M5S, EURO E UE: ADESSO PERÒ VOTATE!

M5S LUIGI DI MAIO UE EURO - ADESSO PERÒ VOTATE

Il Movimento 5 Stelle fa della trasparenza il suo urlo di battaglia. Ricordo un tempo in cui Gianroberto Casaleggio insegnava che la rete non perdona, e che cancellare un contenuto, o modificarlo, era molto peggio che lasciarlo così com’era. Oggi che il Movimento 5 Stelle è cresciuto molto e che ha ambizioni di governo, forse qualcuno ha dimenticato i semplici insegnamenti delle origini.

Uno dei punti più controversi del Movimento 5 Stelle è la sua posizione riguardo all’Unione Europea e soprattutto all’Euro. Nato sulla spinta della contestazione ai poteri forti, a questo modello di Europa e con velleità di abbandono della moneta unica (e con una parte del bacino elettorale che spingeva in questa direzione), lentamente ha assunto posizioni più moderate, dall’abbandono del referendum sull’Euro (che Grillo aveva promesso categoricamente per fine 2015 e di cui poi si sono perse le tracce in qualunque forma di comunicazione) alle posizioni europeiste di un Luigi Di Maio che a Londra snobba Farage ma incontro Corbyn e fa campagna per il no alla Brexit (causando un incidente diplomatico), passando per il suo pranzo con il presidente della Commissione Trilaterale italiana, Carlo Secchi, fino all’incontro con gli altri 27 leader europei all’ambasciata olandese a Roma, dove secondo le testate giornalistiche avrebbe detto che “all’inizio [ndr. con l’Europa] siamo stati troppo duri“.

Ora arriva la prova che per il Movimento la battaglia sull’euro non è più una priorità (e forse non lo è mai stata). Il 20 maggio sul sito dei Cinque Stelle Europa è stato pubblicato un articolo dal titolo “La Brexit spiegata facile”. L’articolo, scritto evidentemente dalla delegazione degli europarlamentari a Bruxelles, si può ancora trovare qui: http://www.beppegrillo.it … dieci-domande-sulla.

Se leggete quello che c’è scritto oggi, troverete questo paragrafo:

“10) Per il Movimento 5 Stelle l’Italia dovrebbe uscire dall’UE?
Il Movimento 5 Stelle è in Europa e non ha nessuna intenzione di abbandonarla. Se non fossimo interessati all’Unione Europea non ci saremmo mai candidati; qui, invece, abbiamo eletto la seconda delegazione italiana. L’Italia è uno dei Paesi fondatori dell’UE, ma ci sono molte cose di questa Europa che non funzionano. L’unico modo per cambiare questa “Unione” è il costante impegno istituzionale, per questo il Movimento 5 Stelle si sta battendo per trasformare l’UE dall’interno.”

Notate l’utilizzo del grassetto e come viene sottolineato “nessuna intenzione” (tra l’altro gli andrebbe spiegato che è l’Unione Europea, semmai, a non dover essere abbandonata, perché dall’Europa come continente fisico sarà ben difficile che chiunque riesca a staccarsi senza l’aiuto di un po’ di tettonica a placche). Soprattutto, tuttavia, notate che non c’è alcun riferimento alla moneta unica. Non si parla di euro né di referendum sull’euro.

Senonché, come si diceva prima, il post è del 20 maggio. Se a qualcuno pungesse vaghezza di fare una ricerca nella cache di Google, troverebbe una versione precedente dello stesso articolo, cristallizzata al 17 giugno scorso, nella quale al posto di quel paragrafo troverebbe questo:

“10) L’Italia dovrebbe indire un referendum simile?
In Italia non si tiene un referendum sull’Europa dal 1989, ed i cittadini dovrebbero poter esprimere la loro opinione, senza dover sempre subire decisioni calate dall’alto. In ogni caso il Governo italiano dovrebbe negoziare con Bruxelles condizioni favorevoli alla sua permanenza in UE su una molteplicità di fattori che attualmente premiano solo ed esclusivamente i Paesi del Nord Europa. Ovviamente questo sarà possibile una volta che il nostro Paese si sarà liberato dal cappio della moneta unica che, in quanto Paese debitore, lo mette in condizioni svantaggiare in un processo di negoziazione. Il rischio di fare la fine di Tsipras sarebbe altissimo.”

Notate innanzitutto che si parla di Brexit, quindi il referendum cui si fa allusione nel testo è un referendum di uscita dall’Ue, non tanto quello di abbandono dell’Euro. E un simile referendum non solo non viene escluso, ma addirittura si scrive che i cittadini italiani dovrebbero poter tenere un referendum sull’Europa (l’ultimo referendum di questo tenore avvenne nel 1989, e fu questo: il referendum impossibile).

Ma la parte veramente forte arriva dopo, quando gli europarlamentari mettono nero su bianco che “ovviamente questo sarà possibile una volta che il nostro Paese si sarà liberato dal cappio della moneta unica“. Non si mette minimamente in discussione il fatto che l’uscita dall’Euro sia una possibilità sulla quale dibattere, ma viene sancito a chiare lettere (quell’ovviamente non lascia scampo) che il nostro Paese uscirà dall’Euro (l’utilizzo del futuro anteriore suggerisce che sia solo un questione di tempo), il quale viene addirittura definito, senza se e senza ma, come un cappio.

Direi che a Bruxelles avevano le idee veramente chiare, almeno fino al 17 giugno (sei giorni fa), tanto da ribadirlo in un tweet che asseriva “10 domande e risposte su#Brexit (a prova di disinformazione)“, che linkava il post con i contenuti appena descritti.

Tweet Europa M5S Euro UE e Brexit
È chiaro a tutti che scrivere “a prova di disinformazione” significa che asserire altro da quanto scritto equivalga a “disinformare”. Eppure, sorpresa, collegandosi oggi a quello stesso articolo, la versione del 20 maggio sparisce, e compare quella che recita “Il Movimento 5 Stelle è in Europa e non ha nessuna intenzione di abbandonarla.”, cui segue l’eliminazione di qualunque riferimento alla moneta l’unica, che non è più un cappio e dal quale non è più necessario liberarsi. Dunque, adesso, si può considerare un articolo che informa ancora, oppure un articolo che fa disinformazione?

Cosa è successo nel frattempo? Semplice: è successo che proprio questa mattina, 23 giugno, è stato pubblicato sul blog di Beppe Grillo (quello principale, non la parte dedicata agli europarlamentari) un articolo dal titolo: “Brexit o Bremain? Oggi si vota. Ecco dieci punti per capire meglio“. Tale articolo riprende sostanzialmente il post degli europarlamentari, al quale si ispira (elaborato, immagino, dagli uffici della comunicazione di Bruxelles), ma esibisce la risposta numero 10 (il paragrafo incriminato) direttamente nella versione senza la critica feroce all’Euro e senza l’appoggio a un referendum analogo a quello londinese sui temi della Brexit.

L’ipotesi più credibile che possiamo formulare è che l’articolo pubblicato il 20 maggio dagli europarlamentari del Movimento 5 Stelle sia passato inosservato fino a quando qualcuno, in Casaleggio Associati dove il blog di Beppe Grillo viene gestito, non ha deciso di pubblicare un post sulla Brexit, oggi, utilizzando come modello quello già pronto a Bruxelles. A quel punto, a Milano si sono accorti del punto numero 10, l’hanno modificato secondo la linea più coerente con le direttive dei vertici e hanno chiesto a chi gestisce la comunicazione degli europarlamentari di modificare immediatamente il testo “ribelle”.

Che la modifica al post dei parlamentari europei sia avvenuta in concomitanza con la sua ripubblicazione sul blog di Grillo, lo dimostra anche questo post di Manlio Di Stefano, pubblicato 22 ore fa, quindi poche ore prima, che riprende il testo originale, evidentemente con un copia incolla effettuato là per là, nel quale è ancora visibile la critica feroce alla moneta unica.

Questo dimostra almeno due cose. La prima è che chi ha ordinato questa modifica non ha per nulla chiaro come funziona la rete e non ha imparato molto dalle lezioni del Movimento 5 Stelle prima maniera, dove Gianroberto Casaleggio non avrebbe mai ispirato un simile autogol. La seconda è che esiste un evidente conflitto tra l’eredità del pensiero critico sull’Europa Unita (del tutto manifesto nel programma elettorale con il quale i Cinque Stelle si sono candidati al Parlamento Europeo), che ancora trova alcuni custodi nella frangia del Movimento che alberga nelle istituzioni UE e tra i vertici italiani del Movimento, ovvero il direttorio che lavora a stretto contatto con la Casaleggio Associati, che evidentemente, al contrario, spingono per tranquillizzare gli euroburocrati, i grandi capitali (vedasi Luigi Di Maio che su Facebook, dopo la vittoria della Raggi, fa un accorato appello “ai rappresentanti della finanza e dell’economia mondiale”) e i fautori dell’Unione Europea e dell’euro, tra i quali si annoverano Mario Monti, Mario Draghi e tutti quelli dell’irreversibilità dell’euro.

Luigi Di Maio Appello alla finanza

Questo conflitto è stato risolto di autorità, senza un reale confronto sul punto, per compiacere quei poteri forti che prima erano considerati nemici giurati del popolo, nell’ottica di ottenere il loro appoggio in vista delle prossime elezioni politiche. Ma anche se il Movimento 5 Stelle dovesse diventare forza di governo in virtù di questo appoggio, sarebbe impossibile liberarsi dall’abbraccio mortale di chi lo ha sostenuto, che in cambio chiederebbe rappresentanza e leggi che lo favoriscano. Il Movimento 5 Stelle, con la direzione che i suoi vertici gli stanno imprimendo, si allontana così sempre di più da quello che rappresentava originariamente, cioè un movimento nato per combattere il sistema e per non avere nessuna contiguità con i rappresentanti di quelle élite che sono di fatto la vera forma di governo globale, e cioè quelli che non hanno consentito alla Grecia di fare il referendum nel 2011, rovesciando un governo in 24 ore; quelli che hanno costretto Tsipras a ribaltare il risultato di un referendum legittimo e Varoufakis alle dimissioni; quelli che hanno commissariato l’Italia ed esautorato lo stesso Movimento 5 Stelle dopo le politiche del 2013, attraverso la rielezione dello stesso presidente della Repubblica per ben due volte di fila (cosa mai successa dal 1948 ad oggi); quelli dei memorandum di intesa, quelli della Troika, quelli del Fondo Monetario Internazionale che fa arrivare i soldi in Grecia solo per restituire i soldi alle banche e agli investitori, facendo passare la cose come “aiuti” che ripagheranno i cittadini, mentre ad Atene non rimane niente; quelli dello spread e quelli dei miliardi di euro finiti alle banche italiane e non all’economia reale; quelli di Monte dei Paschi e dei salvataggi degli istituti di credito; quelli dei miliardi di euro regalati a JP Morgan a gennaio 2012, non appena il Governo dei banchieri è stato eletto; quelli che l’euro è irreversibile; quelli che sul TTIP “noi non rispondiamo ai cittadini”; quelli dei referendum europei fatti rifare in Francia, in Irlanda, in Olanda finché la risposta non diventava sì; quelli che fanno lobby a Bruxelles; quelli non eletti da nessuno, che danno miliardi alla Turchia, che appoggiano le guerre degli Stati Uniti, che finanziano i governi anti Russia in Ucraina e fanno cadaveri ovunque; quelli che aggrediscono la sterlina e la lira e mettono in ginocchio due paesi e due popoli nel giro di una sola notte… e potrei continuare per pagine, pagine e pagine… E anche voi.

Credo che se la base iniziasse a pretendere di avere voce in capitolo, anche e soprattutto su queste questioni, chiedendo referendum online reali, certificati e senza risposte precotte e predigerite, forse ci sarebbe ancora il tempo di riportare al Movimento 5 Stelle l’unica legittimazione possibile, quella delle centinaia di migliaia di attivisti certificati che hanno diritto di voto, anche e soprattutto su temi come questi, e non solo su leggi che non intaccano lo status quo e che hanno certamente valore, ma un valore relativo rispetto al male che affligge oggi le cosiddette moderne democrazie (o quel che ne resta) (vedasi “un fiore sulla mia tomba“).

Cari attivisti certificati: chiedete di votare sulla UE e sull’Euro, su quale delle due posizioni vi rappresenta di più. Ma fatelo prima delle prossime politiche, altrimenti sarà troppo tardi.

17 giugno - La Brexit spiegata facile - Parlamento europeo 5 Stelle - Com'era il post all'inizio - Cache Google
Il post come è stato dal 20 maggio fino a poche ore fa, pubblicato dagli europarlamentari M5S sul blog di Beppe Grillo.

Aggiornamento: e dopo la modifica radicale del post sul blog di Beppe Grillo, a La7 David Borrelli (M5S Europa) e Mario Monti si incrociano, e succede questo (qui l’analisi):

Aggiornamento 2: Borrelli, pochi giorni dopo, twetta questo (per poi cancellarlo):

David Borrelli - Il vero problema dell'Europa sono i governi nazionali

La storia, qui: “Borrelli: il vero problema dell’Europa sono i governi nazionali!“.

113 commenti

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  • FACCIAMOLA FINITA.
    BASTA CAZZEGGIARE.
    IL M5S è UNA DISTRAZIONE CREATA DALLA FINANZA MASSONICA USA-UK. CHE MANOVRA E GUIDA LA EUROZONA.

    BASTA GIRACI ATTORNO.

    DAVVERO, MESSORA… DACCI UN TAGLIO ALLA COMMEDIA DEL TIPO “VEDIAMO COSA VUOL FARE IL M5S”….

    DAVVERO… BASTA!

    LEGGI.
    POI INTERVISTAMI CHE TI SMINUZZO IL M5S AL NULLA TOTALE IN UN MINUTO.

    LEGGI QUI.
    https://fabiocastellucci.wordpress.com/2016/05/29/la-parabola-discendente-del-m5s-si-puo-invertire/

  • Vorrei solo che gli italiani in cerca di soluzioni facili si rimboccassero le maniche anziché delegare ai cialtroni del M5S, facendo fare a tutti noi la fine della Grecia con l’altro burattino della finanza, Tsipras. Speranza vana a quanto pare. Non resta che aspettare che siano altre nazioni europee a stancarsi e a far crollare il castello dell’eurodittatura… anche se uscire per ultimi non sarebbe rose e fiori per l’Italia.

  • Elettori M5s! il re è nudo! aprite gli occhi! ve lo dicono in faccia! svegliaaa! il m5s si “prepara” a sostituire il pd come forza REAZIONARIA di questo regime eurocratico!!! sveglia!!! non c’è possibilità di rinascita per l italia! per colpa di questi criminali della patria! solo briciole inganni menzogne e la buona vecchia tecnica della rana bollita!
    L europa è una gabbia che ha ben dimostrato chi sono i carcerieri e chi i carcerati! CHI VI DICE DI CAMBIARE L EUROPA DAL DI DENTRO VI STA DICENDO COME SPERARE DI MIGLIORARE IL “RANCIO” o l ora d aria! ACCENDETE IL CERVELLO E RIBELLATEVI AL NUOVO PD CHE AVANZA! il m5s!

  • Con questi dubbi state incominciando a stancare, ESPRIMETEVI FORTEMENTE CONTRO L’EUROPA, PRO BREXIT, PRO FARAGE o perderete TUTTO, e se c’è davvero qualche incompetente che ha dei dubbi, si informi col prof. Rinaldi , Mori, ecc. BASTA ARTICOLI ANONIMI CONTRADDITTORI VELATAMENTE PRO-EUROPA E IN STILE TZIPRAS! Non rovinate quello che avete costruito o gli italiani saranno obbligati a fare una rivoluzione violenta per non morire…

  • Grazie per questo articolo. La cosa è di una gravità totale. Sono sostenitrice del movimento anche se le dinamiche del direttorio e della casaleggio associati sono angoscianti. Ma non erano mai arrivati a questo livello.
    Ora, le ipotesi sono due: o la finanza attuale vale 100 volte la nostra mafia come potere ritorsivo, o loro sono gli ennesimi traditori.
    Come si fa a proporre una votazione rivolta alla base del movimento?
    Grazie!

  • Ho letto e ci pensato su: rimango dell’idea che sia stata solo una scelta comunicativa, proprio perchè la tettonica non è da tutti i giorni, e visto che la tua lettura rispecchia quella di Repubblica… 😀 😀 Hanno edulcorato democristianamente i contenuti…
    Rimane il fatto che il tema è importante e che è giustissimo alzare il polverone, per ricordare a tutti che su Euro e EU va fatta chiarezza e che l’unica azione perseguibile per evitare il disastro sia uscire dall’euro..

    • scelta comunicativa un paio di palle. In politica, l’unica scelta comunicativa è distinguersi, non fingersi parte delle altre forze politiche. Quello che tu chiami scelta comunicativa, io lo chiamo voltafaccia, tradimento, opportunismo.
      E anche se per assurdo avesse un senso: dire il contrario di quel che si vuole (e poi: cosa si vuole? Fuori dall’ambiguità una volta per tutte), si chiama “strategia”, una cosa che andava bene per i vecchi partiti con le segreterie e i segretari a decidere tutto, ma che era avversata dal M5S e contraria a qualsiasi spirito di trasparenza (eravamo quelli delle dirette streaming per ogni scorreggia, giusto?).
      Prendo atto che ora si sono raggiunti e superati i partiti tradizionali in quanto a distanza dai cittadini (sui temi importanti come questo e sui reali obiettivi). E me ne dissocio.
      Un abbraccio, Schumyno.

  • Un grande articolo Claudio, davvero i miei complimenti. Ti sei aggiudicato migliaia di insulti dagli invasati stile scientology.

    Detto questo, aggiungerei un ulteriore tassello alla vergognosa condotta del m5s:

    Alessandro di Battista, Carlo Sibilia e la senatrice Montevecchi ( @carlosibilia @ale_dibattista @m_montevecchi ) questa sera erano all’ambasciata inglese …

    unire i punti..

    ciao!

  • Non occorre alcuna tettonica a placche: se i rappresentanti del M5S intendendono lasciare l’Europa, perché no? Farebbero bene: hanno tradit le premesse alla base di battaglie condivisibili. Non resta che sperare in ALI.

  • Grazie Claudio, questa non la devono passare liscia. Del resto i commenti sul blog di Beppe all’articolo sono al vetriolo.

    Da Mentana c’era un certo Borrelli, europarlamentare in rappresentanza del M5S, che ha fatto la più meschina figura che abbia mai visto da parte di un “portavoce” istituzionalizzato.

    Tutto il marcio deve venir fuori adesso, se no sarà troppo tardi!

  • Bravissimo e puntuale Claudio!

    Aggiungerei ai vari punti che ci hanno IMPOSTO le lobby pro europa il BAIL-IN: i cittadini diventano capri espiatori in caso di fallimento delle banche quando i loro giochetti speculativi vanno male!

    Siamo ad un bivio per il M5S adesso che ci proclamiamo PRONTI a governare dovremo decidere PER CHI lo siamo pronti a farlo: tutti i cittadini indistintamente oppure le solite lobby di potere?

    Oggi che la brexit è una realtà, si fà la storia come l’11 settembre 2001 perciò bisogna finalmente decidere da che parte stare o con i cittadini a favore di una RIDISTRIBUZIONE della ricchezza oppure ancora con le lobby speculative finanziarie che hanno imperato find’ora.

    • L’EUROPA E’ ZOPPA! …. molto di più è focomelica!

      Fortuna che l’Europa non è una signora in carne ed ossa, ma un insieme di uomini e donne sane dotate di intelligenza, sufficiente per capire che necessita un drastico cambiamento che può avvenire in due modi, trasformandola radicalmente oppure abbandonarla, questa condizione può essere dettata dal M5S in sede istituzionale UE come aut aut, ma non prima di aver conquistato il Governo italiano.

  • Se la vera intenzione del M5S è cambiare l’UE dall’interno, i toni possono essere armonizzati onde evitare reciproche tensioni, per la via democratica i risultati si possono ottenere soltanto accreditando l’interlocutore, che sia per approvarlo o invitarlo a tornare a casa.

  • Ma se il m5s si è rimangiato tutto e non vuole più uscire dalla UE? Certo ad una spa che porta avanti un movimento non conviene l’uscita

  • Ciao Claudio,

    io non sarei cosi’ negativo.

    Nel M5s e’ sempre mancato e manca tutt’ora un piano di battaglia, ovvero la pianificazione di una sequenza sequenza di passi necessari al raggiungimento di un obbiettivo ambizioso. Tanto piu’ ambizioso e’ l’obbiettivo, tanto piu’ necessaria e’ tale pianificazione e tale suddivisione del percorso in piccoli passi, dal momento che la lunghezza della gamba quella e’ quella resta. Ne’ si puo’ pensare di fare scacco matto in due mosse.

    Nel M5s “prima maniera” di cui senti molto la mancanza non si avvertiva minimamente la necessita’ di una tale pianificazione. Ricordo il tuo post poco dopo il loro insediamento in parlamento, quando eri uno dei responsabili della comunicazione. Li’ ricordavi ai parlamentari la necessita’ di mirare in alto in quanto la freccia cade sempre piu’ in basso di dove si e’mirato. In quel post non hai minimamente menzionato la necessita’ di raggiungere obbiettivi intermedi da usare come trampolino di lancio verso l’obbiettivo finale.

    Il M5S “prima maniera” portava avanti battaglie perse in partenza soltanto perche’ era giusto farlo. Un esempio su tutti le prime quirinarie: che senso ha chiedere agli iscritti il presidente della repubblica sapendo di non avere i numeri per eleggerlo? La battaglia sul presidente della repubblica avrebbe avuto esiti molto piu’ fruttuosi se la si fosse giocata con metodi piu’ “tradizionali”, (difficilmente avremmo avuto un presidente peggiore di Napolitano bis). E le quirinarie on line si dovevano fare piu’ in la’, in tempi piu’ maturi.

    Adesso M5s sembra avere capito, a mio avviso, che i passi vadano fatti in proporzione alla lunghezza della propria gamba. Adesso il M5S amministra citta’ importanti, se prendesse di petto i poteri forti finanziari come poteva permettersi di fare prima ne uscirebbe disintegrato, distruggendo quanto si e’ faticosamente costruito. D’altro canto, non vedo nel post di Di Maio che hai riportato un endorsment a tutto campo alle banche, alla troika o all’euro.

    Auspico ad un M5S “terza maniera”, nella quale oltre misurare la lunghezza dei propri passi, ci sia anche la pianificazione di una strategia che al momento ancora manca. Ovvero, aspetto Cavour.

    • Dovevi votare un altro movimento, allora. Perché il movimento che voleva casaleggio era un movimento dove tutto veniva deciso in rete, dove non esistevano strategie (perché per definizione le fanno in pochi e per funzionare devono essere occulte) e dove non esistevano intermediazioni (il “direttorio” è nato a causa della sua malattia.
      Se tutto quello che volevi erano le cose che il M5S non era e non doveva essere, dovevi votare qualcos’altro. Sul serio..

  • non mi pare ci sia nulla di strano nelle affermazioni di Di Maio “uno vale uno”, visto che il M5S non considera la massa come sterile elettorato da dirigere e orientare secondo gli umori di una presunta leadership politica del MoVimento (come fa la partitocrazia) lascia libero arbitrio al cittadino d’esprimere le proprie opinioni attraverso limpide e democratiche elezioni, nel caso uscita € + UE avverrà con un referendum popolare, in quanto tale decisione non può essere presa con le stesse modalità dispotiche con cui Prodi ci fece entrare.

    Affermare che uscire dalla UE/€ significherebbe subire “scossoni tellurici” nel sistema eco-finanz. è assolutamente vero, considerato che il contraccolpo peggiore lo subirebbero i cittadini, è giusto e sacrosanto che gli stessi decidano della propria sorte attraverso il voto.
    NESSUNO ad oggi sa con certezza cosa porti e comporti l’onda sismica dell’uscita, di che intensità e durata siano le onde sussultorie e ondulatorie dei mercati eco-finan., si è vero i soliti soloni economisti ipotizzano e teorizzano soluzioni e ammortizzatori ma NESSUNO di loro si prenderebbe le responsabilità perchè non ha la certezza.

    Asserire che prima di attuare l’uscita è lecito provare a cambiare drasticamente UE e € non è sbagliato, se poi anche il M5S in sede UE non sarà in grado di cambiare una virgola allora si avrebbe un motivo certo per abbandonarla.
    Non lasciare nulla di intentato, questa è la vera politica che giustifica le soluzioni anche le più drastiche.

    • 1) il tempo per cambiare l europa (UTOPIA PURA) è scaduto da tanto.. tanto … tanto tempo! ma gente come te non può accorgersene evidentemente per evidenti limiti intellettuali!!! affermare una cosa simile OGGI sarebbe come invitare i passeggeri del titanic a evitare l affondamento con dei secchi. follia criminale? stupidità estrema? forse la prima! In entrambi i casi credere a questi inviti a + EUROPA migliore UNIONE è la dichiarazione d intenti di un movimento pro disastro! ripeto PRO DISASTRO CERTIFICATO. complimenti per l onestà intelletuale da brivido!

      2) L’unione e l euro sono destinati a IMPLODERE… il brexit è solo l inizio! un movimento politico che invece di porre soluzioni al futuro tracollo si inchioda in logiche ATTENDISTICHE E REAZIONARIE( DI UN PROGETTO FALLITO AL 101%) merita solo SFIDUCIA! DIFFIDENZA! perchè come è ovvio e palese non è in grado di gestire la salvezza dei passeggeri di una nave che affonda! amen!

      3) il movimento lascia ad altri soggetti politici lo spazio di “sposare” l effettiva realtà storica economica e sociale… bene… ne pagherà le conseguenze politicamente! ed è giusto che sia così! tutto il resto è fuffa di lobotomizzati che se la cantano e se la suonano: “NON è FRANCESCA”

      4) fate pena… piddini fognatori 2.0

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  • Spero “vivamente” che questo incontro sia solo un caso perché altrimenti tutti noi abbiamo preso un grosso granchio! Nel dubbio consiglio di informarsi e di non ragionare mai con la logica della fiducia, per quella io mi rivolgo solo a Dio! Iniziamo ad informarci e a mettere in dubbio sempre tutto così come ho fatto quando Di Maio incontrò la trilaterale, o quando parte con Manlio di Stefano per Tel Aviv e mi viene detto dallo stesso di fidarmi senza streaming, o quando fanno campagna per il no brexit, oppure non mettono più in discussione (a chiare lettere: https://www.byoblu.com/…/m5s-euro-e-ue-adesso-pero-votate.as…) l’uscita dall’euro! Insomma quando l’alta finanza o i media europeisti iniziano ad elogiare un movimento che è nato per sollevazione popolare e che pian piano muta arrivando ad una deriva europeista credo sia il caso di pensarci su unendo sempre tutti i tasselli! A questo punto non so se continuare con la logica del meno peggio o uscire da questa trappola ben congegnata ed iniziare a ragionare con la mia testa e non per partito preso! Non sto di certo esortando a lasciare il M5S ma a ragionare ma sopratutto ad INFORMARSI, tutto qui!

    • è bello leggere un pensiero “critico”… forse troppo moderatamente critico, ma sempre meglio dei tanti lobotomizzati che sanno più di tifosi sordociecomuti che liberi pensatori!
      bene almeno è un punto di partenza.

      I fatti quello che ormai è storia… sentenziano: m5s= gatekeeping m5s= syriza

      Errare è umano ok! perseverare in questi casi è da co….ni oltre che diabolico aggiungerei! CIAONE A TUTTI I TIFOSI ADEPTI SOGNATORI FIDELIZZATI A 5S!!! la profezia si sta avverando “piddini 2.0” in …3…2…. 1….

    • se fosse vero ciò che sostiene come dovremmo classificare tutti gli altri italiani che per 20 anni hanno votato altri schieramenti politici, deficienti intellettivi? No, non mi dia la risposta è scontata!

      Il M5S ha è porta avanti un modello di sviluppo per la nazione, può piacere o no, ma paragonarlo alla restante partitocrazia divenuta associazione a delinquere di stampo mafioso è un esercizio intellettivo scorretto, in quanto non corrisponde alla realtà.

      Smith il suo è il tipico caso di italiano anti italiano che mena giudizi superficiali su tutto e tutti indistintamente come fanno i disfattisti.

    • l antitaliano disfattista sarei io?!? che vedo(COME TANTI) in proposte scriteriate assurde fuori logica e realtà ( L EUROPA AFFONDA IRRIMEDIBILMENTE E IL M5S nello stesso momento esorta PER + EUROPA) OPPURE saresti tu e la combriccola di lobotomizzati scientologisti che andate dietro a un movimento che OGGI ha gettato la maschera! ripeto il re è nudo! le scusanti potevi averle alle politiche precedenti #speranzanelnuovo MA non oggi! tu e gli altri non avete scuse… appoggiate bellamente un partito REAZIONARIO DI GATEKEEPING! fattene una ragione perchè la storia sta già provvedendo! siete uguali a tutti i beoti piddini che continuano a sperare nel cambiamento di renzi! uguali identici! tifosi della politica! vi bevete tutto e il contrario di tutto! piddini 2.0! vedrai alle prossime politiche avrete il ben servito da parte di molti ex “grillini” …. ah per tua informazione sono fieramente un ex grillino e fortunatamente OGGI molti altri, anche se tardi si uniscono alla realtà dei fatti! Goodbye 5s!

