pensare a quello che viene pagato l’agricoltore o il lattaio per vendere il loro prodotto. In pratica vogliono acquisire materie a 1 quando il valore è almeno 5, per poi rivenderlo a 14-15, guadagnandoci come bestie. Poi non so esattamente come siano i meccanismi, fra le tasse e cose varie.

    Il carico fiscale è del 50%, quì il paziente sta morendo e la prescrizione del medico è di fargli meno flebo, infatti il paziente sta morendo di fame mica per niente.

    Salasso dopo salasso…

  • Claudio quello che dice il tizio è vero (in parte) ma va comunque preso con le pinze. Quei prezzi sono veri ed anche i salari ma non dice il resto…in Germania non si assume più a tempo indeterminato da qualche anno. Frankfurt Airport assume hostess solo part-time, la VW non assume più insieme alle altre case come Audi e Mercedes. Posso farti anche tanti altri esempi.Se ti vai a fare un giro nel centro di occupazione si sono lavori da 5€ l’ora lordi. Poi se andiaom sul cibo è tutto un altro mondo. Il cappuccino come il caffè non esistono come quì da noi. Ci sono un casino di Starbucks dove una scodella di caffè costa minimo 1,80€. Pasta barilla costa almeno 2,40€ al chilo. Pesce mediterraneo non ne conoscono, c’è solo pescato del mar del nord in primis salmone. Frutta e verdura tutta made in holland o marocco. Nessun sapore. Il discorso è lungo ma mi fermo quì.

    Andiamoci piano quando si fanno vedere queste cose. Non è tutt’oro quello che luccica.

    La germania ha un estremo bisogno di ingegneri nei prossimi 3/5 anni e tanta manodopera a basso costo. Lì con 1200€ netti si stipendio non si vive, si sopravvive.

    Fidati, ci sono stato. Lo so.

    • Ciao Clausius,

      poco piu sotto ho riportato dei link interessanti che ti possono dimostrare come la tesi dei vari bagnai e tringali sia quanto meno "parziale".

      a) Il differenziale di inflazione tra italia e germania è spiegato in misura principale non dai costi di produzione (leggi: salari), ma dai margini della distribuzione e dei servizi (sotrattutto nel settore bancario, assicurativo, energetico), con pesanti ricadute sulle competitività delle nostre imprese.

      b) Piu in generale, politiche industriali errate che non hanno portato l’italia ha muoversi verso l’alto in termini di "valore aggiunto" dei beni prodotti, è alla base della perdita di competitività del paese.

      Mettere su un grafico una linea di inflazione ed una linea con l’andamento dei salari reali negli ultimi 10 anni, converrai con me, è una analisi alquanto sempliciotta. I due punti sopra riportati sono la spiegazione che alla perdita di competitività del sistema italia danno sia "liberisti" come giavazzi e leonardi, sia keynesiani come il Levy Institute ed il professor Luengo. Ed alla base di tale conclusioni ci sono numeri ed analisi serie, non due righe su un chart.Fammi sapere cosa ne pensi.

  • Vivo in Germania da quasi 1 anno e compro spesso online su Amazon.de. La prima cosa che ho notato che gli stessi prodotti visti su Amazon.it (il portale italiano) costano sempre di piu’ rispetto al sito tedesco di Amazon.de. Questa e’ un’altra anomalia dopo quello dei prezzi dei negozi presentato nel video di Youtube che confermo ed anzi aggiungo che, quando ci sono le offerte qui in Germania, i cibi made in italy costano anche meno che in Italia. Un esempio pratico: Pasta Buitoni in offerta in Germania a 1,12 euro al chilo. E’ proprio vero, qui il costo della vita e’ molto piu’ basso per non parlare del diesel che adesso lo trovi anche a 1,36 euro al litro.

    Nb: Per chi ha Android, potete scericarvi il programma "KaufDa" in tedesco dove sono riportati tutti i volantini con i prezzi di ogni tipo di merce per ogni citta’ di Germania.

    • Grazie mille, sul sito http://www.kaufda.de si possono vedere finalmente i dati direttamente sui volantini delle maggiori catene tedesche di distribuzione. Qualcosa di oggettivo su cui basarsi. Da quel poco che ho consultato (un paio di volantini di supermarket non discount) sinceramente non mi sembra ci siano queste grosse differenze rispetto all’Italia che sembravano evidenziate nel video.

  • maxks ha scritto :
    Claudio quello che dice il tizio è vero (in parte) ma va comunque preso con le pinze. Quei prezzi sono veri ed anche i salari ma non dice il resto…in Germania non si assume più a tempo indeterminato da qualche anno.

     Invece in Italia si assume ancora a tempo indeterminato? Senza polemica, ma al netto delle spiegazioni tecniche, il video mi sembra più che eloquente.

  • Una cosa che mi fastidia è che questo banditore di prezzi al ribasso si riferisca quasi esclusivamente a prodotti confezionati, conservati…. Costassero anche gratis, io di certo, da vegano ultra-bienne, non vi entrerei nemmeno in sogno a fare la spesa in questi grossi “magazzini”, tedeschi o italiani che siano. Colgo l’occasione per vedere la faccenda da un altro punto di vista. Il filmato denuncerebbe la sistuazione italiana speculativa (o altro) sui beni di consumo e sicuramente in buona parte, sarebbe giustificatissimo, doveroso farlo (?). Sarà anche in buona fede… non lo metto in dubbio. Vedo che ci sono campane anche discordanti a tale proposito. Il risparmio del prezzo è complessivamente sui prodotti di non primaria necessità (parlo di verdura, di frutta fresca, noci, ecc…). Come dire, si risparmia apparentemente in soldi, ma non in salute… E qui atroci sono le conseguenze prevedibili… Il risparmio su tali prodotti industriali presuppone che se ne possano vendere, vista l’accessibilità economica maggiorata, molti di più. Il cliente (data la compulsività agli acquisti in aumento e la pubblicità ad hoc) comprerà quantitativamente e qualitativamente molte più schifezze. A conti fatti il cliente, risparmiando sui prodotti pre-confezionati industriali, non risparmierà (a breve e a  lungo termine) nemmeno a livello economico, poiché dovrà affrontare spese aggiuntive (a volte esorbitanti) per il mantenimento della sua salute, alterata ulteriormente proprio paradossalmente a causa della possibilità del maggior acquisto. E qui entra in gioco la perversità del sistema in generale, non solo di quello specifico alimentare. Non so, ma il filmato mi ha suggerito qualcosa di tragicamente futuribile e provocato disgusto, al di là delle sue possibili buone intenzioni. Si denuncia qualcosa (magari anche grave) che non va in Italia e poi si offre più o meno velatamente una soluzione alternativa apparentemente migliore. Il problema è da tutt’altra parte. D’accordo, l’Italia va a puttane, ma non sono i prezzi ridotti di prodotti artificiali altrove a rilevare il vero stato di malessere. Il nodo centrale della questione è proprio il pubblicizzare la sostituzione del male rincarato con il male ottenibile a ribasso.  E’ il serpente che si mordicchia la coda. Non se ne esce.
    Per me, vegano (in fase di assestamento), il risparmio sussiste allorché per es. un chilo di pere (magari biologiche) lo compro a 1 euro invece che a due; e non un chilo di zucchero (industriale) a un euro invece che a un 1 euro e cinquanta. Non so se mi spiego. Posso anche farti pagare un pacchetto di sigarette la metà, ma non si tratta in questo caso di risparmio di qualche soldino; si tratta semplicemente di un attentato ai danni della salute (e del portafoglio!), poiché tu fumatore tenderai, in questo caso, possibilmente, a fumare di più… Questo è il sistema perverso dello “stato di fatto” e dello Stato becchino, che ha anche il monopolio del tabacco, guarda caso. Vedi l’incongruenza! Perciò credo che il filmato, volendo o non volendo, risulta avere una certa perversione di fondo… Il dito puntato sul presunto risparmio rilevato colpisce come una fucilata… E la salute pubblica?… E qui ce ne sarebbe da dire…

  • Io vivo in Germania da tempo.

    Mi spiace contraddire questo signore, ma innanzitutto dovrebbe dire che gli stipendi lui li intende LORDI, e che da questi lordi devi sottrarre quasi la metà di tasse. Noi italiani siamo abituati a indicarli NETTI.

    In secondo luogo, la disoccupazione e la chiusura delle piccole medie imprese anche in Germania è molto alta. Fioccano agenzie interinali, e stipendi alti come lui li descrive esistono forse in Baviera, ma raramente altrove e soprattutto non per la gente comune e non specializzata.

    Terzo, si molte cose possono costare di meno, ma la qualità fa piangere, sia degli alimentari che dei farmaci e degli apparecchi elettronici. Se desideri qualità devi pagare due-tre volte tanto che in Italia.

    Non so cosa si voglia ottenere con un simile video, forse farci sentire inferiori e aizzarci contro i politici nostrani (i cui vizi non si discutono).

     

  • Youkai ha scritto :
    Ma scusate da noi qual è il problema? C’è una mentalità del cazzo, e quello a grandi linee lo sappiamo tutti. Certo la crisi ha accentuato dei problemi che c’erano già prima ma che con la bassa marea tutto il marciume sul fondale si sta palesando e ce n’è ancora molto. Fondamentalmente è culturare il problema. Ora è peggio comunque perché le banche non erogano con facilità, è già tanto SE erogano, o erro? Quindi quelli che rimangono in piedi sono quelli grossi.Per i supermercati c’è una speculazione sul prezzo che è indecente, basta pensare a quello che viene pagato l’agricoltore o il lattaio per vendere il loro prodotto. In pratica vogliono acquisire materie a 1 quando il valore è almeno 5, per poi rivenderlo a 14-15, guadagnandoci come bestie. Poi non so esattamente come siano i meccanismi, fra le tasse e cose varie.Il carico fiscale è del 50%, quì il paziente sta morendo e la prescrizione del medico è di fargli meno flebo, infatti il paziente sta morendo di fame mica per niente.Salasso dopo salasso…

    Nessuno vuole confutare inchieste reali. Ma quando si dice che l’Italia è il paese con la fiscalità più alta del mondo vi rendete conto di cosa vuol dire oppure pensate siano tutte favole???? Oppure voi pensate che le tasse le pagano solo i dipendenti, come ripete da 40 anni la Triplice (facendo sempre puntualmente gli interessi della grande industria e mai dei dipendenti medesimi, tra l’altro)? 

    Nessuno finora per esempio ha parlato di come funzionano realmente i supermarket, discount compresi (non parlo degli ipermercati, adesso). Si dice “la Coop”, “il Conad”, l’Esselunga”, “la Lidl”, ecc. ma in realtà non sono i medesimi che vendono; i negozi sono condotti in franchising, il che vuol dire che sullo scontrino figura il nominativo di un disgraziato che 10 o 20 anni o 2 anni fa si è messo in testa di aprire un negozio. Al massimo chi vende è una piccola società (quasi sempre di persone) mai il colosso medesimo. In pratica i vantaggi di questa struttura rispetto ad un negozio “tradizionale” sono che a monte c’è un gruppo d’acquisto (il colosso!) che compra enormi quantitativi di merce dai produttori (spesso strozzandoli con una politica d’acquisto fatta di listing fees, ossia “premi” d’ingresso da pagare per ogni singola referenza, premi di fine anno sui quantitativi acquistati, contributi promozionali per le offerte che vengono proposte ai consumatori), avendo quindi prezzi molto buoni, e fa molta pubblicità su tv, giornali, ecc. Dopo, il piccolo punto vendita “è obbligato” a comprare un minimo dell’80% delle referenze dal gruppo d’acquisto ad un prezzo fissato dal gruppo medesimo (che concede un margine spesso molto risicato al negoziante, visto che molti prezzi al consumo vengono imposti dalla catena stessa; sicuramente le offerte hanno un prezzo imposto in tutti i supermarket della catena). Quindi, a conti fatti il negoziante sul piccolo margine che ha deve poi pagare le tasse proprie (oltre che dei dipendenti che per lui ovviamente diventano costi aggiuntivi, come gli affitti e le utenze). La realtà è che molti supermarket vengono condotti in perdita o quasi, oggi (probabilmente fino a 10 anni fa le cose erano diverse). Qual è la prima reazione quando il negoziante vede che non ci sta dentro? Tenta di alzare i prezzi (sui prodotti su cui può farlo) oppure compra “fuori dalla catena” (disperdendo così il vantaggio in termini di costo ottenuto dalle strutture medesime). I risultati spesso non sono molto migliori, ed infatti noto che diversi supermarket stanno chiudendo (nella “ricca” Emilia in cui vivo) oppure passano di gestione in gestione senza miglioramenti apprezzabili.

