Un Paese che dovrebbe uscire dall'euro

COME SI ESCE DALLEURO-Blog-VideoIcon

di Valerio Valentini
“Ebbene sì: questo Paese dovrebbe uscire dall’euro. Immediatamente. La ragione è molto semplice: restare nell’euro comporta una depressione incredibilmente aspra, che durerà per molti anni e vanificherà qualunque sforzo di ricostruire il settore delle esportazioni. Abbandonare l’euro, invece, e svalutare in modo sensibile la nuova moneta, accelererebbe notevolmente quel processo di ricostruzione.
 
Se si analizzano i dati relativi al commercio del Paese, risulta evidente quanto è grande il danno che esso sta per subire. Si tratta di un mercato estremamente aperto il cui unico settore davvero attraente per l’estero, o almeno l’unico rimasto ancora in piedi, è il turismo. Ora, gli organismi internazionali (UE, BCE, FMI), continuano ad imporre nuove misure di austerità, anche se il Paese ha un saldo primario (cioè senza contare gli interessi sul debito) attivo, con un surplus che ammonta a 15,6 miliardi per il 2011. Non mi sorprenderebbe, però, se a furia di austerità il Pil reale crollasse del 20%.
Qual è, dunque, la strada da seguire? Questo Paese ha bisogno di un vero e proprio boom del turismo, insieme ad una rapida crescita delle esportazioni, utilizzando come settore trainante quello dell’agricoltura, che deve essere rivitalizzato. L’unica soluzione per far ciò è una forte svalutazione; questo contribuirebbe con ogni probabilità ad attrarre turisti ed investitori stranieri. Se invece si volessero ottenere gli stessi risultati ricorrendo al taglio drastico degli stipendi pubblici e del welfare, il processo sarebbe molto più lungo, e causerebbe molti più danni, sia in termini sociali sia in termini economici. Stabilito questo, si potrebbe discutere su come praticamente attuare queste soluzioni, cioè attraverso una temporanea chiusura della banche e un controllo del flusso dei capitali; e anche per quanto riguarda il contante, si potrebbe intanto ricorrere a degli appositi bancomat, senza dover per forza aspettare che qualcuno corra a stampare le nuove banconote.
È vero: tutto suona dannatamente disperato ed improvvisato. Ma la situazione in cui ci troviamo è, appunto, disperata! Se rifiutassimo questa strategia, ci ritroveremmo ad accettare le stesse misure di austerità che stanno devastando la Grecia, o forse anche peggiori. Ma sono sicuro che nulla di tutto quello che ho proposto accadrà. E questo perché le istituzioni del Paese temono il salto nel buio rappresentato dall’uscita dall’euro, e preferiscono invece la certezza dello sfacelo che deriva dal rimanere all’intero della moneta unica. Come ho già detto, io sono convinto che abbandonare l’euro sia adesso la cosa migliore da fare.”
A pronunciare queste parole – al netto di qualche trascurabile differenza – è stato non un antieuropeista, disfattista e irresponsabile, ma il premio nobel per l’economia Paul Krugman. Però potete tranquillizzarvi: Krugman si riferiva a Cipro, non all’Italia.
 
 

249 commenti

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  • Però M5S dovrebbe prendere una posizione chiara su queste faccende.

    Dentro o fuori dall’Eurozona?

    Moneta prestata o moneta sovrana?

    Ci vuole un sì o un no. Netti e argomentati.

    • “il m5s propone il referendum, meglio di così!”

      Ma come meglio di così, ma stiamo scherzando o cosa?? Abbiamo appurato che l’euro ci ha ridotto in schiavitù, che ha distrutto la nostra economia, ci sono gli anziani che frugano tra i cassonetti e centinaia di suicidi, il nostro futuro è stato cancellato… e voi volete il referendum… siete RIDICOLI!! Ma voi lo fareste mai un ferendum sull’omicidio o sullo stupro?? L’euro è proprio questo, chi ha progettato l’euro e chi l’ha sostenuto hanno le mani macchiate di sangue e voi volete il referendum, roba da malati di mente! L’euro è la più grande truffa della storia dell’uomo, è una tragedia di proporzioni allucinanti, ci si esce e basta non si fa fare un referendum su una cosa così di cui tra l’altro il popolo non sa un cazzo ed è impaurito e disinformato dai media di regime! Chi vuole il referendum vuole RIMANERE nell’euro, non uscirne, voi siete P.U.D.E. come tutti gli altri ma ancora più subdoli!

    • Subdoli?

      Permettere al citadino di informarsi e di esprimere il suo parere (rammento che un referendum sull’euro ha valore SOLAMENTE informativo, a meno di modifiche legislative) adesso è essere subdoli.

       

       

    • Io credo che Grillo sia pro-uscita dall’euro solo che non vuole imporre la sua scelta. Il PD con il PDL  hanno firmato  i trattati europei che contengono norme capestro e con la complicità dei giornali e televisioni, sono riusciti a non far sapere nulla al popolo italiano. Grillo vuole il referendum perché così se ne dovrà parlare e quando la gente comincerà a capire il funzionamento dell’euro e comincerà a capire che genere di persone ci hanno governato in questi venti anni, politici che a nostra insaputa hanno firmato trattati che riducono in schiavitù le popolazioni e i cui effetti benefici sono solo per loro, deciderà.

      Chi emette moneta ha il “POTERE” e l’Italia l’ha perso quando hanno privatizzato le banche e successivamente cedendo la stampa della moneta alla  BCE un organismo privato. Ora dobbiamo riprendercelo !!!!

       

       

    • “Grillo vuole il referendum perché così se ne dovrà parlare e quando la gente comincerà a capire il funzionamento dell’euro”

       

      ehh sì nel mondo dei sogni..per capire il funzionamento dell euro e la sua effettiva utilità o meno in italia, bisogna studiare e avere esperienza nel campo. A quanto pare qua sembra che basti leggere un libro per diventare  economisti.  Il referendum come già detto altrove è una nefandezza senza pari ( un chirurgo non mette a votazione tra i pazienti dell ospedale la scelta di un intervento chirurgico !!). Proporre il referendum sull euro significa solo voler cavalcare l onda della disperazione del popolino ( non sa niente di economia e finanza )  che tipicamente necessita di un capro espiatorio, ma è una porcata a prescindere dell esito. La cosa più sensata sarebbe quella di far riunire persone realmente competenti (pro e contro) e dall esito di quel dibattito imbastire una politica economica per l italia. Ma bisognerebbe essere dotati di una reale coscienza critica per accettarne l esito , qualunque esso sia. 

    • @luca manzoni Non bisogna essere economisti per capire quando ti stanno imbrogliando. Basta pensare solo che venti anni fa era lo Stato italiano ad emettere la lira e le tasse che pagavano servivano solo a regolare il flusso di moneta in circolazione onde evitare l’inflazione, ora è un ente privato la BCE e le tasse che paghiamo servono per rimborsare il debito pubblico, cioè sono diventate rate di mutuo. Prima potevamo stamparci la moneta ora invece grazie alla casta che ci ha governato finora siamo costretti a prenderla a prestito pagando un interesse. Per l’Italia quell’interesse è arrivato a circa 100 miliardi all’anno. Un mare di soldi che finiscono nelle tasche di privati.

    • Marys, la coscienza di vivere un malessere e che qualcosa nella nostra economia stia andando storto, di “essere imbrogliati” , non ci regala le competenze e autorevolezza per diagnosticare il male e prescrivere la cura. Bisogna essere economisti e vista la complessità del caso , ci mancherebbe altro. Cosa ovvia se pensi a un paragone con qualsiasi altra materia 

    • Io sono daccordo con Marys, basta solo un po di buon senso e curiosità per capire che l’euro è la causa della malattia non la cura.
      Una volta appurato questo il cittadino deve solo scegliere a chi affidarsi per il recupero della sovranità monetaria: Bagnai? Marco Cattaneo? MMT? ecc.

  • ma noooo, cosa dite mai!

    krugman chi e’? sembra il nome di un formaggino…

    fuori dall’eurogabbia non subito, ieri! ho paura che sia gia’ troppo tardi…

  • Assolutamente d’accordo!

    La mia opinione:

    1. MONETA SOVRANA, non prestata dalle banche per nessun motivo, sennò tutto sarebbe vanificato

    2. FUORI dall’euro

    3. DENTRO l’eurozona per un pò… poi USCIRE

    I punti sono da eseguirsi in quest’ordine e comunque… parliamoci chiaro, puttosto di lasciarci ristabilire la sovranità monetaria inizierà una stagione di stragi di stato, omicidi mirati, ecc.

    Sarebbe molto molto difficile anche se noi italiani fossimo uniti. Cosi come siamo messi a età mentale media, coscienza politica, unità d’intenti, capacità di autodeterminazione… insomma… giusto le persone che hanno votato m5s hanno una certa consapevolezza, gli altri… non voglio essere offensivo… io credo che non abbiano capito veramente cosa abbiamo fronte, cosa c’è in gioco e soprattutto a cosa stiamo consegnando, mani e piedi, legati i nostri figli. Personalmente non starò a guardare stolidamente.

     

    • Risposta a che caspita:

      Spesso mi chiedono conto del termine di “guerra vera”…ma a cosa mi riferisco?

      Il mio timore è……. se si legge la storia del 1929 e quella attuale si possono notare delle similitudini e delle equipollenze sconcertanti, persino nei particolari. Temo ad esempio che se usciamo dall’euro in solitudine possa accadere che le mafie tradizionali ed  economiche che ormai sono anch’esse trasversali, e finanziate nel campo del terrore dai poteri occulti (vedi dichiarazione di imposimato sulle stragi del 92/93 e sul bildelberg) possano essere messe in difficoltà sistematica nella gestione del riciclaggio il denaro sporco.  Le massonerie occulte (vedi trilaterale, Bildelberg, P2, p3,p4, il caso Calvi e tanti altri) saranno disposte a finanziare il terrorismo nero, rosso, di qualsiasi colore, aumentando il clima di terrore e non accetteranno mai che l’italia esca dall’euro di fatto provocando un disastro per la partitocrazia e l’alta finanza. Quindi potrebbero manifestarsi situazioni come la bomba della stazione di Bologna, con tanti morti e senza veri colpevoli. Una strategia che con la morte sposta forzosamente l’osservatore verso un campo falso del problema.

      Una altra cosa sarebbe uscire dall’euro insieme ben organizzati con francia, Grecia, Irlanda Portogallo, Cipro, dove l’istituto della giustizia è molto meglio organizzato e molto piu’ efficace.

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       


       

    • Ho lasciato alcuni commenti , ma non sto attaccando “chiunque”. A volte posso usare terminologie un po aspre, ma se leggo commenti un po bizzarri su guerre , rivoluzioni e politiche mondiali riassunte in 3 parole non posso fare a meno di definirli “deliranti”. Non voglio offendere nessuno, ricambio il saluto 

  • Non sono d’accordo quando dice:

    “Se invece si volessero ottenere gli stessi risultati ricorrendo al taglio drastico degli stipendi pubblici e del welfare, il processo sarebbe molto più lungo…”

    ricordo solo che si sarebbero risparmiati, nel solo 2005, 17 miliardi se gli stipendi pubblici fossero cresciuti SOLO come l’inflazione. Invece aumentano del 5% l’anno. (fonte Corte dei conti). Non sono stati forse i sindacati che hanno voluto tutto ciò?  Tutti sappiamo che i maggiori tesserati dei sindacati sono proprio i dipendenti pubblici. Oltre alla casta dei politici, vogliamo provare anche a parlare della casta dei sindacati? Quanti sono gli ex-sindacalsiti in parlamento?

    Caro Claudio hai voglia di approfondire l’argomento?

    Ciao

  • Cosa ci vuole per farlo?? Un referendum??? o cos’altro???  quante firme ci vogliono??? Chi può agire per fare che ciò avvenga???

  • ” Ma sono sicuro che nulla di tutto quello che ho proposto accadrà. E questo perché le istituzioni del Paese temono il salto nel buio rappresentato dall’uscita dall’euro, e preferiscono invece la certezza dello sfacelo che deriva dal rimanere all’intero della moneta unica”.

    Sono completamente d’accordo sull’articolo in generale, ma non condivido le motivazioni riguardo la presunta paura delle istituzioni a compiere il salto nel buio.

    Purtroppo le istituzioni sono formate da tutta gente comunque sufficentemente informata che possiamo quindi dividere in due categorie: i “complici” e gli “accondiscendenti”.

    Questi ultimi, preferiscono non urtare i grandi potentati economici, godersi tutti i benefici ed i privilegi che la politica gli offre per il loro silenzio e farsi i fatti loro. Sono quelle stesse persone che davanti una telecamera o un microfono usano i più stantii argomenti che la propaganda gli ha stampato sul libretto rosso: “se usciamo dall’Euro ci vorrà la carriola per trasportare i soldi”, “la benzina andrà alle stelle” e “tutte le nostre lirette non varranno nulla”.

    Ancora peggiori sono i complici, cioè quelle persone che partecipano materialmente al rafforzamento del dogma europeo, quelle che oltre a godere dei benefici della politica, hanno anche il potere, quello vero,  sono al timone di grandi istituzioni od organizzazioni internazionali, danno del “tu” ai grandi rentiers e sono soprattutto fanatici idealisti che rivendicano l’esistenza di una vera e propria classe di “illuminati”, ben al di sopra delle miserie e bassezze della “plebe” della gente comune, alla quale sono ben contenti (a differenza loro) di non garantire un futuro, ma addirittura nemmeno un presente.

    Mi sbaglio oppure siete veramente convinti che la UE con la sua aberrante degenarazione dell’Eurozona, sia stata progettata per ricercare la pane nei popoli, la loro cooperazione ed in definitiva il loro benessere?

  • Completamente d’accordo sui discorsi fatti da Krugman, ma viene tralasciato un fattore importantissimo che in un ipotetico referendum sulla permanenza nell’Euro influirebbe sulla decisione della stragrande maggioranza della classe media italiana: con una lira svalutatissima l’italiano medio dovrebbe dimenticarsi per un bel po di anni di fare le vacanze all’estero… siamo sicuri che gli italiani, popolo di turisti e di emigranti, siano disposti a rinunciare a questo privilegio per salvare la nostra economia? Dopo 20 anni di berlusconismo e relativo lavaggio mediatico del cervello…lo dubito!

    • Ma sei serio? Il tuo ragionamento, se mai ci fosse stato, è di una banalità sconcertante. A parte il fatto che in questo momento le vacanze sono l’ultimo problema degli italiani, concentrati nel riuscire ad arrivare a metà mese con ancora parte dello stipendio in tasca… sempre se hanno un lavoro.

      Poi “una lira svalutatissima”… ma sai cos’è la svalutazione? sai che si svaluta sempre rispetto a qualcun altro e non al mondo intero? Se e quando si uscirà dall’euro di certo la spagna sarà tra quelli che svaluteranno più di noi, quindi per esempio andare lì sarà più conveniente, sempre che qualcuno ci voglia andare…

      Ma poi, carissimo amico, quando hai una moneta unica come adesso e non puoi svalutarla si svalutano i salari, quindi il tuo fantomatico privilegio ce lo siamo giocati da un bel pezzo, infatti nonostante il sopravvalutatissimo EURO, ben pochi possono permettersi vacanze estere.

  • dentro o fuori, bada li’. Prima di tutto governo & C. devono smettere di rubare. Togliamo l’evasione fiscale, la mafia, la corruzione.. poof, la crisi svanisce e le cose tornano ad essere discusse d economisti onesti e tutto diventa piu’ facile e sensato. Altrimenti qualunque cosa che fa arrivare soldi, che sia la moneta sovrana o la manna dal cielo, finisce solo nelle solite tasche.

  • Certo, torniamo alla lira e svalutiamo… gli altri paesi sicuramente resteranno a guardare mentre importeremo nei loro paesi merci a prezzi ridicoli…

    Siamo seri per cortesia, non sono un economista ma queste cose me le hanno insegnate alle medie -_-

     

    Una svalutazione della moneta italiana causerebbe 2 cose:

    1) Aumento dei costi per le importazioni (dall’energia, alle automobili e all’elettronica, tutto ciò che arriverà dall’estero costerà prezzi spropositati). Può essere una buona cosa da un certo punto di vista visto che inizieremmo a consumare più prodotti italiani, tuttavia siamo troppo dipendenti dall’estero e gli svantaggi sarebbero sicuramente maggiori.

    2) Creazione da parte degli altri stati europei di sistemi di auto protezione (dazi) per le importazioni dei prodotti provenienti dall’italia, annullando di fatto il nostro aumento di competività

     

    E’ facile prendersela con l’euro visto i danni che ha fatto ai paesi del sud europa, non è altrettanto facile andarsene ora che siamo nella merda fino al collo.

    Quello che vi chiedo è che se non sapete un tubo di economia almeno non arrogatevi di prendere decisioni in merito senza prima informarvi, lasciare un referendum economico in mano alla massa male informata non è necessariamente una buona cosa

     

    P.S.

    No, ascoltare un economista (per quanto rispettabile) non basta per informarsi sull’argomento, bisogna ascoltare più pareri cercandoli in persone rispettabili ma non colluse o in conflitto di interessi.

     

     

    • Analisi perfetta…

      Inoltre, sul fatto che ci sono pochi economisti che ritengono l’Euro una vera e propria sòla, questa è un altra balla colossale.

      Intanto sui media mainstream non sono frequentissimi gli interventi degli economisti eterodossi, si invitano sempre i soliti bocconiani od i fanatici del liberismo sulla moda dei chicago boys.

      Siccome Keynes era troppo popolare e non piaceva ai grandi poteri economici, è stato rimosso, messo in naftalina a favore dei fautori del mercato, della competizione a qualsiasi costo.

      Però le coscienze non si possono congelare, quantomeno non per troppo tempo e quando si cominciano a percepire i primi effetti reali di tale informazione subordinata, allora esse riaffiorano.

      Guardate cosa affermavano in tempi non sospetti centinaia di economisti “liberi”:

      http://www.letteradeglieconomisti.it/

    • Hai ragione Bidendus è rischioso fare un referendum su un argomento cosi sensibile e importante perchè la decisione viene presa con la propria scelta anche da persone non preparate.

      Una speranza piu che un consiglio( se mai succedesse) quel giorno resta a casa.  

    • Se mi fossi ritenuto un esperto non avrei di certo fatto la premessa che ho fatto…

      Il problema principale è che tutti si credono grandi economisti dopo che hanno letto un post e ritengono di essere in grado di poter scegliere a riguardo.

      La realtà è che anche per gli esperti è difficile capire cosa accadrà, può andare bene come può essere un enorme caduta nel baratro. Si può forse prevedere qual è lo scenario più probabile…

      Da un lato l’uscita dall’euro aiuterebbe una parte dell’economia italiana che ormai è stagnante (vedi automobili), dall’altra però ci saranno ricadute incredibili sull’acquisto di qualsiasi cosa venga dall’estero. L’energia è solo una piccola parte di quello che verrà a costare di più. Per esempio medicinali e tecnologia che non viene prodotta in italia (dall’attrezzatura medica all’iphone) ci verrebbero a costare molto di più. Inoltre non si sa che ricaduta potrà esserci sui mutui che sono stati stipulati in euro e che verranno trasformati in lire.

      Come puoi escludere l’introduzione di dazi come punizione/protezione verso i paesi “canaglia” che decidono di andarsene lasciando gli altri con un pugno di mosche? La culona non starebbe certo a guardare mentre i costi dei prodotti italiani sarà notevolmente inferiore ai loro.

      La diminuzione della competività verso i paesi del nord europa si fa sentire negli anni, è vero, ma immagina cosa potrebbe succedere in un mercato che improvvisamente si trova a dover pagare di più le importazioni e allo stesso tempo non è più competitivo verso l’estero a causa di barriere erette dagli altri stati europei.

      In un caso del genere saremmo costretti ad arrangiarci da soli e ci vorrebbero decine di anni prima di una ripresa

    • Se deve valere per altri la regola che non essendo economisti dovrebbero stare zitti, non vedo perché non debba valere anche per te dato che prevedi delle conseguenze economiche senza ever mai studiato economia… se tralasciamo quello che ti hanno insegnato alle medie….

