E #Italia5Stelle finisce nei supermercati

Italia5Stelle vino rosso

E mentre a Imola va in scena #Italia5Stelle, il raduno del Movimento nato da Beppe Grillo, sugli scaffali dei supermercati, come per magia, appaiono bottiglie di vino in grandi quantità. Nome del vino? “CINQUE STELLE”, con un bel 5 gigante vergato anche sotto forma di numero (non si sa mai uno dovesse sbagliarsi). Non solo: sopra il “5” campeggia in stampatello “ITALIA” e, ciliegina sulla torta, cinque belle stelline gialle a fare da cappello all’etichetta.Sul retro, le note che accompagnano la bottiglia specificano che il vino proviene “dalle migliori zone viticole italiane”, ha un “profumo vinoso” (e ci mancherebbe altro che odorasse di birra), è prodotto in Italia ed è imbottigliato da C.V.C S.r.l., nello stabilimento di Missaglia, che presumibilmente dovrebbe corrispondere a quello della Casa Vinicola Caldirola (perlomeno così risulta googolando un po’).

Italia5Stelle vino etichetta thumbnail
L’etichetta posteriore della bottiglia di vino. Clicca sull’immagine per ingrandirla

Il prezzo del vino, in linea con i principi del Movimento, è molto abbordabile: te ne puoi scolare un litro e mezzo per 3,25 €.

A meno che l’idea non sia venuta a un attivista del Movimento (e ce ne sono: ricordo il caso di uno spumante a Cinque Stelle prodotto nel bresciano), l’operazione, in concomitanza del “congresso” di Imola, appare come un caso da manuale di marketing aggressivo. Ci si infila nella scia di un nome di successo, che ispira fiducia, e si gioca sull’equivoco per indurre nell’acquirente una sensazione di positività e di familiarità.

Ricordo che quando il Movimento 5 Stelle era appena entrato in Parlamento, nella primavera 2013, testimoniando così meglio di qualunque indagine l’indice di gradimento elevato verso uno slogan (9 milioni di italiani), sui cartelloni pubblicitari delle grandi città campeggiavano prodotti di ogni genere che, improvvisamente, si definivano “a cinque stelle”. Addirittura automobili, e parlo di berline, non di utilitarie. E’ facile intuire come per un pubblicitario non ci sia niente di meglio delle elezioni politiche per sapere cosa muove davvero la pancia dei consumatori.

Anche questo è l’indice di un successo in crescita: nessuno legherebbe il proprio nome a un progetto fallimentare o in declino. Tuttavia, giocare in questo modo con le parole, attraverso abili operazioni di mimetismo, non si può certo considerare etico. E certamente a qualcuno potrebbe venire voglia di valutare questo vino non solo dal punto di vista organolettico, ma anche da quello legale.

7 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Certo sarebbe stato tutto molto più semplice se chi ha scelto il nome del movimento (a proposito, chi è?) avesse evitato una locuzione già largamente usata, e non solo in ambito alberghiero. Tanto per dire, il “cinque stelle Sammontana” esisteva già da molto prima per un motivo…

    • Denuncia e condanna? Ma siamo pazzi? A me risulta che le 5 stelle come sinonimo di eccellenza esistano da quando Grillo aveva i calzoncini corti, se non addirittura da prima.

      Pretendere che nessuno a parte i grillini ne faccia uso e’ pura follia….

    • GP, non è un problema di mettere “cinque stelline”, ma sull’etichetta c’è scritto “ITALIA 5 STELLE” in grande, con le cinque stelline sopra gialle. Evidentemente richiama TUTTI i simboli di una kermesse in corso, concentrati ed espliciti. Non so se legalmente è dimostrabile, ma intuitivamente è un’operazione chiara ed inequivocabile (e se non è fatta da un’attivista sfegatato – ma forse anche se lo è – anche molto ma molto discutibile).

    • Salve Claudio,

      ti ringrazio per avermi risposto.

      Giusto per chiarire, e’ evidente che l’etichetta di quel vino e’ stata fatta ad arte per farlo sembrare un gadget della kermesse grillina o almeno far venire il dubbio. E non dico neanche che sia bello farlo, specie se a fin di lucro.

      Detto questo, rispondevo ad un commento in cui si auspicava ad una condanna legale nei confronti di chi ha prodotto quell’etichetta.

      Per esempio, per quanto poco galante sia, nessuno puo’ vietarmi di produrre un orologio e chiamarlo ROXEL se, nel rispetto delle leggi sul copyright, uso un design sufficientemente diverso da quello del prestigioso marchio svizzero.

      Una condanna legale sarebbe quindi una pericolosa limitazione alla liberta’ di espressione.

  • Per votare i 5 stelle (hanno fatto eleggere la SBUALDRINA a presidenta camera, non li perdonerò mai per questo) ti devi ingurgitare 1,5 Lit di vino. In cabina elettorale.

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi