Eh no professore, non si chiami fuori: lei è stato complice della troika.

mario Monti Troika Neocolonialismo

Parliamoci chiaro: la troika è una forma di neocolonialismo“. L’ha detto davvero… lui! Il professor Monti. In una intervista al Corriere della Sera di oggi. Ma se la troika è una forma di neocolonialismo, non andava rigettata, invece che essere aiutata? Monti afferma di avere accettato l’incarico di fare le riforme che hanno massacrato lo stato sociale solo per non farle fare alla troika.Eh no, professore: non è che per non farsi invadere, ci si mette a stuprare e sgozzare le proprie donne da soli. Le ricette della troika andavano rifiutate, si doveva andare ad elezioni e far decidere al popolo. Invece lei ha fatto da cavallo di Troia. Lei è stato complice della troika. Quindi è un neocolonialista anche lei.

13 commenti

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  • Da wikipedia: “Per neocolonialismo si intende la politica adottata da una ex potenza coloniale (o, per estensione, da un paese sviluppato) per controllare le proprie ex colonie (o in generale, paesi sottosviluppati) usando strumenti economici e culturali anziché la forza militare”. Se non è motivo questo da fucilazione con plotone militare, ditemi cosa lo è.

    • infatti l’Italia è una colonia perché ha una politica debole condotta da politici corrotti e corruttori nonché incolti.

  • Non fa una piega……
    Gli auguro, a lui e a tutti i componenti, sostenitori e complici della Troika, le più atroci sofferenze !!!

  • Troika o non Troika BCE UE il vero problema siamo noi italiani, stiamo affogando in un sistema di illegalità diffusa in ogni meandro della società civile, se avete pazienza e coraggio leggete questo:

    Gli effetti della sentenza della Corte dei conti che ha assolto il premier Renzi
    VERTICI DERESPONSABILIZZATI

    Il parere del dirigente mette il politico al sicuro
    di Luigi Oliveri

    Vertici degli enti locali deresponsabilizzati: i dirigenti perché non rispondono dei provvedimenti adottati dagli organi politici; gli organi politici perché se i loro provvedimenti illegittimi sono accompagnati da pareri favorevoli dei dirigenti, non possono accorgersene in quanto «non addetti ai lavori».

    È questo l’effetto della sentenza della Sezione I centrale giurisdizionale di appello della Corte dei conti 4 febbraio 2015, n. 107 (si veda ItaliaOggi di ieri), che ha assolto l’attuale premier, Matteo Renzi, allora presidente della provincia di Firenze, per aver assunto nella segreteria sua e della giunta collaboratori dello staff privi di laurea, ma inquadrandoli in posizioni di lavoro che necessitano della laurea.

    La Corte dei conti, con la decisione, apre potenzialmente a un sistema diffuso di elusione della responsabilità erariale. La sentenza motiva la propria decisione essenzialmente sulla circostanza che il presidente di una provincia non è «un addetto ai lavori» e come tale non può rendersi conto che un provvedimento adottato in giunta può essere illegittimo e causativo di danno all’erario, se indotto a ritenere la legittimità della decisione assunta, in quanto sorretta da «documentazione corredata da sufficienti, apparenti garanzie tanto da indurre a una valutazione generale di legittimità dei provvedimenti in fase di perfezionamento».

    Pur affermando nella sentenza di non poter applicare la cosiddetta «esimente politica», di fatto la Sezione I di appello ha accettato l’interpretazione larghissima di tale esimente che in ogni giudizio di responsabilità amministrative le difese dei politici presentano: cioè, escludere la responsabilità proprio perché gli organi di governo, in quanto non selezionati in base al possesso di requisiti tecnico-professionali, possono incorrere in errore, se non avvertiti dall’apparato amministrativo.

    È evidente che in tal modo la sentenza si pone come un precedente fortissimo e autorevole, in quanto introduce l’esimente per assenza dell’elemento psicologico della colpa, connettendolo alla condizione di «non addetto ai lavori», caratteristica che vale senza distinzione alcuna per qualsiasi politico.