  • Il M5S “prima maniera” era schietto: forse troppo. Diceva la verità, senza peli: e a volte sconfinava nel cattivo gusto, non solo per chi sentiva le parole che venivano dette, ma anche per chi le diceva.
    Quando ci si è moderati, si è acquisito consensi e credibilità da parte di un plafond elettorale più vasto oltrechè di aaltri tipi di interlocutori (che non sono tutti corrotti…). Però ora magari si può rischiare una deriva conformativa, come quel punto 10 rischia di far capire.
    Per cui in primo luogo servirebbe che qualcuno si assumesse la responsabilità di dire “io ho scritto e soprattutto MODIFICATO quel post” (per ben 3 volte!) e SPIEGASSE se quel che ha scritto è integralmente quel che leggiamo, oppure se “ha dimenticato” d’aggiungere qualche riga.
    Occorre sapere, in breve, se si tratti di un capoverso infelice che ha generato un malinteso dovuto a “eccesso di sintesi”, oppure se quel che leggiamo è veramente quel che leggiamo. Ed è comunque strano che, nonostante ripetuti appelli, nessuno sia ancora venuto a smentire o spiegare, Beppe incluso. Nè è stato scritto ancora alcun articolo di rallegramenti per il Brexit.

    • ti cito biagio: “Occorre sapere, in breve, se si tratti di un capoverso infelice che ha generato un malinteso dovuto a “eccesso di sintesi”, oppure se quel che leggiamo è veramente quel che leggiamo”

      piroetta con tuffo triplo carpiato mortale pur di non CAPIRE QUELLO CHE C E BANALMENTE DA CAPIRE!
      voi ci siete ok… non ci fate… thx per la conferma!

    • Io preferisco comunque pensare che i problemi li creino più facilmente quelli che credono d’aver “capito subito” quel che hanno letto, anzichè concedere un minimo di buona fede a chi s’è speso per anni per una causa, e che pertanto difficilmente può cambiare idea dall’oggi al domani su un argomento portante.
      Non di rado chi ha scritto dei post sul blog di Grillo (specialmente senza firmarli…) ha ecceduto di confidenza o ha scritto in maniera eccessivamente “concisa”, anzichè spendersi nel giusto numero di parole. E’ altrettanto ovvio che la cosa più grave consista nel fatto che si sia cambiato per ben 3 volte il senso del post, passando da uno APERTAMENTE a favore dell’uscita dall’Europa (o meglio, DALL’EURO: cosa che, questa sì, è nel piano del M5S da sempre! Beppe non ha MAI parlato di “uscita dall’Europa”, bensì da QUESTA Europa il cui caposaldo è l’euro…) a un “stiamo in Europa ma vogliamo cambiarla dall’interno”. Se quest’ultimo senso significa “vogliamo un’Europa meno ingerente e costituita da stati con una moneta nazionale”, allora si tratta di “eccesso di sintesi”: e credo che la cosa stia così, a giudicare da quel che possiamo interpretare dal post che celebra (mica tanto…) l’avvenuto Brexit.
      Dunque, penso che chiunque abbia scritto quel punto 10, da questo momento in poi o si dà all’ippica, oppure deve pensare 10 volte cosa deve scrivere, prima d’azzardarsi a farlo: perchè, alla luce del raffronto con l’articolo sull’avvenuto Brexit, è chiaro che non abbia saputo scrivere quel che avrebbe dovuto scrivere.

  • Di maio non è certo il capo del movimento, per fortuna. Il referendum sarebbe giusto, ma purtroppo non dipende certo dai 5stelle. Questo governo marcio neofascio se ne fotte del referendum ovviamente.

    • concordo max.
      La politica non si esercita con la clava, si adoperano metodi più sofisticati come il dialogo e confronto essenziali per capire prima di agire.
      Nel caso di Di Maio comprendo la sua posizione istituzionale che non gli permette di precludere a priori dialogo e confronti con l’establishment politico e corporativo nazionale e internazionale, è parte integrante della sua funzione politica.

      Estrapolare frasi o parziali concetti dal complesso operato parlamentare di un deputato e Pres. della Camera, per dedurne linee politiche o ideologiche differenti da quelle sottoscritte con il M5S, ha il solo scopo di seminare zizanie.

  • E non mi pare proprio che il movimento sia amico delle banche, anzi… La differenza col pd è ovviamente enorme, basta informarsi…

  • ahi ahi ahi
    cari amici…
    confermo quello che scrissi tre giorni fa : alleanza grillo-pd pro euro.
    bravi.
    solo che siete usciti con queste idee il giorno stesso dell’uscita della GB dall’UE voluta fortemente dal vostro amico Farage.
    tempismo perfetto.
    dimettetevi in massa dal gruppo europeo, please!

    • Mettiti d’accordo con te stesso, però: o si è pro-Farage, o si è pro-pd. E non mi pare che il secondo punto sia mai stato plausibile.

  • Per capire se il M5S vuole recuperare la sovranità nelle scelte di politica economica, di là dalla propaganda che getta fumo negli occhi, la questione dell’Euro diventa dirimente. Casaleggio in proposito fu esplicito. Disse che quello che indebolisce la nostra economia sono gli sprechi e la corruzione; che le difficoltà delle nostre aziende non sono legate alla gabbia monetaria in cui l’euro ci ha costretto ma, anzi, diceva che la svalutazione competitiva, che un uscita dall’euro permetterebbe, negli anni 80-90 fece male alla nostra economia.
    E’ il discorso di quelli che difendono l’euro e propagandano come soluzione le politiche di austerità imposte agli stati. Per loro l’Italia per essere competitiva necessita delle “riforme” strutturali (precarizzazione, abbassamento del costo del lavoro, tagli alle pensioni e alla spesa pubblica ecc.), mentre la svalutazione competitiva non premia la qualità e l’innovazione, cosa ampiamente smentita nel caso dell’Italia che anche su questi versanti è stata estremamente competitiva, perfino con la Germania. La questione degli sprechi e della corruzione diventa lo specchietto per le allodole che serve per coprire gli effetti dell’euro e delle politiche fiscali, che hanno prodotto e stanno producendo un forte e crescente indebitamento dei paesi periferici verso la Germania, la quale, sotto la spinta del FMI, impone, come fa con la Grecia, misure recessive con il pretesto di risanare i bilanci. Purtroppo la rivolta popolare che il Movimento ha incarnato è stata dirottata dal creative marketing di un modello “web company” alla americana., non a caso ha riscosso quasi subito l’appoggio dalle grandi banche d’affari e quello del console USA. L’élite internazionale che gestisce i flussi finanziari aveva la necessità di disporre di uno strumento nuovo perché quello dei soliti politici, maggiordomi degli States e del Fondo Monetario Internazionale, si è parecchio usurato. Ma ora tutto quest’apparato è stato superato dalla storia, Bisogna guardare oltre, anche oltre il Movimento 5S. E’ ora di compattare il fronte NO Euro e premere in tutti i modi per l’uscita; prepararsi per un cambio di governo mettendo insieme tutte le personalità di spessore che hanno maturato una visione utile a portare il paese fuori dall’impasse che sta vivendo. Gente che ha le carte per una “ricostruzione”. Claudio Messora nelle sue interviste ad ampio raggio ha già contattato le figure giuste, perché non impegnarsi per stimolare la costruzione di un fronte con una proposta di governo definita? Il paese sarebbe pronto e la fluidità dell’elettorato concorrerebbe al suo sostegno.
    Consiglierei di tenere d’occhio Luigi De Magistris che si è candidato a essere attore di una reale alternativa, andrebbe coinvolto.
    Sarà anche necessario attivarsi con la consapevolezza che uno sfaldamento dell’Unione Europea significa lo sfaldamento della NATO. Gli americani che ammassano truppe ai confini con la Russia, prima che si arrivi al crollo potrebbero fare un passo falso, quindi, bisogna muoversi in fretta.

  • I sondaggi dicono che non c’è maggioranza in Italia per l’Exit dall’UE….però una maggioranza che dice che l’UE così non va bene così…credo che se un giorno si vuole essere forza di governo e cambiare davvero le cose bisogna attrare più cittadini moderati al M5s …il referundum sull’Euro è cmq l’ultimo rimedio per far cambiar le cose veramente nell’UE….bisogna dare un ‘ultima chance all’UE per avere consensi….se si agisce come la Lega Nord si resta sempre all’opposizione….bisogna capire e parlare ai cittadini che non ti votano …

    • Questo non ha nulla a che fare con la modifica non trasparente di post scritti e online da mesi (scritti solo a maggio), né con il metodo con il quale si prendono queste decisioni. Chiedete di votare. Questo è il M5S. Non altro.

  • quanto baccano giornalistico per nulla, come se fosse possibile uscire dalla UE/€ semplicemente premendo un pulsante!

    1- al Governo c’è Renzi/PD pro UE al 100%, quindi quali poteri si possano attribuire al M5S all’opposizione non si capisce.

    2- che UE + € facciano schifo non è stato negato al punto 10 ante e post, è cambiato l’approccio tattica e tecnica per essere convincenti politicamente necessita un AUT AUT , imporre radicalmente il cambiamento oppure abbandonarla, questa condizione può essere dettata dal M5S nelle sedi istituzionali UE, ma non prima di avere conquistato il Governo italiano.
    I soci fondatori difronte a tale condizione obtorto collo dovranno convenire per forza ad una delle due soluzioni, io presumo l’uscita e tana liberi tutti.

    3- per premere il “pulsante eject” il M5S ha necessita di conquistare il Governo del Paese con una maggioranza sufficiente per aggiungere alla Costituzione la possibilità di effettuare un referendum popolare non solo abrogativo ma di indirizzo politico senza quorum.

    4- UK ha avuto la possibilità democratica di scegliere (che noi IT non abbiamo) perchè ha mantenuto un’indipendenza monetaria e finanziaria consistente, non è merito di Farage che oggi esulta ma non conta una ceppa di lippa in UK.

    Nella politica internazionale non ha efficacia la contrapposizione nuda e cruda, si ripercuoterebbe negativamente in ambito nazionale raccogliendo il consenso elettorale degli esagitati (una minoranza) poco avvezzi alla riflessione.

    Essendone i fondatori, non si esce da una società quando si è tra i soci di maggioranza ma con quote minoritarie battendo i pugni sul tavolo o sbattendo la porta, magari fosse così facile.

    • aggiungo, non mi sento tradito o ingannato dal riordino del punto 10, mi trovo perfettamente allineato, corrisponde esattamente a ciò che ho sempre pensato dai primordi, direttive e comunicazione delle stesse a volte devono seguire gli sviluppi della geopolitica che si evolve di anno in anno purtroppo.
      Non vi preoccupate che UE/€ non miglioreranno un centesimo una virgola un grammo di nulla, quindi non rimarrà altro che l’uscita, o la dissoluzione dell’intera comunità.

    • Sottoscrivo. Le critiche mi sembrano banale disfattismo, selettività di critica e insofferenza gratuita, condita dal solito complottismo all’aqua di rose (che precedentemente si allegava a buon mercato al movimento stesso…).
      Rimangono comunque parecchi interrogativi che nessuno dell'”apice” sinora ha voluto sciogliere.

    • Io invece non sono d’accordo, secondo me non si cambiano i concetti che solo un mese fà sono stati ribaditi, almeno senza un motivo reale, e poi fatto così al momento, il giorno stesso di un evento economico epocale!
      Come diceva un signore che governò l’Italia per 60 anni: “A pensare male si fà peccato ma spesso ci si azzecca!”

      • Non si è cambiato proprio nulla: si è soltanto sintetizato (e di molto direi: da cui tutto questo baccano per nulla…) il concetto generale che c’è sempre stato il seguente: questa europa non va, e via dall’euro che è la causa di tutto. Stop.

    • se sei contento che le posizioni di un intero movimento basato sulla trasparenza e sulle votazioni online cambino in una notte, senza che nessuno abbia chiesto nulla agli attivisti certificati prima, e che nessuno abbia chiesto qualcosa dopo, è affar tuo. Questa per quanto mi riguarda non è l’idea di Movimento per la quale mi sono battuto.

      Davvero, a tutti gli imbarcati dell’ultima ora e a tutti quelli che votano Grillo come voterebbero Berlusconi o Renzi, dico: tranquilli. Va tutto bene. Andate avanti. Poi ci vediamo tra un po’.
      Senza rancore.

      Oppure votate e legittimate direttori e cancellatori di post notturni un tanto al chilo, se ne avete il fegato.

    • Claudio, ma scusa una cosa allora: dato che (a quel che leggiamo) la situazione sarebbe così tragica e il “tradimento” sarebbe “cosa certa”, allora scrivi a Beppe, o al limite chiamalo. Ce l’hai ancora il suo numero, no? Quindi chi meglio di lui saprà pronunziarsi in merito?
      Considera che su quel post ci siamo spesi in tanti per invocarlo e invitare chi ha contatti diretti a farlo intervenire, ma lui continua a tacere (magari avrà altri impegni e nessuno l’ha informato: che ne sappiamo?).
      Dunque, se hai l’opportunità, contattalo e fatti dire (anche per sapere chi è che c’è davvero dietro BEN TRE CORREZIONI). Semplice.
      Fino ad allora, saranno soltanto congetture, legittime, per carità, ma fondamentalmente nervose e viscerali: del tipo di quelle che circolano nei blog e nei social, tanto per creare caciara e avere di che ciangottare. A mio parere si tratta di conclusioni assai eccessive, sebbene giustificate in quanto cagionate da un articolo che mi sembra piuttosto “troppo sintetico”, anzichè contraddittorio.
      Tutti possiamo sbagliarci: per cui, fino a prova contraria, non si può condannare qualcuno (anzi, proprio per il fatto che ci sono 3 correzioni consecutive si dovrebbe ipotizzare piuttosto che dietro questa stranezza possano sussistere problemi d’altra natura).
      Vedi un pò tu.
      Ciao.

    • Biagio, io non ho contatti con Grillo. In ogni caso non sono “io” a doverlo fare. Sono gli attivisti certificati a doverlo chiedere. Chi c’è dietro a quel post lo so, ma non è interessante fare la caccia alle streghe, perché se una singola persona è in grado di cambiare le logiche di un movimento che era nato per non avere segreterie o direttivi proprio perché – si diceva – tutto viene deciso in rete, allora c’è qualcosa che non funziona più. Quindi, ripeto, devono essere gli attivisti certificati a dire: “vogliamo esprimerci su UE e EURO”. È un loro diritto. Poi magari scelgono di restare, ma non si capisce chi sta decidendo adesso e in base a quali logiche. Qualunque logica sia, NON È LEGITTIMATA.
      Fate una petizione e presentatela.

