La Svizzera smette di comprare euro. L’analisi in real time con Claudio Borghi

La Svizzera Smette Di Comprare Euro Claudio Borghi Tasso di cambio fisso franco euro

Intervista a caldo, in real time, a Claudio Borghi Aquilini (vecchia conoscenza del blog: riguardatevi la bibbia di “come si esce dall’euro“), sulla decisione della Banca Centrale Svizzera di abbandonare il tetto del cambio con l’euro.

Claudio Messora: Claudio Borghi. La Svizzera abbandona il tetto sul tasso di cambio sull’euro. Cosa significa?

Claudio Borghi: In una delle fasi acute degli anni passati della crisi, tutti cercavano di comprare franchi svizzeri temendo che l’euro o l’Europa saltassero per aria. Dato che una moneta forte fa danni, la Svizzera aveva deciso di mettere un tetto, tollerando che il franco svizzero si potesse apprezzare solo fino a 1 euro e 20. Nel caso qualcuno avesse voluto comprare più franchi, glieli avrebbero dati loro. In questo modo, avevano fisicamente messo un tetto alla quotazione del franco. Questo tetto poteva essere teoricamente illimitato. Per i tassi di cambio, si dice che si possano costruire i tetti ma non i pavimenti. Il pavimento non si può costruire perché per comprare la propria moneta io devo vendere un’altra moneta: non posso stamparmi le lire per comprarmi le lire. Quindi per comprarmi le lire l’unica cosa che posso fare è vendere marchi e vendere dollari. Però lo posso fare finché ne ho. Quando finiscono, non posso fare più niente e la lira svaluta. Al contrario, i soffitti si possono costruire bene. Se tutti vogliono il franco svizzero, la Banca Centrale Svizzera, stampandoli, può fornirne in qualità illimitata. Fino a quando l’euro era alto (circa 1,3 contro il dollaro), questa valutazione della Svizzera andava bene. Adesso però l’euro è sceso molto. Quindi la Banca Centrale Svizzera si è trovata con una moneta artificialmente svalutata, e addirittura per sua stessa volontà: stava praticamente vendendo un sacco di franchi e comprando un sacco di euro, che non voleva più. Quindi ha deciso di abbandonare il tetto sul cambio. Il franco svizzero è quindi tornato, rispetto al dollaro, allo stesso valore – all’incirca – prima della svalutazione dell’euro, avvenuta negli ultimi mesi. Con questa mossa, gli svizzeri si sono lasciati alle spalle questa strana svalutazione che negli ultimi mesi l’euro ha subito rispetto al dollaro.

La Banca Centrale Svizzera ha però, implicitamente, messo nero su bianco che quel tetto li aveva salvati, perché una moneta troppo forte sarebbe stata mortale per la loro economia. E se a dirlo è un’economia come quella Svizzera, che non soffre di casta, inefficienza e corruzione, ovvero tutte le cause cui gonzi nostrani affibbiano la nostra debolezza, per molti c’è da riflettere. Inoltre, la Svizzera ha appena dimostrato che avere la libertà di determinare i cambi è importantissima.

Claudio Messora: Quali conseguenze ci possono essere, adesso, per l’area euro?

Claudio Borghi: E’ un elemento di destabilizzazione, perché fa capire che le cose non sono immutabili ma cambiano. Dal punto di vista pratico, se si fossero quotati dei supermercati comaschi, cioè dalle zone di confine, le comprerei, perché è evidente che per gli svizzeri sarà più conveniente venire a fare la spesa in Italia. Se si fossero quotati benzinai svizzeri, probabilmente ne venderei le azioni perché non sarà più conveniente più come prima per gli italiani andare a fare benzina in Svizzera. Per la Svizzera rischia di diventare una prova di tenuta, perché fino ad adesso la manovra della Banca Centrale Svizzera aveva protetto il commercio e l’industria svizzera da una eccessiva rivalutazione.

