A cosa servono 250 milioni di migranti entro il 2060

Gli “esperti” della materia insistono che avremmo bisogno di oltre 250 milioni di europei in più nel 2060, ovviamente da trovare grazie all’immigrazione. Gli oltre 24 milioni di disoccupati però, senza contare gli inattivi che solo in Italia sono 14 milioni, sembrano essere dimenticati da Dio. Ma non dall’Eurostat.

250 milioni di immigrati nel 2060 - non ci servono

Ma allora perché, se abbiamo così tanti disoccupati e ancor più inattivi, sembra che le pensioni si possano pagare solo con l’arrivo di centinaia di milioni di persone dall’Africa e dal Medio Oriente? Richard Kalergi aveva la sua visione, raccontata da Matteo Simonetti, autore di “La verità sul piano Kalergi“.

Lo studio Weapons of Mass Migration: Forced Displacement, Coercion, and Foreign Policy(Armi di migrazione di massa: deportazione, coercizione e politica estera), invece, pubblicato in volume dalla Cornell University Press nel giugno 2011 e precedentemente oggetto di un articolo pubblicato nel 2008 sulla rivista specializzata “Civil Wars” (vol. 10, n. 1, pagine 6-21), ipotizza che siamo di fronte ad una nuova arma bellica non convenzionale, quella che l’autrice chiama “arma di migrazione di massa”.

Fulvio Grimaldi, tra i giornalisti indipendenti che più conoscono i territori medio orientali, si spinge perfino a dichiarare che l’immigrazione di massa è una strategia USA per controllare l’Europa.

Senza andare tanto lontano, J. S. L., su Scenari Economici, lo spiega da un punto di vista più vicino alla tecno-economia che ha invaso i nostri tempi, creando orde di politici zombi che infettano editoriali, inquinano l’opinione pubblica e infestano i palinsesti tv.

Questo bisogno di importare persone disagiate in cerca di lavoro, quando in casa abbiamo milioni di disoccupati, nasconde il piano di abbassare il tenore di vita dei cittadini europei, a partire dai salari, creando una competitività al ribasso tra i cittadini dei singoli stati europei e gli immigrati. Questo per convergere con i requisiti dell’eurozona, ossia ridurre il gap di competitività tramite la svalutazione del lavoro, sacrificando la domanda interna per esportare di più, dal momento che i singoli Paesi europei non possono scaricare la flessibilità sulle loro monete nazionali.

Inoltre un’immigrazione di proporzioni bibliche in Europa è funzionale ad un requisito importare della teoria delle aree valutarie, nello specifico alla mobilità dei fattori lavorativi in caso di shock asimmetrici (sopratutto se si rifiutano i trasferimenti di fiscalità, altro requisito della teoria dell’area valutaria ottimale). In questo caso gli immigrati sarebbero quelli più adatti alla mobilità del lavoro tra gli Stati europei, per il semplice fatto che oltre ad accontentarsi di salari più “competitivi” questi non risentirebbero delle differenze culturali e linguistiche (a differenza di un italiano, di uno spagnolo, di un tedesco o di un francese) nello spostarsi in Europa, ad esempio per accettare un lavoro sottopagato.

Pertanto l’immigrazione di massa, oltre che per motivi puramente mercantilistici, risulterà funzionale alla diluizione delle differenze culturali, sociali e linguistiche tra i singoli Stati europei, sia per i motivi citati che per creare una società priva di coscienza di classe (Marx li definiva lumpenproletariat), la quale sarà sempre passiva verso un’élite che dominerà l’intero continente europeo“.

2 commenti

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  • ,, Tale conflitto rimpiazzerebbe milioni (o miliardi) di
    consumatori come quelli occidentali sempre meno redditizi
    perchè sempre più emancipati dall’economia
    della decrescita felice, con milioni (o miliardi) di disperati
    analfabeti provenienti dai paesi poveri, già predisposti alla
    sindrome DAS oltre che colmi di desideri consumistici su
    cui speculare finanziariamente.
    Vediamo allora in cosa consistono dal punto di vista
    pratico i poteri di… ,,

    Giugno 2015
    Tratto da:
    https://drive.google.com/file/d/0B2cfozpgv5JCSEtzc2JMS2hEZTQ/view

  • La cosa più grave in tutta questa straordinariamente grave faccenda non è tanto la presenza di un “piano Kalergi” (la cui evidenza è PIANAMENTE avallata dalla continua massa di “disperati” che arriva giornalmente sulle nostre coste, oltre ai chiari deliri descritti nel libercolo di questo folle, santo patrono della Merkel e di tanti personaggi similari che decidono le sorti dell’UE), quanto il becero e risibile NEGAZIONISMO sotto il quale si tenta di minimizzarlo da parte di persone che, atteggiandosi a “razionalisti”, tentano d’ammantarsi di superiorità rispetto a chi essi vorrebbero deridere come beoti boccaloni dotati di un intelletto inferiore (evidentemente rispetto alla media umana e soprattutto alla loro, che rappresenterebbero il non plus ultra dell’understanding).
    Bene, le migrazioni africane e mediorientali verso l’Europa ci sono state da sempre: ma più che altro sono state MODERATE, CONTROLLATE e provenienti da aree come il Maghreb e (per quanto riguarda quella subsahariana) da paesi come il Camerun, Nigeria, Somalia, Etiopia. Pochissima gente veniva da Burkina-Faso, Kenya, Zaire, Liberia, Benin e altri paesi nei quali le guerre (civili o meno) o ci sono sempre state o non ci sono quasi mai state. Invece, oggi provengono soprattutto da quei luoghi: con la “curiosità” che il gradiente bellico lì NON E’ AUMENTATO (anzi, è diminuito, a motivo dell’insediamento decennale di tiranni vari: perlopiù installati DAGLI OCCIDENTALI, apertamente o meno).
    Oggi i “migranti” sono chiaramente più invogliati a venire qua (IN EUROPA, e non in paesi a loro più omogenei quanto a religione, cultura ed economia…) dal fatto che oramai s’è consolidata la voce che qui si accoglie CHIUNQUE: e c’è poco da propagandare che molti scappino di loro spontanea volontà, dato che è NOTO come PARECCHI di loro (perlopiù MASCHI: i media mostrano qualche ripresa di “donne e bambini” o “interviste” a questi ultimi, ma di norma sui barconi si vedono soprattutto MASCHI e NERI) siano RAPITI e CARICATI A FORZA nei convogli (nè più nè meno di come si faceva al tempo degli açienderos…) che li portano in Libia e di lì imbarcati sempre a forza nei “barconi della speranza”, da parte di un’organizzazione che, per non poter essere debellata ed agire così impunemente e alla luce del Sole, deve per forza di cose godere del placet di UNA O PIU’ NAZIONI occidentali, oppure locali ma in connivenza con queste ultime.
    Dal momento che non sarebbe stato MAI possibile far ingoiare all’europeo un’importazione così massiccia di persone come il frutto di un processo pacifico necessario per “rinverdire la media demografica” o “far fare lavori che non vogliamo più fare” (cosa che comunque hanno ammesso obtorto collo e separata sede…), allora si è spacciata quest’ondata continua come una “fuga da zone di guerra”, abilmente condita da pietistici intarsi umanitaristici: ma la mala fede è già ben chiara a partire dal fatto che, non stranamente, i mediorientali siano fatti dirigere prevalentemente verso il nord Europa, mentre i neri li stanziano soprattutto in Sicilia e sud Italia (“in attesa” di “ricongiungerli” con fantomatici parenti che li attenderebbero qua e là per l’Europa… Ma senza che partano mai dagli scandalosissimi “centri d’accoglienza”, che sbafano a ufo i finanziamenti europei, cioè NOSTRI). Come ultima comprova, ultimamente tra questi “esuli” sono stati ritrovati individui provenienti da paesi non d’area africana, fatti passare regolarmente per i corridoi turchi e libici sui barconi: si tratta di paesi nei quali non sussiste alcuna condizione per scappare verso occidente, in maniera così pericolosa e da “grandi pericoli” che non ci sono (soprattutto perché in altri tempi da quei luoghi, come ad esempio lo Sri Lanka, arrivavano persone con aerei e regolari permessi: pochi, per lavorare e non per “fare gli esuli”).
    Pare altresì ovvio che ci siano cose molto poco chiare sotto, e che i “nostri” politici abbiano delle GROSSE responsabilità se non dirette, quantomeno di stupida e irresponsabile connivenza: data l’intrinseca stupidità dell’italiano medio, far credere loro d’agire per umanità è stato molto facile. Parliamoci chiaro: soccorrere è senz’altro un dovere, ma se chi viene soccorso è anch’egli vittima di una tragica farsa, allora il dovere è quello di smascherare l’impostura e aiutare questa gente NEI LORO LUOGHI D’ORIGINE, abbattendo le tirannie e concedendo prestiti per lo sviluppo anziché depredarli delle loro risorse e fare gli “umanitari” a convenienza. Perché, dopo l’euro, questa dei “migranti” è la seconda mossa di “nuovo corso” approntata da dei miserabili delinquenti spacciatisi per politici, al fine di “far progredire il mondo”: leggasi, al fine di centuplicare gli utili delle lobby che hanno escogitato il sistema e che tirano le fila di costoro.

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