      • Comprendo ciò che scrivi (e sono certo che tu sappia che non lo dico per captatio): ma dire di conoscere già la persona in questione, senza però voler palesare chi sia (il che magari potrebbe aiutare tutti a capire), pur essendo nel tuo diritto non dirlo, sarebbe comunque equivalente ad affermare d’avere la certezza che vi sia un cambiamento di propositi deliberato e avallato dall’alto: e sarebbe un’altrettanto grave affermazione, questa.
        Ecco perchè ti dico: è sempre apprezzabile la tua attività a fianco del M5S, ma in mancanza di conferme dirette (e in presenza di ben tre cambiamenti di versione: QUELLO dovrebbero spiegare, secondo me…) si corre un pò tutti il rischio d’esprimersi in maniera affrettata. Io non vorrei rischiare una cosa del genere (anche e soprattutto perchè non c’è certezza, piuttosto).
        Io continuo a pensare che vi sia un “eccesso di sintesi” e che il post 10 non cambi affatto la linea del Movimento (ci se ne può rendere conto facendo un raffronto con quanto dichiarano nel post di celebrazione del Brexit): magari ne avremo le conferme cammin facendo, per cui, fino a quel momento, sarebbe controproducente bagnarsi così, prima di piovere. Parrebbe piuttosto come se ci si fosse stancati di qualcosa e lo si volesse relegare su due piedi nelle fila della “solita politica”, accusandolo forzatamente di tradimento di “principii originari” che, a quanto vedo, sono sempre lì intonsi.
        Spero che si venga tutti a più miti e razionali consigli: certe cose fanno soltanto il gioco di certi partiti e non del Movimento.
        Serena serata.

    • Ognuno può pensarla come vuole, ma quando dici che “questo non cambia la posizione del movimento”, a quale posizione ti riferisci? Quando l’hai votata?

      E soprattutto, sei sicuro che dire “Il Movimento 5 Stelle è in Europa e non ha nessuna intenzione di abbandonarla”, cancellando ogni riferimento all’euro come cappio, sia uguale a dire: “TITOLO: Sì all’uscita dall’euro. POST: E’ arrivato il momento, per il MoVimento 5 Stelle, di fare un appello al Governo. La moneta unica ci sta portando al collasso, non abbiamo più il tempo di discutere sui massimi sistemi e sulle supercazzole del premier. Non è questo il tempo per mentire ancora ai cittadini italiani. Non c’è alcuna speranza di miglioramento all’interno di questo sistema criminale, che prima ha messo in ginocchio la nostra economia e ora si vuole appropriare dei nostri risparmi e poi commissariarci. E’ tempo di agire e affrancarsi dalle catene dell’Euro”?
      No, perché questo è quello che solo 5 mesi fa si scriveva sul blog di Grillo: http://www.beppegrillo.it/m/2016/01/si_alluscita_dalleuro_noalbailin.html (Fate una screenshot prima che cambi anche quello).

      Ripeto, perché vorrei essere chiaro: qui non è questione di merito, è questione di metodo. E siccome il M5S è tutto una questione di metodo (dal quale discende la trasparenza), questo metodo va ripristinato.

      Chiedete di votare.

      • Concordo su parecchie cose di ciò che dici, Claudio: soprattutto mi allineo al fatto che di questi tempi nel blog di Grillo accadono “strane cose” e i post di solito sembrano frettolosi e raffazzonati. Questo vizio di cambiare le parole e di non firmarsi (“di Movimento Cinque Stelle”: si, MA CHI, QUALE PERSONA, ha digitato FISICAMENTE l’articolo?), poi, a volte mi pare intollerabile e dilettantesco: specie quando in ballo ci sono esiti seri. Questo magari accade perchè Beppe ha allentato il controllo e qualcuno che magari proviene da altre ideologie originarie le fa “riaffiorare” nei post (scritti a piacere suo) senza essere richiamato all’ordine.
        Per quanto riguarda l’euro, però, ti segnalo il post di “celebrazione” del Brexit, nel quale si fa riferimento al referendum sull’euro, che dunque (a meno di altre smentite…), parrebbe rimanere ancora un punto centrale nel programma 5stelle.
        http://www.beppegrillo.it/2016/06/la_ue_o_cambia_o_muore.html
        Concordo sul fatto che sarebbe il momento ideale per fare un refderendum sull’euro: la cui fine sarebbe già un ridimensionamento dell’ingerenza dell’UE, e dal quale si potrebbe ripartire per riformare l’Europa, che non si può certo cancellare uscendone. L’UK aveva il “motivo strategico” per farlo, dato che pur avendo la sterlina si “sentiva male” a obbedire alla Germania: e poi, geograficamente si sono sempre sentiti discissi dall’Europa, essendo un’isola atlantica (pur sentendosi comodamente “chiamati” a interfertire con gli stati continentali quando c’era da spartirsi qualche fetta di torta…). Noi tutt’al più avremmo come unico cruccio quello d’eliminare l’euro, che è la causa fondamentale del malessere economico. Quanto all’Europa, ne siamo parte integrante da sempre, anche geopoliticamente: per cui è più logico mantenere la membership, ma riformando l’UE, magari tornando a un modello tipo CEE, ma con caduta delle barriere di circolazione e delle dogane (ma solo per chi appartiene alla Schengen) e mantenendo un controllo sovranazionale sugli eventuali abusi delle magistrature locali, ridimensionando le ingerenze che il “collegio” attua ad oggi.

  • L'”UE” è un progetto fallimentare coatto !
    È solo un termporary Work-shop, non ufficiale, che dovrà necessariamente non costituirsi realmente mai, inventato dall’America, i cui scopi sono solo:
    TRUFFARE, ESPROPRIARCI TUTTO

  • E’ abbastanza triste vedere come, dopo la morte del grande Casaleggio, gli ideali del M5S siano cambiati così radicalmente, da anti-euro a pro-euro.
    Che delusione. Ma dopotutto sono uomini anche loro, tanti anni dentro le istituzioni e alla fine si sono fatti fagocitare, sono diventati parte del sistema, si sono fatti comprare anche loro, i soldi comprano sempre tutto.

    La cosa che mi preoccupa di più è che se togli il M5S non ci rimane più niente, il nulla, e allora tanto vale smettere di andare a votare.

    C’è solo da sperare nell’effetto domino, che Danimarca, Olanda e poi anche Francia indicano un referendum per uscire anch’essi dall’euro-zona e lo vincano, così tutti i tasselli di questi criminali neoliberisti comincerebbero a crollare uno dopo l’altro, e se l’europa politica si sfalda alla fine ne usciremmo per inerzia pure noi.

    • Veramente, proprio il “grande Casaleggio” s’era espresso negativamente nei confronti di un’uscita dall’euro, apportando a motivazione di questa sua opinione delle tesi non tanto lontane, quanto a succo, da quelle con cui con cui i “terroristi economici” pro-euro hanno fatto desistere finora l’opinione pubblica dallo schierarsi apertamente contro questo banalissimo marco travestito.

  • LETTERA AD ALESSANDRO DI BATTISTA

    Sono qui, col cuore in gola, perché si sta sentendo puzza di bruciato lontano un miglio.

    A scanso di equivoci sono Grillino prima ancora che esistesse il M5S, persino prima ancora che esistesse il Blog.
    Guai, quindi, a chi osasse sospettare: “ecco il solito troll”, non permetterò a nessuno di mettermi uno sporco e infamante timbro, con la scusa bambinesca de: “il mio è più lungo del tuo”.

    Quello che ti chiedo, Alessandro, è semplice: facci capire cosa sta accadendo.

    Perché sto percependo un insolito e compiacente “scendere a patti”.
    Perché sto osservando un ripetitivo uso di magistrali “supercazzole”.

    E allora, Alessandro, io parlo a Te, perché ancora… sì… ancora mi fido di Te.

    Alessandro, il M5S è nato perseguendo una frase dei Vangeli, Sacra ma al tempo stesso semplice: “sia INVECE il vostro parlare: sì, sì, no, no. Il di più viene dal Maligno”.

    Un po’ come quel PESANTISSIMO, VERACE, IMPAVIDO “NO!” esclamato in faccia al PD e a tutto quello che il PD ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà.

    Un “NO!” che configura un estremismo puro (giusto, giustificato e giustificante).

    Alessandro, essendo questo il presupposto, fammi capire cosa sta succedendo con l’UE dei massoni… con l’Euro dei bankster… e di cosa sta blaterando, da giorni, Di Maio?!
    Alessandro, il “nostro” Luigi è diventato un “supercazzolaro” d’altri tempi.
    Basta “supercazzole”, a cominciare dal Referendum sull’Euro.

    Perché il Referendum sull’Euro o l’uscita dall’UE, o qualsiasi altra cosa riguardi i bankster, è una bufala pleonastica e ridondante.
    E ora parlando a Te, motiverò il perché anche agli altri lettori.

    Non lo è, non perché ci interessa parlare di tecnicismi politici, come fanno tutti, quando affrontano l’argomento (cioè che è inutile un referendum, non avendo alcun riscontro/effetto pratico nell’immediato, che è ciò che interessa alla gente e per il quale stiamo soffrendo).

    Il referendum, in realtà, è una “supercazzola”… per logica e la logica è l’altra essenza del Grillismo.

    Infatti, prima o poi, finalmente… dovremo andare a votare per un governo.
    E per andare al governo concorreranno partiti e… movimenti.
    E ogni partito, ogni movimento, ELENCHERÀ I PUNTI DEL PROPRIO PROGRAMMA.
    IN PAROLE POVERE… LE ELEZIONI… SONO GIÀ UN REFERENDUM!
    IL VOTO POLITICO È GIÀ UN REFERENDUM!
    PREVEDERNE UN ALTRO È UMILIANTE PER IL POPOLO, perché non gli si fa percepire L’ESSENZA… la SOSTANZA… del voto stesso.

    Infatti, PRIMA DELLE ELEZIONI, basterà SPECIFICARE:
    “Sappiate che se voterete il M5S, USCIRETE DALL’EURO, USCIRETE DALL’UE, NON SCENDERETE A PATTI COI VARI PD, NON SCENDERETE A PATTI CON I bANKSTER, COSÌ COME SI ABOLIRÀ eQUITALIA, COSÌ COME SI RESTITUIRANNO GLI STIPENDI, ECCECCECC…”

    E, PER LOGICA, chi deciderà CONSAPEVOLMENTE di VOTARE il M5S… avrà già dato a voi l’ORDINE DI RAPPRESENTARLO, per ATTUARE QUESTI SINGOLI PUNTI, nel caso il M5S VINCESSE…

    Ecco perché, per logica, nessuno avrà bisogno di FARE UN’ALTRA VOTAZIONE PER USCIRE DALL’EURO… AVENDO GIÀ VOTATO PER FAR SÌ CHE CI FACCIATE USCIRE VOI, in qualità di nostri rappresentanti!

    E tutto questo, potrà accadere, ovviamente, a UNA SOLA CONDIZIONE LOGICA.

    Purché il dire del M5S (COM’È SEMPRE STATO, com’è stato per il “NO!” al PD) SIA: “sì, sì, no, no. Il di più viene dal Maligno”.

    IL PUNTO DECISIVO È, AHINOI, QUESTO:
    Se, per logica, dopo aver vinto le elezioni, ci vorrà un referendum per le “questioni europee” , per logica, allora, ci vorrà un referendum ANCHE per il reddito di cittadinanza, un referendum ANCHE per abbassargli lo stipendio, un referendum ANCHE per abolire equitalia, insomma, un referendum per tutto il programma, punto per punto, perché giustamente ci sarà sempre qualcuno (e ne basterà uno solo) che non sarà d’accordo con il M5S appena eletto.

    E allora… perché votare?
    Se la maggioranza eletta non serve… ma servono i referendum?!

    Insomma… non si può andare a CONVENIENZA su un punto del programma, piuttosto che su un altro: o meglio… tutto si può fare… se si è un qualsiasi PD… se s’intende fare becera politica.

    Ricordi?
    “Ognuno vale uno: tutti sono importanti, nessuno vale più dell’altro.”
    È la stessa cosa.
    “Ogni proposta vale l’altra: tutte sono importanti, nessuna varrà più delle altre.”

    Perché questa è la LOGICA del VOTO ed era (?) la logica del M5S.

    Ed è per questa LOGICA che non potranno esistere “supercazzole” che andranno a smontare e confutare queste ovvietà.
    Se proverai a tirarne fuori una… già sai che mi prenderai in giro, prima ancora di farlo… sapendo di farlo.

    E, Alessandro, se lo farai, mi acccoltellerai e basta, perché io ti sto scrivendo da “amico”, con educazione, in quel tanto agognato dialogo fra cittadino fuori dalle Istituzioni e cittadino nelle Istituzioni, sperando che mi risponderai da “amico” e non da… TRADITORE.

    Alessandro, la domanda è semplice.
    Il M5S sta dalla parte dei cittadini europei (che si traduce in FINE UE e RINASCITA DEGLI STATI SOVRANI IN UN EUROPA GEOGRAFICA E NON POLITICA) oppure dei bankster e di coloro che Di Maio (Tu quoque, Brute, fili mi!) ha definito “rappresentanti della finanza e dell’economia mondiale” (che si traduce nella “supercazzola” del “CAMBIARE UE DALL’INTERNO” o nell’indire lenti e fumosi referendum, che non danno risposte immediate ai cittadini, ma allungano la loro agonia)?

    Alessandro, lo sto scrivendo qui, col cuore in mano, sapendo che è una lettera lunga, e forse noiosa, ma credo, per la prima volta, di potertela “spedire”… di potermela permettere… in fondo me lo merito, dopo averti ascoltato tanto, in diretta, dal vivo, in streaming, qui su fb e su youtube, in tv.

    Credimi, se Tu non esistessi, starei già piangendo.
    Perché piango e non mi do pace nel leggere un “new” blog irriconoscibile.
    Perché piango nel constatare un pienone di irripetibili “supercazzole”.

    Ad esempio quella sul paragone “non ci siamo candidati alle province/ci siamo candidati all’europee; quindi province NO, UE SÌ”, è una roba INDECENTE, un atto VERGOGNOSO, perpetuato ai danni di un cittadino che crede di avere un quoziente intellettivo di medio livello, non un Einstein in erba.

    Ma, cavolo, nemmeno uno dei peggiori politicanti della prima repubblica sarebbe potuto arrivare a inventarsi tanto, pur di giustificare delle scelte assurde e incompatibili con la PUREZZA ESTREMA del M5S!

    E leggere e rileggere questo rinnovato Di Maio/Tsipras, che si rilancia da solo, soltanto per mandare messaggi ai bankster, con la scusa di colloquiare con i cittadini su fb, è un attentato alle coronarie di chi pochi giorni fa stava festeggiando per le vittorie di Roma e di Torino.