      Dicendo poi che svalutando ci sarebbe automaticamente un aumento dei prezzi dei beni esteri cadi in un luogo comune che solo i dilettanti possono raccontare. I prezzi non hanno come unica variabile il tasso di cambio, ma anche e soprattutto il valore delle importazione e delle esportazioni (PX = EPfM). La dimostrazione è anche sotto gli occhi di tutti: le materie prime si pagano in dollari (non in euro); l’euro come puoi vedere qui ha subito oscillazioni fino a svalutarsi anche del 15% rispetto al dollaro, conseguentemente avremmo dovuto avere in quel periodo un aumento della benzina e di tuto il resto del 15%… ma non è stato evidentemente così, infatti di questa svalutazione nessuno se ne è accorto (economisti a parte).

      Se ci tieni ad uscire da questa ignoranza ti consiglio almeno un’occhiata qui alla voce L’incubo del materieprimista … se è troppo complicato lascia perdere, puoi sempre commentare il gossip

  • Chi (per puro miracolo) si dovesse interessare alla tesi dell’uscita dall’euro, si troverebbe davanti alla posizione di una manciata di partitini da zerovirgola oppure a quella dei pentastellati. Evitando di commentare l’estremismo dei primi, voglio brevemente spiegare cosa non va nelle tesi dei secondi. In costoro prevale la linea dei capi che (forse/spero per cerchiobottismo) si sono inventati il referendum. Ora provo a spiegare, a chi vuol ragionare, perchè quella del referendum è una favoletta!

    Il referendum sull’euro è:

    1) impossibile a causa di ciò che è scritto nella ns Costituzione e variarla sarebbe lungo almeno quanto lo stesso iter referendario e l’Italia non ha tutto questo tempo anche in considerazione dei risultati elettorali e della attuale (e forse anche della prossima) composizione del parlamento.

    2) dannoso per il paese in quanto nel corso dei due iter di cui al precedente punto i “mercati” avrebbero il tempo per massacrare il Ns paese grazie alle politiche liberiste vigenti attuate dal 1981 ad oggi.

    3) inutile in quanto, dopo decenni di condizionamento da parte delle istituzioni (scuola per prima) e dei mezzi di informazione operato nei confronti degli Italiani, il risultato sarebbe scontato e contrario all’interesse dei cittadini che nell’ignoranza più totale in materia economica-monetaria voterebbero in maggioranza per restare nell’Euro.

    La soluzione?

    La più efficace ed immediata (a mio avviso) ce la fornisce il Prof. Alberto Bagnai nel suo libro che, a chiunque interessato, spiega in maniera relativamente semplice la situazione e le soluzioni

    • Scusate Io ho ascoltato il video del giornalista che spiega come si esce dall’euro e mi e` sembrato in alcuni punti veramente troppo semplicistico.

      Ad esempio lui sostiene che ormai i grandi capitali liquidi hanno gia` abbandonato l’Italia e che per quei pochi che rimangono si potrebbe pensare a mantenere inalterato il cambio con l’Euro (salvo poi entrare in una discussione sui problemi nel praticare una tale situazione).

      Io non concordo affatto con questa analisi, Io per esempio ho dei risparmi tutto appoggiati su Conti Deposito, strumento utilizzatissimo da un sacco di Italiani. Sono cifre rilevanti ed estremamente liquide.

      Cosa pensate che faro` dei miei risparmi se queste voci continueranno a diventare sempre piu insistenti (di fronte allo spettro di una svalutazione superiore al 30%), ovvio li spostero’ legalmente in un’altro Paese, e questo lo faranno milioni di Italiani (vendendo se necessario Titoli di Stato) e parlo degli Italiani perbene non dei manigoldi delinquenti ed evasori.

      E quali saranno le conseguenze di tutto questo ? Anche l’Argentina ha sovranita` monetaria giusto ?

      Per chi dice che la nostra dipendenza energetica e` poca cosa rispetto al PIL ricordo che nella mia gioventu` c’e` stato un periodo in cui le macchine potevano circolare solo a giorni alterni a secondo della targa pari o dispari (per chi si ricorda c’e` anche una famosa canzone di Celentano Svalutation) e l’inflazione stava al 20%.

      Per concludere se dovessi (facciamo le corna) fare un’intervento al cuore sentirei almeno 4/5 professoroni li ascolterei tutti, poi consulterei un sacco di persone di cui ho stima e poi prenderei la mia decisione, di sicuro non farei un Referendum

  • Una piccola domanda. cosa succederebbe ai mutui che milioni di italiani hanno contratto in euro in caso di uscita dall’euro?

    sarebbe interessante saperlo

     

    ciao

     

    marcello

    • Leggi “Il Tramonto dell’euro” e sarà saziata la tua sete di conoscenza.

      (Ahoo!! Ma siete duri di comprendonio veh!)Ma vi pare che a una domanda dll genere si possa rispondere in due righe?

      E poi ci sono le interviste di Bagnai,della Napoleoni ecc..proprio su questo blog.Fatelo ruotare sto puntatore! Quì,subito a destra dei nostri commenti.

    • il cambio dovrebbe essere  1a1, quindi non succede nulla, vai avanti a pagarlo come se fosse in euro:

      Prendi 1500 euro di stipendio – prenderai 1500 fiorini

      paghi 500 euro di mutuo – pagherai 500 fiorini di mutuo.

  • Credo che in rete ci sia un’ampia convergenza di opinioni sul fatto che si debba recuparare la sovranità monetaria.
    Sono i modi i modi in cui questo passaggio può essere fatto a dividere il fronte NoEuro.
    Da quello che ho potuto seguire in rete mi pare le varie posizioni di euroexit possano essere validamente rappresentate da questi esponenti:

    1. Alberto Bagnai
    2. Warren Mosler (Disponibile ad un confronto a detta di Paolo Barnard)
    3. Marco Cattaneo
    4. Claudi Borghi 

    Se queste persone fossero disponibili ad un reciproco confronto e riusciscero a mettere a punto una strategia comune allora l’Italia avrebbe in mano la carta vincente per il recupero della sovranità monetaria, che avverrebbe finalmente con l’appoggio senza tentennamenti da parte del M5S.

  • Io posso leggere di tutto come Te cio` non toglie che se non e` la mia disciplina alla fine rimango sempre e comunque perplesso.

    E Tu sai benissimo che in giro di cose da leggere ne esistono di infinite e sopratutto con Infiniti punti diversi.

    Ripeto se dovessi operarmi di cuore non starei a sentire un manipolo di esaltati in buona fede che ha letto un libro di una materia che non conosce e si e` aperta la vista a 358 gradi.

    Io sono un Ingegnere Elettronico e so benissimo quanto nella realta` sia difficile fare bene qualcosa, quante difficolta` bisogna superare e quanta professionalita` bisogna avere. Purtroppo in Italia di faciloni impeciatori che leggono un libretto e si sentono dei Guru siamo pieni e i danni si vedono.

    Io invece quando non conosco vorrei che a decidere fossero i massimi esperti nel settore, anche se purtroppo l’Economia mi sembra piu vicina alla chiaroveggienza che alla scienza.

    Clausius ha scritto :
    Leggi “il Tramonto dell’euro” e la tua visuale si aprirà da 90° a 358°.

     

  • Ripeto questo blog rappresenta solo un particolare punto di vista sull’argomento!

    Tu mi sembri il tipo che quando DiBella ha tirato fuori la sua riecetta contro il cancro ti ci saresti affidato anima e core.

    Io invece pur con tutte le mie critiche al Sistema Sanitario Nazionali avrei continuato a puntare nella medicina tradizionale ( e meno miracolistica).

    Clausius ha scritto :
    Leggi “Il Tramonto dell’euro” e sarà saziata la tua sete di conoscenza. (Ahoo!! Ma siete duri di comprendonio veh!)Ma vi pare che a una domanda dll genere si possa rispondere in due righe? E poi ci sono le interviste di Bagnai,della Napoleoni ecc..proprio su questo blog.Fatelo ruotare sto puntatore! Quì,subito a destra dei nostri commenti.

  • E scusami se insisto, ma nella mia ignoranza e con tutto il rispetto per Bagnai, non mi sembra che giochi nel Barcellona.

    Con questo voglio solo dire che non avendo i mezzi per giudicare le sue opinioni, mi posso solo basare nell’osservare le sue credenziali e come detto insegnare all’Universita` di Pescara non mi sembra giocare nel Barcellona (anche se ho visto che lui replica a questo referenziando personaggi di maggior fama).

    Mi sentirei piu tranquillo con un consenso molto piu ampio e referenziato

    Clausius ha scritto :
    Leggi “Il Tramonto dell’euro” e sarà saziata la tua sete di conoscenza. (Ahoo!! Ma siete duri di comprendonio veh!)Ma vi pare che a una domanda dll genere si possa rispondere in due righe? E poi ci sono le interviste di Bagnai,della Napoleoni ecc..proprio su questo blog.Fatelo ruotare sto puntatore! Quì,subito a destra dei nostri commenti.

     

  • GRAZIE CLAUDIO…….FINALMENTE

    HAI RILANCIATO IL PROBLEMA FONDAMENTALE.

    SOLO DI QUESTO BISOGNEREBBE PARLARE IL RESTO VIENE DA SE.

  • Si infatti la gigantesca corruzione nel Paese, l’immensa evasione fiscale e

    il Record mondiale di Mafie per Km quadrato sono delle cazzate!

    Peccato che risolvere solo uno di questi problemi ci proietterebbe in ben altra situazione e forse avvicinandoci ai Paesi Nordici sentiremmo meno il bisogno di chiaccherare di Euro,  chissa ?

    novecento ha scritto :
    GRAZIE CLAUDIO…….FINALMENTE HAI RILANCIATO IL PROBLEMA FONDAMENTALE. SOLO DI QUESTO BISOGNEREBBE PARLARE IL RESTO VIENE DA SE.

     

    • Corruzione, mafia, drine eccetera è un altro problema da affrontare attraverso lo strumento della legalità. Ma questo non significa che non bisogna uscire dall’euro.

  • Ciao Clausius

    Ti assicuro che non volevo sembrare supponente, anzi il contrario quello che volevo dire e` Io sono pienamente cosciente dei miei limiti e so quanto sia difficile arrivare a padroneggiare bene una materia complessa, e a me questo preoccupa moltissimo.

    Ti faccio un’esempio se avessi progettato un Ponte con un costo esorbitante ma che garantisce sicurezza e stabilita`, e saltasse fuori un’ingegnere rivoluzionario fuori dal coro che proponesse una tecnologia innovativa e ci scrivesse sopra dei bellissimi libri (ovviamente senza aver mai messo in pratica nulla).

    Tu leggi il libro ne rimani affascinato, sostieni l’innovatore e se come Te tanti tutti insieme si costruisce la nuova meraviglia ci saliamo sopra festanti per il gigantesco risparmio procurato al Paese e se va male ci muoriamo tutti.

    Perche` pochi di quelli che avevano letto il libro avevano le competenze per capire che diceva delle grandissime cazzate!

    Clausius ha scritto :
    Ok..sei ingegnere e quindi laureato.Io sono solo diplomato,settore neuropsichiatria infantile. Eppure mi son dato da fare e ho fatto le mie comparazioni.Non capivo un cavolo di macroeconomia e hanno infinocchiato anche me per molto tempo. Sopra c’è l’intervista a Borghi che non è certo favorevole a rimanere nell’Euro.Ma se decidi di continuare a informarti ti renderai conto che una marea di economisti,sia italiani che stranieri,ancor prima del 1999 dicevano che l’Euro era una follia e che al primo shock saremmo finiti nella palta.Cosa che si è puntualmente verificata. Perfino la Teoria della relatività generale è sbagliata in un qualche punto che ancora ben non si sa (l’atomo di Plank potrebbe essere una via interessante).Non ci sono scienze esatte,tantomeno in campo umanistico.E l’economia è un’interpretazione matematica delle realtà economiche…nel frattempo che facciamo? Ordiniamo la mente informandoci a tuttocampo,facciamo le nostre previsioni e agiamo.Ma non abbiamo molto tempo prima dello sfascio finale e quindi è meglio darsi da fare.

  • Clausius leggi bene quello che ho scritto

    Non voglio sminuire Bagnai pero` dicevo se non ho i mezzi per capire tra dieci persone chi dice ha ragione o no (colpa mia un mio limite non di Bagnai) cosa devo fare ? ovvio che guardi alle referenze.

    Nel mio parallelo volevo dire che se non capissi nulla di calcio e mi presentassero uno che gioca nel Barcellona ed uno che gioca nel Poggibonsi ipotizzerei che il primo e` il piu forte. Cosi` facendo magari non avro` ragione il 100% delle volte ma il 99% si.

    Se poi fossi un superintenditore della materia li guarderei giocare e mi farei la mia opinione.

    Detto questo penso che puoi continuare tranquillamente ad avere qualcosa da dirmi 🙂

    Clausius ha scritto :
    Sei fuorviato..anzi,ti sei fuorviato da solo.Se i tuoi giudizi sono basati sul fatto che un Professore il quale insegna a Pescara non possa essere preso in considerazione più di tanto…allora non ho più nulla da dirti.

    • ma dove l’hai letta la notizia che grillo sarebbe a favore di prodi come presidente?su repubblica o cordellasera…ma per favore!

  • L’economista Cesaratto in un articolo su Il Foglio lancia quella che chiama “una proposta indecente” a PD e PDL sul tema.

    Io avrei voluto che una proposta del genere la facesse il M5S, invece che usare, provocando Bersani, il tema del finanziamento pubblico ai partiti. Tema senza dubbio *giusto* ma questo è di ben altra rilevanza. L’ho sperato e sollecitato, per quanto era nelle mie possibilità, dove ho potuto, a lungo. Significava portare nella centralità del dibattito la questione vitale per il paese in questo momento e su questa andare a “spaccare” i partiti di sistema, aggregando se possibile attorno ad una porposta politica “alta”. Se poi questi fossero risultati compatti, risolutamente schierati con l’ortodossia eurista (ma non credo), dal punto di vista della comunicazione politica il cerino sarebbe rimasto in mano a loro. E loro avrebbero dovuto assumersi la responsabilità di tenere il paese nella morsa della trappola dell’euro. Purtroppo per noi, e per il paese, quello che è emerso è stato invece il segno di una miopia politica che non fa ben sperare per il futuro.

    La questione euro è ormai discussa apertamente. A differenza di qualche mese fa quando a parlarne si rischiava il rogo come eretico.

    Capaldo, Savona e addirittura Giuliano Amato si rispondono sul Sole24ore. Fassina stesso, alcuni giorni fa.

    Solo che, a parte Paolo Savona che è su posizioni diverse, gli altri iniziano ora a porre la questione della ridiscussione dei trattati e dei parametri. Oltre non vanno.

    D’altro canto sarebbe come ammettere di aver sbagliato tutto, nella vita. E figuriamoci se Giuliano Amato, in lista ai primi posti per la Presidenza della Repubblica, può fare un errore del genere.

    Ma in tutto ciò, il silenzio del M5S è deludente. Di più: deprimente.

     

     

    • L’Europa probabilmente ci dirà: bene le vostre riforme, ma su cambiare l’assetto delle politiche europee, nein! E allora? Constatiamo che ormai sulla stampa internazionale della necessità di finirla con quest’Europa che non vuole mutare se ne parla apertamente. Se c’è una cosa di cui Cipro ci dà degli elementi di riflessione, è che le difficoltà tecniche di separarci dall’euro non sono così drammatiche. Si chiudono le banche alcuni giorni, si introducono controlli sui movimenti di capitale….

      Ecco,questo estratto non fa il verso al piano di uscita che propone Bagnai?

      Sul Foglio potevo anche aspettarmelo visto quello che ha detto il B. prima della campagna elettorale (anche se poi il PUD€ prevale elettoralmente).Quello che hai detto tu non ho fatto che ripeterlo all’infinito agli amici iscritti al movimento.Solo che si son fissati sul referendum…

      @bakib62

      Non mi sono interessato mai di ponti di nessun tipo ma mi ha colpito molto la ristrutturazione del Golden Gate per resistere a terremoti fino a 8.2 Richter.Un capolavoro di previsione ingegneristica.

      Noi non siamo capaci nemmeno di tenerci cara Pompei.Solo per puntualizzare che per prevedere devi ordinare nella mente molti fattori e continuo a dire che devi informarti a tuttocampo.Se no,se fai parte del partito unico dell’euro la discussione non vale la pena portarla avanti.Almeno questo lo comprendi?

  • Ok allora perche` non si comincia da li, visto che le conseguenze sarebbero eccezionali e molto piu predicibili ?
    novecento ha scritto :
    Corruzione, mafia, drine eccetera è un altro problema da affrontare attraverso lo strumento della legalità. Ma questo non significa che non bisogna uscire dall’euro.

     

    • Guarda…dalla chiusura di mani pulite ad oggi lo stato italiano ha accumulato un debito che andava dai 650 miliardi di euro dell’epoca ai 2020 miliardi di oggi.In meno di 20 anni il debito si è triplicato.

      Sapendo che la mafia è un cancro da estirpare,ed io che sono del sud lo so benissimo,il danno economico che ne comporta rimane di minore entità rispetto ai soli interessi che paghiamo sul debito pubblico (perchè siamo così fottutamente furbi da vendere i titoli di stato alle altre nazioni).

    • Non si è mai smesso di perseguire le mafie, tanto che la magistratura ha rischiato piu’ volte di essere assoggettata alla politica, il problema è che spesso lo stato è la mafia. Prendi Grasso: adesso è presidente della camera. durante le indagini a palermo non ha voluto firmare gli emendamenti della sua procura perchè erano pieni di nomi della politica italiana. Intercettano Mancino e ‘o scugnizzo che parlano al telefono e Grasso  insabbia tutto. Il suo posto di figura apicale della lotta alla mafia che doveva essere di Caselli è stato favorito da leggi ad personam fatte da Berlusconi. Quindi per il caso specifico si evidenzia una trasversalità di fatti poco chiari e molto poco trasparenti. Questo per me comune cittadino è mafia.

      Uscire dall’euro è molto piu’ facile che uscire dalla mafia.

  • Hai ragione purtroppo specialmente da Noi non sempre occupare una posizione di prestigio e` segno di merito e capacita`, ma non e` la regola ed in genere i super trovano comunque il modo di emergere o qui od in qualche altra Nazione.

    Io cercavo di dire che certi delicatissimi Temi vorrei fossero trattati dai super e non dagli ottimi.

    Sopratutto in una materia come la Finanza che con tutta l’evidenza delle spesso discordanti idee dei vari Guru sparsi per il mondo come gia dicevo prima mi sembra piu fantascienza che scienza.

    Basta guardare da quanti anni in America ed in Giappone si dibatte (con terapie che sono tutto ed il contrario di tutto) senza trovare una via di uscita alla situazione.

    rob ha scritto :
    L’argomentazione “professore a pescara” spesso usata sbrigativamente dai detrattori non regge per due motivi: a) tenendo conto del nepotismo e del clientelismo delle università italiane, dove spesso emerge il peggio, anziché il contrario, lavorare in provincia può significare molto semplicemente una mentalità fuori dagli schemi adeguati a far carriera in questo sistema; b) con la velocità di connessione globale in tempo reale offerta dalla rete, ogni luogo è insieme periferia e centro; c) le argomentazioni di bagnai, oltreché logiche e lineari, esposte in modo comprensibile anche ad un orecchiante della materia, sono supportate da una quantità impressionante di pareri se vogliamo molto più illustri del suo (diversi premi Nobel, per esempio). Lui ha avuto il merito indubbio di aver posto il problema in italia con forza e con metodo. Quindi: compratevi e leggetevi il libro. Oppure andate su youtube e guardatevi qualche lunga intervista che il padrone di casa qui, Claudio Messora, gli ha fatto. Poi ovviamente non è la bibbia. Da quello magari partite per leggere qualcun altro. Ma Bagnai è un ottimo punto di partenza.  

     

    • Il tuo discorso nel complesso è condivisibile. Pero la cattedra di economia a Pescara è stata diretta da Giacinto Auriti. Ti consiglio di indagare (anche su internet) su questo Signore che nonostante sia in paradiso ha lasciato una traccia del profilo umano e del sapere inconfutabile.