    Con un carico fiscale inferiore (ma il movimento 5S cosa dice in merito??? Io non l’ho capito!) avremmo:

    – più soldi nelle buste paghe quindi più potere d’acquisto o meglio disponibilità di spesa;

    – prezzi più bassi all’origine perché la fiscalità aumenta il costo del lavoro e di conseguenza il prezzo dei produttori;

    – un margine più accettabile per i rivenditori (sempre che le grandi catene non vogliano incamerarlo tutto…però dovrebbero sapere che non è nel loro interesse di lungo termine comportarsi così…ma con la qualità del management italiano, grandi cooperative comprese, non è detto che lo capiscano!), che consentirebbe loro di mantenere bassi i prezzi al consumo e conservare posti di lavoro che altrimenti sarebbero tagliati;

    – voi credete forse che in Germania sia come qua? Non conosco bene la realtà commerciale tedesca, senz’altro c’è una superficie maggiore media dei punti vendita e più intervento diretto delle catene nella gestione dei punti vendita, ma con una fiscalità minore e purtroppo uno sfruttamento della manodopera con i minijobs che consente loro di comprimere i costi (non che in Italia sia così meglio, specie negli ipermercati, ma nei supermarket c’è un certo interesse a fidelizzare il personale), legati anche alla maggior standardizzazione dei prodotti ed a una probabile qualità minore dei prodotti alimentari, senz’altro c’è la possibilità di essere molto più competitivi con i prezzi. 

     

  • Per usare un eufemismo, quello che Tringali scrisse era veramente molto "biased":

    a) Tringali sostiene che i tedeschi brutticattivisfruttatori hanno fatto dumping salariale, creando in questa maniera un divario di inflazione che spiegherebbe la nostra perdita di competitività. Al contrario, la diversa evoluzione dell’inflazione in italia rispetto alla germania è in gran parte dovuta non ai diversi prezzi di produzione, ma dai piu alti margini della distribuzione e dei servizi (servizi bancari, assicurativi, energetici in primis), dovuti al fatto che tali settori in italia sono ancora chiusi, e serie politiche di liberalizzazione non sono mai state implementate, consentendo enormi posizioni di rendita che vanno a discapito della competitivitä delle imprese. Giavazzi e Marco Leonardi hanno scritto molto al rigurdo. Concetto questo espresso non solo dai bocconianiliberistimangiaoperai, ma anche da molti altri economisti di tutt’altro orientamento: potete controllare quanto scritto su un interessante articolo apparso pochi giorni fa sul FQ dall’economista spagnolo Luengo (non proprio un liberista o liberale o bocconiano): http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/16/competitivita-facile-dire-che-dipende-solo-dal-costo-del-lavoro/471458/. Oppure potete leggere cosa scrive anche il keynesiano Levy Institute a proposito del divario di competitività all’interno dell‘eurozona: differenze in termini di efficienza nei servizi e “valore aggiunto” delle produzioni tornano anche in questo paper: http://www.levyinstitute.org/publications/?docid=1352

    b) per una recensione un po piu divertente dei commenti di tringali, suggerisco http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=918:miti-economici-spacciansi&catid=39:politiche-economiche&Itemid=176…si fa per scherzare..:-)

  • Per usare un eufemismo, quello che Tringali scrisse era veramente molto "biased":

    a) Tringali sostiene che i tedeschi brutticattivisfruttatori hanno fatto dumping salariale, creando in questa maniera un divario di inflazione che spiegherebbe la nostra perdita di competitività. Al contrario, la diversa evoluzione dell’inflazione in italia rispetto alla germania è in gran parte dovuta non ai diversi prezzi di produzione, ma dai piu alti margini della distribuzione e dei servizi (servizi bancari, assicurativi, energetici in primis), dovuti al fatto che tali settori in italia sono ancora chiusi, e serie politiche di liberalizzazione non sono mai state implementate, consentendo enormi posizioni di rendita che vanno a discapito della competitivitä delle imprese. Giavazzi e Marco Leonardi hanno scritto molto al rigurdo. Concetto questo espresso non solo dai bocconianiliberistimangiaoperai, ma anche da molti altri economisti di tutt’altro orientamento: potete controllare quanto scritto su un interessante articolo apparso pochi giorni fa sul FQ dall’economista spagnolo Luengo (non proprio un liberista o liberale o bocconiano): http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/16/competitivita-facile-dire-che-dipende-solo-dal-costo-del-lavoro/471458/. Oppure potete leggere cosa scrive anche il keynesiano Levy Institute a proposito del divario di competitività all’interno dell‘eurozona: differenze in termini di efficienza nei servizi e “valore aggiunto” delle produzioni tornano anche in questo paper: http://www.levyinstitute.org/publications/?docid=1352

    b) per una recensione un po piu divertente dei commenti di tringali, suggerisco http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=918:miti-economici-spacciansi&catid=39:politiche-economiche&Itemid=176…si fa per scherzare..:-)

  • Per usare un eufemismo, quello che Tringali scrisse era veramente molto "biased":

    a) Tringali sostiene che i tedeschi brutticattivisfruttatori hanno fatto dumping salariale, creando in questa maniera un divario di inflazione che spiegherebbe la nostra perdita di competitività. Al contrario, la diversa evoluzione dell’inflazione in italia rispetto alla germania è in gran parte dovuta non ai diversi prezzi di produzione, ma dai piu alti margini della distribuzione e dei servizi (servizi bancari, assicurativi, energetici in primis), dovuti al fatto che tali settori in italia sono ancora chiusi, e serie politiche di liberalizzazione non sono mai state implementate, consentendo enormi posizioni di rendita che vanno a discapito della competitivitä delle imprese. Giavazzi e Marco Leonardi hanno scritto molto al rigurdo. Concetto questo espresso non solo dai bocconianiliberistimangiaoperai, ma anche da molti altri economisti di tutt’altro orientamento: potete controllare quanto scritto su un interessante articolo apparso pochi giorni fa sul FQ dall’economista spagnolo Luengo (non proprio un liberista o liberale o bocconiano): http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/16/competitivita-facile-dire-che-dipende-solo-dal-costo-del-lavoro/471458/. Oppure potete leggere cosa scrive anche il keynesiano Levy Institute a proposito del divario di competitività all’interno dell‘eurozona: differenze in termini di efficienza nei servizi e “valore aggiunto” delle produzioni tornano anche in questo paper: http://www.levyinstitute.org/publications/?docid=1352

    b) per una recensione un po piu divertente dei commenti di tringali, suggerisco http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=918:miti-economici-spacciansi&catid=39:politiche-economiche&Itemid=176…si fa per scherzare..:-)

  • Ma è possibile che con i prezzi evidenziati nel video e con il fatto che fosse il 19 dicembre, al supermercato non ci fosse un’anima viva?

    In Italia, con i prezzi italiani, ci sarebbe stata molta più gente

  • sei un pirla, parli di stipendi da favola che riguardano solo una parte dei lavoratori, e parli di prodotti di secondaria importanza. Pirla

  • non c’è che dire . questo patetico piteco sta sfoggiando tutta la sua idiozia . con questo video ci vuole dimostrare come in germania la situazione economica sia migliore di quella italiana . davvero un genio , non c’è che dire . piccolo particolare : in germania stanno bene grazie al loro dumping sociale . dopo 10 anni di euro , + 10 di sme , il divario economico non può che essere questo : insostenibilità economica per le famiglie ed imprese.ci voleva uno sciatto qualunquista per accorgersene?