    Io rimango qui, ottimista, sperando che leggerai e mi risponderai.

    Alessandro, non ci tradite, lascia perdere i tifosi del nulla, ti prego.
    Qui ti sta scrivendo una persona con la testa sulle spalle, che sa cosa Ti sta chiedendo, consapevole che Tu leggi, sai e capisci bene cosa stai leggendo, per rispondere con l’ennesima consapevolezza… di TRADIRE o MENO il tuo interlocutore.

    FUORI DALL’UE E DALL’EURO SUBITO, caro Alessandro!
    E PROCESSO PER DIRETTISSIMA AI TRADITORI DEL GENERE UMANO!

    “Senza se e senza ma”, come quando abbiamo gridato quel PESANTISSIMO, VERACE, IMPAVIDO “NO!” esclamato in faccia al PD e a tutto quello che il PD ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà.
    Un “NO!” che configura un estremismo puro (giusto, giustificato e giustificante).

    E per questo motivo, caro Alessandro:

    “Sia INVECE il vostro parlare: sì, sì, no, no.

    Il di più viene dal Maligno”.

  • Grazie Claudio per l’articolo.
    Io ero un elettore certificato e seguo il movimento da prima che nascesse. Ieri ho chiesto la cancellazione di tutti i miei dati dai loro archivi! Io non voglio un governo e parlamento passa carte di un pugno di burocrati non eletti da nessuno. Chi accetta questo sistema accetta anche il nazismo e il comunismo!!! Grillo è stato sempre contro la UE e l’Euro ora tutto cambia. Mi dispiace mi chiamo fuori!!! Mai più voto ai 5 stelle!

  • Se il M5S è quello che dice (“uno vale uno”) abbia le palle di farci votare come ha fatto Cameron e vediamo cosa succede!

    Soprattutto vedremo se M5S vuol dire movimento cinque stelle o movimento stelle e strisce! (cit.Marco Saba)

    Tutto il resto sono chiacchere!

    P.S. Dal mio punto di vista personale non ce ne dovrebbe neanche essere bisogno visto che tutti i trattati internazionali che abbiamo sottoscritto sono palesemente anticostituzionali e se vivessimo in uno Stato Sovrano e non in una colonia sarebbero già decaduti da tempo!

  • Se questo pessimo governo non vuole il referendum la colpa non è certo dei 5stelle ovviamente. Il problema è questo governo neofascio, non certo i 5stelle ovviamente.

    • La colpa del M5S (dei suoi leader, non della base) sulla questione Euro e UE è aver tirato il freno a mano, invertito la rotta e sbattuto contro un palo.
      Prima abbiamo raccolto firme con la prospettiva che un referendum consultivo spingesse il nostro governo a prendere in considerazione l’uscita dall’Euro.
      Ora il giorno della Brexit sul blog di Grillo con un tempismo sconcertante scopriamo che dobbiamo andare a trattare in stile Tsipras.
      Scopriamo che vogliamo restare nella UE, che dobbiamo combattere da dentro.
      Non stupiamoci quando arriverà la troika se i fiumi di parole al vento e le buone intenzioni non serviranno più a nulla, sarà troppo tardi.
      Ieri dopo la marea di critiche sul blog se ne sono usciti con un post che non chiarisce nulla, un pò di lamentela e nessuna vera soluzione, nello stesso stile politichese che tanto odiamo.
      Forse Di Maio & C. dovrebbero togliersi le cravattine, stanno diventando la brutta copia dei vecchi politici.
      Delusione totale e profonda, vedremo se 1 vale 1 e il movimento sarà più forte dei suoi leader.

    • Riccardo, esistono due modi per cambiare la realtà politica economica finanziari sociale ecc…

      1- con un rivoluzione violenta sanguinosa per eliminare fisicamente l’avversario.
      2- con regolari elezioni politiche per arrivare al potere governativo.

      Non esistono altre modalità, dunque la domanda che ti rivolgo è: quali delle due vorresti attuare?

    • Clesippo non capisco la tua domanda, non ho parlato certo di rivoluzione sanguinosa.
      Se usciremo dall’Euro sarà quando un governo votato democraticamente porterà avanti questo cambiamento.
      Se uscire dall’Euro è impossibile vuol dire che siamo veramente in una prigione.
      Critico Grillo nel momento in cui pensa di farlo dall’interno dopo aver raccolto le firme per uscire dall’Euro.
      Critico la posizione degli esponenti del M5S che scopro essere amici di Monti, in effetti probabilmente non avevo capito nulla…

    • regolari votazioni politiche è la risposta istituzionale. Ma all’interno di ogni movimento ci devono essere regole democratiche chiare. Se no, come dicevi tu, c’è la rivoluzione, che non auguro a nessuno.

  • mi permetto di fare una sintesi.

    Gli obiettivi del M5S non sono cambiati, quel punto 10 modificato riassume gli stessi concetti, riconfermati ieri in un post su blog di Grillo, concetti e ragionamenti che per esperienza acquisita sul campo sono stati affinati per l’impossibilità di battere la UE/€ dall’esterno (inutile salire sul tetto del parlamento di Bruxelles) per forza maggiore si è cambiata tattica e modalità di “aggressione” al sistema per scardinarlo dall’interno, trovandosi già dentro perchè combatterlo fuori in campo aperto?

    Ricordo a tutti che difronte abbiamo un “nemico” consolidato in corporazioni di dimensioni transnazionali impossibili da battere con lo scontro diretto, lobby-holding arroccate e protette da bastioni istituzionali e politico-governative costruite per i loro interessi, fortezze inattaccabili dall’esterno (nemmeno schierando le forze armate) ma espugnabili solo con il consenso elettorale, a questo mira e lavora il M5S per arrivare ad ottenere il più largo consenso civile che tradotto in politica significa avere il potere esecutivo e legislativo per cambiare tutto.
    Purtroppo per raggiungere questo obiettivo bisogna sedere agli stessi tavoli delle lobby e coabitare le stesse aule parlamentari, ciò non significa scendere a compromessi tanto meno condividere la stessa politica criminogena, ma essenziale per carpire informazioni vitali e capire come quell’establishment si muove sullo scacchiere geopolitico per rispondere con le debite contromosse.

    • Mi sembra un ottima prospettiva, tre pecorelle vanno in mezzo a un branco di lupi per chiedergli di non essere mangiate, gli urlano “basta” è ora di finirla.
      Chiaramente i lupi impauriti dal tono deciso delle pecorelle cambiano la loro natura e decidono di convivere pacificamente, obiettivo raggiunto!
      Per quale oscura ragione la Germania e le potentissime lobby dovrebbero ascoltare le nostre ragioni?
      Che fine ha fatto la Grecia?
      Sedere al tavolo minacciandoli di cosa, di uscire dall’Euro?
      Le contromosse, potresti elencarle?
      Ti sembra una buona idea sfidare a scacchi Kasparov dopo aver perso la regina (la lira)?

    • la sintesi è la tua e io non la condivido. Il M5S aveva un senso in quanto movimento di democrazia diretta, dove le decisioni venivano prese in rete. Tu ora stai parlando di decisioni (cambiate o meno) che non sono state prese in rete, ma ti fai latore di posizioni che sono state prese da pochi, in maniera non chiara, senza avere consultato la base. Stai parlando dunque di un partito convenzionale dove le decisioni si prendono le segreterie. Peccato che queste segreterie nel Cinque Stelle non esistano (il fantomatico direttorio è nato – anche lì scavalcando il non-statuto senza chiedere a nessuno – per avere funzione di collegamento con le amministrazioni locali etc, non per prendere decisioni), e non esistono proprio perché erano i cittadini a dover prendere decisioni, non le segreterie. Ma se queste decisioni adesso le prendono “segreterie” che “non esistono”, si apre un’opacità che rende il M5S pericolosissimo, perché le decisioni le prende qualcuno che non si sa chi è, e non si sa perché le prende, né quando né perché (e infatti i post cambiano nel giro di una notte). Questa non è democrazia diretta, e quindi questo non è M5S.

      La parola “strategia” era totalmente incompatibile con il M5S fin dall’inizio. Il M5S “non fa strategie” urlavano i fondatori e i “cittadini” (che ora, in molti, si fanno chiamare onorevoli). E sai perché non faceva strategie? Semplice: perché la parola “strategia” si lega invariabilmente a due concetti: 1) decisioni prese da pochi e 2) decisioni prese di nascosto (altrimenti che strategia è, se la comunichi agli avversari). Ma tutto questo è l’opposto di quello che doveva essere il Movimento 5 Stelle. Dunque, per me questo non è il Movimento 5 Stelle che volevo io e che (ho la presunzione di saperlo essendone stato testimone) voleva chi l’ha pensato e portato avanti.

      Si abbia il coraggio di chiamarlo con il suo nome: “partito”, ma allora si pretenda di votare una segreteria, metodi chiari per prendere decisioni, si cambi il regolamento eccetera.

    • Claudio trovo corretta la tua critica relativa a questione di prassi e metodo di condivisione delle scelte programmatiche; se la meta prestabilita la si raggiunge concordando una strada comune (fin qui siamo d’accordo) e strada facendo per cause di forze maggiori è necessario trovare un percorso alternativo (tortuoso o impervio che sia) unico e disponibile per raggiungerla, avallare tale scelta con il proprio consenso previa votazione risulterebbe pleonastico, in quanto obiettivo e scopi non sono cambiati.

      Non mi sento latore di… purtroppo non sono un attivista del MoVimento, comunque mi sento parte integrante di un processo politico evolutivo (grazie anche te per l’egregio lavoro che svolgi con Byoblu) attuato dal M5S con metodologie perfezionabili, che mi trovano incredibilmente allineato ad una matrice “filosofica e politica” che non può cambiare come invece possono i meccanismi in grado di generare nuova linfa vitale in quanto scevri da ogni condizionamento economico-ideologico-religioso.

      Riccardo, in politica bisogna essere pragmatici, esiste una terza strada oltre alle due che ti ho indicato nel commento 33.2 ?
      I cambiamenti radicali in qualunque tipologia di società non possono avvenire se non attraverso percorsi lunghi, complessi e graduali, il M5S può vincere le partite solo giocando a scacchi/politica imparando anche dai più forti.

    • Mi sembrava di averti risposto che ero d’accordo per la seconda via. Perchè mi chiedi se c’è una terza via?
      Riguardo ai percorsi lunghi mi spiace contraddirti ma i cambiamenti nella storia sono avvenuti quasi sempre in modo traumatico attraverso guerre e rivoluzioni.
      L’unica cosa che cresce lentamente è la rabbia dei popoli fino al verificarsi della “prima via”, purtroppo.
      In UK ieri hanno dimostrato che si può seguire una via moderata.
      La via percorsa è stata di uscire dalla UE e non di banchettare allo stesso tavolo nella speranza di ottenere un cambiamento dall’interno (vedi Grecia).
      Comunque penso che con una linea dichiaratamente anti UE il M5S potrebbe vincere le prossime elezioni ma con questo voltagabbana le perde sicuramente.

    • infatti Riccardo la democrazia ci permette di cambiare in meglio senza passare per rivoluzioni violente o guerre, ma ciò comporta una scalata verso i vertici delle istituzioni governative, è li si trovano le leve di comando nelle mani degli avversari, bisogna sottrargliele e non vedo altre strade, poi potrò essere smentito in qualunque momento non avendo la verità in tasca.

  • cautela politica è una cosa: decisioni prese in maniera opaca da non si sa chi e non si come (e in ogni caso in maniera illegittima perché le decisioni si devono prendere in rete) è un’altra cosa, e non è quello che prevedeva “l’intuito artistico geniale di chi ha fondato” M5S (a meno che tu non lo conoscessi di persona e possa affermare il contrario).

    Per quanto riguarda l’invidia, è un’accusa che dovresti rivedere, in quanto non prende in esame argomenti ma cerca di far scadere tutto riducendolo a questioni personali. Il che è il classico vecchio modo del Pdl di condurre ogni discussione demonizzando interlocutori.

  • @ Riccardo 33.3

    La UE è una prigione e l’€uro l’aguzzino! Su questo concordiamo tutti.
    Ma per indire un referendum popolare bisogna governare, il M5S è all’opposizione ma ammesso che ci riesca non avrà efficacia, per averla dovrà governare l’Italia con una maggioranza in grado di modificare un solo articolo della Costituzione riguardante il referendum popolare che da abrogativo diventi anche propositivo di indirizzo politico, questa sarebbe ed è la democrazia diretta che tutti anelano.
    Se i vari governi non hanno applicato le volontà del popolo su esiti referendari come “acqua pubblica” “finanziamento ai partiti” ecc… figurati se ci concederanno la possibilità di decidere d’uscire dalla UE/€.

    In parole povere bisogna “giocare” alle loro regole istituzionali-governative prestabilite per conquistare il potere politico legislativo-esecutivo, solo così il M5S potrà cambiare le regole del “gioco” e raggiungere gli scopi prefissati.

    • @ Riccardo 34.1

      le contromosse sono quelle di contrapposizione politica conquistando le “caselle politiche” città, comuni, province, regioni e Governo della nazione, a questo punto la scacco è avvenuto, si ha forza e potere per andare a Bruxelles lanciare un aut aut=scaccomatto alla UE, imponendo un radicale cambiamento o uscita=dissoluzione della Comunità.

      Questa secondo il mio avviso è la procedura civile e democratica attuabile stante le regole vigenti.

    • io ero rimasto che bisognava convincere i cittadini creando consapevolezza, una nuova coscienza e facendo massa critica. Se adesso invece bisogna fare come il Pd e come il Pdl per conquistare il potere (a fine buono, si intende), e addirittura bisogna fare appelli alla finanza internazionale e parlare con Monti, a maggior ragione è cambiato tutto. Basta dirlo, così so che personalmente devo ricominciare da zero perché siamo tornati alla vecchia politica.

    • Ah… tanto per ridere un po’.. Una volta quando parlavi di sondaggi, i 5 stelle inorridivano, perché i 5 stelle non inseguono il consenso, perché se sei cittadino tra i cittadini non puoi dare il consenso a te stesso. Inoltre i sondaggi erano roba da vecchi partiti, cioè erano strumenti per adeguare la propria politica alle masse, mentre i 5 stelle al contrario volevano portare cultura, informazione, educazione.
      Adesso trovo i sondaggi in primo piano sul blog di Grillo.

      Sono passati solo due anni e mezzo. Come si cambia in fretta, eh?

