Nino Galloni – Come ci hanno deindustrializzato

Nino Galloni Claudio Messora Deindustrializzazione
MESSORA: Nino Galloni, economista, ex direttore del Ministero del Lavoro; uno che di cose in questo paese ne ha viste tante. Nino, buongiorno.
GALLONI: Buongiorno!
MESSORA: Benvenuto su byoblu.com, a queste interviste volute dalla rete. Io ero rimasto molto colpito dalla tua affermazione in un convegno che ripresi e misi su Youtube, intitolando il video “Il funzionario oscuro che fece paura a Kohl”. Nel tuo racconto del processo con il quale siamo entrati nell’euro, tratteggiavi questa decisione assunta dalla politica italiana di un vero e proprio progetto di deindustrializzazione del nostro paese. E mi sono sempre chiesto: ma perché mai, alla fine, la politica avrebbe dovuto decidere questo strangolamento, questo inaridimento, la morte del nostro tessuto produttivo? Ho cercato, via via, delle risposte nel tempo, ma oggi che sei qua forse queste risposte ce le puoi dare tu. È un processo, quello di deindustrializzazione, che parte da molto lontano. Riesci a farci una carrellata di eventi e poi arriviamo al focus?
GALLONI: Credo che la data dalla quale dobbiamo necessariamente partire sia il 1947, quando al Trattato di Parigi De Gasperi cede una parte della nostra sovranità, ma in cambio ottiene il riassetto di certi equilibri. La componente socialcomunista esce dal governo, ma manterrà una grande influenza nel campo creditizio e questo, vedremo, sarà un fattore decisivo una trentina di anni dopo.
MESSORA: gli Stati Uniti hanno avuto un bel ruolo in questa decisione.
GALLONI: Gli Stati Uniti hanno avuto un bel ruolo perché chiaramente gli aiuti del Piano Marshall erano condizionati all’uscita dei comunisti dal governo. In realtà Togliatti, giustamente, si lamentava del fatto che ci fosse questo ricatto, ma era perfettamente consapevole di doverlo fare di uscire dal governo, anche perché tutto sommato alla Russia stalinista non faceva comodo un Partito Comunista al governo, come poi trent’anni dopo non farà scomodo il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro, che tutto sommato era stato additato come interessato a fare avvicinare i comunisti all’area di governo, cosa che poi potrebbe essere sfatata.
Ma torniamo all’industria. Quindi nel 1947 la produzione industriale, per non parlare della produzione agricola italiana, è a livelli del 1938. Il paese è semidistrutto. Tuttavia inizia una ricostruzione. Ad un certo punto di questa ricostruzione, in cui hanno un ruolo le industrie energetiche, quindi Mattei, ma si comincia a sviluppare in modo sorprendente anche il nucleare, ci si trova già negli anni ’60 nel miracolo. Cioè piccole industrie, grandi industrie, industrie a partecipazione statale, soprattutto, e anche cooperative, trainano l’Italia in una situazione completamente diversa. Negli anni ’70 scopriamo che abbiamo superato l’Inghilterra, scopriamo che ci stiamo avvicinando alla Francia, scopriamo che possiamo, dal punto di vista manifatturiero, andare a dar fastidio alla Germania. Nel ’71 si sgancia la moneta dall’oro e questo rende teoricamente tutto più facile: gli aumenti salariali anche in termini reali, la spartizione dei guadagni di produttività che va in parte ai lavoratori e quindi aumentano i consumi, aumentano le vendite, aumenta il valore delle imprese. Questo è un concetto fondamentale che oggi è stato completamente dimenticato. Oggi la consapevolezza e l’orizzonte delle imprese – e di questo ha grave responsabilità la Confindustria – è ridotto all’immediato, al profitto annuale. Le imprese dovrebbero traguardare obiettivi di crescita del valore delle imprese stesse, in modo di contrattare poi con le banche tassi di interesse buoni e invece manca completamente questa consapevolezza.
MESSORA: Negli anni ’70 eravamo all’apice.
GALLONI: All’apice. Diciamo che forse l’anno di maggior crescita è proprio il ’78, che è l’anno, non a caso, del rapimento di Moro.
MESSORA: Cioè noi stavamo raggiungendo e superando le altre economie avanzate.
GALLONI: C’erano stati altri segnali gravissimi di attacco al sistema italiano, come appunto l’omicidio di Mattei, ordinato perché aveva pestato i piedi alle “Sette Sorelle” in Medio Oriente, trovando una formula che ci aveva dato una posizione nel Mediterraneo veramente ragguardevole dal punto di vista della politica estera. E non ci dimentichiamo che Moro era amico degli arabi moderati, quindi aveva contro Israele e aveva contro gli arabi estremisti. Poi abbiamo visto che aveva contro la Russia, che non voleva un avvicinamento del Partito Comunista Italiano al governo e anzi mal sopportava l’importanza in Europa di questo grande partito, e gli americani che temevano – questa è la versione non dico ufficiale, ma su cui concordano molti osservatori, che dobbiamo (va citato in questo caso) alla ricostruzione di mio padre, che era principale collaboratore di Moro a quei tempi – che  l’avvicinamento del Partito Comunista all’area di governo,  secondo i loro centri studi, i loro servizi, avrebbe potuto vanificare il principale piano strategico di difesa dell’Occidente nei confronti della Russia sovietica, che aveva una supremazia evidente di terra. Quindi un’avanzata dei carri armati sovietici attraverso la Germania orientale, poteva essere fermata prima che i carri arrivassero nella Germania occidentale solo con degli ordigni atomici tattici che erano necessariamente e solo piazzabili e piazzati nel Nord-Est dell’Italia. Quindi se non si poteva fermare con armi atomiche nucleari tattiche l’avanzata dell’esercito sovietico verso occidente, l’Europa era persa e quindi gli americani se ne sarebbero dovuti andare dall’Europa, conseguentemente dal Mediterraneo che – teniamolo sempre presente – è l’ombelico del mondo.
Ma questo è un quadro teorico.
MESSORA: Spieghiamolo bene. Cosa c’entra Moro in questo quadro? Cosa c’entra Moro con le bombe nucleari?
GALLONI: c’entra! Perché se Moro faceva riavvicinare i comunisti al governo, si pensava che i comunisti avrebbero posto un veto all’uso di ordigni nucleari, anche nel caso di un’avanzata dei carri armati sovietici verso occidente. Ma erano scenari che gli americani fanno continuamente, non è detto che le politiche si debbano ispirare a quello.
Però c’è un fatto di cui ci sono testimonianze certe, anche della famiglia di Moro: Kissinger gliel’aveva giurata, aveva minacciato Moro di morte poco tempo prima, Moro lo aveva riferito alla famiglia e la famiglia aveva detto “ritirati dalla politica”, cosa che poi lui non aveva fatto, ma non si sa poi che cosa avesse in mente di fare dopo quel fatidico marzo 1978.
MESSORA: Quindi le Brigate Rosse in realtà avevano avuto un ruolo…
GALLONI: Dobbiamo distinguere le prime Brigate Rosse, per capirci quelle di Curcio, che erano un fenomeno promanante dall’incontro tra l’estremismo, un certo tipo di estremismo marxista-leninista, che bene o male aveva un legame col Partito Comunista, anche se lontano, e forze che tutto sommato, partigiani ed ex partigiani che avevano conservato le armi, anche perché si sapeva che dall’altra parte c’era la minaccia; tutti gli anni ’70, e forse anche prima, sono stati vissuti con l’idea che potesse esserci un golpe di destra, quindi partigiani ed ex partigiani avevano conservato armi, soprattutto nel nord. Quindi una certa continuità col terrorismo si può anche vedere. Le seconde Brigate Rosse, quelle che – per capirci – rapirono Moro, eccetera, invece sono fortemente collegate con i servizi, con deviazioni dei servizi, con i servizi americani, israeliani; ci sono evidenze ormai incontrovertibili su questa lettura.
Torniamo all’industria. Il problema qual è? Il problema è che in pratica il gioco è: quanto e come ci avviciniamo all’Europa, quanto e come sviluppiamo l’economia italiana, che già appunto era arrivata a livelli, come abbiamo detto, di eccellenza. Allora ci sono due strategie, fondamentalmente. C’è la strategia più moderata che vuole l’Europa e che faceva capo anche a Moro, ma che faceva capo anche a Paolo Baffi, governatore della Banca d’Italia, e ad altri personaggi del mondo economico e finanziario italiano, e poi invece emerge una posizione più estremista, pro Europa, che praticamente fa propria l’idea che si debba combattere la classe politica corrotta e clientelare e tutte le sue espressioni facenti capo fondamentalmente alla Democrazia Cristiana e ai suoi partiti alleati, compreso il Partito Socialista, e che per questo si debbano anche cedere porzioni di sovranità, e si comincia con la sovranità monetaria.
MESSORA: Ma chi si faceva propugnatore di questa tesi?
GALLONI: Intanto era cambiata la dirigenza della Banca d’Italia ed era passata la linea, diciamo, più estremista sull’Europa, facente capo a Carlo Azeglio Ciampi. Poi la sinistra democristiana era divisa tra la sinistra sociale, che faceva capo a Donat-Cattin, che era su posizioni euromoderate, e la sinistra politica, che faceva capo a De Mita e soprattutto a Beniamino Andreatta, che invece era su posizioni euroestremiste e giustificavano questa rinuncia alla sovranità monetaria, cioè alla possibilità dello Stato di fare investimenti pubblici produttivi, per impedire alla classe politica stessa, corrotta e clientelare, di avere potere. Quindi per sottrarre potere alla classe politica, si cominciò a rinunciare alla sovranità monetaria, quindi agli investimenti pubblici. Quindi la classe politica poi si trovò ad occuparsi solo di nomine, di poltrone, eccetera, perché non c’era più da discutere gli investimenti pubblici che ormai dovevano minimizzarsi. Degli investimenti pubblici la componente più importante era sicuramente quella riguardante le partecipazioni statali, l’energia, i trasporti e via dicendo, dove l’Italia stava primeggiando a livello mondiale.
MESSORA: Mario Monti era molto vicino a De Mita, quindi potremmo dire che già da allora era un euroestremista.
GALLONI: Di Monti mi ricordo la posizione sulla scala mobile, che era stata considerata interessante da Donat-Cattin, però poi, per il resto, era sicuramente un rappresentante della scuola monetarista, non era un keynesiano. I keynesiani si stavano abbandonando. Anche Andreatta, pur essendo stato un keynesiano, era entrato in quella che noi chiamiamo “la corrente neo-keynesiana”, li chiamiamo anche “keynesiani bastardi”, di cui il maggior rappresentante era il premio Nobel Modigliani, i quali proponevano appunto questo passaggio rispetto alla moneta che impedisse alla classe politica di decidere investimenti in infrastrutture per lo sviluppo industriale, per lo sviluppo del paese. Ecco, questo è stato un errore cruciale che ha determinato poi l’esplosione dei tassi di interesse e quindi del debito pubblico, ma soprattutto l’accorciamento di orizzonte delle imprese industriali che assumevano sempre di meno perché dovevano valutare il profitto immediato e non potevano stare a fare grandi progetti industriali. Quindi quello che accadde per gli investimenti pubblici, accadde anche per gli investimenti privati, a causa degli alti tassi di interesse.
Io negli anni ’80 feci una ricerca che dimostrava che i 50 gruppi più importanti pubblici e i 50 gruppi più importanti privati facevano la stessa politica, cioè investivano la metà dei loro profitti non in attività produttive ma nell’acquisto di titoli di Stato, per la semplice ragione che i titoli di Stato italiani rendevano tantissimo e quindi si guadagnava di più facendo investimenti finanziari invece che facendo investimenti produttivi. Questo è stato l’inizio della nostra deindustrializzazione.
Il passaggio successivo però è molto più grave e riguarda appunto il periodo che va dalla fine degli anni ’80 all’inizio delle privatizzazioni.
MESSORA: Ci arriviamo. Ci spieghi però, a noi che non siamo economisti, come si lega questa nuova politica monetarista con l’esplosione dei tassi di interesse? Questo passaggio tecnico ce lo spieghi un po’?
GALLONI: Fino al 1981 la Banca d’Italia, se un’emissione di obbligazioni pubbliche che servivano per ottenere moneta da parte dello Stato non veniva completamente coperta, comprava lei il restante, quindi era la compratrice di ultima istanza, come diceva il mio maestro Federico Caffè. Questo faceva sì che se l’emissione avveniva a un tasso di interesse basso, mettiamo del 3%, e una parte non veniva comprata proprio perché il rendimento era basso, la Banca d’Italia comprava quello che avanzava e quindi emetteva moneta.
Con il divorzio tra Tesoro e  Banca d’Italia, era data alla Banca d’Italia la facoltà di non essere obbligata… Sembra un po’ un gioco di parole però, in fondo, lo stesso divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, di cui stiamo parlando, non è che obbligava la Banca d’Italia a non comprare titoli, le dava la facoltà di non farlo e la pratica, voluta da Carlo Azeglio Ciampi, fu di applicare questo divorzio in modo letterale. Per la cronaca, ricordo che l’Inghilterra aveva le stesse regole, perché noi copiammo quelle, ma non le praticava. Cioè la Banca d’Inghilterra, quando serviva, stampava sterline a gogò, mentre la Banca d’Italia si irrigidì su quella facoltà che le era stata riconosciuta attraverso una semplice lettera del Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta, e quindi la parte di emissione obbligazionaria che non veniva coperta, causava un aumento del tasso di interesse finché non si piazzava questo residuo, ma poi questo tasso di interesse andava ad essere applicato su tutta l’emissione della mattinata. Quindi in questo modo c’è stata una rincorsa dei tassi di interesse verso l’alto.
In effetti io feci un appunto e ci fu una discussione col Ministro del Tesoro, in cui dimostrai oltre ogni ragionevole dubbio, applicando semplicissimi tassi di capitalizzazione – come sanno tutti gli economisti – che il debito pubblico sarebbe raddoppiato e avrebbe superato il Pil. Addirittura mi dissero che il debito pubblico non poteva superare il Pil, se no il sistema saltava, al che io gli feci presente che non era così, perché il debito è uno stock e il Pil è un flusso. Ma avevano deciso una cosa e non volevano più cambiarla, non accettavano né le critiche di Federico Caffè né quelle di Paolo Leon, figuriamoci le mie! Per cui poi litigammo e io andai via da quella amministrazione. E siamo a metà degli anni ’80. Il peggio deve ancora arrivare.
MESSORA: Lo scopo era soltanto quello nobile di sottrarre alla politica la gestione dei soldi e quindi andare verso un’Europa che avrebbe potuto salvarli in qualche maniera, o c’era anche sotto una strategia che poi avrebbe portato al nostro processo non solo di deindustrializzazione ma anche di privatizzazione? Qual è  stata la road map successiva?
GALLONI: Nel mio ultimo libro “Chi ha tradito l’economia italiana”, infatti, affronto questo problema e identifico due tipi di personaggi, cioè quelli che in buona fede volevano fare i salvatori della patria, come hai ricordato tu, ma anche quelli che traguardavano nella possibilità di una svendita delle partecipazioni statali, nelle privatizzazioni – allora si chiamavano dismissioni – la possibilità di fare immensi profitti, come fu. Quindi c’è stata anche una parte di questa componente, diciamo così, anti-statalista, anti-italiana, anti-sviluppista, che ha fatto affari strepitosi e su cui qualcuno, infatti, ha proposto una commissione di indagine parlamentare.
MESSORA: arriviamo quindi, con questo ragionamento, all’inizio degli anni ’90.
GALLONI: Sì. Diciamo che c’è il passaggio successivo. È prima dell’inizio degli anni ’90, perché all’inizio degli anni ’90 avviene il crollo del sistema monetario europeo, perché non era sostenibile per la semplice ragione che produceva tassi di interesse più alti per i paesi deboli, che quindi si indebolivano di più, e tassi di interesse più bassi per i paesi forti, che quindi si rafforzavano di più.
Ad un certo punto il sistema è saltato, ma era prevedibile. Ma noi ci dobbiamo rapportare, raccontando gli eventi, al tempo in cui accadevano, perché col senno del poi siamo tutti bravi.  Nell’89 è emerso, qualcuno aveva detto – lì entra in gioco l’oscuro funzionario, probabilmente-,  l’apice della classe politica italiana, che tutto sommato faceva capo in quel momento a Giulio Andreotti, capisce che bisogna trovare una strada un po’ diversa, perché se no si compromettono gli interessi nazionali. Tra le altre cose, quindi, mi manda un biglietto, mi scrive Giulio Andreotti e mi dice “caro dottore, vuole collaborare con noi per cambiare l’economia di questo paese?”. Al che io entusiasticamente aderisco.
Per farla breve io mi trovo al vertice del Ministero del Bilancio, che era il ministero cruciale, alla fine dell’estate del 1989. Quindi in quel momento Andreotti era più vicino alle posizioni americane e più lontano dalle posizioni europeistiche estreme. Passano poche settimane, perché dalla fine di agosto dell’89, quando io ho ripreso servizio al mio ex ministero, fino a quando praticamente vengo di nuovo estromesso, che è novembre, passano due mesi praticamente. In questi due mesi io metto mano, e si sa in giro che io sto mettendo mano, ci fu anche un mio incontro molto in tensione con Mario Monti alla Bocconi. Io stavo appunto col mio Ministro e ci fu questo scontro piuttosto forte sul problema della moneta e del debito pubblico; avevamo posizioni completamente diverse.
MESSORA: La tua qual era?
GALLONI: La mia era che praticamente si dovesse operare per abbassare i tassi di interesse in qualunque modo e dimostrai appunto che la Banca d’Inghilterra aveva lo stesso regime nostro, cioè il divorzio, ma non lo praticava, quindi quando serviva al paese stampava sterline. Questo era il problema.
MESSORA: E la sua?
GALLONI: La sua, che si dovesse andare avanti su una politica di forte europeizzazione e quindi si dovesse continuare con questo forte debito pubblico. Dopo questo incontro alla Bocconi in effetti si scatena l’inferno, perché arrivano pressioni dalla Banca d’Italia, dalla Fondazione Agnelli, dalla Confindustria e vengo a sapere che persino un certo Helmut Kohl aveva telefonato al Ministro del Tesoro Guido Carli per dire “c’è qualcuno che rema contro il nostro progetto”, adesso le parole le ho ricostruite in base a delle testimonianze dirette, però vengono fatte pressioni sul mio Ministro affinché io venga messo da parte, cosa che avviene nel giro di un pomeriggio, nel senso che io ottengo dal Ministro la verità, mi rivela la verità, la scriviamo su un pezzo di carta perché lui temeva ci fossero dei microfoni, gli faccio vedere questo pezzetto di carta, dico “ci sono state pressioni anche dalla Germania sul Ministro Carli perché io smetta di fare quello che stiamo facendo?” e lui mi fece di sì con la testa. Per cui ho mantenuto rispetto per questa persona, però me ne sono andato.
Che cosa era successo? Che fino all’estate del 1989 Andreotti era contrario alla riunificazione tedesca e questo fatto impediva qualunque progresso, ovviamente, perché la Germania voleva fare la riunificazione.
MESSORA: e ci fu quella famosa battuta.
GALLONI: sì, sì. Infatti in quei tempi ad Andreotti chiesero “ma lei ce l’ha tanto con la Germania?”, dice “no, io amo la Germania. Anzi, la amo talmente tanto che mi piace che ce ne siano addirittura due!”. Questa era la frase.
Passano appunto pochi mesi e invece la Germania, pur di ottenere la riunificazione, si mette d’accordo con la Francia per rinunciare al marco, che era quello che faceva paura alla Francia. Però perché questo accordo tra Kohl e Mitterand regga, occorre deindustrializzare l’Italia e indebolire l’Italia. Perché se  no che fanno? Si passa a una moneta unica e l’Italia poi…
MESSORA: che stava fiorendo.
GALLONI: stava già perdendo colpi l’industria italiana, da vari punti di vista, però era una situazione ancora di dominio del panorama manifatturiero internazionale. Eravamo la quarta potenza che esportava. Voglio dire, eravamo qualcosa di grosso dal punto di vista industriale e manifatturiero. Bastavano alcuni interventi, bisognava riprendere degli investimenti pubblici e cose del genere. Dopodiché, ovviamente, si entra nella stagione delle privatizzazioni spinte, negli anni ’90, in cui praticamente quasi scompare la nostra industria a partecipazione statale.
MESSORA: Quindi decidono la deindustrializzazione. Dopodiché c’è qualcuno che si attiva.
GALLONI: Sì. La deindustrializzazione significa che non si fanno più politiche industriali. Non ci dimentichiamo che poi c’è stato un periodo in cui Bersani era Ministro dell’Industria, in cui, diciamolo, teorizzò che non servivano le strategie industriali. Adesso sta dicendo il contrario, ma poteva pensarci pure prima. Per dirne una. Non si fanno politiche per le infrastrutture. Questo è importante, perché è un paese che è molto lungo, quindi è costoso trasportare le merci da sud a nord, mentre il nord è già in Europa dal punto di vista geografico e infrastrutturale, il centro e il sud sono lontani, quindi potenziare le infrastrutture sarebbe stato strategico.
Poi, alla fine degli anni ’90, si introduce la banca universale, quindi la possibilità per la banca di occuparsi di meno del credito all’economia e di occuparsi di più di andare a fare attività finanziarie e speculative che poi avrebbero prodotto solo dei disastri, come sappiamo.
MESSORA: La fine del Glass-Steagall Act.
GALLONI: Sì, esatto. Poi la mancanza di strategie efficaci della stessa FIAT, dell’industria privata. Ripeto, in quegli anni la Confindustria era solo presa dall’idea di introdurre forme di flessibilizzazione sempre più forti – che poi avrebbero prodotto la precarizzazione – aumentare i profitti, quindi una visione poco profonda di quello che è lo sviluppo industriale, quindi perdita di valore delle imprese, perché le imprese guadagnano di valore se hanno prospettive di profitto che dipendono dalle prospettive di vendita. Questo è l’ABC. Se invece difendono il profitto oggi perché devono realizzare e devono portare ai proprietari una certa redditività ma poi, voglio dire, compromettono il futuro di un’azienda, questa perde di valore.
MESSORA: Si narra di questo incontro sul Britannia. Qual è stato il ruolo anche dell’Inghilterra, secondo te?
GALLONI: L’Inghilterra non è che avesse un interesse diretto all’indebolimento dell’Italia nel Mediterraneo, ma ha una strategia complessiva in Africa e in Medio Oriente, che ha sempre teso ad aumentare i conflitti, il disordine, e c’è la componente che fa capo alla corona, di cui sono espressione anche alcuni movimenti ambientalisti, che poi si debba puntare a una riduzione drastica della popolazione del pianeta; quindi è contraria ad ogni politica che invece favorisca lo sviluppo così come lo intendiamo comunemente.
MESSORA: Quindi è vero che sul Britannia si presero delle decisioni?
GALLONI: Qui dobbiamo capirci. Allora, Bilderberg, Britannia, il Gruppo dei 30, dei 10, gli Illuminati di Baviera, sono tutte cose vere. Gente che si riunisce, come certi club massonici, e decidono delle cose. Ma non è che le decidono perché veramente le possono decidere, è perché non trovano resistenza da parte degli Stati. L’obiettivo è quello di togliere di mezzo gli Stati nazionali allo scopo di poter aumentare il potere di tutto ciò che è sovranazionale, multinazionale e internazionale in questo senso. Dopodiché è ovvio che se gli Stati sono stati indeboliti o addirittura nei governi ci sono rappresentanti di questi gruppi, che siano il Britannia, il Bilderberg, gli Illuminati di Baviera, eccetera, negli Stati Uniti d’America c’era la Confraternita dei Teschi, di cui facevano parte padre e figlio Bush, che sono diventati presidenti degli Stati Uniti. E’ chiaro che dopo questa gente risponde a questi gruppi che li hanno, bene o male, agevolati nelle loro ascese.
MESSORA: Quindi alla fine decidono.
GALLONI: Ma perché dall’altra parte è mancata, da parte dei cittadini e degli Stati, una seria resistenza. Quindi praticamente questi dominano la scena.
MESSORA: Quindi non è colpa di questi ma è colpa di chi non si oppone abbastanza.
GALLONI: Questi si riuniscono, decidono delle cose, però rimangono lì. Ci sono sempre stati i circoli dei notabili che hanno deciso delle cose. Mica è detto che siano riusciti sempre a farle!
MESSORA: Però in questo caso ci sono riusciti.
GALLONI: In questo caso ci sono riusciti perché non hanno trovato resistenza.
MESSORA: Quindi è colpa nostra.
GALLONI: Beh, sì, un po’ sì, secondo me.
MESSORA: L’ignavia del cittadino che non rivendica il potere.
GALLONI: Sì. Ad esempio l’idea montiana che l’aumento della base monetaria produca inflazione è stato ciò che ha consentito di attrarre anche i sindacati in un’area di consenso per quelle riforme sbagliate che si sono fatte a partire dal 1981, quando invece si è dimostrato, anche in tempi recenti, che l’emissione e l’autorizzazione di mezzi monetari per migliaia, decine di migliaia di dollari e di euro non ha prodotto l’iper inflazione. Quindi evidentemente è qualcos’altro che genera l’inflazione, non è la quantità di moneta. La quantità di moneta può influire sui tassi di interesse attraverso le tensioni della domanda di essa, ma non è che influiscano direttamente sull’inflazione. Certo, paradossalmente potrebbe essere il contrario: se la moneta è poca e i tassi di interesse aumentano, quelli hanno effetti sui livelli dell’inflazione.
MESSORA: Quindi l’ignoranza degli attori sociali è stata o anche un certo tornaconto?
GALLONI: Una cosa non esclude l’altra. Diciamo che quelli che volevano avere un certo tornaconto facevano leva sull’ignoranza dei fatti monetari, dei partiti, dei sindacati, della classe dirigente e anche una certa scomparsa della scuola keynesiana dovuta a vari fattori anche oscuri.
MESSORA: Quindi privatizzazioni. Anni ’90. Cosa succede poi?
GALLONI: Dopo gli anni ’90 la situazione praticamente comincia a precipitare quando inizia questa crisi, che è il 2001. Quando gli operatori di borsa si accorgono che anche i titoli che avevano tirato fino a quel punto, e-commerce, e-economy, prodotti avanzati, eccetera, non danno più rendimenti crescenti, allora cominciano a svendere e comincia la speculazione al ribasso. In quelle condizioni le banche, che avevano preso grandi impegni coi sottoscrittori dei loro titoli, perché erano diventate, come ho ricordato prima, universali, per garantire questi rendimenti fanno operazioni di derivazione. Le operazioni di derivazione sono tipo catene di Sant’Antonio: tu acquisisci denaro per dare i rendimenti e quindi posticipi la possibilità di dare i rendimenti agli ultimi che ti hanno affidato delle somme. Questa cosa, si è fatta nel giro di due o tre mesi, perché dopo c’era la ripresa, era sempre stata fatta dalle banche, è un’operazione tecnica, diciamo così. Quindi di tre mesi in tre mesi si diceva che arrivava la ripresa. Centri studi, economisti, osservatori, studiosi, ricercatori, tutti sui loro libri paga, prevedevano di lì a tre mesi, di lì a sei mesi, la ripresa. Non si sa perché. Perché le politiche economiche volute per esempio da Bush, tipo la riduzione delle tasse, erano chiaramente politiche che non avrebbero risolto il problema della crescita. Poi tutte queste guerre americane, speculazioni, vanificavano la potenza di un dollaro che se fosse stato destinato a investimenti produttivi, alla ricerca, alle infrastrutture, eccetera, probabilmente avrebbe creato una situazione accettabile. Invece non si faceva niente di tutto questo, non si avviavano gli investimenti produttivi pubblici, perché i privati non investono se non c’è prospettiva di profitto; come avviene in borsa così avviene nell’economia reale.
Quindi siamo andati avanti anni e anni con queste operazioni di derivazione, emissione di altri titoli tossici. Finché si è scoperto, intorno al 2007, che il sistema bancario era saltato, nel senso che nessuna banca prestava liquidità all’altra, sapendo che l’altra faceva le stesse cose che faceva lei stessa, cioè speculazioni in perdita. La massa dei valori persi dalle banche sui mercati finanziari superava, per la prima volta, la massa di quello che le famiglie, le imprese e la stessa economia criminale mettevano dentro il sistema bancario. Di qui la crisi di liquidità che deriva da questo, cioè che le perdite superavano i depositi e i conti correnti.
A questo punto è intervenuta la FED e ha cominciato a finanziare le banche, anche europee, nelle loro esigenze di liquidità. La FED ha emesso, dal 2008 al 2011, 17 mila miliardi di dollari, cioè  più del Pil americano, più di tutto il debito pubblico americano, ha autorizzato o immesso mezzi monetari in qualche modo e poi ha chiesto all’Europa di fare altrettanto. L’Europa alla fine del 2011 ha offerto qualche resistenza e poi, anche con la gestione di Mario Draghi, ha fatto il “quantitative easing”, cioè dare moneta illimitatamente per consentire alle banche di non soffrire di questa crisi di liquidità derivante dalle perdite che superano nettamente le entrate. Ovviamente l’economia è sempre più in crisi, quindi i depositi che seguono gli investimenti produttivi sono sempre di meno e le perdite, invece, sono sempre di più.
Allora il problema qual è? Perché continua questo sistema? Questo sistema continua per due ragioni. La prima è che chi è ai vertici delle banche, e lo abbiamo visto anche al Monte dei Paschi, guadagna sulle perdite. Perché non guadagna su quello che sono le performance, come sarebbe logico, ma guadagna sul numero delle operazioni finanziarie che si compiono, attraverso algoritmi matematici, sono tantissime nell’unità di tempo. Quindi questa gente si porta a casa i 50, i 60 milioni di dollari e di euro, scompare nei paradisi fiscali e poi le banche possono andare a ramengo. Non vanno a ramengo perché poi le banche centrali, che sono controllate dalle stesse banche che dovrebbero andare a ramengo, le riforniscono di liquidità.
MESSORA: Non solo le banche centrali, anche i governi.
GALLONI: Sì, ma sono le banche centrali che autorizzano i mezzi monetari.
MESSORA: Ma i Monti bond? Chi ce li ha messi i soldi?
GALLONI: Sì, però i debiti pubblici sono bruscolini. Nel caso delle perdite delle banche stiamo parlando di decine di trilioni di dollari e di euro.
MESSORA: Sì, questo non lo discuto. Però quello che abbiamo dato di Monti bond, alla fine si sarebbe risparmiata forse l’IMU agli italiani. Per cui sulle singole famiglie questo discorso ha valore.
GALLONI: sì, sicuramente sulle singole famiglie. Certo, avremmo potuto risparmiarci l’IMU invece che darli al Monte dei Paschi. Però è una piccola cosa rispetto ai 3-4 quadrilioni di titoli tossici che oggi sono in giro per il mondo.  Sono tremila, quattromila trilioni. Un trilione sono mille miliardi. Quindi stiamo parlando di grandezze stratosferiche. Siccome le perdite si aggirano sul 10%, mediamente, che è quello che ovviamente questi titoli non rendono, avremmo bisogno a regime non di qualche decina di trilioni, come hanno dato oggi le banche centrali alle banche, ma praticamente dai 300 ai 400 trilioni di dollari. Cioè in pratica stiamo parlando di 6 volte il Pil mondiale. Sono cose spaventose.
MESSORA: Quindi come se ne esce adesso?
GALLONI: Se ne esce con un accordo tra gli Stati, Cina, India, Stati Uniti d’America, possibilmente Europa e qualcun altro, che congelano tutta questa massa, la garantiscono, la trasformano invece in mezzi monetari che servano per lo sviluppo. Quindi a quel punto poi il problema diventerebbe la capacità di progettare infrastrutture, voli su Marte, acchiappare gli asteroidi per farne delle miniere, voglio dire, se ci vogliamo allargare. Se ci sono queste capacità progettuali, industriali, produttive, forze disoccupate, eccetera, noi ne usciamo. Diversamente la teoria ci porta a pensare che potrà esserci una grande botta iperinflattiva che cancellerà tutti i debiti.
MESSORA: Traduci per i non capenti.
GALLONI: Allora, dai debiti si esce in vari modi. Primo, perché si hanno dei redditi che consentono di ripagare in qualche modo i debiti, e questa è la via maestra, quindi non ci si dovrebbe mai indebitare per somme che si sa che non si possono ripagare attraverso i nostri redditi; e questa sarebbe la regola numero uno. Quindi il debito non è un male, il debito è un bene se tu hai il reddito  (nel caso degli Stati il Pil) sufficiente per poi fronteggiare la situazione. C’è la remissione del debito, che è una possibilità anche parziale che io ho sollevato in una mia ricerca sulle banche italiane anni fa, quando ci fu la crisi del 2007-2008, che tutto sommato agevolerebbe anche le banche e ci metterebbe tutti in condizione di avere fondamentalmente, per 8 anni, un 5% in più di reddito, riducendo del 40% i crediti delle banche; questa è un’altra possibilità. E poi c’è l’inflazione che praticamente, se non ci sono indicizzazioni, si mangia il debito, perché decresce il valore della moneta e conseguentemente decresce l’importanza del debito. Queste sono le strade che si possono aprire a livello operativo nei confronti della gestione del debito.
MESSORA: A livello nazionale? Per esempio andrebbe bene per l’Italia o parli a livello europeo?
GALLONI: A livello nazionale c’è appunto chi parla di varie misure riguardanti il debito pubblico. In realtà la cosa migliore sarebbe riprendere il percorso della crescita e quindi minimizzare l’importanza del debito rispetto alla ricchezza nazionale. Non ci dimentichiamo che le ricchezze pubbliche e private in Italia sono 10 volte il Pil, quindi ovviamente ce n’è, non è che non riusciremmo a ripagare il debito. Però il debito non è che si deve ripagare, come credono alcuni, il debito sta lì. L’importante è ridurre i tassi di interesse e che i tassi di interesse siano più bassi dei tassi di crescita, allora non è un problema. Questo è il modo sano di affrontare il tema del debito pubblico. Diversamente può succedere, come è successo in Grecia, che per 300 miseri miliardi di euro poi se ne perdano a livello europeo 3.000 nelle borse. Allora ci si interroga: ma questa gente si rende conto che agisce non solo contro la Grecia ma anche contro gli altri popoli e paesi europei? Ma chi comanda effettivamente in questa Europa si rende conto? Oppure vogliono obiettivi di questo tipo per poi raggiungere una sorta di asservimento dei popoli, di perdita ulteriore di sovranità degli Stati per obiettivi poi fondamentalmente, come è stato in Italia con le privatizzazioni, di depredazione, di conquista di guadagni senza lavoro?
MESSORA: Adesso c’è un altro ciclo di privatizzazioni. Sembra che ci stiamo avvicinando a quello.
GALLONI: Il problema delle privatizzazioni è anche quello dei prezzi di vendita. Perché se ovviamente, come è successo negli anni ’90, ci si aggirava intorno ai valori di magazzino, voi capite di che truffa stiamo parlando. È chiaro che se poi i prezzi di vendita fossero troppo alti, nessuno comprerebbe. Bisogna trovare una via di mezzo. Ma in realtà bisognerebbe cercare di ragionare sulle capacità strategiche e sul mantenimento di poli pubblici di eccellenza che servissero per rilanciare la ricerca, il campo dell’acquisizione delle migliori tecnologie per il trattamento dei rifiuti, che per esempio in Italia avrebbe delle prospettive enormi. Non ci dimentichiamo che in Italia siamo depositari di due brevetti fondamentali, uno è dell’Italgas e l’altro dell’Ansaldo, per produrre degli apparati relativamente piccoli che consentono al chiuso, quindi senza emissioni, di trasformare i rifiuti in energia elettrica e in altri sottoprodotti utili per l’agricoltura e per l’edilizia.
MESSORA: E dove stiamo andando in Europa, in questo momento?
GALLONI: Io avevo identificato una spaccatura di impostazione, anche al momento in cui Monti era diventato Presidente del Consiglio dei Ministri, tra le posizioni americane e le posizioni europee. In Europa si diceva “lacrime e sangue. Prima il risanamento dei conti pubblici e poi lo sviluppo”. Questa strada si sa che è impossibile, perché tu non puoi fare il pareggio di bilancio o perseguire obiettivi ancora più ambiziosi se non c’è la ripresa. In condizioni di ripresa è facile ridurre la spesa pubblica, ma in condizioni recessive ridurre la spesa pubblica significa far aumentare la recessione con conseguenze sulle entrate e sulle uscite.
MESSORA: ma è possibile, secondo te, che questi non lo sanno?
GALLONI: Ma bisogna vedere quali sono i loro obiettivi.
MESSORA: Quali sono?
GALLONI: E che ne so quali sono i loro obiettivi?
MESSORA: Si possono immaginare?
GALLONI: Sono obiettivi anche di asservimento dei popoli, chiaramente. Mentre la posizione americana era una posizione di sviluppo, cercando di non peggiorare i conti pubblici, che già è una versione possibilista. Ma non è la concezione né di Monti né della Merkel né del polo europeo, chiaramente. Quindi al momento le uniche speranze sono quelle di una politica nuova che reintroduca la Glass-Steagall, che riproponga la sovranità monetaria a livello europeo o se no si torni alle valute nazionali o al limite alla doppia circolazione, che sarebbe assolutamente sostenibile.
MESSORA: Valuta nazionale più euro?
GALLONI: Sì. Terza cosa da fare è un gestione diversa dei debiti pubblici, tranquillizzante, perché ci sono tanti altri modi per gestire i debiti pubblici. In parte qualcosa, addirittura, è stato anticipato da Draghi che è intervenuto sul mercato secondario raffreddando gli spread. Quindi praticamente forse Draghi ha fatto una retromarcia rispetto alle decisioni dell’inizio degli anni ’80 dei cosiddetti divorzi tra governi e banche centrali. Poi in Italia dobbiamo assolutamente riposizionare la pubblica amministrazione. Oggi è piazzata in modo di creare un’alleanza tra irregolari e criminali. Questo ci porta a una sconfitta. La pubblica amministrazione si deve piazzare in un altro modo, si deve piazzare tra gli irregolari e i criminali. I criminali li deve trattare come meritano, con gli irregolari, invece, deve avere tutto un altro atteggiamento, cioè deve essere la stessa pubblica amministrazione che deve realizzare gli adempimenti previsti dalle normative e quando c’è scontro, perché spesso c’è scontro tra norma e diritto, tra norma e buonsenso, tra norma ed equità, il funzionario pubblico deve essere messo in condizioni di scegliere il diritto, l’equità e il buonsenso e vedere di tutelarsi rispetto alla arida applicazione della norma. Se non si fa questo non si va da nessuna parte. E poi, quello che è forse più importante e che riassume un po’ tutto, dobbiamo acquisire quelle strepitose tecnologie oggi a disposizione dell’umanità, che rimetteranno in gioco tutti gli equilibri geopolitici a livello internazionale e a livello locale, ma che sono la nostra più grande speranza per l’ambiente e per lo sviluppo, per esempio tutte le tecnologie di trasformazione e di trattamento dei rifiuti solidi urbani. Ci sono, ripeto, delle tecnologie, alcune sono già applicate, ad esempio a Berlino si stanno applicando. Tu vai a conferire i tuoi rifiuti e ti danno dei soldi, poi ricevi energia gratis, non inquini, non ci sono i cassonetti per strada, non ci sono i mezzi comunali o municipali che intralciano il traffico per trasportare l’immondizia, non ci sono cattivi odori, non ci sono emissioni nocive. Questo è fondamentale. L’azzeramento delle emissioni genotossiche e la limitazione di quelle tossiche nell’ambito dei parametri internazionali.
MESSORA: Facciamo un ragionamento sullo scenario geopolitico globale. Spiegaci come si bilanciano gli interessi degli Stati Uniti e quelli dell’Europa con quelli della Cina, se questi Stati Uniti d’Europa convengono oppure no agli Stati Uniti, se c’è una pressione, secondo te, da parte loro e in che modo la Cina può influire in questo processo, se è un influsso positivo o negativo. Lanciamoci in queste speculazioni.
GALLONI: Diciamo che dopo Kennedy gli Stati Uniti sono sempre più risultati preda dei britannici. È lì che c’è un nodo fondamentale da sciogliere. Peraltro gli Stati Uniti hanno drammaticamente cercato, in determinate situazioni regionali, come può essere la più importante il Mediterraneo, dei partner adeguati. L’Italia questa partita non se l’è saputa giocare dopo la caduta del muro di Berlino, per le ragioni che dicevamo all’inizio. La Cina si sta avvicinando agli Stati Uniti d’America sotto certi profili, ma è ancora lontanissima sotto altri profili. Non dobbiamo neanche sopravvalutare certi comparti manifatturieri, che se anche fossero totalmente ceduti alla Cina e all’India – ma c’è anche il Brasile, c’è anche il Sud Africa, ci sono tante altre realtà emergenti nel pianeta – non sarebbe un dramma. Il problema è che noi abbiamo un futuro, ad esempio nei nostri rapporti con la Cina, se capiamo che non dobbiamo andare lì in Cina per fare un business qualunque, ma se capiamo che cedendo anche parti delle nostre produzioni industriali e manifatturiere, otteniamo però una maggiore penetrazione rispetto ai nostri prodotti di qualità, di eccellenza, perché non ci dimentichiamo che stiamo confrontando un mercato di 60 milioni di persone con un mercato che è 20 volte più grande. Quindi è chiaro che se noi rinunciamo a qualche cosa, ma riusciamo anche ad esportare un po’, quel po’ moltiplicato per la domanda che in questo momento sta crescendo, ci dà tutto un altro risultato.
Però della Cina parlerei da un altro punto di vista. All’ultimo congresso del Partito Comunista Cinese è stato deciso un grande cambiamento di rotta, cioè di puntare di più sulla crescita della domanda interna e di meno sulle esportazioni. Questo potrebbe essere l’inizio della fine della cosiddetta globalizzazione. Non ci dimentichiamo che la globalizzazione è il sistema che premia il produttore peggiore, quello che paga di meno il lavoro, quello che fa lavorare i bambini, quello che non rispetta l’ambiente, quello che non rispetta la salute. Questa è la causa principale delle crisi che stiamo vivendo: che invece di premiare il produttore migliore, abbiamo premiato il produttore peggiore. Questo ha danneggiato le industrie europee e soprattutto l’industria italiana, chiaramente. E non solo l’industria, anche l’agricoltura.
MESSORA: Perché si demanda la questione della tutela dei diritti oltre il confine, dove non c’è un controllo.
GALLONI: Si deve rimettere in piedi l’economia, nel senso che deve avere tutta la sua importanza l’economia reale. L’economia reale deve avere una finanza che la aiuta. Poi se c’è un’altra finanza che va a fare disastri da qualche altra parte, che non influiscano sull’economia reale, sulla vita dei cittadini. Questo deve essere il primo punto che corrisponde alla reintroduzione della legge Glass-Steagall in pratica. Per questo possono essere utili le doppie e le triple circolazioni monetarie, le monete complementari e addirittura la reintroduzione di monete nazionali, pure in presenza di una moneta internazionale.
MESSORA: Ma per scontrarsi o per far fronte alla Cina è necessario avere gli Stati Uniti d’Europa o basta anche il piccolo guscio di noce italiano, come alcuni dicono?
GALLONI: Io non penso che ci si debba scontrare o frenare la Cina. Bisogna avere delle strategie industriali, e non solo industriali, in grado di difendere i nostri interessi, i nostri valori, i nostri principi, le nostre vocazioni. Dopodiché ci si confronta con i cinesi e si vede quali sono le sinergie che possono essere messe in campo. Si deve fare un discorso di carattere strategico, secondo me.
MESSORA: Ma la politica di Nino Galloni quale sarebbe? Uscire dall’euro e recuperare sovranità monetaria o puntare sul “più Europa”?
GALLONI: A me interessa che ci siano spese in disavanzo, perché se c’è crisi, se c’è disoccupazione è un crimine puntare al pareggio di bilancio. Ovviamente se gli Stati hanno pareggio di bilancio, è possibile che l’Europa faccia gli investimenti in disavanzo, e allora mi sta benissimo l’euro.
MESSORA: Cosa che non c’è.
GALLONI: Cosa che non c’è, ma è il terzo passaggio che potrebbe essere favorito dalla gestione Draghi. Io non lo escludo. Perché chi immaginava che avrebbero dato mezzi monetari illimitatamente alle banche? Chi immaginava che sarebbero intervenuti per raffreddare gli spread acquistando i titoli pubblici sui mercati? Adesso il terzo e ultimo passaggio è quello di accettare di autorizzare mezzi monetari per la ripresa, per lo sviluppo, per gli investimenti produttivi. L’importante però è che questo non avvenga in una logica di quantitative easing. Cioè la politica monetaria sbagliata può impedire lo sviluppo, ma la politica monetaria giusta non produce lo sviluppo. Cioè la moneta è una condizione necessaria, ma non sufficiente dello sviluppo.
Quindi non basta approntare mezzi monetari a gogò e allora si acchiappa lo sviluppo. Questa è una visione di tipo liberista riguardante le emissioni monetarie. In realtà bisogna fare dei progetti di infrastrutture, di ricerca, di ripresa industriale, di salvaguardia della salute e degli interessi dei cittadini e soprattutto dell’ambiente, e sulla base di queste grandi strategie approntare i mezzi monetari che certamente non sarebbero scarsi. Quindi se io dovessi ripetere i miei punti fondamentali, immediati: una legge che ripristini la netta separazione tra i soggetti che fanno speculazioni finanziarie sui mercati internazionali dai soggetti che devono fare credito all’economia. Perché la prima cosa è il credito, la più grande componente della moneta, il 94% della moneta è credito.
Poi il discorso della sovranità monetaria, come ho detto prima. O gli Stati o l’Unione Europea devono fare spese in disavanzo per acchiappare la ripresa. Una diversa gestione dei debiti pubblici, che è possibile, un diverso posizionamento della pubblica amministrazione, perché il cittadino deve vedere un amico nello Stato, nella pubblica amministrazione, quindi fermare anche questo progetto di polizia europea senza controlli che potrebbe compiere qualunque azione senza dover rispondere a nessuna autorità.
MESSORA: Eurogendorf con base in Italia a Vicenza.
GALLONI: Quinto: acquisizione di tutte quelle grandi tecnologie che oggi sono a disposizione dell’umanità per migliorare veramente le condizioni di vita di tutti.
MESSORA: L’ultima domanda. Tedeschi cattivi? Amici o buoni?
GALLONI: I tedeschi sono posizionati nella storia e nella geografia in modo di doversi in qualche modo espandere. Se devono assumere una posizione di leader, devono anche accettare di rivedere le proprie politiche estere. Quindi un paese che voglia essere leader, come sono stati gli Stati Uniti d’America, importano più di quello che esportano. Se i tedeschi non accettano di importare più di quello che esportano, non possono neanche pretendere di essere leader.