      Io sono un coetaneo di Bagnai ed ho frequentato l’ateneo affianco. Le università “taroccate” da nepotismi, baroni ecc esulano dal dictat di Auriti. Auriti è stato malvisto da tutti proprio perchè 50 anni fa lui era già un grillino. Parlare di nepotismo quando si parla di Auriti si fa brutta figura.

      Ti posso assicurare che l’imprinting di quella cattedra specifica è diversa da quella che per esempio  potresti trovare alla Bocconi.

  • Clausius ha scritto :
    L’Europa probabilmente ci dirà: bene le vostre riforme, ma su cambiare l’assetto delle politiche europee, nein! E allora? Constatiamo che ormai sulla stampa internazionale della necessità di finirla con quest’Europa che non vuole mutare se ne parla apertamente. Se c’è una cosa di cui Cipro ci dà degli elementi di riflessione, è che le difficoltà tecniche di separarci dall’euro non sono così drammatiche. Si chiudono le banche alcuni giorni, si introducono controlli sui movimenti di capitale…. Ecco,questo estratto non fa il verso al piano di uscita che propone Bagnai?

    con me, relativamente a bagnai, sfondi una porta aperta.

  • Si chiudono le banche alcuni giorni, si introducono controlli sui movimenti di capitale

    Beneallora andate a leggere il blog di Paolo Barrai Mercato Libero, ogni Venerdi` organizza viaggi a Lugano per delocalizzare legalmente capitali onesti, ne ha parlato anche Presa Diretta. Se queste voci di uscita dall’Euro diventeranno piu forti prima di bloccare alcunche` tutto quello che puo` essere portato via (compresi i miei risparmi sarei uno stupido a non farlo) lo sara`, con conseguenze disastrose sulle Banche e sullo Stato.

    rob ha scritto :
    Clausius ha scritto : ” L’Europa probabilmente ci dirà: bene le vostre riforme, ma su cambiare l’assetto delle politiche europee, nein! E allora? Constatiamo che ormai sulla stampa internazionale della necessità di finirla con quest’Europa che non vuole mutare se ne parla apertamente. Se c’è una cosa di cui Cipro ci dà degli elementi di riflessione, è che le difficoltà tecniche di separarci dall’euro non sono così drammatiche. Si chiudono le banche alcuni giorni, si introducono controlli sui movimenti di capitale…. Ecco,questo estratto non fa il verso al piano di uscita che propone Bagnai? con me, relativamente a bagnai, sfondi una porta aperta.

     

    • penso che già lo stanno facendo, specialmente chi ha grossi capitali,

      si teme che succeda in Italia quello che è successo a Cipro, perchè le misure di austerità non basteranno più e allora metteranno mano ai risparmi.

      Allora vedrete come si leverà alta la voce contro l’Europa

      perchè se si tratta di tagliare gli stipendi e di aumentare le tasse, allora va bene, ma quando si prendono i soldi direttamente al portafoglio, allora fa male eccome se fa male.

      E si toccherà con mano il sistema che è stato creato.

      A proposito, a Cipro il prelievo forzoso è la prima mossa, poi saranno imposte ai cittadini misure di austerità, licenziamenti, ecc…ecc..

    • Dopo Cipro e le dichiarazioni di Jeroen Dijsselbloem è normale che qualcuno cerchi di portarsi via i propri denari.Altro che discussione sull’uscita dell’euro!!! Li/ci hanno terrorizzati!

      In ogni caso i grandi capitali son già al sicuro fuori dall’Italia da un bel po’.

      Girano troppe voci su questo prelievo da fare in estate,magari con una patrimoniale.

      In Europa la discussione sull’Euro è molto più avanti di noi.I primi a volerlo sono proprio quelli del 4° Raich che infatti hanno perfino fatto un partito pro uscita € (senza contare che loro un piano di uscita lo hanno già preparato).Stai pur certo che venga da dove venga per primo la fine dell’€ è già segnata.Ricordati che però poi i denari dovranno rientrare.Sei sicuro che filerà tutto liscio e ci guadagnerai il 10/15% senza colpo ferire?

      Mi nutro di dubbio…..

  • Durante la discussione per questo interessante post, mi duole dover rimarcare quanto segue:

    Ho buttato un occhio sul blog di Grillo dove puntualizza tutti i punti che un simpatizzante del M5S non dovrebbe accettare se convinto del suo voto, e elencava giustamente la TAV, il finanziamento ai partiti, ai giornali ecc.

    Però, ne mancava stranamente uno: non si parla assolutamente di sovranità monetaria e di Eurozona…

    Niente niente Grillo è ancora convinto che la colpa della nostra situazione è solo della “castacriccacorruzione”?

  • Clausius ha scritto :
    Ecco, il vecchio trombone democristiano

    Hai fatto un piccolo esempio del tutto non dimostrabile e che non spiega niente, come quello se ne possono fare altri cento uguali e contrari. Niente a che vedere con la dipendenza energetica o il costo dei mutui, ad esempio. Anche con l’euro ci sono aziende italiane in moltissimi settori che continuano ad esportare. E non parlo di moda/lusso, parlo di meccanica e altri settori dove c’è innovazione e aumento di produttività con cui lavoro quotidianamente, settori con mille problemi in questo periodo ma se vai da quegli imprenditori a dirgli torniamo al fiorino svalutato ti sparano nei denti. Perchè sanno cosa significa.

    Dopodichè, sai cosa me ne importa dei tuoi epiteti. Si vede che non sai cosa rispondere.

  • Tra poco ti raggiungo.Ma sai che, in fondo, non mi dispiace!È’ un modo come l’altro di disfarcene, comunque ti do 5 stellette ciao.

  • A me non interessa convincere nessuno, dico solo che Io faro` di tutto per pormi al riparo e a quel punto Vi auguro di cuore di aver successo e migliorare radicalmente la situazione di tutti gli Italiani, ma nel caso combinaste una cazzata madornale non intendo subirne le conseguenze, a Voi resterebbe la consolazione di esere causa del vostro male.

    Scusa citami i casi precedenti che mi informo. Io ho solo presente l’Argentina che dopo il default continua ad essere nella merda e che non riesce piu ad avere un centesimo da nessuno.

    Clausius ha scritto :
    Forse è il caso che ti informi meglio sulle conseguenze dell’uscita da un’area monetaria.Ci sono molti casi precedenti e le tue cifre sono quelle di un indottrinato stile PUDE che fa solo terrorismo gratuito.Esattamente come i media di regime e senza nessun aggancio con la realtà dei fatti.O sei rintronato dai media o,caro il mio ingegnere,tu sei un trollista di professione.E quì chiudo perchè non ha alcun senso sporcare il sito.Vai a studiare,fai degli esempi,porta cifre reali e non sparare stupidaggini.

     

    • Farai di tutto per salvare i tuoi soldi portandoli “legalmente” fuori dall’italia?

      Ok, allora qua verrà fatto il cambio 1:1. In caso di svalutazione tutti i capitali in euro detenuti da cittadini italiani su conti esteri potranno rientrare con tassazione pari alla svalutazione iniziale della nuova moneta. Ti senti ancora furbo? Se vuoi veramente “salvare” i tuoi soldi “molto liquidi” portali pure alla Cayman e gia che ci sei cambia cognone in berlusconi, agnelli, montezzemolo, briatore, etc.

      Chi si ritiene furbo come te ha già portato via i capitali”eoni” fa..

      Riguardo alla fiducia che dai agli economisti italiani “super” rispetto ad altri fuori dal giro senti questa: diciamo che nel mondo ci sono varie teorie economiche in guerra tra di loro, diciamo che da qualche decina di anni in europa (e non solo) ha stravinto una su tutte (vedi neoliberismo), diciamo che i vincitori hanno fatto la cosa più ovvia (impestare tutto il paese di economisti allineati a quel pensiero). Ora, con queste premesse, pensi che sia saggio affidarsi ad economisti italiani “super”?

      E’ una guerra senza fucili, o lo capite presto o saremo ancora qua a parlare di economia quando ci avranno tolto anche le mutande.. 🙂

  • Conte Catellani ha scritto :
    E poi, cedere sovranità come è successo con l’euro ha significato anche maggiore disciplina per un paese totalmente indisciplinato, insofferente alle regole e di ladroni come il nostro

     

    Adesso anche l’Olanda è in crisi, è indisciplinata

    http://economia.panorama.it/the-99/Crisi-ora-anche-l-Olanda-ha-paura

    tutti questi paesi europei che entrano in recessione uno dopo l’altro non ti mettono in testa un piccolo dubbio che la colpa della crisi non è nostra che siamo bruttisporchiladricorrotti ma sia del sistema?

    A me sì,

    • Perchè dovrebbe esserci un’unica spiegazione per tutti? A me non interessano gli slogan, bisogna vedere caso per caso. L’Italia, pochi se lo ricordano, anche solo per ragioni anagrafiche, in periodo pre-euro ha esperienza di decenni di politiche disastrose, creazione del catastrofico debito pubblico, corruzione a mille (che continua ancora adesso); caso che non è analogo nei paesi del nord europa.

      E non si può far finta di dimenticarsi che paese siamo, nel momento in cui si parla di andare da soli. Sarebbe come rendere autonome la sicilia o la calabria: tempo 2 mesi sarebbero alla fame o con la guerra civile per strada. Per essere autonomi bisogna essere un paese serio. E avere consapevolezza dei sacrifici necessari. Mentre qui leggo persone che credono che ci sia una scorciatoia, facile comoda e a portata di mano, lì che aspetta solo di essere presa. Ma quando mai, non c’è nessuna scorciatoia. Invece di riporre tutte le speranze in Lega (????) IdV (?????) o M5S sarebbe meglio studiare e capire.

  • Che l’Euro così com’è non funzioni e abbia bisogno di pesanti interventi, lo pensano in tanti, compresi economisti lontani anni luce dalle posizioni del M5S.

    La differenza la fanno le possibili soluzioni, e senza la sfera di cristallo è difficile prevedere cosa provocherà un salto nel buio come l’uscita dall’€ – perchè di questo si tratta. Per cui diffido e compatisco anche un po’ i sempliciotti che, come devoti di Scientology, sono convinti che senza euro saremmo ricchi felici e anche pieni di f***.

    Intanto nessuno ha ancora detto come pagheremmo la nostra enorme dipendenza energetica dall’estero, con una moneta che vale carta straccia. Certo, ci riempiremmo di turisti (forse). Ma il petrolio e il gas con cosa lo paghiamo? E siamo sicuri che i turisti non vengano per i costi? I turisti pagherebbero anche il doppio, se i servizi non fossero la chiavica che sono in molte zone d’italia.

    Poi, leggo sempre gli stessi sempliciotti che dicono che i mutui costerebbero lo stesso. Ah sì? Banche che oggi pagano il denaro X e domani lo pagano 3X o 4X o di più, faranno istantaneamente cascare questo costo proprio sui clienti. Quindi i mutui aumenteranno nella stessa proporzione dell’aumento dei tassi, come è ovvio. Sempre che non si diventi l’argentina, dove la moneta era talmente svalutata che il cambio col $ cambiava dal mattino al pomeriggio. Auguri a chi ha un mutuo, in quel caso. E auguri ai sempliciotti.

    E poi, cedere sovranità come è successo con l’euro ha significato anche maggiore disciplina per un paese totalmente indisciplinato, insofferente alle regole e di ladroni come il nostro. Cosa succede il giorno che abbiamo il tallero e niente più vincoli esterni? Padroni a casa nostra. Sì, di rubare tutto il giorno in preda ai banditi. Diventiamo la corea del nord. O una specie di New York prima che arrivasse Jena Pliskin. Ideona. La Germania o un paese serio può avere la sua moneta. Per un paese come l’Italia, auguri.

    Qualcuno ha mai pensato che gran parte dei problemi dell’Italia derivano dalla inifinita corruzione che c’è dovunque? 

    Comunque, grande invidia per chi ha tutto chiaro e niente dubbi. Come per chi crede ancora in gesù bambino.

     

    • ti rispondo semplicemente sulla prima frase.

      ma chi ha mai detto che fuori dall’euro sara’ una passeggiata?! dove c’e’ scritto?!

      chi e’ quel pazzo che lo puo’ dire?!

      di sicuro c’e’ che l’eurogabbia non ti permette di risolvere determinati problemi in caso di grandissima crisi finanziaria come questa, quindi si DEVONO SVALUTARE I SALARI DATO CHE NON PUOI SVALUTARE LA MONETA. quindi siamo nei guai senza avere armi idonee per affrontare il momento critico.

      e come dice qualcuno: meglio una fine spavetosa che uno spavento senza fine.

      chiaro?

  • Io parlo di operazioni legali e alla luce del sole. Conti in Euro in Svizzera dichiarati al fisco Italiano e regolarmente tassati e/o soggetti a patrimoniale ma al riparo dal -30/-50 % della liretta.

    Poi come dicevo e` vero che i grandi ricconi sono sicuramente al riparo da lungo tempo, ma non ritengo che la classe media (quelli che hanno da 100.000 a 1M) siano tutti scappati, basta guardare gli importi presenti nei vari CD OnLine o amministrati dai vari gestori di Fondi per rendersene conto, considerare questi pochi spiccioli e` una stupidita`, i grandi ricchi quanti sono meno di 10000 ritengo ma la classe media e` molto piu numerosa.

    Attenti che come i Tedeschi hanno gia` fatto notare gli Italiani hanno piu` risparmi dei loro connazionali.

    Clausius ha scritto :
    Dopo Cipro e le dichiarazioni di Jeroen Dijsselbloem è normale che qualcuno cerchi di portarsi via i propri denari.Altro che discussione sull’uscita dell’euro!!! Li/ci hanno terrorizzati! In ogni caso i grandi capitali son già al sicuro fuori dall’Italia da un bel po’. Girano troppe voci su questo prelievo da fare in estate,magari con una patrimoniale. In Europa la discussione sull’Euro è molto più avanti di noi.I primi a volerlo sono proprio quelli del 4° Raich che infatti hanno perfino fatto un partito pro uscita € (senza contare che loro un piano di uscita lo hanno già preparato).Stai pur certo che venga da dove venga per primo la fine dell’€ è già segnata.Ricordati che però poi i denari dovranno rientrare.Sei sicuro che filerà tutto liscio e ci guadagnerai il 10/15% senza colpo ferire? Mi nutro di dubbio…..

     

  • La tenaglia dei trattati ratificati e delle auto-sottomissioni ai voleri della troika, frutto di un anno di governo tecnico iniziano a farsi sentire con la loro totalizzante autorità.

    CHi ha approvato e votato con la fiducia richiesta dal professore FISCAL COMNPACT, MES e PAREGGIO DI BILANNCIO, aggregato in una maggioranza improponibile, oltre a patrimoniale IMU sulla prima casa, TARES, articolo 18, riforma pensioni, taglio della snaità pubblica con la spending review, etc., ovviamente, non può alzare la voce. Ma gli effetti sulla nostra finanza interna sono ineludibili e gravemente penalizzanti per qualsiasi ripresa economica. 

    Il pareggio di bilancio ci costringe a tagli inauditi, laddove già il governo precendet eha pesantemente inciso, sanità e sociale compresi.

    Il fiscal compact che cinicamente può esser einteso come il pilota automatico  di una rotta elaborata fuori dsai confini nazionali, è una cura troppo pesant eda sopportare per un paese che  ora ha necessità di investimenti strutturali assolutamente confusi che sforamenti di bilancio d aparte di qualche tecnocrate autorevole.

    L’uscita dall’euro, da sogno per coloro i quali hanno visto in anticipo la formazione di questa europa finanziaria e bancaria, è diventat auna conccreta opportunità, con ampui seguito a livello europeo.

    Gli esempi del fallimento delle politiche germano-centriche della troika nei paesi del sud europa non sono mancati e gli effetti negativi sulla pelle dei popoli di Grecia Spagna, Portogallo Cipro sono già un triste monito per il nostro Paese, pur se la nostra economia ancora non ha raggiunto il livello di guardia. 

    Mi chiedo se nel novembre 2011 davvero il rischio default fosse così imminente da sdoganare l’adozione di determinate misure aurocratiche (tutte con decreto governativo e dietro puntuale richiesta di fiducia al governo) che ora si stanno rivelando un ostacolo tra noi e l’uscita dalla crisi. Mi chiedo s equesto incontrollabile spread possa essere definito affidabile e mi sorprendo nel vedere quanto le sue bizzarre evoluzioni siano così incontrollate pur se in alcunoi casi “sospette”…

    Mi chiedo con che animo  possano esser state scritti quei “consigli” all’Italia della letterina della BCE del 5/8/2011 …   che stranamente poi sono stati tutti recepiti nel programma/agendina del governo Monti prima. Alcuni di essi che voglio ricordare ancora qui, sono così in contrasto con il progresso e con principi etici a tutela di diritti fondamentali dei popoli da essere per me di una gravità inaudita.

    Ricordo: “È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.”

    oppure (ancor peggio) :  “C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione.” (INCREDIBILE …PARE SCRITTO NEL MEDIOEVO..)

    e ancora..:”Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi” …oppure” Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi…”

    Giova ricorda questi passaggi per evocarne l’essenza, laddove questa, come pare essere,  sia la medesima che muove le menti e i propositi di chi ha preconfezionato per i popoli europei questo destino.  

    Perciò ritengo che vadano rivisti i trattati ratificati e sottoscritti, che vad aindetto un referendum, che occorre ricostruire alleanze speciali tra Italia/Spagna/Grecia/Portogallo /Irlanda e choi volesse farne parete per scongiurare il baratro del medioevo prossimo venturo, andando ai tavoli delle trattative con una solida alleanza. In fondo siamo noi, i popoli del Sud europa che stiamo mantenendo gli stati del nord e la loro enconomia, compresa quella virtuale, finanziaria.

    A chi stigmatizza le sofferenze dei popoli europei come ineludibile prezzo da pagare per la formazione di un organismo che, in quest amisura,  nessuno probabilment evuole più, rispondo che sino a quando una congrga di nominati mai eletti, in totale arbitrio e senza il consenso del popolo stà scrivendo il nostro futuro, non dimostrerà di voler realizzarel’Europa dei Popoli al posto di quella che appare invece essere soltanto l’europa dell banche e della finanza, ad uso di pochi, i POPOLI avranno diritto alla loro auto-determinazione, decidendo del loro fuituro. 

    Un popolano Cittadino della Repubblica.      

  • Virus quando te partecipavi ai collettivi Io studiavo e prendevo il massimo dei voti.Poi io ho esercitati con successo la mia professione mentre Tu sei andato a bere birra e delirare nei centri sociali.Però il miracolo di grillo é stato quello di radunarci dalla stessa parte in questo particolare periodo storico, per questo non bisogna sprecare questa occasione per realizzare i tanti temi su cui anche Io e Te condividiamo, senza eccessivi radicalismi.Altrimenti finiremo inevitabilmente per separarci e Tu ti ritroverai in un movimento piu piccolo di quelli di Bertinotti Ferrando e soci .

  • Ma scusate tutti voi ben pensanti dell’euro, voi tutti parchi e misurati nelle analisi tra la convenienza dekl restare nell’eurozona ed uscirne, tutti voi che siete sospettosi sulle conseguenze eventuali e varie…. TUTTI VOI!  Quando il “carissimo” Professor Prodi ci ha ficcati dentro l’euro vi siete fatti tutte ste seghe mentali??? Vi siete poste tutte queste domande?? Vi ha sentito lamentare qualcuno quando i prezzi si sono letteralmente raddoppiati con la conversione lira – euro per la mancanza di una seria politicza sul controllo dei prezzi?? Abbiamo dimezzato il nostro potere di acquisto, i nostri stipendi, le nostre pensioni, ma nessuno si è posto tutti questi dubbi amletici sulla convenienza tra lo stare nell’eurozona oppure no!!!  Adesso che vi siete fatti LOBOTOMIZZARE e vi siete fatti addormentare dai media di regime cercatee di svegliarvi con le vostre pretese di competenze economiche e pensieri, ed opinioni e dubbi e riflessioni e calcoli di costo/benedìficio????  Ora che la situazione è disperata e l’uscire dall’euro rappresenta la via di solvezza vi fate sentire???   Cos’è ipocrisia o mala fede????

    • Cos’è ipocrisia o mala fede????