    • gli ultimi risultati elettorali sono arrivati con modalità targate M5S non con metodi partitocratici, quindi è sufficiente continuare su questa strada per ottenere consenso popolare e raggiungere il governo della nazione, potere governativo necessario e propedeutico alla fase successiva per cambiare o uscire da UE/€, se per battere quei poteri forti è necessario modificare meccanismi, tattiche e schemi in corso d’opera è giusto che lo si faccia senza sovvertire i principi fondamentali su cui è nato e si basa il M5S, nel caso in questione relativo al punto 10 ante e post, se pur scritto con pressapochismo non rilevo sostanziali differenze e contrasti con la filosofia e gli obiettivi preposti dal MoVimento.

      Si è vero sostengo che i sondaggi non servono a nulla sono esercizi umorali se non peggio degli oroscopi a posteriori, perchè vengono utilizzati dal blog? Non saprei, suppongo possano sortire un effetto psicologico positivo, sono aspetti secondari se non relativi, ognuno è libero di interpretarli come desidera.

    • “e per battere quei poteri forti è necessario modificare meccanismi, tattiche e schemi in corso d’opera è giusto che lo si faccia”.
      Bene. Mi sai dire come si fa a modificare le regole, con uno statuto e un movimento che prevedono che per modificare le regole debbano essere gli attivisti certificati a farlo?
      Es: per modificare la Costituzione, devi avere i 2/3 di entrambe le Camere. E lo stanno facendo. Vuoi o non vuoi, ti piace o non ti piace, è tutto regolare.
      Chi ha deciso di modificare il non statuto e fare un direttorio? Come l’ha deciso? Chi ha deciso di modificare un post ed eliminare la posizione sull’euro (che ancora 5 mesi fa si tuonava che era da abbandonare)? Come l’ha deciso?

      Le regole si possono modificare, così come i programmi. Quello che ti sfugge (e inizio a sospettare che per te sia irrilevante) è che se le regole si cambiano “secondo le regole” è tutto “regolare”. Se le regole le cambiano quelli che custodiscono le regole, senza chiederlo a nessuno, si chiama golpe.

    • @ Claudio 36.5

      Ieri Di Maio ha ribadito che l’uscita dalla UE-€ la decideranno i cittadini con un referendum, ergo l’obiettivo del M5S non è cambiato! Ma per arrivare al referendum necessita governare l’Italia per poi attuare il volere espresso dai cittadini, oggi Renzi & C. non lo indirebbero ma ammesso si facesse e si vincesse verrebbe dimenticato come per l’acqua pubblica e finanziamento ai partiti.

      Modificare schemi e tattiche durante la “partita” per raggiungere lo scopo non necessita cambiare le regole in quanto la finalità è sempre la stessa segnare uno più gol per vincere.

      Gli attivisti certificati non possono pretendere di “giocare la partita” minuto x minuto al posto dei loro/nostri rappresentanti, sia per fiducia che per l’impossibilità di votare ogni minima variazione degli schemi o tattiche (non delle regole) in quanto la politica si “gioca” con il dialogo o aspra contrapposizione verbale e serrate trattative su punti cardine del M5S, come da tre anni svolge bene in Senato e Parlamento, così dovranno fare in quello UE, queste sono le dinamiche di chi sta all’opposizione politica.

      Anche per il direttorio ho una personale opinione, data la crescita del M5S su tutto il territorio nazionale sarebbe impossibile per una sola persona gestire questioni di ordine e propaganda, altri all’interno dovevano prendersi delle responsabilità maggiori rispetto all’intero MoVimento.

      Comunque sul punto 10 secondo il mio modesto avviso si è alzato un polverone su una mera questione semantica, anche se riconosco la ragione del tuo post, sei un giornalista attento ed esponi le tue perplessità.

      Un appunto sull’esempio che hai posto Costituzione-statuto non statuto 5S, non sono paragonabili, un governo che si appresta a modificare 40 art. costitutivi nelle condizioni politiche e giuridiche anomale se non anticostituzionali per vicende a tutti note, cambierà radicalmente nelle fondamenta democratiche principi e valori di un intera Repubblica, in confronto un punto scritto in malo modo parte di uno statuto non statuto risulta poca cosa.

  • Perchè noi italiani non possiamo fare un referendum tipo il brexit?
    Perchè la nostra costituzione vieta che il popolo si possa esprimere su temi di politica estera?
    Solo che quella costituzione è datata 1948, anni di primo-dopoguerra ed avevamo ancora i soldati ai nostri confini!!
    Da quella data al 2000, sarà cambiato qualcosa?? Non siamo entrati in una nazione grande, globale, senza più muri, casa di tutti (ma chi sono i padroni di casa?) senza barriere e frontiere? Non siamo cittadini tutti eguali della .. ”NAZIONE EUROPEA”?
    Ed invece i nostri governanti, iperpagati dalla cricca mafiosa dei tecnokrati di bruxelles – ci dicono che noi
    NON POSSIAMO ESPRIMERCI PERCHE’ LA UE PER NOI E’ ESTERO!!!
    DA QUESTO .. LA GRANDE MENZOGNA …..
    ALLORA NON E’ VERO CHE SIAMO CITTADINI DELL’EUROPA MA SUDDITI E SCHIAVI DELLA TEKNOKRAZIA MAFIOSA UE!

    la cosa che mi dispiace è che Grillo con il suo movimento ha cambiato rotta ….
    anche lui voleva fare un referendum sull’euro ….. oggi ha cambiato opinione!!
    eccoli scoperti, sono diventati ‘temporeggiatori’ – si attendono gli ordini che dovrebbero arrivare dai .. proprietari della ‘cazzaleggio associati’ che forse un giorno scopriremo essere gli stessi che dettano legge nelle burokrazie mafiose della eu!
    Caro Messora, che vuol dire agire dall’interno se le cariche della ue non sono demokratike ma di NOMINA???
    Il farage sono lustri che prova a farsi sentire, non è mai riuscito a cambiare nulla! dovrebbe essere palese!
    Il buon (penoso) borrelli che è simpatico a monti???
    Io sarei preoccupato, lo hanno già arruolato nell’esercito diel bilderberg?
    Il mondo è proprio piccolo, come si vede!
    buona giornata a tutti

  • Agli storditi che, dopo avere creduto nell’URSS, oggi credono nell’UE, SUA REINCARNAZIONE.
    Che senso può avere l’impegno (che molti oggi difendono, M5S compreso) a lavorare all’interno dell’UE, quando il senso dell’UE non è stato ancora verificato? E poi che senso può avere il concetto di verifica, se quello di verità è in crisi? PRETENDERE DI TRASFORMARE L’UE DALL’INTERNO DELL’UE È COME PRETENDERE DI SPINGERE UN TRENO, FACENDO PRESSIONE SU UNA PARETE INTERNA DI UN SUO VAGONE… L’UE è alienazione così come lo era l’URSS, che perciò fallì. Non ci può essere impegno a lavorare all’interno dell’alienazione. Perché lì tutti lavorano male. Oggi un idraulico che faccia bene il suo lavoro non è forse una rarità? Figuriamoci un impiegato statale! Non solo, ma gli stessi concetti di “impegno” e di “lavoro” (nelle idee di “forza-lavoro”, o di “costo delle forza lavoro”, ecc.) rivelano la loro consonanza con l’alienazione stessa.
    I professori, i filosofi e i politici attuali, la maggior parte dei quali, pur di rimuovere einstenianamente il proprio io, si rifà ancora agli insegnamenti di Macchiavelli, sono ancora convinti che il fine giustifichi i mezzi. Non si sono ancora accorti che in realtà ogni mezzo ingiusto rende iniquo il fine giusto.
    Nel libro “Storia delle dottrine politiche” di Gaetano Mosca (1858-1941), internazionalmente noto per la sua opera di storico troviamo scritto infatti ciò che ancora oggi si crede buono e giusto, ma è pura idiozia:
    “Machiavelli esamina se convenga al principe avere le qualità buone o quelle cattive, e conclude che bisogna all’occasione valersi delle qualità malvage, pure sforzandosi di mostrare che la propria condotta è conforme a quelle buone. Chi non agisce così va incontro a sicura rovina perché gli altri adopereranno le arti cattive contro di lui. Esamina poi se convenga al principe di essere più amato che temuto, e dice che sarebbe preferibile essere nello stesso tempo temuto ed amato, ma che, ciò non essendo sempre possibile, conviene piuttosto essere temuto che amato, perché la riconoscenza è un legame molto debole, data la perversità umana, mentre il timore proviene dalla minaccia del castigo, che è sempre efficace […]. Per raggiungere un fine altissimo, [Machiavelli] doveva suggerire dei mezzi bassi e ripugnanti […]. Su questo argomento molto si è nel passato disputato a proposito del Principe. Oggi invece può sembrare evidente che gli Stati, come diceva Cosimo dei Medici, non sempre si possono governare con i Paternostri, e che i governi devono agire secondo principii alquanto diversi da quelli esposti nel sermone della montagna. Però non è detto che in politica si debbano sistematicamente tenere in non cale le norme della morale, perché altrimenti l’uomo politico finirebbe con l’essere universalmente aborrito, come accadde a Cesare Borgia, ciò che fu una delle cause della sua rapida caduta […] I suoi [di Macchiavelli] giudizi sugli uomini sono spesso incompleti: essi pongono in luce una parte della verità, ma non tutta la verità, perché considerano da un solo lato le passioni e i sentimenti complicatissimi dell’anima umana. E nella pratica della vita, e soprattutto nella vita politica, la conoscenza incompleta della verità è alle volte più pericolosa dell’ignoranza assoluta, perché fa sì che l’uomo di azione creda di poter affrontare con un metodo inflessibile ed uniforme problemi vari, ognuno dei quali ha le sue caratteristiche speciali”.
    E le stupidate in riferimento agli scritti di Macchiavelli sull’arte di ingannare continuano. Udite, udite:
    “Sull’arte d’ingannare gli uomini non si è forse scritto finora alcun trattato speciale e sarebbe opportuno che qualche studio fosse pubblicato su questo argomento, perché gli ingannatori abili non vi troverebbero probabilmente nulla che essi già non sappiano, e le loro vittime vi apprenderebbero forse qualche cosa. Machiavelli tratta incidentalmente questo tema nei capitoli sedicesimo, diciassettesimo e soprattutto diciottesimo del Principe, ma sembra che le sue forze siano state inferiori all’arduo compito; potrebbe anche darsi che in questa materia, come in tante altre, il ventesimo secolo sia di molto superiore al sedicesimo. Difatti, secondo il Segretario fiorentino, il principe deve far vedere che possiede molte buone qualità, ma in fondo deve piuttosto avere quelle non buone; egli deve in altri termini parere e non essere, e, soprattutto non deve tenere la parola data ed osservare le promesse fatte quando la menzogna e l’inosservanza della fede possono riuscire utili, pur conservando sempre la riputazione di sincerità e di lealtà. Ma lo scrittore non insegna come questi due fini, almeno apparentemente così contradittori, si potevano contemporaneamente raggiungere; e non bisogna dimenticare che allora l’impresa era assai più difficile di oggi, perché il mondo era più piccolo, i fatti capaci di attirare l’attenzione più rari, e non vi era inoltre la stampa quotidiana, così abile a colorire in vario modo gli avvenimenti, ad eccitare certe determinate passioni e ad offrire all’immensa poltroneria della grande maggioranza dei cervelli umani un giudizio già bello e manipolato. [… Macchiavelli], che ebbe la pretesa di insegnare ai suoi simili l’arte d’ingannare, di dimostrare loro i vantaggi e la necessità della menzogna, fu, come scrittore, uno dei più sinceri fra quanti ve ne siano stati. L’onestà professionale dello scrittore, che consiste nell’esporre al lettore il proprio vero pensiero, senza curarsi del successo o dell’insuccesso del libro, e dei vantaggi o dei danni che esso può apportare al suo autore, egli la possedette in modo eccezionale. E questa volta la sincerità contribuì al successo perché fece meglio gustare il contenuto del Principe”.
    Alla “scuola” di Macchiavelli segue nella storia quella di Guicciardini e quella di Scipione di Castro. La maggior parte dei nostri politici attuali conosce benissimo il contenuto del loro insegnamento, oltre a quello di Macchiavelli. La prima scuola dimostra che “il popolo è un animale pazzo”. La seconda predica che l’esigenza principale di ogni governo è quella di avere al proprio interno “persone bacate”:
    “La descrizione che [Scipione di Castro] fa del carattere dei siciliani è molto pessimista, ma da certi lati si avvicina alla verità. Per vincere le altre difficoltà suggerisce di convocare il Parlamento d’inverno ed in siti disagiati, di fare in modo che nel Parlamento entrassero persone bacate, che sempre si potevano intimidire o comprare, e dava altri consigli dello stesso genere” (Alex Comfort, “Potere e delinquenza”).
    I politici attuali sono dunque fermi, bloccati, a questi storici “insegnamenti”. Oggi non lo saranno più culturalmente, perché sono per lo più ignoranti come caproni. Però di fatto si comportano così, dato che per tutti ancora “il fine giustifica i mezzi”.
    Pertanto non c’è proprio niente da fare quando si tratta di operare in modo realmente sociale verso le riforme.
    L’unica mia speranza è la corretta informazione che non deve farsi mai opinione, ma rimanere pura esposizione di fatti.
    Non bisogna dunque perdere la speranza. Perché questo porta solo a depressioni e a malattie, o tutt’al più a guerre civili, che – come la Storia ha dimostrato – non portano a nulla di buono, in quanto con esse si può giungere solo a riformare la classe dirigente, non a correggere gli errori di sistema.
    L’unica via possibile, credo, è quella di sperimentare individualisticamente l’universalità del pensare umano, non quella di creare un’ennesima opinione pubblica sull’anacronismo e sulla dannosità dell’UE, o dell’ONU, ex Società delle Nazioni, che continuiamo ad imitare, come nella canzone di Carosone: “Tu vo’ fa’ l’americano!”.
    Siamo deficienti di pensare. Perciò dobbiamo fare solo una cosa: pensare. Riflettere. Non vi è altra via. La verità non può restringersi ad essere un’opinione. Valutare universalmente è un’esigenza del pensare umano. Nella misura in cui manca tale pensare, si crea il vuoto di pensiero, ed è sempre stato questo vuoto a provocare regolarmente catastrofi.
    Il degrado di molti “pensatori” preferisce rimuovere ciò che è vero ed onesto, ed attenersi al falso e al disonesto. E per partito preso! Tutti comunque – pur rimanendo zitti, succubi e schiavi persuasi – riconoscono che la maggior parte dei politici “tirano l’acqua al loro mulino”.
    Alex Comfort, denunciò nel suo saggio “Potere e delinquenza” le dinamiche del potere politico, cioè una vera e propria scuola di pseudo pensiero, atta a selezionare personalità psicopatiche e sociopatiche, vale a dire: “persone bacate”.
    Oggi, dopo quasi un secolo, le cose stanno non solo come le aveva coraggiosamente denunciate Comfort. Sono massimamente peggiorate: al punto che occorre avvertire il viaggiatore del web in merito a ciò che egli non osa più riconoscere come reale: il massimo problema terroristico attuale non è l’Isis ma la delinquenza politica che lo genera, e la “peste culturale” dei vari filosofastri o prof., che genera tale delinquenza politica.
    Poggiando infatti su precisi dati conoscitivi del genere umano, delle sue paure e della sua deficienza in resistenza morale, la delinquenza politica dispone oggi non solo delle università ma anche di tutto il cosiddetto “quarto potere”, il mega apparato mediatico. Anche lì viene conferita una sorta di iniziazione ai “migliori” truffatori e imbroglioni del pianeta.
    Da queste “scuole” sorgono i “grandi progetti” che dovrebbero “migliorare” la vita: piani di “guerra per la pace”, piani di sempre nuova economia politica (o keynesianesimo), o di sempre nuovo “costo di opportunità” (signoraggio), e di ricerche biologiche o mediche d’avanguardia per l’espianto organi, tecniche di manipolazione delle coscienze (mobbing sociali), veri e propri trattati commerciali e finanziari di globalizzazione e/o mondializzazione, nonché di politiche genocide, mondialmente pianificate (vedi ad es., tutto l’attivismo di Bertrand Russell, filosofo giustificatore del genocidio di massa, che vedeva l’uomo come un cancro terribile, un microrganismo deleterio, o un parassita nocivo che minaccia il pianeta). È pazzesco ma questa è la realtà della totale mancanza di vita pensante di dette scule del crimine organizzato).
    “Apriamo le nostre università al mondo aprendole all’Europa” diceva Prodi alcuni anni fa” e tutti i chierichetti dementi a reggergli la coda…
    Ed oggi i dementi credono ancora alla BREXIT democratica senza minimamente sospettare che dentro o fuori dall’UE sia tutta una normale procedura sperimentale, a cui del resto la BR (che esprime come consonanti il senso di freddo e di paura) ci ha abituato da tempo con gli esperimenti socialistici della prima e seconda guerra mondiale…
    Rendersi conto che da secoli il mondo è dominato dall’impero britannico forse vi fa paura. Ed è forse per questo motivo che non si vuole associare anche l’Iskcon (Movimento per la Coscienza di Krishna) ai servizi segreti britannici, o i Beatles alla guerra inglese dell’oppio…
    Come mai nessun politico, nessun economista, nessun teologo, nessun giornalista, ecc., si accorse mai di questo dominio, di questo fatto storico così straordinariamente importante? Perché solo Rudolf Steiner denunciò più volte il seguente fatto? La carta geografica della suddivisione dell’Europa dopo il 1918, cioè all’indomani della prima guerra mondiale, fu pubblicata già 28 anni prima (1890) dall’inglese Labouchère sul settimanale “Truth” con Austria e Cecoslovacchia indipendenti, con la Germania suddivisa e con lo spazio russo sul quale erano scritte le parole: “Deserto. Stati per esperimenti socialistici” (Arthur Polzer-Hoditz, “Kaiser Karl”, Zurigo 1928, pag. 91, in Rudolf Steiner, “Esigenze sociali dei tempi nuovi”, Milano 1971, nota 20, pag. 300).
    Emerge da ciò una precisa volontà politica: gli anglofoni volevano e vogliono dominare il mondo schiavizzandolo economicamente con esperimenti socialistici in ambiti non anglofoni. Anche l’odierno proficuo rapporto dell’Inghilterra e dell’America con l’euro e con l’eurozona mostra che come si intrapresero in Russia esperimenti socialistici che per precauzione non si vollero intraprendere in occidente, generando la prima guerra mondiale, e poi la seconda come contraccolpo, così oggi le medesime potenze anglofone continuano ad esercitare la loro tendenza nel fare esperimenti monetari a spese dell’eurozona… In questo contesto appare evidente che è il terrorismo di Stato a generare terrorismo, Isis, ecc…
    Oggi è il tempo in cui di necessità l’individuo dovrà comprendere che socialismo, libertà di pensiero, e scienza dello spirito sono tre cose che non possono essere separate una dall’altra. Devono stare insieme perché solo così ci si può difendere dalla tirannia delle superpotenze anglofone miranti all’attuazione del cosiddetto nuovo ordine mondiale. Il vero socialismo non può essere tirannico, dato che “nel suo intimo, rappresenta la lotta contro il principe usurpatore di questo mondo, che appare quando […] non si affida l’organizzazione esteriore alla pura fraternità sociale” (R. Steiner, “Lo studio dei sintomi storici”, Milano 1961, pag. 220). Pertanto, se la moneta è un bene, dovrebbe necessariamente nascere dai creatori di beni. Non dallo Stato o da Superstati. Lo Stato di diritto dovrà occuparsi solo di diritto, non di economia. né di cultura (le scuole di Stato dovranno sparire).
    https://plus.google.com/+NereoVilla/posts/71D6kt61tKN
    AMEN

