Come mai Jp Morgan, proprio adesso, vuole più deficit?

Gli economisti di JP Morgan, la grande banca d’affari Usa, segnalano che per la prima volta dal 2009 tutti i bilanci pubblici dei governi nelle zone industrializzate, Europa, Usa, Giappone e Regno Unito, daranno un contributo positivo alla crescita globale. Merito, secondo loro, di un aumento della spesa pubblica in tutte queste aree. Finora dall’inizio della crisi finanziaria i tagli generalizzati avevano depresso il Pil dei rispettivi paesi. Le politiche espansive più decise sono quelle di Giappone e Stati Uniti, seguono Eurolandia e Uk. Più spesa pubblica, dunque, anche per lo UK e per la Germania, dove Wolfgang Schäuble nei prossimi due anni ridurrà le tasse e aumenterà di 15 miliardi la spesa pubblica. Il Giappone ha varato 73 miliardi di dollari di investimenti pubblici e per la Cina il Pareggio di Bilancio, che non è mai stato un obiettivo, ora è più lontano che mai.
JP MORGAN AUSTERITY VS SPESA PUBBLICA


Repubblica: la fine dell'AusterityL’austerity è defunta, ma celebrarne il funerale apertamente è un gesto politico che molti esitano a fare“, canta Federico Rampini su Repubblica proprio oggi. E noi, francamente, ce n’eravamo accorti da prima che un signore chiamato Monti venisse a manganellarcela sulla testa, anni fa. Ma la domanda è un’altra. Come mai JP Morgan, che qualche anno fa è stata l’ispiratrice delle politiche di riduzione dei diritti e del superamento delle costituzioni dei paesi del sud europa (tra cui noi), giudicate “troppo socialiste”, adesso – dopo anni di austerity – si è accorta che a spendere a deficit non c’è nulla di male, anzi fa bene?

Ecco cosa scriveva la banca d’affari di Jamie Dimon, nel rapporto “The Euro area adjustment: about halfway there“, del 28 maggio 2013:

« I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea. I sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo.

I sistemi politici e costituzionali del sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia). »

Un testo che inneggia molto chiaramente alla necessità di ridurre i diritti dei cittadini e all’instaurazione di una forma di governo più autoritarista, che abbia tutti i poteri per portare a compimento “le riforme economiche e fiscali” – cioè l’austerity – senza che a nessuno sia concesso neppure il lusso di protestare.

Erano tre anni fa. Cosa è cambiato, oggi? Forse che finalmente in Francia è legge la riforma sul lavoro, e in Italia ormai da tempo è stato varato il Job Act? Forse che ormai è stata distrutta la domanda interna, creando stuoli di precari e di disoccupati disposti a lavorare per un tozzo di pane e licenziabili a piacere, in modo che ora si possano invocare pubblici investimenti per tornare a sfruttare i benefici di un aumento della spesa pubblica, con i suoi appalti e la sua pioggia di fondi e la creazione di nuovi consumatori per i prodotti delle nuove catene di montaggio sul modello cinese, cui le multinazionali e la speculazione possano finalmente accedere, contando su una manodopera ormai annichilita, priva di protezione e sottopagata?

Hanno gettato la dinamite nello stagno, adesso passano a raccogliere i cadaveri dei pesci che galleggiano sull’acqua.


p.s. sta per uscire l’intervista a Marco Mori con l’appello/denuncia alla Procura di Roma dopo le conferme del Ministro Orlando sul ricatto della BCE per l’inserimento in Costituzione del Pareggio di Bilancio. C’è ancora tempo per sostenerne economicamente la realizzazione, aggiungendo il proprio nome o un messaggio nel video. Scopri di più qui.
Partecipa all'appello / denuncia alla Procura di Roma di Marco Mori sul furto di sovranità operato dalla BCE

 

1 commento

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  • Claudio, se veramente l’elite finanziaria vuole allentare la stetta e rifarci spendere per risollevarci economicamente lo fa per avere consenso spendibile al momento giusto.
    Putin ha appena dimostrato con i fatti non le chiacchere che rispondera colpo su colpo, questo significa una sola cosa…. prova a pensarci… consenso per cosa? Per me stiamo parlando della terza guerra mondiale

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