173 commenti

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  • Guardi Messora, lei mi ha bannato da tutte i canali che usa (tutti). Perchè intervistare gente che si fa i soldi affermando cose strampalate, mettendo mezze verità e verità qui e lì per rendere credibile il tutto???
    Ho letto metà intervista…poi ho capito che era la solita solfa. E’ tutto un complotto per mandarci a lavorare nei campi.
    Ciò che manca alla chiaccherata è
    “L’INFLAZIONE. QUESTA SCONOSCIUTA!!”.
    Perchè qualche volta non prova a intervistare qualcuno di veramente competente. Ce ne sono centinaia di ottimi economisti. Se poi preferisce intervistare coloro che le danno corda…
    Il divorzio è nato per i tassi di inflazione che la spirale svalutazione-inflazione aveva generato (e inviterei a studiare un banalissimo modello AS-AD in economia aperta). L’emissione di moneta dovuta a acuisto di titoli di stato, infatti, non è affatto qualcosa indolore. Se è vero che i tassi d’interesse si tengono bassi, l’inflazione è destinata a salire e chi ne fa le spese sono i poveri cristi che si vedono ridursi il proprio salario reale.
    Le mando un caro saluto, anche se non penso proprio mi pubblicherà questo intervento. Qui siamo a “casa” sua… come nelle altre occasioni ha piena facoltà di censurarmi

    • si legga le policy. Qui si deve discutere di contenuti. Lei discute di persone. In ogni caso, io faccio sondaggi e chiedo ai miei lettori chi vogliono che venga intervistato. Al prossimo sondaggio, proponga qualche nome lei. Per me non ci sono preclusioni.

    • L’ alta inflazione degli anni 70 era dovuta ai due shock petroliferi. Porca miseria basta vedere su un qualsiasi libro di macroeconomia della triennale l’ andamento dei prezzi del petrolio e quelli dell’ inflazione. Così come il prezzo del petrolio scese negli anni 80 scese anche l’ inflazione. LEGGASI: il divorzio tra banca d’ italia e tesoro non c’entra nulla con l’ abbassamento dell’ inflazione anche se gli è stato attribuito ( dalla propaganda di regime ) il merito di questo. In realtà l’ inflazione la si controlla molto di più controllando il mercato del lavoro. ( non facendo crescere i salari ad esempio… e questo la dice lunga su chi dovrebbe avere paura dell ‘ inflazione). Se oggi avessimo uno shock improvviso come quello degli anni 70 e senza meccanismi come la scala mobile sai noi poveracci che ce famo co l’ euretto e la biccìe ” indipendente ” !
      L’ unica critica che faccio a Galloni è nel finale: l’ eurozona senza trasferimenti fiscali dal nord al sud non ha senso di continuare e sappiamo tutti che l’ elettore tedesco ( legittimamente, per carità ) una cosa del genere non la voterà mai. Anziché peggiorare i rapporti tra noi e la Germania ( come accadrà adesso che anche i burocrati europei cominceranno a dire ” basta austerità , più europa” e di conseguenza in Germania aumenterà consensi il partito anti – euro ) mettiamo consensualmente fine alla moneta unica e cominciamo un serio percorso di collaborazione pacifica tra stati nazionali uscendo però dagli assurdi parametri di Maasticht ( quelli per cui Letta sarebbe disposto a morire )

    • qua ci vuole conoscenza ed onestà:
      i picchi inflattivi nel 1973 e 1979 sono dovuti ESCLUSIVAMENTE alle crisi petrolifere!
      Se si confrontano i grafici storici dell’inflazione, TUTTI i paesi OCCIDENTALI hanno un andamento dell’inflazion simile.
      Percui basta baggianate, in nome delle quali veniamo distrutti.

    • Forse l’inflazione degli anni ’70, gentile mercuri, dipendeva anche dal prezzo del petrolio che si è decuplicato in 7 anni o ciò non conta? E’ tutta colpa del matrimonio tra bankitalia e tesoro? E negli altri paesi l’inflazione non era simile alla nostra negli anni settanta? Il divorzio ha solo fatto cumulare il debito pubblico con tassi di interesse sullo stesso esplosi. punto.
      Studiare i dati!!!

  • Io credo di aver parlato di contenuti. Ho fatto infatti riferimento alla causa del divorzio voluta da Ciampi. Non posso esser smentito sul fatto che tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni ’80 avevamo un’inflazione al 20% (e ciò significa uccidere le classi più povere della società e coloro che percepiscono redditi non direttamente indicizzabili all’inflazione). Lei forse era bambino all’epoca, io non ero nato, ma basta poco per andare a vedere certe cose.
    Poi ho letto tutta l’intervista, e non è nemmeno malaccio. Notavo con sorriso che ad ogni sua domanda circa complotti vari, Galloni ammetteva colpe italiane (e per italiane intendo degli italiani non di una casta asservita ai cattivoni delle massonerie globali).
    In ogni caso le chiedo scusa.
    Approfitto della sua gentilezza però. Potrei farle 10000 nomi… guardi le suggerisco un grande nome che tante volte ha pure criticato l’europa: il professor Messori…
    Io non sono mai stato un suo allievo, ma lo conosco perchè è stato commissario ad un concorso che avevo fatto.
    Altrimenti, vada in qualsiasi università (va benissimo la sua Milano) e faccia le stesse domande che fa ai soliti noti a un qualunque professore…
    Dopo un certo numero di tentativi, scoprirà per magia, che posizioni (anche rispettabili) come quelle di Borghi o Bagnai (che lei ha spesso incontrato) sono criticate e a volte rigettate pesantemente… con tanto di argomentazioni semplici e più che valide.
    La teoria economica italiana è fortemente critica nei confronti dell’euro, tanto che riconduce i nostri mali a due principali shock macroeconomici Quello da globalizzazione e quello appunto da euro.
    Se però cerca le vere ragioni del nostro declino in congiure mondiali varie, può anche rimanere a casa. Tra coloro che fanno il loro lavoro e non vendono libri sensazionalistici, non ne troverà alcuno che pensa queste cose.
    Stesso discorso vale per il diritto. Alle migliaia di persone che la seguono potrebbe passare per la testa che Becchi, ad esempio, abbia grande dignità dottrinaria, quando invece è un professore di filosofia del diritto e lei non mi risulta che abbia mai intervistato un professore di diritto costituzionale.
    Grazie per l’opportunità di scrivere nel suo blog.

    • Io intervisto chi ha qualcosa di interessante da dire, non un professore qualunque, di quelli che ripetono il mantra e siedono su una cattedra a volte immeritata. E soprattutto, intervisto chi ha voglia di farsi intervistare e di mettersi in gioco, cosa non scontata. Da ultimo, non ha alcun senso replicare su un blog informazioni disponibili come in una litugia sui media mainstream. Qui si viene per riflettere su ipotesi diverse, che sui media non passano (ma che in virtù dell’esistenza di siti come questo, poi ci finiscono, e questo è un merito, perlomeno per chiunque creda nel libero dibattito). Un blog che replichi a pappagallo le frasi fatte, gli slogan costruiti sul comune senso delle cose è un blog di cui non si capisce l’utilità. Fatto salvo che ho chiesto svariate volte a “euristi” doc e padri del famoso “sogno dell’Europa”, alla Altiero Spinelli, di farsi intervistare, senza ottenere risposta. Il che non mi sembra cosa nobile.
      Infine, grazie per il suggerimento, ma dovrebbe esprimere il suo suggerimento in un sondaggio (il prossimo) e farlo votare dalla rete.
      Vede poi perché evito di replicare? Stiamo parlando di forma e non di contenuti, e rischiamo di andare avanti a lungo, col risultato che chi vuole leggere e commentare idee e opinioni su quanto detto da Galloni, si perde..

    • Sboldrinizziamo l’economia! È davvero triste constatare che, in rete, il mantra non funziona più. La teologia liberista funziona ancora in televisione perchè lì, è noto, non vincono gli argomenti poichè le spiegazioni sensate o vengono interrotte dai teppisti con l’orecchino o dalla pubblicità.

    • L’inflazione degli anni 70, che iniziò a diminuire già prima del “divorzio”, fu un fatto internazionale che con gli interventi della della Banca D’Italia non ha – ovviamente – niente a che vedere. In ogni caso la scala mobile proteggeva i salariati (sia pure non al 100%), e i redditi salivano, assieme alla quota salario. L’esatto opposto di quanto avviene oggi.
      Che il divorzio sia stato responsabile dell’aumento del debito pubblico lo dice Andreatta stesso, caso mai ce ne fosse bisogno. Lei saprà (visto che non può ricordare) che negli anni ’80 andava invece di moda dire che la colpa dell’inflazione era la scala mobile. Falso anche quello, come i numeri (e le date) dimostrano. La scala mobile è stata abolita nel ’92, quando l’inflazione era già scesa come ordine di grandezza ai livelli attuali.
      La verità è che l’inflazione è sempre stata presa a pretesto per fare passare scelte politiche in modo clandestino.
      Non dipende in ogni caso dalla quantità di moneta. Sono i superstiti della scuola austriaca gli unici a credere – per un motivo fideistico, di dottrina politica – a un’amenità del genere.
      E l’inflazione è un indicatore, sotto al quale sussitono diversi fenomeni, e non è né un male né un bene, dipende. E’ quasi inevitabile quando c’è crescita dei redditi bassi. Si parla qui di inflazione, non di iperinflazione, che è altra cosa.

  • ma biondino, oltre all’inflazione, sa anche a quanto viaggiava il pil in quegli anni? a quant’era la disoccupazione? a che livelli era il debito pubblico? a quanto era il tasso di speranza nel futuro della gente? a quanto era tutelato il lavoro dipendente? basta con i mantra della bce sull’inflazione e sull’euro e i discorsi da saccenti delle accademie. Le tesi di Bagnai, tanto per dire, sono sostenute da centinaia di economisti ormai, altro che denigrazione dei baroni universitari.

    • Agnese, cappunto, il nome che avevo proposto io critica le politiche monetarie dell’UE almeno da tanto tempo, quanto quello di Bagnai. Con tutto il rispetto per Bagnai, mi creda che non ha nulla da copiare a Bagnai. Semplicemente, come la gran parte della teoria economica italiana, non è spinto all’apparescenza e alla “pubblicazione di libri”.
      Le critiche a queste politiche ci sono da sempre… la tesi di uscire dall’euro e tornare a svalutare (pare sia questa quella di Bagnai) non è propriamente vero (eufemismo) che sia difesa da centinaia di economisti. Anzi…
      Se poi parliamo della tesi che poteri occulti ci abbiano voluto fare deindustrializzare, entriamo in campi come la magia, l’ufologia e l’alchimia chimica :-D.
      Il declino italiano ha parecchie cause macroscopiche (specializzazione completamente errata, bassa produttività, nanismo imprenditoriale, ecc.) e per nulla occulte. Mi creda.

  • Ha ragione Marco Baldi, nel ’73 e ’79 ci sono stati i due shock petroliferi. Questo ha spinto il prezzo del petroli a quadruplicare. Non oso immaginare nemmeno cosa succederebbe se quadruplicasse oggi e arrivasse a 8 euro.
    Questo però non c’entra con la spirale di svalutazioni in cui si era inserita l’Italia. Elemosinare una svalutazione competitiva ogni 4 -5 anni, per oltre 30 anni, è indice che qualcosa non va proprio. Senza citarle modelli o grafici, mi creda sul fatto che, secondo il mio modesto parere, non è che sia proprio il massimo tornare a quella Italia. E la stragrande maggioranza della teoria economica italiana dice questo. E non è che siano ignoranti, incapaci, incompetenti o servi dei massoni che dominano il mondo…
    Circa il sondaggio, sig. Messora, non la trovo eccezionale come cosa. Persone che non conoscono la materia del dibattito non conoscono nemmeno i nomi di chi se ne intende delle materie oggetto di intervista. I risultati sono quindi volti a richiedere nomi noti o nomi di soggetti che in rete la “sparano grossa” per attirare l’attenzione della massa.
    Questo però è un mio modestissimo parere. Lei fa benissimo a continuare a fare ciò che vuole.
    Ha ragione poi sul fatto che sia indice di civiltà, democrazia e pluralismo rendere note posizioni “eterodosse”, ma le proporrei di cercare di inserire dibattiti nei suoi video e esporre le varie posizioni circa una questione.
    Anche il contraddittorio è indice di democrazia.

    • Lei intende il contraddittorio come lo si fa (o finge di fare) in televisione. Preconfezionato. Esaurito in un cicaleccio di posizioni che spesso generano alterco. La mia concezione di rete è un’altra cosa: la rete sviluppa proattività. Io non sono tenuto a darle un contraddittorio perché questo non è un servizio pubblico e perché non ce ne sono le risorse, ma soprattutto perché l’interattività che consente la rete, consente anche a lei di farsi il suo contraddittorio da solo. Io le do un mattoncino che le manca. Lei cerca altri mattoncini e li combina. Se manca un mattoncino, può sempre costruirselo da solo andando a cercare qualcuno che secondo lei può dare un’informazione utile da condividere con il mondo. Questa è la rete. Ognuno faccia il suo.
      Per quanto riguarda il sondaggio, lei ha ragione, ma potrebbe sempre cercare di convincere altri che la pensano come lei a venire qui e votare per un nome che vi piace. I sondaggi sono liberi. Il fatto che lei non abbia notorietà e non possa smuovere molte persone (se il punto è questo) non è una scusante: neanche io l’avevo, e me la sono costruita proprio facendo lavori come questi. Nessuno mi ha regalato niente. Ci provi. Non c’è niente di più bello. Anche perché si imparano tante cose.

    • ma come non c’ entra l’ inflazione con la variazione del prezzo delle materie prime?
      E le tre grosse svalutazioni fatte dalla lira furono sempre per rispondere a shock esterni, le due crisi petrolifere da lei citate e la crisi di inzio anni ’90.
      Altri paesi europei, DELLA UE MA NON DELL’ EURO, come la Svezia, la Polonia e la Gran Bretagna, hanno potuto molto meglio affrontare la crisi proveniente dall’ america (shock esterno) dal 2008, GRAZIE A POLITICHE MONETARIE e svalutazioni.

  • No Messora, era una proposta, non pensavo certo che fosse tenuto a darmi il contraddittorio. Ovviamente non intendevo il casino televisivo per contraddittorio. Penso la sua sia una battuta…
    Non ho poi intenzione di smuovere coscienze o ottenere consenso. Non per ora almeno.
    La saluto. Se avrò qualcosa da scriverle ritornerò qui. Unico canale rimastomi. Cercerò di non farmi cacciare e di rispettare, come è giusto, il “padrone di casa”.
    Buon lavoro.

  • Nino Galloni esprime concetti descrivendo i dettagli delle situazioni che solo chi conosce intimamente quelle cose può descrivere. Ho sentito tante volte esporre da lui con tanta padronanza questi concetti, e siccome io sostengo che il M5s dovrebbe individuare personaggi della società civile con cui formare una sorta di governo ombra in modo da costituire un concreto punto di riferimento per gli 8 mln che hanno votato questo movimento e anche per altri futuri delusi dal partito unico, mi viene spontaneo pensare a lui, Nino Galloni, come il ministro dell’economia di un governo targato M5s. Io penso che personaggi così sarebbero in grado di mettere in ridicolo i grandi economisti omologati del neoliberismo che ci stanno riducendo in schiavitù e potrebbero invece fattivamente contribuire al riscatto dei popoli. Cosa aspetta Grillo a fare qualcosa del genere ?

  • Marco Baldi, vediamo se mi faccio capire:
    1) non ho mai detto che l’inflazione non c’entra con l’aumento del prezzo delle materie prime. Dove l’ha visto??
    2) ci sono tante cause dell’inflazione: c’è quella da costi (ed ecco quella del petrolio), ma anche da eccesso di domanda quando non vi è pieno impiego dei fattori produttivi (esempio per mancanza di investimenti e di accumulazione di capitale fisico) e pure da emissione di moneta. Riconosciuti i meriti della politica monetaria espansiva in tempo di crisi, lasciami dire che una politica monetaria accomodante di una banca centrale non indipendente nei confronti di un governo che usa la spesa pubblica per drogare l’economia, porta all’inflazione.
    3) la svalutazione è un’altra causa dell’inflazione, anche se come correttamente dice Borghi non vi è una correlazione diretta tra le due cose. Innanzitutto per alcuni paesi (e pare che noi siamo tra questi) valendo una cosa che si chiama condizione di Marshall-lerner, dopo una svalutazione si ha miglioramento della bilancia commerciale. Se tuttavia si importano le materie prime, queste costeranno di più (perchè il nostro cambio si è deprezzato e siamo “più poveri” per quel che riguarda l’acquisto di beni esteri) e superato il breve periodo i costi cresceranno, e i lavoratori (vistosi ridotto il valore reale del proprio salario) chienderanno inoltre aumenti salariali che tengano conto di questo aumento. Dalla svalutazione competitiva ecco che in Italia ne derivava inflazione che ci faceva perdere competività. Un circolo vizioso. Non ho letto il libro di Bagnai. Non so proprio se ne parla…
    4) cosa non trascurabile è che la svalutazione non è proprio una cosa simpatica a livello di realzioni internazionali. Non si deprezza il cambio e basta. Se deprezzi tu, automaticamente si apprezzano gli altri. E non è proprio detto che agli altri faccia piacere questo tentativo di fare i furbi (supereufemismo). Un’economia deve puntare alla crescita, senza danneggiare gli altri… In questo blog si fa un gran criticare della Germania e poi si vorrebbe fare esattamente se non peggio di quello che questa fa. O si cresce bene assieme o si ritorna a farsi le guerre commerciali e valutarie.
    Un saluto

    • Anche l’ euro svaluta e rivaluta. Come tutte le valute. Perché se lo si fa a livello “europeo” la cosa è normale e lo si fa a livello nazionale sarebbe una “furbata”? E quando si tagliano i salari allora quella non sarebbe una “furbata?” Anche quello è un modo per manipolare il cambio reale. Qui non si vuole fare peggio della Germania. DAll’ euro se ne può uscire anche puntando sulla domanda interna e non ripetendo il meccanismo mercantilista su scala nazionale. Le esportazioni servono solo a pagare le importazioni. Non puoi crescere bene assieme nell’ attuale assetto monetario europeo se la Germania non vuole rinunciare al proprio sistema – stato che ha puntato da sempre tutto sulle esportazioni, nel migliore dei casi significa creare un polo imperiale, altro che stati uniti d’ europa. Ma tanto la Germania segherà molto prima il ramo su cui è seduta. E quindi non si tratta di prendersela con la Germania che fa legittimamente i suoi interessi, ma bisognerebbe prendersela con la nostra classe dirigente che non trae da questa situazione le ovvie conseguenze politiche, ossia preferisce chiedere alla Germania di fare quello non farà mai anziché portare l’ Italia fuori dall’ euro. Detto in altre parole: questi pur di non fare autocritica porteranno il paese alla deindustrializzazione totale, questi, come cita lo scritto di Letta sono disposti a “morire per Maastricht”, i tedeschi no ( e infatti l’ hanno pure violato quando gli ha fatto comodo).