  • leggendo i commenti c’è chi gli da ragione e chi gli è contro, però il quadro completo non lo ha capito pressoche nessuno:che ci sia la crisi è conclamato in tutta europa, forse in tutto il mondo, dunque è normale che il precariato aumenti un pò ovunque,chiunque vada a vedersi la lista dei redditi europei si accorgera che l’Italia è al terzultimo posto se non ricordo male prima del portogallo e che la grecia viene anche prima di noi. salario medio italiano circa 23000€ lordi annui,(basta scrivere su google salari europei e farsi una cultura almeno superficiale )dunque mettendo anche il caso che i salari fossero simili tra italia e germania(che non lo sono e sfido chiunque a dire che in italia si guadagna di più)almeno i prezzo della vita e sicuramente minore e da sottolineare che le infrastrutture che sono l’ossatura di un paese sono nettamente meglio da loro che da noi.fatevi un giretto a Berlino o Monaco e poi ditemi se girarci e più facile di girare per Milano e Roma, a si, vogliamo parlare dei prezzi autostradali,e delle bollette energetiche che ti danno la possibilità di scegliere da dove attingere la tua energia..l’ultima cosa per i commentatori saccenti 4 krapfen 2,10€ in pasticceria a berlino gennaio scorso.. e che boni!!!

  • Il servizio è una forzatura, si arriva a dire che in Germania si spende un terzo che in Italia ed è una balla bella e buona. A meno che uno non sia uno sprovveduto e vada a supermercato solo per farsi fregare, la differenza c’è ma è decisamente minore.

  • Continuiamo a dare la fiducia sempre nella stessa classe dirigente, senza mai cambiare, per paura di cambiare!

    E poi non meravigliamoci se capita che chi guadagna MEDIAMENTE 1000 € al mese più di noi ha pure un costo della vita dimezzato!!!

    La colpa è nostra signoriiiiiiiiiii che abbiamo paura di leggere un libro, imparare qualcosa sulla finanza, sull’economia e sulla politica.

     

    Alla fine tutto si spiega!

  • La germania è solo un capro espiatorio come lo è la nostra classe politica,se rubano è sempre perchè lo consentono,stanno coprendo i veri problemi

  • Clausius ha scritto :
    Concordo con le tue valutazioni e,dato che non ci son state risposte “professionali” (cioè da economisti e studenti in economia)ho fatto un giretto quì: http://goofynomics.blogspot.it/ Ho inserito nel campo di ricerca interno due query: costo lavoro Germania e prezzi più bassi germania. Il materiale da leggere è tanto ma ne vale la pena e sono soprattutto i grafici,come quelli sull’inflazione eurozona nell’era della moneta unica,che in un sol colpo spiegano,insieme a quelli relativi alla svalutazione interna operata in Germania da 2003 in poi,i motivi che molto empiricamente sembrano vedersi nel filmato.

    Esatto! Il Prof.Bagnai Alberto ha spiegato benissimo questa triste storia…nella quale, evidentemente, qualcosa ha interferito squallidamente con le leggi di mercato.

    VEDI :

    -I PAESI DEL NORD,DROGANO CON IL CREDITO FACILE LA CRESCITA DEI PAESI DEL SUD SPINGENDO INEVITABILMENTE L’INFLAZIONE IN QUESTI ULTIMI.

    -LA GERMANIA ATTIVA UNA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO CHE MIRA ALLA “PRECARIZZAZIONE” ED ALLA “SOTTOCCUPAZIONE”DI MILIONI DI TEDESCHI CON UN CROLLO  DEI SALARI REALI PRO CAPITE.

     

     

     

     

     

     

     

    • Ciao, HOWGIO’

      poco piu sopra ho riportato dei link interessanti che ti possono dimostrare come la tesi dei vari bagnai e tringali sia quanto meno “parziale”.

      a) Il differenziale di inflazione tra italia e germania è spiegato in misura principale non dai costi di produzione (leggi: salari), ma dai margini della distribuzione e dei servizi (sotrattutto nel settore bancario, assicurativo, energetico), con pesanti ricadute sulle competitività delle nostre imprese.

      b) Piu in generale, politiche industriali errate che non hanno portato l’italia ha muoversi verso l’alto in termini di “valore aggiunto” dei beni prodotti, è alla base della perdita di competitività del paese.

      Mettere su un grafico una linea di inflazione ed una linea con l’andamento dei salari reali negli ultimi 10 anni, converrai con me, è una analisi alquanto sempliciotta. I due punti sopra riportati sono la spiegazione che alla perdita di competitività del sistema italia danno sia “liberisti” come giavazzi e leonardi, sia keynesiani come il Levy Institute ed il professor Luengo. Ed alla base di tale conclusioni ci sono numeri ed analisi serie, non due righe su un chart.Fammi sapere cosa ne pensi.

  • byoblu rimuovi questo video di disinformazione per favore. i prezzi sono piu’ bassi ma gli stipendi pure, a parte le eccezioni citate da questo ignorante del video.

    ”Germania, paese dei bassi stipendi: uno studio mostra che 8 milioni di lavoratori guadagnano meno di 9.15 € lorde per ora, circa 1.4 milioni guadagnano meno di 5 Euro. 800.000 dipendenti vivono con una salario mensile lordo inferiore ai 1.000 €.”

  • È tutto vero. Amici miei di Vienna, ferrovieri che viaggiano gratis in treno, vanno alcune volte all´anno a fare gli acquisti in Germania (oltre 300 km lontano), perchè tutto costa molto meno. D´altra parte, altri amici di Roma vengono  a Vienna e dicono che qui tutto costa meno. Quindi…..

  • Credo che il discordo sia inoltre conducibile a ciò che viene chiamato cambio vero. Quando entrò in vigore l’euro, tutti eravamo informati del cambio della ns valute nazionali nei confronti della valuta unica. Ma poi ogni paese ha avuto negli anni una inflazione diversa che ha fatto si che questo cambio, dopo 10 anni, si sia decisamente falsato. Ho letto che, facendo riferimento alla Germania, l’Italia ha accumulato in 10 anni un differenziale del 22%, la Grecia addirittura del 29%! Vuol dire che, a paritá di prezzi, un tedesco ha un potere di acquisto del 22% superiore al nostro, perchè a lui l’euro oggi costa meno che a noi. L’euro è uno ed uno solo, ma c’è chi lo paga di più (ovvero deve lavorare più tempo per guadagnarlo) e chi lo paga di meno, come i Tedeschi. Se a questo aggiungiamo che alcuni prodotti alimentari sullo scaffale del supermercato tedesco costano persino meno, o che la benzina tedesca costa meno, ci rendiamo conto che qui in Italia qualcuno ci ha sempre delle grandi palle sulla inflazione bassa, così i nostri stipendi non crescevano, mentre crescevano quelli tedeschi: nel paniere italiano cosa ci mettevano?

  • questo post e’ ESTREMAMENTE sbagliato!!!

    e’ come dire che in slovenia la benzina costa meno che da noi.

    e allora?! dov’e’ la notizia?!

    claudio, lo sai che ci sono differenze di prezzi anche tra le varie regioni del nord italia? figuriamoci se non ci sono differenze con l’estero…

    scusa ma questa volta hai toppato!

    • Perchè toppato?

      Claudio ha esattamente dimostrato che le cose nell’Eurozona sono andate esattamente all’incontrario e dai vari grafici del Fondo Monetario Internazionale del 2012 lo si può capire bene..benisssssimo.Semplicemente,la legge della domanda e dell’offerta,non ha funzionato perchè qualcosa ha interferito con le leggi di mercato…e quel qualcosa è tanto grave per il popolo dell’Eurozona.

       

    • toppato nel senso che e’ una notizia non notizia.

      ci sono differenze tra regioni d’italia figuriamoci tra nazioni.

      e quindi? cosa si vuole dimostrare?

      scusate ma non l’ho capito. per colpa mia, ovviamente.

  • alex78 ha scritto :
    Ciao, HOWGIO’ poco piu sopra ho riportato dei link interessanti che ti possono dimostrare come la tesi dei vari bagnai e tringali sia quanto meno “parziale”. a) Il differenziale di inflazione tra italia e germania è spiegato in misura principale non dai costi di produzione (leggi: salari), ma dai margini della distribuzione e dei servizi (sotrattutto nel settore bancario, assicurativo, energetico), con pesanti ricadute sulle competitività delle nostre imprese. b) Piu in generale, politiche industriali errate che non hanno portato l’italia ha muoversi verso l’alto in termini di “valore aggiunto” dei beni prodotti, è alla base della perdita di competitività del paese. Mettere su un grafico una linea di inflazione ed una linea con l’andamento dei salari reali negli ultimi 10 anni, converrai con me, è una analisi alquanto sempliciotta. I due punti sopra riportati sono la spiegazione che alla perdita di competitività del sistema italia danno sia “liberisti” come giavazzi e leonardi, sia keynesiani come il Levy Institute ed il professor Luengo. Ed alla base di tale conclusioni ci sono numeri ed analisi serie, non due righe su un chart.Fammi sapere cosa ne pensi.

     

    Caro Alex78

    Riconfermo quello che ermeticamente ho scritto,ovvero che il Prof.Bagnai Alberto ha spiegato benissssimo il metodo di governo imposto con l’EURO…e se lei volesse ma senza imposizione eh…dal Prof.Bagnai Alberto potrebbe acquisire dettagliate e congrue conoscenze in merito a questa ,ripeto,triste faccenda.

    Altro che due righe su di una chat……

    • scusa, l’ultima cosa poi mi taccio..pure questa idea che emerge da quel blog secondo la quale l’unione monetaria con i PIGS (dove la I sta per Irlanda, come giustamente sostiene Bagnai) è stata voluta dai tedeschi brutti e cattivi per assicurarsi “mercati di sbocco” in cui vendere i loro prodotti competitivi a causa del cambio rigido fa veramente ridere..Grecia, Irlanda e Portogallo rappresentano insieme poco meno dell1% (sigh) degli export tedeschi…arriviamo a poco meno del 5% se aggiungiamo la Spagna..cioè la germania si sarebbe messa in questo casino per questo? proprio tonti sti tedeschi..:-) Magari questa è meglio che non la ripeta fuori da Pescara e dal suo blog, senno gli ritirano il patentino di professore:-)….

    • Grazie Piero per la risposta. Giusto per evitare incomprensioni: io non sostengo che tutto quello che scrive Bagnai sia sbagliato, anzi..la spiegazione che lui fa delle storture insite in un modello di moneta única come quello dell’euro e dei pericoli che porta con se è pienamente condivisibile, ed è una delle poche cose su cui tutti gli economisti sono d’accordo.

      Il problema, a mio umile parere, è quando si concentra sulla specifica situazione italiana. La sua analisi dei problema di competitività e di debito pubblico, a mio modo di vedere, si fa troppo “parziale” e mi permetto di dire “partigiana”.

      a)      Perchè continua a sostenere che la perdita di competitività italiana sia da ricondurre esclusivamente alle politiche salariali tedesche, quando buona parte di economisti liberal e keynesiani sostengono che altri fattori han giocato un ruolo molto piu importante? Perchè non cita mai questi studi (e questi fattori), anche solo eventualmente per dimostrare la loro minore rilevanza rispetto alla sua spiegazione del problema)?

      b)      Perche continua a sostenere che l’accumulo di debito pubblico in Italia sia esclusivamente dovuto al divorzio, quando l’analisi dei déficit primari dell’italia degli ultimi 40 anni, dei suoi tassi reali prima e dopo la cura Volcker degli anni 80, ed il loro confronto con quanto successo negli altri paesi, dimostra chiaramente che l’accumulo di debito eccessivo è principalmente dovuto agli errori di “timing” e di qualità della política fiscale, e non all’andamento dei tassi reali (negativi prima di Volcker, positivi dopo, come in qualsiasi altro Paese avanzato)?

      Mi posso sbagliare, ma quel blog mi sembra piu orientato a portare avanti una tesi política, piuttosto che una oggettiva analisi económica dei fatti. Cosi come mi sembra scorretto il modo con cui tratta certi “colleghi”. Essendo professore di economía, probabilmente sa benissimo che, se 13 mesi fa, Monti non avesse fatto quello che ha fatto e l’Eurozona si fosse disaggregata in modo disordinato, il mondo sarebbe ritornato al 2008, con uno stop di qualsiasi flusso finanziario e commerciale e potenziali default di banche in giro per il mondo che ci avrebbe fatto cadere nuovamente in una pesantissima recessione (oltre che distruggere parte sostanziale del l’enorme wealth delle famiglie italiane), altro che IMU. Mi piacerebbe lui ammettesse l’importanza  del lavoro fatto da Monti il quale, pur nell’insieme delle riforme promesse e non fatte, ci ha consentito di evitare il “break up disordinato”, di guadagnare tempo e pianificare piu serenamente una revisione dell’unione monetaria o anche (come Bagnai auspica) una uscita “ordinata” dall’euro.  Tutte le battutine su “’a rata del mutuo” e “l’inflazione al 400%” sono, appunto, solo battutine, che non affrontano il nodo del problema del 2011: il break up disordinato avrebbe avuto per l’economia mondiale un impatto potenzialmente maggiore rispetto al crollo Lehman, e l’averlo evitato è stato fondamentale per tutti noi.