       

      secondo me in massima parte e’ “ignoranza in buona fede“, perche’ l’ignoranza dei cittadini in campo economico/finanziario e’ veramente alta (mi ci metto io per primo). A questo aggiungasi che l’economia in se, come giustamente dice bakib62, e’ una disciplina che definire “scientifica” e’ un azzardo, in quanto ha delle componenti che con la scienza non hanno molto a che vedere.

       

      A infilarci nell’euro e’ stato Prodi, ma nel 2002 governava Berlusconi e quindi e’ stato facile attribuire a quest’ultimo l’aumento dei prezzi, per mancanza di controllo, si diceva.

  • Non capisco perche’ criticare solamente l’Euro quando e’ di fronte a tutti che e’ “solo” uno dei motivi per cui la fiducia nell’Europa sta scomparendo. Questa e’ l’Europa che vi immaginavate 10 anni fa dove un Parlamento centrale eletto decida la politica, dove la solidarieta’ tra le varie nazioni sia un dato di fatto, e dove invece ci troviamo alleati di fatto a nazioni che stanno riproponendo il conolianismo  come soluzione alla crisi? Non e’  solo la moneta che ci fa’ chiedere a gran voce basta Ecco ed allora  bisogna aprire un dibattito pubblico sulla questione le elezioni 2014 del Parlamento europeo si avvicinano     

  • Perchè offendere a quella maniera ? Mi riferisco a virus nei confronti di bakib62.Non sopporto la maleducazione e la mancanza di rispetto.

    • Scusa per aver offeso la tua sensibilità. Ogni tanto son tagliato giù a fette…

       

      p.s. scavando, scavando un perché c’è sempre…

  • Sono pienamente d’accordo sul fatto che dovremmo riprenderci la nostra sovranità monetaria ma non riusciamo nemmeno a fare cose che sembrerebbero più semplici tipo legge elettorale, conflitto di interessi, taglio dei costi della politica,reddito di cittadinanza….ecc.. perchè non abbiamo i numeri sufficienti.Come potremmo subito uscire dall’euro ? Quale governo lo dovrebbe decidere ?Questo parlamento lo dovrebbe approvare ?

  • POLITICI VENDUTI !!!

    Ci lasciano marcire nella trappola dell’Euro senza alzare un dito e fanno di tutto perché la gente venga disinformata, seminando il terrore riguardo ad una eventuale

    uscita dall’Euro, che invece – dati alla mano – ci farebbe solo del bene!

    L’Euro lo hanno inventato per incastrarci col prestito, sono degli strozzini e basta.

    Prima stampavamo moneta, ora dobbiamo chiederla in prestito, e per averla pagare interessi e rinunciare al welfare (gli ordini di Bruxelles..).

    Chi non se ne rende conto o è ignorante o è in malafede..

    Chi volesse altri dati non deve fare altro che chiedermelo.. a disposizione!

    GRILLO DOVE SEI????

    SU QUESTI ARGOMENTI TI SEI DEFILATO!

  • che.caspita ha scritto :
    Novecento, credi veramente che sarà così? la guerra? che tipo di guerra?

    mmm vediamo: torte in faccia? gara di scappellotti? Scorregge atomiche?

    Quante guerre conosci?

    • Combattuta da chi? sembra di essere nell’ Arena dove i più son seduti in tribuna e aspettano di vedere chi vince la partita

    • Purtroppo la guerra è combattuta tra i tiranni della trilaterale del bildelberg del MES e dell’alta finanza in generale che accordatisi con i politici piu’ faziosi d’europa hanno dichiarato guerra ai cittadini della periferia euro ingabbiandoli e riducendoli in schiavitu’. I morti fino ad ora sono 573 in Italia fra chi si è dato fuoco, chi si è buttato dal balcone, chi si è sparato un colpo in testa…… ma se non hai ancora capito che siamo in guerra è inutile anche proseguire la discussione.

    • @novecento, lo hai appena detto non è combattuta E’ subìta. Non si combatte si subisce. Mai sentito che durante le guerre passate i soldati si togliessero la vita, combattevano. Combattevano per la Libertà. Leggiti le cronache sulla guerra in Vietnam chi ha avuto la meglio? eppure non combattevano con le stesse armi.

    • In vietnam i morti furono 1 milione 100 mila per il vietnam del nord e vietcong + 266 mila vietnam del sud. Per gli USA 58 mila, un’inerzia.

      Esattamente come le nostre statistiche 573 morti + 3 settimana scorsa due coniugi impiccatisi + il fratello di lei che si è buttato nel porto del paese per la fame.

      Dei loro sono morti solo qualcuno: Fini, Casini, Prodi, ma non sono neanche morti, sono Zombie sempre li in attesa di catturare anime.

      Questa non è una guerra??

  • Chiedo scusa al nostro grande ospite Claudio per l’invasione (con citazione della fonte), ma come diceva Alberto Sordi: “…m’hai provocato, e io me te magno!”.

    L’autrice è vicina ad Alberto Bagnai, che è spesso citato. Spero che Claudio sarà d’accordo..

    Cesarito

    (per bakib62)

    _____________________________________________

    http://www.scenarieconomici.it/studio-sulle-prospettive-in-italia-germania-francia-e-spagna-e-simulazione-di-dissulazione-delleuro-e-ritorno-alle-valute-nazionali/

    Esclusiva Analisi: simulazione di cosa accadrebbe con e senza EURO.

    PREMESSA

    Ipotizzare quanto avverra’ a seguito di una disintegrazione dell’Euro e’ un esercizio estremamente complesso e certamente criticabile, in quanto le variabili in gioco sono realmente molte, e non tutte sono economiche.

    Una nazione seria quale dovrebbe essere l’Italia, si sarebbe dovuta porre le domanda negli anni 80 se conveniva entrare in un sistema a cambi fissi o quasi (SME) e negli anni 90 se conveniva entrare nell’Euro. Analogamente oggi dovrebbe porsi la domanda di quale futuro ci attende restando nell’Euro e quale se si tornasse a valute nazionali, e se c’e’ convenuto entrare nell’euro.

    I dibattiti nostrani, invece, sono da sempre puramente ideologici, e mai analitici e numerici. La domanda comunque, merita una risposta, e scenarieconomici.it e’ a disposizione per migliorare ed arricchire l’analisi che vi presenteremo, ove vi fossero osservazioni numeriche e supportate.

     

    IPOTESI DI PARTENZA

    Ben pochi si sono cimentati in studi numerici affrontando la questione degli scenari economici che ci attendono con e senza Euro.

    Tra questi segnaliamo lo studio Game theory and euro breakup risk premium – Cause and Effect di  Bank of America e Merrill Lynch e L’impact d’une sortie de l’Euro sur l’économie française di Jacques Sapir. I risultati sono simili, e prevedono chiaramente che in uno scenario di ritorno non traumatico alle valute nazionali, i paesi periferici (in primis l’Italia) avrebbero decisi vantaggi, mentre le nazioni centrali (in primis la Germania) avrebbero decisi svantaggi da tale processo. Il gioco delle variabili economiche sarebbe esattemente l’opposto di quello visto negli ultimi 10 anni.

    L’Ipotesi di fondo e’ confrontare 2 scenari nei prossimi 3 anni:

    – Mantenimento dell’EURO in uno scenario non traumatico (cioe’ senza considerare l’ipotesi, tra l’altro piu’ che verosimile, che proseguiranno le fortissime tensioni ed i salvataggi di banche e nazioni, ed i contrasti interni)

    – Ritorno alle Valute nazionali in ciascun stato dell’Eurozona in modo non traumatico (cioe’ si ipotizza che questo processo avvenga senza un avvitamento a catena, default seriali e guerre commerciali interne)

     

    Il primo esercizio cui cimentarsi e la VALUTAZIONE DEL TASSO DI CAMBIO.

    Le ipotesi adottate sono le seguenti:

    – a meno di oscillazioni, l’area Euro nel suo insieme resta ad un cambio pari ad 1,30 sul dollaro

    – all’interno dell’area euro, i tassi di cambio delle valute nazionali, saranno pari al differenziale di inflazione accumulato negli ultimi 17 anni sommato al 50% dell’entita’ del riallineamento effettuato in occasione della determinazione dei cambi con l’Euro (differenziale valutario tra cambio con EURO-ECU tra 1995 e 1999) ed un fattore correttivo che considera la differenza del sistema paese tra il 1995 ed il 2013 su una serie di parametri (bilancia pagamenti, andamento PIL, variazione debito pubblico).

    Esiste un ampia documentazione storica che dimostra che normalmente le uscite di valute da sistemi di cambi fissi, si risolvono a meno di fenomeni transitori oscillatori in svalutazioni/rivalutazioni delle monete proporzionali ai differenziali di inflazione accumulati durante i regimi di cambi fissi.

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    Ne risulterebbe uno scenario di rivatutazione dell’Euro-Marco del 12% su USD, mentre Francia, Italia e Spagna svaluterebbero rispettivamente del 2%, 12% e 16%.

     

    Passo successivo e’ la valutazione del CAMBIO COL DOLLARO delle valute nazionali a seguito della svalutazione delle valute nazionali. Tal
    e determinazione e’ conseguente al calcolo in tabella 1. L’Euromarco andrebbe a 1,48 sul Dollaro, mentre Euro-Lira ed Euro-Peseta andrebbero a 1,16 e 1,13 su USD.

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    Passiamo a valutare l’IMPATTO INFLATTIVO . La svalutazione/rivalutazione ha impatti inflattivi diretti, essenzialmente a partire dai beni e servizi importati. Ovviamente i fenomeni inflattivi/deflattivi sui beni importati non sono storicamente mai pari al 100% dell’oscillazione effettuata, ma vengono attenuati da vari fattori, tra cui l’effetto di sostituzione di merci estere con merci nazionali nel caso di una svalutazione. Qui si ipotizza un impatto dell’inflazione importata, proporzionale ovviamente al peso dell’import sul PIL, e pari al 50% dello scostamento monetario il primo anno, poi a calare al 15% ed all’8% il 2 e 3 anno, che e’ un ipotesi criticabile, ma comunque con fondamenta storiche. Si nota un impatto deflattivo per la Germania del 3,9% spalmato in 3 anni, e per esempio un impatto inflattivo del 2,6% spalmato in 3 anni in Italia.

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    CONFRONTO TRA SCENARIO 2013-2015 CON MANTENIMENTO EURO E CON RITORNO SU VALUTE NAZIONALI

    L’INFLAZIONE: nel caso di mantenimento dell’Euro in tutti i paesi dell’Euro esaminati l’inflazione si manterrebbe tra l’1,4% ed il 2,8% tra il 2013 ed il 2015. Nel caso di rottura dell’Euro, la Germania conoscerebbe una deflazione dell’1,3% il primo anno, ed inflazione allo 0,9% il secondo anno. Il Italia l’inflazione sarebbe del 3,5% il primo anno e poi si assesterebbe sul 2,5% nel 2  e 3 anno.

     

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    L’EVOLUZIONE DEI TASSI DI CAMBIO: la Germania spingerebbe l’EuroMarco a 1,53 su USD al 3 anno, mentre Italia e Spagna spingerebbero le valute nazionali ad 1,13 ed 1,10. Si nota come dopo il grande salto iniziale del primo anno, poi le cose si assesterebbero.

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    L’IMPATTI SULL’IMPORT-EXPORT: si ipotizza che la componente estera del pil  abbia una variazione proporzionale al peso dell’import-export sul PIL, e pari all’1% per ogni variazione dell’1% del tasso di cambio (con uno sfasamento temporale di 6 mesi dall’event, per simulare l’inerzia del fenomeno che tutto sommato e’ ipotizzabile in Nazioni come quelle europee che lavorano molto a commessa). In sintesi, la Germania, fortemente dipendente dall’import-export (questi pesano per valori quasi meta’ del PIL) verrebbe penalizzata per circa il 7% del PIL, mentre Italia e Spagna avrebbero vantaggi cumulati in 3 anni pari a circa il 5% del PIL.

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    L’IMPATTO SUL CONTO CORRENTE DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI: il calcolo e’ conseguenza di quanto sopra visto. La Germania se si mantenesse l’EURO manterrebbe un saldo positivo del 6-7% sul PIL grazie al vantaggio competitivo accumulato nell’epoca dell’euro, mentre in caso di ritorno alle valute nazionali il saldo verrebbe azzerato nell’arco di 2 anni (cosa gia’ avvenuta a seguito della svalutazione della LIRA e di altre valute nel 1992-95). L’Italia in caso di mantenimento dell’Euro manterrebbe un leggero saldo attivo, mentre in caso di svalutazione costruirebbe un saldo del conto corrente attivo di oltre il 5%.

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    L’IMPATTO SUL PIL: il calcolo e’ conseguenza di quanto sopra visto, in particolare dell’andamento della componente estera del PIL.La Germania senza l’Euro avrebbe 2 anni di crollo del PIL a -3% circa mentre le nazioni periferiche avrebbero un rimbalzo fino ad arrivare al secondo anno a PIL maggiori del +2%.

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    L’IMPATTO SUL PIL NOMINALE: interessantissima questa componente che e&
    rsquo; anche il denominatore del Debito Pubblico e di tanti indicatori. Ovviamente il PIL Nominale varia in funzione dell’andamento del PIL, e del deflattore del PIL (connesso a sua volta all’inflazione). Col mantenimento dell’EURO la Germania proseguirebbe la lenta corsa a fare meglio degli altri. Nel caso di ritorno alle valute nazionali il PIL Tedesco espresso in Euro-Marchi crollerebbe, mentre il PIL Italiano e Spagnolo crescerebbero in modo metto, grazie al buon andamento del PIL ed ai fenomeni inflattivi sopra descritti.

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    L’IMPATTO SUL DEFICIT PUBBLICO: l’esercizio e’ svolto a politiche invariate in ambedue gli scenari (sappiamo che in realta’ il variare delle condizioni tende a far modificare le scelte e le politiche dei governi, ma trascureremo questo aspetto).  Si ipotizza un effetto del nuovo corso monetario pari al 35% del differenziale di PIL (45% per differenziale andamento del PIL e -10% per spese interessi). Col mantenimento dell’EURO la Germania manterrebbe deficit zero, mentre col ritorno al Marco la Germania tornerebbe a deficit sopra il 2% (i vantaggi di un ulteriore calo dei tassi sarebbero di vari ordini di grandezza inferiori al calo di entrate fiscali ed aumento di spese conseguenti al calo del PIL). Situazione opposta per i paesi periferici: l’Italia restando nell’euro resterebbe a deficit sul 3%, uscendo tenderebbe all’1% dopo 3 anni.

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    L’IMPATTO SUL DEBITO PUBBLICO: l’esercizio e’ svolto a politiche invariate in ambedue gli scenari (sappiamo che in realta’ il variare delle condizioni tende a far modificare le scelte e le politiche dei governi, ma trascureremo questo aspetto) ed e’ consequenziale ai calcoli di cui sopra (in particolare a quelli sul PIL nominale ed al Deficit). Sia con l’Euro che senza, non abbiamo tenuto conto di impatti di salvataggi. Col mantenimento dell’EURO la Germania migliorerebbe il Debito al 76%, senza andrebbe al 90%. Situazione opposta per l’Italia: con l’Euro siamo sul 130%, senza andremo al 117% e trend calante.

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    L’IMPATTO SULLA PRODUZIONE INDUSTRIALE: senza l’Euro le nazioni periferiche avrebbero un grosso vantaggio specialmente il 1 e 2 anno.

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    L’IMPATTO SULLA DISOCCUPAZIONE: senza l’Euro le nazioni periferiche ridurrebbero fortemente i disoccupati e la Germania li aumenterebbe, al contrario di quanto sta avvenendo dal 2005 ad oggi.

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    CONCLUSIONI:

    Lo studio dice chiaramente quanto e’ intuitivo da chiunque mastichi di macro-economia: la rottura dell’Euro (non traumatica) e la rivalutazione del Marco penalizzerebbero pesantemente la Germania, ed avvantaggerebbero le economie periferiche, quella Italiana in primis. Le conclusioni sono le stesse di altri studi seri. L’effetto e’ lo stesso gia’ riscontrato nel passato in situazioni similari, e le ragioni sono esattamente quelle opposte a quelle che hanno consentito alla Germania di avvantaggiarsi in questi anni rispetto ai paesi periferici.

    Mi rendo conto dei limiti di questo studio, e di svariate altre variabili (anche non economiche, interne o esterne) che potrebbero e dovrebbero rientrare in gioco, ma reputo che a meno di uno scenario distruttivo di default a catena, l’uscita dell’Euro di scena sia un’affare per l’Italia ed altre nazioni periferiche (specialmente quelle che hanno un sistema industriale dignitoso) ed un pessimo affare per la Germania, destinata col Marco ad un futuro Giapponese di deflazione-PIL asfittico-Debito crescente in un quadro demografico da film dell’orrore.

    Il vero limite dello studio, sta nel comportamento umano, in particolare delle classi dirigenti dei paesi periferici, tendenzialmente poco responsabili, che potrebbero non approfittare degli evidenti vantaggi del ritorno alla valuta nazionale, facendo danni con decisioni di spesa improduttiva o altre misure tese a gestire il consenso nel breve periodo, e non a consolidare tale vantaggio in qualcosa di permanente. Ovviamente, tale situazione non risolverebbe tutti i problemi dei paesi periferici, ma certamente aiuterebbe ad affrontarli.

    Mi auguro che questo post contribuisca ad attivare un serio dibattito sulla questione Euro ed altre analisi sulla questione e simulazioni sull’ipotetica uscita (o non uscita) dall’euro, perche’ comunque una nazione come l’Italia non si puo’ permettere il lusso in futuro di scelta ideologiche.

    Vi consiglio in conclusione la lettura dei seguenti articoli:

     Esclusiva – L’Intervista in forma integrale all’economista Alberto Bagnai – Euro e Crisi

    &n
    bsp;Analisi del DEFAULT di uno Stato: cerchiamo di capire perche’ e quando accade, e cosa accade dopo

     Fino a quando durera’ l’attuale Euro-crisi dei debiti sovrani?

     Analisi di Sostenibilita’ dei DEBITI PUBBLICI dell’Italia, Germania, Francia, Spagna, UK, USA e Giappone

     EURO: Analisi dettagliata del perche’ dobbiamo Uscire!

     Analisi della Svalutazione del 1992-1995

     

    By GPG Imperatrice

    • Intanto ti ringrazio per il documento postato, che aiuta a far chiarezza su alcune opinioni.

      Però ancora per resta aperto l’interrogativo sui meccanismi che regolerebbero l’import/export in caso di uscita dall’euro, in particolare quelli inerenti l’importazione di fonti energetiche (in Italia importiamo tantissima energia anche dal nucleare dei Paesi limitrofi, oltre che il gas extracomunitario e gli altri derivati del petrolio) e di materie prime.

    • scusa lion, hai ascoltato attentamente l’intervista del Prof. Borghi, a riguardo della bolletta energetica? mi sembra che sia stato molto chiaro:

      quanto incide l’effettivo costo della materia prima importata dall’estero in valuta straniera (rivalutata eventualmente del 20%) rispetto al costo che effettivamente paghiamo in bolletta? le accise,balzelli vari e l’IVA incidono per il piu’ dell’ottantapercento di quanto noi paghiamo!

      se l’economia torna a girare e a crescere, DEVI abbassare le tasse su quel tipo di prodotti in modo tale da compensare l’aumento. riesci ad abbassarle perche’ lo stato riceve piu’ soldi dalla domanda interna in espansione.

      sono stato chiaro? non e’ difficile capirlo, vero?

      qui andiamo tutti a rotoli se non si inverte la rotta, altro che crescita…

    • La benzina io la metterei a 20 euro al litro altro che accise.

      Circolano container vuoti a destra e a manca, autotreni vuoti che fanno su e giu’ per l’europa, acqua minerale che da nord va a sud e da sud va a nord, un inquinamento che ci fa crepare 20 anni prima, cinesi che importano in italia il made in italy, cose da pazzi!!!

      Macchine elettriche, navi solo piene, divieto trasporti merci su gomma, rinforzo trasporto pubblico su rotaia, biciclette a 50 euro e corsie ciclabili al posto delle strade, fermate del tram poste anche all’estrema periferia fin dove c’e’ solo una casa…………………..

      Questo è rinnovgamento, mandare affanculo gli arabi e i petrolieri.