    • Bagnai che parla di Marshall-Lerner:
      http://goofynomics.blogspot.it/2013/02/marshall-lerner-astenersi-piddini.html
      Il fatto che dopo la svalutazione i prezzi interni crescerebbero perché pagheremmo di più le materie prime è del tutto qualitativa, come anche la tendenziosa catena causale: svalutazione -> inflazione -> aumento prezzi -> richiesta salari più alti -> ancor più inflazione (oddio le carriole!!!!)
      Senza numeri e dati sono solo chiacchiere da bar.
      Il punto 4) sulle relazioni internazionali è risibile. Se il cambio è lasciato fluttuare liberamente, le svalutazioni/rivalutazioni saranno determinate automaticamente dalla legge domanda/offerta sui mercati delle valute. Per cui se, in pieno spirito liberista, il mercato decide che il prezzo di una valuta (tasso di cambio) debba scendere (svalutazione), non capisco perché qualcuno se la dovrebbe prendere. Altra cosa sono le svalutazioni decise a tavolino: quelle sì che possono essere al limite bollate come “svalutazionicompetitivebrutto”.
      Non capisco cosa ci sia di male in un cambio flessibile che consenta il riallineamento dei tassi di cambio reali fra paesi diversi… Come risulta chiaro dalla situazione attuale, è proprio il cambio artificiosamente fisso (con la conseguente divergenza fra i tassi di cambio reali) a creare problemi.
      Ma si sa, certe banalità a volte sono troppo banali per essere prese sul serio, soprattutto dalla gente fuuuurba

  • Salve Claudio, compimenti per l’intervista!
    Unico appunto , mi sembra che sia stato trascurato l’impatto della privatizzazione della Banca d’Italia e le conseguenti perdite dei redditi da signoraggio che credo abbiano peggiorato la situazione dei conti italiani rispetto agli altri stati europei.
    Concordo in pieno, invece, con l’idea secondo cui l’attacco all’economia italiana sia iniziato con l’omicidio Mattei e l’annientamento delle politiche energetiche (caso Ippolito), che ci hanno esposto all’inizio degli anni 70 ai famosi shock petroliferi.
    Forse in questa ottica l’unico modo di riacquistare la nostra sovranità è attraverso una strategia energetica che ci permetta di essere maggiormente indipendenti.

  • Un grande giornalista, Indro Montanelli, diceva che se non si conosce il proprio passato è impossibile capire il presente e tantomeno progettare un futuro.
    Questa intervista a Nino Galloni è molto interessante perchè riannoda molti eventi del recente passato dando loro un senso compiuto, una logica.
    Trovo oltremodo interessante il ripetuto suggerimento di Galloni di spingere la ricerca scientifica italiana verso lo studio di tecnologie green. Riciclaggio, energia pulita ecc. sono la chiave del futuro. Acquisire grandi competenze, brevetti importanti, vantaggio competitivo in questi campi sarebbe un enorme risorsa per l’Italia del futuro.
    Speriamo che al Governo lo capiscano, ma soprattutto, abbiano la forza per attuare una simile via…mi pare che in molti casi sappiano tutto, ma agiscano secondo logiche diverse dall’interesse della Nazione che giurano di servire.
    Ciodetto, signor Messora, chi potrebbe, ad esempio approfondire il tema di come collegare ricerca scientifica nel campo delle energie rinnovabili, riciclaggio di rifiuti in maniera pulita ecc. con uno sviluppo economico forte e sostenibile ? Chi potrebbe parlarci, in tono divulgativo e facilmente accessibile, delle tecnologie di punta in questi campi ? Di come svilupparle in Italia, di quali ditte italiane già se ne occupano, con che risultati ecc. ?
    Penso sarebbe un’ottimo seguito a questa intervista ottima a Nino Galloni.
    Grazie, buonasera.
    Andrea

  • Ops, ho fatto un pasticcio tremendo con gli apostrofi nel mio post precedente. Scusate, ma tra taglia, cancella, incolla ecc. per correggere il testo, poi lascio purtroppo indietro strafalcioni di ortografia :-/

  • grazie mille claudio ottimo lavoro professionale come sempre, questa questioe andrebbe approfondita e grazie a te un quadro generale lo farò leggendo qualche opera anche di pasolini ( sul petrolio magari)

  • Caro Biondino, ora capisco perchè il buon Claudio forse ti bannava prima…era per farti un favore…probabilmente gli stai simpatico…..e quindi magari voleva evitarti di fare la figura da dilettante allo sbaraglio con le idee un pò confuse : prima ti inventi una maccheronica “spirale svalutazione-inflazione” poi dici che non vi è relazione tra le due (come di fatto non vi è), poi invece risostieni che la svalutazione competitiva genera inflazione…ragazzo mio fai pace con il cervello o se soffri di schizzofrenia iscriviti al PD così nessuno si accorgerà se dici una cosa e poi l’esatto contario, e già che ci sei magari fai pure un corso accelerato di grammatica che ACQUISTO si scrive con la Q.
    Cmq quando si parla di esprimere contenuti significa proprio che quello che dici deve “contenere” qualcosa in qualche modo collegato alla realtà, e per favore non ci nascondiamo dietro il concetto del “ma questa è la mia opinione, avrò pure il diritto di esprimerla!”…si certo che hai diritto, se stai parlando di preferire la matriciana o la carbonara sei assolutamente libero…se parli di matematica NO, 2+2 fa 4 e non puoi avere una tua opinione a riguardo…in economia le cose non sono molto differenti, certo non è una scienza esatta…vi è l’approccio monetarista e quello keynesiano…ma fijo mio guardati un minimo di serie storiche prima di inventarti la nuova legge di osteria-economica per cui svalutazione=inflazione…tanto vale che dicevi che le fragole sono salate…avresti detto qualcosa di più papabile.
    Cmq entrando nel merito non è assolutamente vero che il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia fu voluto per problematiche di inflazione, ma bensì fu voluto perchè si riteneva che i politici fossero troppo corrotti (magari erano quelli i politici corrotti!) e quindi gli volevano togliere il potere di fare troppa spesa pubblica perchè si riteneva che invece che essere produttiva, quella spesa fosse appunto clientelare e portatrice di corruzione…questo è il reale motivo per cui di fatto avvenne il divorzio, per impedire al Tesoro e quindi alla politica di fare spesa (che si presumeva) improduttiva e se il Prof. Galloni leggerà questo commento sicuramente confermerà.
    Infatti fu proprio lui ad avvertire Andreatta e Ciampi che si probabilmente con il divorzio si sarebbe ridotta la “spesa allegra” ma altrettanto probabilmente sarebbe schizzata la spesa pubblica per tassi d’interesse ed il debito pubblico probabilmente avrebbe superato il PIL…cosa che a quei tempi era considerata impensabile (il rapporto debito pil era intorno al 55%)…ed invece fu proprio quello che accadde…infatti il debito pubblico dall’82 all’89 aumentò di oltre il 400% passando da 232.000 miliardi di lire a 917.000 miliardi…che dici Biondì forse era mejo tenesse un pò d’inflazione o aver creato questo mostro?
    Ora veniamo all’Osteria dell’inflazione che chi non canta fa svalutazione, proprio perchè la matematica non è un’opinione come fortunatamente non lo sono le serie storiche di dati statistici, prendendo in considerazione i dati dell’International Financial Statistics del FMI vediamo che:
    nel periodo dal 1975 al 2009, l’Italia ha complessivamente svalutato in termini nominali del 45% (l’indice TCE, Tasso di Cambio Effettivo, vale 66 nel 1975 e 96 nel 2009), mentre l’inflazione complessiva è stata dell’840% (l’Indice dei Prezzi al Consumo, IPC, vale 12 nel 1975 e 108 nel 2009).
    Quindi? Quindi evidentemente nella dinamica dei prezzi non c’entra molto il tasso di cambio, che, qualora anche contribuisse, certo non pare possa contribuire in modo molto significativo, visto che l’aumento dei prezzi è stato circa 19 volte quello della svalutazione
    E se proprio vogliamo la prova provata possiamo aggiungere che nel 1979, in corrispondenza con l’inizio dell’avventura italiana nell’area del marco allargata (si chiamava Sistema Monetario Europeo, ora si chiama euro, ma è sempre la stessa cosa), la lira rivalutò del 22% ma l’inflazione aumentò dal 14% al 22% cioè il contrario di quello che si dice all’Osteria della svalutazione (però se dopo qualche buon bicchiere di vino si è quasi giustificati)
    E volete il controesempio? Eccolo servito: fra 1992 e 1993, come sapete, la lira svalutò del 20% ma l’inflazione diminuì dal 5% al 4%.
    Quindi caro Biondino dai retta al tuo dottor Jekill e ascoltalo quando ti dice che non vi è correlazione, se non ininfluente, tra svalutazione ed inflazione…o altrimenti quando sei posseduto da Mr. Hyde magari ti conviene scrivere sul sito del PD dove puoi pure dire che l’euro è una moneta a cambio variabile al suo interno.
    Ora veniamo all’Osteria dell’inflazione che si fa con l’emissione (di moneta) paraponzi ponzi po.
    Per far si che questo avvenga il sistema macroeconomico dovrebbe aver raggiunto la piena occupazione e il totale impiego dei fattori produttivi che praticamente la domanda aggregata di beni e servizi è superiore all’offerta.
    In soldoni che vuol dire? Vuol dire che se noi per esempio vogliamo comprare un televisore ci rechiamo che ne so da Euronics e quando arriviamo troviamo il negozio praticamente vuoto perchè ha venduto tutti i televisori che aveva ed anche le sue scorte di magazzino e praticamente ne è rimasto solo uno e ci sono 4 persone disposte a comprarlo per cui il negoziante, giustamente, lo vende magari pure al doppio del prezzo normale.
    Ora vi faccio una domanda: in tutta la vostra vita siete mai entrati da Euronics o in un negozio di elettrodomestici in cui avete trovato, non dico gli scaffali vuoti, ma anche solo 1 mq sgombro perchè era finito anche solo 1 marca su 1000 prodotti?
    Ecco quindi state pur certi che l’inflazione dovuta ad eccessiva emissione monetaria non ci sarà mai…magari in passato ci poteva essere questo problema, ma con la tecnologia e quindi la capacità produttiva che abbiamo oggi e soprattutto le possibilità infinite di acquisto (con la Q) on-line è impossibile che si arrivi ad un iper-venduto…fate una prova se non ci credete, provate a cercare sul web (ebay?) e vedete se non trovate che ne sò un S5 della apple (nuovo!) ad almeno un 20% in meno rispetto al prezzo di negozio!
    Cmq l’inflazione nel 90% dei casi è dovuta all’aumento dei costi del lavoro o delle materie prime per chi produce o eroga quel bene e/o servizio…la benzina o la bolletta della luce non devono certo i loro aumenti all’eccessiva offerta di moneta ne tantomeno alla svalutazione.
    Se poi volete capire meglio il meccanismo del rapporto svalutazione-materie prime …rimando al seguente post di Bagnai dove lo spiega molto bene
    http://www.italiasedesta.com/2013/02/marshall-lerner-astenersi-piddini.html
    Cmq per concludere l’emissione di mezzi monetari per sostenere la spesa pubblica non è mai un problema e non può drogare nessuna economia, magari si droga chi lo pensa, il problema è se poi effettivamente quella spesa pubblica viene spesa “male” cioè in maniera inefficente con sprechi dovuti alla corruzione, alla burocrazia, al clientelarismo…ma questo è un problemma di controllo dell’allocazione delle risorse finanziarie…non certo un problema che è sbagliato fare spesa pubblica, anche e soprattutto a deficit.
    Pure il gas se lo lasci aperto all’interno di una casa la può far saltare in aria. ma di certo nessuno si sogna di dire che allora è meglio togliere il gas ed usare il camino a legna!
    Cmq Claudio se mai dovessi contattare uno di quei professoroni di Milano di cui parla il buon Biondin, li sfido pubblicamente ad un challenge…voglio proprio vedere se qualcuno di loro ha (con l’H) il coraggio di sostenere che svalutazione=inflazione o che non farebbe comodo una banca pubblica che ti fa da compratrice di ultima istanza per calmierare il famigerato spread e tenere lontani gli speculatori di mercato!
    Saluti

  • Ohh!! Queste sono le discussioni istruttive che mancano in certi ambiti.A parte che è tutta la storia d’Italia che andrebbe riscritta nei libri di testo è proprio la cronologia storica dei fatti politico-economici che ci serve.Se no vien difficile capire la situazione attuale.
    C’è solo da ringraziare per questa ennesima iniziativa del blog e per i commenti degli utenti.
    [b] Claudio,per cortesia,puoi attivare i BBCode?[/b]

  • Questo blog è pieno di sapientoni che per aver letto due libri ed essendo laureati magari alla Bocconi (dove ti insegnano il metodo monti) si sentono forti di commentare oggetti che non troveranno mai accoglimento in nessun altro mezzo di comunicazione. Si adopera un linguaggio tendenzioso e critico che indirizza il lettore ad essere sospettoso sia dell’informazione sia del soggetto che la propone. Inviterei questi saccenti di terzo livello (e non vuole essere una offesa ma una constatazione) ad accendere la TV o ad aprire un giornale e provare a dibattere l’informazione che trovano nonchè provare poi ad esprimersi (come qui è possibile) e far valere le proprie ragioni. Ogni intervista in questo sito è richiesta dai lettoried è sovvenzionata dagli stessi spontaneamente. Qualora soggetti interessati ad argomenti trattati dovessero riscontrare che le persone intervistate non siano all’altezza, o non abbiano argomenti ben sviscerati o contestabili possono sempre proporre qualcun altro all’altezza della situazione. Quindi: cacciare grano poi vedere cammello!
    Quando invece le critiche appaiono (e qui sembra essere cosi’) indirizzate a sminuire Claudio Messora, beh…..mi dispiace molto ma Claudio è una persona tutta d’un pezzo che si fa un mazzo tanto per supportare il suo blog ed in qualità di frequentatore posso dichiarare tranquillamente che sono infastidito da commenti soggettivi e personali, non obiettivi, nè autorevoli che mirano a sminuire l’attività che reputo di alto livello che trovo qui nel sito. Mi viene in mente altresi’ che gli italiani oltre che meritarsi il governo che meritano hanno in seno persone che cercano di “remare contro” ad ogni cosa. Questo mi pare il caso specifico che lo dimostra apertamente.

  • Tutto ciò che accade e che è già accaduto, politicamente parlando se ci pensiamo bene, alla fine dipende solamente dal disinteresse generale di noi cittadini Italiani per l’amministrazione della cosa pubblica!
    I politici corrotti, si sono limitati solamente a PROMETTERE quello che i loro elettori desideravano, naturalmente salvaguardando il proprio interesse, non si spiega altrimenti la resurrezione di qualche politico “famoso” dato ormai già per morto prima delle ultime elezioni!
    Governi tecnici, politici, ecc. falliranno sempre se alla base non ci sono i cittadini che si occupano in prima persona di fare dei controlli sull’operato dei rappresentanti dello stato, di appoggiarli quando queste siano decisioni positive, e criticarli quando queste siano negative.
    Ma per controllare l’operato della classe politica bisogna ESPORSI e metterci qualcosa di proprio, in termini diversi, innanzitutto TEMPO.
    Riusciremo mai a creare una classe SIGNIFICATIVA di cittadini informati?
    Almeno proviamoci, interviste, come questa di Galloni, siano sempre benvenute!

    • Ottimo Max,
      da quando esiste il M5S sono venuti a galla (grazie a messora, monia benini, barnard ecc) una valanga di informazioni che prima erano occultate dai media, in quanto complici del sistema. E’ solo con l’informazione che si puo’ raggiungere un obiettivo come quello che stiamo perseguendo. Ribaltare un tavolo pesante come è il tavolo italiano della politica riempito di sporcizia a strati vecchi di 40 anni è certamente una cosa non da poco.
      La loro strategia è stata basata sull’occultamento dei fatti, consapevoli dell’ignoranza del popolino, quotidianamente svenduto alle lobbi della partitocrazia delinquenziale e degli assassini dell’alta finanza. Certo la storia ci aiuta a comprendere le evoluzioni strategiche della politica che in ogni luogo è schiava del dio denaro, per questo le interviste di claudio sono ESSENZIALI alla crescita dell’informazione e della cultura media del popolo.
      Basterebbe far capire alla gente cosa sia il MES, la sovranità bancaria, chi sono i nostri “rappresentati delle istituzioni” cosa hanno fatto fino ad oggi ratificando trattati come quello di lisbona, di mastrict, il pareggio di bilancio, tutte cose che la maggior parte degli italiani ignora e quindi continua a votare per chi cerca di ridurli alla miseria.
      Abbiamo davvero molto bisogno di persone come quelle che claudio propone e cercare di divulgare il piu’ possibile: ognuno vale uno.
      Io ad esempio sono già quattro cinque mesi che divulgo dvd masterizzati in casa a destra e a manca e immancabilmente dentro trovi sempre messora: GRAZIE ANCORA CLAUDIO

  • Nino Galloni è un grande, potrebbe essere un ottimo ministro del lavoro o dell’economia. Purtroppo non vedo più un futuro politico per lui perchè è competente, onesto e quindi scomodo. Ho notato che i dissenzienti agli articoli di Messora, da quando il M5S si è affermato ed è diventato un potenziale rovesciatore del sistema, sono aumentati. Secondo me è un buon segno perchè vuol dire che è in aumento il numero delle persone “competenti” che si preoccupano seriamente del fermento che ci circonda.

    • Non ci resta che attendere “I TANTISSIMI STRUZZI PAVIDI”A cui ESORTO di esondare e in quanto conoscitori di “VERITA’ VISSUTE”e ormai al disgusto, pronti a FAR riscrivere la “STORIA” e avviare l’inizio di un vero NUOVO RISORGIMENTO ITALIANO:Ma Presto! Il tempo sta x “Scadere”!?

  • non so niente di economia . Ma se bastasse stampare moneta senza pericolo di inflazione lo farebbero TUTTI . Se non lo fanno ci sara` un motivo .

    • Caro franco,
      non è possibile stampare moneta per nessuno. Questo atto (dopo le ratifiche di lisbona e mastrict) puo’ esercitarlo solo la BCE, che dopo aver stampato moneta la distribuisce a banche private dove gli stati vanno a bussare quando hanno bisogno di soldi che pagano con interessi variabili dal 4-5-6%, interessi che poi paghi tu. Solo alcuni paesi possono stampare moneta (es. l’inghilterra del grande Nigel Farage). dei 27 stati membri 17 sono dentro fino al collo e 10 hanno aderito all’europa ma non all’euro.

    • caro franco, si vede che non sai nulla di economia, altrimenti sapresti che cosa significa: SOVRANITA’ MONETARIA. è proprio grazie alla ignoranza sesquipedale tua e di quelli come te che vivviamo in una dittatura. inizia a leggere qualche libro e, per favore, spegni quella ca77o di TV….

    • Forse perchè te lo impediscono? altrimenti poi scopri il trucco… Pochi uomini straricchi e potenti comandano tutta la popolazione attraverso debito pubblico, politiche monetarie ecc.. che nulla hanno a che vedere con l’economia reale, e per facilitarsi nel compito assecondano uomini politici corrotti controllabili e pseudo tecnici che si prestano al gioco. Cambiano le forme di controllo si affinano, ma non la sostanza, e la storia si ripete sempre uguale, pochi ricchi sfruttano una miriade di poveri facendogli credere che lo fanno per il loro bene, per salvarli dalla povertà.. L’austerità imposta ad economie in recessione è come le decime imposte ai contadini affamati. Loro comandano noi li giustifichiamo perchè non ci capiamo niente.

  • Questo è proprio ciò che disse Gramsci alla vigilia del fascismo…
    Ed il valore più grande promosso dal M5S.
    p.s. pure i fra’ massoni progressisti hanno fatto mea culpa per essersi “seduti sugli allori” dopo il ’48

  • Franco però se leggessi attentamente i commenti forse ti accorgeresti che nessuno ha mai detto che la soluzione è stampare moneta. A parte il fatto che ora come ora NESSUNO Stato membro dell’Euro può stampare moneta. E cmq quello che si dice è un’altra cosa, che se fai spesa a deficit, ma produttiva, efficiente…di fatto non crei inflazione, almeno finchè non hai raggiunto la piena occupazione e la piena produzione!

    • Condivido pienamente quello che dici.
      Vorrei aggiungere, anche se in questa intervista Galloni non ne parla, che continuare a stampare moneta a debito con banche centrali private è un suicidio!
      Per chi non lo avesse ami visto, Galloni spiega il signoraggio!

  • Rispondo a Guglielmo.
    Lei è stato un gran maleducato! Oltre a sentirsi Dio in terra correggendomi errori di battitura (quando poi lei scrive “scizofrenico” con due “z”, mi faccia il piacere, ignorante!), si sente libero di insultare a destra e manca. Vada a farsi un bagno di umiltà. Non sono né schiZofrenico né “dilettante allo sbaraglio”. Sono un giovane avvocato, che ha sempre ottenuto il massimo dei voti in ogni grado dello studio, e che studia da anni economia. Che ha un Master e che sta preparando un concorso serio, dove micro, macro e economia internazionale sono uno di 5 esami fondamentali. Vorrei tanto sapere cosa fa lei invece nella vita per dire che io sono il dilettante.
    La capisco però, come tutti i talebani assolutisti pende dalle labbra del suo GURU e crede di possedere la verità assoluta. “Io ho la verità” allora gli altri dicono fesserie, sono stupidi, sono sfortunati, sono “sciZofrenici”, sono dilettanti. “Ora gli spiego come funzionano veramente le cose”.
    Non replicherò al fiume di parole che ha scritto con annesse panzane tipo quella dell produttività “presque-infinie” detta proprio in un Paese che ha un declino di crescita della produttività e che è stata addirittura negativa nel triennio 2001-2003.
    Messora poi non mi bannò per tenerezza. Su youtube, twitter e facebook gli contrabbatevo pesantemente le sue affermazioni sul ESM. Fui educato, ma di certo non fui gentile… Lui, come è in suo diritto e potere, mi bannò. Quello che contesto a Messora, non sono posizioni di politica economica, è che spesso riconduce fatti e atti a disegni prefidi, congiure, piani segreti di cattivoni et similia. Almeno però è uno che ragiona con la sua testa e non si sente il Keynes de no arti, redivivo per impartirci la verità economica. Si rilassi che quando io leggevo “The General Theory[…]” lei stava leggendo Bagnai (con tutto il rispetto).
    Posto che io sono stato parecchio critico nei confronti di quel tipo di fondo troppo piccolo, oneroso ed inutile, e ci ho scritto tanto con l’aiuto di un mio professore (uno di quelli con una testa “così” che però non vanno a fare show tra i social media), criticavo a Messora la vicenda delle condizionalità, e se lei ha studiato economia (cosa della quale dubito fortemente) saprà che quel tipo di fondo senza condizionalità è destinato ad esaurirsi per il fenomeno del “Moral Hazard”. O anche sul fatto che i fondi raccolti venivano reinvestiti in titoli con tripla A (cosa che adirava Messora e lo faceva gridare allo scandalo) e quindi per lo più tedeschi. Quando invece, era la natura stessa del fondo lo obbligava a non poter rischiare il rapporto di Leva…
    Da giurista, poi, gli contrabbatevo la stupidaggine delle immunità dei funzionari e della sede. L’immunità è il cardine primo del diritto internazionale. Non si può infatti creare un ente internazionale senza garantirgli immunità. Se gli Stati creassero un organismo senza immunità, non avrebbero pari diritti nei suoi confronti, perchè questo sarebbe soggetto allo “Stato della Sede” e paragonabile ad un ente nazionale. L’Immunità è la garanzia dell’eguaglianza degli Stati che sono membri dell’organizzazione intergovernativa. L’articolo sull’immunità (cosa che aizzava Messora) era un qualcosa di tecnico, dovuto ed irrinunciabile. Tutte le OI godono di Immunità. A partire dall’UE, passando per l’ONU e gli istituti specializzati quali UNICEF, UNHCR, FAO, UNESCO, ecc.. fino alla CRI (Croce Rossa Internazionale)…Ci sta però che un non addetto ai lavori si inalberi alla lettura di un articolo di quel tipo…
    Immunità poi non significava certo che i Ministri degli Stati UE (che già comunque sono legittimati democraticamente e che sono soggetti al giudizio politico delle successive elezioni) potessero fare ciò che volevano. L’immunità era funzionale, quindi correlata alle attribuzioni che lo Statuto stabilisce. In nessun caso, quindi, ci possono essere reati o la ben che minima violazione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (che la Corte di Giustizia UE e il diritto UE hanno sviluppato enormemente in questi decenni).
    Ma Messora, che a mio avviso pecca di complottismo congenito (cosa non necessariamente negativa), quanto meno non si atteggia a Gesù Cristo untore di verità. Meno male che lei mi ha spiegato l’economia così butto i manuali e comincio a seguirla mentre diffonde il verbo del signore.
    Buona Giornata Guglielmo….

    • Salve Biondino Francesco Mercuri ,
      Premetto che non sono un economista, un avvocato e non sono neanche laureato, ma vorrei comunque farle notare alcuni suoi passaggi che mi sembrano corrispondere al vero.
      1) “Il divorzio è nato per i tassi di inflazione che la spirale svalutazione-inflazione aveva generato “
      in Una intervista sul sole24ore il Ministro Andreatta dice:” Ero al ministero del Tesoro da poco piu’ di tre mesi, di cui due quasi integralmente occupati a rimettere in movimento il meccanismo delle nomine bancarie -nomine da ministro della Repubblica, senza condiscendenze alle pressioni dei partiti della maggioranza – quando dovetti valutare, con senso di urgenza, che la crisi del secondo
      shock petrolifero imponeva di essere affrontata con decisioni politiche mai tentate prima di allora. “
      2) Visto che lei è un avvocato in procinto di conseguire un Master vorrei chiederle come sono compatibili i trattati internazionali tipo mes o entrata nell’Euro, che ha citato, con l’art. 11 della costituzione.
      Articolo 11
      L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in CONDIZIONI DI PARITà con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
      3) Sempre alla luce dei suoi studi mi potrebbe spiegare come è stato possibile cedere la Banca D’Italia ai privati visto che l’art. 3 dello statuto lo vietava.(opportunamente cambiato a posteriori da Prodi nel 2006)
      Lo Statuto della Banca d’Italia, all’ Art. 3, recitava: “ in ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale da parte di Enti pubblici”.
      Concordo con lei che non si tratta di complotti, secondo me sarebbe più identificabile come circonvenzione di incapace e abuso della credulità popolare.
      Visto che purtroppo non ho avuto la possibilità di studiare certi argomenti mi farebbe piacere un suo commento tecnico.

  • Bellissima intervista. Esposizione chiara, semplice ed efficace.
    Divulgativa e informativa allo stesso tempo, considerati sia l’analisi economica sia il riporto di fatti storico politici vissuti in presa diretta.
    1 – ’78 assassinio Moro –> ’79 ECU –> ’81 Divorzio –> […] –> OGGI 🙁
    Questo lasso di tempo è stato anche caratterizzato anche dalle politiche di RIDICOLIZZAZIONE dell’Italia (gestita principalmente dai servizi UK: da Italia “ventre molle dell’Europa” a “Berluscolandia” che deve fare i”compiti a casa”).
    1978 data spartiacque
    Alcune perle forse un po’ OT non possono essere lasciate scivolare via e meriterebbero un approfondimento:
    1 – Relazione “assassinio Kennedy” e “Corona Inglese” (e l’influenza diretta e indiretta dei Lords sulle scelte geopolitiche e sulla globalizzazione).
    Ricorderei che anche nell’omicidio Mattei ci sono delle evidenze riferite alla Corona, così come anche dietro all’omicidio Mattei, rimanendo sempre in ambito di politiche energetiche e Britannici.
    2 – Che relazione c’è tra UK, USA e Israele?
    3 – Che fine ha fatto Keynes?
    <> Fantastico.
    Se non mi fossi “studiato” il prof. Bagnai non mi sarebbe stato così immediato correlare tutti i concetti sintetizzati.
    Ottimo lavoro Claudio.

  • Grazie per aver censurato la mia replica (apparsa e poi scomparsa) messora. Ero stato scortese forse?

    • Scusi sa…le faccio una domanda:Ben Stiller si è ispirato a lei per la pellicola “Il Rompiscatole”?
      Mi da l’impressione della fattispecie umana,antropologica,e italica,per la quale è gistificabile come e perchè siamo in mezzo a uno Ionio di guano.
      Nel suo curricula ho notato però la mancanza di un master sulla coltivazione del Cirò.Ma è chiaro che è una mia svista.
      Quando ce vo’ ce vo’ ..eh !

  • Biondiniiiiii Che figuraccia!!!!
    Dandovi pari e patta sui refusi tra te e Guglielmo (più forma che sostanza): “Non replicherò al fiume di parole che ha scritto” è una risposta veramente non accettabile.
    L’unico sproloquio è questo commento: il MES è assolutamente OT e non puoi NON rispondere punto a punto alle contestazioni tecniche di Guglielmo, che sono circostanziate e documentate.
    Ti prendi il tuo tempo e costruisci delle argomentazioni fondate su dati, serie storiche e modelli riconosciuti dalle comunità internazionali.
    Mi devi scusare, ma da quello che dici si capisce che tipo di percorso di studi hai seguito.
    Io ho studiato ingegneria gestionale, economia e gestione aziendale ma certi “approfondimenti” non li avrei mai fatti se non avessi incontrato l’attività divulgativa di Bagnai.
    Bagnai non si propone come Guru: insegna in modo semplice e chiaro e presenta modelli per lo più pacifici alle comunità internazionali. Quindi il leggere le sue pubblicazioni diventa l’inizio di un percorso verso ulteriori approfondimenti.
    Molti come me hanno iniziato a seguire le publicazioni di Krugman, De Grauwe, Brancaccio, ecc.
    Un rinnovato interesse per argomenti che per le più disparate ragioni sono entrati superficialmente nella propria cultura personale.
    Tu hai TUTTE le caratteristiche di un troll europeista, sorry.
    Se non hai argomentazioni tecniche, please, evita di imbrattare il blog.

  • Rispondo a Guglielmo.
    Lei è stato un gran maleducato! Oltre a sentirsi Dio in terra correggendomi errori di battitura (quando poi lei scrive “schizofrenico” con due “z”, mi faccia il piacere, ignorante!), si sente libero di insultare a destra e manca. Vada a farsi un bagno di umiltà. Non sono né schiZofrenico né “dilettante allo sbaraglio”. Sono un giovane avvocato, che ha sempre ottenuto il massimo dei voti in ogni grado dello studio, e che studia da anni economia. Che ha un Master e che sta preparando un concorso serio, dove micro, macro e economia internazionale sono uno di 5 esami fondamentali. Vorrei tanto sapere cosa fa lei invece nella vita per dire che io sono il dilettante.
    La capisco però, come tutti i talebani assolutisti pende dalle labbra del suo GURU e crede di possedere la verità assoluta. “Io ho la verità” allora gli altri dicono fesserie, sono stupidi, sono sfortunati, sono “schiZofrenici”, sono dilettanti. “Ora gli spiego come funzionano veramente le cose”.
    Non replicherò al fiume di parole che ha scritto con annesse panzane tipo quella dell produttività “presque-infinie” detta proprio in un Paese che ha un declino di crescita della produttività e che è stata addirittura negativa nel triennio 2001-2003.
    Messora poi non mi bannò per tenerezza. Su youtube, twitter e facebook gli contrabbatevo pesantemente le sue affermazioni sul ESM. Fui educato, ma di certo non fui gentile… Lui, come è in suo diritto e potere, mi bannò. Quello che contesto a Messora, non sono posizioni di politica economica, è che spesso riconduce fatti e atti a disegni perfidi, congiure, piani segreti di cattivoni et similia. Almeno però è uno che ragiona con la sua testa e non si sente il Keynes de no artri, redivivo per impartirci la verità economica. Si rilassi che quando io leggevo “The General Theory[…]” lei stava leggendo Bagnai (con tutto il rispetto).
    Posto che io sono stato parecchio critico nei confronti di quel tipo di fondo troppo piccolo, oneroso ed inutile, e ci ho scritto tanto con l’aiuto di un mio professore (uno di quelli con una testa “così” che però non vanno a fare show tra i social media), criticavo a Messora la vicenda delle condizionalità e se lei ha studiato economia (cosa della quale dubito fortemente) saprà che quel tipo di fondo senza condizionalità è destinato ad esaurirsi per il fenomeno del “Moral Hazard”, o anche sul fatto che i fondi raccolti venivano reinvestiti in titoli con tripla A (cosa che adirava Messora e lo faceva gridare allo scandalo) e quindi per lo più tedeschi. La natura stessa del fondo lo obbligava a non poter rischiare il rapporto di Leva.
    Da giurista, poi, gli contrabbatevo la stupidaggine delle immunità dei funzionari e della sede. L’immunità è il cardine primo del diritto internazionale. Non si può infatti creare un ente internazionale senza garantirgli immunità. Se gli Stati creassero un organismo senza immunità, non avrebbero pari diritti nei suoi confronti, perchè questo sarebbe soggetto allo “Stato della Sede” e paragonabile ad un ente nazionale. L’Immunità è la garanzia dell’eguaglianza degli Stati che sono membri dell’organizzazione intergovernativa. L’articolo sull’immunità (cosa che aizzava Messora) era un qualcosa di tecnico, dovuto ed irrinunciabile. Tutte le OI godono di Immunità. A partire dall’UE, passando per l’ONU e gli istituti specializzati quali UNICEF, UNHCR, FAO, UNESCO, ecc.. fino alla CRI (Croce Rossa Internazionale)…Ci sta però che un non addetto ai lavori si inalberi alla lettura di un articolo di quel tipo…
    Immunità poi non significava certo che i Ministri degli Stati UE (che già comunque sono legittimati democraticamente e che sono soggetti al giudizio politico delle successive elezioni) potessero fare ciò che volevano. L’immunità era funzionale, quindi correlata alle attribuzioni che lo Statuto stabilisce. In nessun caso, quindi, ci possono essere reati o la ben che minima violazione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (che la Corte di Giustizia UE e il diritto UE hanno sviluppato enormemente in questi decenni).
    Ma Messora, che a mio avviso pecca di complottismo congenito (cosa non necessariamente negativa), quanto meno non si atteggia a Gesù Cristo untore di verità. Meno male che lei mi ha spiegato l’economia così butto i manuali e comincio a seguirla mentre diffonde il verbo del signore.
    Buona Giornata Guglielmo….
    Messora: lei predica bene e razzola male… Perchè mi censura? E’ l’ultima colta che pubblico questo post… poi agli occhi miei (non ovviamente degli altri users) apparirà per il censore di chi la pensa diversamente da lei… potrei dirlo in giro accogliendo il suo invito a farmi sentire…

  • Non vedevo i miei commenti. Mi scuso se ho spammato. Ho altre cose da fare… Quel che volevo dire l’ho detto.
    Un saluto

  • Ma è mai possibile sopportare le supercazzole di una scatola cranica priva di emisferi e riempita di testi in disuso prelevati disordinatamente da una cantina di un’osteria?
    Ma è mai possibile che alle dita completamente scollegate dalla corteccia cerebrale possano essere inviati segnali di vita inutile che possano generare e digitate cosi’ tante minkiate.
    E poi: questo è un avvocato!!….con un master!!….sta preparando un concorso!!……ha ottenuto il massimo dei voti!!…….noi cosa siamo?!!….
    Caro biondino, io ho la terza media e di coglioni come lei ne controllo ben 52. Se fosse uno dei miei prenderebbe tante di quelle mazzate sui denti che lei non immagina e andrebbe a pulire i cessi fino alla nausea, perchè uno come lei solo quello puo’ fare.
    Quello che lei è e dimostra di essere è esattamente lo specchio della classe dirigente che occupa posti strategici a proprio favore e mettono in croce il sistema democratico e la regola fondamentale dell’uomo: la dignità di appartenere alla razza umana.

    • Signor novecento, lei si che dimostra classe, educazione e gentilezza. I suoi insulti non mi tangono. Anzi, mi fanno un po’ di tenerezza. Si è percaso riletto ciò che ha scritto prima di inviare il messaggio. Come si permette ad insultare le persone, che nemmeno conosce? Io ho forse insultato Lei?
      Inutile dirle che le offese nel nostro ordinamento giuridico sono valutate come una lesione giuridica della persona e punibile in sede penale (e sono fatti suoi) e civile (con risarcimento del danno della persona insultata). E mi creda che per molto meno in tribunale le persone sono condannate a migliaia di euro.
      Non si preoccupi però, non ho nessuna intenzione di dare corda ad una persona maleducata e scurrile. Quanto al fatto che mi darebbe “mazzate nei denti”, non le risponderei con il diritto. Se provasse ad alzarmi le mani mi difenderei benissimo da solo.
      Mandi chi vuole lei a “pulire i cessi”… Da me non otterrà risposte che eguaglino il suo livello di volgarità. Non ne sarei capace, ma di ciò ne vado fiero.

  • @novecento ,
    va bene, perche inghilterra non stampa a piacimento?
    Mi autorispondo : perche` se lo facesse finirebbe come certi stati con una inflazione di qualche % al giorno .
    Secondo me non ci sono scorciatoie, o si hanno materie prime da vendere o si vende lavoro , per vendere lavoro occorre essere concorenziali . Oppure facciamo come il duce , facciamo l’autarchia e andiamo tutti a mietere il grano .

    • Il problema è che per avere soldi bisogna passare dal lavoro e non dall’alta finanza. La strategia è convertire tecnologie e produttività vecchie con nuove nuove, collegare le università con le piccole e medie imprese.
      Un esempio per essere chiari:
      Apro una azienda che produce pannelli solari.
      Faccio una legge che dice che tutti i tetti in italia devono avere l’autosufficienza energetica almeno per i consumi collettivi (nei condomini ascensore luci scale ecc).
      Faccio un piano di ammortamento per le famiglie:
      Tu paghi ad es 50 euro al mese di corrente comune? perfetto, pagherai la stessa cifra (50 ero) per ammortare l’impianto il quale impianto produrra nel frattempo 50 euro di entrate in energia. Poi finito l’ammortamento quello che produrrai sarà per te un guadagno economico di 50 euro mensili.
      Nel frattempo sui tetti delle case ci saranno miglia di posti di lavoro, decine di nuove aziende che vorranno produrre pannelli solari.
      Altra leggina, chi assume è esente per 5 anni dal pagamento dei contributi da lavoro dipendente ecc ecc ecc ecc.
      Certo che con persone compromesse dalle partecipazioni massoniche occulte è inutile parlare di questo, loro hanno in mente il contrario e cioè che tu devi dipendere da loro in tutto e per tutto.

  • Salve Mr AGE.
    Io il master l’ho conseguito nel 2011 ma non volevo assolutamente fare il “superiore”. Mi ero stizzito per gli epiteti di quell’altro user. Non sono mica espertissimo, ho 27 anni, ma trovo alcuni comportamenti assolutisti come un vero affronto alla dignità delle persone.
    Non giudico le persone in base alle professioni, avvocati o meno, o ai pezzi di carta sui muri.
    Certo, io che mi oppongo ai complotti, non vedendo i miei messaggi ho gridato al complotto :-), ma è una sorta di sindrome da perdita di libertà di espressione, dopo essere stato bannato su tw, fb e yt 🙂
    Provvederò a risponderti punto su punto, muovendomi con piena padronanza sulle questioni giuridiche (lì veramente non accetterei l’epiteto di dilettante).
    1) Parlando di inflazione, io non ha mai escluso altre cause alla decisione di rendere la Bd’I indipendente dal tesoro. I politici vogliono vincere le prossime elezioni e se godono della disponibilità dell’emissione di moneta, tendono a sfruttarla per finanziare il proprio deficit. In questo modo non sarà mai possibile avere una politica monetaria restrittiva, ridurre l’infalzione, alzare i tassi d’interesse, ecc…
    Se poi il deficit non è deficti-spending con investimenti (ricorderei al signore che mi ha insultato che, rigore teorico vorrebbe si dicesse spesa in deficit, non “a deficit” che risulta anche cacofonica come cosa) ma basato su sprechi, ancora peggio.
    2) I trattati che lei ha citato sono pienamente compatibili con la Costituzione. Spero di esporre brevemente il motivo..
    Innanzitutto nascono nell’ambito UE, che è la sede dove i diritti umani e i principi fondamentali godono di maggiore tutela. La sfiderei a trovarmi altri posti nel mondo che hanno i nostri trattati di tutela dei diritti umani (Carta di NIZZA, Carta CEDU che con Lisbona è entrata a pieno diritto nel framework dell’UE e che all’6 ne prevede l’adesione e Giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE) e posti dove i cittadini possono rivolgersi direttamente a Corti Internazionali per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi (Solo noi abbiamo il capolavoro che è la CEDU).
    Parliamo però del merito della questione! Come lei penso sappia, l’escamotage dell’articolo 11 per i trattati UE non è sorto immediatamente. Nella Sentenza Costa c. Enel del 1964, la Corte Costituzionale non riconobbe la sovraordinazione del trattato CEE sulle leggi italiane entrate in vigore successivamente a questo. Fu solo a partire dagli anni 70 che la Corte Costituzionale cominciò ad aprirsi verso il riconoscimento della supremazia del diritto UE (sentenze Frontini 1973 e ICIC 75… ma non continuo con le sentenze degli anni ’80 per brevità), con il solo limite della tutela dei principi fondamentali della costituzione (teoria dei controlimiti affermata anche dalla Corte tedesca nelle famose sentenze “SOLANGE”) per poi, però, specificare più volte negli anni che ormai ha perso valore questo limite visto che i principi fondamentali sono anche meglio tutelati a livello europeo rispetto a quello sazionale (es. Solange II del 1989 per quel che riguarda la Germania).
    Dal 2001, inoltre, non abbiamo il solo art.11, ma anche il 117, comma 1…
    Saltando parti fondamentali, ma che mi richiederebbero spazi espositivi maggiori passo al concetto di “condizioni di parità”-
    Il termine “condizioni di parità” non va affatto inteso come Messora ha indicato nei suoi video e come Becchi ha spiegato (mi scuserete per la presunzione ma sto per spiegare questo punto). Quell’espressione si rifà al concetto principe della Comunità Internazionale Moderna come nata in seguito ai trattati di Westfalia del 1648 e sta a signifiacare “superiorem non riconoscentes” e non che all’interno di un trattato non si possano avere posizioni diverse o che non ci possa essere uno stato maggiormente avvantaggiato da un accordo pattizio.
    Faccio un esempio eclatante ma semplicissimo: come sicuramente lei sa, i padri costituenti nel redigere l’art.11 non pensavano alle Comunità europee (poi divenuti UE) ma è verità storica, e invito chiunque a leggere i lavori preparatori della costituente, che si riferissero all’ONU. Orbene, alla Conferenza di San Francisco del 1945 si decise che in sede ONU, alcuni stati avessero una sede permanente (art.23) al Consiglio di Sicurezza e che questi avessero addirittura il diritto di veto (ex art.27, paragrafo 3) sulle questioni di maggiore importanza. Questo non significa affatto che il trattato non ha rispettato condizioni di parità. Il trattato infatti non mette mai in discussione l’eguaglianza di diritto internazionale degli Stati (art. 2.1).
    In condizioni di parità, l’italia ha ratificato tutti i trattati di cui ora è parte e quelli istitutivi di organizzazioni di cui ora è membro.
    Secondo la concezione Messoriana (SIC!) la partecipazione italiana all’ONU sarebbe quindi anticostituzionale, il che è, come potete vedere benissimo, assurdo, visto che l’articolo 11 è stato cucito attorno all’ONU.
    3) Non ricordo la domanda sulla Banca d’Italia ma, credendo di ricordare il concetto, e andando di fretta, provvedo a risponderle egualmente:
    Come si accorgerà da una breve ricerca, le quote di partecipazione a Bd’I un tempo appartenevano ad enti bancari e assicurativi pubblici, perchè partecipati IRI o addirittura in quanto enti pubblici economici. Con le privatizzazioni questi partecipanti sono divenuti privati e hanno seguto le vicende dei privati (si sono fusi, sono falliti, si sono accorpati, si sono smembrati, ecc.). Nonostante questa sia una anomalia. La presenza di privati nelle partecipazione al capitale non scalfigge minimamente la natura pubblicistica dell’Ente. In un Ente di Diritto Pubblico infatti non c’entra un tubo chi possiede il capitale.
    Se Bd’I fosse privata, non si parlerebbe di partecipazioni e quote ma di azioni, ed il termine azioni implica diriti che i partecipanti a Bd’I non hanno e che non possono avere.
    Non esiste in Bd’I, infatti, la classica Assemblea dei soci di una società privata, per non parlare del Consiglio di Amministrazione. Come spero lei sappia, il governatore (e penso anche i funzionari apicali) è scelto dal Consiglio dei Ministri (e l’ultima volta con Visco la disputa fu tra candidati voluti dal PDL e quelli voluti dalla LEGA) e nominati con DPR dal Presidente della Repubblica. Tutti i funzionari, poi, sono dipendenti pubblici entrati per concorso bandito su Gazzetta Ufficiale.
    Ai privati spettano competenze quali gestione amministrativa, controlli della trasparenza dell’ente e poteri consultivi (a volte obbligatori come quelli per la scelta del Governatore, ma mai vincolanti… e infatti il governo ogni volta se ne sbatte del parere dei partecipanti). Spetta loro anche, su decisione del governatore, il godimento di una percentuale non superiore al 4% (una somma veramente risibile negli ultimi decenni) dei rendimenti da emissione di moneta (signoraggio) che per il resto va allo Stato sotto forma di imposte che l’ente comunque paga o per diritto assicurato dallo Statuto di BCE (quindi per l’ammontare corrispettivo alla quota di Bd’I all’Istuzione Europea della BCE).
    SPero lei non sia caduto nelle bufale circa le teorie complottiste sul signoraggio di cui il web è pieno e che ovviamente Studiosi come Bagnai, Borghi e co. si rifiutano anche minimamente di sostenere.
    Il signoraggio, infatti è oggetto di profondo studio per gli economisti. E’ il rendimento da operazioni di mercato aperto della Banca Centrale. Se è vero che costituisce un vantaggio per lo Stato (quella dei privati è invece è una bufola anche matematicamente insostenibile, ma non mi dilungo) rappresenterebbe una tassa pesante per la popolazione. La Teoria economica è interamente concorde per spingere le Bance centrali a non puntare sul signoraggio per sostenere idee di crescita. Questo però non c’entra assolutamente nulla con le palle di cui è pieno yotube e facebook e con il fatto che qualche “intelligentone” sfrutta la rabbia della povera gente per fare soldi o per ottenere posti in parlamento.
    Spero di esserle stato utile e di aver contribuito alla discussione.
    Un caro saluto,
    Biondino Francesco Mercuri

    • Salve Biondino Francesco Mercuri la rigrazio per la risposta.
      1) Se ho capito bene lei sta dicendo visto che i politici sono corrotti e seguono interessi di parte togliamogli la sovranità monetaria e diamola ai privati. Nonostante mi consideri un liberale so che a maggior ragione i privati useranno questo potere per interessi di parte perché è nella natura delle cose.
      Mi sembra che sia passati dalla padella nella brace!
      2) Prendo per buone le disquisizioni tecniche sulle intenzioni dei padri costituenti perché ovviamente non ho i mezzi e ne le conoscenze per poter controbattere. Quello che invece non mi convince è che nel nostro caso non stiamo parlando di uno stato “maggiormente avvantaggiato da un accordo patrizio”, in realtà ci sono casi di disparità evidenti. Per esempio l’inghilterra controlla attraverso la quota della BCE l’emissione dell’euro, che è la nostra moneta mentre noi non abbiamo la minima possibilità di influire sulla Banca centrale inglese e la sterlina. A me appare un atto di sudditanza e non credo che i padri costituenti abbiano scritto parole a caso anzi mi sembra che ogni parola scritta nella costituzione abbia un significato profondo.
      Che nel dopoguerra ci fosse un sentimento di riconoscenza e di sudditanza verso chi ci ha “liberato” direi che è normale ma a 60/70 anni di distanza mi sembra un po’ eccessivo.
      3)Non mi riferivo tanto alla natura pubblicistica della Banca d’Italia, su cui per altro non condivido tanto la sua opinione, ma soprattutto il fatto che sia stato allegramente disatteso lo statuto, senza che nessuna forza politica o magistrato o testata giornalistica abbia alzato un dito. E’ possibile che mentre cedevano a privati la banca d’Italia nessuno si è accorto che il suo stesso statuto lo vietava.
      Riguardo al signoraggio le ripeto che non sono uno che crede ai complotti, ciò non toglie che esistano dei redditi dovuti alla emissione di moneta come del resto è sempre successo nella storia di tutte le monete.
      Il problema se mai è quantificare e controllare chi usufruisce di questi redditi che vista la contabilità bancaria credo che non vengano nemmeno tassati. In pratica, chi controlla le banche centrali? Chi fa le leggi bancarie?

  • Leggo una specie di deformazione professionale degli economisti che si schierano pro e contro l’€ , quelli del PUD€ e quelli contro , certamente chi è un neo liberismo autoritario ( il che la dice tutta nella sua contraddizione ) vuole una specie di estinzione di massa darwiniana , gli altri cercano in qualche modo di riregolamentare le cose , ma nessuno mi sembra abbia visto il nocciolo della questione eppure è li sotto gli occhi semplicissima .
    Il denaro alla fin fine cos’è ?
    è una sorta di certificato energetico a valore variabile , per vivere abbiamo bisogno di energia in tutte le forme e in ultima istanza, si pagano solo i costi di trasformazione delle materie prime , la materia prima come tale ha pochissimo valore e in definitiva è quasi sempre inusabile . Da questa congettura ne deriva che quello che ci vuole per risolvere le crisi economiche è ‘energia in tutte le sue forme’ dalla patata al KW a costi limitati ( questo con un’economia sistematicamente più onesta ,per dirla eufemisticamente, cade tutto se la situazione è quella attuale in cui si sono manomesse le basi ) e cosa si è fatto per avere energia a buon mercato in tutte le sue forme ? l’esatto contrario e questo non mi si dica che non è stato deciso e applicato scientemente .
    Storicamente noi tutti abbiamo da sempre avuto 1 fonte di energia principale: il Sole e fino ad un certo punto abbiamo usato solo quella , poi ci siamo un po avvicinati al nucleare con tutti i pro e i contro che ne sono derivati , ma in la parte grossa è sempre stata solare , carbone petrolio e metano sono energia solare fossile solo non facilmente disponibile a tutti ,ora la cosa necessaria è convertire al max quello che ci arriva dal Sole in tutti i modi possibili (dal prezzemolo al KW ) ecco la crescita sostenibile e l’aumento del PIL senza controindicazioni , tutti gli altri modi portano a scompensi di debito per le zone importatrici nette di energia che poi deve essere in qualche modo compensato o semplicemente non pagato ( ma qualcuno potrebbe esserne risentito …. ) ricordiamoci sempre che il denaro è una specie di certificato energetico e se importi energia dai in cambio denaro o altra ‘energia’
    o tiri il bidone , altro non esiste , del resto ci sono solo 2 possibilità di pagare un debito : pagarlo o farlo pagare ad un altro , l’altro può essere il portoghese di turno che passava li per caso o lo stesso debitore che se lo accolla come perdita .
    Un micro esempio di tutto ciò è il mulino ad acqua e poi la derivante industrializzazione partita in tutte le zone dove c’era disponibilità di energia a basso costo , queste realtà si sono estinte nel momento che in cui il costo energetico non era più favorevole o per concorrenza o per tassazione mirata . Una area esemplicativa è il Biellese , nato con il facile approvigionamento energetico ,ha quasi del tutto abbandonato le sue risorse che erano idrologiche locali e ha avuto le prime crisi ancor prima delle crisi finanziarie fino a contrarsi completamente man mano che i costi di produzione aumentavano, tendenzialmente collegati al maggior costo energetico .

  • Queste persone aiutano ad aprire la mente!
    Vorrei segnalare per un’intervista l’ottima Solange Manfredi.
    Cercate su youtube parla di cose davvero interessanti.

  • Mr Age. 1) La sovranità monetaria non l’abbiamo data a privati, ma ad una autorità pubblica indipendente dal governo. Anche i giudici sono indpendenti dal governo, lei si domanda forse se i giudici sono privati???
    La BCE, ad esempio non solo è pubblica, ma è addirittura Istituzione UE (art. 13 TUE) così come Il Parlamento, Il Consiglio Europeo, Il consiglio UE, la Commissione, La corte dei Conti e la Corte di Giustizia.
    Draghi è stato scelto dal Consiglio Europeo (capi di stato e di governo) ed è stato eletto a maggioranza dei 2/3 dall’eurogruppo.
    Deve rispettare i trattati UE ed è vincolato (purtroppo per noi troppo rigidamente) da questi e dalla Statuto.
    …E poi io non ho parlato di politici corrotti. Per carità ce ne saranno, ma io ho parlato del normale atteggiamento del politico, che anche in buona fede è spinto a farsi rieleggere. Se lei fosse sindaco del suo paese, vorrebbe costruire strade, aggiustare la rete fognaria, portare la luce dove non c’è, ben sapendo che alzare le tasse potrebbe comportagli danni dal punto di vista del consenso. Se ha l’emissione di moneta come arma la usa. Ad essere danneggiati saranno le future generazioni, ma le future generazioni non votano alle prossime elezioni. Mi capisce??
    Quindi non corrotti, ma semplicemente non lungimiranti. E questo ci è andato bene… A tutti andava bene quando godevamo delle baby pensioni a 40 anni, quando assumevano decine di migliaia di forestali (e io che sono un calabrese lo so bene…) o si rifacevano le strade la settimana prima delle elezioni. Anche i lungimiranti sono stati spinti a fare in quel modo. Se alzi le tasse perdi le elezioni, le le abbassi e aumenti la spesa le vinci…
    2) deve sapere che l’Inghilterra (si dovrebbe dire Gran Bretagna) non gode dei diritti della partecipazione all’euro, così come non è obbligata ai doveri. La sua quota di partecipazione a BCE è, infatti, in Stand by (così come prevede lo Statuto) in attesa del suo ingresso nell’Euro. Non prende parte al Consiglio dei ministri UE quando si decidono questioni riguardanti l’EURO (cosiddetto “eurogruppo”) così come il governatore della BoE non fa parte del consesso di governatori guidato da Draghi.
    3) non esiste alcun mistero su chi beneficia dei rendimenti da emissione. BCE li gira alle banche centrali e queste li trasferiscono agli Stati. PUNTO!!! Semplice semplice. Pensi, ad esempio, al fatto che Draghi ha imposto che i rendimenti dei titoli greci che lui ha comprato per contenere lo spread greco non seguano l’ordinaria spartizione ma che vadano al governo ellenico. Non è tantissimo, ma è comunque una cosa buona.
    Le palle sulle teorie del complotto non hanno motivo di esistere. Perchè se i privati godessero del signoraggio (calcoli che per i pallisti signoraggio è anche il valore nominale della banconota, il che è assurdo), ci sarebbe un aumento enorme dell’offerta di moneta. Mentre invece BCE al momento di ricevere i proventi dei titoli acquistati ritira e manda al macero la moneta (o la riutilizza, se ancora in buone condizioni per le operazioni successive).
    Se lei va a vedere il bilancio della Banca d’Italia, all’ultimissima pagina vedrà il quadro completo.
    Da Statuto ai privati italiani va un massimo del 4% della quota spettante all’Italia (siamo nell’ordine di un milioncino a testa). So che è deprovevole anche quel 4% che solo l’Italia riconosce a privati, ma se lei pensa che aziende private italiane (anche improduttive) beneficiano di 30 miliardi all’anno se ne farà una ragione…
    Le banche private stesse che sono partecipanti non sono tanto entusiaste della loro partecipazione a Bd’I, vorrebbero uscirne ma vorrebbero che lo stato si riacquistasse la loro quota, rivalutata all’inflazione di 70 anni. Deve sapere che il capitale è di soli 156 mila euro 🙂 (che nel ’36 erano 300 milioni di lire e quindi comunque tanti soldi). Intesa San Paolo e l’anno scorso MPS hanno infatti chiesto di uscire dalla partecipazione e hanno chiesto allo stato di riprendersi la quota comprandola. Capisce bene che non ci converrebbe dare miliardi di euro a privati.

    • Grazie ancora per la risposta e le “consulenze”!
      Ci sono alcune cose che continuano a non essermi molto chiare.
      Se è vero che la Bd’I è un istituto di diritto pubblico e il governatore è espressione del consiglio dei ministri, è altrettanto vero che l’organo decisionale della Bd’I (consiglio superiore) è formato da 13 consiglieri nominati nell’assemblea dei partecipanti al capitale che sappiamo essere privati e Il governatore vota soltanto in caso di parità. Sinceramente nonostante non sia un vero e proprio consiglio di amministrazione diciamo che gli assomiglia molto.
      Ho guardato bilancio della Bd’I non c’è traccia delle banconote mandate al macero e di quelle arrivate dalla “Tipografia” e quindi non c’è un molta chiarezza su che fine fanno questi soldi. Senza considerare che la moneta viene messa a bilancio in passivo quando esce dalla Bd’I , ma stranamente non c’è traccia dell’attivo quando entra.
      Per quanto riguarda la rivalutazione del capitale sarebbe sacrosanta, però sarebbe interessante sapere quanto è stata pagata con le privatizzazioni, anche se ho il dubbio che non lo sapremo mai ne io ne lei… Da quello che mi risulta è stata acquistata ad prezzo simbolico.
      Non ho capito inoltre se lo statuto della Bd’I ha valore legale o no, perché nel momento della privatizzazione del capitale vietava la cessione ai privati. Questo renderebbe la vendita illegale?
      Lei da avvocato potrebbe chiarirmi questo ultimo punto che secondo me è di fondamentale importanza.
      La ringrazio nuovamente per la sua pazienza.

  • Ma come???? Claudio Messora Intervisti Nino Galloni per quasi un ora e non poni nemmeno una domanda in modo esplicito sulla questione SIGNORAGGIO???? NON HO PAROLE!!!

  • per baradel, perchè non ho capito ancora come si quota un post.
    perchè leggere un libro di economia è semplice, perchè spegere la tv (che ci hanno propinato per 50 anni) è semplice, spero che il post sia per spronare… grazie.

  • E’ qui che casca l’asino.
    hai esordito dicendo che ti bannano, dando dell’gnorante e del mentecatto occulto a destra e a manca. poi qualcuno di manda a quel paese e l’unica cosa che sei capace di rispondere è la minaccia del tribunale. E’ stupefacente come i giovani siano indirizzati monotematicamente e convintamente a sciacciare la liberta’ degli esseri umani verso il basso. devo ammettere che gli spin doctor fanno un ottimo lavoro soprattutto nelle facoltà di economia e legge. vengono fuori tutti con lo stampino, gli economisti tutti monotematici e unidirezionali e gli avvocati tutti minacciosi attraverso l’uso della clava della magistratura. io ho il triplo della tua età e sono 35 anni che faccio master ogni giorno per portare avanti la famiglia. e’ inaccettabile un parere arrogante da uno sbarbato che ciuccia ancora latte dalla mammella. La provocazione è stata scritta con un linguaggio ad ok con l’intento di strappare frasi che già immaginavo e che hai confermato pienamente e cioè avremmo una classe dirigente di illuminati che non amano essere contraddetti, esattamente come e’ adesso. in quanto ai cessi: è un normale lavoro se svolto con onestà, poco interpretabile e poco discutibile. non si puo’ dire altrettanto degli avvocati, in italia c’e’ un popolo di avvocati minacciosi, che spesso si lamentano quando ad esempio entrano in ospedale e trovano sempre un medico che dichiara che su quella patologia è poco ferrato e che quindi è meglio cercare qualcuno piu’ preparato. e’ altresi’ innegabile (altrimenti dimostrerei disonestà intellettuale) che qualcosa in zucca ce l’hai, ma nel futuro adoperala meglio e cerca di pensare che qualsiasi cosa tu faccia o dica il tuo interlucotore e’ una persona del genere umano e gli umani hanno dei sentimenti.
    prima ti ho maltrattato e adesso ti abbraccio con l’affetto che si deve ad un giovane uomo.

    • Senta, io non l’ho minacciata affatto. Anzi le ho anche detto che non mi metto a perdere tempo con una persona maleducata che me ne ha dette di tutti i colori (anche molto immaginifiche e divertenti oltre che con tremini originali).
      Se il suo messaggio integra la fattispecie di un reato che prevede anche la limitazione della libertà personale non è colpa mia.
      Non ho rancore nei suoi confronti; non le avevo nemmeno rivolto parola fino a quando non ho letto il messaggio in cui mi diceva che ero una “scatola cranica priva di emisferi”, “che ho le dita scollegate dalla corteccia”; che “digito Minkiate”, che sono un “coglione”, ecc.
      Spero che capisca che il suo commento non è affatto opportuno e soprattuto rappresenta una risposta spropositata a commenti miei nei quali manifestavo la mia opinione senza aver detto nemmeno una parolaccia e senza aver utilizzato epiteti volgari nei confronti di nessuno.
      Forse le manca un po’ di riposo. Si rilassi, che io non gli fatto nulla.
      Non gradisco però ricevere ulteriori insulti. Crede di potercela fare?
      Le mando un saluto.
      PS: si scrive “ad hoc”.

    • Preso dall’ira, non avevo letto le ultime frasi concilianti che mi ha scritto. Vediamo di non trattarci male. Se mi conoscesse nella realtà, si renderebbe conto che sono una persona umile, disponibile,buona e che rispetta tutti. Non mi azzarderei mai ad avere un atteggiamento violento nei confronti di una persona più grande di me.
      Qui su internet vengono meno alcuni inibitori che nella vita reale ci fanno essere più cauti e calmi.
      Mi scuso per i messaggi che l’hanno portata a “sgridarmi” e le mando un saluto.
      Biondino Francesco Mercuri

  • Salve ancora Mr. Age: le rispondo telegraficamente punto su punto.
    E la ringrazio per la cortesia che mi sta dimostrando a raffronto delle offese che mi pervengono da altri utenti. Evidentemente risulto antipatico.
    Sul consiglio di amministrazione lei dice giusto: sono i privati a decidere. Ma questi possono decidere solo per ciò che riguarda le loro competenze che sono appunto, come le avevo scritto, di gestione amministrativa, di vigilanza e di controllo. Sempre come le avevo detto, fornisce il parere per la nomina del governatore (obbligatorio ma non vincolante come già detto). I privati non possono quindi mettere voce sulle questioni riguardanti la politica monetaria (cosa che spettano ad altri organi come il direttorio anche se come sa benissimo la palla dal 1999 è passata al livello europeo).
    Sul bilancio di una banca centrale (non si offenda) ma credo di aver notato delle sue lacune di elementi di contabilità. Fino a quando non mi sono messo a studiarli anch’io (io avevo fatto lo scientifico, non ragioneria) non ci capivo un tubo. Non è grave :-)!
    E’ normale che la moneta emessa venga messa nel passivo. Cerco di essere sintetico al massimo: così come in un qualsiasi bilancio di una banca, di una società, di una azienda, di una famiglia ecc. , tutto ciò che viene incamerato (pensi ad un capannone di una impresa) rappresenta l’attivo, tutto ciò che viene dato o che deve essere dato in controprestazione per pagare l’attivo va in passivo (ovviamente la moneta che per la BCE è passivo, rappresenta l’attivo per chi ha venduto i titoli, mentre i titoli che compra BCE sono l’attivo di BCE ed il passivo di chi ha emesso il titolo). Ho visto anch’io video ridicoli dove si dice che la banca centrale “trucca” il bilancio, ma questa è una panzana epocale da 4 in qualsiasi materia di contabilità. Se non le è chiaro questo punto, me lo richieda che provvedo a spiegarmi con più semplicità. Sappia che l’argomento è il c.d “bilancio a partita doppia”.
    Riassumendo: l’attivo di BCE è rappresentato dai titoli posseduti in portafoglio, il passivo di BCE sono le banconote emesse (moneta ad alto potenziale). Una volta rientrata la moneta, viene tolta dalla circolazione (distrutta, fatta fuori, mandata al macero, messa in riserva, faccia lei). E’ proprio quello che si fa quando si fa una politica monetaria restrittiva.
    Quando infatti si fa una politica mon. espansiva, si emette moneta e si comprano titoli. QUella moneta determina un aumento dell'”offerta di moneta”, che fa abbassare i tassi d’interesse (non mi metto a spiegarle il perchè altrimenti finisco domani, ma si fidi) e può stimolare la crescita, ma porta con se i rischi di inflazione. Questa è quella che per limitazioni statutarie, Draghi trova difficoltà a fare (ma i prestiti dell’anno scorso alle banche erano proprio questo…).
    Quando invece si fa politica mon. restrittiva, si vendono i titoli in portafoglio, si ottiene la moneta in cambio che viene ritirata dalla circolazione. Minore offerta di monetà comporterà un innalzamento dei tassi d’interesse, che disincentiveranno gli investimenti, che faranno rallentare le spinte inflazionistiche ma anche la crescita (capisce bene che queste politiche si fanno quando si vuole moderare un’espansione incontrollata e che porta inflazione, e qui invece Draghi non avrebbe limiti statutari.
    Se fosse vero l’assunto dei signoraggisti, se ciò la moneta ritirata, non fosse distrutta ma data a privati, non potrebbe mai ridursi l’offerta di moneta (in realtà alla fine è una riduzione dell’aumento dell’offerta di moneta), non sarebbe possibile alzare i tassi di riferimento e non sarebbe possibile contenere l’infalzione.
    In ogni caso (speriamo) Draghi dovrebbe comunicare una diminuazione dei tassi allo 0,5%, dallo 0,75% precedente. Come ci riuscirà? Provo a spiegargli il meccanismo dei tassi: emetterà tanta moneta fino a quando il valore dei titoli salirà e il valore delle cedole(interessi) si ridurrà.
    Come vede, non è vero che BCE non stampa come si è scritto in abbondanza in questo blog. E’ purtroppo vero che questa politica monetaria è zero in confronto a quella della Fed e quella della BoJ.
    Chiudo sullo Statuto: certo che ha valore legale. E’ approvato con legge della Repubblica. Il punto è che non è stato tecnicamente mai violato.
    Mi spiego: non si è mai deciso di vendere le quote di banca d’Italia (capisce???). Sono stati, viceversa i detentori di queste quote ad essere stati privatizzati. E’ stata quindi la situazione di fatto a far venir meno la previsione legislativa. Le quote quindi non sono mai state vendute. Sono rimaste agli enti che però da pubblici, sono diventati privati (alcuni di essi ora hanno cambiato nome, altri sono falliti, altri sono stati ceduti, hanno ricevuto scalate, OPA, ecc.)
    Non è stato svenduto nulla quindi. E’ probabile invece che ad essere stati svenduti sono stati gli enti bancari e assicurativi, prima pubblici. Ma questo è normale quando lo Stato decide di vendere. Esempio: Se domani mattina lo stato mettesse sul mercato tutti gli immobili che ha, con l’aumento enorme dell’offerta e con la consapevolezza della volontà di vendere, è normale che i prezzi si riducano.
    La mando un saluto.

    • Salve ancora Biondino Francesco Mercuri
      Cerco anch’io di argomentare telegraficamente.
      Se capisco bene mi sta dicendo che va tutto bene perchè i privati non possono mettere bocca sulle questioni monetarie però per quanto riguarda la vigilanza e alcune altre funzioni la Bd’I è una banca a controllo privato. Non le sembra che sia in netto contrasto con la natura giudiridica di istituto di diritto pubblico? Oltrettutto le banche proprietarie del capitale sono le stesse che vigilano il sistema bancario. Mi sembra che ci sia un bel conflitto di interessi, non crede?
      Per quanto riguarda il bilancio concordo con lei che sia tutto legale, quello che non appare dal bilancio e non è controllabile, è quanta moneta viene distrutta.
      E’ ovvio che quando la moneta esce dalla banca venga messa a passivo, ma non c’è nessuna evidenza di quando la moneta entra nella banca prima di essere messa in circolo, come se la moneta nascesse all’emissione, in realtà come ben sa le cose vanno po’ diversamente. In una azienda o in una attività commerciale esiste traccia dell’entrata nel magazino e di quella in uscita, inoltre il magazino fiscale di una ditta tiene conto del plusvalore dovuto alle lavorazioni varie.
      Scusi se mi permetto ma credo che dovrebbe rileggere il vecchio statuto che vieta in modo molto chiaro la proprietà privata delle quote.
      “Il capitale della Banca d’Italia è di 156.000 euro rappresentato da quote di
      partecipazione di 0,52 euro ciascuna . Le dette quote sono nominative e non
      possono essere possedute se non da:
      a) Casse di risparmio;
      b) Istituti di credito di diritto pubblico e Banche di interesse nazionale;
      c) Società per azioni esercenti attività bancaria risultanti dalle operazioni
      di cui all’ art. 1 del decreto legislativo 20.11.1990, n. 356;
      d) Istituti di previdenza;
      e) Istituti di assicurazione.
      Le quote di partecipazione possono essere cedute, previo consenso del
      Consiglio superiore, solamente da uno ad altro ente compreso nelle categorie
      indicate nel comma precedente.
      In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione
      maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui
      maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici.“
      Credo che la parte finale tolga ogni dubbio.
      La ringrazio per la cordiale discussione, ma le ripeto che non sono un signoraggista e non credo ai complotti però ci sono evidenze di gravi malfunzionamenti nel nostro sistema monetario e bancario e sto cercando di studiarle e capirle a fondo senza pregiudizi.

  • Hey tu , byoblu , prova a postare questa roba nel blog di Grillo ,vedrai che hanno messo dei filtri su sta roba ,
    talmente in malafede . Dai , ti sfido ! Non lo farai , lo so !
    “Prima delle elezioni 2001 nella trasmissione ” Raggio Verde ” di Michele Santoro , Maurizio Belpietro ( detto scucchione ) riportò le accuse di Beppe Grillo rivolte al Presidente della Rai Zaccaria di aver assoldato e mobilitato la tv pubblica contro Berlusconi . Subito dopo questa trasmissione ( uno – due giorni prima delle elezioni ) Beppe Grillo telefonò a Maurizio Belpietro complimentandosi con lui per aver ricordato quell’episodio .
    Dalla trasmissione “In onda ” del 12 / 6 / 2011
    http://www.youtube.com/watch?v=jtSakeS7hpg
    dal minuto 45 ,14 fino al min 47
    Maurizio Belpietro ricorda :
    ” La Rai , come svelò Beppe Grilllo , era stata ingaggiata , mobilitata tutta quanta da Zaccaria – l’allora presidente della Rai – per schierarsi contro il centrodestra , e questo lo disse Beppe Grillo che si ribellò a questa strategia . […] Grillo mi telefonò dopo la trasmissione e mi disse – ” Hai fatto bene a ricordare questa cosa ,Zaccaria mi chiamò voleva che io scendessi in campo per fare campagna politica contro Berlusconi , voleva organizzare tutta la Rai contro Berlusconi ” – ” […]”
    H….!

  • Galloni dice:
    “Non ci dimentichiamo che in Italia siamo depositari di due brevetti fondamentali, uno è dell’Italgas e l’altro dell’Ansaldo, per produrre degli apparati relativamente piccoli che consentono al chiuso, quindi senza emissioni, di trasformare i rifiuti in energia elettrica e in altri sottoprodotti utili per l’agricoltura e per l’edilizia.”
    C’è modo di chiarire a cosa si riferisca?
    Uno dei modi in cui siamo stati sabotati è che la nostra grandissima creatività, non solo nel campo della moda, è stata bloccata a favore di industrie straniere. La Olivetti faceva mainframe e ha inventato il personal computer molto prima della IBM (vero, controllate pure in rete) . Il common rail è stato inventato da noi. La monovolume è la 600 multipla degli anni 60. La vespa è uno scooter ecc.

  • Domanda : perchè la Germania è un paese forte e l’Italia è un paese debole ? Con l’euro ho finalmente potuto girare per l’Europa con un costo accessibile,senza problemi di cambio : sembrava e sembra un sogno ! Spesso ho trovato arance siciliane in Germania ad un prezzo inferiore a quello della mia città.Dell’introduzione dell’euro hanno approfittato prima di tutto i commercianti, tutti, che hanno fatto il cambio a 1000 lire raddoppiando i prezzi e poi di seguito tutti coloro che hanno potuto si sono adeguati.Gli unici che non lo hanno potuto fare sono pensionati e lavoratori dipendenti.Dimostrazione che il legame sociale che dovrebbe unire i cittadini non c’è proprio : c’è solo egoismo : mors tua vita mea. Vi ricordo che in Germania b sarebbe in galera insieme a diversi altri che ora sono parlamentari e forse anche ministri.Non ho alcuna voglia di tornare a competere svalutando la liretta sulla pelle dei lavoratori e sono sicuro che se dovessimo uscire dall’euro in prov. di Bolzano dove vivo, la maggioranza chiederebbe l’autodeterminazione per poter tornare con l’Austria.

  • Ho letto più di nu commento del Sig. Biondino e la cosa che più mi da fastidio è che a suo dire sembra impossibile che Stati, Finanza, Potere privato, possano avere forti interessi e per questo esercitare pressioni ed influenze politiche su altri Stati, con tutti i mezzi possibili
    .
    Per lui tutto questo sarebbe fantapolitica.
    Se tutto è riducibile ad un incapacità dell’Italia ad esser competitivi e i cosiddetti intrighi internazionali, i servizi segreti, gli omicidi illustri, le guerre politiche sono un invenzione, allora è proprio vero, I CATTIVI ESISTONO SOLO NEI FILM e questo pianeta è popolato da brava gente, onesta e lavoratrice, un mondo da fiaba!

  • @NeroLucente
    BIONDINO è un TROLLAZZO che fa DISINFORMAZIONE ripetendo come un mantra FESSERIE della PROPAGANDA NEOLIBERISTA.
    Su certi temi vengono sguinzagliati sti malefici TROLL
    Biondino è il tipico ragazzino dilettante che viene infarcito di ideologia in un certo tipo di consessi.
    Sono francamente incazzato con NOVECENTO e MR.AGE che sono stati al gioco – signori:
    <>
    Non so più come spiegarlo in questo forum.
    Questo imbecille spara una marea di castronerie per di più OT.
    Se avesse il MINIMO di competenza sindacale avrebbe risposto punto a punto a GUGLIELMO.
    Abbiamo fior di economisti (VERI) che sono in “contatto” con Claudio per cui non è difficile farsi chiarire dei dubbi: dai Galloni, dai Bagnai, dai Borghi…
    Basta dar spazio ai disinformatori e ai troll. La rete è l’unico spazio libero per far un po’ di approfondimento pubblico.
    Alle prossime elezioni ci vogliono almeno 51% dei cittadini informati se no ci troviamo con questa ciurma di banditi uniti formati dagli scagnozzi di Berlusconi e di Bruxelles fin che morte non ci separi.

    • Ciao Virus,
      tempo fa avevo introdotto l’argomento su quale atteggiamento tenere con i troll. Sembra che non esista un codice di comportamento. Nella fattispecie ho seguito il thread tra Biondino e Mr Age e mi sembra che gli argomenti di Mr Age siano stati molto più convincenti ed esplicativi di quelli di Biondino. Mi sembra in questo caso utile aver risposto con chiarezza ed aver fugato ogni dubbio. A mio avviso quando si hanno le competenze e il tempo di rispondere è bene farlo. Sono comunque aperto ad un dibattito su questo argomento.

    • Salve Virus,
      Per quale motivo mi deve insultare? Per quale motivo deve mostrarsi un maleducato?
      Io non sono affatto un neoliberista. Anzi…Mi trovo in pesante opposizione ad esempio con teorie come quelle di Lucas e Sargent di equilibrio senza disoccupazione involontaria, di equilibrio generale intertemporale di Arrow-Debrew, della RBC di Kydland e Prescott, o di Friedman della neutralità della moneta. Politicamente, poi, non sono affatto di destra. Sono un antiberlusconiano fino al midollo. Altro che banditi di berlusconi. La volta che ho votato più a destra fu quando votai i socialisti di Boselli nell’Uninione di Prodi.
      Il problema sa qual è? Che appena si trova di fronte a qualcuno che dice cose diverse da quelle che ha sentito dire dai suoi “idoli”, lo bolla come “neoliberista”, quando (a mio avviso) non ha mai studiato la materia e non capisce nemmeno di cosa si stia parlando.
      Lei è una persona profondamente ignorante e questo lo si capisce dal suo assolutismo con una visione manichea del mondo, tipica della massa prima delle dittature. Fascismo e nazismo nascono da contesti in cui le persone diventano assolutiste come lei sta dimostrando di essere.
      Gli stessi economisti liberisti ad esempio sono e sono stati studiosi geniali, pacati, serissimi e rispettabilissimi, spinti dai più alti ideali di benessere dalla collettività. Dimostrano matematicamente, attraverso i loro modelli, come si può raggiungere il livello massimo di benessere sociale.
      Se li studiasse lo saprebbe. Peccato che è vittima di pregiudizi e di ingoranza… Prima di criticarli (come nel mio piccolissmo faccio io, sentendomi più vicino ad altre scuole di pensiero) bisognerebbe conoscerli….
      Per quel che riguarda Guglielmo… non si preoccupi. Prendo tempo e gli rispondo punto su punto. La mia difficoltà nel rispondergli sul contenuto era semplicemente dettata dal fatto che mi aveva riempito di insulti e aveva scritto un km di cose. Molte cose poi erano esatte, molte altre erano opinabili anche se non sbagliate.
      Quella risposta richiedeva un tempo che per uno che non si gratta le p…, è difficile da trovare. Non si preoccupi comunque… in questi giorni esperrò la mia.
      Provi a rispettare le opinioni altrui invece di inveire in maniera gretta. Sa… questa è la democrazia! Ne ha mai sentito parlare? Ha mai cercato di scovarne il significato?
      Cordialmente,
      Biondino Francesco Mercuri

    • Ma dai Virus, ……..lascia stare….non puoi incazzarti per due minchiate scritte da un ragazzo. A quell’età pensano di sapere tutto e quelli come me di 53 anni sono vecchi decrepiti senza idee. Quando capitano ragazzi cosi’ gli si da un calcio in culo come ho fatto io e gli si segnala di imparare a usare il cervello. Tutto qua. incazzarci per queste cose non è la soluzione, siamo tutte persone appartenente al genere umano. Quandu succede cosi’ non è che puoi eliminarle le persone, gli dai un calcio in culo e via!!
      ciao amico

  • un mio commento all’intevista postato su conflittiestrategie, sul quale scrivo “il link di una intervista molto significativa a Nino Galloni da rileggere, però, con le chiavi di interpretazione offerte dal nostro sito. Rappresenta, a mio avviso, il punto di vista di un “sovranista” di quella componente che tende a salvaguardare il ruolo del paese attraverso una alleanza diretta con gli americani, meno mediata dall’Unione Europea. Non a caso magnifica il ruolo delle partecipazioni statali, sopravvaluta la qualità del processo di industrializzazione italiano negli anni ’70, sottolinea l’influenza britannica sulle politiche americane e parla dell’egemonia americana più di un passato che di un presente. Molte informazioni e tesi dell’intervista possono essere rielaborate secondo la teoria dei conflitti tra gruppi strategici presenti all’interno degli stessi paesi e intrecciati e gerarchizzati nell’agone mondiale. Merita sicuramente un nostro articolo, appena avrò un po’ di tempo ci proverò”

  • Una delle prerogative delle teorie economiche è che alcuni punti non possono essere così discordanti, per affrontare momenti di crisi come quello attuale. I numeri non sono un optional e se in matematica e geometria ci sono postulati le cui dimostrazioni portano tutte ad un’unica dimostrazione non vedo perchè i luminari della scienza economica adattano numeri e teorie alle loro posizioni ideologiche. Ogni teoria economica deve essere supportata da quella politica, altrimenti i numeri e le teorie vengono manipolate da speculatori che pur di fare affari d’oro assoggettano stati e società ai loro voleri. Purtroppo la storia raccontata da Galloni è dimostrabile e reale come non mai. Se proviamo a guardare cosa successe in casa nostra all’indomani della crisi del 29, il fatto storico è che per uscire dalla crisi ci fu un intervento dello Stato nell’economia che non fu solo una prerogativa fascista. Lo stato intervenne nella politica creditizia e degli scambi. Stati Uniti, Germania, Giappone furono i paesi in cui maggiore fu l’incidenza sotto diverse forme dell’intervento pubblico nella riorganizzazione del sistema bancario e nel controllo della massa monetaria,nella produzione di beni strumentali nell’esecuzione di grandi lavori di dotazione infrastrutturale, nella regolamentazione dei prezzi e dei salari, nella distribuzione delle materie prime,nella disciplina degli investimenti e degli scambi….. Attualmente cosa si sta verificando? Si sta cercando in ogni modo di far fallire gli stati imponendo una moneta come l’euro emessa da una banca privata come la BCE che vende il denaro e impone un cambio fisso attraverso regole ferree. Di questo passo, senza una politica industriale con il tessuto produttivo ridotto all’osso saremo costretti ad essere i lustrascarpe della Germania.Nuovi “Sciuscià” crescono

  • Salve Mr.Age,
    Anch’io penso ci sia un conflitto d’interessi grande come una casa e che quella dei partecipanti è un’anomalia bella e buona. Pare che per altri sia invece indice di ottima cooperazione tra privati e stato e indice di “sussidiarietà orizontale” così come voluta dalla nostra costituzione all’articolo 118, comma quarto. Io li caccerei tutti i privati di lì. Calcoli però che il lavoro di vigilanza, Bd’I lo deve fare lo stesso e lo deve fare bene per LEGGE. Le vicende processuali dell’ex governatore Fazio e quelle recenti per la MPS sono esemplificative al riguardo. La legge la devono rispettare tutti, pure i banchieri (per fortuna).
    Questo però non toglie, quello che le ho scritto fin ora, e cioè che non hanno mai fatto e non possono farci danni per quel che riguarda la politica monetaria…
    Un ente preposto alla politica monetaria cerca di farci crescere, e la crescita economica porta benefici a tutti. A noi cittadini e soprattutto alle banche. Se il PIL cresce le banche ottengono profitti (i depositi bancari e gli investimenti aumentano ad esempio, e questo li fa ingrassare una bellezza). La recessione fa male a tutti. Pure ai banchieri… (non so se ha controllato il valore delle azioni delle banche europee negli ultimi anni??—)
    Sulla questione della moneta ritirata invece la cosa è trasparente. BCE infatti comunica l’ammottantare in circolazione di base monetaria (moneta ad alto potenziale—> le banconote di carta per intenderci). Non le so dire se comunica i dati di quella che manda al macero (ma credo di sì), ma questo cosa le importa? 😀 Se la mette in riserva o se la manda al macero, comunque non la mette in circolazione e l’ammontare in corcolazione determina il tasso d’interesse di riferimento.
    Consegnarla a privati significherebbe metterla in circolazione. Se lo facesse, sarebbe facile accorgercene perchè l’equilibrio offerta/domanda di moneta in un asse cartesiano dove nelle ascisse c’è la moneta e nelle ordinate il tasso d’interesse ci darebbe un risultato incompatibile con i numeri che BCE ci comunica.
    Non ho capito invece il riferimento alla vera moneta, o non ricordo cosa bene ha detto.
    Calcoli che io sto parlando di “base monetaria”, cioè delle banconote stampate, non della moneta in circolazione che è invece costituita anche dalla moneta bancaria (per via del moltiplicatore bancario, quello che per i signoraggisti sarebbe il signoraggio secondario :-D) e poi di strumenti via via meno liquidi (a secondo se per moneta si voglia comprendere le cosiddette M3, M4, ecc…) che ovviamente fanno si che l’offerta di moneta (e quindi l’offerta totale di moneta in circolazione) sia notevolmente superiore a quella delle semplici banconote che emette BCE. Queste si chiamano infatti “moneta ad alto potenziale” proprio perchè destinate a moltiplicarsi.
    So di essere criptico stasera ma mi creda che sono stanchissimo. Abito poco distante dal concertone, ma invece che andare a divertirmi ho passato tutto il giorno sui libri a studiare la politica estera italiana degli anni 70 dell’800. Ci vuole coraggio nella vita :-D…
    Se mi cerca su twitter, mi trova e l’aggiungo, magari certe cose le possiamo discutere con un video.
    Mi piace discutere, e cercare le risposte alle sue domande mi mette alla prova. Nonostante anche oggi abbia letto insulti di chi mi ritiene un disinformatore ed un troll, non sono affatto una persona che ritiene di possedere la verità. Ho studiato molto l’economia e la studio ancora. Conosco discretamente tante scuole di pensiero e cerco di ragionare con la mia testa. Keynes è un mostro sacro. E’ esempio di vita per me :-P. Ma mi creda che lo è per tutti… soprattutto ora che ci si sta rendendo conto che l’austerità ci sotterra e bisognerebbe ripartire con stimoli alla domanda.
    Un saluto cordiale,
    Biondino Francesco Mercuri

    • Salve Biondino
      Mi scusi se la assillo ma sto cercando di sfruttare le sue conoscenze per chiarirmi un pò le idee e approfondire temi di fondamentale importanza.
      Ha detto “Calcoli però che il lavoro di vigilanza, Bd’I lo deve fare lo stesso e lo deve fare bene per LEGGE.” Però le vicende processuali di Fazio, MPS , Bond Argentini, Parmalat etc.. testimoniano proprio la una “cattiva” vigilanza sul sistema bancario, che per altro mi sembra naturale visto che controllore e controllato sono praticamente gli stessi. I processi a fazio e company finiranno tra molti anni e non credo che potrà essere risarcito il danno fatto al paese e ai cittadini che hanno investito i loro risparmi credendo nella vigilanza della Bd’I.
      Riguardo ai membri del direttorio sono nominati (su proposta del governatore) dal consiglio superiore che sappiamo essere a sua volta nominato dai partecipanti al capitale (Privati). Quindi non sarei così sicuro che le politiche monetarie negli ultimi anni della lira siano state indipendenti dal sistema bancario privato.
      http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/consup
      Riguardo alla moneta (cartacea e non) secondo me non c’è nessun documento pubblicato dalla BCE o dalla Bd’I(quindi controllabile) che dimostri l’effettivo ritiro dalla circolazione. Ha mai trovato niente del genere?
      Si è invece dimenticato di rispondermi sulla proprietà del capitale che stando all’ art. 3 dello statuto prima della modifica del 2006 non permetteva il possesso del capitale da parte dei privati.
      In pratica al momento delle privatizzazioni la Bd’I doveva essere “spacchettata” dalle azioni di COMIT etc.. ma non è stato fatto.
      Credo che questo sia il nodo più importante perchè genera i conflitti espressi nei primi due punti di discussione e che danno adito ai signoraggisti di fondare le loro tesi.
      Cordiali saluti
      Mr. Age

  • No scusi, intendevo su skype, sono proprio fuso. Ho letto anche orrori grammaticali, mi perdonerà…

  • Allora Guglielmo, siccome a più riprese mi è stato chiesto di risponderla sui vari punti del suo intervento, sorvolando sugli insulti, provvedo a rispondere facendo finta che lei sia disposto ad accettare le parole degli altri.
    Sul divorzio ho scritto in parecchi altri commenti, quindi non copio ed incollo. Dire però che la Banca d’Italia non volesse curare l’inflazione con il divorzio non è sbagliato… di più… L’indipendenza della Bd’I era infatti voluta al fine di dare la possibilità a Ciampi di alzare i tassi di interesse e iniziare quelle politiche di stretta creditizia che molti paesi erano in procinto di adottare in quegli anni. Come poi avrebbero teorizzato nel loro modello Barro e Gordon, poi Taylor, la filosofia della BC indipendente era quella di non cercare maggiore occupazione attraverso il trade-off occupazione-inflazione, perchè questa non avrebbe portato ad una riduzione della disoccupazione se non nel breve periodo.
    Sul disincentivare la spesa “allegra” dei politici, il suo discorso ci sta. Ma di certo l’indipendenza non l’ha frenata. Ha solo fatto venir meno una copertura della stessa. Fino a quel momento la spesa veniva coperta con emissione, di lì in poi la spesa sarebbe stata a debito… e purtroppo per noi, come lei ha visto, questo non ha disincentivato i politici a spendere meno, anzi…Negli anni 80 le cose sono anche andate bene. La spesa Craxiana ha spostato la IS (per dirla nell’ambito del modello IS-LM) verso destra e fatto crescere alla grande la nostra economia. Un paio di decenni dopo, i nodi sono venuti al pettine.
    Chiudendo questo punto… la saluto, per ora. Sono impegnatissimo. Il prossimo commento lo faccio sull’inflazione dopo una svalutazione.

  • @Mjollnir
    Ciao Mjollnir,
    il mio disappunto con Novecento e Mr.Age non è affatto su come hanno argomentato, anzi.
    Era solo quello di aver dato “troppo spazio” ad un evidente troll.
    La mia opinione è che chi trolla evidentemente (per carattere o per missione) vada o ignorato o bastonato, in modo che abbia la sua “fatica psicologica” a fare il suo sporco lavoro e si possa meritare la sua zozza pagnotta.
    MAI RISPONDERE PUNTO A PUNTO, se no ti imbrattano il blog e ti portano OT.
    Loro devono rispondere punto a punto e mostrare di avere preparazione e uno spirito indipendente. Se no vanno massacrati.
    Dopo le argomentazioni di Guglielmo (essendo pacifiche per chiunque abbia fatto un minimo di approfondimento) il TrollinoBiondino sarebbe dovuto sparire e tornare a studiare.
    La UE li ha a budget per fare proselitismo.

  • @Trollino Biondino
    Con neoliberismo non si intende un pensiero economico (tipo quello delle scuole keynesiane o monetariste) ma si intende un’ideologia strumentale a raggiungere obiettivi ILLIBERALI tramite una dialettica piena di LIBER*
    Che tu fossi un PIDDINO qui NESSUNO ne aveva dubbi (a partire da Guglielmo…;-).
    Ma visto che il PD non esiste più (perchè formato da personaggi che SANNO di SAPERE come te) ora li ho chiamati per quello che sono sempre stati: SCAGNOZZI di Bruxelles, COLLABORAZIONISTI (come te).
    La retorica europeista è infarcita (come la tua) di insulse argomentazioni liberiste PEGGIO della destra conservatrice.
    Le tue sono argomentazioni da Bar dello Sport per cui non passeresti neanche l’esame di economia politica I.
    Spero che ti diano la mancetta per fare sti murales da periferia post industriale.
    Ma, come altri disgraziati prima di te, qui mediamente trovi un livello culturale per scolarizzazione e, soprattutto, per VALORI per cui puoi fare solo pessime figure. Che, d’altronde, stai facendo.
    Spero che ti paghino bene.

    • Se c’è qualcuno che è illiberale quello è lei. Non glielo ha detto la mamma che bisogna rispettare gli altri. Qualsiasi siano le sue idee. E’ questa l’idea che ha di società? Quelli che non la pensano come lei (a prescindere dal torto e della ragine)devono essere insultati???
      Poi le posso chiedere che studi ha fatto e che mestiere fa per dirmi che sono dilettante e che mi pagano per risponderle (certo, come no, viene Draghi la mattina, mi paga il caffé e mi stampa i soldi per rispondere a Virus!).
      No, perchè se lei avesse studiato solo minimamente la giurisprudenza ed il diritto UE, avrebbe imparato che tutto lo sviluppo del diritto italiano in favore della donna, contro le discriminazioni sul posto di lavoro, contro le discriminazioni raziali, contro le discriminazioni sociali, di tutela della salute dei consumatori, di tutela dell’ambiente, di matenimento di condizioni igieniche del posto di lavoro, e potrei citare mille altri casi… ci vengono dall’Europa.
      Tutte le norme volte a favorire il consumatore, contro le truffe, contro lo strapotere delle banche e contro gli abusi dei contratti con asimmetrie informative tra utente e cliente in generale (e qui veramente dovrebbe leggere qualche regolamento UE sui prospetti informativi bancari) provengono dall’impulso europeo.
      Ora ha trovato il nemico a cui dare le colpe, e scarica la sua rabbia arrogante contro il capro espiatorio.
      Qui nessuno ha negato il grosso problema strutturale legato all’euro. Per mancanza di una reale OCA e per vantaggi spropositati che dall’assenza di cambi la Germania ottiene; senza che questa voglia riconoscerli e quindi compensare i vantaggi quanto meno con trasferimenti in stile “roma ladrona” —> Anche se come giustamente dice De Grauwe (in un articolo scientifico del 2001)nemmeno la fiscalità centralizzata risolve problemi, e fenomeni come il leghismo in Italia (che appunto con le disparità tra nord e sud non è mai stata una AVO) lo dimostrano bene. Non riusciamo a far convivere nord e sud italia. Figuriamoci paesi del sud e del nord europa.
      Quando però mi sono limitato a parlare dei problemi strutturali italiani ed al fatto che se tornassimo alla lira questi rimarrebbero intatti e che questi sono i veri problemi di fondo che abbiamo, allora sono un liberista (nelle teorie o nell’anima). Quando pur non essendo affato liberista, non considero un insulto.
      Sa cosa penso? Che con lei butto perle ai porci!!!!
      Anzi, lei detiene il verbo e gente come me andrebbe messa al rogo!
      Tornando seri (sempre in attesa di sapere cosa fa nella vita, per fare affermazioni del tipo “non passeresti neanche l’esame di politica economica ” – anche se l’ho fatto addirittura nel 2005 ed ho anche preso 30 e lode) sono convinto che lei basa la sua conoscenza su google e youtube. Ha letto un mezzo blog di un professore universitario (con tutto il rispetto per quel professore, uno qualunque) e ora si ritiene il Krugman italiano, quando non sa nemmeno come è fatta la copertina dei due volumi Krugman -Obstfeld di economia monetaria e commercio internazionale.
      Un saluto.

    • a Biondino
      si vede che sei nuovo in questo blog, se vai a vedere i post precedenti capirai che l’ utente virus è un troll che, credendo di combattere in questo modo per il suo guru, insulta in ogni modo gli utenti che non condividono il suo pensiero. La cosa divertente è che non cerca mai di controbattere alle tue affermazioni con dati e ragionamenti, ma con frasi fatte e linkando il blog del suo ultimo idolo, il prof Bagnai (che è un ottimo economista, peccato che Virus non capisca quello che scrive, lo segue perchè è attratto dal personaggio, ti ricorda qualcosa?); è insomma un berlusconiano, con l’ unica differenza che ha un nuovo totem, tutto qui.
      La invito a non perdere tempo a rispondergli per non scatenare inutili flame war, stia tranquillo che il suo pensiero, sebbene non condiviso, ha aperto una interessante discussione che ha reso il post più ricco , mentre gli interventi di Virus sono…beh ha capito.
      La cosa che invece non capisco è come pretendere di convincere una persona delle proprie teorie insultandola e dandole del venduto,al massimo la allontani no ? Certe persone sono vere martellate sulle palle per la causa che diffondono.
      PS Prima Messora ha detto che ad ogni utente è concessa la possibilità di esprimersi,salvo ai maleducati; mi chiedo se Bacillo, cioè Virus rientri nella categoria.

  • @Novecento
    Ormai vi considero compagni di lotta 🙂
    Sono un po’ teso perché pare abbia un nuovo competitor che arriva dalla Cina, ma fino ora ha fatto solo 23 morti. Meno di quanti ne fa Bruxelles in un giorno.
    La differenza è che per quelli come noi il vaccino non fa effetto.

    • riguardati il post di claudio sugli spin doctor una intrvista su youtube fatta se non sbaglio a Foa. Funziona cosi’……
      Non ti incazzare, è bello condividere insieme un pensiero su questo blog. Mia mamma (pace alla sua anima) mi diceva sempre: <> bella noo??

    • le vigolette si sono mangiate la frase. Mia mamma dunque diceva: se tornando a casa dai un calcio ad ogni sasso che trovi quando sei sull’uscio ti accorgerai di avere le scarpe rotte.
      ciao

  • Rispondo a Guglielmo sulla svalutazione e inflazione, esaundendo la richiesta di Virus (e i romani con quel nomen omen magari c’hanno visto giusto) appena ho trovato tempo.
    Procederò prevalentemente con il modello AS-AD, anche detto (IS-LM)-AS… che è universalmente riconosciuto… a partire dai keynesiani estremi (che pensano alla AS come sempre orizzontale). Da studioso rigoroso quale lei è sono sicuro che non avrà problema alcuno
    Allora: come lei dice correttamente, una svalutazione non comporterebbe danni alla bilancia commerciale italiana, perchè pare (o almeno ha sempre funzionato così nella storia delle innumerevoli svalutazioni italiane) che L’Italia rispetti la condizione di Marshall-Lerner. La somma cioè delle elasticità di importazioni ed esportazioni è maggiore di 1. Ovviamente trascurando l’effetto J che produrrebbe effetti negativi per la nostra bilancia solo nel brevissimo periodo.
    Con il modello AS-AD, questo comporterebbe uno spostamento dalla AD (per l’aumento delle esportazioni) che farebbe crescere la produzione. Ed ecco qui, la svalutazione ha fatto crescere il PIL e ci ha fatti uscire dalla recessione che ci attanaglia da anni. Pure la disoccupazione è diminuita.
    Cosa succede però nel medio periodo in un paese senza materie prime come l’Italia?
    Succede che seppur si sia verificato un aumento della domanda aggregata, le materie prime per produrre i beni, ora hanno un costo maggiore (proprio per via del fatto che la nostra moneta si è deprezzata). Aumentando i costi dell’imput, e mantenendosi invariato il Mark-up che le imprese vorranno applicare, i prezzi del loro output, come è ovvio, cresceranno. Questo comporterà, quindi, una riduzione del salario reale dei lavoratori. Se questi riusciranno ad ottenere una indicizzazione del salario nominale all’inflazione, i prezzi saliranno ancora di più e la disoccupazione tornerebbe al livello t 0…
    Anche i nostri prodotti hanno ormai perso la competitività che avevano raggiunto con la svalutazione per via dell’apprezzamento reale della moneta.
    All’operatore di politica monetaria converrà a quel punto provvedere ad una nuova svalutazione competitiva. Questa, nella teoria economica, si chiama spirale svalutazione-inflazione. Se poi ci aggiunge il fatto che ritornare ad una banca centrale dipendente dall’esecutivo riproponga la questione del deficit coperto con emissione…
    Ed è quello che abbiamo fatto per decenni… Le faccio a questo punto una domanda. Se io avessi detto “minkiate” come lei sostiene, che motivo avevamo di elemosinare svalutazioni (prima nel sistema BW e poi con lo SME) ogni manciata di anni?
    La crescita non si raggiunge svalutando… e ricorderei che svalutare significa fare i furbi nei confronti degli altri. Gli altri stati potrebbero non prenderla tanto bene e rispondere di conseguenza, con loro svalutazioni o con protezionismo nei confronti dei nostri prodotti Questo soprattutto se si dà ascolto a commenti che ho letto su questo blog che propongono non solo un ritorno alla lira, ma anche l’abbandono di convenzioni internazionali. Non siamo più nel dopoguerra con Bretton Woods. Fuori è una guerra (basti pensare al saving glut e ai global imbalances tra USA-CINA e Japan). Non è che torni a svalutare allegramente e gli altri ti porgono l’altra guancia.
    La crescita si ottiene con cura per l’investimento (e da modello di Solow, richiede risparmio) e con accomulazione di capitale. Seguendo poi i modelli di crescita endogena, la crescita è figlia di accumolo di capitale umano (specializzazione, univeristà e e aggiornamento dei lavoratori) e ricerca e sviluppo. Ebbene, quello che ci divide dalla Germania e che non ci fa stare bene nell’euro, è il nostro bassissimo tasso di produttività.
    Dentro o fuori dall’euro, è questo il male dell’Italia…
    Un saluto.
    PS: se lo ritiene degno di sforzo, il signor Virus, può correggere le mie minchiate (magari punto su punto come la sua filosofia detta). Io sarei felice di essere illuminato da uno che l’esame di politica economica lo passerebbe…

  • @Andrea
    Ciao Andreino, mi sei mancato: visto che bello il tuo PD? La tessera l’hai tenuta o l’hai bruciata pure te?
    @BiondinoTrollino
    Essendo io una persona coerente faro’ quello che ho appena rimproverato ai miei amici di non fare.
    Sei un dilettante (come me tra l’altro, ma io SO di esserlo):
    1 – quando si parla degli effetti dei cambi fissi ciò che è interessante NON è la bilancia commerciale ma, al limite la bilancia dei pagamenti
    2 – se ti fossi letto i link che ti hanno GENEROSAMENTE consigliato per far comprendere ai neofiti le applicazioni del teorema di Marshal-Lerner quando si cerca di analizzare l’impatto sull’inflazione della dinamica dei prezzi delle materie prime non continueresti a far figuracce.
    3 – Parli della svalutazione come se l’oscillazione del cambio tra le valute non fosse NATURALE nel mercato dei cambi (“elemosinare svalutazioni” ROTFL 🙂
    Ma lo posso capire: d’altronde siamo in una grave crisi economica dove abbiamo un eccesso DI DOMANDA (ROTFL)…. e dobbiamo produrre di più! Dobbiamo aumentare la produttività marginale! 😀
    4 – Lascia stare Solow: prima impara cio’ che insegnano alle elementari di economia: è la domanda che genera l’offerta ==> E’ la produttività in funzione delle esportazioni, NON viceversa.
    I Tedeschi producono di più NON perché sono alti e biondi ma perché esportano di più ==> ed esportano di più perché il loro euromarco è sottovalutato e perché gli unici ad aver adottato una SVALUTAZIONE COMPETITIVA sono stati i TEDESCHI comprimendo i salari con i MINIJOB e con la riforma HARTZ ==> Facendolo sono stati LORO a non rispettare i parametri di Maastricht ==> e sono LORO SI’ che sono fuuuuuurbi ==> Così fuuuurbi che si “stanno segando il ramo in cui sono seduti”….
    Mio caro Biondino (come i crucchi, nomen omen ;-), vai da qualche altra parte a fare la TUA BECERA PIDDINA PROPAGANDA EUROPEISTA.
    Ti do’ un consiglio: valla a fare ai Greci e agli Spagnoli, loro sanno meglio di me cosa risponderti.

  • a) Marshall-lerner parla della bilancia commerciale. La invito a studiare la condizione, o come minimo la definizione base. La bilancia dei pagamenti è sempre in pareggio. Non fosse altro perchè è redatta in partita doppia. Inutile che le parli delle limitate eccezioni in cui può capitare diversamente (con approcci diversi) perchè è ovvio che non si riferiva a quelle. Parlava forse delle partite correnti della bilancia dei pagamenti?
    Per calcolare il conto finanziario invece ha bisogno del modello Mundell-Fleming (1963) che inserisce la curva della bilancia dei pagamenti in un sistema IS-LM. Il blog che legge come bibbia (e che è la sua unica fonte di conoscenza) ne ha mai parlato, oppure risulta impreparato su questo punto??
    b) lei può ridere quanto vuole con quel ROTFL, ma “elemosinare svalutazioni” non era una battuta. Era una considerazione realistica di episodi storici. Deve sapere che nei sistemi a cambi fissi, di cui faceva parte l’Italia, non era possibile svalutare salvo una previa richiesta dello stato ed una negoziazione tra i Paesi parte dell’accordo (altrimenti che razza di cambi fissi sarebbero stati???) . L’Italia chiedeva di svalutare affermando l’impossibilità di sostenere i cambi fissi a causa della radicale perdita di competività dovuta ad apprezzamento reale della moneta. Si vede che non ha mai aperto un manuale. Se le chiedessi la teoria delle n-1 variabili indipendenti (a volte detta “… dipendenti”) non mi parlerebbe di Bretton Woods o dello SME ma di Mastrangeli espulso dal M5S.
    c) la germania ha una produttività maggiore perchè produce beni che incorporano il fattore della della produzione di cui essa dispone in misura relativamente maggiore. Il Capitale. (questo è pienamente coerente con il modello chiave del commercio internazionale – Heckscher-Ohlin- ma lo so che non sa nemmeno cosa sia).
    Di fronte allo shock da globalizzazione (l’avvento di paesi come la Cina, ma per la Germania soprattutto la vicinissima Polonia) ha convertito la sua produzione in settori ITC.
    Io non so se lo dice Bagnai il fatto che ha ridotto i salari… Questo è indubbiamente vero, ma affermare che esporta per questo mi pare quanto meno una forzatura enorme. Provi a ragionare per un secondo e non fare il pappagallo: per quanto poteva ridurre i salari non avrebbe mai potuto abbassarli al livello della Polonia, figuriamoci della Cina dell’India, del Bangladesh, ecc….
    Dire poi che ha una moneta deprezzata è più di una forzatura. Il Blog che legge lo dice che la Germania ha un attivo commerciale con la Cina stessa (cioè che la Cina importa dalla Germania più di quello che esporta verso quel paese???? Crede che i salari tedeschi siano più bassi di quelli cinesi?????????????)
    Penso lei sappia che la Germania produce alta tecnologia, mentre l’Italia nel settore manifatturiero, tessile, agricolo, ecc… Ebbene i paesi beneficiari della globalizzazione ci hanno rubato fette di mercato. Dovevamo riconvertire la nostra produzione e non l’abbiamo fatto, dovevamo aumentare la produttività e non l’abbiamo fatto, dovevamo come minimo investire in tecnologia (per creare una forte differenziazione di prodotto e superare in qualità i concorrenti) e non l’abbiamo fatto…
    E questo caro il mio Virus (devo farle i complimenti per il nick. le casca a pennello!) non è colpa dell’euro…
    L’euro non funziona perchè i paesi che compongono l’area hanno economie diverse, quando invece (teoria della corrente di pensiero mundell I) dovrebbero soddisfare alcuni criteri quali l’essere simili e differenziati al loro interno.
    Se noi abbiamo un produttività ridicola però non è colpa dell’euro…
    Di fronte ai due shock macroeconomici (da Euro e da Globalizzazione) gli altri si sono adattati, gli italiani hanno continuato a viaggiare su di un treno vedusto.
    Ora la saluto, perchè mi scoccia parlare con gente che non solo ha la preparazione dell’amatore, ma che anche ti insulta e ti irride con l’arroganza unica che solo gli ignoranti hanno. Lascio questa conversazione, ringraziando le persone civili con cui ho scambiato pareri e coloro che hanno letto le mie opinioni con spirito critico.
    Mi riempio di pena per coloro che ridicolizzano il pensiero altrui…
    Continui a irridere, continui a scrivere ROTFL. signor Virus (di nuovo i complimenti per il nick)
    Anche questa volta mi rifaccio ai romani:
    “Risus abundat in ore stoltorum”

  • ahhh dimenticavo di dire che lei non ha compreso il significato di avere una produttività elevata. Una maggiore produttività significa costi più bassi. Costi più bassi= prezzi più bassi = maggiore competitività. L’euro ha consentito alla Germania di avere attivi commerciali a danno dei paesi periferici e questo ha anche danneggiato i nostri bilanci. Su questo non ci piove.
    Ma come le dicevo, né la Germania, né l’euro hanno inciso sul nostro deficit di produttività.
    Se vuole parlare di economia si legga un paio di manuali prima… poi può continuare con i blog dei professori universitari…
    Un ultimo saluto Virus (…che non è altro).

  • @BiondinoTrollino
    a) Ho sottolineato la bilancia dei pagamenti in relazione all’analisi delle problematiche dei cambi fissi. Poiché questo è il core quando si discute della DISGRAZIA chiamata EURO
    Tu non ne fai cenno perché OVVIAMENTE non ne sai niente (come ME ;-).
    Quello che interessa infatti non è scoprire la NON banale evidenza che le importazioni di qualcuno corrispondono alle esportazioni di qualcun altro. N-N=0… ma vederne le dinamiche…
    Magari vai a scoprire il “ciclo di Frenkel” che rimani a tema invece di proporre ciò che in qualsiasi manuale della facoltà di economia del primo anno si studia (perché, a differenza tua, io ci sono passato)
    Marshall-lerner e il modello IS-LM sono sempre nel programma del I anno di economia, caro il nostro intelettuale 😉
    Devo spezzare però una lancia a tuo favore perché prima di fare Mercati e Strategia d’Impresa sono dovuto passare sotto le grinfie del prof. Baldone al TERZO anno di ingegneria gestionale dovendo prima fare quegli esami che preparano un AVVOCATO COME TE a fare i master in economia, tipo analisi I, analisi II, geometria…. che conosci sicuramente molto bene per approfondire i temi macroeconomici…
    b) — “elemosinare svalutazioni” non era una battuta — ROTFL ROTFL
    c) La compressione salariale si evince dalle serie storiche pubblicate dal FMI… non da Bagnai….
    Solo un trollazzo può dire che la Germania può competere con la Cina… la Germania aveva solo attivi con… con… CON… indovina indovinello… CON I PIIGS!!!
    Poi non è interessante la quota dei salari in se ma piuttosto la loro dinamica, quindi i loro differenziali.
    Vedrai che i salari REALI sono CALMA PIATTA. Hanno BARATO.
    Tu infarcisci le argomentazioni di cose (giusto riconoscerlo) sacrosante e il loro contrario, nello stesso periodo, come ti ha fatto notare giustamente GUGLIELMO. Sei molto CONFUSO.
    Ti do’ un consiglio mia caro TROLLAZZO EX PIDDINAZZO: fai come noi, comprati il TRAMONTO DELL’EURO
    Rimani (come me) un dilettante lo stesso ma almeno eviti di fare queste figure barbine.
    p.s. ad Economia, anni fa, sono riuscito a seguire una memorabile lezione del prof. Borghi sul working capital… un altro di quei GURU che noi GRILLINI amiamo venerare 😉

  • Salve Biondino,
    devo farle i complimenti per la cultura economica che dimostra di avere.
    Mancano comunque, a mio avviso, alcuni importanti chiarimenti su alcune punti fondamentali a sostegno del suo pensiero.
    In particolare mi riferisco ai chiarimenti sulla violazione dello statuto della Bd’I.
    A questo proposito lei dice:
    “Mi spiego: non si è mai deciso di vendere le quote di banca d’Italia (capisce???). Sono stati, viceversa i detentori di queste quote ad essere stati privatizzati. E’ stata quindi la situazione di fatto a far venir meno la previsione legislativa. Le quote quindi non sono mai state vendute. Sono rimaste agli enti che però da pubblici, sono diventati privati (alcuni di essi ora hanno cambiato nome, altri sono falliti, altri sono stati ceduti, hanno ricevuto scalate, OPA, ecc.)”
    Mr Age le risponde citando la versione dello statuto in vigore al momento della “privatizzazione” della Bd’I:
    “….In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici.“
    Sembra che la sua interpretazione di ciò che è accaduto non sia corretta.
    Mi aspetto un chiarimento su questo punto fondamentale.
    Altro aspetto secondo me importante è riguardo alla sua seguente affermazione:
    “Succede che seppur si sia verificato un aumento della domanda aggregata, le materie prime per produrre i beni, ora hanno un costo maggiore (proprio per via del fatto che la nostra moneta si è deprezzata). Aumentando i costi dell’imput, e mantenendosi invariato il Mark-up che le imprese vorranno applicare, i prezzi del loro output, come è ovvio, cresceranno.”
    Non sono un esperto di economia, ma da quello che capisco lei sta sostenendo che i prezzi di vendita sono dati dal costo prodotto più un mark-up fisso e inoltre sta sostenendo che il costo del prodotto è dato soltanto dal costo della materia prima.
    Credo che per fare una valutazione più corretta si debba considerare che il costo del prodotto è dato dal costo delle materie prime + costo di trasformazione.
    Il costo di trasformazione è tendenzialmente un costo decrescente e in caso di aumento della domanda aggregata ci si aspetta una diminuzione di tale costo. Detto in soldoni se svaluto aumenta la domanda, si alza il costo delle materie prime, ma si abbassa il costo di produzione.
    Non sono d’accordo che i mark-up delle aziende siano necessariamente fissi. In un’economia “reale” i mark-up aziendali potrebbero essere decrescenti se fosse garantito un livello dell’economia costante nel lungo periodo (credo che questo avvenga nel caso in cui l’inflazione sia più alta della rendita finanziaria). Per tali motivi ritengo che i ragionamento che lei fa non sia completo.
    Nel caso del costo dei carburanti, ad esempio, essendo il petrolio quotato in Dollari, una svalutazione rispetto al dollaro comporterebbe un aumento del costo del carburante, ma l’aumento della domanda aggregata porterebbe ad un aumento del gettito fiscale che renderebbe possibile, ad esempio, la diminuzione delle accise sui carburanti bilanciando di fatto l’aumento del costo della materia prima.
    Questi concetti ovviamente vanno ad impattare in modo significativo sul concetto di produttività.
    Mi sembra che tali considerazioni, che non sono a mio avviso di dettaglio, manchino nei suoi ragionamenti.
    Rimango in attesa di un suo gentile e puntuale commento.
    Grazie
    Saluti

  • Premetto che non avendo le proprietà dialettiche e le competenze di chi mi ha preceduto probabilmente non riuscirei ad esprimere il mio pensiero in modo compiuto se rimanessi nell’ambito di competenze che, tra l’altro non mi appartengono, proverò quindi a scrivere nel modo più semplice. Questa intervista non mi ha dato certo la conoscenza assoluta, magari ci sarà solo una parte di verità ma mi ha fatto riflettere molto e grazie poi al dibattito e le contrapposizioni che sono seguite mi hanno molto arricchito. Dove poi ho potuto leggere concetti semplici e ben argomentati come quelli esposti da Novecento e MrAge, per fare qualche nome, ho anche ampliato la mia conoscenza su argomenti che non sarei riuscito mai a capire da solo. Vorrei quindi esprimere la mia gratitudine a tutti Voi e al Sig. Messora che lo ha consentito, perché nel leggerVi ho avuto la senzazione, da tempo perduta, di sentirmi più libero, trovare un posto in cui c’è ancora un informazione non condizionata dal regime e luoghi comuni. Questo sensazione mi fa ancora sperare che per i miei figli forse, c’è ancora la possibilità in un futuro di conoscere quelle verità che oggi, per le solite ragioni cosidette di stato, qualcuno che ci dovrebbe rappresentare, ma che io non ho eletto, ha invece fatto bruciare.
    Grazie

  • Salve Mjollnir,
    avevo deciso di non intervenire più nella discussione perchè non mi andava di contribuire ad una discussione (spremendomi le meningi per ragionare e riportare alla memoria tutto il mio bagaglio cognitivo) per poi esser sbeffeggiato da gente volgare che, credendo di possedere il verbo assoluto ed inconfutabile, non è disposta ad accettare l’idea del confronto dialettico.
    Lei però è stato cortese e mi dispiaceva non darle una risposta dopo avermela chiesta.
    Sul primo punto non ho molto da aggiungere rispetto a quanto detto. Non è che abbia mai studiato la vicenda o abbia mai approfondito più di tanto la disciplina della Banca d’Italia. Avevo persino fatto la tesi di giurisprudenza della triennale in diritto amministrativo sugli Enti Statali Strumentali (e la Banca d’Italia è appunto un ente Statale Strumentale) ma mi ero occupato principalmente di Sistema Sanitario Nazionale e Università. Ho persino fatto i due anni di pratica forense all’avvocatura regionale, ma non mi è mai capitato di occuparmene.
    Non ho nemmeno tempo per dedicarmi allo studio della questione e per questo scrivo in base alle mie conoscenze e diritto e di diritto amministrativo pregresse.
    Allora: la presenza di un incongruenza tra lettera della norma e situazione di fatto, non è per nulla una cosa rara nel nostro ordinamento. Potrei citare miriadi di esempi, soprattutto nel diritto amministrativo. Nel caso di specie, soprattutto, non c’è stata alcuna violazione di legge, da parte di alcun soggetto privato.
    Questa discrepanza era sorta in seguito alle privatizzazioni, che a loro volta traggono la loro origine in provvedimenti legislativi, e quindi solo il legislatore avrebbe potuto risolverla. Nel frattempo né la Banca d’Italia, né i privati avrebbero potuto e dovuto provvedere.
    Neanche immagina quanto la giurisprudenza italiana faccia appello al Parlamento per provvedere a modificare, emendare, correggere determinati istituti giuridici o disposizioni di legge. La stessa Corte Costituzionale (nonostante le cosiddette sentenze additive) non può certo sostituirsi al Parlamento nell’attività di creazione legislativa.
    In questo caso, il legislatore è intervenuto ed ha posto fine alla questione in maniera chiara e netta. Ho già espresso il mio malcontento circa questo assetto, ma 1) la discrepanza non era additabile ad alcuno all’infuori del legislatore e 2) la questione non incideva e non incide sulla natura pubblicistica dell’Ente. Mr. Age mi aveva anche chiesto delucidazioni sul fatto che alcuni componenti del direttorio siano nominati “seppur indirettamente” da privati. A questo proposito c’è da dire che chi veramente decide i membri del direttorio è il Governatore, non il Consiglio. Il consiglio infatti prende atto della Proposta e la ratifica con nomina. Come comunque diceva Mr. Age, i componenti del Consiglio pur essendo scelti dai partecipanti e non sono privati ma organi pubblici facenti parte di un organo assembleare pubblico.
    Ma la cosa fondamentale ed in assoluto più importante è che il direttore generale ed i vice direttori generali, sono scelti tra le figure più prestigiose presenti all’interno dell’organico della Banca d’Italia. Cittadini quindi che sono già dipendenti pubblici, che hanno fatto carriera all’interno della Banca d’Italia e sono entrati per concorso pubblico bandito su Gazzetta Ufficiale. Ho appena visto i loro curricula e sono tutti grossi esperti di economia che non hanno mai messo piede in una banca.
    Alla fine della fiera, e chiuderei qui il discorso Banca d’Italia, se restano problemi di opportunità circa la presenza di privati nel capitale dell’Ente e circa problemi di pressioni e inciuci che possono incidere negativamente sull’attività di controllo e vigilanza dell’ente; non possono esistere problemi circa la politica monetaria. E questo, sia ovviamente perché la politica monetaria spetta ad un’Istituzione dell’UE, sia perché la politica monetaria in sé è volta a regolare l’equilibrio tra offerta e domanda di moneta, facendo in modo che i tassi di riferimento si innalzino e si abbassino a secondo della scelta dell’Ente preposto alla politica monetaria (Banca Centrale se indipendente, governo se la BC è dipendente). Il tutto è volto a cercare di stimolare l’economia (politiche mon. Espansive) in fasi di recessione (e BCE in 6 anni ha abbassato i tassi dal 5,5% allo 0,5% di ieri) o di frenare l’economia (pol. Mon. Restrittive) alzando i tassi in fasi di ciclo espansivo con spinte inflazionistiche (e magari avessimo di questi problemi , anche perché lo Statuto darebbe a BCE carta bianca al riguarado). Le banche e la teoria economica legata alle banche, [ad es. con i lavori di Gurley – Shaw 1960, Leland – Pyle 1977, vari lavori di Tobin, e tutta una serie di neo keynesiani che riprendono il lavoro geniale di Akerlof 70 –mercato dei bidoni- e non per niente gli hanno dato il nobel- applicandolo alle banche, ma anche di Stiglitz, Weiss, ecc.] non entrano direttamente nelle dinamiche della politica monetaria. Parliamoci chiaro, il sistema economico e monetario moderno dà la possibilità alle banche di arricchirsi (anche se la recessione come è ovvio danneggia anche loro), ma questa è una problematica che non attiene alla politica monetaria, ma semmai a scelte politiche che riguardano ad esempio la decisione di statalizzare il sistema bancario. A quel punto però nascerebbero altri problemi legati all’efficienza o meno del pubblico, tenendo conto che problemi dettati all’asimmetria informativa e al credit crunch rimarrebbero intatti.
    I banchieri però non sono una casta sociale indiana. Non esiste una barriera d’entrata alla professione del banchiere. Lo stato deve occuparsi di rendere ogni professione accessibile ai cittadini. E qui entriamo in un altro capitolo però: quello del diritto allo studio e del diritto alla libera iniziativa privata.
    Questo è quanto…
    Venendo poi alla domanda economica, per Murk-up non indicavo un costo fisso aggiuntivo ai costi del fattore della produzione (in questo caso petrolio). Sì, ho usato una semplificazione spesso usata nei vari manuali, secondo la quale vi era un solo fattore della produzione, ma solo perché il discorso non sarebbe cambiato se avessi aggiunto altri fattori come il lavoro, la tecnologia, il capitale, ecc..
    Per non complicare il tutto ho accettato per dati gli altri fattori.
    Per murk-up invece indicavo qualcosa di diverso. In teoria economica, neokeynesiani come Stiglitz (per dirne uno che viene osannato da chi ha votato M5S) hanno inserito il concetto di Murk-up perché hanno abbandonato l’assunto base della teoria Neo-Classica (neoliberista per dirla con le parole di coloro che usano il blog) di concorrenza perfetta e perfetta informazione. Il Murk-up quindi è l’extraprofitto che le imprese riescono ad ottenere e che non potrebbero realizzare se si fosse in concorrenza perfetta. Il Murk-up è deciso liberamente dall’impresa e addizionato ai loro costi (le ricordo che in concorrenza perfetta il prezzo di un bene eguaglia i costi – all’interno dei quali viene computato il c.d. “profitto naturale” dell’impresa).
    Passando poi ad analizzare la tua valutazione sui prezzi al crescere della domanda, utilizzerò la microeconomia. Nel breve periodo, quel che dici lei, non è esatto. Addirittura nel brevissimo periodo i costi sono rigidissimi (può chiedere tutti i barattoli di nutella che vuole al prezzo altissimo che vule, ma il negozio ti potrà dare al massimo quelle che ha già acquistato). Nel breve periodo, produrre nuove merci costa progressivamente sempre di più. Ciò è dovuto alla “legge della produttività marginale decrescente”. Per essere semplici da ciò che ho detto si ricava la curva di offerta di un bene. Se i prezzi salgono, le imprese saranno disposte a produrre di più, se i prezzi scelgono le imprese produrranno di meno…
    Quel che dice lei è condivisibile superato il breve periodo, quando i fattori della produzione sono tutti variabili. Bisognerà però verificare se l’impresa sperimenta economie di scala crescenti (e quindi l’incremento della produzione sarà superiore all’incremento di imput), costanti (in egual misura) o decrescenti. In generale, in un primo momento l’impresa sperimenterà economie crescenti, poi costanti, e da ultimo, quando sarà diventata troppo grande e avrà incontrato problematiche organizzative, logistiche, ecc. economie decrescenti.
    La sua obiezione però è abbastanza fondata e mi ha fatto pensare. Il rincorrersi tra svalutazioni e inflazione tuttavia, non era un’ipotesi per il futuro (io ho espresso il mio pensiero riguardo ad una certa scelta politica ma non ho fatto pronostici… chi cerca di studiare economia non dovrebbe fare il cartomante) ma una analisi storica delle innumerevoli svalutazioni che l’Italia si trovò a richiedere nel periodo dei due sistemi a cambi fissi. Deve calcolare però che, al crescere della domanda, i prezzi rimangono costanti e addirittura si possono abbassare se non vi è pieno impiego dei fattori di produzione. A differenza, tuttavia, di quel che fanno intendere Guglielmo e Virus, non si deve guardare alla produzione potenziale di un sistema economico (e con questa faccio un’altra di quelle obiezioni che Virus mi chiedeva circa il commento-insulto di Guglielmo ad un mio vecchio messaggio), altrimenti non ci sarebbe mai inflazione, ma si deve guardare alla produzione che un Paese può raggiungere posti i fattori della produzione che in concreto utilizza e/o che ha la possibilità di utilizzare se decidesse di impiegarne di più. Un sistema-paese che non ha investito in accumulazione di capitale fisico (infrastrutture, impianti, capannoni, macchinari, ecc.) e men che meno in accumulazione di capitale umano e ricerca e sviluppo, ha una ridotta capacità produttiva. Il lavoro, ad esempio, ha una produttività via via decrescente se non si incrementano gli altri fattori della produzione e neanche l’occupazione può aumentare più di tanto, senza investimenti.
    Quindi, già senza calcolare l’incremento del prezzo delle materie prime, la teoria economica già ci dice che i prezzi, all’aumentare della domanda, salirebbero. Se poi aggiunge il fatto che in realtà il prezzo delle materie prime naturalmente crescerà, ecco una nuova spinta inflazionistica. L’argomento dell’episodio storico della svalutazione del ’92 e della bassa inflazione, che Borghi spesso ha citato e che gli apostoli presenti in questo blog hanno “pappagallato”, non mi ha convinto… Se ad esempio andiamo a vedere il prezzo del petrolio in quel breve arco di anni, ci accorgiamo che scese rapidamente da 40 a 20 dollari (finita la guerra del Golfo). E’ ovvio che se il prezzo del petrolio si dimezza, questo non avrà un impatto inflazionistico sullo stato che svaluta.
    Il discorso che invece lei fa sulle accise, è altrettanto intelligente. Senza accise, sarebbe come se il prezzo del petrolio si fosse abbassato. Questo, utilizzando il modello AS-AD, come avevo fatto in quel commento, equivarrebbe ad un abbassamento della AS e quindi maggiore produzione con minori costi (questa sarebbe la classica politica dal lato della domanda, esattamente come quella che i politici ci promettono da lustri dell’abbattimento del cuneo fiscale) e prezzi più bassi. Calcoli però che una volta sola si possono eliminare le accise. Svanito l’effetto sicuramente favorevole, non lo si potrà rifare in caso di una successiva svalutazione.
    In generale ho già espresso le mie perplessità nei confronti dell’allegra politica del ritorno alle svariate svalutazioni competitive. Non ho mai negato i problemi che abbiamo nell’euro, e qua e là ho scritto quello che da anni sto studiando sulle AVO e sul fatto che l’eurozona non lo sia. Però io vorrei fare il diplomatico (se abbandono questo blog e continuo a studiare pesantemente :-P)… e studio quindi le possibili risposte negative degli altri paesi. Più di una volta, nei miei commenti, ho affiancato alle ragioni economiche, ragioni politiche che mi fanno diffidente rispetto a questa idea. La soluzione della crescita per furbizia, non mi convince. Credo che o si cresce assieme oppure non si cresce… o si cresce male. Mi scuso per la lunghezza. Ci ho messo 40 minuti a fare sta cosa 
    Mi scuso pure per tutti gli errori che sicuramente ci saranno, ma non mi azzardo a rileggere questo mostro.
    Ho detto la mia. Grazie e arrivederci.

    • “ho scritto quello che da anni sto studiando sulle AVO e sul fatto che l’eurozona non lo sia”
      In effetti questo è uno dei problemi che, secondo il prof Bagnai, ha portato all’ attuale crisi e il motivo per cui probabilmente l’ Eurozona non durerà molto…
      Mi sa che senza volerlo sta diffondendo più lei il punto di vista di Bagnai di altri “fedeli” che leggono il suo blog senza capirlo 🙂
      Se vuole un confronto potrebbe scrivergli in privato, visto che lei sembra perlomeno conoscere l’ argomento credo non disdegnerebbe uno scambio di opinioni con lei (in genere non è molto paziente solo con chi si atteggia a sapientone per poi cadere sui concetti fondamentali).

  • @andreino
    “Se vuole un confronto potrebbe scrivergli in privato”
    Bagnai adora confrontarsi con quelli che sanno di sapere grazie al loro bagaglio cognitivo.
    Ama particolarmente i piddini euristi.
    Tu sì che la sai luuuuunga Andreino Minzolino… sono sicuro che è già li pronto a scambiar valutazioni in una corrispondenza fitta fitta con Biondino e ad ascoltar concentrato il suo parerino, inoino….

  • @BiondinoTrollinoPiddino
    “Ho detto la mia. Grazie e arrivederci.”
    Te la potevi risparmiare. Da queste parti quando si parla di economia si preferisce ascoltare i pareri degli economisti. Lo so che potrebbe sconvolgerti.
    Questo è il motivo per cui Claudio ha intervistato Galloni e non te. Lo so, è stupefacente.
    Fra vent’anni, quando ti sarai preso ALMENO una laurea in economia, un dottorato di ricerca e avrai una decina di pubblicazioni su delle riviste internazionali di prestigio, ci rivediamo.
    Per ora ADDIO.

    • Salve biondino Francesco Mercuri grazie per la risposta.
      Devo farle alcuni appunti:
      Dice che la discrepanza non era additabile ad alcuno all’infuori del legislatore.
      Scusi ma secondo me questa non è una discrepanza ma una cessione illecita, oltretutto la cessione delle quote di partecipazione non poteva avvenire senza il consenso del consiglio superiore che ha di fatto avvallato una cessione nonostante l’art. 3 dello statuto recitasse:
      Le quote di partecipazione possono essere cedute, previo consenso del Consiglio superiore, solamente da uno ad altro ente compreso nelle categorie indicate nel comma precedente.
      In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici.“
      Quindi il legislatore (governo Amato) ha agito con la connivenza della Bd’I che poteva intervenire ma ha fatto finta di niente come tutti i politici, giornalisti e magistrati.
      Ha scritto:
      “In questo caso, il legislatore è intervenuto ed ha posto fine alla questione in maniera chiara e netta.”
      In realtà a differenza di quanto dice la questione non è chiara, netta ne tantomeno ancora chiusa.
      la legge n.262 del 2005 , al Titolo IV, Capo I, art. 19 recita testualmente “Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è ridefinito l’assetto proprietario della Banca d’Italia, e sono disciplinate le modalità di trasferimento, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici”.
      Ovviamente come sicuramente saprà il regolamento non è ancora stato adottato e stiamo aspettando.
      A questo proposito aggiungo anche che sono in corso interrogazioni parlamentari ancora aperte sulla quantità e sulla proprietà della riserva aurea che era depositata presso la Bd’I. Fatto di notevole importanza visto che è la terza riserva aurea al mondo.
      Io non ho assolutamente detto che i membri del Consiglio, pur essendo scelti dai partecipanti, non sono privati ma organi pubblici facenti parte di un organo assembleare pubblico.
      Anzi sostengo che i membri essendo nominati dai partecipanti al capitale(privati)saranno completamente dipendenti e succubi del sistema bancario privato che li ha nominati, in netto contrasto con la natura giuridica dell’ente.
      Non ho dubbi che il direttore generale ed i vice direttori generali, siano scelti tra le figure più prestigiose presenti all’interno dell’organico della Banca d’Italia, ciò non toglie che non possano essere indipendenti da chi li ha nominati(membri del consiglio).
      E converrà con me che le vicende già citate su MPS bond argentini etc.. confermano un assoluta mancanza di indipendenza ed evidenziano il conflitto con la natura pubblicistica dell’ente.
      Mi dispiace ammetterlo perché mi ero illuso, ma su una cosa sono d’accordo con lei, credo che debba approfondire di più la disciplina della Banca d’Italia.
      Grazie comunque per la piacevole conversazione

  • Mr. Age, io non volevo convincere lei come non ho intenzione di convincere nessuno.
    Lei mi ha chiesto cosa ne pensavo e io le ho detto cosa ne pensavo. Sì, non sono esperto della “querelle” da web sulla Banca d’Italia, ma perchè non ho voglia né possibilità di perdere tempo su queste cose. Mi scusi…
    Io la “cessione illecita” non la vedo, sia perchè nel diritto amministrativo non esiste la figura della “cessione illecita” come istituto autonomo di invalidità dell’atto amminitrativo (vi è la contrarietà a norme di un provvedimento, cosa che qui non c’è stata), sia perchè non c’è stata alcuna cessione delle quote di partecipazione da parte dello Stato. Quelle quote appartengono tutt’ora agli enti che le avevano prima o agli enti che sono succeduti a quest’ultimi. Sono questi enti che hanno mutato natura. Lo scrivo almeno per la terza volta. Cosa non è chiaro???? (badi che sto affrontando tecnicamente la cosa, quando invece le ho già detto che sono d’accordo con lei per il disappunto per l’assetto che ne è scaturito).
    L’intervento legislativo che ha consentito le privatizzazioni, poi, si pone su un grado gerarchico identico allo Statuto (perchè entrambi sono fonti del diritto ordinarie della Repubblica). Tra fonti di egual importanza gerarchica vige il principio cronologico (” lex posterior derogat priori”) e per questo motivo quando una fonte ordinaria interviene a regolare una materia già prevista, o si pone in contrasto con la disciplina espressa da un’altre fonte ordinaria, la legge sopravvenuta prevale sulla precedente.
    Unica possibilità della legge precedente di mantenere una forza passiva nei confronti di una nuova legge è quella relativa alla rilevanza di altri principi di regolazione dei rapporti tra le fonti giuridiche (e in questo caso il più “azzeccato” potrebbe essere il principio di specialità — “lex specialis derogat generali” —).
    Mr. Age, lo statuto non è la Carta Costituzionale (fonte di massimo grado nel nostro ordinamento). E’ legge della repubblica (ora non ricordo nemmeno la fonte, probabilmente sarà un D.LGS ma non cambia nulla dal punto di vista delle fonti, perchè sempre di fonti ordinarie si tratta). Per questo motivo non può resistere alle previsioni contrastanti ad esso che derivano da un’altra fonte di egual “peso”, intervenute successivamente. Mi fa sorridere l’idea che sia illecito ciò che è previsto dalla legge :-). Illecito è il mio o il suo atto o fatto contrario alla legge, non la legge stessa e le sue previsioni, a patto che non siano contrarie a fonti superiori e in quel caso, saranno espunte dall’ordinamento per opera della Consulta.
    Selle vicende MPS e Bond argentini non ho capito cosa voglia dire. QUindi non metta i puntini e mi spieghi, se ne ha voglia e modo.
    In MPS, se la magistratura lo accerterà, c’è stato un tentativo alla carlona di rimediare alla perdita di attivi e salvare il rapporto di leva con strumenti sbagliati. E’ parecchio probabile che si siano presi mazzette come sottoscrizione di un derivato che era tutto a svantaggio dell’ente. E che ne abbiano pure fatte altre di tutti i colori rubando a destra e manca. Ora, se si accerteranno lacune nei controlli, sarà ipotizzabile una qualche responsabilità di Banca d’Italia (anche se qui c’entra anche la CONSOB), ma non capisco come può rispondere Banca d’Italia dei reati di soggetti privati. E come se io dicessi che i carabinieri sono responsabili dell’omicidio di Meredith Kercher perchè sono preposti alla vigilanza…
    Sui bond Argentini ancora di più… quelle erano operazioni rischiosissime. Rendevano tanto, tantissimo, e quando qualcosa rende tanto è rischiosa. Se uno stato fallisce non ti restituisce nulla di quello che gli hai dato comprandoti i bond. Le Banche che hanno proposto questi strumenti, facendoli passare par la cosa più sicura del mondo sono state anche condannate, ma mi può dire dov’è la responsabilità di Banca d’Italia?
    Tutte le cause contro l’Argentina, invece, non hanno sortito restituzioni delle somme prestate perchè, ovviomente l’Argentina ha fatto appello alla sua immunità per quel che riguarda la giurisdizione civile (Par in parem non abet iudicium). Il rischio paese ci sta!!!! Se compri titoli di stato (soprattutto di quello Stato) un po’ devi avere gli occhi aperti.
    Un saluto.

    • Salve Sig Biondino,
      Non sono d’accordo con le sue interpretazioni sul passaggio della Bd’I a privati.
      Ripeto cosa diceva lo statuto:
      ….In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici.“
      La Bd’I, che oltretutto ha e aveva funzioni di vigilanza bancaria non poteva e doveva, permettere la cessione delle banche stessa a privati in quanto contro il suo statuto stesso. Lei sta dicendo che poiché tale transazione è di fatto avvenuto questo non costituisce irregolarità?
      Ora legalmente non so come si possa definire questa situazione (un illecito? O grave irregolarità?) fatto sta che non può essere fatta passare come una cosa di minore importanza. In uno stato di diritto una tale infrazione dovrebbe comportare l’annullamento dell’atto o avrebbe dovuto obbligare tali banche a cedere la proprietà dell bd’I secondo quanto indicato dallo statuto. Lo stato diritto Italiano invece che sanare la situazione in questa direzione ha ben pensato di cambiare lo statuto. Allora le domando se la cosa è avvenuta in modo corretto quale era il bisogno di cambiare lo statuto della Bd’I. Se invece non è avvenuta in modo corretto allora quali debbono essere le conseguenze? Ora, io non sono un avvocato ma le chiedo quale sia la valenza giuridica dello statuto di un ente pubblico? Non è scontato che sia subordinato alla legge costituzionale. Le ricordo infatti che, ad esempio, gli statuti speciali di alcune regioni son di rango superiore alle leggi costituzionali.
      In ogni caso la Bd’I è responsabile della vigilanza bancaria e come ha cercato di farle capire Mr. Age esiste un enorme conflitto d’interessi, dove la Banca Centrale Italiana dovrebbe vigilare sull’operato della banche e non lo fa in quanto i suoi “proprietari” sono le banche stesse. Gli esempi più importanti sono quelli dei Bond Argentini, che le banche hanno continuato a vender ai loro clienti pur sapendo la fine che avrebbero fatto ed il caso di MPS quando la Bd’I doveva vigilare e non permettere certi comportamenti. Il lavoro dei magistrati oggi su questi accadimenti si rende necessario proprio per la mancata vigilanza da parte della Bd’I. (Lei cita l’esempio dei carabinieri: vede se un qualcuno va in giro agitando la pistola e i carabinieri non intervengono, poi quel qualcuno spara e ammazza allora credo che si possa considerare un caso evidente di omessa vigilanza).
      Come evidenziato da Mr. Age oltretutto, il legislatore ha dato chiara indicazione (la legge n.262 del 2005 , al Titolo IV, Capo I, art. 19 ) del fatto che la proprietà della Bd’I doveva tornare di proprietà pubblica e questa indicazione è rimasta a tutt’ora disattesa. E’ un illecito questo?
      Crede che saneranno nuovamente la situazione come hanno fatto con lo statuto della Bd’I, cioè semplicemente accomodando la legge? Oppure crede che poiché anche la vigilanza bancaria passerà al livello europeo di fatto svuotando la Bd’I di tutti i suoi poteri allora la cederanno di nuovo allo stato, priva di qualunque potere?
      Queste “irregolarità” sono di fondamentale importanza e si devono denunciare senza se e senza ma, e il fatto che lei riduca questa importante questione a una “querelle” web è il motivo per cui il suo pensiero non è ben accetto su questo blog.
      Il concetto è infatti che non si può costruire un impianto Europeo, come si sta facendo, sulla base di palesi irregolarità nazionali, o almeno questa è la mia valutazione politica.

  • Signor Virus,
    Lei, per scrivere di economia su questo blog, quali pubblicazioni ha fatto? Dove l’ha preso il ph.d?
    Io le mie pubblicazioni le ho fatte nel mio campo e su riviste prestigiose. Qualcuna la troverà qui su internet, nei vari siti specializzati di diritto.
    Sono appassionato di economia, seguo costantemente lezioni e scrivo temi di simulazione per un concorso. Pensavo di esser degno di scrivere in un blog di una persona che non mi pare abbia metà della mia preparazione.
    Se però crede che io non sia degno di essere letto da lei… me ne vado, non c’è problema. Ho perso già abbastanza tempo a dare retta ad uno scostumato che si fa chiamare, a ragione, Virus.
    Chiudo prima che mi possa infettare.
    PS:Mi saprebbe anche dire qual è il curriculum di Galloni? Io non lo trovo da nessuna parte. Sono sicuro che abbia insegnato a Princeton, e che le sue pubblicazioni scientifiche siano riconusciutissime e apprezzate da Stiglitz o Krugnam, che sono suoi accaniti fan. La teoria economica si divide quando parla Galloni…
    Ho visto un trafiletto pubblicitario di un suo libro e dice che è docente alla Cattolica di Milano, ma sul sito ufficiale dell’Uni non c’è la minima traccia di questo soggetto.
    Dice che è docente alla LUISS, ma idem con patate (tra una marea di ordinari, associati, assistenti, ecc. ma nulla)…
    Stessissima cosa per l’Uni di Modena.
    Spero che mi smentiate, e che mi possiate far capire che ho visto male io, altrimenti Giannino, in confronto, è un chirichetto!

    • Non mi voglio intromettere sulla questione con Virus, credo comunque che il suo provocatorio tentativo denigratorio sul Prof. Nino Galloni sia di infimo livello.
      Come lei denigra non si stupisca di essere denigrato.
      Brevemente…
      Nino Galloni, (Roma 1953), direttore generale del Ministero del Lavoro, funzionario in diversi ministeri finanziari, è attualmente membro effettivo del Collegio dei sindaci dell’Inps. È stato ricercatore all’università di Berkeley in California, stretto collaboratore di Federico Caffè e ha insegnato nelle università di Roma, Milano, Napoli, Modena e Cassino. È autore di numerosissimi articoli e libri
      capisce? quest’uomo non è solo un accademico.
      Conosce almeno Federico Caffè?
      Le chiedo un po di rispetto per chi è un gigante al suo confronto

  • Io di Federico Caffè, ne ho sentito parlare e l’ho dovuto studiare nella storia economica italiana. Di Galloni non ho mai letto una riga, e non ho mai trovato un articolo scientifico…Addirittura stretto collaboratore di Caffé! Quando Caffé è morto, Galloni non aveva nemmeno 35 anni. E magari si faceva guidare da Galloni.
    Poi io non ho denigrato nessuno. Ho constatato che ho fatto una discreta ricerca tra i docenti e non trovo traccia di lui in nessuna università italiana.
    Per ora ho capito che è un dipendente ministeriale…
    L’ho trovato pure tra i sindaci dell’INPS, grazie per la segnalazione.
    Quello che lei ha scritto ha una fonte? Mi può passare il link…
    Quali articoli scientifici ha scritto? Su quali riviste specialistiche? Mi può passare il link…
    In che corsi insegna (oppure ha insegnato, ma se fosse professore non sarebbe in pensione a 60 anni, a parte che su internet si trovano dati anche di 10 anni fa… e io non riesco a trovare nulla) il suo programma d’insegnamento? Mi può passare il link… (mi viene facile cercare quelli di Borghi e Bagnai — sto leggendo cose interessantissime di Bagnai, pur rimanendo sempre delle mie idee circa la strategia italiana—- perchè di Galloni non trovo nulla????)
    Il prof che mi aiuta, insegna anche a Cassino (e oltretutto è romano). Chiederò a lui…
    Sono sincero quando dico che sicuramente mi sbaglio e che vorrei avere materiale, mi sono messo a cercare su Galloni perchè ne volevo sapere qualcosa.Grazie

    • A mio avviso Galloni, in quanto allievo e collaboratore del Prof. Caffè rappresenta uno dei pochi esempi di economisti in Italia che ha conosciuto a fondo le politiche economiche dalla prima guerra mondiale in poi (grazie al suo maestro che era vissuto ai tempi di Keynes) e che ha vissuto le istituzioni dal suo interno (con diversi ruoli) senza però arrivare mai a un meritato riconoscimento ufficiale (con eventuale carica di ministro), proprio per le sue posizioni sul ruolo della moneta e della banca d’Italia in disaccordo con gli orientamenti politici/economici prevalenti da metà degli anni 70 in poi. Anche Mario Draghi e altri hanno avuto come maestro il Prof Caffè in seguito allentandosi, purtroppo, dai suoi insegnamenti.
      A quanto pare Mario Draghi e Giulio Tremonti hanno partecipato a seminari che Nino Galloni ha tenuto nel 1980.
      Nino galloni può vantare e raccontare una miriade di esperienze all’interno delle istituzioni sia nel ruolo di tecnico sia di dirigente e questo, per quanto mi riguarda, vale più di tante pubblicazioni o riconoscimenti che altri suoi colleghi possono vantare.
      Il Prof Borghi e Bagnai per quanto validi economisti secondo me non sono completi come Nino Galloni.
      Lei ha accostato il nome di Galloni a quello Giannino con un intento evidentemente denigratorio e questo fa venire il sospetto che lei sia un interlocutore o superficiale o di parte.

  • @BiondinoTrollino
    Sei ancora qua?
    Non ci capiamo: tu NON devi aver paura di infettarti. Tu sei già INFETTO come tutti i tuoi colleghi TROLL.
    Tu, come Andrea(.Manzoni), Emar e compari, siete TROLLAZZI PIDDINAZZI.
    Io non vengo qua a DISCUTERE di economia ma vengo a IMPARARE grazie al lavoro indipendente del miglior BLOGGER d’INCHIESTA italiano (sì, bravo, proprio quello che ne sa metà di te).
    Forse proprio perché ho fatto due università, continuo a fare ricerche e mi sono specializzato in un’incredibile ed eccitantissima disciplina, ho la CERTEZZA di NON SAPERE. E la mia curiosità mi divora.
    Quello che scrivi sono BANALI SCEMENZE che anche un dilettante come me trova SEMPLICE confutare e mostrare per le baggianate che sono.
    Vedi, poraccio il mio trollaccio, tu non solo non hai niente da insegnare ma NON HAI NIENTE da DIRE. Sei VUOTO.
    Hai tutte le proprietà per fare il funzionario di qualche istituzione europea: mediocre, falso, servile.
    Tu non sei degno di essere letto da NESSUNO. Però, come Mr.Age e Novecento, ti ho concesso l’onore di essere MODERATO.
    La tua INUTILE vita VIRTUALE disturba la passione e l’amore per la verità che anima questa community.
    ADDIO (ma anche da quelle parti dubito che ci vedremo…).

  • Mjollnir, no! Il mio era un periodo ipotetico dovuto al fatto che non trovavo nulla su di lui in qualsiasi uni italiana. Di fatti da ciò che ho visto io non gli assegnano una posizione dal 1998 o giù di lì… praticamente mi ero allarmato…
    Dissento pesantemente sulla valutazione ta lui e Borghi e Bagnai. Io penso che Borghi e Bagnai siano invece degli ottimi economisti e di una spanna (una spanna buona) sopra Galloni. Come le dicevo non ho mai letto un articolo scientifico di Galloni, ma dall’ascolto delle sue parole, mi pare sì un pratico ma affatto un teorico… poi non è nemmeno laureato in economia, ma in giurisprudenza.. e chi fa questo salto avrà sempre un gap rispetto a chi ha la “mentalità economica”. Ovviamente è una cosa che, facendo le dovute proporzioni, penso anche per la mia situazione.
    Il fatto che poco dopo abbia trovato sue compartecipazioni a iniziative del movimento dell’ “Avv”. Marra di lotta al complotto basato sul signoraggio, mi hanno fatto cadere le braccia…
    Mi avessero detto che si era inventato i titoli accademici e che millantava docenze a vanvera, l’avrei presa meglio…
    Virus
    1) Visto che sono facili da confutare le cose che dico perché invece che insultare non le confuta… A me chiede di rispondere punto su punto (cosa che progressivamente ho fatto) ma lei non lo fa…
    Ricordo che una volta ha affermato che io devo imparare che la domanda crea l’offerta ahahahahaaha. Questo è il punto. Lei non ce la fa a confutare. Per questo insulta. Quella, a parte essere una cosa che non c’entrava nulla, io la condivido benissimo già di mio (e magari ho studiato la legge del Say e tutte le posizioni critiche a riguardo di Marx, di Mathius, di Keynes…), ma la dava per scontata quando invece è una assunzione per nulla condivisa ed anzi al centro di dibattito. Mi sono fatto l’idea che lei non conosca la differenza tra ciò che in teoria è condiviso (e sono i modelli che ho utilizzato io per impostare le mie valutazioni e che infatti riconoscono tutti, dai comunisti trotskisti ai liberisti) da quello che invece non può essere utilizzato come base di confronto proprio perchè non accettato unanimemente.
    Legge commenti, articoli e assorbe acriticamente. Ha ragione quell’user sul fatto che io conosco decisamente meglio e che quindi apprezzo meglio il pensiero di Bagnai (professore brillante ma che ha un livello di boria pari alla sua grande intelligenza) di tanti che hanno il suo blog come homepage…
    2) posso immaginare cosa la sua testa intenda per mediocre (materie trattate) e servile (quell’inferno dell’Europa — il cui ordinamento e la cui tutela dei diritti lei non ha mai studiato) ma, di grazia, in che cosa sarei falso?
    3)Cos’è la verità? Quello che dice il “miglior blogger d’inchiesta” è la verità? Lei possiede la Verità? Borghi o Bagnai possiedono la verità?
    Se qualcuno possiede la verità è assolutista. Io lo penso dal primo momento che ho visto i suoi messaggi puerili e scurrili che lei sia un assolutista.
    4) La frase dell’esser moderato mi fa molto pensare al fascismo. Quella del ventennio è sicuramente la sua epoca storica ideale. A quel tempo gli avrebbero dato il manganello con tanto di autorizzazione a moderare i dissidenti che sono coloro che, negando la verità assoluta, inquinano la sacralità della verità.
    La volgarità però non le dà per nulla auctoritas… La sua volgarità è nulla in confronto alla sua arroganza ed alla sua prepotenza. Lei è il frutto dell’ignoranza di chi crede di essere nel giusto e che gli altri (quelli con altre idee) siano il maligno, il nemico, i servi del diavolo.
    Lei è tagliato per i totalitarismi… è un bigotto, è un talebano.
    Purtroppo è un esemplare di una specie in auge in questi tempi difficili. Sappia che io sarò sempre libero e che non mi modererà nessuno. Figlio di Russeau, esprimerò sempre e ovunque la mia opinione e lascerò gli altri lo spazio per dissentire e correggermi. Senza paura di essere minoranza e senza timore di rimanere persino solo.
    Provo sincera tristezza per lei… Magari in fondo è un buono…

  • Tristezza non devi avere mio caro rampante,
    forse son bono o forse gay come i nazifascisti
    o forse camerata del PD come un Gasparri tronfio e ruspante.
    Oh moderazione, TIPICO attributo degli estremisti,
    secondo almeno il profondo pensiero Biondino,
    lui che è figlio di Russeau ma illuminato dai jhadisti,
    si è trasformato in un becero trollazzo piddino.
    Europa, matrigna di cotanta kul-tura e nani rutilanti
    prendilo con te che di figli ‘de russò’ ne hai abortiti tanti.

  • Ahh ho letto un articolodel blog di Bagnai. Ho capito chi è lo scostumato, maleducato, scurrile. Non è colpa vostra se gli avete copiato il liguaggio (proprio copiato, anche nelle espressioni, pedissequamente). Che grande dimostrazione di intelligenza quella di trasformarsi in replicanti mal riusciti.
    Ahahahahahahahahahahahahahahaha.
    Non apparterrò mai al mondo dei volgari. Non scriverò mai insulti…
    Preferisco leggere le valutazioni di chi rispetto a Bagnai è un gigante di teoria e civiltà (professori italiani come Rodano per dirne uno che ho visto poche volte). Gente con estrema cultura, sempre profonda, e con pari gentilezza.
    Chi dice parolacce e insulta l’altro non avrà mai le mie orecchie .MAI !!!! Sono fatto così, mi dispiace. Pensavo che l’educazione fosse un valore.
    Bagnai e i vari utenti “copia-incolla” forse pensano che l’insulto sia cool. Bella idea di italia che avete!!!!!!!! Questo è il progresso a cui ambite?
    E poi, Bagnai conoscerà anche Marshall-Lerner, ma deficita delle minime nozioni delle linee storiche della politica estera italiana (la politica delle alleanze, dal testamento politico di Cavour, all’opera di Visconti Venosta e alle linee di Mancini). Concetti ormai sopiti…
    Un paese che non conosce la propria storia non saprà mai dove andare.
    Sì, dall’uscita dell’euro (superato uno shock iniziale), così per come è ora e per ci sta danneggiando in questo arco di anni, potremmo ottenere benefici. Magari anche tanti.
    E poi?
    Che delusione. Povera Italia…

  • Hai ragione.In Italia chi parla di educazione, cultura e rispetto è un pazzo. Chi è scurrile, irrispettoso e maleducato è un genio e la massa gli va dietro.
    Poi ci chiediamo perchè negli altri paesi si sta meglio…
    Sono contendo di esser diverso da voi.

  • Guarda che è la massa che la pensa come te. Come è la massa che pensa che negli altri paesi si stia meglio.
    I tuoi problemi di relazione li puoi risolvere tramite un percorso terapeutico.
    p.s. Affrettati prima che i tuoi amici del ‘più europa’ lo privatizzino del tutto.

  • Io ho vissuto un anno tra Maplewood, Springfield e New Brunswick (NJ, USA). Un livello di educazione, di rispetto per le persone e per le istituzioni, di sentimento di comunità, di cura per gli spazi comuni che in Italia ce li sognamo la notte.
    In Austria ho visto distributori di giornali aperti. Ognuno passava, metteva il suo euro in una bustina aperta e prendeva una copia.
    In Italia ci saremmo “fottuti” tutti i giornali e tutta la bustina dei soldi.
    Studio francese, e mi rendo conto che hanno un livello culturale che ci surclassa. Centinaia di argomenti di diplomazia, geopolitica, storia delle relazioni internazionali hanno voci in francese e inglese su wikipedia e nessuna voce corrispondente in italiano.
    Ora la crisi ha colpito grosse parti dell’europa (e non so se Bagnai te lo ha scritto, ma i dati macroeconomici francesi sono peggiori dei nostri), ma affermare che in altri paesi non si sta meglio, scusa se te lo dico, ma è una affermazione priva di riflessione.
    Soprattutto in quanto a quei criteri che avevo considerato (educazione, cultura, rispetto).
    Se poi pensi che il NWO ci schiavizzerà tutti e che i media ci fanno vedere che all’estero ci sono i paradisi e invece lì la gente viene frustata e costretta a vivere vite buie, è tutto un altro discorso…

  • Hai ragione!
    Il link sarà al limite interessante quando da Bruxelles ci diranno ‘fate presto, fate presto’ comprate il vaccino… 🙂
    Thread esaurito.

  • Salve Biondino Francesco Mercuri, mi fa molto piacere che mi abbia risposto perché mi ha chiarito meglio la sua idea rispetto alle risposte precedenti, a questo punto vorrei provare a chiarire meglio anche la mia.
    Non ho alcun astio verso le banche anzi penso che la base di ogni economia sia un sistema monetario e bancario sano, che è la benzina e il motore della macchina dell’economia. Ovviamente se il carburante non ha la giusta quantità di ottani la carburazione del motore sarà difficoltosa e ci obbligherà a molte soste dal meccanico, non permettendoci di affrontare viaggi lunghi e tranquilli. Questo è il motivo per cui da qualche tempo e con grande difficoltà mi sono dato allo studio di queste tematiche che non appartenevano al mio bagaglio culturale. Come lei io non la voglio convincere di nulla, anche perché non ho le capacità dialettiche per portare a termine un simile compito, quello che mi premeva era farle notare che certe teorie e studi monetari, se pur non condivisibili, hanno un fondamento serio e non sono tutte delle balle ho delle buffonate come lei asserisce in vari post. In mezzo a tanti “ciarlatani” ci sono persone serie e competenti (come il Prof. Galloni) che da decenni studiano nel profondo il sistema monetario con particolare attenzione alla natura e alla proprietà della moneta. Definirli tutti banalmente come complottisti e signoraggisti credo che sia limitativo e superficiale.
    Veniamo al merito delle questioni!
    Concordo con lei che non c’è stata “cessione” delle quote partecipative del capitale di Bd’I, in realtà è cambiata la natura dei partecipanti che da pubblici sono diventati privati venendo meno alle norme dello statuto, che non si riferiscono tanto alla vendita o alla cessione ma al possesso delle quote. Poco importa se questo determini tecnicamente un illegalità, sicuramente è una grave irregolarità che danneggia noi italiani e la nostra economia nei confronti di nazioni come l’Inghilterra o la Germania che invece hanno totalmente mantenuto pubblico il capitale delle loro rispettive banche centrali.
    Definire la Bd’I una S.p.A. credo che sia tecnicamente errato, credo altrettanto che il nuovo assetto proprietario sia in netto contrasto con la natura pubblicistica dell’ente che da statuto oltre che funzioni di vigilanza, continua a concorrere alla politica monetaria dell’area euro. Quindi quando dico che “abbiamo ceduto la nostra sovranità monetaria ai privati” è una semplificazione per dire che l’istituto di diritto pubblico che ha il potere di concorrere alle politiche monetarie dell’area EURO per conto del popolo italiano ha perso la sua natura pubblicistica e la sua indipendenza dal sistema bancario privato.
    Mi scusi ma l’esempio che riporta sul caso di Meredith Kercher non è perfettamente calzante perché nel caso in esame il controllore e il controllato sono la stessa entità. Lei incaricherebbe di portare avanti le indagini ai sospettati dell’omicidio?
    Riguardo al presunto falso in bilancio della Bd’I il mio intento era quello di farle porre l’attenzione sulla questione (quasi filosofica) della proprietà della moneta.
    Proverò a chiarire meglio quello che volevo dire aiutandomi con una tesi di laurea che circola in rete.
    “Dal punto di vista contabile, la BCE risulta debitrice della moneta emessa, per tutto il tempo della sua circolazione; rappresentando pertanto un debito, tale moneta viene inserita fra le poste passive.
    Allora, non ci si spiega perché percepisca interessi su di essa, pur essendo un debitore, visto che gli interessi andrebbero corrisposti al creditore, cioè al proprietario. Ne consegue che la BCE, essendo debitrice della moneta emessa, ne trae un utile non giustificabile, perché i veri creditori, cioè i proprietari, sono i popoli europei. Se poi si voglia assumere che la BCE è proprietaria della moneta
    emessa, anche prima del momento in cui la pone in circolazione si deve anche convenire che la medesima commette un illecito contabile allorquando la pone in bilancio fra le poste passive.”
    Spero di essere stato più chiaro e di aver contribuito alla discussione.
    Le faccio comunque i migliori auguri per i suoi studi e per la sua carriera diplomatica.

  • Non ho affatto tempo in questi giorni… le rispondo solo sul punto della BCE. (se andasse a vedere come si comportano le bance centrali per il mondo, Germania compresa, si renderà conto che tutte le banche centrali favoriscono e coprono le magagne delle loro banche— capisce perchè Draghi vuole lui la supervisione e la Bundesbank si oppone???????)
    La moneta è passivo di BCE e lei non riceve gli interessi della moneta che ha emesso, ma dei titoli (che sono l’attivo) che grazie all’emissione ha comprato (è una cosa PROFONDAMENTE diversa). Poniamo ad esempio che, facendo come Fed e BoE, cominciasse a fare “quantative easing” e comprare obbligazioni e azioni. Se queste si riducono di prezzo o appartengono a società che falliscono, BCE non otterrà alcun profitto dall’emissione.
    Sì, si arricchisce grazie alla moneta che essa stessa decide di emettere!!! E quindi??? Cosa c’è di strano???? Si Chiama Signoraggio! E invece che cercarlo qui e lì su internet se lo può studiare in maniera completa come argomento. Ho visto che su wikipedia è trattato in maniera troppo complessa. Si compri ad esempio il Blanchard (magari l’edizione “Macroeconomia, una prospettiva europea”) e vedrà che in maniera semplice semplice e con una matematica da scuola media riuscirà finalmente ad avere un quadro chiaro.
    Questi proventi (signoraggio) non se li mette mica Draghi in tasca!!! E nemmeno glieli da ad amici, banchieri ebrei o rettiliani!!!!!
    Vengono distribuiti tra i governi che adottano l’euro. Quindi vanno al popolo!!!!!! Il punto è che non si può mica approfittare del potere di signoraggio per spingere l’economia.
    Esiste un grande dibattito economico su ciò, e vedrà che in un buon testo le vengono spiegate tutte le idee e tutti i dibattiti a riguardo.
    Niente a che fare però con complottucoli e bufale stratosferiche.
    Guardi io non ho il coraggio di andare a vedere cosa dice Galloni sul signoraggio. Ma mi creda che quelle da web sono “palle stratosferiche”.
    Se invece Galloni (come spero per lui) dicesse frasi del tipo “dobbiamo riiniziare a sfruttare il potere di signoraggio…” sarebbe tutto un altro discorso.
    Questo avrebbe senso, perchè BCE è stata istituita sul modello della BudesBank che per 50 anni è stata indipendente dal governo (e qui mi verrebbe da dire: ” per l’Italia l’indipendenza sarebbe stata la rovina, quando invece per la Germania no?????”) e che si è posta esclusivamente l’obiettivo inflazionistico. Nel modello tedesco, come in BCE, lo stato, purtroppo per noi, deve avere bilanci solidi, perchè se fa deficit non può ricorrere alla “monetizzazione”, perchè la BC si deve solo curare dell’inflazione (loro dopo gli anni ’20 hanno sempre avuto paura di quella).Se quindi fai deficit puoi solo ricorrere al mercato per finanziarti, perchè sei monco dell’aiuto della BC.
    Frequentare certa gentaglia da strapazzo che da decenni si è fatta i soldi sfruttando la rabbia e l’ignoranza della povera gente, non è affatto nobile però. Gliel’ho detto. Mi sono cadute le braccia.
    E’ ovvio che questo sistema è parecchio rigido, e ci costringe a cambiare enormemente le nostre abitudini di politica economica, ma il sistema potrebbe funzionare.
    Draghi ha fatto proprio quello che i Galloni vorrebbero fare. Mettendo da parte “l’elmetto prussiano” si è reso conto che c’era bisogno di politiche monetarie espansive e di stampare moneta. Se c’è qualcosa che ha fatto è proprio quella di comportarsi come avrebbe fatto la banca d’Italia prima dell’indipendenza.
    Certo non ha potuto superare gli ostacoli che lo statuto gli imponevano, ma (purtroppo in misura nettamente minore) ha adottato politiche del tutto simili a quelle della FED. Anche la Fed infatti non può comprare sul mercato primario (cioè direttamente nelle aste del tesoro). Così come ha fatto Draghi (e prima di lui trichet con il SMP) compra titoli sul secondario (cioè titoli di stato già comprati dai privati).
    Non pensi neppure che le altre banche centrali non facciano “regali alle banche” con tassi bassi come ha fatto Draghi con i due LTROs (quelli avevano il doppio compito di far scentere gli spread- riuscito- e di ridurre il credit crunch – non riuscito ma per ragioni che magari le spiego in un altro post— secondo lei alle banche non converrebbe prestare alle aziende a tassi che sono ben al di sopra di quelli che si trovano nel mercato dei titoli????? ). La Fed fa tassi alle imprese pari a 0% (sì, proprio 0%) da tre anni… La BoJ è in trappola della liquidità da oltre un decennio!!!!!
    Il problema economico in Europa, in questo momento, non è affatto la politica monetaria. Sì, si potrebbero portare i tassi dallo 0,5% dell’altro giorno allo 0% ma non creda che si possa cambiare tanto. Pure gli spread sembrano ridurs(e quindi il rischio di default)i!!
    Il vero problema economico Europeo è la Politica di Bilancio.
    Se è vero che noi non ci possiamo permettere di riprendere a spendere ed indebitarci ancora di più, la questione si deve risolvere in altri modi.
    Ad esempio, come suggeriscono tanti economisti:
    Un grande piano Marshall per l’Europa. Il debito non lo facciamo fare ai singoli stati ma lo facciamo a livello europeo (così i nostri conti non peggiorano). Euro Bond e Project bond per centinaia di miliardi. (capisce bene che la Germania fa resistenze perchè non vuole pagare per quelli che a suo dire hanno fatto “lassismo fiscale” in precedenza)
    Perchè non lo vuole fare e perchè accanto ai fondi chiede le condizionalità e i compiti a casa???. Per il moral hazard. Praticamente la Germania dice (sfruttando una famosa teoria elaborata anche da stiglitz sulle asimmetrie infromative). Se noi gli diamo i soldi e se non non imponiamo delle condizioni, questi si mangiano i soldi, consumano il fondo e tra 5 anni torniamo punto e a capo (dobbiamo rimettere i soldi nel fondo e pagare noi per loro).
    Apro una piccola parentesi. Così come penso dica anche Bagnai, questa concezione è sbagliata e fortemente criticata da gran parte della teoria economica.
    Brevemente: i paesi fanno alti deficit (tenuto conto che un po’ di colpe ce le abbiamo) perchè la struttura difettosa dell’UME ci porta ad indebitarci nei confronti della Germania. I nostri deficit di bilancia commerciale si trasformano in deficit di bilancio…
    Quindi non è che lei dovrebbe pagare per noi, al massimo dovrebbe restituirci quello che il “sistema” le ha permesso di guadagnare…
    Ora devo riprendere, mi scuso se taglio il discorso…
    Spero di aver arricchito la discussione e, se vuole, non si faccia problemi a farmi domande…
    Sto preparando un articolo sui difetti dell’eurozona. E’ un po’ tecnico ma magari lo potrebbe apprezzare. Scoprirà che, senza essere maleducati e senza farsi venire il sangue al cervello, si può essere anche più critici di come fa Bagnai (e ovviamente non mi sto paragonando a lui che è 1000 e io sono 0, ma sto parlando di approccio, di carattere e di comportamento…)
    Un saluto

  • Ovviamente intendevo tassi dello 0% alle Banche da parte di Fed.
    Non alle imprese :-).
    Sto rileggendo ora quello che avevo scritto. Ero proprio di fretta. Mi scuso..