      Grazie ancora per la risposta.

  • alex78 ha scritto :
    scusa, l’ultima cosa poi mi taccio..pure questa idea che emerge da quel blog secondo la quale l’unione monetaria con i PIGS (dove la I sta per Irlanda, come giustamente sostiene Bagnai) è stata voluta dai tedeschi brutti e cattivi per assicurarsi “mercati di sbocco” in cui vendere i loro prodotti competitivi a causa del cambio rigido fa veramente ridere..Grecia, Irlanda e Portogallo rappresentano insieme poco meno dell1% (sigh) degli export tedeschi…arriviamo a poco meno del 5% se aggiungiamo la Spagna..cioè la germania si sarebbe messa in questo casino per questo? proprio tonti sti tedeschi..:-) Magari questa è meglio che non la ripeta fuori da Pescara e dal suo blog, senno gli ritirano il patentino di professore:-)….

    Alex..tu puoi ridere quanto vuoi ma dovresti anche essere in grado di spiegare come mai il governo tedesco ha accettato Italia e Grecia nell’euro pur non avendone i requisiti economici.

    E,lasciamelo dire,la tua analisi è a dir poco sconclusionata.I germanici ci sanno fare solo che hanno interpretato (come non lo hanno fatto altri) l’unione europea come una zona mercantilista.Molto più larga di quella accenni tu.Non mi sembra fossero questi gli intenti europeisti! Ah già! Chissenefrega dei trattati!

    W il Fiscal Kombat.:)

    • Guarda che non è la mia analisi. E’ l’analisi di Roubini, Levy Institute, Daniel Gros, Luengo, e molti altri economisti di qualsiasi “orientamento” sui motivi per cui il current account italiano è passato da +2% a -1% in 10 anni, vale a dire politiche energetiche e industriali sbagliate. Detto per inciso, il sistema industriale italiano non è un sistema da terzo mondo, e trovo anche antipatico che l’italia venga sempre messa nel gruppo di Paese come Spagna e Portogallo, che hanno un ritardo enorme da questo punto di vista. La magnitude del deterioramento del CAD (come già detto, non lontanamente paragonabile a quella degli altri PIGS), tra l’altro, ci suggerische che con neppure enormi sforzi, l’italia potrebbe tranquillamente recuperare la competitività perduta, SENZA CHE QUESTO SIGNIFICHI TAGLIARE SALARI. Le solite cose, insomma: politiche energetiche sensate, liberalizzazioni nei settori dei servizi per abbassare i costi delle imprese, lotta agli evasori che accumulano ricchezza in asset improduttivi (leggi: case) per poter abbassare le tasse sulle imrpese. E’ da 30 anni che lo dobbiamo fare e non lo stiamo facendo. E’ ora didarsi una mossa, anziche stare a frignare sui presunti dumping salariali di 0.5% per 5 anni della germania…sigh…ma hai una idea dell’impatto che pottebbero avere per le imrpese italiane le riforme sopra citate?!?! altro che 0.5% per 5 anni…

    • Daccordo sulla mancanza di politiche energetiche e industriali.Daltronde le decisioni politiche italiane sono state disastrose anche in altri settori.

      Ma non hai risposto alla mia domanda:-Perchè hanno fatto entrare Italia e Grecia nell’euro considerati i nostri debiti pubblici ?.

       

       

  • oltre alle sozzerie, che sono state perpetuate negli ultimi venti anni, nei confronti dei lavoratori dipendenti perchè nessuno affronta l’argomento della conversione dalla lira all’euro che in germania è stata fatta regolarmente per dli stipendi e i prezzi dei prodotti al consumo, mentre in italia questi ultimi sono radoppiati dalla sera alla mattina(1000 lire 1 euro) dmezzando di fatto gli stipendi convertiti regolarmente all’euro?

    • Altra domanda da fare : visto che entravamo nell’euro al cambio di 1,900 e rotti perchè non c’è stato un referendum popolare su questa decisione?

    • PER ALEX78

      Ti ribadisco,ti ripeto…che il Prof.Bagnai Alberto ha spiegato MOLTO BENE il dogma dell’EURO e le sue conseguenze per il popolo europeo(bello e brutto).

       

      Prendo le distanze da uno sconosciuto che si permette di insinuare il ritiro del “patentino di professore” al Prof.Bagnai Alberto.

       

      Per quanto riguarda il Prof.Monti non condivido assolutamente quanto affermi.Non mi dispiace…

      http://www.gamerlandia.net/2013/01/14/fmi-il-pentimento-dellavvoltoio/

       

       

       

       

  • HOWGIO’ ha scritto :
    PER ALEX78 Ti ribadisco,ti ripeto…che il Prof.Bagnai Alberto ha spiegato MOLTO BENE il dogma dell’EURO e le sue conseguenze per il popolo europeo(bello e brutto).   Prendo le distanze da uno sconosciuto che si permette di insinuare il ritiro del “patentino di professore” al Prof.Bagnai Alberto.   Per quanto riguarda il Prof.Monti non condivido assolutamente quanto affermi.Non mi dispiace… http://www.gamerlandia.net/2013/01/14/fmi-il-pentimento-dellavvoltoio/        

    Perfettamente daccordo con te.

    Inviterei alex a rileggersi il memorandum fatto alla Grecia dalla Troika quì sul blog.

    Vale più di tante parole sprecate https://www.byoblu.com/post/2012/07/12/IL-CAVALLO-DI-TROIKA.aspx 

    E poi leggerei anche questo  https://www.byoblu.com/post/2012/05/13/LItalia-come-la-Grecia-trucco-i-conti-per-entrare-nelleuro.aspx

    Su questo blog hai materiale sufficiente da leggere non tanto per convincerti che le tue tesi sono strampalate (o male interpretate)ma sulle conseguenze che decisioni politiche sbagliate hanno causato ai cosiddetti PIIGS.E cito una frase di Bagnai che spesso ha ripetuto…”Se c’è un corrotto ci sarà anche un corruttore”!.

    I conti Greci furono certificati da Goldman Sachs e del gruppo  faceva parte il tanto decantato Draghi.Sono azioni criminali che andrebbero punite col carcere,altro che disquisizioni accademiche.

  • alex78 ha scritto :
    La grecia era un paese económicamente arretrato prima dell’entrata nell’euro, lo sarebbe rimasto se non fosse entrata nell’euro(questo dove sta scritto…sull’Olimpo?)

    ma le vedete le quotazioni in borsa di tutte le principali banche mondiali? Avete visto il loro valore nel 2007? Avete visto il loro prezzo oggi? Le banche hanno fatto errori tremendi, investimenti sbagliati(sarà per caso che ti riferisci al MPS?E in un mercato libero sarebbero fallite…o no?)

    “Se c’è un corrotto, c’è anche un corruttore”. Queste sono le frasi che mi aiutano a capire per quale motivo un paese con le enormi potenzialità come l’italia si stia tristemente buttando via. (un bel pezzo di economia è già stato buttato via e se non si cambia rotta la barca si incaglierà,nonostante le belle parole).

    Ti invito a rileggerti.   Ti sei già dato le risposte da solo.Un colpo al cerchio e una alla botte.Non è che i copia/incolla ti confondono?

    E quì chiudo perchè non veniamo a capo di nulla…Siamo improduttivi.

  • @Alex 78

    Ho dato un occhiata ai due link keynesiani che proponi, e quello che ho trovato è una critica all’atteggiamento che cerca nella riduzione dei salari reali un modo per uscire dalla crisi. Posizioni quindi nettamente keynesiane, che vedono il pericolo del connesso calo della domanda aggregata, ma anche molto vicine a Brancaccio, quando denuncia il ridursi della quotra salari nel periodo ed il corrispondente incremento della quota profitto. Ho capito quello che intendi: se abbassare gli stipendi ora non farà recuperare significativamente competitività, perchè avrebbe dovuto favorire in passato la Germania? Beh, una risposta potrebbe essere nel timing: la depressione del mercato interno fatta da loro allora  ha sortito effetti diversi (raffreddare l’inflazione per guadagnare competitività di prezzo) da quelli che si otterrrebbero ora da noi in piena crisi.   

    In definitiva nell’essenza dei ragionamenti dei documenti linkati e di Bagnai non trovo contraddizioni, semplicemente quest’ultimo esplicita con forza che la moneta unica è stato un ingrediente fondamentale per indirizzare in un certo modo la distribuzione della ricchezza, ma tutti mettono in guardia dal considerare solo politiche dal lato dell’offerta.

    Credo che nessuno metta in dubbio che creare condizioni più favorevoli alla produzione o ridurre corruzione ecc. siano interventi benefici, ma intanto abbiamo visto solo provvedimenti che spostano ulteriori risorse verso il mondo della finanza, tipo limitazione del contante, riduzione dello stato sociale, aiuti alle banche private ecc.

    Per tornare alla frattura in seno alla UE, equità vorrebbe che gli aumenti di produttività fossero condivisi con i lavoratori, se invece gli stipendi calano del 5 o 6 o quanto vuoi percento mentre la produttività aumenta del 10% è chiaro che devi valutare entrambi i versanti per dar conto degli squilibri. 

    Ciao

     

  • Il complotto delle banche cattive non è un elemento necessario, basta considerare come la politica dei bonus stratosferici alla dirigenza su guadagni a breve termine e la deregulation di stampo liberista abbia contribuito allo sviluppo delle bolle.

    Permetterai che abbia più di qualche dubbio sul fatto che  quando GS ha consigliato le operazioni di swap sui derivati per coprire i buchi di Grecia ed Italia sapesse di rifilare qualche bidone. Anche qui, lasciamo da parte i complotti, ma resto convinto che la palese vicinanza, per non dire intimità, tra la finanza speculativa ed i governi, anche locali,  contribuisca in maniera decisiva al predominio della prima sui secondi.

     

    Ciao

  • Clausius ha scritto :
    Grazie,il tuo commento lo trovo molto pertinente.Non ho nulla da aggiungere e anzi,mi complimento per la tua capacità di sintesi. 😉

     

    Io sì, rileggendo ho trovato diversi erori di batittura

    Ciao e grazie

  • Disinformation…. La fine dell articolo diceva confronti verifiche smentite etc…A parte che il principio io lo pubblico…poi vediamo le smentite , rettifiche etc… non è’ il massimo visto l ‘ eco mediatico erroneo che potrebbe venirne fuori…( lo dico più che benevolmente, Claudio mi conosce. Sa quanto lo stimi e lo segua). Ma credo che la lettura e approfondimento di questa fonte possa essere argomento di un articolo che confuta il video di quel “biiiiip”…. “Real wages in Germany. Numerous years of decline. Weekly report 28/2009, German Institute for Economic Research”.

  •  albert one e alex 78, due comici inconsapevoli che ci hanno fatto scompisciare dalle risate nel loro pietoso tentativo di screditare coloro che fanno corretta informazione. addirittura viene preso come riferimento il levy institute ( pensa te come son messi male )  e spacciato per una scuola keynesiana, quando in realtà al levy institute troviamo personaggi come michele boldrin colui che arrivò ad affermare in una puntata di ultimaparola che la svezia si trova nell euro (!!) e che gli scandinavi crescono del 4,5% ( ????????????? ), quando invece come chiunque potrà verificare la crescita svedese è appena dello 0,7% . ma torniamo ai nostri due eroi e al loro armamentario, ormai scarico e senza più alcun credito, di luoghi comuni, secondo i quali il più grande fallimento del mercato della storia dell umanità ( l euro ) è attribuibile agli stipendi d oro dei manager greci, alle case sopraprezzate e naturalmente al fatto che l italia non abbia fatto le riforme come la germania, insomma come dire che le scopate di berlusca abbiano provocato il crac finanziario dei paesi del sud europa. andiamo oltre e stendiamo un velo pietoso su tali deliri secondo i quali il fatto che in grecia mancano perfino le aspirine, i farmaci salvavita negli ospedali, che negli scaffali dei supermercati vendono i prodotti scaduti per sfamare la popolazione , sia riconducibile alla spesa pubblicabruttacattivaorribile e andiamo oltre quando i due comici sostengono che la germania non si sia creata mercati di sbocco nei paesi periferici. ah no ? infatti giusto per smentire tali farneticazioni, BASTERà RICORDARE che la germania dopo aver ridotto  alla canna del gas i PIIGS, ha visto dimezzare le proprie esportazioni e di conseguena il suo PIL  più chiaro di cosi, occorre aggiungere altro? si? e aggiungiamolo allora: secondo i dati del fmi, verificabili da chiunque, l incremento di 200 miliardi di dollari del saldo complessivo, verso il mondo, è dovuto per 108 miliardi ( più della metà, amici belli ) al commercio con l eurozona. di questi 108 miliardi, 52, ripetiamolo dai 52 son dovuti al commercio con chi? ma con i PIIGS , che quindi se la matematica non è una opinione spiegano da soli il 25% dell incremento del saldo tedesco……i due sostengono che la svalutazione salariale non abbia rivestito alcuna importanza nellla maggiore competittività tedesca a discapito di tutti gli altri ah no ? strano perchè perfino i tedeschi riconoscono che la moderazione salariale sia stato l ingrediente fondamentale del successo tedesco ( berger: fate come i tedeschi nel 2003 + competitività e stipendi contenuti, corriere della sera 4 dicembre 2011 ), Del resto se una unione monetaria si dà un obiettivo di inflazione del 2% e un Paese invece si mantiene sistematicamente al di sotto di questa soglia, COME HA FATTO LA GERMANIA,  allora vuol dire senza se e senza ma che nella pratica la germania STA SVALUTANDO.   già proprio cosi la germania HA SVALUTATO IN TERMINI REALI rispetto A TUTTI I PARTNER EUROPEI, ANCORA NON è CHIARO? diciamola in un altro modo allora : se la germania ha svalutato, di converso tutti i partner europei hanno rivalutato rispetto a lei. iNSOMMA VEDETELA COME VOLETE ma la sostanza è che da una parte c’è la germania, la bionda e virtuosa germania dagli occhi azzurri, e dall altra tutti gli altri. Come dite? allora la germania è stata più brava? ahahahaha evidentemente le cose non stanno cosi: stanno che nell eurozona la correzione degli squilibri, secondo la legge della domanda e dell offerta, NON HA FUNZIONATO,perchè se avesse funzionato in germania ci sarebbe stata una crescita dei prezzi più rapida rispetto ai suoi partner! perchè? per il semplice fatto che i beni tedeschi erano più richiesti di quelli dei suoi partner!! ma cosa non ha funzionato? innanzitutto i Paesi del nord hanno iniettato credito facile nel sistema finanziario della periferia drogandone in questo modo la crescita. che significa? significa che hanno spinto al rialzo l inflazione in quest’ultima ( la periferia) E’ un complotto? vuol dire affermare che la germania è brutta e cattiva? no è una dinamica che si legge nei dati e ammessa perfino dai sacerdoti dell ortossia come zingales. Ma non finisce qui: la biona e virtuosa germania ha sostenuto una riforma del lavoro che ha determinato ( provate a negarlo ) MEDIANTE LA PRECARIZZAZIONE E LA SOTTOCCUPAZIONE, un crollo dei salari reali pro capite di circa il 6% nel periodo 2003,2009- sembra poco? SEMBRA!! perchè tale moderazione salariale ha generato ovvie ricadute, che anche uno studente di terza media capirebbe, sulla COMPETITIVITA’ DI PREZZO DEI PRODOTTI TEDESCHI.     P,S, salutatemi boldrin

  • Questo video offre un’ottima occasione per riflettere su alcuni luoghi comuni, spesso utilizzati dal mainstream per mascherare le reali ragioni della crisi.

    Chi fosse interessato qui trova un mio commento al filmato. 

    La Germania ha aumentato la propria competitività mantenendo bassa l’inflazione grazie al contenimento delle retribuzioni (dei giovani, dei precari, di quelli che persono il lavoro, non dei dipendenti della volkswagen). Lo dicono non solo i dati, ma anche la stessa Commissione UE e un “superconsulente” del gabinetto Merkel.

    • Concordo con la tua linea interpretativa.

      Tra le fonti di inflazione aggiungerei anche la fiscalità in senso lato (aumento delle imposte indirette / accise , aumento delle tariffe dei servizi pubblici locali anche per compensare i minori trasferimenti dello stato centrale, etc.)

      Bravo per la pazienza.

      Un cordiale saluto.

      Emilio L.

  • Confermo tranquillamente (visto che vi vado spesso e a volte ci rimango anche per un mese per lavoro), che in Germania, ma anche in Austria, fare la spesa per mangiare costa di meno, e non solo perchè la vita costa meno, così come anche gli affitti.

    Forse la cosa non è fuori tema, ma ho notato che sia per prodotti alimentari, che elettrodomestici e altri, se per caso  rimane il modello da esposizione, o il cibo sta per scadere (come la carne), fanno sempre forti sconti.

    Perchè non succede in Italia, dove preferiscono buttare il cibo piuttosto che scontartelo tipo del 50%?

    Mi ricordo ad Innsbruck, che ogni volta che i bocconcini di vitello stavano per scadere (qualche giorno di tempo ancora rimaneva), c’era sempre un forte sconto sul prezzo al chilo, minimo del 30%.

    Ci può essere un collegamento? Non credo che in Germania e Austria sono semplicemente più intelligenti i commercianti, penso ci sia dell’altro.

    E io in Italia faccio la spesa al Lidl e all’ Eurospin, che poi sono chiaramente campana e veneta 🙂

    Aggiungo anche che quando prendo la cioccolata con il caramello al Lidl, ho la netta sensazione che quello in Austria sia più fresco, più fragrante.

  • Ci sono due paesi: A e B.

    Per ogni 100 persone tra i 15 e 64 anni, il paese A offre meno di 56 posti di lavoro, mentre il paese B ne offre più di 72 (+16/100).

    Ma attenzione: dei posti di lavoro aggiuntivi che il paese B è in grado di offrire, ca. 2/3 sono part-time, con una media di 18-20 ore di lavoro a settimana.

    Il salario di questi impieghi part-time è piuttosto basso, nell’ordine dei 450 €, ma viene integrato da un reddito minimo di cittadinanza. Principalmente si tratta di posizioni poco qualificate nell’ambito dei servizi (es. distribuzione commerciale, ristorazione, assistenza, pulizie etc.). Non è molto, ma per una parte di quei lavoratori va bene così, perché si tratta di studenti o di donne che dividono il loro impegno tra lavoro e famiglia. Per gli altri lavoratori che aspirerebbero ad un’occupazione a tempo pieno (forse non la maggioranza), va comunque meglio che nel paese A dove mancano sia il lavoro che le forme di sostegno al reddito.

    Passando a considerare i lavoratori a tempo pieno, il paese B offre oggi salari superiori in media del 30% rispetto a quelli del paese A, con un costo della vita analogo, oltre ad una legislazione del lavoro non meno tutelante di quella del paese A.

    Negli ultimi anni i salari del paese B sono cresciuti poco o niente in termini reali, ma l’occupazione ha tenuto ed anzi è aumentata. Nel paese A i salari reali sono invece cresciuti un po’ di più anche se adesso stanno flettendo, a causa della recessione e dell’aumento della disoccupazione.

    Secondo voi i lavoratori che vivono nel paese B sarebbero disposti a fare cambio con quelli del paese A ?

    Un cordiale saluto.
    Emilio L.

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