    • Grazie a Cesarito per il documento.

      Ovviamente concordo in pieno con le osservazioni di Luxor qui sopra che ormai dovrebbero conoscere anche i piu disinformati.

      Da notare, a questo proposito, la correlazione tra alta inflazione del periodo 1973-1985 e prezzo del petrolio in dollari nello stesso periodo. Il prezzo del petrolio è aumentato del 1000% (dieci volte) in pochi anni. Questo ha ovvimante causato un forte aumento dei prezzi (altro che svalutazione!!!!)

      Qui sotto i grafici dell’andamento del prezzo del petrolio in $ e del’inflazione

      http://www.agienergia.it/petrolio/petrolio1961-1990.html

      http://storico.cermlab.it/_img/_grafici/STORIA_INFLAZIONE_DALL_UNITA.jpg

      Questo sconfessa, se ce ne fosse ancora bisogno, quelli che sostengono che la svalutazione causa in modo diretto inflazione.

      A tale proposito si possono vedere i due grafici riportati dal Prof Bagnai proprio su questo blog

      https://www.byoblu.com/post/2013/02/19/Tutte-le-balle-di-Boldrin-con-la-Napoleoni.aspx?page=all

      dove si evince che che non c’e’ relazione diretta tra i due valori.

       

      In ultimo voglio aggiungere un link sul commento di Giovanni zibordi a questo articolo.

      http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=5067&reply_id=123520329

      pur ritenendolo interessante non lo condivido a pieno.

  • Qui si dice che l’aumento dei costi energetici sarebbe irrisorio, ma chi lo dice parla soltanto di costi in funzione del PIL ed è un’analisi fuorviante, non bisogna essere esperti di economia per capirlo. il PIL non è fatto soltanto da produzione industriale, c’è una buona fetta di terziario e servizi che non è direttamente influenzato dai costi energetici. Quindi la percentuale andrebbe rivista al rialzo.

    Inoltre chiederei a chi ne sa di più (non di teoria economica, ma di economia reale italiana) la previsione peggiore sull’aumento dei costi per l’approvvigionamente energetico e la conseguente influenza sui costi di produzione. Mi aspetto cifre parecchio alte, che rischiano di non essere compensate dai benefici descritti in caso di uscita dall’euro.

    • Se apro il link mi dice che la pagina non esiste. Mi chiedo se esista anche una capacità di ragionamento o se siamo condannati a leggere slogan per cerebrolesi imposti dai nuovi padroni.

      Qualcuno capace di spiegare questo aspetto dell’uscita dall’euro in maniera seria e intelligente c’è? Io ho votato Cinque Stelle convinto che ci sia, ma finora mi rispondono solo zucche vuote oppure il silenzio.

      Per esempio vorrei conoscere il parere dell’ottima Lidia Undiemi (vicina al M5S, https://www.facebook.com/pages/Lidia-Undiemi/445162578841013?fref=ts ), che, avendola sentita parlare, ha guadagnato la mia stima.

    • Credo che Virus scriva dall’estero… blogspot.com… no. dk… Bagnai in quel post affronta il problema delle materie prime. E’ scritto in modo semplice e chiaro.Saluti.

  • Ciao Cesarito

    come mi sono sfinito di ripetere Io non ho le competenze per poter contestare questa squisita analisi, posso pero`trovarne sulla rete altrettante di diversa opinione e questo mi sconcerta.

    Oltretutto la premessa di questa simulazione mi suona un po come l’analisi dei vantaggi in termini di puntualità nel prendere la Tangenziale di Milano nell’ipotesi di traffico ordinato o assente ?????????

    E se invece il traffico ce lo trovo cosa non così improbabile che succede ?

     

     

     

     

     

    Cesarito ha scritto :
    Chiedo scusa al nostro grande ospite Claudio per l’invasione (con citazione della fonte), ma come diceva Alberto Sordi: “…m’hai provocato, e io me te magno!”. L’autrice è vicina ad Alberto Bagnai, che è spesso citato. Spero che Claudio sarà d’accordo.. Cesarito (per bakib62) ____ http://www.scenarieconomici.it/studio-sulle-prospettive-in-italia-germania-francia-e-spagna-e-simulazione-di-dissulazione-delleuro-e-ritorno-alle-valute-nazionali/ Esclusiva Analisi: simulazione di cosa accadrebbe con e senza EURO. PREMESSA Ipotizzare quanto avverra’ a seguito di una disintegrazione dell’Euro e’ un esercizio estremamente complesso e certamente criticabile, in quanto le variabili in gioco sono realmente molte, e non tutte sono economiche. Una nazione seria quale dovrebbe essere l’Italia, si sarebbe dovuta porre le domanda negli anni 80 se conveniva entrare in un sistema a cambi fissi o quasi (SME) e negli anni 90 se conveniva entrare nell’Euro. Analogamente oggi dovrebbe porsi la domanda di quale futuro ci attende restando nell’Euro e quale se si tornasse a valute nazionali, e se c’e’ convenuto entrare nell’euro. I dibattiti nostrani, invece, sono da sempre puramente ideologici, e mai analitici e numerici. La domanda comunque, merita una risposta, e scenarieconomici.it e’ a disposizione per migliorare ed arricchire l’analisi che vi presenteremo, ove vi fossero osservazioni numeriche e supportate.   IPOTESI DI PARTENZA Ben pochi si sono cimentati in studi numerici affrontando la questione degli scenari economici che ci attendono con e senza Euro. Tra questi segnaliamo lo studio Game theory and euro breakup risk premium – Cause and Effect di  Bank of America e Merrill Lynch e L’impact d’une sortie de l’Euro sur l’économie française di Jacques Sapir. I risultati sono simili, e prevedono chiaramente che in uno scenario di ritorno non traumatico alle valute nazionali, i paesi periferici (in primis l’Italia) avrebbero decisi vantaggi, mentre le nazioni centrali (in primis la Germania) avrebbero decisi svantaggi da tale processo. Il gioco delle variabili economiche sarebbe esattemente l’opposto di quello visto negli ultimi 10 anni. L’Ipotesi di fondo e’ confrontare 2 scenari nei prossimi 3 anni: – Mantenimento dell’EURO in uno scenario non traumatico (cioe’ senza considerare l’ipotesi, tra l’altro piu’ che verosimile, che proseguiranno le fortissime tensioni ed i salvataggi di banche e nazioni, ed i contrasti interni) – Ritorno alle Valute nazionali in ciascun stato dell’Eurozona in modo non traumatico (cioe’ si ipotizza che questo processo avvenga senza un avvitamento a catena, default seriali e guerre commerciali interne)   Il primo esercizio cui cimentarsi e la VALUTAZIONE DEL TASSO DI CAMBIO. Le ipotesi adottate sono le seguenti: – a meno di oscillazioni, l’area Euro nel suo insieme resta ad un cambio pari ad 1,30 sul dollaro – all’interno dell’area euro, i tassi di cambio delle valute nazionali, saranno pari al differenziale di inflazione accumulato negli ultimi 17 anni sommato al 50% dell’entita’ del riallineamento effettuato in occasione della determinazione dei cambi con l’Euro (differenziale valutario tra cambio con EURO-ECU tra 1995 e 1999) ed un fattore correttivo che considera la differenza del sistema paese tra il 1995 ed il 2013 su una serie di parametri (bilancia pagamenti, andamento PIL, variazione debito pubblico). Esiste un ampia documentazione storica che dimostra che normalmente le uscite di valute da sistemi di cambi fissi, si risolvono a meno di fenomeni transitori oscillatori in svalutazioni/rivalutazioni delle monete proporzionali ai differenziali di inflazione accumulati durante i regimi di cambi fissi. Ne risulterebbe uno scenario di rivatutazione dell’Euro-Marco del 12% su USD, mentre Francia, Italia e Spagna svaluterebbero rispettivamente del 2%, 12% e 16%.   Passo successivo e’ la valutazione del CAMBIO COL DOLLARO delle valute nazionali a seguito della svalutazione delle valute nazionali. Tale determinazione e’ conseguente al calcolo in tabella 1. L’Euromarco andrebbe a 1,48 sul Dollaro, mentre Euro-Lira ed Euro-Peseta andrebbero a 1,16 e 1,13 su USD. Passiamo a valutare l’IMPATTO INFLATTIVO . La svalutazione/rivalutazione ha impatti inflattivi diretti, essenzialmente a partire dai beni e servizi importati. Ovviamente i fenomeni inflattivi/deflattivi sui beni importati non sono storicamente mai pari al 100% dell’oscillazione effettuata, ma vengono attenuati da vari fattori, tra cui l’effetto di sostituzione di merci estere con merci nazionali nel caso di una svalutazione. Qui si ipotizza un impatto dell’inflazione importata, proporzionale ovviamente al peso dell’import sul PIL, e pari al 50% dello scostamento monetario il primo anno, poi a calare al 15% ed all’8% il 2 e 3 anno, che e’ un ipotesi criticabile, ma comunque con fondamenta storiche. Si nota un impatto deflattivo per la Germania del 3,9% spalmato in 3 anni, e per esempio un impatto inflattivo del 2,6% spalmato in 3 anni in Italia.   CONFRONTO TRA SCENARIO 2013-2015 CON MANTENIMENTO EURO E CON RITORNO SU VALUTE NAZIONALI L’INFLAZIONE: nel caso di mantenimento dell’Euro in tutti i paesi dell’Euro esaminati l’inflazione si manterrebbe tra l’1,4% ed il 2,8% tra il 2013 ed il 2015. Nel caso di rottura dell’Euro, la Germania conoscerebbe una deflazione dell’1,3% il primo anno, ed inflazione allo 0,9% il secondo anno. Il Italia l’inflazione sarebbe del 3,5% il primo anno e poi si assesterebbe sul 2,5% nel 2  e 3 anno.     L’EVOLUZIONE DEI TASSI DI CAMBIO: la Germania spingerebbe l’EuroMarco a 1,53 su USD al 3 anno, mentre Italia e Spagna spingerebbero le valute nazionali ad 1,13 ed 1,10. Si nota come dopo il grande salto iniziale del primo anno, poi le cose si assesterebbero. L’IMPATTI SULL’IMPORT-EXPORT: si ipotizza che la componente estera del pil  abbia una variazione proporzionale al peso dell’import-export sul PIL, e pari all’1% per ogni variazione dell’1% del tasso di cambio (con uno sfasamento temporale di 6 mesi dall’event, per simulare l’inerzia del fenomeno che tutto sommato e’ ipotizzabile in Nazioni come quelle europee che lavorano molto a commessa). In sintesi, la Germania, fortemente dipendente dall’import-export (questi pesano per valori quasi meta’ del PIL) verrebbe penalizzata per circa il 7% del PIL, mentre Italia e Spagna avrebbero vantaggi cumulati in 3 anni pari a circa il 5% del PIL. L’IMPATTO SUL CONTO CORRENTE DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI: il calcolo e’ conseguenza di quanto sopra visto. La Germania se si mantenesse l’EURO manterrebbe un saldo positivo del 6-7% sul PIL grazie al vantaggio competitivo accumulato nell’epoca dell’euro, mentre in caso di ritorno alle valute nazionali il saldo verrebbe azzerato nell’arco di 2 anni (cosa gia’ avvenuta a seguito della svalutazione della LIRA e di altre valute nel 1992-95). L’Italia in caso
    di mantenimento dell’Euro manterrebbe un leggero saldo attivo, mentre in caso di svalutazione costruirebbe un saldo del conto corrente attivo di oltre il 5%. L’IMPATTO SUL PIL: il calcolo e’ conseguenza di quanto sopra visto, in particolare dell’andamento della componente estera del PIL.La Germania senza l’Euro avrebbe 2 anni di crollo del PIL a -3% circa mentre le nazioni periferiche avrebbero un rimbalzo fino ad arrivare al secondo anno a PIL maggiori del +2%. L’IMPATTO SUL PIL NOMINALE: interessantissima questa componente che e’ anche il denominatore del Debito Pubblico e di tanti indicatori. Ovviamente il PIL Nominale varia in funzione dell’andamento del PIL, e del deflattore del PIL (connesso a sua volta all’inflazione). Col mantenimento dell’EURO la Germania proseguirebbe la lenta corsa a fare meglio degli altri. Nel caso di ritorno alle valute nazionali il PIL Tedesco espresso in Euro-Marchi crollerebbe, mentre il PIL Italiano e Spagnolo crescerebbero in modo metto, grazie al buon andamento del PIL ed ai fenomeni inflattivi sopra descritti. L’IMPATTO SUL DEFICIT PUBBLICO: l’esercizio e’ svolto a politiche invariate in ambedue gli scenari (sappiamo che in realta’ il variare delle condizioni tende a far modificare le scelte e le politiche dei governi, ma trascureremo questo aspetto).  Si ipotizza un effetto del nuovo corso monetario pari al 35% del differenziale di PIL (45% per differenziale andamento del PIL e -10% per spese interessi). Col mantenimento dell’EURO la Germania manterrebbe deficit zero, mentre col ritorno al Marco la Germania tornerebbe a deficit sopra il 2% (i vantaggi di un ulteriore calo dei tassi sarebbero di vari ordini di grandezza inferiori al calo di entrate fiscali ed aumento di spese conseguenti al calo del PIL). Situazione opposta per i paesi periferici: l’Italia restando nell’euro resterebbe a deficit sul 3%, uscendo tenderebbe all’1% dopo 3 anni. L’IMPATTO SUL DEBITO PUBBLICO: l’esercizio e’ svolto a politiche invariate in ambedue gli scenari (sappiamo che in realta’ il variare delle condizioni tende a far modificare le scelte e le politiche dei governi, ma trascureremo questo aspetto) ed e’ consequenziale ai calcoli di cui sopra (in particolare a quelli sul PIL nominale ed al Deficit). Sia con l’Euro che senza, non abbiamo tenuto conto di impatti di salvataggi. Col mantenimento dell’EURO la Germania migliorerebbe il Debito al 76%, senza andrebbe al 90%. Situazione opposta per l’Italia: con l’Euro siamo sul 130%, senza andremo al 117% e trend calante. L’IMPATTO SULLA PRODUZIONE INDUSTRIALE: senza l’Euro le nazioni periferiche avrebbero un grosso vantaggio specialmente il 1 e 2 anno. L’IMPATTO SULLA DISOCCUPAZIONE: senza l’Euro le nazioni periferiche ridurrebbero fortemente i disoccupati e la Germania li aumenterebbe, al contrario di quanto sta avvenendo dal 2005 ad oggi.      CONCLUSIONI: Lo studio dice chiaramente quanto e’ intuitivo da chiunque mastichi di macro-economia: la rottura dell’Euro (non traumatica) e la rivalutazione del Marco penalizzerebbero pesantemente la Germania, ed avvantaggerebbero le economie periferiche, quella Italiana in primis. Le conclusioni sono le stesse di altri studi seri. L’effetto e’ lo stesso gia’ riscontrato nel passato in situazioni similari, e le ragioni sono esattamente quelle opposte a quelle che hanno consentito alla Germania di avvantaggiarsi in questi anni rispetto ai paesi periferici. Mi rendo conto dei limiti di questo studio, e di svariate altre variabili (anche non economiche, interne o esterne) che potrebbero e dovrebbero rientrare in gioco, ma reputo che a meno di uno scenario distruttivo di default a catena, l’uscita dell’Euro di scena sia un’affare per l’Italia ed altre nazioni periferiche (specialmente quelle che hanno un sistema industriale dignitoso) ed un pessimo affare per la Germania, destinata col Marco ad un futuro Giapponese di deflazione-PIL asfittico-Debito crescente in un quadro demografico da film dell’orrore. Il vero limite dello studio, sta nel comportamento umano, in particolare delle classi dirigenti dei paesi periferici, tendenzialmente poco responsabili, che potrebbero non approfittare degli evidenti vantaggi del ritorno alla valuta nazionale, facendo danni con decisioni di spesa improduttiva o altre misure tese a gestire il consenso nel breve periodo, e non a consolidare tale vantaggio in qualcosa di permanente. Ovviamente, tale situazione non risolverebbe tutti i problemi dei paesi periferici, ma certamente aiuterebbe ad affrontarli. Mi auguro che questo post contribuisca ad attivare un serio dibattito sulla questione Euro ed altre analisi sulla questione e simulazioni sull’ipotetica uscita (o non uscita) dall’euro, perche’ comunque una nazione come l’Italia non si puo’ permettere il lusso in futuro di scelta ideologiche. Vi consiglio in onclusione la lettura dei seguenti articoli:  Esclusiva – L’Intervista in forma integrale all’economista Alberto Bagnai – Euro e Crisi  Analisi del DEFAULT di uno Stato: cerchiamo di capire perche’ e quando accade, e cosa accade dopo  Fino a quando durera’ l’attuale Euro-crisi dei debiti sovrani?  Analisi di Sostenibilita’ dei DEBITI PUBBLICI dell’Italia, Germania, Francia, Spagna, UK, USA e Giappone  EURO: Analisi dettagliata del perche’ dobbiamo Uscire!  Analisi della Svalutazione del 1992-1995   By GPG Imperatrice

  • È’ ora di cominciare a parlare dell’incontro di grillo-americani del 2008 e su Gianni lannes, e’ arrivato il momento di chiarire

  • Ti ringrazio Maurizio

    purtroppo mi sembra che la situazione stia prendendo una brutta piega, riponevo tante speranze in questo Movimento ma ho paura di aver commesso il terzo sbaglio consecutivo dopo aver puntato in passato su Lega e IDV.

    Purtroppo anche l’atteggiamento di Grillo (e non solo dei prepotenti aggressivi alla virus) mi lascia veramente perplesso, dove e`il confronto, il dialogo 1 vale 1 etc.

    8000000 di persone non possono ovviamente avere un pensiero convergente al 100 % su ogni tema, per questo ritengo ci si dovrebbe concentrare verso gli argomenti maggiormente condivisi, aprendo poi delle discussioni su altri temi dove poter ascoltare una pluralita`di voci referenziate e contare il consenso.

    maurizio ha scritto :
    Perchè offendere a quella maniera ? Mi riferisco a virus nei confronti di bakib62.Non sopporto la maleducazione e la mancanza di rispetto.

  • puccini ha scritto :
    il problema non è la moneta!!! il problema è CHI STAMPA la moneta…

    Beh mi dispiace dirtelo ma è lo stesso.. o vogliamo ancora perdere tempo con la distinzione tra sovranità monetaria e signoraggio bancario?

    I problemi, se è per quello, sono tanti.

    Per esempio, se la BCE fosse un prestatore di ultima istanza e quindi aiutasse gli Stati in difficoltà (come qualunque Banca Centrale nel mondo civile), non ci sarebbe il problema dell’Euro e degli Stati strozzati dal debito pubblico verso le banche private.

    Il problema è che l’Euro è stato creato per volere delle banche private, per “travasare” la ricchezza pubblica e dei privati cittadini verso le grandi banche private, azioniste delle Banche Centrali e quindi della BCE.

    Chi non conosce queste cose dovrebbe astenersi dai commenti.

    Invece è grave che questi argomenti vengano ignorati dai politici e dai movimenti, Grillo compreso, visto che tutti i nostri problemi vengono da lì.

    Il PROGRAMMA del Movimento 5 Stelle in 20 PUNTI ha bisogno di risorse per essere finanziato, decine di miliardi, un paio di zeri in più di quello che si potrebbe risparmiare dalla pur sacrosanta battaglia contro i privilegi della casta e Grillo, che di finanza se ne intende eccome, lo sa benissimo.

    Senza queste risorse finanziarie ci stiamo a prendere in giro.

    Quindi serve necessariamente, in mancanza evidente di una BCE che ci aiuti, il recupero della SOVRANITA’ MONETARIA.

     

  • Ma basta Ti senti quando parli/scrivi sembri l’imitazione che fa Crozza di Vendola con un pizzico di arroganza (Io so tutto e Voi ..) unita a maleducazione.

    Virus ha scritto :
    Il miracolo di Grillo è stato quello di portare in politica in Italia una cultura che si è sviluppata per quarant’anni negli underground delle università ad indirizzo tecnico che, perdona la diffidenza, dubito tu abbia mai frequentato con profitto. Da Internet. Grillo ha fatto da ponte tra i figli (e ormai i nipoti) di questa cultura e chi, pur non avendola incontrata, ne abbraccia i valori sostanziali nella società civile. In piazza. Questa cultura che porta ad abbattere i fallimenti di MERCATO, dell’INFORMAZIONE, delle politiche monetarie e ora, in Italia, i fallimenti della POLITICA. Con “work around” di intermediari ed di agenzie, usando la tecnologia e permettendo TRANSAZIONI DIRETTE nei sistemi INFORMATIVI, BANCARI e, in Italia si sta provando, POLITICI. Noi NON siamo dalla stessa parte. Il sistema di valori che traspira dalla tua tastiera ci porta, sino ad ora, a giocare la vita su parti avverse. Il mio radicalismo è nei VALORI, non sicuramente in ideologie o fanatismi di parte. La PARTIGIANERIA è per me antitesi di IGNAVIA, giusto per condividere un po’ di pensiero gramsciano. Se la nave affonderà, ti assicuro non sarò uno di quelli che affogherà. Non fuggirò via neanche in elicottero. Ma una piccola scialuppa, malconcia e magari con qualche falla sarà disponibile per me e i miei cari.   Ma dubito che tu mi abbia seguito in una sola parola scritta…

    • Ti sbagli o mio UMILE uomo dalle grandi liquidità: faccio l’imitazione di Vendola che fa Crozza. Un po’ come Zampetti fa la tua.

  • Torno a ripetere ed invece di insultare rispondete a tema, Io ricordo quando avevamo sovranita`monetaria e non ci potevamo permettere di far circolare tutte le auto (perche`il petrolio era troppo caro) ma si alternavano le macchine con targhe pari con quelle a targa dispari. Avevamo inflazione al 20 % (non al 4%) e qualcuno invocava il consolidamento dei Titoli di Stato.

    Adesso in questa congiuntura di crisi globale ho il timore che  la situazione sarebbe ben peggiore.

     

    Cesarito ha scritto :
    puccini ha scritto : ” il problema non è la moneta!!! il problema è CHI STAMPA la moneta… ” Beh mi dispiace dirtelo ma è lo stesso.. o vogliamo ancora perdere tempo con la distinzione tra sovranità monetaria e signoraggio bancario? I problemi, se è per quello, sono tanti. Per esempio, se la BCE fosse un prestatore di ultima istanza e quindi aiutasse gli Stati in difficoltà (come qualunque Banca Centrale nel mondo civile), non ci sarebbe il problema dell’Euro e degli Stati strozzati dal debito pubblico verso le banche private. Il problema è che l’Euro è stato creato per volere delle banche private, per “travasare” la ricchezza pubblica e dei privati cittadini verso le grandi banche private, azioniste delle Banche Centrali e quindi della BCE. Chi non conosce queste cose dovrebbe astenersi dai commenti. Invece è grave che questi argomenti vengano ignorati dai politici e dai movimenti, Grillo compreso, visto che tutti i nostri problemi vengono da lì. Il PROGRAMMA del Movimento 5 Stelle in 20 PUNTI ha bisogno di risorse per essere finanziato, decine di miliardi, un paio di zeri in più di quello che si potrebbe risparmiare dalla pur sacrosanta battaglia contro i privilegi della casta e Grillo, che di finanza se ne intende eccome, lo sa benissimo. Senza queste risorse finanziarie ci stiamo a prendere in giro. Quindi serve necessariamente, in mancanza evidente di una BCE che ci aiuti, il recupero della SOVRANITA’ MONETARIA.  

  • Fiscal Compact, Guarino: il pareggio di bilancio è illegale

     

     

    Il pareggio di bilancio previsto dal Fiscal Compact? Da gettare nella spazzatura della storia. Azzerare il debito pubblico non è solo insostenibile, è anche illegale: perché viola il Trattato di Lisbona, che il debito pubblico lo ammette eccome, anche se limitato al 3% del Pil secondo una teoria “cabalistica” che si vuole risalente a una semplice boutade dell’allora presidente francese Mitterrand: «Il numero 3 suonava bene, ed era perfetto per togliermi di torno i ministri che mi assediavano con le loro continue richieste di soldi». Fondato sul contenimento ossessivo della spesa pubblica, il regime finanziario europeo non deriva da alcuna scienza economica, ma solo dall’ideologia dominante che prescrive di colpire lo Stato per favorire i grandi monopoli economici privati. E persino nella sua applicazione formale le autorità europee stanno violando la legge. Lo sostiene un giurista di peso internazionale come il professor Giuseppe Guarino, già docente di Cossiga ed esaminatore di Napolitano e Draghi, nonché ministro democristiano (finanze e industria) dall’87 al ’93. “Il teorico dell’euro-caos”, lo ribattezza la versione tedesca del “Financial Times”. 

    Il guaio, dice Guarino a Marco Valerio Lo Prete, che l’ha intervistato per il “Foglio”, è che nessuno, in Italia, osa neppure contraddirlo: semplicemente, Il giurista Giuseppe Guarino, già ministro delle finanzei “malati” fingono di ignorare la diagnosi del “medico”. Il professor Guarino esibisce cifre imbarazzanti: l’Europa dell’Eurozona sta continuando a franare, fino a crollare. Un destino segnato in partenza: «Nel quarantennio che va dal 1950 al 1991, la media del tasso di crescita del Pil era stata del 3,86% in Francia, del 4,05 in Germania, del 4,36 in Italia». Le percentuali, dopo i primi sei anni del trattato dell’Unione Europea, sono invece impietose: «La Francia scese all’1,7%, la Germania all’1,4 e l’Italia passò all’ultimo posto». E i dati che vanno dal 1999 al 2011, aggiunge Guarino, sono addirittura drammatici: «La media per i tredici anni dell’euro è diminuita per la Francia all’1,61%, per la Germania all’1,32, per l’Italia allo 0,68. Un crollo verticale».

    La causa? Va ricercata nella disciplina giuridica dell’Eurozona e dell’Unione Europea in generale: «Non esiste precedente storico di Stati che, per perseguire obiettivi di crescita, si siano rigidamente vincolati al rispetto della parità di bilancio». Vincoli – insiste Guarino – imposti illegalmente. Fino all’incredibile Fiscal Compact, firmato nel marzo 2012 dopo esser stato negoziato nel dicembre 2011, cioè nel momento di massima tensione sui mercati per le sorti dell’Europa. Fiscal Compact che, all’articolo 3, introduce l’obbligo, per gli Stati, di mantenere «in pareggio o in avanzo» la posizione di bilancio della pubblica amministrazione. Norma suicida, avvertono gli economisti neo-keynesiani come Krugman e Stiglitz: tagliando la spesa pubblica, va a rotoli l’intero sistema economico, incluso il settore privato, come la realtà quotidiana si sta incaricando di dimostrare. In più, aggiunge Guarino, il Fiscal Compact è addirittura «inapplicabile», alla lettera, perché è scritto che può essere davvero applicato «soltanto finché compatibile “con i trattati su cui si fonda l’Unione Europea e con il diritto dell’UnionePaul KrugmanEuropea”». Problema: pur molto restrittivi, i trattati costitutivi dell’Ue non arrivano a vietare la possibilità di indebitarsi.

    Il Trattato di Lisbona, entrato in vigore nel 2009 “fondendo” il trattato sull’Unione Europea e il trattato che istituisce la Comunità Europea, «fissa al 3% il limite che l’indebitamento non può superare», ricorda Guarino. «Il Fiscal Compact, invece, riduce il limite a zero punti». In altre parole, il Fiscal Compact «sopprime la sovranità fiscale degli Stati firmatari, in violazione del Trattato di Lisbona al quale pure si richiama». Forse, osserva Guarino, il Fiscal Compact è stato una “scorciatoia”, visto che l’unanimità tra i 27 paesi membri necessaria a modificare il Trattato di Lisbona non sarebbe mai stata raggiunta. «Fatto sta che questo trattato rimane illegale: non ha la forza costituzionale per modificare il Trattato di Lisbona». Quell’obbrobrio giuridico, primo responsabile delle spietate politiche di rigore che stanno letteralmente piegando le economie del Sud Europa, è estraneo persino al diritto fondamentale europeo, perché «l’azzeramento del deficit non è previsto dal regolamento 1175 del 2011, vigente tuttora in materia di politica di bilancio».

    Per Guarino, l’aggiramento delle leggi grazie a normative varate sottobanco è un po’ il “vizietto” delle autorità europee: fino al 6 dicembre 2011, giorno d’entrata in vigore dell’attuale Regolamento numero 1175, era già stato applicato un altro regolamento «viziato da incompetenza assoluta», il numero 1466 del 1997. Quell’anno, proprio mentre si concludeva la fase transitoria che avrebbe dovuto rendere più omogenee tra loro le economie dell’Eurozona in vista dell’introduzione della moneta unica, «la Commissione si arbitrò di sostituire l’articolo 104 C del trattato dell’Unione Europea con due regolamenti, uno dei quali è appunto il 1466 del ‘97». In sintesi: il parametro dell’indebitamento al 3% – uno dei famosi “parametri di Maastricht” – veniva sostituito «con il parametro dello zero per cento, cioè il pareggio di bilancio», archiviando Maastricht e il parametro precedente,Emma Boninocioè un “sano” debito pubblico fino al 60% del Pil, su cui si fondò la crescita del benessere reale in tutta Europa, per decenni.

    «I ministri della Repubblica italiana continuavano a parlare di “parametri di Maastricht”», protesta Guarino, ma «in realtà operavano ottemperando a vincoli ancora più stringenti». Il pareggio di bilancio anticipato in modo semi-clandestino dal regolamento del ’97?  Fu «un attentato alla Costituzione europea», ad opera di membri della stessa Commissione, tra i quali oltretutto figuravano Mario Monti, “ministro” europeo per le regole sulla concorrenza, e la stessa Emma Bonino: incaricata di occuparsi di politica dei consumatori, pesca e addirittura aiuti umanitari, proprio mentre Bruxelles varava misure che avrebbero provocato la catastrofe umanitaria della Grecia e il tracollo socio-economico degli altri Piigs, causando l’incredibile retrocessione di una potenza industriale come l’Italia. La motivazione di quella mossa? Forse doveva servire da “pungolo” per condizionare gli Stati meno rigorosi, in vista della convergenza verso l’adozione dell’euro: «Si trattò di consensi formalmente volontari ma sostanzialmente coatti», cioè estorti, e senza mai la necessaria trasparenza, né una vera validazione democratica, tantomeno referendaria.

    E’ lo stesso schema che oggi si ripete per il giro di vite finale, quello più drammatico, imposto da Fiscal Compact che condanna l’Italia a tagliare di tutto, dalle pensioni alla scuola, dagli enti locali alla sanità, precipitando il paese nell’abisso della povertà e dell’insicurezza sociale. Nel 1997, ribadisce Guarino, fu un semplice regolamento burocratico ad avere la pretesa di correggere le norme di un trattato che pure era legalmente sovraordinato, con la Commissione Europea che si arrogò il diritto di inserire l’obiettivo del bilancio in pareggio o addirittura in attivo. Nel 2012, firmato il Fiscal Compact sul rigore assoluto di bilancio, grazie alle fortissime pressioni della Germania guidata da Angela Merkel, Bruxelles «ha tradito le norme vigenti del Trattato di Lisbona e quelle appena stabilite nel Regolamento 1175 del 2011». Ma attenzione, lo strapotere tedesco è miope: «Negli anni 90, nel momento in cui tutto il mondo accelerava per avvantaggiarsi della rivoluzione informatica, la Germania ha scelto di autovincolarsi, di immobilizzarsi per fare da modello a tutti gli altri, ed ecco i risultati. Così sta forse acquistando la preminenza in Europa perdendo quella nel mondo, un Schäuble e Merkelerrore in cui è già incappata altre volte nella storia. Il punto è che oggi è tutta l’Europa a rischiare l’irrilevanza».

    Secondo Guarino, si impone una svolta: per salvare l’economia, ma anche “in nome della legge”. Ovvero: «Il Fiscal Compact non si applica, se vogliamo rispettare i trattati europei. Né va portata avanti la sua trasposizione nella Costituzione italiana, con la riforma dell’articolo 81 sul pareggio di bilancio». Quanto alla possibile reazione dei “mercati”, cioè il potere di ricatto dello spread, Guarino parla di «grande imbroglio» e rivela che il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi si può far salire e scendere semplicemente «muovendo una decina di miliardi di euro». Speculazione pura, manipolazione politica persino a buon mercato. Così, Guarino suggerisce la prima mossa da compiere, per un esecutivo davvero responsabile: «Esigere l’applicazione dei trattati vigenti, cioè del Trattato di Lisbona firmato nel 2007 e in vigore dal 2009. Quel trattato garantisce la possibilità di un indebitamento annuo pari al 3% del Pil». Questo, in base alle attuali norme – che il Fiscal Compact calpesta. Senza contare che i rivolgimenti politici in corso, a partire dall’Italia, potrebbero costringere la Germania e tutta l’Unione Europea ad archiviare per sempre l’ideologia suicida del taglio della spesa pubblica, se si vuole davvero una “ripresa” dell’economia e dell’occupazione che scongiuri, per l’Europa, il ripetersi di scenari come quelli che portarono alla Seconda Guerra Mondiale.

  • bisogna proporre un referendum ma solo DOPO una buona campagna informativa,altrimenti è inutile perchè il potere della disinformazione è più forte ora come ora di quello giusta informazione, per l’ostinatezza di pochi non si può soffrire in cosi tanti!

  • PS ma intendi la Merrill che dava tripla A a Lehman un mese prima che fallisse e lei stessa fallita a sua volta e acquisita da Bank Of America ?

    Non c’è che dire dei veggenti ?

    Cesarito ha scritto :
    di Bank of America e Merrill Lynch

  • StefanoBelforte ha scritto :
    dentro o fuori, bada li’. Prima di tutto governo & C. devono smettere di rubare. Togliamo l’evasione fiscale, la mafia, la corruzione.. poof, la crisi svanisce e le cose tornano ad essere discusse d economisti onesti e tutto diventa piu’ facile e sensato. Altrimenti qualunque cosa che fa arrivare soldi, che sia la moneta sovrana o la manna dal cielo, finisce solo nelle solite tasche.

     

     

    Anche l’ irlanda e l’ olanda hanno la mafia ?

    L’ irlanda è in crisi peggio di noi da anni e l’ olanda iniza la crisi anche lei:

    http://www.spiegel.de/international/europe/economic-crisis-hits-the-netherlands-a-891919.html#ref=rss

     

  • lo abbiamo capito tutti  ormai dov’è il vero problema,urgente,necessita un provvedimento inmediato ..intanto il movimento 5 stelle,dove ho riposto tutte le mie speranze,parla sempre di  tutt’altro,sapendo benissimo che reddito di cittadinanza ecc…bisogna sì farli ma dopo ,inmediatamente dopo aver risolto la nostra posizione economica in europa.

     

    questo messaggio non sta passando neanche in rete tramite il sito di beppe e del movimento.sosteniamo lottiamo ma sempre con le domande giuste e con gli occhi aperti.

     

  • barrett ha scritto :
    Ma per piacere… ma quando mai Grillo ha fatto informazione sull’euro, quando mai?? Devo postare il link di quando in campagna elettorale ha detto che la crisi “non è questione di euro o non euro”?? Sono anni che dal blog non si sentono altro che urla sulla casta e sul debito pubblico come se fossero i nostri più grandi problemi, ti sembra informazione questa? La casta sarà eticamente spregevole ma vatti a vedere su questo stesso sito i “costi della politica vs ce lo chiede l’europa”, la rilevanza economica della casta su cui grillo sputa tonsille come un pazzo è dello 0,…% e per quanto riguarda il debito pubblico ne parla esattamente come ne parla Monti “è una sciagura, è da ridurre, bla bla bla” quando invece la verità, che Grillo conosce benissimo,……………………………………………… A quel punto voi cosa fate? Condannate 60 milioni di persone all’agonia eterna perchè gli italiani ignoranti e spaventati da media di regime e shock economy hanno optato per il suicidio? Bravi, ulteriori complimenti al vostro acume. Si, lo ripeto, siete subdoli. Perchè almeno gli altri partiti sono dichiaratamente pro-€, e prima o poi dovranno fare i conti con queste posizioni, voi inceve tenete i piedi in due scarpe dando sapientemente un colpo al cerchio e uno alla botte per intercettare l’euroscetticismo ma senza alcuna reale intenzione di denunciare apertamente l’eurocrimine nè tantomeno di uscirne con decisione e dignità.    

     

    Sei un Grande!!!

  • Ma smettila sei così infervorato ed in preda ad allucinogeni che non capisci quello che uno cerca di dirti. La grande liquiditá di cui parlavo non è di sicuro la mia ma quella derivante da tutti i risparmi (tra cui i miei) detenuti dagli italiani, e che che come tutti sostengono, se non contenuti in qualche modo, tenderebbero a sparire dal paese.

  • james62 ha scritto :
    A infilarci nell’euro e’ stato Prodi, ma nel 2002 governava Berlusconi e quindi e’ stato facile attribuire a quest’ultimo l’aumento dei prezzi, per mancanza di controllo, si diceva.

     

    Prodi, Berlusconi, PD, PDl, Ulivo, Forza italia….. Si sono alternati in questi decenni ma non è mai cambiato nulla!  SONO TUTTI UGUALI!  E’ un teatrino perpetrato ad arte anno dopo anno sotto gli occhi degli italiani che credono in buona fede alle contrapposizioni e non si rendono conto di ciò che veramente si trama alle loro spalle!

    Leggo con tristezza i commenti di Bakib62 perchè sia pur in buona fede rappresenta quella fetta di italiani che per mancanza di competenza specifica e di “coraggio” condanneranno il nostro paese ed il futuro dei nostri figli ad un futuro di stenti e degrado!

    E per persone come Bakib62 (e ce ne sono tante) che non ha senso parlare di referendum sull’euro!  E’ più giusto che un partito si presenti al voto con un programma strutturato che comprenda tra le proposte di politica economica un punto chiaro ed inequivocabile come USCITA DELL’ITALIA DALL’EUROZONA!  Poi con atto di democrazia sarà l’elettore italiano a votare o meno il partito che presenta questa proposta!  Mi sembra più giusto e logico non affidare a tutti i Bakib62 italiani l’onere di dover studiare la materia economica ma affidarsi al partito che rappresenta le proprie idee e affidarsi ai tecnici che lo compongono.

  • PIPPOSPANO ha scritto :
    Signori qui si parte dal preconcetto ( sbagliato ) che il M5S non capisca l’importanza dell’uscire dall’euro!!! Il M5S in questo momento non ha la forza ( i nummeri ) per potersi porre apertamente contro l’euro. Lo fá in maniera velata proponendo un referendum sull’euro . Un referendum che di fatto non cambierebbe nulla a causa degli accordi presi con gli altri governi europei , ma costringerebbe a dibattere l’argomento portando alla luce del giorno la veritá ! Siamo in guerra, la storia ci dice che aprire troppi fronti porta irrimediabilmente alla sconfitta!

     

    Pippo, vorrei tanto che tu avessi ragione. Forse è così…!

  • Concordo sono il primo che non si affiderebbe il compito di decidere su questa questione!

    Aggiungo pero` con rispetto che non lo affiderei neanche a Te e a chi in buona fede si infervora per una Tesi e la sposa a spada tratta considerando tutte le altre voci critiche come Troll, stupidi poveri di mente e simili.

    00288400 ha scritto :
    james62 ha scritto : A infilarci nell’euro e’ stato Prodi, ma nel 2002 governava Berlusconi e quindi e’ stato facile attribuire a quest’ultimo l’aumento dei prezzi, per mancanza di controllo, si diceva. ”   Prodi, Berlusconi, PD, PDl, Ulivo, Forza italia….. Si sono alternati in questi decenni ma non è mai cambiato nulla!  SONO TUTTI UGUALI!  E’ un teatrino perpetrato ad arte anno dopo anno sotto gli occhi degli italiani che credono in buona fede alle contrapposizioni e non si rendono conto di ciò che veramente si trama alle loro spalle! Leggo con tristezza i commenti di Bakib62 perchè sia pur in buona fede rappresenta quella fetta di italiani che per mancanza di competenza specifica e di “coraggio” condanneranno il nostro paese ed il futuro dei nostri figli ad un futuro di stenti e degrado! E per persone come Bakib62 (e ce ne sono tante) che non ha senso parlare di referendum sull’euro!  E’ più giusto che un partito si presenti al voto con un programma strutturato che comprenda tra le proposte di politica economica un punto chiaro ed inequivocabile come USCITA DELL’ITALIA DALL’EUROZONA!  Poi con atto di democrazia sarà l’elettore italiano a votare o meno il partito che presenta questa proposta!  Mi sembra più giusto e logico non affidare a tutti i Bakib62 italiani l’onere di dover studiare la materia economica ma affidarsi al partito che rappresenta le proprie idee e affidarsi ai tecnici che lo compongono.