  • ” Gianroberto Casaleggio insegnava che la rete non perdona, e che cancellare un contenuto, o modificarlo, era molto peggio che lasciarlo così com’era”

    Eccolo li nessun discorso politico solo un discorso di metodo, ho visto tonnellate di fango scaricate sul Movimento, ho visto persone tradire la fiducia dei loro elettori, ne ho viste tante in questi ultimi anni, tutto e dico tutto mi e’rimbalzato addosso senza lasciare segno.
    Ma allora perche questa storia del punto 10 non riesco a mandarla giu’?!?!?
    Mi appiglio a tutto il mio pragmatismo che non e’poco…ma questa non riesco proprio ad accantonarla.
    Ci ho pensato e ripensato ed ho capito che non e’ solo la stupidaggine fatta che mi ha dato noia ma piu’che altro le reazioni a questo colpo di genio comunicativo.
    Qui al posto di recitare mea culpa fare una bella sgridata a colui che ha avuto l’idea vedo moltissime persone che tentano in tutti modi di minimizzare e di ghettizzare coloro che si sentono un po traditi.
    Non e’che a forza di doversi difendere da tutti e da tutto le persone non riescono piu’a capire quando una critica e’costruttiva?!?!?
    Il fatto e’ grave proprio perche’nella sua metodologia tradisce il principio di trasparenza ma soprattutto si crea un precedente che puo’buttare ombre su situazioni future!!
    Su i contenuti ne possiamo parlare uno puo’essere piu’o meno d’accordo ma non sul metodo.

    Gianroberto io non ti ho conosciuto ma sento che ci manchi!!

    • Uno dei commenti più belli. C’è qualcuno qui che segue la logica del “fine che giustifica i mezzi”, e dà per scontato una cosa: che gli uomini siano buoni o cattivi e che i buoni restino buoni e i cattivi restino cattivi. Ma a questa immutabilità non credeva neppure Casaleggio: il limite dei due mandati, la rotazione dei capogruppi e l’assenza di strutture intermedie (segreterie e direttori) e perfino il divieto di farsi chiamare “onorevoli” (divieto anch’esso caduto di recente) serviva proprio a questo. Homo homini lupus. E per esperienza diretta posso dire che Casaleggio ha peccato a sua volta di ottimismo. Ci vuole molto poco perché un uomo che crede di voler fare la rivoluzione si trasformi nel miglior alleato dei suoi nemici. E più questo uomo arriva dal basso, meno ci vorrà, perché più sarà sensibile alle lusinghe. Se poi ci mettiamo (e sono proprio tanti) quelli che partono già con la sola idea di far carriera…
      La maggior parte di quelli che facevano la rivoluzione contro le brioches di Maria Antonietta, diceva che le brioches dovevano essere per tutti, ma in realtà non si rendeva conto che quello che voleva realmente era quella brioches. E una volta avuta, se la sarebbe portata ovunque, pur di mangiarsela da solo, in santa pace (ricorderete “Il mio tesssoooorooo”, da Il Signore degli Anelli).

      Per questo le regole sono importanti, perché sono la sola cosa che ci garantisca dal fatto che singoli spregiudicati individui, in assenza di forme efficaci di controllo, si mangino la brioches da soli, indisturbati. Cancellare ogni riferimento all’euro, dire agli ambasciatori che siamo stati troppo duri con l’europa, fare appelli alla finanza internazionale, scrivere un grassetto che il M5S non ha nessuna intenzione di abbandonare la UE, di quale regola è il frutto? E una volta che attraverso questa strategia (la parola “strategia” è di per sé il contrario della trasparenza e della necessità di prendere tutte le decisioni in rete), gli oscuri attuatori dovessero andare al Governo (ma crediamo davvero che Monti, Draghi, la Commissione Trilaterale, i banchieri, i cosiddetti poteri forti, siano così stupidi che basti far loro un sorrisetto per farsi mandare al Governo, oppure è plausibile ritenere che vorranno qualcosa in cambio, e di questo qualcosa vogliano garanzie precise, come per esempio le garanzie sulla tenuta dell’UE e dell’Euro?), cosa credi che faranno, visto che i grandi elettori sono diventati i poteri forti (tanto i cittadini, poverini.. cosa vuoi che capiscano: teniamoli fuori dalle decisioni.. è per il loro bene). Come faranno a fare leggi contro quelli dai quali sono andati col cappello in mano?

      Casaleggio voleva che il m5s ridesse il potere al popolo, non ai banchieri, a Monti, alle ambasciate americane o a quelle inglesi dove alcuni nostri del direttorio sono andati a passare la notte del Brexit (certo… solo per controllare che i cattivoni non barassero, mica perché si sentono ormai parte di una èlite).

      Che mi crediate o no, una volta tutto questa sarebbe stato impensabile e motivo di espulsione. Al M5S manca una figura forte, che sappia tenere la barra dritta, che non permetta a nessuno di dimenticarsi da dove è venuto e perché è lì, ovvero per fare “il dipendente” dei cittadini e votare secondo quanto stabilito dagli stessi, dopo che si siano espressi in rete.

      Tutto il resto è vecchia politica, esattamente quella vecchia politica che tutti aborrono, ma che improvvisamente sono disposti a giustificare se a farlo non è Andreotti ma un cinque stelle. Beh, a tutti costoro (di cui molti saltati sul cavallo in corsa) io dico: se era la brioches che volevate, la vostra testa farà la stessa fine di quella di Maria Antonietta.

    • Mammamia che toni messianici(Messora)…l’ho seguita nelle sue interviste e pensavo lei fosse un po più scaltro…Come fa a non considerare l’ipotesi che proprio il defunto Casaleggio non fosse” l’agente inglese”? Tenga presente che curò anche il sito di Di Pietro(bella coincidenza no?) e la parabola del magistrato(cui si ispira apertamente attualmente anche il magistrato Moro protagonista della rivoluzione colorata brasiliana) è chiarissima: servì a eliminare la classe politica dei Craxi e Andreotti troppo patrioti….lei Messora queste cose le conosce bene….

  • Credo che si possano davvero unire i punti adesso per avere un’idea più chiara della situazione. Di Maio che va a fare l’inchino in Israele, le recenti posizioni pro UE. Le discussioni sull’Euro sono rimaste ormai a latere e gestite da singoli gruppi del M5S. Eccessiva fiducia nella magistratura che, seppur non come i politici, e’ corrotta . Nutro poche speranze che questo M5S ci possa aiutare a migliorare la nostra condizione anche se non nego che all’interno o vicino al M5S ci siano molti che remano nella giusta direzione. Non tutto e’ da buttare ma per quanto mi riguarda i vertici sono da cambiare in blocco. A chi dice che prima si deve arrivare al governo rispondo che invece prima si deve diffondere consapevolezza e il M5S non lo sta facendo. Una cosa il M5S l’ha invece dimostrata: si può prendere un cittadino qualunque e farlo diventare un politico in un tempo brevissimo e alla meta’ del costo. Spero tanto che le mie valutazione non siano corrette, ma i margini di errore si riducono man mano che i puntini vengono uniti.

  • italiani popolo di irrazionali? Ho questo dubbio in quanto: ammettiamo che oggi ora adesso il M5S abbia il potere politico di premere il pulsante per uscire dalla UE-€, dovrebbe premerlo andando contro i propri principi di democrazia diretta, cioè autoritariamente come nel 1999 R.Prodi fece per entrarvi?

  • questo video chiarisce la posizione del M5S:
    https://it-it.facebook.com/roberto.fico.5
    vedere il video dell’intervento Di Battista alla Camera.

    Questa polemica credo sia scaturita da un errore di comunicazione da parte degli esponenti del M5S; preciso che non sono un interprete degli interventi dei pensieri o concetti espressi da Di Battista, Di Maio ed altri, ma si è sempre dato per scontato (quanto pare erroneamente) che per uscita dall’Unione Europea si intendesse:
    1- dal capestro della moneta unica €uro/BCE.
    2- dalle direttive legislative UE da applicare obbligatoriamente sul nostro ordinamento giuridico di ogni grado e settore.

    Ma non dal progetto di Comunità Europea fondata il 25 marzo 1957, dopo il precedente successo del trattato sul carbone e l’acciaio, i sei paesi fondatori decisero di estendere la cooperazione ad altri settori economici, firmando il trattato di Roma, che istituisce la Comunità Economica Europea (CEE), o ” mercato comune ” MEC, avente per obiettivo la libera circolazione di persone, beni e servizi al di là dei confini nazionali, principi e valori tutt’oggi disattesi, inapplicati o travisati per favorire interessi corporativi e finanziari delle holding internazionali.

    • l’ho scritto nei post più giù, attraverso la conquista del potere politico e governativo nazionale si acquisisce autorità e autorevolezza per imporre un aut aut alla UE.

  • Vedo con piacere che le “enormità” come i cambiamenti sull’euro e ue ,l’endorsement di monti a borrelli ,hanno già creato due fronti all’interno del m5s…uno dei genuini che spalancano occhi e bocca e cominciano a farsi la domanda principale(…non è che ci hanno presi tutti per il culo?) e gli ostinati fideisti(forse anche qualche incaricato dalla dirigenza a tener botta alla rivoluzione che stà iniziando) che minimizzano e trovano sempre una spiegazione apparentemente-logica. A questi ultimi chiedo:” ammesso che si svolga un referendum sull’euro,in che condzioni si svolgerebbe(banche chiuse e spread a 10000?) potrebbero i cittabini esprimere il loro parere liberamente? NOOOOO!!!!
    perciò prima fuori dall’euro e poi si ragiona!

    • Bisogna ri-adottare la lira come se fosse una moneta locale e lasciar stare l’Euro li dove sta (per esempio per le politiche della difesa comune, delle infrastrutture comuni, dell’energia comune) ed avere le possibilità di usare la vecchia lira come moneta locale senza i vincoli imposti dall’Euro.
      Troppo comodo ? e perchè, forse i tedeschi non si sono fatti i fatti loro con il cambio del marco 1=1 ?
      Noi invece abbiamo pagato (e regalato all’Europa) il 30 % in più (1.440 lire era il valore della lira nell’ECU, 1937,26 il valore del cambio con l’Euro). Non vi sembra un regalo troppo grosso ?

      • Prima di parlare di certe technicalities, bisogna studiare e capire bene la portata del discorso, che non è legato solo alla moneta ma a come vengono gestiti i rapporti tra uno Stato con l’estero. Ha ragione in questo Alberto Bagnai quando si risente per la facilità con cui si trovano soluzioni. Una cosa sola bisogna aver chiara e cioè quale sia la volontà politica e la strada che si vuole seguire. Due sono le strade rimanere ingabbiati e schiavi x cui ci sarà sempre qualcuno che con vincoli esterni ci potrà obbligare a seguire una strada già decisa altrove, oppure potremmo diventare un popolo sovrano, studiare e seguire la Costituzione italiana e fare scelte diverse perché è possibile farlo. Insomma prima dobbiamo capire se vogliamo essere liberi veramente. Il cambio è un qualcosa che divenendo flessibile e accompagnato dalle giuste politiche anti deflazioniste e (post-keynesiane??) Rimetterebbe lentamente la barca dritta. Perseguuire la stabilità dei prezzi di Maastricht è incompatibile con la Costituzione che persegue la piena occupazione della popolazione e invita la partecipazione dello Stato Sovrano(che così svuotato non lo è più)

        • Danimarca, Svezia, Norvegia, Polonia, etc…hanno mantenuto la loro moneta pur avendo aderito alla UE.
          E sono gli unici paesi che crescono fra il disastro generale.
          La stessa Finlandia, infatti, che ha accettato di usare l’euro e ha rispettato tutti i trattati europei (il paese più ligio alle politiche neo-liberiste della UE) è in profonda depressione e farà quanto prima un referendum per lasciare l’euro (infatti è stata l’unica borsa che ha reagito in positivo il giorno dopo la brexit). I discorsi sono più semplici di quelli che si crede (Bagnai permettendo) che essendo un pescarese seguo da tempo.

          • Sono sicuro che tu abbia ragione dal punto di vista tecnico. Ma io che sono della provincia di Salerno (quindi del profondo Sud) e quindi “che a pensar male il più delle volte ci azzecchi”, credo che se gli obiettivi perseguiti scientemente erano quelli di generare competizione interna e svalutazione, creando una sacca di disoccupazione permanente in modo da avere i trasferimenti necessari a rimpiazzare le “maestranze”, dalla periferia al centro. Difficilmente allora ti farebbero fare la crescita che speri di ottenere tu mantenendo solo i vantaggi. Se questo progetto europeo oggi è così definito è perché è stato studiato e voluto così, non è un fatto che è avvenuto casualmente…

          • Questa UE neo-liberista è stata voluta fortemente dai padroni della finanza mondiale. L’euro non è una moneta popolare, nata dopo l’unione fiscale, amministrativa, etc.
            Le periferie sottopagate sono quelle del profondo sud nostrano ma anche quelle del profondo nord (Finlandia) o del profondo Ovest (Spagna, Portogallo e adesso anche la francia) o del profondo Est (Croazia,etc…). Ma noi stiamo pagando ancora un errore fondamentale fatto nell’ingresso nella UE: il cambio della moneta: 2000 lire quasi invece che 1400 lire. Questo deve cambiare prima di tutto. E poi devono cambiare le regole di stabilità finanziaria. Anche se noi abbiamo molti difetti da cui solo l’Europa (o il M5stelle, credo di più il M5S) possono cambiare.

          • Io non credo nel M5s. È un movimento telecomandato, non democratico ai vertici e mondialista. Non voglio la mancetta del reddito di cittadinanza. Quando non avrò più come mangiare andrò dall’ex disoccupato Di Maio e vuol dire che ci spartiremo insieme i 98.000 euro circa di reddito che ora percepisce. Sono sicuro che sarà così solidale da volerlo dividere con me. Napoli – Salerno tanto è vicino…

          • Io, invece, credo che stiano facendo le cose per bene e meritano fiducia, e speriamo che questo dibattito pubblico gli serva per non sbagliare o sbagliare poco (chè sarebbe già tanto).
            E poi, penso che su ogni barca alla fine il comandante è uno, quindi non si può dire che siano etero diretti. Grillo (e Casaleggio) alla fin fine svolgono il lro ruolo, anche se le decisioni spettano agli amministratori (ufficiali di coperta, quando non c’è il comandante). Io non farei una critica come la tua.

          • Ti sei perso un pezzo. Casaleggio è passato a miglior vita. Ma la corona pare sia passata a suo figlio ( e chi è ?). Le cose per bene? Sicuramente sono maestri della comunicazione.. (e qui Claudio il padrone di casa potrebbe sentirsi tirato in causa visto che ha fatto parte dello staff se non sbaglio) 🙂 e poi? Sul problema centrale dal quale dipende il futuro dei nostri figli si strizza l’occhietto al grande capitale? Questo movimento è diventato pericoloso ed attenta alle più semplici regole della democrazia. Mi dispiace che ci siano ancora tante persone che si illudono di contare qualcosa lì dentro e di poter cambiare la vera natura oligarchica con cui è nato. Ma capisco, è difficile metabolizzare il tradimento. Il problema ce lo hanno ancora tanti del Pd e della sinistra… ancora non capiscono che i loro padri “nobili” li hanno portati nel baratro (con dolo, consapevolmente)… non so perché ma la tua fiducia mi ricorda paro paro uguale quella della minoranza Dem! Convinti di cambiare dall’interno… ahahahah che bello sognare!

  • Claudio Messora, mi rendo conto che quando si crede in qualcuno o in qualcosa lo spirito critico fa fatica a fare il suo lavoro e si cerca di non vedere certe “stranezze” o di dare ad esse una spiegazione che ci consenta di continuare a credere nelle persone e nelle idee che sosteniamo.

    Però, non essendo tu uno sprovveduto o un fanatico, in tutta sincerità non puoi non esserti seriamente interrogato sul senso di una posizione antieuropeista e antieuro che si ripropone di affidare ad un referendum popolare l’uscita dalla U.E. e dall’euro.

    Non puoi non esserti chiesto perché un movimento con un programma politico vasto e articolato individua quale punto di tale programma l’uscita dell’Italia dalla U.E.M. ma, a differenza di tutti gli altri, lo subordina al risultato di una consultazione referendaria generale, come se non fosse sufficiente il consenso elettorale maggioritario, eventualmente ricevuto dal movimento, a dargli la necessaria legittimazione a mettere in atto il programma proposto agli elettori e, quindi, anche l’uscita dalla U.E.M. Un referendum, peraltro, che dovrebbe svolgersi in un clima terroristico dove a farla da padrone sarebbero gli spin doctors dei media di regime. Dai!

    Era chiaro da tempo che intorno alla questione cruciale Europa ed euro aleggiavano strane riserve mentali e se mi dici che sei “caduto dal pero” solo due giorni fa non ti credo.

    • l’ho scritto in tutte le salse che non è una questione di merito ma di metodo: non si cancellano i post in una notte, non si cambia casacca senza aver consultato la base e averla fatta esprimere. Questo era il M5S e questo deve rimanere. Io contesto questo.

    • Una cosa è uscire dall’euro (o ridimensionarlo), altra cosa è uscire dalla UE, che nessuno del M5s vuole, credo.
      E nemmeno io.
      Bisogna ricontrattare l’euro e le politiche neo-liberiste ad esso legate !

    • Guarda, credo sia fortemente utopico e anche vagamente ipocrita questa posizione (non tu, sia chiaro), per il semplice fatto che uscire dall’euro è molto difficile, se non impossibile, senza uscire dalla UE o addirittura disgregarla. E del resto M5S si è candidato con 7 punti tra cui “abolizione del Fiscal Compact” e “Abolizione del Pareggio di Bilancio”. Non puoi uscire dal Fiscal Compact senza far venir meno il castello di carte su cui si basa l’Europa. Per chi non ne capisce nulla, è da ingenui illusi. Per chi invece ne capisce, è da traditori farlo credere.

      • Perfetto. È questo il punto. Quindi che senso ha consultare la base che non capisce niente di tutto questo? Ecco che non ha senso il referendum proposto da Grillo (che non si può neanche fare e non ha alcun valore vincolante ad ogni modo). Avrebbe molto senso spiegare invece a noi altri poveracci la storia in modo semplice x informare e spiegare in che razza di guaio siamo finiti facendo una corretta informazione rispetto al terrorismo degli euristi. Non lo si fa questo. Il popolo può essere ignorante ma può anche capire se glielo spieghi bene e in modo semplice quando hai il megafono come Grillo ha. Guarda come è semplice; domanda: vuoi essere libero o schiavo nell’Urss ? Pardon, schiavo nella Ue ? (Lapsus freudiano)

  • La democrazia è una questione di metodo, come ben spiegava Norberto Bobbio. Il metodo nel movimento 5 stelle non mi è mai piaciuto e l’ho trovato da subito contraddittorio, utopistico e antidemocratico. Era evidente a chi capisce un pochino di geopolitica che questo movimento rappresentasse il piano B del complesso militare-industriale Usa per incanalare la protesta e far digerire le peggiori condizioni economiche e sociali a quella parte di popolazione che ancora va a votare e tenta invano di resistere ma non riesce a trovare una “casa” nei partiti tradizionali che non si occupano della riconquista della Sovranità. Il progetto europeo è un disegno made in Usa. Attualmente solo Salvini ha una posizione antieuro chiara tra chi ha già una rappresentanza in luoghi istituzionali. Alternativa per l’Italia di A. M. Rinaldi è neonato e altri movimenti No euro non mi pare abbiano la forza e la compattezza necessaria x provare l’affondo giusto.

  • L’Euro è l’insieme dei Trattati europei che lo regolano.
    L’Europa è l’insieme dei Trattati europei che la regolano.
    I problemi per l’Italia e non solo per l’Italia nascono dalle attuali regole a cui la obbligano i trattati.
    Un’Europa non solidale ai problemi finanziari dei singoli paesi va sostituita con una Europa che se ne fa carico. Euro Bond. Un’ Europa non solidale al problema disoccupazione del singolo paese va sostituita con una Europa che se ne faccia carico. Reddito di cittadinanza europeo.
    Un’ Europa non solidale ai problemi di immigrazione dei singoli paesi va sostituita con una Europa che se ne fa carico. Suddivisioni eque degli immigrati.
    Quindi l’obiettivo di buon senso è o si modificano adeguatamente i Trattati o si esce.
    Un paese come l’Italia che sta oltre che in UE anche nell’euro inizia con la richiesta di modifica dei trattati euro pena la sua fuoriuscita.
    Questo è quanto espresso nel programma M5S da sempre.
    La possibilità di cambiare i Trattati in Europa richiede la partecipazione della volontà popolare di più di un singolo paese affinché i rispettivi governi siano spinti a portare in europa queste volontà. Indire il referendum Euro Si/No in Italia produce esattamente questo, il rafforzamento mediatico tra i popoli europei di questa volontà di cambiamento.
    Esprimere con un referendum la volontà di uscire da questo Euro diventa la chiave di volta per andare verso la solidarietà dei popoli e non soltanto delle banche e se l’Europa non desiderasse cambiare l’uscita dall’euro sarebbe solo il primo passo che un governo avrebbe il dovere di realizzare.
    Di Maio: “Noi del M5s vogliamo chiedere ai cittadini italiani se questo euro va bene.
    Di Maio: “Se ci diranno di no attraverso un referendum andremo ai tavoli europei con un potere contrattuale in più, quello di dire veniamo nel nome del popolo italiano e vogliamo che cambiate i trattati”.
    Di Maio: “Se li modifichiamo l’euro può anche restare, se facciamo un euro a due velocità per i paesi del Sud dell’Europa può anche rimanere”.

    • Chi vuole il reddito della gleba( di cittadinanza fa più figo ma in sostanza quello è) cioè la mancia che rimane dopo che i grandi capitalisti si sono accaparrati altre fette di torta privatizzando servizi che prima erano pubblici è un cameriere anche lui al servizio dei grandi potentati. Io non voglio la mancia. Io voglio che si ritorni a difendere il lavoro come diritto sancito costituzionalmente, che i padroni non abbiamo diritto di vita e di morte sui lavoratori (metaforicamente parlando). Che si fermi la guerra dei poveri coi salari sempre al ribasso. Solo uno Stato Sovrano può fermare questo. Chi non ha capito questo è solo un illuso che vive nel sogno di un mondo che non si realizzerà mai perché il forte continuerà a schiacciare il debole se non c’è uno Stato che lo tutela. E quando lo Stato interviene i lavoratori si organizzano e cercano di rivendicare una fetta maggiore della torta proprio come avveniva non più di 30 anni fa, quando uno sciopero generale era ancora possibile farlo…

  • Ma veramente Borrelli ha detto che il problema dell’Europa sono i governi nazionali? Adesso vanno in giro a braccetto con Monti? Un’altra delusione…anche l’ultima speranza è svanita.

    • Veramente ho letto una dichiarazione di Di Maio in cui dice che non è l’Europa in discussione ma l’Euro e i vincoli finanziari europei.
      E questo mi pare che sia il problema principale perchè credo che tutti noi si voglia stare in Europa. Ma con un altro modo di fare economia.
      Non è così ?

      • Ti do una notizia. Prima della libera circolazione di merci e di capitali eravamo già in Europa. Pur volendo, vedi, non è possibile staccare lo stivale e portarlo che so.. in Asia o Oceania se preferisci. Allora quando sento che volete stare in Europa (cioè nell’euro zona? Libera circolazione? ) ma volete cambiare le regole, mi fate talmente ridere xche’ vuol dire che non avete ancora capito perché siamo finiti nella merda. Perdonami il francesismo. Se il capitale è libero di muoversi come gli pare , le persone non sono altrettanto mobili. Abbiamo perso potere contrattuale perché l’imprenditore quando minaccia la delocalizzazione ti costringe ad accettare un salario più basso. Oggi poi anche lo Stato non adegua le pensioni(c’è una sentenza corte.cost.) e gli stipendi sono anni che non vengono indicizzati. Ne vuoi ancora più Europa? Evidentemente ancora non è toccato a te.. ma ci arriveranno sono tenaci e ben organizzati i padroni del mondo

    • il problema non è “chi ha detto cosa”, perché il M5S non dovrebbe avere né capi né capetti. Il M5S sono i cittadini che prendono decisioni in rete. Tutto il resto è vecchia politica e in quanto tale è un tradimento dei principi ispiratori iniziale del M5S. Dunque la vera domanda è: i cittadini, cioè gli attivisti certificati, cos’hanno detto? Cos’hanno detto con il loro voto e cos’hanno detto in una consultazione referendiaria online?

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