    Ovviamente, da oggi in poi qualsiasi sezione giurisdizionale della Corte dei conti vedrà eccepire la pronuncia che annulla la condanna in primo grado di Renzi a qualsiasi azione intentata dalla Procura.

    La sentenza, inoltre, getta le basi per una modalità operativa a prova di responsabilità.

    Per i vertici politici sarà semplice evitare gli strali della Corte dei conti, cooptando dirigenti a contratto di fiducia senza concorso (la riforma Madia ha triplicato il numero degli incarichi fiduciari possibili), ai quali affidare il compito di ammantare di pareri favorevoli ogni decisione da adottare in consiglio, giunta o direttamente da sindaco o presidente della provincia; le istruttorie favorevoli alla legittimità sono il presupposto per escludere la responsabilità erariale di «non addetti ai lavori». D’altra parte, i dirigenti, specie quelli «sintonici» con la politica, potranno schivare le proprie responsabilità addossando agli organi di governo «non addetti ai lavori» atti di dubbia legittimità che sarebbero di propria competenza. Potendo contare così a loro volta sull’irresponsabilità propria e dei politici surroganti, nonché sulla sostanziale impossibilità di dimostrare l’esistenza di un accordo tra dirigenza e politica allo scopo di eludere la responsabilità erariale.

    Il tutto, senza nemmeno dover scomodare la riforma della responsabilità, presentata con gli emendamenti del relatore Pagliari al senato al disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione, già fortemente orientati a creare uno scudo alla responsabilità amministrativa dei politici.

    ItaliaOggi – Numero 038 pag. 31 del 14/02/2015 |

    SE NON ELIMINIAMO QUESTI PROBLEMI PRETTAMENTE DI NATURA ITALICA NON RIUSCIREMO A SCROLLARCI DI DOSSO LA TROIKA L’EURO E LA CRISI CHE OPPRIME.

  • Un delinquente patentato da un altro delinquente.
    La colpa è nostra:
    non siamo piu’ capaci di sacrificare un attimo della nostra vita, sappiamo solo biascicare un lamento che mai nessuno sentirà.
    Piazzale Loreto è lontana, ma un popolo vero l’avrebbe raggiunta a piedi anche da palermo.

  • Naturalmente, ad uno così, gli italioti continuano a dare 275.000€/anno e lo riconoscono pure come senatore a vita.

    Che sia un nuovo modo di chiamare i… evitando le censure?

    • questo è proprio vero. Non è autorazzismo (che io combatto) ma siamo un popolo che pensa solo a se stesso.
      A “destra” ostacolano perfino il reddito di cittadinanza che c’è ovunque preferendo al massimo dare i sussidi (cioè a tempo) a “sinistra” si son fatti comprare perchè loro lavorano nel pubblico e se ne fregano anche più dei primi vendendosi spudoratamente alla troika.
      Per tutti loro conta l’orticello……ma tanto ora c’è l’Isis a distrarre….

  • Se Tanto mi da tanto, come può un “non addetto ai lavori” cerificato con tanto di sentenza essere invece a capo di un Governo che, tra le varie cose, vuole anche riformare la P.A. e addirittura modificare la Costituzione? E poi, se basta non sapere che occorre la laura per accedere a determinati posti per essere certificato “non addetto ai lavori”, che dire per tutti quegli atti di ben altra complessita’ che pure, per legge, sono rimessi alla competenza/approvazione degli organi politici Regolamenti, statuti, piani regolatori, bilanci, etc.)? Quale il loro contributo? Quale il senso del loro deliberare? Quale il senso della loro competenza per materia? Certo, la questione riguarda l’imputabilità o meno ai fini della responsabilità erariale, ma a livello di immagine e di dignità del ruolo della politica non è bello sentirsi dare del “non addetto ai lavori”. Ma tant’è. D’altronde il POTERE è (anche) questo.

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