     

  • bakib62 ha scritto :
    Concordo sono il primo che non si affiderebbe il compito di decidere su questa questione! Aggiungo pero` con rispetto che non lo affiderei neanche a Te e a chi in buona fede si infervora per una Tesi e la sposa a spada tratta considerando tutte le altre voci critiche come Troll, stupidi poveri di mente e simili.

    bakib, il fatto sostanziale è che se usciamo dall’euro, dei conseguenti benefici ne godrai anche tu e tutti coloro che sono così moderati, parchi, misurati e prudenti come te (lo foste stati anche in occasione dell’ingresso nell’eurozona…). Se restiamo nell’eurozona oltre a soffrirne tu, soffrirò anche io di pene infernali che la tua lungimiranza ancora non ti fa mettere bene a fuoco. Sempre in buona fede ovviamente!

  • Io personalmente penso che dall’Euro ci dovremmo uscire in blocco tutti i paesi mediterranei (per capirci, Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Cipro, e possibilmente i paesi dell’ex Jugoslavia) massacrati dal debito pubblico e creare una UNIONE MEDITERRANEA, una moneta unica, ogni paese con la sua banca NAZIONALIZZATA e con potere per stampare moneta.

    Non sono economista e per questo mi piacerebbe sapere dai vari esperti perchè non sento mai parlare di questa opzione e e della sua fattibilità…

  • Ma Io sto cercando di dirti che NON sono contrario a priori all’uscita dell’Euro, solo che non mi accontento che questo venga proposto solo da alcuni eminenti professori.

    Vorrei che questo venisse dalla maggioranza della comunita` scientifica nel suo insieme.

    Qual’e` l’opinione di tutti gli altri docenti Italiani, esiste un serio dibattito tra di loro su questa Tesi ? Esistono scenari largamete condivisi ?

    E` questo l’unico modo che ho per formarmi un’opinione critica, altrimenti per me diventa Tifo da Stadio.

    Nel mio campo poi le cose si progettano, si creano prototipi si simulano, si correggono … e dopo un lungo percorso si rilasciano con una certa fiducia (non sicurezza) che funzionino.

    Qui si parla si enunciano delle ipotesi (ognuno puo` fare la sua) uscita ordinata, depositi che si mantengono in Euro anche dopo l’uscita …, ma quale verifica quale prova che queste ipotesi resistano poi alla realta` ?

     

    00288400 ha scritto :
    bakib62 ha scritto : ” Concordo sono il primo che non si affiderebbe il compito di decidere su questa questione! Aggiungo pero` con rispetto che non lo affiderei neanche a Te e a chi in buona fede si infervora per una Tesi e la sposa a spada tratta considerando tutte le altre voci critiche come Troll, stupidi poveri di mente e simili. bakib, il fatto sostanziale è che se usciamo dall’euro, dei conseguenti benefici ne godrai anche tu e tutti coloro che sono così moderati, parchi, misurati e prudenti come te (lo foste stati anche in occasione dell’ingresso nell’eurozona…). Se restiamo nell’eurozona oltre a soffrirne tu, soffrirò anche io di pene infernali che la tua lungimiranza ancora non ti fa mettere bene a fuoco. Sempre in buona fede ovviamente!

     

  • Mi sembra che lui non parli di uscita dall’Euro ma di rilassare i vincoli sul pareggio di bilancio, mi scuso nel caso non fossi stato sufficentemente attento.
    Euroleso ha scritto :
    Per favore, prima di commentare a casaccio, almeno leggetevi qualcosa. Oltre il Prof. Bagnai è stato segnalato il Prof. Guarino (grazie Cesarito). Link qui appresso. http://www.libreidee.org/2013/03/fiscal-compact-guarino-il-pareggio-di-bilancio-e-illegale/

    • Rassegnati. Mentre continuaremo a discutere, l’Euro crollerà. Come per altro sostengono quasi tutti gli economisti italiani e stranieri (escluso Mario Monti e altri quattro sciaquasecchi). Capisco che la cosa può infastidire gli inesperti, perché sono soffocati dall’ansia di cosa può succedere, ma il disastro è già arrivato e si chiama euro. Non dobbiamo aspettarne un’altro.

  • bakib62 ha scritto :
    Aggiungo pero` con rispetto che non lo affiderei neanche a Te e a chi in buona fede si infervora per una Tesi e la sposa a spada tratta considerando tutte le altre voci critiche come Troll, stupidi poveri di mente e simili.

     

    bakib, aggiungo che io non mi infervoro per avere sposato una tesi ad occhi chiusi. Piuttosto io sono in una condizione ancora peggiore di chi lo fà perchè io mi sono laureato in economia dove durante tutto il percorso dei miei studi ho assimilato, con un profondo lavaggio del cervello a senso unico, tutte le teorie liberiste che vengono martellate a tutti gli studenti, per poi accorgermi, confrontando le mie competenze con l’evidenza dei fatti, che qualcosa non funzionava di ciò che sapevo.

    Ho dovuto quindi rimettere in discussione tutto il mio credo, i miei convincimenti, il mio sapere ed aprirmi a nuove analisi da differenti punti di vista soprattutto alla luce degli studi di Paul Krugman, Premio Nobel per l’Economia di cui disconoscevo l’esistenza…!

    Dovere rimettere in gioco tutto e scontrarsi con la realtà è una condizione che non appartiene a te che provieni da altra formazione e che sei nelle migliori condizioni per poter approfondire e creatri una consapevolezza che al momento è evidente ti manca. La tua paura traspare da ciò che scrivi. Visto che verrai chiamato a prendere in mano il destino tuo, dei tuoi figli e di tanti altri, “sporcati le mani” anche tu ed approfondisci il più possibile la materia, senza alcun preconcetto o pregiudizio!

    Alla fine se il tuo percorso sarà corretto ti porterà sempre alla verità VERA!

    Per tutto questo un sincero in bocca al lupo per te e per tutti noi!

  • Julian Carax ha scritto :
    Io ti consiglierei di leggere un saggio di Marco della Luna,si chiama €uroschiavi. Spiega l’iter di stampa dell’euro,chi lo stampa e cosa succede quando viene immesso. Poi fossi in te mi darei una regolata e mi cercherei qualche informazione sulla teoria monetaria di keynes e su chi ora attualmente la studia (Mosler per esempio). Forse quando capirai che l’euro è studiato per demolire il welfare forse capirai l’Italia potrebbe decollare nonostante il cancro chiamato mafia/evasione (quella finanziaria,non quella del barista con lo scontrino). Una volta decollata potremmo occuparci di trattare per bene l’una e l’altra. Ti faccio una domanda:di chi è l’€uro?

    Bravo amico mio, mi fai ingrifare quando dici “di chi è l’euro”

    GRANDE GIACINTO AURITI (pace in eterno alla sua anima buona)

  • Io continuo a non capire chi dice di essere stato indeciso tra il votare M5S o PD. A parte l’istanza anti Berlusconi, per tutto il resto, i due movimenti proponevano cose diametralmente opposte, dalla politica economica e monetaria, fino alla politica estera. Bersani nei giorni prima delle elezioni andava in giro dando già per fatta la limitazione del denaro contante a 50 euro, e il rispetto, anche su questioni morali, di una specie di Agenda Monti soft. Solo dopo, con la situazione di stallo e il tentativo, secondo me maldestro, di salvare il progetto Bersani, c’è stato un avvicinamento, cioè un sostanziale tradimento da una parte e dall’altra delle dichiarazioni pre-elettorali, almeno in coloro che lo hanno chiesto e reputato fattibile. C’è una parte che non rivoterà 5S per non aver governato con Bersani, e un’altra parte, come il sottoscritto, che non lo rivoterà se lo farà. Secondo me ha ragione da vendere chi dice che queste persone hanno sbagliato a votare.

     

  • Guit ha scritto :
     “C’è una parte che non rivoterà 5S per non aver governato con Bersani, e un’altra parte, come il sottoscritto, che non lo rivoterà se lo farà. Secondo me ha ragione da vendere chi dice che queste persone hanno sbagliato a votare.  

     

    Chi dice che ha sbagliato a votare il M5S perchè questo non ha voluto governare con Bersani o è incoerente, visto che per tutta la campagna elettorale Grillo ha esplicitamente detto che si doveva tagliare con la vecchia politica, oppure è totalmente disinformato visto quanto chiaro era l’intento del movimento, oppure  non ha capacità critica di giudizio per quanto detto sopra!

    Il voto al M5S è stato, per molti, un voto di protesta, ed allora che protesta è votare M5S e poi volere che questo si accomuni alla vecchia politica?

    Per me non è il voto ad essere sbagliato, ma le teste di coloro che hanno votato senza ragion veduta!

  • @Guit @00288400

    Amici, vorrei fare una sorta di outing politico. Mi spiego meglio. Alle passate elezioni, io volevo votare una forza politica che mi portasse fuori dall’Euro. Praticamente mi sono ritrovato a scelta obbligata. Il PD era da escludere per le sue schizofreniche visioni euro fanatiche; un Bersani impresentabile che faceva intendere accordi post elettorali con Monti, un’agenda che seguisse le politiche economiche europeiste del criminale (Monti) condite dall’eliminazione della moneta contante (azzeramento della riserva frazionaria). Il PDL era da escludere perché, a parte qualche dichiarazione populista di Berlusconi, in realtà non proponeva alcuna strada in quella direzione, e anzi, per certi versi, visto lo spessore politico dei suoi componenti e l’atteggiamento tenuto, si vedeva da tre miglia lontano che dell’uscita dall’Euro non gliene fregava un bel fico secco. Monti & criminali associati manco li commento. Per esclusione, e per un timido accenno nei noti, prima 10, poi 20 punti, il M5S alludeva ad un referendum, o qualcosa di equivalente, dopo modifiche legislative sulla stessa legge referendaria, che consentisse al popolo sovrano di esprimere un giudizio sull’uscita dall’eurozona. Proposta assai blanda e affidata all’ignoranza, su importantissimi temi di economia, che dilaga non solo nel paese, ma anche in questo blog. Annoto, non senza amarezza, la prevenzione, se non addirittura l’avversione preconcetta e politicizzata, con cui molti commentatori ci deliziano delle idee bislacche espresse dalle parti politiche di cui portano le insegne. Quindi, ho scelto l’imbuto stretto del M5S, nella speranza che l’animo rivoluzionario del movimento raggiungesse lo scopo da me desiderato. Ad oggi, non è successo nulla. Ma i termini del mio schieramento non sono cambiati. O morte sicura sotto la scure neo liberista o la speranza del M5S. Sic!

    • Quoto al 100% il tuo intervento confidandoti che il tuo ragionamento elettorale è stato equivalente a quello del sottoscritto.

      A prescindere dal sentimento di rivalsa verso la classe dei politici tradizionali, servitori di secondo livello, quello che mi ha avvicinato al M5S sono state le idee ed i principi da loro divulgati e che i media mainstream si sono sempre rifiutati di trattare.

      Questo discorso è valso, ancora più pesantemente, se non per il signoraggio bancario (del tutto abbandonato da Grillo) quantomeno per la sovranità monetaria.

      Tanti piccoli segnali provenienti dal suo blog, unitamente a quelli di Claudio, mi hanno convinto che l’unico movimento/partito che potesse dare visibilità a questo argomento era quello dei pentastellati.

      Non mi sono neanche allarmato quando per molto tempo Grillo ha tralasciato ogni commento in merito, perchè ritenevo che facesse parte di una strategia atta a non allarmare momentaneamente quei poteri che volendolo potevano influenzare il cammino politico del movimento.

      Certo che ieri non leggendo nulla, riguardo i famigerati punti di differenza con il PD, vedendo ripetuta la solita broda…

  • lui è ideatore dell’euro….
    e questa è la sua teoria, oggi realtà… ne consiglio la lettura x quando saremo chiamati a votare pro/contro l’euro (o un euro così…)

    non so se a noi cittadini ci chiederanno mai un parere sull’euro, io cmq sto cercando di informarmi ed ho capito che lui è ideatore dell’euro….

    http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Mundell

    e questa è la sua teoria, oggi realtà… ne consiglio la lettura x quando saremo chiamati a votare pro/contro l’euro (o un euro così…)

    http://it.wikipedia.org/wiki/Area_valutaria_ottimale

    in breve: se tu cittadino vuoi che la valuta del tuo paese  abbia il cambio fisso (per l’area euro), devi essere tu flessibile e mobile….

  • Euroleso ha scritto :
    @Guit @00288400 Amici, vorrei fare una sorta di outing politico.

     

    Il tuo outing politico rispecchia parecchie persone, me compreso!

    La mancanza di alternative politiche e non l’ideale politico (che non esiste più) ha spinto il vento in poppa al M5S!

    Questo, per il futuro, DEVE avere una linea di politica economica più chiara! Se non l’ha potuta avere fino ad ora, volendo sposare il pensiero di PIPPOSPANO, dovrà farlo appena ce ne saranno le condizioni, altrimenti non si andrà da nessuna parte!

    Ormai è chiaro a TUTTI che la politica è ECONOMIA per la gestisce la COSA PUBBLICA. L’economia è alla BASE DI TUTTO!

     

  • Claudio Messora, ma organizza un incontro tra Bagnai e Grillo e fai in modo che Grillo si faccia un’idea PRECISA sul problema moneta/divorzio!
    Non si può sentire più dire “il nostro problema è il debito”! Ci vogliono proposte serie!

  • Sono d’accordo con l’outing politico e lo affermo in tutta sincerità: secondo me, al limite proprio al limite, aveva più senso essere indecisi tra M5S e PDL che tra M5S e PD. Io la retorica del cambiamento continuando a vivere sotto la ghigliottina finanziaria dell’Europa a tutti costi, proprio non la riesco a capire. Sarà una mia incapacità: ne ho talmente tante che una più o una meno fa poca differenza.

     

     

  • leggo molti commenti che risultano essere  sensazioni personali e non dati di fatto, riguardo la permanenza sull’euro, Grillo è stato chiaro: si propone un referendum attraverso il quale  la gente puo’ informarsi bene ed esprimersi in modo responsabile e democratico. Questo è il modo di fare di una persona democratica e civile. Per quanto mi riguarda, uscirei dall euro dopodomani, perchè domani andrei prima a sporgere denuncia contro le banche che hanno comprato il nostro debito e la BCE che ci ‘presta’ i soldi!

  • Penso che questo sia il miglior parlamento degli ultimi 60 anni. Da elettrice vorrei poter esprimere al movimento che ho votato la mia preferenza in fatto di alleanze di governo per porre fine a questi sofismi politici che non capisco, essendo immersa in realtà quotidiane di sofferenze. Allora avanti con le commissioni, introduciamo i referendum consultativi e si chiudano le diatribe lasciando la parola ai cittadini in modo democratico. buon lavoro

  • Sono un “attivista” che ha votato il mcs mi sento, quindi di chiosare sulla diatriba sull’euro: dal mio punto di vista il peccato originale è stato il tasso di conversione, prodi e co hanno accettato un tasso che, di fatto ha dimezzato il valore dei risparmi degli italiani come pure il controvalore di salari e stipendi. Un tasso accettabile sarebbe stato intorno alle1200 lire per euro tenendo conto del livello di indebitamento del paese.

    Altro peccato è stato non saper sfruttare (come invece hanno fatto i tedeschi e altri ) i finanziamenti europei allo sviluppo (FARS) CUI CONTRIBUIAMO PER più del 20 % e che utilizziamo per meno del 5 %  e questo peccato ca interamente accollato a Politica del malaffare e Burocrazia connivente e rapace.

    A questo punto, la soluzione non è uscire dall’euro ma RINEGOZIARE IL DEBITO : ai creditori istituzionale  va rimborsato in tempi lunghi (quelli consentiti dall’andamento della crisi)   e al tasso pari a quello che la BCE applica per le banche (1%)

    i creditori privati vanno salvaguardati aggiungendo al suddetto tasso un incremento pari al tasso d’inflazione.

    Questo metodo consentirebbe di spostare risorse sulle attività produttive e sulla salvaguardia dell’ambiente e dei beni cultura

    Jozz
    • La questione dell’euro non è ben posta secondo me….l’unica cosa certa sull’argomento è che l’euro e l’europa così com’è non funzionano e bisogna trovare il modo di farli funzionare. Mi interrogherei piuttosto su questo e su come risolvere il problema che la Germania non vorrà rinunciare facilemente alla attuale Egemonia…

      Aggiungo che non esiste nemmeno una unione europea se non sulla carta…ogni stato ragiona a sè e con i suoi egoismi…quindi in realtà l’europa non esiste e la moneta così comè ci sta strangolando…

      Io più che chiedermi se uscire o no dall’euro mi chiederei come riorganizzare i paesi cosiddetti periferici per evitare che siano Sottomessi dai paesi come la Germania…come uniformare l’intera europa…

      Eventualmente per i PIIGS sarebbe meglio far uscire la Germania dall’euro che uscire noi uno ad uno…

      L’esperimento di uscita dall’euro probabilmente lo proveranno prima con Cipro…ma ripeto, io butterei fuori la Germania…

       

  • Laionart79 ha scritto :
    Grande Maestro Euroleso, posso chiederle l’onore di argomentare, spiegare a noi poveri mortali che ci stiamo sforzando di capire cose di cui non ci eravamo occupati prima d’ora, in spirito Cinque Stelle che agevola la partecipazione attiva, oppure Le stiamo chiedendo troppo rischiando di oscurare la sua abbagliante luce? Stiamo chiedendo lumi, ci sentiamo rispondere con insulti e prese in giro.

    Si Laionart, hai ragione, piuttosto che mettere in comune le proprie conoscenza per aiutarci reciprocamente a capire, c’e’ sempre qualcuno che vuole pisciare piu’ lontano di tutti. Voglio ricordare che solo l’esercizio della modestia è sinonimo d’intelletto. Cercare di capire e districarsi fra gli insulti e l’arroganza è faticoso, un po’ come pulirsi il culo con i coriandoli.

    • @novecento

      Questa manfrina non l’ho capita. Anche perché a Laionart79 non ho proferito né insulti né prese in giro. Tra l’altro gli ho già risposto. Cioè, uno sbuca dal nulla (Laionart79) e mi si rivolge altezzoso come se gli avessi insultato la madre. Io avevo detto a bakib62 che non mi sembrava che facesse ragionamenti da ingegnere, visto che mi risulta che i laureati in questo genere di discipline si documentano sempre prima di parlare. Quindi l’uscita di Laionart79 è stata, nei miei confronti, completamente gratuita. O devo pensare che c’è dell’altro? Ho punzecchiato per caso qualche prima donna del teatrino politico? Se mi rispondi te ne sarei grato. Anche perché io, considerata l’età che porto, non riesco a tirarla lontano, e quasi quasi mi piscio sulle scarpe.

  • Credo che uscire dall’Euro e svalutare la Lira non risolverebbe molto nei confronti dell’Europa in quanto gli altri stati rimasti applicherebbero dei dazi doganali di ingresso delle merci prodotte in italia pari almeno al valore della svalutazione effettuata, con gli USA, Cina Giappone i dazi già ci sono !!!!
    Se fosse così facile perché allora la Grecia non è uscita ? Perché il Portogallo non è uscito ?

  • Mario Capuozzo ha scritto :
    Se fosse così facile perché allora la Grecia non è uscita ? Perché il Portogallo non è uscito?

     

    Semplicemente perchè la TROIKA non ha permesso che uscissero dall’eurozona! Hai idea degli interessi che ci stanno dietro? Le lobby finanziarie e bancarie tengono le fila di tutto. Questo sistema euro consegna il welfare pubblico nelle mani dei privati il cui fine ultimo (come insegna l’economia) è sempre e comunque il PROFITTO!  Come fate a non capire?

    Si esce dall’euro quando si è ancora forti e relativamente indipendenti come ancora relativamente lo siamo noi Italia (ma ancora per poco). Chi ha chiesto aiuti al fondo salva stati è ormai sottomesso e deve sottostare a tutte le condizione come uno stato che ha perso una guerra.

    Mi meraviglio le leggere ancora commenti come questo perchè denotano che ancora siamo molto lontani dal potere realizzare un fronte comune per la salvezza di tutti noi….

  • Smanettando un po’  su youtube ho trovato questa cosa pubblicata da messora a giugno dell’anno scorso. Non l’avevo mai vista e sono rimasto pietrificato. Se fa una cosa del genere Berlusconi diventa l’eroe italiano che salvo’ l’europa, gli faranno i monumenti in tutto il mondo. Sarà un po’ come padre Pio.

    Guardate ragazzi e per favore esprimete il vostro parere

    https://www.youtube.com/watch?v=cSsF7vpYgd0

     

  • supergulp ha scritto :

    Se usciamo dall’euro in due mesi stiamo peggio dell’albania.

     

    Non credo proprio! 

    Ci sono centinaia di studi che DIMOSTRANO, con dati certi, che ciò che tu SOSTIENI non è vero! 

    Ti invito a fare indagini più approfondite prima di affermare con tale assolutezza.

    • lascia perdere 0288

      quando uno ti scrive se usciamo dall’euro diventiamo come l’Albania è un troll sicuramente. E’ come se un muto dice ad un sordo che il monco ha dato fuoco all’acqua.

  • novecento ha scritto :
    https://www.youtube.com/watch?v=cSsF7vpYgd0

     

    Avevo già visto questo video di Messora ed avevo sperato anche io…  Poi appena i mercati si sono accorti delle intenzioni di Berlusconi hanno iniziato ad aggredire le sue aziende con le speculazioni scientifiche e mirate a far crollare le sue aziende e lui per non perdere tutto è ritornato tra le fila allineato con la coda tra le gambe!

    Berlusconi sa bene che uscire dall’euro è la nostra unica e sola via di salvezza, ma è anche imprenditore con tanti interessi e tanti affari a 360° per cui un uomo ricattabile e che ha MOLTO DA PERDERE se si mette contro le fortissime lobby bancarie e finanziarie. La cosa è più grande di lui!

    Questa è una manovra politica che possiamo fare NOI cittadini se mai saremo al governo, (il M5S ce ne sta dando la possibilità) perchè noi non abbiamo nulla da perdere, noi non siamo ricattabili, noi non rispondiamo a nessuno se non a noi stessi cittadini!

    • Grazie mille 002…..

      Grazie per la velocità. Effettivamente non ci avevo pensato a questa cosa della ricattabilità di Berlusconi. In effetti adesso che me lo hai fatto notare, ricordo che è stato proprio per questo che ha lasciato il posto a Monti senza discutere. Mi viene anche in mente che in quel periodo aveva perso il 15% dell’intero fatturato Mediaset….e che goldman sachs aveva fatto in modo che lo spred salisse quasi a 700 punti….Grazie per avermelo ricordato.

  • Salve a voi tutti del blog, Ciao Claudio Messora.
    Volevo portarvi all’attenzione delle mie domande ad amici economisti che hanno studiato alla Bocconi e alla Cattolica di Milano.
    Parlando con questi miei amici, alcuni già laureati altri in dirittura d’arrivo per la laurea, ho chiesto loro qual’era la migliore cosa da fare per migliorare la situazione economica in Italia.
    Facendo questa domanda, ho proposto loro di dare uno sguardo al sito Simec.org di un gruppo di follower del prof. Giacinto Auriti.
    I miei amici mi hanno risposto che l’Italia non deve uscire dall’euro perchè sarebbe un disastro per la nazione, e per loro è normalissimo che la nostra Italia resti succube del sistema anche rischiando di divenire colonia di qualche privato.
    Comunque per quanto riguarda invece il simec, non mi hanno dato la gioia di poter arrivare ad un dibattito sulla questione, hanno totalmente assecondato la mia richiesta di andare a dare un occhiata, facendo in modo di farmi capire che sono muniti di paraocchi simili a quelli di cavalli che permettono di guardare solo in una direzione.
    Tutto ciò che io gli ho fatto notare, per loro risulta soltanto essere frutto di scemenze e cose senza senso accantonate da parte senza poter verificarle assieme.
    Io sono rimasto basito dal loro comportamento.

  • A proposito di euro, vi linko un post che ho trovato sul blog di Grillo, che non vede cosi’ facile un’uscita unilaterale dell’Italia dall’euro:

     

    http://www.tzetze.it/2013/04/lallegra_banda_del_torniamo_alla_lira_e_tutto_si_aggiuster_purtroppo_non_capisce_una_cippa_di_mercat/index.html

     

    Tutto sommato le argomentazioni di questo signore non mi sembrano del tutto campate in aria e la sua conclusione e’ che, se proprio dobbiamo uscire dall’euro, sarebbe meglio creare due aree euro, con un’area sud che comprende anche la Francia.

    Anche se non  fa mai il nome, credo che quando parla di economisti che non sanno una cippa di mercati finanziari pensasse (anche) a Bagnai. Infatti cita esplicitamente il riferimento alla svaluatzione della lira del 1992, a cui Bagnai si attacca spesso per dimostrare i suoi ragionamenti. Ma, a detta dell’autore, il contesto globale del 1992 era completamente diverso da quello di oggi, per cui svaluatre oggi una moneta nazionale in Italia e’ molto piu’ rischioso, perche’ piu’ esposti all’attaco speculativo.

  • Un altro link interessante (non sull’euro, ma sul M5S), che esprime quasi esattamente le mie idee (ma le sa argomentare meglio):

     

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/05/m5s-chi-ha-ragione-tra-gli-ortodossi-e-i-dissidenti/552240/

     

    E’ molto illuminante (per chi lo vuol capire) l’esempio dell’elezione del presidente della Repubblica, che smonta la tesi dei “puristi” del movimento, che non conoscono altro termine che la “coerenza”. Ma la logica no, eh?

    Va bene votare il presidente che sceglieranno online gli iscritti, ma solo alle prime votazioni. Speriamo che all’ultima votazione i nostri eletti useranno la logica invece della coerenza: davvero non mi vorrei trovare come presidente un D’Alema o un Amato, per soddisfare la sete di coerenza dei “decorticati” del movimento.

    Meditate, gente, meditate…

    • carissimo James, come sai io sto dalla parte degli ortodossi e ne condivido al 100% le motivazioni ben argomentate. come sono ben argomentate anche quelle dei “collaborazionisti”. pero’ quello che non riesce a convincermi e’ il fattore fiducia o appoggio che dir si voglia, e l’argomento non viene trattato neppure dal giornalista mentre e’ il problema di fondo. 

      la preoccupazione principale e’ che se appoggi un partito come il PD, poi come puoi liberarti se quelli ti piazzano due o tre leggine o emendamenti che non ti trovano perfettamente d’accordo e magari sono in antitesi con le tue idee di fondo?

      cosa fai?  fai cadere il governo? quelli hanno giornali, televisioni, insomma ti fanno ricadere la colpa su di te. immagina anche uno spread in aumento e cosa gli dici dopo : “scusa abbiamo sbagliato, avevano ragione gli ortodossi”?

       

    • Caro luxor, io sono tra quelli che nei giorni scorsi ha spinto per la fiducia, soprattutto perche’ temevo l’isolamento del Movimento. Ma se l’atteggiamento intransigente dovesse avere come esito la spaccatura del PD e magari anche l’assegnazione dell’incarico al M5S, sarei il primo ad applaudire a Grillo. Sarei molto meno contento se questo dovesse avere come esito l’inciucio conclamato PD-PDL o, peggio ancora, le elezioni subito, con la vittoria del caimano.

      Inoltre sono realmente preoccupato per l’elezione del PdR, perche’ in questo caso non possiamo cavarcela dicendo che noi siamo coerenti e quindi votiamo il nostro candidato e basta. No, non ci sto. Noi abbiamo i numeri per incidere e se alla fine si arriva ad una sorta di ballottaggio tra due personaggi, tra cui non e’ compreso il nostro candidato, vorrei che prevalesse il buon senso tra i nostri eletti e concentrassero i voti su uno dei due.

      L’idea che tutte le risposte sul da farsi siano gia’ scritte nel programma e quindi basta essere “coerenti” la trovo quanto meno “ingenua”. Le cose si evolvono giorno per giorno e bisogna avere l’elasticita’ mentale per poter adeguare le scelte al momento.

      In ultimo, non accetto la definizione di “collaborazionista”, completamente fuori luogo.

  • Ciao ho letto sulla mmt sul sito di Barnard, poi ho dato uno sguardo in giro sulla rete e come al solito ci sono un sacco di blog che la smontano pezzo su pezzo con altrettanto forbite argomentazioni.

    http://irradiazioni.wordpress.com/2013/03/11/bagnai-bisin-barnard-e-la-fuffa-delluscita-dalleuro/

    Tutte queste ipotesi se non vengono verificate alla prova dei fatti hanno il sapore delle previsioni del tempo fatte una settimana prima.

    A chi credere a meteo.it, al contadino che gli fa male il callo …

    00288400 ha scritto :
    L’inghilterra non ha l’euro, ma non ha di questi problemi…. Con una moneta sovrana non sono più le esportazioni che generano ricchezza, ma sono le importazioni a generarla!  Perchè esporti? Vendi all’esterno beni e servizi per acquisire moneta da reinvestire nella attività produttive. Ma se tu puoi emettere moneta al tuo interno, che ti serve acquisire moneta dall’esterno? Spendere a deficit positivo è la ricchezza di un paese che può creare così debito pubblico, CIOE’ RICCHEZZA per i cittadini, fino al limite delle risorse disponibili e della piena occupazione. Solo in questa ipotesi di piena occupazione si può pensare di diminuire la massa monetaria con il prelievo fiscale o con l’emissione di titoli del debito per contrastare l’inflazione. Se vuoi approfondire l’argomento puoi leggere quì:  http://memmt.info/site/programma/          

  • Ragazzi continuate a rimbalzarmi su leggi questo e leggi quello ed Io in buona fede ci provo, ma forse dovreste leggerle bene anche Voi le referenze che mi date perche` non e` che siano cosi` allineate.

    Per esempio il manifesto dei 700 Economisti non e` che sostiene spada tratta l’uscita dall’Euro, ma solo come estrema ratio se non si riescono a rilassare i vincoli di bilancio che ci sono imposti.

    Poi ci sono quelli che dicono che l’adozione dell’Euro e` stata una iattura ma che l’uscita sarebbe peggio o comunque un bagno di sangue (tra cui mi pare lo stesso Krugman che Tu citi)

    Se poi Ti sposti dalla serie di opinioni (PRO uscita) che si autoreferenziano in qualche modo a quelle che invece dissentono (tra cui anche quelle citate da james62) trovi un’infinita varieta` di altre opinioni da leggere.

     

    Sta storia di leggere trova il tempo che trova ! Un cristiano che dice ad un’ateo leggi la Bibbia per credere, Il musulmano gli dice leggi il Corano e via cantando

    ed Io penso sempre parole parole parole, non avendo tonnellate di altre cose concrete da fare perdere tempo cosi` andrebbe bene ma ….

    Euroleso ha scritto :
    Forse leggere qualcosa di Joseph Stiglitz  e Paul Krugman e le loro opinioni sull’uscita dall’Euro ti potrà essere d’aiuto.

     

  • Il PD fa sistematicamente mistificazione sull’Europa. Non perde mai occasione. Anche il discorso d’insediamento della Boldrini alla Camera, conteneva parole altisonanti sull’Europa dei popoli, di cui sino ad oggi non se n’è vista neanche l’ombra. Ma la verità qual’è? Nell’estate del 2012 il governo approva Fiscal Compact, MES, pareggio di bilancio, con relativa modifica della costituzione (cioè calpestandola per il salvataggio dell’Euro). Più avanti il giullare di corte Benigni fa una trasmissione sulla costituzione “La più bella”; ma non si capisce se si riferisce a quella originaria o a quella modificata. Ci prendono pure in giro. Mario Monti finanzia con 3,5 miliardi di Euro Monte Paschi Siena, nota banca di maneggio PD. Concludendo: Il motivo per cui il PD è europeista dell’Europa dell’Euro e non di quella dei popoli ci sarà, o no?

     

    E c’è ancora qualcuno che dubita se bisogna uscire dall’Euro …

  • Quella dell’euro è una storia di passaggio dalla democrazia alla plutocrazia.

    Abbiamo rinunciato alla nostra sovranità monetaria, importante e sostanziale quanto i tre poteri democratici classici (legislativo, esecutivo, giurisdizionale), per costruire un gigantesco sistema studiato per garantire una rendita “reale” sicura per i mercati.

    I mercati sono la nuova divinità di riferimento per gente come Monti, Napolitano, Prodi, Amato & c., ma cosa sono?

    Sono banche d’affari, banche commerciali, hedge fund, fondi pensione, assicurazioni, fondi speculativi che investono capitali…

    Se riprendessimo la nostra sovranità monetaria, riacquisiremmo la possibilità di emettere moneta per l’interesse pubblico, pubblicizzando il signoraggio monetario, riducendo enormemente quel drenaggio annuale di interessi, che ci sottrae ricchezza a vantaggio della finanza.

    Potremmo riattivare la spesa pubblica riparando le scuole, rifacendo le strade e le ferovie, abbattendo le liste di attesa nella sanità e tutte le altre cose fondamentali per la vita dei cittadini.

    Via dall’Unione Plutocratica Europea (UPE)!!!

  • Ho letto i commenti di questo post e posso cocludere che ne sapete molto di economia politica. Vorrei proporvi una provocazione: cosa ne pensate di far uscire la Germania dall’Europa?

  • Io per esempio ho questa:Brighi illustra una bella Teoria/percorso però piazza qua e la qualche ipotesi e non approfondisce piu di tanto cosa succederebbe se alla prova dei fatti fossero sbagliate (non c’è niente di male può succedere).Bene invece in quel caso molti sostengono che sarebbe una catastrofe peggiore della situazione attuale. Se vuoi è un po come il discorso sul nucleare in assenza di tsunami e scorie sarebbe un discorso perfetto peccsto che …

    • Alla fine, uno capisce tutto … e soprattutto capisce che le discussioni si fanno inutili; c’è molta ostinazione nei tuoi discorsi. Rilassati, non ne vale la pena.

  • Bakib, è apprezzabile il tuo sforzo di conoscenza e per questo hai tutta la mia stima!  Leggere contemporaneamente delle tesi contrapposte non deve generare nella tua mente confusione, perchè tu hai una mente pensante e capacità critica di giudizio.  Non ti affidare a corpo morto alle teorie ma ragiona con la tua testa e vedrai che la logica ti porterà alla giusta conclusione. Non mi sento di doverti convincere assolutamente perchè rispetto la tua intelligenza!

    Come ti ho detto tu non hai sovrastrutture, come i laureati in economia alla Bocconi o alla Sapienza a cui è stato fatto il lavaggio del cervello fina da quando erano matricole! Loro hanno perso qualsiasi capacità critica di analisi oggettiva e la capacità di mettere in discussione le loro belle tesi fatte con il relatore di turno su argomenti su base sempre e comunque di economia liberista! 

    Se a valle di tutte le tue ricerche e letture avrai maturato una tua idea logica ed argomentata allora sarai nelle migliori condizioni per esprimere il giusto voto al referendum sull’euro. Qualunque esso sia se espresso in buona fede! Per concludere io posso solo dirti che la realtà aiuta più di tutte le teorie, perchè la verità sta sempre nei fatti.  Fai un parallelo tra la tua condizione di dieci anni fà e raffrontala a quella di adesso, considerando anche le prospettive che ti si pongono di fronte.  E’ comunque un piacere averti incrociato!

     

     

  • A me interessano solo i risultati non il come,se facciamo i puri e non otteniamo niente o se facciamo l’accordo e non otteniamo nientesarà comunque una delusione feroce.Quindi spero solo che chi ne ha la possibilità abbia la capacità di portare a casa almeno qualcuno dei punti per i quali ci siamo trovati dalla stessa parte della barricata.Viceversa sarà stato un fallimento e per quel che mi riguarda fine della storia.

  • Grazie 00288400 il confronto con Voi per me è comunque un’arricchimento e non smetteró di riflettere sulle vostre argomentazioni leggendo (tempo permettendo) quello che mi proponte.

  •  Interessante sintesi:

    10 motivi per tornare alla lira

    di Dario De Angelis
    1. tornando alla lira il governo italiano potrà abbassare le tasse subito. Il dramma dell’euro risiede nel fatto che la sua adozione costringe a politiche pro-cicliche; significa che in un periodo di crisi il governo deve aumentare le tasse, peggiorando cosi la situazione della gente. Via l’IVA, decremento del costo del lavoro subito;
    2. tornando alla lira l’Italia potrà agire, attraverso incentivi/disincentivi o investimenti diretti, per migliorare la situazione ambientale del Paese. Sarà in grado di adottare quelle politiche di cui beneficia l’ambiente, quindi noi. Lo Stato deve essere in grado di agire nelle aree dove il privato latita perché non vede nessun profitto immediato;
    3. sarà possibile pagare immediatamente, sottolineo subito, i debiti che la pubblica amministrazione ha con le aziende. Dare loro respiro, ora;
    4. sarà ridotto il prezzo dei carburanti. Con la lira le accise diverranno inutili poiché uno Stato a moneta sovrana non si finanzia con le tasse. I soldi non vengono dal tuo portafoglio poiché li crea autonomamente lo Stato. Con l’euro, lo Stato italiano deve prendere in prestito denaro presso le banche come se fosse un qualsiasi privato, e per questo non può essere l’àncora di salvezza nei periodi di crisi. Oggi un cittadino in difficoltà è lasciato solo, a meno che non trovi assistenza all’interno del nucleo familiare;
    5. perché l’Unione Europea preleverà parte dei nostri risparmi, è questione di tempo. Ora ha eseguito un test a Cipro per valutare la fattibilità. Hanno visto che si può fare, i prossimi potremmo essere noi;
    6. sarà possibile adottare programmi di piena occupazione verso chiunque sia disposto a lavorare, uomo, donna, disabile, a un reddito lievemente inferiore a quello previsto per la stessa mansione nel settore privato;
    7. l’Italia, abbandonando l’euro, e potendo acquistare tutto ciò che è prezzato nella valuta che emette, potrà programmare miglioramenti infrastrutturali significativi, in grado di incrementare il benessere di tutti: sistemi fognari e distribuzione idrica, strade, ponti, marciapiedi, inoltre, trasporto pubblico, insegnanti, dottorandi, aule scolastiche, lampioni a efficienza energetica, attrezzature sanitarie, pulizia, sicurezza pubblica, cancellerie dei tribunali, ecc.ecc;
    8. diremo addio alla perniciosa strategia neomercantilista dell’export. Il guadagno reale è dato da tutto ciò che produciamo noi (fino alla piena occupazione) più quello che producono molto meglio soggetti esteri. Adottare la nuova lira è necessario per rigettare il piano dell’elite europee che prevede per i lavoratori europei condizioni di lavoro neo-feudali;
    9. lo Stato deve tornare ad adempiere all’unico compito per cui esiste: garantire ai cittadini la sicurezza del futuro, deve rappresentare la base per eliminare quell’ansia per cui domani potrebbe caderci il mondo addosso. I cittadini devono esigere questo e controllare il corretto funzionamento della macchina statale;
    10. tornare alla nuova lira perché dobbiamo tornare Italia, perché l’Europa e nessun altro continente merita questo scempio. L’Unione Europea non ce lo permetterà mai.

    http://memmt.info/site/10-motivi-per-tornare-alla-lira/

  • magari si potesse uscire da questa trappola chiamata euro ormai ci hanno incastrati e ci tengono dalle palle. quando c’è ne renderemo conto della truffa in cui siamo caduti sarà troppo tardi. sveglia popolo, meglio una così detta svalutazione del 30% per ripartire più forti di prima che una vita di miseria a cui ci apprestiamo a fare. meglio alzarsi e morire che inginocchiarsi e vivere da cani.

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