  • Salve Biondino si lamenta giustamente di essere stato denigrato e offeso, ma si comporta esattamente allo stesso modo denigrando e offendendo persone di cui ha ammesso di conoscere praticamente niente. Da per scontato che la mia fonte sia esclusivamente la rete e mi attribuisce letture fantascientifiche su rettiliani etc…
    Senza dubbio sarà un grande avvocato ma negli studi di diplomazia mi sa che deve fare ancora un pò di pratica.
    Si è mai domandato cos’è la moneta?
    Chi da valore alla moneta?
    Di chi è la proprietà della moneta?
    Perchè tutti gli stati al mondo(compresi i più virtuosi) hanno debito pubblico?
    Perchè tutti i debiti aumentano sempre?
    Chi sono i creditori?
    Quale motivo c’è che uno stato emetta moneta indebitandosi con una banca centrale?
    Mi fa piacere discutere di questi argomenti ma non essere oggetto dei suoi pregiudizi, la ringrazio comunque del suo apporto alla discussione.
    Arrivederci!

  • Ovviamente ciò che c’è scritto in quella tesi è assurdo!
    O è un fake, oppure è una tesi non corretta ancora da nessuno, oppure ancora è una tesi di una università di infermieristica.
    Non mi giudichi male, ma quelle righe sono un insieme di castronerie una appresso alle altre…
    Spero di averle fatto capire che gli interessi non sono “sulla moneta” che è un credito per chi la possiede (quindi anche le banconote che ha lei adesso nel portafogli sono un suo titolo di credito) ed un debito per chi lo emette. Ma sono gli interessi che maturano sui titoli che BCE possiede in portafoglio –> I suoi propri titoli (così come lei gode del maturare degli interessi sui titoli che ha o che può possedere).
    La moneta in circolazione (non solo le banconote ma anche la moneta bancaria che si crea per via del moltiplicatore dei depositi bancari) determina l’offerta di moneta. L’interesse che BCE percepisce dalle sue attività di mercato aperto (cioè questa compravendita di titoli) è il signoraggio.
    Da Statuto il signoraggio viene distribuito ai paesi UME per via delle loro rispettive banche nazionali (e io le avevo indicato la pagina del bilancio della Bd’I dove viene indicata la somma che Bd’I trasferisce al govenro).
    Penso di averle fatto già l’esempio dei titoli greci: lo ripeto in ogni caso.
    Deve sapere che nel marzo 2012 la Grecia ha praticamente fatto un default tecnico. Tutti coloro che possedevano titoli greci hanno dovuto rinunciare al 57,3% del credito che vantavano nei confronti della Grecia (erano per lo più banche greche, e in quantità discreta banche francesi e tedesche, ma anche qualche migliaia di cittadini europei come me e lei). Per il restante 46,7% i possessori dei titoli hanno dovuto accettare che venisse spalmato in titoli a lunghissima scadenza (20 e 30 anni) a tassi d’interesse bassi o che venisse convertito in titoli dell’ESFF comunque a tassi d’interessi bassi.
    Orbene, anche la BCE aveva in portafoglio tanti titoli greci (le ricordo che Trichet aveva provato a tamponare lo spread tra titoli greci e bund con acquisto massiccio di titoli greci), ma Draghi non ha accettato che i titoli greci che BCE possedeva venissero dimezzati e convertiti. Ne andava, infatti, di mezzo la stabilità del bilancio di BCE. Ora non mi voglio fare tecnico, ma il discorso è quello dei bilanci delle banche e della leva finanziaria di una banca. In parole povere, se gli attivi (nel nostro caso i titoli greci che vengono meno) si assottigliano, aumenta l’esposizione del capitale. Certo, BCE non fallisce, ma si creano meccanismi che la spingno a politiche monetarie non volute, perdita di credibilità, limitazione della sua iniziativa. ecc.
    A controbilanciare questa scelta Draghi ha però deciso che tutti i profitti che BCE otterrà dai titoli greci (signoraggio) non verrano ridistribuiti agli Stati ma dovranno essere rigirati al solo governo ellenico. Il meccanismo deciso da Draghi è questo: come sempre il signoraggio andrà alle singole banche centrali e da queste ai governi, ma questa volta i governi dovranno girare la parte relativa ai profitti da titoli greci non convertiti, al governo di Atene.
    Un saluto

  • Salve ancora,
    1) la moneta è un’attività finanziaria che serve per acquistare beni o servizi. Non è una merce ma appunto una semplice attività finanziaria (come un assegno ad esempio), e quindi non ha senso ad esempio parlare di valore intrinseco. Può essere fatta di qualsiasi materiale, l’importante che garantisca le proprietà che la rendano “moneta”:
    deve essere “intermediario di scambi”
    deve servire da “unità di conto”
    Deve servire da riserva di valore nel tempo (non può essere un pesce che marcisce dopo tre giorn).
    2) La moneta ha valore per vincolo di legge. Il potere d’acquisto della moneta è invece funzione della domanda e dell’offerta di moneta.
    3) la moneta è di proprietà di chi la possiede. In diritto è infatti un titolo di credito, che gode di tutte le azioni giuridiche di tutela del suo possesso e della sua proprietà(es. azione reivindicatoria). Il titolo di credito appartiene a chi ce l’ha. Le banconote che lei ha nel portafogli sono sue. E le può utilizzare per fare quello che vuole.
    Non è questione di essere diplomatici (a parte che al concorso per diplomatico non c’è l’esame di avere pazienza con le persone), ma stiamo parlando veramente dell'”abc” dell’economia e del diritto, che chiunque abbia letto un libro di macroeconomia considera banali.
    Conosco benissimo la discussione sulla proprietà della moneta al momento dell’emissione. Non capisco a cosa cavolo serva.
    Al momento dell’emissione la moneta è di chi ce l’ha (è sempre il discorso del titolo di credito). BCE che è pubblica e quindi è parte del “popolo”, la usa per le operazioni di mercato aperto.Compra titoli (il suo attivo) che gli rende interessi, e cede moneta (il suo passivo perchè è quello che deve a chi ha venduto i titoli —— per la banca commerciale che gli ha venduto il titolo, la moneta diventa l’attivo, mentre i titoli il passivo). La dà a qualcuno (una banca) e la moneta diventa di proprietà della banca… la banca la dà a lei e la moneta diventa sua.
    Lei ha mai avuto dubbi della proprietà di una casa, solo perchè quella era appartenuta ad altri prima di lei???????
    4) gli stati al mondo hanno debiti perchè hanno fatto deficit di bilancio. Il debito (che si ha nei confronti di chi ti compra il titolo di stato, e anche lei può farlo se domani mattina lo decide), non è affatto qualcosa di negativo. L’importante è non far credere di essere nell’impossibilità di non poterlo ripagare. Se mi chiede il perchè gli stati hanno debito devo proprio averla sopravvalutata.
    Il nostro debito ad esempio è di 2000 milardi e rotti. Se domani decidiamo di fallire diviene 0.
    Se da dopodomani teniamo sempre pareggio di bilancio (o addirittura attivi visti che abbiamo già un avanzo primario) non ci indebiteremo più. Per sempre…
    Nel bilancio dello stato, approvato dal parlamento ogni anno, esiste una voce che si chiama “ricorso al mercato”. Purprotto per noi italiani è sempre pesante. Con il pareggio di balancio (effettivo, non strutturale come ora) il debito non può crescere. Con l’inflazione il debito (che è uno stock nominale) si erode. Con la crescita del PIL, il rapporto debito pil si riduce (se il debito cresce di meno della crescita).
    5) i creditori sono tutti i possessori di titoli di stato. La mia famiglia possiede 35 mila euro di titoli di stato. (avevo comprato i btp italia a maggio). Io sono uno dei creditori dello stato. Le ho risolto il mistero??? Come me centinaia di famiglie italiane e ovviamente banche (che gestiscono i depositi dei cittadini) italiane e straniere, fondi pensioni, fondi comuni ecc…
    6) con tutta la buona volontà la sesta domanda non l’ho capita… uno stato si indebita con tutti coloro che gli comprano i titoli che lui emette per coprire la differenza tra ciò che ha ottenuto dalle imposte e ciò che ha speso (deficit) e pure per per pagare gli interessi dei vecchi titoli emessi. BCE non può comprargli i titoli (perchè lo dice il tfue) altrimenti vorrebbe dire regarargli i soldi.
    Quando i titoli di Stato vengono comprati da una banca centrale, gli interessi tornano allo stato…
    Il problema è che questo giochino magico non si può fare a piacimento, perchè si altererebbe l’ammontare di offerta di moneta e avremmo il tasso d’interesse sempre a 0%.
    Se ad esempio BCE domani mattina comprasse tutto il debito italiano e ci restituisse tutti i proventi, noi non avremmo più debito pubblico. Peccato che per farlo dovrebbe emettere 2000 miliardi di euro che con il moltiplicatore dei depositi farebbero aumentare l’offerta di moneta di 2000 miliardi di euro moltiplicati una novantina di volte circa…
    Mi dispiace dovere essere io a raccontargli la triste realtà, ma non si può “monetizzare” un debito di 2000 miliardi di euro Oppure lo si può fare ma l’inflazione eroderebbe il valore di quella cifra e questo equivarrebbe a dichiarare il default.
    Chiedo scusa se mi sono rilevato indisponente, ma le assicuro che ha fatto domande banali, e dopo aver visto migliaia di video bufala fatti da gente che non ha mai letto una pagina di un libro di economia…
    Mi scuso ancora. Arrivederci.

    • Salve Biondino Francesco Mercuri,
      Non la voglio più tediare con domande banali per cui le darò delle risposte banali.
      La tesi di laurea che ho riportato mi risulta essere stata discussa nell’anno accademico 2006/2007 alla Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, Facoltà di Economia
      Corso di laurea in Economia e Commercio.
      Per completezza aggiungo un stralcio di un’altra tesi discussa in un’altra facoltà di economia nel 2008/2009
      “Nel corso del tempo sono state approvate leggi che consentono alle banche centrali di registrare come voce passiva ( quindi come debito ) del proprio bilancio l’intero valore del denaro da esse stampato ( a costi irrisori ) e poi
      prestato allo Stato dietro corrispettivo ( obbligazioni di Stato e tasso d’interesse ) . Questo , però , costituisce a tutti gli effetti un incremento patrimoniale ragion per cui molti economisti additano tale procedura come elusione fiscale che affonda le sue radici in una precisa ragione storica ; nel periodo in cui le banche emettevano denaro a fronte delle
      riserve aurifere che ne garantivano la convertibilità in oro , le banche centrali riportavano , giustamente , all’attivo la riserva aurea posseduta e al passivo la quantità emessa di denaro : esse erano pertanto tenute a garantire tale convertibilità e le banconote costituivano effettivamente un debito ( a cui si aggiungeva il costo di stampa ) .
      A seguito della soppressione della convertibilità in oro le banconote dovrebbero poter costituire una voce attiva su cui pagare le tasse ovvero l’esatto contrario di quanto figura sui bilanci delle banche .”
      Ora se permette provo a rispondere alla sesta domanda:
      La moneta come lei ha ben precisato è un attività finanziaria e non ha valore intrinseco, ha infatti valore per vincolo di legge. Quindi è lo stato (che siamo noi!) che legiferando da valore alla moneta.
      Allora mi domando perché uno stato (e quindi tutti noi) si deve indebitare con una banca centrale quando è lui stesso che da il valore alla moneta.
      Spero di essere stato chiaro ed abbastanza banale!

  • Le risponderò appena trovo tempo. Sappia che quel pezzo di tesi è bufala!!! Bufala campana d.o.c. Fatto da un somaro e (come capita sempre) i professori neanche gli leggono le tesi… (sempre se non è un fake”.
    Proverò pure a spiegarle il perchè… Spero di farmi capire… Ma alla fine lei dovrà fare uno sfrozo mentale suo.
    Lei potrà sempre continuare a credere che sia in quel modo. Io le do la mia parola d’onore che non è in quel modo e che questa teoria non sta in piedi da un punto di vista matematico ma soprattutto da un punto di vista logico. Poi decida lei. Io spero che riuscirò a fugare ogni suo dubbio. Si vede che è una persona che ragiona. Se non sarà così, diverrà una questione di credibilità.
    Comunque provvederò ad essere puntuale e preciso.
    Mi scuso anche per il “banale”, volevo però effettivamente dire, che nessuno che abbia studiato bene la materia (ora con queste tesi scritte con i piedi mi si sta accapponando la pelle) ha i dubbi che lei ha.
    Ci sta. Lei sarà bravissimo nel suo campo e io magari (anzi sicuramente) sono una schiappa.
    Per ora la saluto
    PS: prima ho rivisto la voce signoraggio su wikipedia. Non è poi così complessa… anche se le ripedo che il Blanchard è il massimo (gli altri testi base di macro che ho letto la fanno un po’ più matematica come cosa).

  • Allora, parto da quella “tesi”…
    1) “Nel corso del tempo sono state approvate leggi che hanno permesso alle banche cetrali di registrare come passivo la moneta emessa”…, mi spinge a dire la mia prima parolaccia in questo blog,
    perchè è una “cazzata” grande come la muraglia cinese.
    Il bilancio di BCE si stila esattamente come il bilancio del paneficio che ha sotto casa. Con le stesse precise regole…
    Le avevo già spiegato questo punto e spero che lei l’abbia capito, altrimenti vada a rileggerselo, oppure non so cosa fare…
    Da ciò ovviamente deriva che “ha portato alcuni economisti a sostenere che sia elusione fiscale bal bal bla” sia una seconda minchiata pazzesca.
    Se lei mi porta un testo o un articolo scientifico che dice questa cosa io mi brucio vivo con la benzina a piazza San Pietro.
    Questo signore della tesi spiega proprio la teoria signoraggista… cioè una “minchiata unica”. (altra parolaccia)
    2) Deve sapere signor AGE che una banca centrale non fa la banconota da 100 euro per guadagnare 99,30 euro. Fa la banconota da 100 euro perchè decide che l’offerta di moneta deve essere di un certo ammontare nell’economia, quando la moneta ritorna i Banca centrale la distrugge perchè ha deciso che deve ridurre l’offerta di moneta di quei 100 euro. Decide quanto deve essere l’ammontare di moneta nell’economia a seconda del tasso d’interesse che ha stabilito.
    Quindi NON guadagna affatto i 99,30 euro. L’unico guadagno che ha è il fatto che l’emissione avviene con operazioni di mercato aperto, e cioè attraverso l’acquisto e la vendita di titoli. Siccome i titoli hanno un interesse, nell’immettere quei 100 euro, lei incamera un titolo che le renderà ad esempio 103, 50 euro. Una volta scaduto il titolo, riimmetterà i 100 euro se vorrà mantenere l’offerta di moneta, li manderà al macero se vorrà ridurli. I 3,50 invece sono il signoraggio che appartiene allo governo. Non riesce proprio a capire che la banca centrale è dello stato??? Esattamente come l’ufficio delle imposte, come la procura, come il comune, come il tribunale, come la stazione di polizia, come la prefettura, come l’ospedale della ASL, ecc…
    Friedman sosteneva che questo sistema di emissione della moneta, attraverso l’acquisto di titoli delle banche, è troppo distorsivo. Facendo dell’ironia aveva proposto che da degli elicotteri la Banca centrale avrebbe dovuto buttare la moneta nelle strade.
    Io non so se lei ha capito il punto. Ma buttarla dagli elicotteri oppure comprare titoli è la stessissima cosa dal punto di vista della Banca Centrale… Solo che buttandola dall’elicottero sarebbe attivo e non passivo. Ma non ci frega nulla se è attivo o passivo (infatti le monete metalliche sono in attivo). Anche questa cosa dell’attivo e del passivo. Mi vuole spiegare cosa ha di tanto rilevante???
    Io non lo capisco.
    Un paio di anni fa la mafia russa era entrata nel processo di distruzione dell’euro. Praticamente gli euro che non venivano distrutti ritornavano nell’economia (comunque una roba minima, tipo qualche decina di milioni di euro). Questo, così come con la falsificazione delle banconote equivale ad avere una politica monetaria espansiva.
    Lei ad esempio si renderà conto che la moneta viene distrutta con i nuovi 5 euro. i vecchi 5 euro cominceranno a diminuire fino a diventare rarissimi. BCE li avrà tolti dalla circolazione (magari li metterà in vendita sotto forma di carta maciullatta).
    La vera smentita della teoria signoraggista è però l’inflazione. Se la moneta non venisse ritirata, ma ad esempio data agli ebrei barbuti. Non avrebbe senzo per gli ebrei barbuti non utilizzarla… Nel momento in cui la utilizzano la immettono in circolazione. I dati sull’infalzione e i dati su m1 invece ci dicono esattamente quanta moneta c’è in circolazione.
    Altra cosa, quella tesi riprendendo auriti (notissimo professore di diritto della navigazione ridicolizzato dall’avvocatura di Stato in una famosa causa) sostiene che lla banca centrale compra titoli di stato.
    Questa è una panzana epocale che può verificare direttamente lei andando all’articolo 123,primo comma del TFUE, che appositamente lo vieta. La BCE può acquistare titoli soltanto sul secondario, quindi soltanto titoli (anche statali) posseduti dai privati.
    Ma ora penso di aver capito quello che a lei non la convince. Mi dica se ho colto il punto. Lei dice… se il governo spende di più di quel che ottiene dalle tasse, perchè non se li stampa quei soldi invece di andare sul mercato e chiederli in prestito???
    E’ giusto??? Pensa questo???
    Se pensa questo le do subito la risposta. Se il governo stampa la moneta che gli serve, aumenta l’offerta di moneta. L’aumento dell’offerta di moneta diminuisce il potere stesso d’acquisto della moneta. Non ci si può finanziare con l’emissione. Ho meglio lo si fa e tuttora tutti i governi persino l’italia si finanziano con il signoraggio di BCE, ma non lo si può fare oltre un certo limite…
    L’inflazione annua che abbiamo è proprio dettata al fatto che il governo sta godendo del signoraggio da emissione.
    Pensi che persino in un momento di calo della produzione e dei consumi, abbiamo l’inflazione dell’ 1,9%.
    Le faccio un esempio di scuola. Non ci si può arricchire con la moneta. Se domani mattina Draghi si sveglia generoso e decide di stamparci e regalarci 1 milione di euro a testa (così, tanto per gradire una politica monetaria espansiva) lei crede che saremmo più ricchi??
    Beh, la risposta è che con quell’enorme massa di offerta di moneta e con una minima domanda di moneta (la domanda di moneta è la moneta che noi vogliamo detenere in forma liquida, banalizzando quella che vogliamo in tasca quando usciamo a fare la spesa) cominceremmo a usare quel nostro milione. L’enorme domanda di beni, titoli e servizi farà aumentare i prezzi. Già dopodomani mattina il panino costerebbe chessò 87500 euro. Come politica monetaria espansiva avrà ridato impulso all’economia, ma l’inflazione avrebbe mangiato il potere d’acquisto della moneta.
    Sappia che quando lo stato usa la moneta per finanziarsi sta utilizzando una tassa occulta a danno dei percettori di redditi fissi.
    Se la BCE non mandasse al macero la moneta sarebbe come se aumentasse infinitamente la moneta. Questa ritornata in circolo perchè data ad ebrei barbuti perderebbe il suo valore.
    Parliamo un po’ di banca dipendente e banca indipendente.
    Dal punto di vista teorico non cambia assolutamente nulla se la banca sia dipendente o indipendente dal governo.
    Ci potrà essere infatti un governo rigoroso che pure avendo a disposizione il signoraggio non vuole finanziarsi alle spalle dei suoi cittadini, e invece un banchiere centrale indipendente che vuole ubriacare il settore pubblico di liquidità.
    E’ ovvio che le cose sono diverse nella realtà. Quando il governo avrà a disposizione l’emissione per finanziarsi, preferirà 10000 volte finanziarsi mediante moneta che attraverso l’innalzamento delle imposte o il ricorso al debito. Si è mai chiesto perchè i prezzi tedeschi in 50 anni sono rimasti quasi identici e invece in Italia (sto sparando a caso perchè non mi va di andare a cercare i dati effettivi, comunque colga il concetto) una fiat costava costava 10000 lire nel 1950 e 10000000 di lire nel 1990 (non so se si rende conto che siamo mille volte di più in termine nominale). Perchè la canzone dice “se potessi avere mille lire al mese…”? Si sta domandando perchè invece nel 2003 una macchina costava 10000 euro e oggi costa 10000 euro????
    Il signoraggio di cui si giovava il governo però faceva perdere il valore stesso della moneta che stampava.
    Siano chiare due cose… anche ora il governo si giova del signoraggio (ed è proprio quella parte di signoraggio che BCE trasferisce annualmente alla bd’I e la banca d’Italia al ministero dell’economia e la finanza attraverso le imposte e attraverso il trasferimento diretto), ma ora non spetta più al governo stabilire quanta moneta deve essere immessa e soprattutto la decisione è affidata ad un’autorità che bada a 1) quale è lo scambio di beni e servizi nell’economia (un modo profano per dire domanda di moneta)
    2) quale deve essere il tasso d’interesse di riferimento (senza che si studi il grafico ho poco da farle, ma sappia che se ad esempio l’offerta aumenta i tassi si abbassano, se la BCE accelera la distruzione di moneta con cendita di titoli nel portafoglio i tassi si alzano).
    La seconda cosa è che la l’Italia (anche quandoBd’I era dipendente da governo) non ha mai approfittato eccessivamente del signoraggio, Sì è vero un chilo di pane nel 60 magari costava 10 lire e nel 1996 1000 lire, ma comunque è una cosa che in 50 ci sta. Il governo non ha mai esagerato con l’emissione e tante volte si sono avute politiche di riduzione del deficit e di contenimento del debito (che infatti esisteva pur avendo a disposizione la “catoleria” ma che non superò mai soglie critiche)
    Gli esempi di vero sfruttamento della monetizzazione della moneta sono clamorosi e sono riferibili alle vicende del brasile dei primi anni 90 (19% di inflazione mensile!!!!!) dell’argentina prima che passasse al currency board (che poi si rivelò comunque causa del suo fallimento) dell’Ungeria del 1946 (con tassi 19800 % di infalzione mensile !!!! Significa che se oggi il caffè cosa 1 euro il 6 giugno costerà 19800 euro!!!!) Ma soprattutto i sempre citati casi dello Zimbabwe degli anni 2000, e la repubblica di weimar dall’agosto 1922 al novembre 1923.
    In particolare a Weimar, la giovane repubblica tedesca si trovò in una situazione esplosiva. La Germania di Guglielmo II aveva finanziato la prima guerra mondiale mediante l’emissione di titolidi Stato. Come tutte le potenze in guerra sperava che la vittoria le avesse garantito la possibilità di ripagarlo. Le cose andarono male. La guerra fu persa, il secondo Reich implose, Guglielmo riparò i Olanda e si formò la repubblica. Questa si trovò da un lato a pagare le riparazioni di guerra, dall’altro a dover rimborsare i titoli che aveva emesso. Senza contare il fatto che aveva milioni di soldati da reinserire, centinaia di migliaia di invalidi e estremismi di destra e comunisti a minacciare la solidità del governo. Nell’impossibilità di chiedere uno sforzo alla popolazione, decise di pagare il debito attraverso la “monetizzazione”. Dove prendeva i soldi per pagare la classe media che l’aveva finanziata? Signoraggio! Se li stampò. In questo modo l’inflazione raggiunse il 365% mensile. Supponiamo che lei (farmacista berlinese) del 1916 avesse comprato 1000 marchi di bund tedeschi a 10 anni, nel 1922 va a comprare il pane a 100000000 di marchi. Lo stato non avrà nessun problema a rimborsargli i marchi che lei gli aveva prestato. Con “l’irpef” di un calzolaio ora è capace di pagare tutto il debito. L’inflazione ha eroso il debito.
    Capisce perchè Krugman dice che l’inflazione sarebbe la nostra cura????? Certo mica weimar :-), però una bella inflazione del 7% all’anno eroderebbe il debito (che è uno stock nominale) del 7% all’anno. Ed in una decina di anni avremo il debito al 50% del PIl.
    Bisogna decidere chi deve pagare questo debito. Se stampiamo monetizziamo lo facciamo pagare ai creditori del debito (più o meno la classe media) e la classe più povera. Se falliamo la classe media ed il sistema bancario. Se decidiamo di onorarlo, tutti quanti…
    Ho detto tanto. Mi faccia domande se vuole sapere qualcosa.
    Io un po’ mi sono stancato. Non mi dovrebbe interessare tanto se un certo sig. AGE pensa che i banchieri si fottono moneta e si arricchiscono con l’emissione o se invece l’emissione è una prerogativa pubblica e svolge un ruolo necessariamente pubblico.
    Ahhhh una cosa… se le banche centrali fossero private. Nel vero senzo della parola (ci sono sistemi in cui l’emissione viene affidata a privati) non cambierebbe nulla, ma proprio nulla di nulla.
    Se infatti non si mantenesse una certa offerta di moneta e se ad esempio da 100 euro qualcuno si arricchisse di 99 l’offerta di moneta aumenterebbe enormemente e saremmo a Weimar.
    Se invece pensa che io non abbia fugato alcuno dei suoi dubbi… non mi risponda. cortesemente! Pensi che Draghi si arricchisce stampando moneta e arricchendo gli stati (spero lei sappia che la BCE è istituzione come ad esempio il parlamento) e continui sulla sua strada.
    Io non mi posso mettere a spiegare a tutti queste cose. Per uno a cui spiego le basi minime della politica monetaria 1000000 vedono un video di youtube che dice che i la moneta non è nostra, che il signoraggio va a finire a santa lucia o nel delaware, che non è vero che è Obama a scegliere Bernanke (con l’approvazione dei 2/3 del senato) ma che la fed è dei rothschild che dominano il mondo e via dicendo….

  • Ho visto errori marchiani. Una “z” in un “penzo” che è terribile e addirittura una “o” congiunzione a cui ho messo la “H”. Me ne scuso…
    Dopo aver scritto questo mostro non ho riletto.
    La saluto.

    • Salve Biondino Francesco Mercuri
      La ringrazio perché credo che abbia fugato gran parte dei miei dubbi.
      Guardiamo se ho capito bene, lei dice:
      “Il bilancio di BCE si stila esattamente come il bilancio del paneficio che ha sotto casa. Con le stesse precise regole.” Il Panificio produce una merce, ma come lei giustamente dice:
      “la moneta è un’attività finanziaria che serve per acquistare beni o servizi. Non è una merce ma appunto una semplice attività finanziaria “
      Lei dice:
      “Non riesce proprio a capire che la banca centrale è dello stato???”
      “Come si accorgerà da una breve ricerca, le quote di partecipazione a Bd’I un tempo appartenevano ad enti bancari e assicurativi pubblici, perchè partecipati IRI o addirittura in quanto enti pubblici economici. Con le privatizzazioni questi partecipanti sono divenuti privati e hanno seguto le vicende dei privati “
      Anche qui ha fugato tutti i miei dubbi!
      Lei dice:
      “la moneta è di proprietà di chi la possiede.”
      (Questo dovrebbe chiederlo ai correntisti ciprioti per vedere se sono d’accordo con lei).
      “La moneta è passivo di BCE e lei non riceve gli interessi della moneta che ha emesso, ma dei titoli (che sono l’attivo) che grazie all’emissione ha comprato (è una cosa PROFONDAMENTE diversa).”
      Se ne deduce, che avendo pagato i titoli che ha comprato, fosse proprietaria della moneta e che questa dovesse risultare tra gli attivi del bilancio.
      Ho capito bene?
      “Se domani mattina Draghi si sveglia generoso e decide di stamparci e regalarci 1 milione di euro a testa”
      Implicitamente ammette che Draghi(in realtà la BCE) possiede la moneta perché può regalarcela?
      Lei dice:
      “L’inflazione annua che abbiamo è proprio dettata al fatto che il governo sta godendo del signoraggio da emissione.”
      “ci sono tante cause dell’inflazione: c’è quella da costi (ed ecco quella del petrolio), ma anche da eccesso di domanda quando non vi è pieno impiego dei fattori produttivi (esempio per mancanza di investimenti e di accumulazione di capitale fisico) e pure da emissione di moneta.
      la svalutazione è un’altra causa dell’inflazione, anche se come correttamente dice Borghi non vi è una correlazione diretta tra le due cose.”
      Anche qui purtroppo cade in contraddizione con le sue stesse affermazioni.
      Devo ammettere che più scrive e più mi convinco del contrario e che le sue continue allusioni denigratorie fortunatamente convincono le persone che leggono qui che lei non abbia argomenti validi da sostenere.
      Le cose che dice lei sembrano infatti non avere logica e al contrario sembrano dei dogmi caduti dall’alto.
      Giusto per chiarire da dove arrivano alcune di queste tesi le aggiungo alcuni link del Telegraph, della Stampa su un documento del FMI che non credo sia un covo di rettiliani ufologi o signoraggisti.
      http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/9623863/IMFs-epic-plan-to-conjure-away-debt-and-dethrone-bankers.html
      http://www.lastampa.it/Page/Id/1.0.582846435
      http://www.imf.org/external/pubs/cat/longres.aspx?sk=26178.0
      http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2012/wp12202.pdf
      Mi auguro sinceramente che non si dia fuoco in piazza San Pietro, ma che ne tragga spunto per ampliare i suoi studi.
      P.S.
      Una piccola nota: Lei ha distrattamente scritto murk-up mentre si scrive mark-up (scusi se la correggo ma ho pensato che, vista la sua futura carriera questo ci potrebbe costare un incidente diplomatico…).

  • 1) si stila come per il panettiere, perchè ciò che il panettiere deve dare è il passivo, ciò che il panettiere deve ricevere è l’attivo…
    2) Le quote del capitale non c’entrano un ca..o (quando ci cuole ci vuole… sarà la decima volta che lo dico) con il fatto che sia pubblica. E’ la legge che dice quel che è pubblico o no!!!! La banca d’Italia è un ente statale strumentale. Si compri un testo di diritto amministrativo. Per cortesia…
    3) certo che è proprietaria della moneta!!!! E infatti io ho detto che la moneta è di proprietà di chi ce l’ha (come tutti i tioli di credito).
    – Attraverso l’acquisto di titoli, diviene propietaria dei titoli e cede in controprestazione la moneta. (per questo la moneta si computa nel passivo)
    – La banca diventa proprietaria della moneta (perché è un titolo di credito) e perde la proprietà del titolo (il titolo è il suo passivo e la moneta il suo attvio).
    – Quando lei va in banca a chiedere un prestito, la banca glielo concede e le dà la moneta (questa volta la moneta è il passivo della banca, mentre il diritto di credito l’attivo).
    – Lei diventa proprietario di quella moneta (perchè è un titolo di credito) ed in controprestazione promette che ne restituirà una somma pari ed evenutali interessi (la moneta diventa il suo attivo e il contratto che ha sottoscritto il passivo).
    – La Banca perde la proprietà della moneta e acquisisce il diritto di credito incorporato nel documento ch lei ha sottoscitto con essa.
    – Lei va al mercato e compra 1 kg di pomodori (i pomodori diventano il suo attivo e la moneta il suo passivo).
    Il commerciante diventa proprietario della moneta (la moneta diventa l’attivo e i pomodori il passivo)
    etc… Questa si chiama contabilità!
    4) le ho già detto che Draghi possiede la moneta!!!!! Non capisco cosa c’è di strano. Draghi è il governatore della Banca Centrale Europea. E’ lui che possiede tutta la moneta (in realtà non è che ce l’ha in tasca e non la fa nemmeno lui, ma le varie zecche sparse per i 17 paesi). E’ lui (semplificando le procedure di scelta) che decide quanta moneta deve essere stampata.
    Questo è il mestiere del banchiere centrale. Glielo presento!!!!!!!!
    Questo compito glielo hanno dato i governi dei 17 paesi e quindi il POPOLO. Draghi è infatti stato scelto in sede di Consiglio Europeo (capi di stato e di governo) e ha dovuto ricevere il voto dei 2/3 del Consiglio UE (ministri delle finanze riuniti in sede di eurogruppo).
    Ha un mandato a tempo e dopo se ne sceglierà un altro sempre con lo stesso sistema.
    5) in cosa mi sarei contraddetto. L’inflazione ha diverse cause. L’emissione è una di queste. BCE ha da statuto un obiettivo inflazionistico preciso: un tasso nel medio termine al di sotto, MA VICINO al 2 %. Draghi regola l’offerta di moneta in modo da mantenere questo tasso.
    Sotto il 2 % perchè è una BC a sistema tedesco… vicino al 2% perchè un tasso controllato e basso di inflazione (seguendo una idea teorica proposta da Friedman) è qualcosa di positivo per l’economia.
    I link nemmeno li apro perchè se sono serie è logico che non li ha nemmeno capiti.
    E’ ovvio che con chi non ha mai aperto un libro non si può discutere.
    Sì, ha ragione lei, le banche ci fottono i soldi e si appropriano della moneta che la BCE stampa. La BCE stampa migliai di banconote al giorno, mai invece che tenersele aspetta che gli scadano i titoli che compra per potersele portare a casa. Quindi le stampa, le presta, aspetta 5/10 anni poi sono le sue. Nel frattempo ne ha stampate miliardi di altre…
    Tutti questi soldi vanno in mano ai banchieri e alla sera si riuniscono e brindano…
    Intanto hanno pagato i media, e gli economisti, per non dire sto truccherro. Hanno pagato pure me per poterla dissuadere.
    Poi appena si accorgono che lei ha capito tutto, cominciano a spiarla…
    Ora che sanno chi è hanno in mente di ucciderla (come hanno fatto con Giulio Cesare, con Napoleone, Con marylin Monroe, Con elvis, con Jimi Endrix