Da tutto questo si capisce sul campo quello che spiego da tempo. Ne parlammo fin dai tempi della nostra prima intervista (ndr: “Come si esce dall’euro“): le azioni sono beni reali. Oggi lo vediamo: la borsa svizzera fa meno 12%. Ma se è vero che i titoli vanno giù del 12%, c’è una moneta che va su in proporzione anche superiore. Per cui, un acquirente estero di titoli svizzeri oggi non sta perdendo soldi: anzi, probabilmente ci guadagna qualcosa perché il franco si rivaluta anche di più del 12%. Il valore della moneta dà il listino prezzi delle cose che vengono prodotte in Svizzera, ma non tocca il prezzo del bene reale. Internamente alla Svizzera non cambia nulla. Dal punto di vista dei rapporti con il mondo esterno, quel valore della moneta cambia il listino prezzi dei prodotti, facendo diventare più cari i prodotti che si esportano e meno cari quelli importati.

La Banca Centrale Svizzera ha comprato poi, in questi anni, un sacco di euro. Cioè per tenere il cambio ha comprato euro e venduto franchi. Questi euro che ha in pancia, da un giorno con l’altro valgono il 20% in meno, per cui sul suo bilancio ci sarà una forte perdita. Dall’altra parte però sale di molto il valore di una cosa che lei può produrre, perché i franchi svizzeri li produce lei. Questo esemplifica un concetto: in condizioni normali una Banca Centrale non può fallire.

Claudio Messora: Quindi per ogni cosa negativa c’è una cosa positiva a compensarla. In chiusura, per semplificare questo discorso e renderlo più accessibile, facciamo uno specchietto. L’abbandono del tetto sul tasso di cambio è “buono” o “non buono” per l’Europa e per i nostri scenari?

Claudio Borghi: Dal mio punto di vista è buono perché il fatto che la Banca Centrale Svizzera abbia abbandonato il cambio fisso con l’euro è indice di due cose. La prima: di possibili confusioni da qui a venire. La seconda: di un utile che faranno i negozianti frontalieri con la Svizzera. Inoltre, da un punto di vista didattico, questo fa capire (attraverso le parole stesse della Banca Centrale in Svizzera) che il tasso di cambio per una economia è importante: se non avessero tenuto il tasso di cambio artificialmente basso fino ad oggi, prima di provare a lasciarlo tornare libero come era prima, sarebbero andati in ginocchio. E se lo dicono gli svizzeri direi che ci possiamo anche credere.

6 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • la BnS con 500 MLD di dollari in cassa deve ragionare secondo gli interessi dei soci e correntisti, anche se qualche illustre svizzero vede in questa operazione la catastrofe, come l’AD della Swatch.

  • Intanto sia Svizzera che San Marino entrano a far parte della White List in previsione del Condono Renzi….
    “Con la fuoriuscita dalla black list, vengono meno gli obblighi di comunicazione previsti collegati con l’articolo 1 del D.L. 40/2010. Secondo tale articolo, infatti, i soggetti Iva italiani sono tenuti a comunicare telematicamente le cessioni di beni o le prestazioni di servizi poste in essere con operatori economici domiciliati o residenti in uno stato black list o con rappresentati fiscali o stabili organizzazioni in Italia di questi. “

  • Ma esiste una spiegazione ufficiale sul perche la BC Svizzera ha deciso di lasciare il cambio libero e quindi presumibilmente verso l’ alto ?

  • Ho visto Borghi, di solito molto lucido, stranamente in difficoltà a semplificare… meno male che alla fine dell’intervista Claudio gli chiede in pillole 10 secondi di spiegazione più semplice possibile. Detto questo secondo me questa cosa è di grande rilevanza ma forse nessuno ha ancora capito bene la portata del gesto della BC svizzera. Una cosa però mi pare evidente: la Svizzera si sta “liberando” di tantissimi Euro. Ognuno poi ci può vedere (o sperare) quel che vuole…

    • ma Borghi non era quello che guardava con ammirazione l’Argentina che aveva svalutato poi ricaduta in un secondo default pochi mesi fa?

  • ma benetazzo il complottista sel signoraggio che usavate una volta, quello che si incazzava se facevi notare la sua presenza ai convegni di FN che fine ha fatto?

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi